VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 223)

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1 VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 223) 1. Il Datore di Lavoro determina, preliminarmente, l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei Lavoratori da essi derivanti prendendo in considerazione in particolare: a) le loro proprietà pericolose; b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell'immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza ; c) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione; d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la quantità utilizzata nei processi; e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare; g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese.

2 VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 223) Il Datore di Lavoro indica quali misure sono state adottate. Nella valutazione medesima devono essere incluse le attività, ivi compresa la manutenzione e la pulizia, per le quali è prevedibile la possibilità di notevole esposizione o che, per altri motivi, possono provocare effetti nocivi per la salute e la sicurezza, anche dopo l'adozione di tutte le misure tecniche. 3. Nel caso di attività lavorative che comportano l'esposizione a più agenti chimici pericolosi, i rischi sono valutati in base al rischio che comporta la combinazione di tutti i suddetti agenti chimici. 4. Il responsabile dell'immissione sul mercato di agenti chimici pericolosi è tenuto a fornire al datore di lavoro acquirente tutte le ulteriori informazioni necessarie per la completa valutazione del rischio.

3 VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 223) 5. La valutazione del rischio può includere la giustificazione che la natura e l'entità dei rischi connessi con gli agenti chimici pericolosi rendono non necessaria un'ulteriore valutazione maggiormente dettagliata dei rischi. 6. Nel caso di un'attività nuova, la valutazione dei rischi che essa presenta e l'attuazione delle misure di prevenzione sono predisposte preventivamente. Tale attività comincia solo dopo che si sia proceduto alla valutazione dei rischi che essa presenta e all'attuazione delle misure di prevenzione. 7. Il Datore di Lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità. Documento di valutazione del rischio La valutazione del rischio chimico e la redazione del Documento di Valutazione deve essere effettuata preliminarmente all inizio dell attività in cui vi è eventuale presenza di agenti chimici pericolosi per la salute e per la sicurezza ed ha inizio con il censimento di tutte le sostanze e preparati presenti nel ciclo lavorativo.

4 VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 223) Il documento di Valutazione del Rischio Chimico deve contenere le seguenti informazioni (art. 223): 1. analisi dei processo lavorativi e delle mansioni; 2. identificazione degli agenti chimici pericolosi; 3. proprietà pericolose degli agenti chimici; 4. le informazioni sui pericoli per la salute e sicurezza comunicate dal produttore o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi delle leggi in vigore; 5. il livello, il tipo e la durata dell esposizione; 6. le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la quantità degli stessi; 7. i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; 8. gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare; 9. le eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese; 10. l indicazione, per ogni sostanza (o famiglia di sostanze), della quantità e della modalità e frequenza di esposizione che consentono, anche attraverso l utilizzo di modelli e/o algoritmi, di definire il livello di rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, come attuazione del dispositivo di legge.

5 IL RISCHIO DA SOSTANZE CHIMICHE AD ELEVATA PERICOLOSITA Ø SOSTANZE SENSIBILIZZANTI Ø SOSTANZE ANTIGENIZZANTI CON EFFETTO MEMORIA Ø SOSTANZE MUTAGENE Ø SOSTANZE TERATOGENE Ø SOSTANZE CANCEROGENE Ø SOSTANZE AFFERENTI ALLA PRODUZIONE DI ANTIBLASTICI * * Il rischio chimico generato dalla manipolazione delle sostanze con proprietà antiblastiche riveste carattere di notevole importanza perché alcune di esse sono risultate mutagene e cancerogene in animali da esperimento e, secondo lo I. A. R. C. (istituto deputato alla valutazione del rischio cancerogeno da sostanze chimiche), probabili cancerogene anche per l uomo. A riguardo, comunque, non va dimenticata l enorme distanza esistente tra le dosi terapeutiche e quelle derivate dall esposizione professionale. Nondimeno esistono in letteratura risultati sull esposizione e sull assorbimento dei farmaci ed i conseguenti effetti verso gli operatori professionali esposti.

