Teoria dei Fenomeni Aleatori AA 2012/13
|
|
|
- Adriano Bonfanti
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Simulazione al Calcolatore La simulazione al calcolatore (computer simulation), (nel caso qui considerato simulazione stocastica) si basa sulla generazione, mediante calcolatore, di sequenze di numeri casuali e sul concetto di prove ripetute. Essa trova applicazioni in: Soluzione numerica di problemi deterministici mediante metodi statistici. Teoria della decisione. Analisi di fenomeni fisici aleatori. Verifica di algoritmi di calcolo. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 1
2 Numeri Casuali Definizione operativa Una sequenza di numeri casuali è il risultato di un esperimento casuale. Essa è ottenuta nel mondo fisico, in particolare in un calcolatore. Definizione concettuale Una sequenza di numeri casuali è una sequenza di realizzazioni di variabili aleatorie indipendenti e identicamente distribuite (i.i.d.). Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 2
3 Numeri Casuali La definizione operativa comporta il superamento di opportuni test statistici che verificano (con un livello di significatività α) l indipendenza e l equidistribuzione dei numeri. Poiché i processi (fisici o di calcolo) non sono intrinsecamente casuali si ha che casualità, indipendenza ed equidistribuzione hanno senso solo se riferite a un osservatore esterno. Una dizione più esatta è quindi: Sequenze pseudocasuali (pseudorandom numbers) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 3
4 Generazione di Numeri Casuali con Distribuzione Uniforme Si può ricorrere ad uno dei due seguenti metodi: Lettura di Tabelle: (ad esempio quella RAND, Corporation 1955, usata in passato, lenta e di limitata utilità). Algoritmi: i più usati sono quelli congruenziali, che ricadono nella categoria più ampia dei generatori ricorsivi. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 4
5 Generatori Ricorsivi Il numero generico casuale della sequenza è ottenuto dal precedente n 1 zn = f zn 1. z mediante ( ) La generazione inizia da un valore iniziale z 0 (seme). A parità di z 0 la sequenza è sempre la stessa. Essendo il calcolatore una macchina a stati finiti, a prescindere da z 0, la sequenza è necessariamente periodica, quindi la sua parte casuale (il periodo) è finita. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 5
6 Generatori Ricorsivi Se la macchina ha una parola di B bit, il periodo non può essere superiore a 2 B. Infatti quando, nel corso della sequenza, un numero si ripete, a partire da quel numero tutta la sequenza si ripete, cioè inizia un nuovo periodo, e i numeri sono appunto 2 B. Dato che B 0.3B 2 10, se B = 32 si ha un periodo massimo di circa 4 miliardi di numeri, più che sufficiente per molte applicazioni. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 6
7 Generatori Congruenziali Si ricorda il concetto di congruenza: A Bmodm (A è congruo a B modulo m) significa che A è il resto della divisione di B per m. con K intero e A < m. B = m K + A Esempi di congruenze sono: 20 mod 13 = 7 (20 = 13 x 1 +7) 40 mod 13 = 1 (40 = 13 x 3 +1) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 7
8 Generatori Congruenziali In molti linguaggi di programmazione esistono delle istruzioni che permettono di calcolare direttamente i resti delle divisioni tra numeri interi, e quindi di ottenere agevolmente le congruenze. Ad esempio, in FORTRAN si ha: IA = MOD (B, M) oppure A = AMOD (B,M) Il generatore più semplice è il generatore congruenziale puro di Lehmer. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 8
9 Il Generatore di Lehmer La sequenza { z } n di numeri pseudocasuali viene generata come segue: Si sceglie il numero m >> 1, intero e primo. Ad esempio 31 m = =. Si sceglie un opportuno valore a : 2< a < m 1. Z a Z modm. Si forma la sequenza: ( ) n n 1 (ovvero a Zn 1 = m k + Zn, k intero, Zn < m) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 9
