LA VOCE E LA VOCALITÀ INFANTILE

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1 Istituto Musicale Vincenzo Bellini Catania Scuola di DIDATTICA DELLA MUSICA Corso di DIREZIONE DI CORO E REPERTORIO CORALE Anno Accademico 2006/2007 Prof.ssa Elisa Poidomani LA VOCE E LA VOCALITÀ INFANTILE Sonia Lo Schiavo

2 La voce e la vocalità infantile di Sonia Lo Schiavo La voce è il primo mezzo che permette all uomo di comunicare fin dall inizio della sua vita. Dai primi vagiti, alle prime parole, egli ne fa un uso continuo, ed anche professionale. Ma il problema fondamentale è proprio l uso che se ne fa; infatti la voce umana viene per così dire sprecata perché il più delle volte non se ne conoscono né i limiti né le risorse. Per gli antichi greci la voce era l organo privilegiato della bellezza dei suoni; la vocalità fu uno dei principali caratteri dell arte musicale greca, insieme alla verbalità, cioè all emissione della parola, perché senza di essa non esisteva musica. E importante capire il concetto della funzione vocale, le sue potenzialità, da dove scaturisce e come deve essere usata nei diversi ambiti, sia nel parlare, sia nel cantare. Innanzitutto, dobbiamo conoscere com è fatto l apparato vocale, perché è il punto di partenza per comprendere come poter controllare i meccanismi vocali. Gli organi fonatori, che fanno parte dell apparato respiratorio, sono: - la laringe, fonte di produzione del suono, posta nella parte anteriore del collo, cioè nella cartilagine tiroidea, più visibile nell uomo (pomo d Adamo); - la faringe, che va dalla laringe alle cavità nasali, e si divide in parte superiore (nasale), media (orale), e inferiore (laringea); - le cavità nasali e paranasali, costituite dallo spazio che va dal retro del naso fino alla faringe superiore; - la bocca, che è una cavità di risonanza, delimitata in basso dalla lingua e in alto dal palato, diviso a sua volta in due parti: palato duro che separa la cavità orale da quella nasale e palato molle che si estende in fondo nella cavità della faringe, dividendo la parte orale da quella nasale della faringe; - i polmoni, indispensabili per la respirazione, posti dentro la cavità toracica. Posta sotto la cartilagine tiroidea troviamo la cartilagine cricoidea, a forma di anello, che rappresenta l elemento di sostegno dello scheletro laringeo, le due cartilagini aritenoidee, disposte lateralmente, e la cartilagine epiglottide, mobile perché permette di chiudere l accesso alle vie polmonari. Dentro la cavità laringea vi sono le due corde vocali, che entrano in vibrazione quando la glottide si chiude, ottenendo così il suono. Quando respiriamo, la posizione della glottide di massima apertura viene effettuata dai muscoli crico-aritenoidei posteriori, quando la glottide si chiude vengono azionati i muscoli crico-aritenoidei laterali.

3 Le corde vocali sono composte da due membrane che entrano in vibrazione col fluire dell aria proveniente dai polmoni e, tramite i muscoli tiro-aritenoidei, dentro cui sono inserite, variano la loro lunghezza e lo spessore realizzando le diverse altezze dei suoni. Infatti, all aumentare del suono, diminuisce l escursione delle corde vocali, che si avvicinano sempre di più fino a chiudere completamente la glottide. Grazie alla contrazione dei muscoli crico-aritenoidei (che allungano le corde vocali) si evita che le corde si chiudano annullando quindi il suono. Per l emissione di un qualsiasi suono è indispensabile che vi sia una costante respirazione, che viene effettuata tramite i polmoni, posti all interno della cavità toracica. La loro forma e dimensione è in rapporto col torace, perché ad un allargamento di quest ultimo corrisponde un aumento dell area polmonare. Quest allargamento del torace si attua grazie ad un innalzamento delle costole: se si innalzano le costole superiori si avrà la respirazione costale, molto dannosa sia per il canto, che per il parlato, se si allargano le costole laterali si avrà la respirazione costodiaframmatica. Il diaframma, infatti, è un muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale ed è posto sotto i polmoni, ed ha la capacità di muoversi verso l alto, durante l espirazione, o il basso, durante l inspirazione. Nel canto, ed anche nel parlato, è fondamentale l uso della respirazione diaframmatica, che se ben effettuata, aiuta ad una più esatta emissione del suono senza creare problemi. La qualità della voce dipende, in modo principale, dalle dimensioni della laringe, di conseguenza, dalle dimensioni delle corde vocali che si diversificano nell uomo e nella donna. L educazione della voce cantanta è un punto importantissimo per una buona emissione, sia nell adulto che, specialmente, nel bambino. Infatti l educazione al canto in un bambino, comporta una conoscenza esatta delle capacità e dei limiti da poter raggiungere. Nella voce adulta esiste una differenzazione, in ambo i sessi, per tre tipi di estensioni, alte, medie e basse. Nella donna abbiamo, con varie sfaccettature, la voce di soprano, la più acuta, mezzo-soprano e contralto; nell uomo abbiamo il tenore, la più alta, il baritono ed il basso. Nel bambino, invece, la voce ha diversi particolari, a seconda dell età, che la contraddistinguono da quella dell adulto. La laringe del neonato, ad es., modifica la sua posizione nel collo durante lo sviluppo. Infatti, nei primi due anni di età non ci sono diversità tra i sessi di carattere morfologico. Oggi si dà molta importanza alle manifestazioni fonatorie del neonato, volendo accuratamente educare già dal 5 mese il neonato a controllare, attraverso la presentazione di stimoli sonori semplici, l emissione tramite una risposta del bambino a detti stimoli. Grande importanza riveste la voce della madre o di coloro che interagiscono con esso, perché il bambino sviluppa una buona memoria uditiva. In seguito, l estensione vocale aumenta