6 LA PREPARAZIONE DEI FARMACI ANTIBLASTICI

7 ESEMPIO PRATICO DI PROCESSO Censimento delle sostanze chimiche o dei preparati presenti nei luoghi di lavoro ( non sono presi in considerazione i medicinali ). Ricerca delle relative Schede di sicurezza chimica Valutazione dei gradi di pericolosità di ogni sostanza o miscela mediante i rischi dichiarati dalla relativa scheda di sicurezza. Raccolta e registrazione informatica delle schede delle sostanze dichiarate per struttura di appartenenza. Allestimento di un sistema informatico di rapida consultazione da parte del personale esposto. Studio della possibile sostituzione con preparati non nocivi. E necessario fare un distinguo sostanziale tra: 1. Sostanze ad alta pericolosità rinvenute nel censimento riguardo i processi comuni presenti nelle strutture operative. 2. Sostanze ad alta pericolosità in uso presso strutture come: Farmacia, Camera Bianca ( UFA ; UMACA ecc. ), Reparti ad indirizzo Oncologico. Difatti mentre nelle prime ci si pone come obiettivo la loro eliminazione e/o sostituzione con altre meno pericolose, nelle seconde ciò non è possibile a causa del fine ultimo di cura e quindi la loro non sostituibilità ai fini terapeutici.

8 ESEMPIO PRATICO Per esempio apriamo questa cartella E necessaria la redazione e la emanazione del D.V.R.

9 ESEMPIO PRATICO Il colore indica la sospetta cancerogenicità con prove non sufficienti sull uomo. Il simbolo R++ ripete lo stesso grado di pericolo. Cliccando sul nome si apre la relativa scheda si sicurezza a conferma e per l utilizzo in caso di infortunio. ( vedi di seguito le In genere la scheda in oggetto è composta da un prime foglio due excell pagine più o in meno pdf) complessa articolata come segue: A SINISTRA: Ø NOME DELLA STRUTTURA IN ESAME ( DERMATOLOGIA ) Ø ARGOMENTO ( SCHEDE DI SICUREZZA CHIMICA ) Ø COLLEGAMENTO IN LINK CON LA SCHEDA DI SICUREZZA CHIMICA DELLA SOSTANZA ( CLICCANDO SU DI ESSO SI APRE LA SCHEDA IN PDF ). Ø ALLA DESTRA DEL NOME DI OGNI SOSTANZA VIENE INDICATO UN GRADO DI PERICOLOSITA ( N; R-; R; R+; R++; R+++ ) MEDIANTE UN CODICE A GRADIENTE CRESCENTE DECISO E CONDIVISO DA TUTTE LE STRUTTURE ALLA DESTRA: E PRESENTE UNA TABELLA CON NOTE ESPLICATIVE IN RIFERIMENTO A TALI INDICI DI PERICOLOSITA ED AL LORO RISPETTIVO COLORE.

10 ESEMPIO PRATICO

11 ESEMPIO PRATICO NEL CASO INVECE DI SOSTANZE ANTIBLASTICHE SI PUO PROCEDERE CON UN CENSIMENTO DELLE SOSTANZE MATRICI ED UNA LORO CLASSIFICAZIONE SECONDO FINALITA, EFFETTO E CAUSA. Si può quindi scegliere secondo i seguenti modi: 1. Conoscendo le attività in vivo ( indicata ad esempio con la freccia A ) 2. Sostanze con uso più frequente ( indicata ad esempio con la freccia B ) 3. Tutte le sostanze in un elenco completo ( indicata ad esempio con la freccia C ) 4. Utilizzando l ipertesto si apre una pagina come segue:

12 VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 223) R- R+ R++ R+++ Nell esempio sopra riportato vediamo una parte delle schede riportate in formato link. INTESTAZIONE SCHEDA DELLA SOSTANZA CON GRADIENTE DI COLORE SECONDO PERICOLOSITA A DESTRA SONO RIPORTATI I NOMI CORRENTI DI TALI SOSTANZE LE FRECCE INDICANO I GRADI DI PERICOLOSITA ( ANALOGHI A QUELLI DELLE SOSTANZE CHIMICHE COMUNI RIPORTATI IN TABELLA ESPLICATIVA)

