Impianto di Terra (Scheda)
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- Fabrizio Gioia
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1 L IMPIANTO DI TERRA L impianto di terra è costituito dall insieme di elementi metallici che collegano, per motivi di sicurezza o funzionali, varie parti dell impianto elettrico. Secondo la funzione che è chiamato ad assolvere un impianto di terra può distinguersi in: messa a terra di protezione - collega tutte le parti metalliche degli impianti e degli apparecchi utilizzatori con lo scopo di limitare o, agevolando l interruzione del circuito guasto, di eliminare le tensioni pericolose che potrebbero applicarsi alla persona che venisse malauguratamente a contatto con un involucro metallico in difetto di isolamento. La messa a terra di protezione riguarda anche gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, i sistemi di scarico a terra di cariche elettrostatiche, la messa a terra di apparecchiature elettroniche che presentano correnti di dispersione elevate anche in condizioni di normale funzionamento. messa a terra per lavori - ha lo scopo di mettere in sicurezza una parte di impianto momentaneamente fuori servizio per esigenze di manutenzione messa a terra di funzionamento - serve a garantire il regolare funzionamento degli impianti come nel caso della messa a terra del centro stella dei sistemi elettrici di alta tensione. I componenti fondamentali dell impianto di terra sono (fig. 1): 1. dispersore intenzionale o artificiale (DA), ottenuto mediante picchetti (puntazze) infissi verticalmente nel terreno, nastri, piastre oppure corde nude interrate orizzontalmente 2. dispersore di fatto o naturale (DN), costituito da strutture metalliche interrate come ferri d armatura, tubazioni metalliche dell acqua (non sono solitamente utilizzabili le tubazioni dell acquedotto pubblico), schermi metallici dei cavi, ecc.. 3. conduttore di terra (CT), collega i dispersori fra loro e al collettore principale di terra, gli eventuali tratti di corda nuda a contatto col terreno devono essere considerati parte del dispersore. E consigliabile proteggere la parti interrate e quelle emergenti mediante tubi per migliorare le difese contro la corrosione e contro gli urti 4. collettore principale di terra, è il nodo principale, realizzato mediante sbarra o morsettiera, al quale fanno capo le diverse parti dell impianto 5. collegamenti equipotenziali principali (EQP), collegano al collettore principale di terra le masse estranee (tubazioni dell acqua,del gas, ecc..) entranti alla base dell edificio
2 6. pozzetto di ispezione, non obbligatorio 7. conduttore di protezione principale montante (PE), connette il collettore principale di terra con i PE di collegamento alle masse e con i conduttori equipotenziali di collegamento alle masse estranee 8. derivazione principale sul PE con collegamento passante senza interruzione del PE montante 9. conduttore di protezione secondario (PE), collega le masse al collettore principale di terra tramite il PE montante 10. collegamenti equipotenziali supplementari (EQS), collegano le masse estranee fra loro e al conduttore di protezione
3 Dispersore Fig. 1 Struttura fondamentale di un impianto di terra Il dispersore è un elemento o un insieme di elementi metallici a contatto col terreno atto a disperdere le correnti di guasto. Deve essere dimensionato e scelto in funzione dei seguenti criteri: Resistenza meccanica adeguata per evitare eventuali danneggiamenti dovuti alle sollecitazioni in fase di installazione o agli assestamenti del terreno
4 Collegamenti che garantiscano nel tempo una buona continuità elettrica tra le varie parti del dispersore Resistenza alla corrosione chimica del terreno e non aggressività nei confronti di altre strutture metalliche interrate alle quali il dispersore è collegato elettricamente Sezione adeguata a sopportare senza danni le sollecitazioni termiche ed elettrodinamiche dovute alle correnti di guasto verso terra La norma CEI 64-8/5 stabilisce le dimensioni minime per i dispersori intenzionali (la norma CEI 11-1 per gli impianti di alta tensione stabilisce dimensioni minime in parte diverse che riguardano però solo le utenze con cabina propria dei sistemi TN) al fine di assicurare una sufficiente resistenza alle sollecitazioni meccaniche e alla corrosione (fig. 2).
