Didattica cooperativa
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- Aureliano Rinaldi
- 9 anni fa
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1 Didattica cooperativa Il metodo cooperativo è fondamentale nell esperienza dell ACS. Esso caratterizza le varie attività dei soci: gli incontri degli organi sociali, la produzione di beni e servizi, i giochi di ruolo, ma anche tanti momenti della didattica ordinaria: studio assistito, attività di laboratorio e di ricerca-azione, attività pratiche ed operative, mettendo in gioco una pluralità di linguaggi. 84
2 Il gioco del T-puzzle Martedì 24 gennaio la prof.ssa Enrica Vecchietti, coach del progetto Crescere nella cooperazione, è venuta a scuola e ha incontrato noi del Consiglio di Amministrazione allargato e del Collegio sindacale per proporre un momento di approfondimento e di riflessione attraverso il gioco e il metodo cooperativo. La prof.ssa Veccchietti ci ha diviso in sei piccoli gruppi dando anzitutto il compito di accordarci per definire, all interno di ognuno di essi, i ruoli di presidente, sindaco, segretario e portavoce. La consegna del gioco era la seguente: a) ogni componente del gruppo deve ritagliare i pezzi del proprio cartoncino e il gruppo deve risolvere il rompicapo: costruire la lettera T; b) utilizzando i pezzi di ogni cartoncino il gruppo deve formare alcune figure diverse dalla lettera T, come negli esempi illustrati. Ha illustrato poi le regole del gioco: a) finché non si è raggiunto il primo obiettivo (costruire la lettera T) non si parla, non si gesticola, non si sorride, non si fanno smorfie; b) nessuno può prendere un pezzo appartenente ad altri; c) si possono dare alcuni o tutti i pezzi del proprio cartoncino agli altri membri del gruppo per farsi aiutare; d) per costruire la lettera T e le altre figure, i pezzi del T-puzzle possono essere ruotati e spostati in tutti i modi possibili, ma non ribaltati. E stato dato il via al gioco. Alcuni gruppi sono riusciti a risolvere quasi subito la prima parte del rompicapo, altri hanno incontrato alcune difficoltà; allora la prof.ssa Vecchietti ha invitato un componente dei gruppi che avevano risolto subito il gioco ad aiutare gli altri, collocando un solo pezzetto di cartoncino al posto giusto. Quando tutti i gruppi hanno terminato il rompicapo, la prof.ssa Vecchietti ha distribuito un questionario e ci ha invitato a rispondere a queste domande: 1) Qual era la sfida principale? 2) Siete riusciti a costruire la lettera T? 3) Che difficoltà avete incontrato? 4) Come avete condiviso i pezzi? 5) Siete riusciti a costruire figure diverse dalla lettera T? 6) Qual è il concetto più importante che avete scoperto? 7) Avete capito come sono tra loro tutte le figure costruite con il T-puzzle? 85
3 Ci siamo riuniti quindi tutti in cerchio e ogni portavoce ha presentato quanto emerso dal lavoro. Tutti i gruppi hanno evidenziato che la sfida principale era quella di risolvere il rompicapo assemblando le figure, ma c è stato un gruppo che ha detto che questo obiettivo doveva essere raggiunto lavorando insieme e aiutandosi a vicenda. Due gruppi sono riusciti a costruire la lettera T da soli, gli altri hanno avuto bisogno dell aiuto di un compagno; tre hanno incontrato qualche difficoltà anche a comporre altre figure. Ogni gruppo si è organizzato in modo diverso: mettendo un pezzo per uno, costruendo una figura per uno con l aiuto degli altri, facendo tutti insieme pezzo per pezzo. I concetti più importanti che abbiamo scoperto sono stati: cooperando si lavora meglio, l unione fa la forza, se si sta attenti e concentrati e se ognuno fa il proprio compito si risolvono i problemi, lavorando in gruppo si fa prima e anche bene, lavorando in gruppo non ci si annoia, ma ci si diverte. Abbiamo anche capito che tutte le figure del T-puzzle erano equivalenti, isoperimetriche ed equiscomponibili. La prof.ssa Vecchietti ci ha quindi chiesto, secondo noi, quali capacità sono servite durante il gioco e abbiamo indicato: capacità logiche, visive, intuito, fantasia, esperienza, leadership. Concluso il gioco il nostro Presidente Luca Buccolini ha salutato e ringraziato la prof.ssa Vecchietti che sarà ancora con noi a fine aprile, per aiutarci nella fase del bilancio sociale. E stata un attività molto interessante e divertente! 86
4 Il gioco delle sedie Nel mese di dicembre la professoressa di Italiano ha proposto a noi ragazzi della I E un gioco che ci è piaciuto molto: quello delle sedie. Abbiamo anzitutto preparato dei cartelli con i nomi dei continenti che abbiamo appeso alle pareti in punti diversi dell aula. In seguito la professoressa ci ha detto che dovevamo rappresentare la popolazione mondiale e ci ha fatto distribuire sotto i cartelli secondo quella che, secondo noi, era la popolazione dei vari continenti; poi l insegnante ci ha dato le cifre esatte della distribuzione della popolazione; nel nostro caso, essendo in 24, 3 alunni rappresentavano l Europa, 1 il Nord America, 2 il Centro e Sud America, 3 l Africa, 15 l Asia e l Oceania. Ma il bello del gioco doveva ancora venire: la professoressa ci ha fatto prendere le sedie, che rappresentavano la ricchezza di ogni continente e ci ha invitato a distribuirle sotto i cartelli. Dopo aver dato le cifre reali della ripartizione della ricchezza (8 sedie per l Europa, 8 per il Nord America, 2 per il Centro e Sud America, 0 per l Africa, 6 per l Asia e l Oceania), l insegnante ci ha chiesto di salire sulle sedie per accedere alla ricchezza; chi non ci fosse riuscito sarebbe stato in pericolo di vita! Si è quindi verificata questa situazione: i compagni che rappresentavano il Nord America e l Europa potevano stare comodamente sdraiati sulle sedie; stavano regolarmente seduti quelli del Centro e Sud America, mentre i compagni che rappresentavano l Asia e l Oceania si trovavano ammassati in bilico sulle poche sedie disponibili; quelli, infine, che si trovavano sotto il cartello dell Africa non avevano sedie e si erano seduti a terra. La professoressa ci ha fatto stare per 5 minuti in questa posizione, chiedendoci poi come si sentiva ognuno. 87
5 Un altra possibilità, ci ha detto l insegnante, sarebbe stata quella di separare il Giappone dal resto dell Asia e dall Oceania: in questo caso 1 giapponese avrebbe avuto a disposizione 3 sedie, ma i restanti 14 abitanti sarebbero dovuti stare in equilibrio su 3 sole! Questo gioco ci ha fatto capire, in modo divertente, le differenze di popolazione e di ricchezza tra le varie zone del mondo e come possono sentirsi le persone che hanno poche risorse economiche a disposizione. 88
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