Persico trota (Micropterus salmoides)

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1 Persico trota (Micropterus salmoides) Specie alloctona di taglia media, raramente superiore a 60 cm di lunghezza e con un peso massimo intorno a 3-4 kg. Originaria del Nord America, la specie è stata introdotta in Europa nel 1883, in Germania e in Austria. La sua presenza in Italia risale agli inizi del 900 con l immissione in varie regioni settentrionali. Attualmente popola laghi, stagni e fiumi di pianura in molte località del Nord e del Centro Italia, ed è molto apprezzato nell ambito della pesca sportiva. Il persico trota è legato alle acque calde, a lento decorso, stagnanti, con fondo molle, e ricche di vegetazione sommersa ed emergente; lo si rinviene in ambienti quali laghi, fiumi, canali, stagni, che ha colonizzato naturalmente o in seguito a ripopolamenti. Specie gregaria, durante la fase giovanile vive in acque basse, formando gruppi di pochi individui attivi prevalentemente nelle ore diurne, e che di notte si rifugiano in mezzo alla vegetazione. Gli adulti prediligono acque più profonde e sono attivi sia di giorno che di notte. Soltanto gli individui che raggiungono taglie notevoli conducono vita solitaria e, in generale, durante il periodo riproduttivo. Il persico trota è un predatore prevalentemente ittiofago, la cui dieta è rappresentata soprattutto da pesci di piccola e media taglia e da avannotti. Tra le specie ittiche più comunemente predate vi sono l alborella, la scardola, il persico sole, il cobite, il pesce gatto. I giovani si nutrono soprattutto di crostacei. La riproduzione ha luogo da maggio a luglio e la maturità sessuale è raggiunta al secondo anno nei maschi e al terzo per la maggior parte delle femmine. Le uova, di tipo adesivo, vengono deposte preferibilmente nelle ore crepuscolari, in acque basse e calme, in 31

2 prossimità della riva, all interno di un nido rappresentato da un piccolo avvallamento su un fondo sabbioso. Ogni femmina produce alcune migliaia di uova. Le cure parentali sono svolte dal maschio, che difende il nido da eventuali intrusioni di maschi conspecifici. Nelle acque provinciali il persico trota è presente in tutti i bacini lacustri, sebbene si registri un generale calo delle sue popolazioni. La specie è inoltre rinvenibile nel Fiume Bardello e nel Canale Brabbia Pigo (Rutilus pigus) Specie autoctona di media taglia, può raggiungere i 45 cm di lunghezza totale e peso massimo di circa 1,5-2 kg. Il pigo è una specie endemica dell Italia settentrionale e risulta la meno diffusa e la meno nota tra le tre specie italiane appartenenti al genere Rutilus. Predilige le acque profonde e lente dei corsi d acqua di maggiori dimensioni e quelle dei grandi laghi subalpini (ad eccezione del Lago di Garda), preferendo le zone ricche di vegetazione. Vive in grossi gruppi e i giovani tendono a costituire spesso branchi misti con l alborella, mentre gli adulti si possono trovare in associazione con la savetta, con la quale condividono la dieta. Specie onnivora, assume prevalentemente il cibo sul fondo. Nella sua dieta riveste fondamentale importanza la componente vegetale, in particolare le alghe filamentose, ma si alimenta anche di invertebrati bentonici, soprattutto gasteropodi. La stagione riproduttiva va da aprile a giugno e la maturità sessuale è raggiunta a 2-3 anni d età. Negli ambienti lacustri gli individui sessualmente maturi si portano per la deposizione in acque litorali poco profonde con substrati litici; nelle acque correnti essi 32

3 risalgono i fiumi per raggiungere aree con acqua poco profonda con substrati ciottolosi e ghiaiosi dove avviene la deposizione. Le uova (da a per kg di peso) vengono deposte sulla vegetazione e sulle pietre del fondo, in acque ben pulite. Durante il periodo della frega i maschi si ricoprono di vistosi tubercoli nuziali sul capo e sul dorso. In Italia le popolazioni di pigo da alcuni decenni sono in forte contrazione, principalmente a causa della presenza di dighe e sbarramenti che impediscono ai riproduttori di raggiungere i siti idonei alla deposizione delle uova. In provincia di Varese esistono discrete popolazioni di pigo nel Lago Maggiore, nel Fiume Ticino suo emissario e nel Torrente Margorabbia, anche il Lago di Lugano ospita una discreta popolazione, nonché nel Lago Delio, ma sembra che la sua presenza sia accidentale per il pompaggio delle acque dal Maggiore. Un ulteriore minaccia per la conservazione di questa specie d importanza comunitaria è rappresentata dalla presenza del gardon, dal momento che osservazioni recenti hanno ravvisato il pericolo derivante dalla sua ibridazione con quest ultimo, in particolare nel Fiume Ticino Salmerino alpino (Salvelinus alpinus) Salmonide che presenta un elevato polimorfismo in funzione degli ambienti in cui vive: normalmente raggiunge la lunghezza totale massima di cm e il peso di 1,5-3 kg, ma esistono popolazioni di piccola taglia dove non viene superata la lunghezza di cm; in casi eccezionali a anni di età può essere raggiunta la lunghezza di 80 cm e il peso di 8-10 kg. In Italia il salmerino è, in realtà, indigeno solo nella regione alpina del Trentino-Alto-Adige dalla quale è stato introdotto in vari bacini delle Alpi e delle Prealpi. La specie è legata agli 33