10 Poiché Il Generatore di Lehmer 1 Zn m 1 un certo valore * Z si ripeterà nei primi m elementi della sequenza. La sequenza generata è pertanto periodica con periodo m0 m 1. Si ha il periodo massimo ( ) m = m 1, se e solo se m è un numero primo e a è una radice primitiva di m: m 1 a 1modm n a 1mod m per 1 < n < m m = 2 = (per macchine a 32 bit) a = (test statistici ed esperienza) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 10 0
11 Generatori Combinati Si basano su algoritmi che combinano due o più sequenze pseudocasuali - e quindi due o più generatori - per produrre una sequenza d uscita con maggior grado di aleatorietà. Il metodo di mescolamento (shuffling). Risultati empirici hanno mostrato un effettivo miglioramento nelle prestazioni di un generatore dovuto allo shuffling. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 11
12 Verifica dei Generatori Casuali Uniformi Nel valutare le prestazioni occorre verificare: Uniformità (facile da ottenere e da verificare) Indipendenza (difficile da ottenere e di non banale verifica ). I criteri di verifica si dividono in due categorie: Statistici (test statistici); Teorici (basati sull analisi dell algoritmo). Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 12
13 Verifica dei Generatori Casuali Uniformi Per valutare l uniformità i test statistici più diffusi sono: Test Chi-Quadro di uniformità Test di Kolmogoroff-Smirnoff Per l indipendenza si usano invece: Test del Chi-Quadro di indipendenza Test dei Gap Test Spettrale Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 13
14 Generazione di Numeri Casuali con Distribuzione Assegnata Gli algoritmi utilizzati per generare dei numeri casuali di distribuzione assegnata si basano sull'utilizzo di sequenze di numeri casuali uniformi, che vengono sottoposte a trasformazioni funzionali. Il Metodo dell Inversione Analitica Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 14
15 Il Metodo dell Inversione Analitica Il metodo consente di generare sequenze di variabili aleatorie sia continue che discrete. Inversione Analitica per v.a. Continue Teorema dell Inversione: Se X è una v.a. con distribuzione F( x ) e U F( X) =, allora U è una v.a. distribuita in maniera Uniforme nell'intervallo (0,1). Dimostrazione: F u = P U u = P X x = F x = u U ( ) { } { } ( ) U u e X x coincidono. in quanto gli eventi { } { } Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 15
16 Teorema dell Inversione L inversione analitica Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 16
17 Inversione Analitica per v.a. Continue Procedendo al contrario se si indica con ( ) funzione inversa di ( ) = 1 ( ) avrà distribuzione ( ) X F u u F 1 u la = F x, la variabile aleatoria F x. Quindi per generare una sequenza { x } i con distribuzione F( x ) basta calcolare i valori della F 1 u funzione ( ) per u = u, essendo { u } una i i sequenza di numeri casuali uniformi. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 17
18 Inversione Analitica per v.a. Discrete Una funzione di distribuzione discreta assume i valori c k in corrispondenza ai valori a k della variabile. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 18
19 Inversione Analitica per v.a. Discrete La funzione inversa è ancora una funzione a gradini con discontinuità nei punti c 1,c 2,...,c m = 1 tali che c = F a = p + p p k = 1,2,...,m ( ) k k 1 2 k Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 19
20 Inversione Analitica per v.a. Discrete Applicando il teorema dell'inversione, la regola per la generazione di numeri casuali con la distribuzione F( x ) assegnata è: con c 0 = 0 x i = ak se c k < 1 u i c k u i numero pseudocasuale uniforme all'i-esimo passo. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 20
21 Generazione di Sequenze Esponenziali Sia X è una v.a. Esponenziale con valor medio α: x F ( ) X x = 1 exp α con x > 0 u = F x rispetto a x x u = 1 exp α Invertendo la relazione ( ) si ottiene: 1 ( ) ( ) x = F u = αln 1 u Se U è uniforme in (0,1), anche 1 U è uniforme in (0,1) x e ( ) i = α ln u è distribuita in maniera Esponenziale. i Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 21