5 Fig. 2 Dimensioni minime degli elementi di un dispersore intenzionale La Norma raccomanda l impiego di metalli resistenti alla corrosione come ferro zincato, rame, acciaio ramato senza escludere la possibilità di impiegare anche altri metalli se adatti al tipo di terreno. Possono essere utilizzati anche metalli ferrosi senza rivestimenti protettivi purché lo spessore sia aumentato del 50% e le sezioni non siano inferiori a 100 mm 2. Nelle figure seguenti sono rappresentati alcuni tra i componenti più comuni impiegati per la costruzione di un impianto di terra.
6 Dimensionamento scelta e criteri realizzativi del dispersore Il terreno conduce le correnti di guasto che provengono dal dispersore dell impianto verso quello della cabina. Si tratta di un conduttore atipico che disponendo di una sezione molto grande rende ininfluente la distanza rispetto alla cabina; ad una certa distanza dal dispersore la resistenza del terreno si annulla. La resistenza di terra non dipende quindi dalla lunghezza di tale conduttore ma solamente dalla geometria che assume il dispersore. La resistenza che si oppone all ingresso della corrente nel terreno è l insieme di una resistenza di contatto, dovuta all aderenza più o meno intima delle superfici degli elettrodi col terreno circostante, e di una resistenza che dipende dalla forma dei dispersori e dalla resistività del terreno. In generale la resistività del terreno è molto elevata se paragonata ai normali materiali conduttori. La sua variabilità da luogo a luogo, dipendendo dalla conformazione geologica ed essendo influenzata dalla temperatura, dall umidità e dalla presenza nel terreno di composti in soluzione, ne rende molto difficoltosa la valutazione. Il suo valore può essere determinato solo attraverso misure o stabilito approssimativamente in funzione del tipo di terreno. Per abbassare il valore della resistenza di terra può essere necessario collegare in parallelo n dispersori elementari. La resistenza complessiva se si realizza un parallelo perfetto si riduce di un fattore 1/n. Realizzare il parallelo quasi perfetto non è facile e nemmeno del tutto conveniente. Ad una distanza pari a circa 10 volte la loro lunghezza l influenza fra i dispersori è praticamente inesistente ma già con qualche metro di distanza si ottengono risultati più che accettabili. La resistenza di terra può essere determinata preliminarmente mediante calcoli sufficientemente approssimati che non possono però prescindere da misure effettuate sul campo durante i lavori di posa per recuperare eventuali errori (valutazione della resistività del terreno, influenza reciproca fra dispersori o con strutture metalliche interrate) ed operare gli appropriati correttivi. Studi e rilievi sperimentali hanno consentito di scrivere delle formule semplificate per il calcolo della resistenza di terra in funzione delle caratteristiche dei diversi tipi di dispersori e della resistività del terreno (fig. 3).
7 Fig. 3 Formule semplificate per il calcolo della resistenza di terra di alcuni fra i più comuni tipi di dispersore
8 La scelta del tipo di dispersore è legata prevalentemente al tipo di terreno. Un dispersore a corda, solitamente interrato a profondità variabili di cm, potrà essere impiegato in terreni a bassa resistività superficiale mentre un dispersore a picchetto, raggiungendo anche gli strati profondi, sarà adatto per terreni con strati profondi bagnati. Non sarà conveniente posare un dispersore ad anello in terreni di riporto mentre un dispersore a picchetto non potrà essere utilizzato in terreni con un sottile strato di terreno che ricopre conformazioni rocciose. Il dispersore a maglia trova applicazione soprattutto nei sistemi TN dove si devono limitare le tensioni di passo e di contatto che si possono stabilire a causa di guasti sull alta tensione. Conduttori di terra (CT) I conduttori di terra normalmente si presentano sottoforma di corde o di piattine. Se il conduttore è nudo e interrato svolge anche le funzioni di dispersore e deve quindi avere le sezioni minime stabilite per i dispersori (come indicato nella figura 2, 35 mm 2 se in rame 50 mm 2 se in acciaio zincato) se invece si tratta ci corda nuda installata a vista le sezioni minime previste sono di 25 mm 2 se in rame e di 50 mm 2 se in acciaio zincato. Il conduttore di terrà può essere anche isolato, normalmente in PVC, e quindi, essendo garantita una buona protezione contro la corrosione, la sezione minima può essere di 16 mm 2 sia se di rame sia se di acciaio zincato. La sezione può essere ulteriormente ridotta se si adottano contemporaneamente difese contro le aggressioni chimiche e contro le sollecitazioni meccaniche, ad esempio conduttore isolato posato entro tubazione di tipo pesante. In questo caso la sezione minima non deve però essere inferiore alla maggiore sezione del conduttore di protezione collegato al collettore principale di terra. E consigliabile proteggere mediante tubi, solitamente in PVC, la parte interrata ed emergente dal terreno per migliorare le difese contro la corrosione e contro gli urti. Un esempio di applicazione delle norme, in relazione alle sezioni minime da adottare, nel caso di conduttori di terra in rame è riportato nella figura 4.
