DATI ISTAT Noi Italia

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1 Nel 2013 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 12,6 per cento, poco più di 10 milioni di individui (16,6 per cento della popolazione). La povertà assoluta coinvolge il 7,9 per cento delle famiglie, per un totale di circa 6 milioni di individui. Il Mezzogiorno presenta una situazione particolarmente svantaggiata, con in media oltre un quarto di famiglie povere; per il Centro e il Nord l incidenza è, viceversa, molto più contenuta (rispettivamente 7,5 e 6,0 per cento). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 33

2 Nel 2012 circa il 62 per cento delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore all importo medio annuo ( euro, pari a circa euro al mese). In Campania si osserva la più elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito, mentre in Sicilia si registra il reddito medio annuo più basso (circa il 29 per cento in meno del dato medio italiano). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 34

3 Nel 2013 il 23,4 per cento delle famiglie residenti in Italia presenta almeno tre delle difficoltà considerate nel calcolo dell indice sintetico di deprivazione, una quota in diminuzione rispetto all anno precedente. Il panorama regionale mette in evidenza il forte svantaggio del Mezzogiorno, con un valore dell indicatore pari al 40,8 per cento. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 35

4 In aumento l incidenza di povertà assoluta nel Mezzogiorno (2013). La povertà è fortemente associata al territorio, alla struttura familiare (numerosità dei componenti e loro età), a livelli di istruzione e profili professionali bassi, all esclusione dal mercato del lavoro. Nel 2013 il 12,6 per cento delle famiglie è relativamente povero, 3 milioni 230 mila; le persone in povertà relativa sono poco più di 10 milioni, 16,6 per cento della popolazione. La povertà assoluta coinvolge il 7,9 per cento delle famiglie, per un totale di circa 6 milioni di individui. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 36

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6 Il panorama regionale mette in evidenza il forte svantaggio dell'italia meridionale e insulare, famiglie povere pari a circa il doppio rispetto alla media nazionale. Le famiglie in povertà relativa sono il 26,0 per cento di quelle residenti (contro il 7,5 del Centro e il 6,0 del Nord) e quelle in povertà assoluta ne rappresentano il 12,6 per cento (contro rispettivamente il 6,0 e il 5,5 per cento). Le situazioni più gravi tra le famiglie residenti in Calabria (32,4 per cento) e Sicilia (32,5 per cento), dove un terzo delle famiglie è relativamente povero 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 38

7 All'opposto, nel resto del Paese si registrano incidenze di povertà relativa decisamente più contenute: la provincia autonoma di Bolzano si conferma per l'incidenza più bassa (3,7 per cento, con una dinamica in diminuzione rispetto al 2012), seguita da Emilia-Romagna (4,5 per cento), Toscana (4,8 per cento) e provincia autonoma di Trento (4,9 per cento). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 39

8 Nel Mezzogiorno, inoltre, alla più ampia diffusione della povertà si associa anche una maggiore gravità del fenomeno: qui la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è pari a 744,07 euro e l'intensità di povertà è pari al 23,5 per cento, in aumento rispetto al 2012 (21,4 per cento). Nel Nord e nel Centro, dove la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è più elevata (801,79 e 800,29 euro rispettivamente), l'intensità risulta pressoché stabile intorno al 17,6 per cento. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 40

9 L'indice di concentrazione, calcolato con i dati relativi ai redditi del 2012 rilevati dall'indagine sul reddito e condizioni di vita (Eu-Silc), direttamente confrontabili in ambito europeo, colloca l'italia (0,324) a un livello più basso rispetto a nove paesi, tra cui la Spagna (0,337). I paesi Ue sono caratterizzati da notevoli differenze. I paesi che mostrano distribuzioni più diseguali sono la Bulgaria (0,354), la Lettonia (0,352) e la Lituania (0,346). All'estremo opposto, in Slovacchia (0,242), Slovenia (0,244), Repubblica Ceca (0,246) e Svezia (0,249) i valori mostrano una diseguaglianza sensibilmente inferiore. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 41

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11 La Sicilia presenta il reddito medio annuo più basso ( euro, il 29 per cento in meno del dato medio italiano); inoltre, in tale regione, in base al reddito mediano il 50 per cento delle famiglie si colloca al di sotto di euro annui. All'opposto, la provincia autonoma di Bolzano presenta il più alto reddito familiare medio annuo ( euro), seguita dalla Lombardia ( euro) e dalla provincia autonoma di Trento ( euro). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 43

12 La più elevata concentrazione del reddito si osserva in Campania, con un valore dell'indice pari a 0,380; valori superiori al valore medio nazionale si osservano anche in Sicilia, Liguria, nel Lazio e in Molise. Un'elevata equità nella distribuzione dei redditi si osserva, invece, nella provincia autonoma di Bolzano, in Friuli- Venezia Giulia, in Umbria e in Veneto. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 44

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14 Il 23,4 per cento delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6 milioni di individui L indicatore sintetico di deprivazione rappresenta una misura importante nell ambito dell analisi dell esclusione sociale. A partire da una pluralità di indicatori semplici, riferiti a diverse dimensioni del disagio economico, l indicatore sintetico fornisce un utile indicazione sulla diffusione di alcune difficoltà del vivere quotidiano e rappresenta un complemento all analisi condotta in termini di povertà monetaria. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 46

15 Come altre dimensioni del disagio, anche la deprivazione mostra una forte associazione con il territorio, la struttura familiare, il livello di istruzione e la partecipazione al mercato del lavoro. Il valore dell indicatore è marcatamente più elevato tra le famiglie con cinque componenti o più (34,1 per cento), residenti nel Mezzogiorno (40,8 per cento), con tre o più minori (35,8 per cento), tra le famiglie che vivono in affitto (41,7 per cento). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 47

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17 Nel 2013 il 23,4 per cento delle famiglie residenti in Italia presenta almeno tre delle difficoltà considerate (il 12,4 per cento nel caso di quattro o più) con differenze marcate tra i diversi indicatori: il 2,6 per cento delle famiglie residenti dichiara di non potersi permettere l'acquisto di una lavatrice, un televisore a colori, un telefono o un'automobile, mentre sono il 50,4 per cento quelle che non possono permettersi una settimana di vacanza lontani da casa. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 49

18 Circa il 19 per cento delle famiglie dichiara di non riuscire a riscaldare adeguatamente l'abitazione e il 14,5 per cento di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni. Infine, il 12 per cento delle famiglie residenti è rimasto in arretrato con almeno un pagamento tra mutuo, affitto, bollette o debiti diversi dal mutuo e il 40,5 per cento non riuscirebbe ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro. 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 50

19 Il panorama regionale mette in evidenza il forte svantaggio dell'italia meridionale e insulare, con valori più che doppi rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno, le famiglie deprivate sono il 40,8 per cento di quelle residenti, contro il 15,4 per cento del Nord-ovest, il 13,1 per cento del Nord-est e il 17,3 del Centro. Le situazioni più gravi tra le famiglie residenti in Sicilia (50,2 per cento), in Puglia (43,0) e in Calabria e Campania (38,8). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 51

20 Fra le realtà territoriali che mostrano i valori più contenuti sono presenti le famiglie residenti nella provincia autonoma di Trento (10,6), nel Veneto (12,1), in Piemonte (12,2), in Toscana (12,5) e in Emilia-Romagna (14,1). 12/06/2015 Per Rafforzare il progetto costituzionale. In ricordo di Nazareno Re 52

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