22 Generazione di sequenze con distribuzione Rayleigh Da una v.a. Esponenziale si può ottenere, mediante trasformazione, una v.a. di tipo Rayleigh. Se Y è una v.a. Esponenziale con parametro 1 λ = : 2 allora 1 y 2 1 f ( ) Y y = e, y > 0 2 X = σ Y è di tipo Rayleigh con parametro σ. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 22
23 Generazione di sequenze con distribuzione Rayleigh Infatti: x = g( y) =σ y ha come radice: x y = σ g' y inoltre ( ) per cui y1 x 2 2 σ σ σ σ = = = 2 2x 2 2 ( ) x x f - ( ) Y y1 1 2 σ 2x x 2 X ( ) 2 2 g' y1 2 σ σ 2 2 f x = = e = e σ U x ( ) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 23
24 Generazione di sequenze con distribuzione Rayleigh La regola di generazione consiste nei seguenti passi: si genera un numero casuale uniforme u; si calcola y = 2 ln( 1 u), che risulta distribuito secondo una esponenziale di parametro 1 λ = ; 2 si calcola x =σ y che risulta distribuito secondo la legge di Rayleigh con parametro σ. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 24
25 Metodo Diretto Generazione di sequenze Binomiali q= 1 p : Sia X è una v.a. Binomiale ( ) P k n = k k pq n k allora, ponendo c k P 1 P 2... P k calcolata mediante la regola: (dove xi Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 25 k = 0,1,2,...,n = + + +, la sequenza { } = k se c k < 1 u i c k u i è uniforme in 0 e 1) è distribuita in maniera Binomiale con parametri n e p. x i
26 Generazione di sequenze Binomiali Metodo della trasformazione funzionale Se si genera una sequenza { u } i Uniforme in (0,1), la sequenza { x } i generata come x i 0 0 < ui < q = 1 q ui < 1 assume i valori "0" e "1" con probabilità rispettivamente pari a q e p = 1 q ed è quindi una sequenza binaria. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 26
27 Generazione di sequenze Binomiali Metodo della trasformazione funzionale Poiché la somma di m v.a. binarie X i (i = 1,2,...,m), che assumono i valori 1 e 0 con probabilità p e q= 1 p, segue una distribuzione Binomiale, una sequenza { z } i Binomiale può essere generata da { x } i binaria come: z1 = x1+ x xm z2 = xm+ 1+ x m x2m... z = x + x x k ( ) ( ) k 1 m+ 1 k 1 m+ 2 km Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 27
28 Generazione di Sequenze Gaussiane Per generare numeri casuali con distribuzione normale riportiamo nel seguito due metodi: Impiego del Teorema del Limite Centrale (TLC) Metodo di Box-Muller Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 28
29 Generazione di Sequenze Gaussiane Se si generano n realizzazioni { u } i di una v.a. U 1 EU i 2 Uniforme in (0, 1), con [ ] 1 Var U i =, la v.a.: 12 = e [ ] 1 n Sn = u 1+ u un n/12 2 ha valore atteso nullo e varianza unitaria. Per il TLC quando n è elevato distribuita come una Gaussiana standard. S n è approssimativamente Valori per n: minimo n 24, consigliato n 36. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 29
30 Generazione di Sequenze Gaussiane Per generare un numero casuale con distribuzione ( 2 ) N μσ, si può utilizzare la seguente regola: a) Si generano n numeri casuali { u } i Uniformi in (0, 1). 1 n x = μ+σ u1+ u2 + + un n/ b) Si calcola:... Limite: Il metodo è efficiente: per generare un numero casuale Gaussiano occorre generarne n Uniformi. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 30
31 Generazione di Sequenze Gaussiane Il Metodo di Box-Muller Si utilizzano le relazioni funzionali tra v.a. Esponenziali, Rayleigh e Gaussiane. Se le v.a. U 1 e U 2 sono Uniformi in (0,1) ed indipendenti, le variabili aleatorie: X = 2lnU cos 2π U ( ) X = 2lnU sin 2π U ( ) sono Gaussiane standard. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 31