9 Fig. 4 Esempio di applicazione delle norme in relazione alle sezioni minime ammissibili dei conduttori di terra (CT) in rame Il dimensionamento dei conduttori di terra deve essere condotto in modo differente a seconda che si tratti di impianto alimentato in bassa tensione o in alta tensione. Le ragioni che stanno alla base del dimensionamento dei conduttori di terra sono principalmente legate alla resistenza meccanica e alla corrosione del conduttore. La corrente di guasto, infatti, che in condizioni di normale funzionamento è zero, è quasi sempre sopportabile da conduttori di terra che rispettino le sezioni minime stabilite dalle Norme. Una verifica più approfondita è comunque sempre auspicabile e richiede un analisi dei singoli sistemi di distribuzione. Dimensionamento dei conduttori di terra in un sistema TT La corrente di guasto attraversa il conduttore di terra la cui sezione minima deve essere, sempre rispettando le sezioni minime prescritte, almeno uguale al maggiore conduttore di protezione dell impianto oppure verificata con la nota relazione:
10 dove: - S E è la sezione minima del conduttore di terra in mm 2, - I è la corrente di guasto in ampere che percorre il conduttore di terra per un guasto franco a massa, - t è il tempo di intervento in secondi del dispositivo di protezione, - K C è un coefficiente che tiene conto delle caratteristiche del materiale e della temperatura iniziale e finale che assume il conduttore (tab. 54, Cap. 54 Norme 64-8) Se cautelativamente supponiamo di avere una resistenza dell impianto di terra particolarmente bassa, ad esempio R E =0,1 ohm, si avrà: Se il tempo di intervento delle protezioni fosse di un secondo (i relè differenziali intervengono generalmente in un tempo più breve) e il conduttore di protezione fosse un conduttore unipolare in EPR (K C =176), si avrà: Normalmente l impianto di terra presenta valori di resistenza superiori a quelli ipotizzati e i tempi di intervento delle protezioni sono generalmente più bassi per cui un conduttore avente sezione di 16 mm 2 è quasi sempre sufficiente per un sistema TT. Dimensionamento dei conduttori di terra in un sistema TN Il dimensionamento del conduttore di terra in un sistema TN deve essere condotto con modalità diverse a seconda che si tratti di guasto sulla MT o sulla BT. Media tensione
11 Per il calcolo di un guasto verso terra sulla MT prendiamo in considerazione una situazione estrema considerando, per comodità, una corrente di guasto pari a 1000 A (è un valore estremamente improbabile) e un tempo di intervento di 5 s. Se si utilizza sempre un conduttore di protezione unipolare in EPR dalla nota relazione si ottiene: Anche in questo caso una sezione di 16 mm 2 potrebbe essere adatta per la maggior parte delle situazioni con valori di correnti e di tempi di intervento (come normalmente si verifica) delle protezioni inferiori a quelli ipotizzati nell esempio. Bassa tensione La corrente di guasto in bassa tensione può raggiungere anche valori di alcune decine di ka ma normalmente interessa solo il conduttore di protezione. Quando esistono più nodi equipotenziali il conduttore di terra può essere interessato da correnti di guasto che hanno comunque, nella quasi totalità dei casi, valori piuttosto modesti perché la corrente che lo attraversa è funzione del rapporto tra l impedenza del conduttore di protezione e di quella del conduttore di terra ed è tanto più bassa quanto minore è la sezione del conduttore di terra. Non risulta quindi necessario nemmeno in questo caso, se si rispettano le dimensioni minime, operare particolari verifiche. Conduttori di protezione (PE) Col conduttore di protezione (è identificato dal colore giallo/verde e viene chiamato PE oppure, se svolge contemporaneamente anche la funzione di neutro, PEN) si realizza il collegamento delle masse con l impianto di terra. Unitamente all interruttore automatico garantisce la protezione dai contatti indiretti e deve essere dimensionato sia per sopportare le sollecitazioni termiche dovute alla corrente di guasto verso terra (che in condizioni di regime è nulla) sia per sopportare eventuali sollecitazioni meccaniche o azioni corrosive (le norme a tal proposito stabiliscono delle sezioni minime). Il dimensionamento può essere effettuato, con un metodo semplificato (fig. 5), in funzione della sezione del conduttore di fase o con la formula sotto indicata, metodo che conduce a sezioni notevolmente inferiori rispetto a quelle ottenute col metodo semplificato.