13 INVENTARIO DELLE SOSTANZE PERICOLOSE

14 QUALCHE ACCENNO SUI GAS MEDICALI

15 DEFINIZIONE DI GAS MEDICALE ogni medicinale costituito da una o più sostanze attive gassose miscelate o meno ad eccipienti gassosi. Pertanto anche i medicinali allo stato di aggregazione gassoso sono considerati medicinali prodotti dall industria e quindi con l obbligo dell AIC. I MEDICALI INCLUSI NELLA FARMACOPEA OSSIGENO AZOTO MONOSSIDO DI AZOTO MISCELE GASSOSE TERAPEUTICHE PROTOSSIDO DI AZOTO

16 PRINCIPALI PROPRIETA ED UTILIZZI DEI GAS MEDICALI ARGON OSSIGENO ELIO AZOTO ANIDRIDE CARBONICA PROTOSSIDO DI AZOTO ARIA Gas nobile inerte, in ambiente chiuso può diluire la concentrazione dell ossigeno nell aria. Usato in procedure di criochirurgia per la distruzione di cellule cancerose; sempre in chirurgia si usa il bisturi ad argon per la dissezione / coagulazione contestuale di tessuti ad alta vascolarizzazione. Gas bivalente; comburente, essenziale per garantire l eventuale saturazione in pazienti asfittici. Usato puro nelle camere iperbariche come cura intensiva ( processo di decompressione, avvelenamento da monossido di carbonio, infezioni da batteri anaerobi..) Gas nobile inerte, in ambiente chiuso può diluire la concentrazione dell ossigeno nell aria. Utilizzato in medicina allo stato liquido ( 4,2 K ) per la tomografia a risonanza magnetica. A volte viene miscelato ad ossigeno per una migliore ossigenazione di pazienti con particolari patologie respiratorie Gas inerte biatomico. Allo stato gassoso viene miscelato con ossigeno per formare aria ad usi medici. L azoto liquido (77 K ) è utilizzato in crioterapia, per la conservazione di materiale biologico. Come tutti i gas criogenici merita una particolare attenzione per la sua potenziale pericolosità fisica. Gas inerte triatomico, risultato da completa combustione. Si utilizza in chirurgia plastica, dermatologia, angiologia; viene anche utilizzato allo stato solido ( - 40 C ) per il mantenimento di preparati chimici, tessuti ed altri principi deperibili nel trasporto. Gas triatomico, comburente. Si utilizza, sempre meno, come anestetico poiché induce una depressione del sistema nervoso centrale attraverso meccanismi non ancora univocamente noti. Come tutti i gas anestetici possono essere respirati dal personale sanitario con pericolose conseguenze sull esecuzione del lavoro e sulla salute dei medesimi. Miscela di gas comburente( i principali sono 78% di azoto e 21% di ossigeno ). In medicina garantisce la ventilazione del paziente in sala di degenza ed in camera operatoria; viene usata come propellente per strumenti chirurgici.

17 LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEI GAS Proprietà chimico fisiche Temperatura Pressione Portata Densità Volume

18 LA GESTIONE DI UNA CRIOBANCA

19 LE BOMBOLE

20 NORMA UNI EN La norma UNI EN specifica un sistema di codificazione del colore per l'identificazione del contenuto delle bombole ad uso industriale o medico, con particolare riferimento alle proprietà del gas o della miscela di gas. Tale norma non si applica alle bombole che contengono gas di petrolio liquefatto (GPL) o agli estintori.

21 BOMBOLE - ETICHETTE DI PERICOLO

22 I DIFFERENTI STATI FISICI DEI GAS MEDICALI GAS COMPRESSI Di norma l ossigeno e l aria sono compressi a 200 bar in idonee bombole GAS ALLO STATO LIQUIDO AD ALTA PRESSIONE Il protossido di azoto ed il diossido di carbonio sono immagazzinati a 50 bar circa e ad una temperatura di 20 C GAS ALLO STATO LIQUIDO A BASSE TEMPERATURE I principali gas conservati allo stato liquido sono: Ossigeno Azoto Elio (non medicinale)

23 I RISCHI GENERATI DALLA MANIPOLAZIONE DEI GAS L eccesso di ossigeno nell ambiente RISCHIO INCENDIO La diminuzione in percentuale dell ossigeno nell ambiente ipossia, asfissia, morte. Contatto con fluidi criogenici USTIONE CRIOGENICA ( ANESTETIZZANZE ED INSIDIOSA )

24 GRAZIE PER L ATTENZIONE

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