32 Il Metodo di Box-Muller Infatti se U è Uniforme in (0, 1), allora: lnu è di tipo Esponenziale con λ = 1. lnu è di tipo Rayleigh con 2 σ = 1. X = 2lnU cos 2π U Quindi: ( ) X = 2lnU sin 2π U ( ) possono considerarsi come le componenti di una v.a. complessa di modulo Rayleigh e fase Uniforme. Esse sono quindi due v.a. Gaussiane indipendenti. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 32
33 Per generare g 1 e 2 Il Metodo di Box-Muller g, due numeri casuali ( 2 N, ) μ σ : Si generano 2 numeri pseudocasuali u 1 e u 2 con distribuzione Uniforme in (0,1) ed indipendenti. Si calcolano: x 2lnu cos 2 u = ( π ) x = 2ln u sin( 2π u ) Si calcolano: g = μ+σ x g2 =μ+σ x2 Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 33
34 I Metodi Montecarlo Il nome generico di metodo Montecarlo viene usato per indicare quelle tecniche di risoluzione di problemi matematici e fisici mediante l esecuzione di esperienze aleatorie ripetute. Il risultato finale è una stima della grandezza desiderata mediante un trattamento statistico delle realizzazioni delle esperienze aleatorie. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 34
35 I Metodi Montecarlo È quindi implicito il ricorso alla Legge dei Grandi Numeri. Se Z è la grandezza da stimare e Z n è la stima dopo la n-esima esperienza aleatoria, occorre che converga in probabilità a Z, cioè: Z n n { } lim P Z Z <ε = 1 ε> 0 n Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 35
36 I Metodi Montecarlo Il metodo Montecarlo è utilizzabile non solo per stimare grandezze di tipo probabilistico (es. probabilità di un evento, valore atteso di una v.a.) ma anche per risolvere problemi deterministici. Un problema deterministico viene sostituito da un modello aleatorio che coinvolge variabili aleatorie, tale che la grandezza deterministica da calcolare sia uguale ad un parametro del modello (es. il valore atteso di una v.a. presente nel modello). Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 36
37 I Metodi Montecarlo Problemi deterministici ai quali viene applicato il metodo Montecarlo: Calcolo di integrali definiti Calcolo di autovalori di matrici Inversione di matrici Risoluzione di sistemi di equazioni lineari Stima di costanti matematiche Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 37
38 Calcolo di un Integrale Definito Il Metodo Hit-or-Miss (colpito o mancato) Si sfrutta il significato geometrico dell integrale come area sottesa dalla funzione integranda. I = a b g x dx ( ) c a b x Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 38
39 Il Metodo Hit-or-Miss Se si introduce una coppia di v.a. indipendenti ( X,Y ): f ( x) b a X 1 a x b = 0 altrove f ( y) c Y 1 0 y c = 0 altrove la densità congiunta di X ed Y è anch essa Uniforme: f XY 1 a x b 0 y c = c b a (1) 0 altrove ( x,y) ( ) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 39
40 Il Metodo Hit-or-Miss Se S è la superficie sottesa da g( x ) e Ω è il rettangolo di lati b a e c, la probabilità che un punto B ( x,y), di coordinate ( x,y ) distribuite secondo la (1), cada sotto la curva g( x ) è data dal rapporto tra le aree di S e di Ω: da cui si ottiene Area ( S ) I P{ ( x,y) S} = = Area Ω c b a ( ) ( ) ( ) ( ) { } I = c b a P x,y S Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 40
41 Il Metodo Hit-or-Miss L integrale può essere stimato mediante la stima della { } P x,y S. probabilità ( ) Se si sceglie N volte a caso (distribuzione Uniforme) un punto all interno di Ω e con N H si indica il numero di volte in cui questo punto cade in S (evento di Hit), si può { } utilizzare come stima di ( ) P x,y S il rapporto: ˆP = N H N Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 41
42 Il Metodo Hit-or-Miss Quindi la stima dell integrale desiderato è ˆ ˆ N I = c b a P = c b a N ( ) ( ) H Il numero di hit N H è la grandezza aleatoria, distribuita secondo una legge Binomiale di parametri: { } p = P x,y S N e ( ) Valore atteso e la varianza di N H sono: NI NI I E[ N ] H = Var[ N ] c( b a) H = 1 c b a c b a ( ) ( ) Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 42