12 Fig. 5 Esempio di applicazione delle norme in relazione alla scelta della sezione S PE minima ammissibile dei conduttori di protezione (PE) in rame in funzione della sezione S F del conduttore di fase e del tipo di posa Dimensionamento in funzione del conduttore di fase: Rame - Sezione di fase S F <=16 (mm 2 ) PE= S F ; PEN=S F Rame - Sezione di fase S F compresa tra 16 e 35 (mm 2 ) PE=16 mm 2 ; PEN=16 mm 2 Rame - Sezione di fase S F >35 (mm 2 ) PE= S F /2 ; PEN= S F /2 Alluminio - Sezione di fase S F <=16 (mm 2 ) PE= S F ; PEN = S F
13 Alluminio - Sezione di fase S F compresa tra 16 e 35 (mm 2 ) PE=16 mm 2 ; PEN=25 mm 2 Alluminio - Sezione di fase S F >35 (mm 2 ) PE= S F /2 ; PEN= S F /2 Dimensionamento mediante formula: dove: I 2 t è l energia specifica lasciata passare dell interruttore automatico durante l interruzione del guasto K C è un coefficiente che dipende dal materiale isolante e dal tipo di conduttore impiegato Se la sezione che si ricava dalla relazione S F /2 non è compresa fra le sezioni unificate è ammesso adottare quella che più si avvicina a quella calcolata. Tale procedimento è valido solo se il conduttore di protezione è costituito dallo stesso materiale del conduttore di fase. In caso contrario la sezione del conduttore deve essere calcolata in modo che le conduttanze dei diversi materiali abbiano lo stesso valore. Uguagliando e risolvendo si ottiene Dove: S PE è la sezione ricavata dalle tabelle relative al materiale, di resistività uguale a quello del conduttore di fase ed sono rispettivamente la sezione e la resistività del materiale del conduttore di protezione prescelto. Se il conduttore di protezione è comune a più circuiti utilizzatori il valore della sezione deve essere scelto riferendosi alla maggior sezione fra i conduttori di fase. Per concludere occorre ricordare che quando il conduttore di protezione non fa parte della conduttura di alimentazione non deve, in ogni caso, essere inferiore a 2,5 mm 2 se è
14 prevista una protezione meccanica del conduttore stesso (tubo di protezione), e a 4 mm 2 se non è prevista una protezione meccanica. Una particolare nota va dedicata alle apparecchiature elettroniche con correnti di dispersione superiore a 10 ma che devono essere collegate a terra secondo una delle seguenti configurazioni: un cavo unipolare non inferiore a 10 mm 2 ; due cavi in parallelo ciascuno di sezione non inferiore a 4 mm 2 ; anima di cavo multipolare di sezione non inferiore a 2,5 mm 2 purché il cavo abbia una sezione complessiva non inferiore a 10 mm 2 per rendere minimi i danni dovuti ad eventuali sollecitazioni meccaniche; due cavi in parallelo di sezione non inferiore a 2,5 mm 2 protetti mediante componenti metallici. Parti dell impianto da collegare al PE Attraverso il PE si devono collegare all impianto di terra: gli alveoli delle prese a spina gli involucri metallici delle apparecchiature elettriche ad installazione fissa gli apparecchi non di classe II i controsoffitti metallici che portano cavi non di classe II o apparecchi elettrici di classe I gli apparecchi illuminanti di classe I i canali e i tubi protettivi metallici che portano cavi non di classe II. Canali e tubi metallici devono essere in buon contatto elettrico fra loro