4 e anche la tessitura, andando su di un ottava verso l ottavo anno (per una voce, però, non educata). Andando avanti con l età si delineano delle differenze tra le due voci (maschile e femminile) che riguardano l altezza tonale, il timbro e l estensione che nelle femmine è più acuta, e nei maschi il timbro diventa più scuro. In questa fase di crescita è importante che l insegnante prepari accuratamente i bambini al canto sfruttandone le potenzialità musicali, ma tenendo sempre presente i limiti e le attitudini degli stessi. Sarà opportuno, quindi, iniziare impostando la respirazione costo-diaframmatica, essendo il meccanismo respiratorio fisiologico presente già in molti bambini, e l assunzione della postura corporea corretta. Tutto ciò potrà avvenire attraverso il gioco che rappresenta la principale attività del bambino; ad esempio, appoggiando la mano sullo stomaco, il bambino, disteso per terra, potrà verificare lui stesso la sua inspirazione ed espirazione, diversificata in diversi momenti con respiri corti, con brevi apnee, e con espirazioni lunghe; mettendo, poi, le mani sulle costole potrà constatare egli stesso il movimento effettuato da queste e controllarlo; si potranno, in seguito, fare degli altri esercizi anche in piedi centrati sulla respirazione cominciando a far emettere i primi suoni, dalle semplici consonanti, alle prime sillabe a dei vocalizzi e così via. Il canto richiede, perciò, un metodo che abbia una sequenzialità di proposte, interventi misurati che abbiano una loro gradualità, ma sarà essenziale e necessario insegnare al bambino ad ascoltare, per poi riprodurre suoni simili o uguali a quelli uditi. L intonazione è una questione di un buon ascolto proponendo al bambino canzoncine con difficoltà graduali, permettendogli, così, di impossessarsi poco alla volta delle tecniche utili per un uso corretto della voce e del canto. Punto fondamentale sarà far comprendere al bambino le abilità di base, quali la respirazione, i tempi per attuarla, le altezze dei suoni, il ritmo, la pronuncia delle vocali e delle consonanti, che potranno essere apprese con gradualità e sottoforma dapprima di gioco e, in seguito, di consapevolezza di sé e delle proprie capacità. Tutto ciò dovrà avvenire stabilendo metodi, contenuti e norme per lo svolgimento, che terranno conto dell età del bambino e delle sue capacità vocali. In questo modo si eviterà di far produrre ai bambini suoni posti agli estremi della loro tessitura in modo insensato, cercando, invece, con accurati esercizi, che tengano sempre presente della maturazione dell organo vocale, di fargli acquisire quella maturità che lo porti ad un ampliamento dell estensione senza forzature, ma con semplicità e naturalezza. Dobbiamo, altresì, tener presente il periodo della muta della voce, che avviene, in generale, verso il decimo anno di età, con un cambiamento progressivo delle caratteristiche vocali (abbassamento dei suoni acuti, raucedine, alternanza di suoni gravi e acuti, ecc.). Questi

5 fenomeni avvengono per il progressivo cambiamento dovuto alla crescita del corpo che va adattandosi alle varie trasformazioni interne ed esterne. Purtroppo, oggi, troppo spesso si assiste ad un uso della voce infantile errato, dato, per lo più, da insegnanti noncuranti, o da stimoli non corretti anche nell ambito familiare, che non tengono conto che la voce, l educazione dell orecchio, l espressione vocale, l uso dell apparato respiratorio, devono tutti essere elementi che tra di loro si integrino e collaborino all educazione della presa di coscienza che il bambino deve avere di se. Infatti, saper usare tutte queste capacità fa sì che il bambino abbia una maggiore facilitazione nell apprendimento corretto del linguaggio e della conoscenza del suo corpo. Ma molto spesso, invece, assistiamo a problemi di disfonia, cioè disturbi della voce, in età pediatrica, noti come disfonie infantili, che colpiscono oltre un milione di bambini; i maschi, solitamente i più agitati e urlatori abituali, sono colpiti da patologia nodulare delle corde vocali con un rapporto maggiore rispetto alle femmine. Risulta però difficile stimare con precisione l incidenza delle turbe vocali nei bambini, a causa dei diversi metodi di indagine utilizzati dalla ricerca. Comunque, tramite i logopedisti, che si occupano del disturbo del linguaggio, o degli esercizi di ortofonia, che servono per correggere i difetti della voce e dell articolazione delle parole, si può ovviare, se non si ci trova in casi estremi, a quei problemi che insorgono nel bambino in età prescolare e scolare.

6 Bibliografia Antonio Juvarra, Il canto e le sue tecniche, Ricordi Mario De Santis Franco Fussi, La parola ed il canto Bruna Liguori Valenti, La vocalità infantile, Ricordi Leonardo Calì, Abilità di Base, Roma, Seam 1997 Francoise Goddard, La voce, ed. Franco Muzzio Maria Letizia Lombardi, Le disfonie infantili, tesi

7 RELAZIONE DELLA CANDIDATA SONIA LO SCHIAVO LA VOCE E LA VOCALITA INFANTILE ANNO ACCADEMICO

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