43 Il Metodo Hit-or-Miss Da cui: ˆ c( b a) E I = E[ N ] = I N H (Non Polarizzato) 2 2 ( ) I c( b a) I ˆ c b a Var I Var[ N ] = 2 H = N N Osservazione: L espressione della varianza dipende da I, cioè dal valore incognito e quindi non è possibile determinare esattamente il numero di prove necessarie per ottenere la precisione desiderata. Docenti: Gaspare Galati Gabriele Pavan 43
Teoria dei Fenomeni Aleatori AA 2012/13
Simulazione al Calcolatore La simulazione al calcolatore (computer simulation), (nel caso qui considerato simulazione stocastica) si basa sulla generazione, mediante calcolatore, di sequenze di numeri
Generazione di numeri random. Distribuzioni uniformi
Generazione di numeri random Distribuzioni uniformi I numeri random Per numero random (o numero casuale) si intende una variabile aleatoria distribuita in modo uniforme tra 0 e 1. Le proprietà statistiche
2.3.1 Generazione di numeri pseudocasuali con distribuzione uniforme
GENERAZIONE DI OSSERVAZIONI CASUALI 145 2.3 GENERAZIONE DI OSSERVAZIONI CASUALI Una volta determinate le distribuzioni di input, la simulazione dovrà generare durante ogni esecuzione osservazioni casuali
DI IDROLOGIA TECNICA PARTE III
FACOLTA DI INGEGNERIA Laurea Specialistica in Ingegneria Civile N.O. Giuseppe T. Aronica CORSO DI IDROLOGIA TECNICA PARTE III Idrologia delle piene Lezione XIX: I metodi indiretti per la valutazione delle
Il metodo Monte Carlo. Esempio di transizione al caos. Numeri (pseudo)casuali. λ 1. Analisi dati in Fisica Subnucleare
Analisi dati in Fisica Subnucleare Introduzione al metodo Monte Carlo (N.B. parte di queste trasparenze sono riciclate da un seminario di L. Lista) Il metodo Monte Carlo È una tecnica numerica che si basa
Laboratorio di Calcolo I. Applicazioni : Metodo Monte Carlo
Laboratorio di Calcolo I Applicazioni : Metodo Monte Carlo 1 Monte Carlo Il metodo di Monte Carlo è un metodo per la risoluzione numerica di problemi matematici che utilizza numeri casuali. Si applica
Simulazione dei dati
Simulazione dei dati Scopo della simulazione Fasi della simulazione Generazione di numeri casuali Esempi Simulazione con Montecarlo 0 Scopo della simulazione Le distribuzioni di riferimento usate per determinare
Statistica Metodologica Avanzato Test 1: Concetti base di inferenza
Test 1: Concetti base di inferenza 1. Se uno stimatore T n è non distorto per il parametro θ, allora A T n è anche consistente B lim Var[T n] = 0 n C E[T n ] = θ, per ogni θ 2. Se T n è uno stimatore con
CALCOLO NUMERICO. Prof. Di Capua Giuseppe. Appunti di Informatica - Prof. Di Capua 1
CALCOLO NUMERICO Prof. Di Capua Giuseppe Appunti di Informatica - Prof. Di Capua 1 INTRODUZIONE Quando algoritmi algebrici non determinano la soluzione di un problema o il loro «costo» è molto alto, allora
Tecniche di simulazione
SMID a.a. 2005/2006 Corso di Statistica per la Ricerca Sperimentale Tecniche di simulazione 8/3/2006 Metodo di Monte Carlo Risoluzione di problemi numerici determinazione parametro F di una popolazione
NUMERI CASUALI E SIMULAZIONE
NUMERI CASUALI E SIMULAZIONE NUMERI CASUALI Usati in: statistica programmi di simulazione... Strumenti: - tabelle di numeri casuali - generatori hardware - generatori software DESCRIZIONE DEL PROBLEMA
Numeri Random. D.E.I.S. Università di Bologna DEISNet
Numeri Random D.E.I.S. Università di Bologna DEISNet http://deisnet.deis.unibo.it/ Introduzione Può sembrare assurdo usare un computer per generare numeri casuali: Il computer è una macchina deterministica
PROVE SCRITTE DI MATEMATICA APPLICATA, ANNO 2006/07
PROVE SCRITTE DI MATEMATICA APPLICATA, ANNO 006/07 Esercizio 1 Prova scritta del 16/1/006 In un ufficio postale lavorano due impiegati che svolgono lo stesso compito in maniera indipendente, sbrigando
Probabilità classica. Distribuzioni e leggi di probabilità. Probabilità frequentista. Probabilità soggettiva
Probabilità classica Distribuzioni e leggi di probabilità La probabilità di un evento casuale è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili, purchè siano tutti equiprobabili.