15 Fig. 6 Esempio di parti dell impianto che devono essere collegate all impianto di terra Collegamenti equipotenziali Sono conduttori che collegano fra di loro parti che normalmente si trovano al potenziale di terra garantendo quindi l equipotenzialità fra l impianto di terra e le masse estranee e consentendo di ridurre la resistenza complessiva dell impianto. Non essendo conduttori attivi e non dovendo sopportare gravose correnti di guasto il loro dimensionamento non segue regole legate alla portata ma alla resistenza meccanica del collegamento. Per gli ambienti ordinari le norme prescrivono le sezioni minime che devono essere rispettata per questi conduttori distinguendo tra conduttori equipotenziali principali (EQP) e conduttori equipotenziali supplementari(eqs). Sono detti principali se collegano le masse estranee entranti alla base dell edificio al nodo principale di terra, sono detti supplementari negli altri casi (fig. 7).
16 Fig. 7 Esempio di scelta delle sezioni minime dei conduttori equipotenziali I collegamenti equipotenziali supplementari sono obbligatori solo in particolari situazioni ambientali come ad esempio nei bagni. Sono necessari anche nei casi in cui la protezione viene attuata senza l impianto di terra come ad esempio quando si utilizza la protezione per separazione elettrica. Devono essere effettuati utilizzando appositi morsetti a collare di materiale adatto ad evitare il formarsi di coppie galvaniche che potrebbero favorire la corrosione. Le sezioni minime prescritte per tali collegamenti sono di seguito indicate. Sezioni minime dei conduttori equipotenziali principali EQP: Sezione del conduttore di protezione principale PE <=10 (mm 2 ) -Sezione del conduttore equipotenziale 6 (mm 2 ) Sezione del conduttore di protezione principale PE =16 (mm 2 ) - Sezione del conduttore equipotenziale 10 (mm 2 ) Sezione del conduttore di protezione principale PE =25 (mm 2 ) - Sezione del conduttore equipotenziale 16 (mm 2 ) Sezione del conduttore di protezione principale PE >35 (mm 2 ) - Sezione del conduttore equipotenziale 25 (mm 2 ) Sezioni minime dei conduttori equipotenziali supplementari EQS:
17 collegamento massa-massa - EQS>=PE di sezione minore( 1 ) collegamento massa-massa estranea - EQS>=1/2 della sezione del corrispondente conduttore PE In ogni caso la sezione del conduttore EQS deve essere: >=2,5 mm 2 se protetto meccanicamente; >=4 mm 2 se non protetto meccanicamente ( 1 ) E opportuno aumentare la sezione del conduttore EQS sulla base della corrente di guasto effettiva quando le due masse appartengono a circuiti con sezioni dei conduttori di protezione molto diverse. Questo per evitare che sul conduttore EQS, dimensionato in base alla sezione del conduttore di protezione minore, possano circolare correnti di guasto non sopportabili dal conduttore stesso Connessioni e collettore principale di terra Ogni impianto di terra deve disporre di un collettore principale di terra che può essere una piastra metallica in acciaio zincato o in rame stagnato o cadmiato o una apposita morsettiera. Le giunzioni e le connessioni fra i vari elementi dell impianto di terra devono essere eseguite a regola d arte in modo che sia garantita la continuità elettrica nel tempo. Il contatto deve essere ben saldo per evitare possibili allentamenti (fig. 8) e, ove necessario, le connessioni devono essere facilmente accessibili e sezionabili per facilitare le operazioni di manutenzione e verifica.
18 Fig. 8 Esempi di connessioni a regola d arte collegamento fra tubo e corda isolata collegamenti fra
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