4 ambienti lacustri alpini e ai grandi laghi prealpini, dove si localizza sempre nelle acque a maggiore profondità, limpide, fredde e ben ossigenate. A latitudini più settentrionali, molte popolazioni sono invece migratrici anadrome. Specie gregaria, durante la fase giovanile si alimenta esclusivamente di forme planctoniche, passando a nutrirsi di invertebrati bentonici con l avanzare dell età. Esemplari di lunghezza superiore ai 20 cm predano anche pesci di piccola taglia. La riproduzione si svolge tra novembre e gennaio, ma in alcuni ambienti può essere anticipata. Le uova vengono deposte in profondità, in un nido scavato dalla femmina su fondali ghiaiosi o pietrosi. Ogni femmina può deporre fino a uova per kg di peso corporeo. La maturità sessuale è raggiunta di norma a 2-3 anni di età. Il salmerino alpino risulta particolarmente sensibile alla competizione con altri Salmonidi, pertanto la specie, considerata la scarsità dei popolamenti nelle acque italiane, richiede adeguate misure di tutela. In provincia di Varese la specie è presente con popolazioni di scarsa consistenza nel Lago Maggiore e nel Lago di Lugano, dove l alterazione qualitativa delle acque ha contribuito alla riduzione degli effettivi Sanguinerola (Phoxinus phoxinus) Specie autoctona di piccola taglia, che normalmente non supera i 12 cm di lunghezza totale massima. Questo ciprinide reofilo predilige le acque limpide, fresche e ben ossigenate, con fondali ghiaiosi, tipiche dei tratti pedemontani dei corsi d acqua, ma lo si può rinvenire anche nei laghi oligotrofi. Condivide gran parte del suo habitat con le trote, delle quali spesso risulta essere preda; talvolta si trova associata anche ad altre specie, tra cui il barbo canino, il 34

5 cavedano, il temolo e lo scazzone. In pianura popola i fontanili e i fiumi di risorgiva, dove convive con giovani di cavedano, lasca e barbo comune. La sanguinerola è una specie gregaria, che tende a rimanere in prossimità delle rive, dove si nasconde tra i massi e la vegetazione. L alimentazione è onnivora e non specializzata: gli individui si nutrono soprattutto di larve di insetti acquatici, crostacei bentonici, frammenti vegetali e, negli ambienti lacustri, anche di zooplancton; occasionalmente si cibano anche di avannotti e uova di altri pesci. La maturità sessuale è raggiunta al secondo anno di età, in alcuni casi anche al primo. Il periodo riproduttivo si protrae da maggio a luglio e la deposizione avviene in acque basse, su fondali sabbiosi o pietrosi, con gruppi formati da molti maschi e poche femmine. Il numero di uova prodotte è di per femmina. Nelle acque provinciali la sanguinerola è presente con popolazioni ben strutturate nel Torrente Margorabbia e nei tratti a valle della Maddalena; è presente inoltre nei torrenti Rancina e Lenza, nel Canale Brabbia e nel Rio Boesio Savetta (Chodrostoma soetta) Specie autoctona di taglia media, può raggiungere la lunghezza totale massima di circa 40 cm e il peso di circa 1kg. La savetta, endemica dei bacini della Pianura Padana, è tipica di acque profonde, ben ossigenate e a medio-lento decorso; predilige, infatti, i corsi d acqua di grandi dimensioni, dove colonizza i tratti medio-inferiori. È presente, anche se con popolazioni meno consistenti, nei grandi laghi prealpini. È una specie gregaria che tende a restare in gruppi più o meno numerosi nelle buche più profonde o nella zona centrale dei corsi d acqua. 35

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