IL CRITERIO DELLA MASSIMA VEROSIMIGLIANZA
Metodi per l Analisi dei Dati Sperimentali AA009/010 IL CRITERIO DELLA MASSIMA VEROSIMIGLIANZA Sommario Massima Verosimiglianza Introduzione La Massima Verosimiglianza Esempio 1: una sola misura sperimentale
Probabilità e Statistica
Probabilità e Statistica Stima puntuale di parametri Marco Pietro Longhi C.d.L.: Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni, Ingegneria Informatica a.s. 018/019 Marco Pietro Longhi Prob. e Stat.
Esercizi 6 - Variabili aleatorie vettoriali, distribuzioni congiunte
Esercizi - Variabili aleatorie vettoriali, distribuzioni congiunte Esercizio. X e Y sono v.a. sullo stesso spazio di probabilità (Ω, E, P). X segue la distribuzione geometrica modificata di parametro p
Probabilità e Statistica
Probabilità e Statistica Non faremo una trattazione sistematica di probabilità e statistica (si veda in proposito il corso di Esperimentazioni III) Richiameremo alcuni argomenti che avete già visto quando
Probabilità e Statistica
Probabilità e Statistica Non faremo una trattazione sistematica di probabilità e statistica (si veda in proposito il corso di Esperimentazioni III) Richiameremo alcuni argomenti che avete già visto quando
CP110 Probabilità: Esame 13 settembre Testo e soluzione
Dipartimento di Matematica, Roma Tre Pietro Caputo 2011-12, II semestre 13 settembre, 2012 CP110 Probabilità: Esame 13 settembre 2012 Testo e soluzione 1. (6 pts) Una scatola contiene 10 palline, 8 bianche
SCHEDA DIDATTICA N 7
FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE CORSO DI IDROLOGIA PROF. PASQUALE VERSACE SCHEDA DIDATTICA N 7 LA DISTRIBUZIONE NORMALE A.A. 01-13 La distribuzione NORMALE Uno dei più importanti
TEORIA DELL INFORMAZIONE ED ENTROPIA FEDERICO MARINI
TEORIA DELL INFORMAZIONE ED ENTROPIA DI FEDERICO MARINI 1 OBIETTIVO DELLA TEORIA DELL INFORMAZIONE Dato un messaggio prodotto da una sorgente, l OBIETTIVO è capire come si deve rappresentare tale messaggio
CORSO DI STATISTICA (parte 2) - ESERCITAZIONE 3
CORSO DI STATISTICA (parte 2) - ESERCITAZIONE 3 Dott.ssa Antonella Costanzo [email protected] Esercizio 1. La variabile casuale normale Da un analisi di bilancio è emerso che, durante i giorni feriali
Università di Siena. Teoria della Stima. Lucidi del corso di. Identificazione e Analisi dei Dati A.A
Università di Siena Teoria della Stima Lucidi del corso di A.A. 2002-2003 Università di Siena 1 Indice Approcci al problema della stima Stima parametrica Stima bayesiana Proprietà degli stimatori Stime
Variabili aleatorie continue
Variabili aleatorie continue Per descrivere la distribuzione di una variabile aleatoria continua, non si può più assegnare una probabilità positiva ad ogni valore possibile. Si assume allora di poter specificare
Corso di Laurea a Distanza in Ingegneria Elettrica Corso di Comunicazioni Elettriche Processi casuali A.A Alberto Perotti, Roberto Garello
Corso di Laurea a Distanza in Ingegneria Elettrica Corso di Comunicazioni Elettriche Processi casuali A.A. 2006-07 Alberto Perotti, Roberto Garello DELEN-DAUIN Processi casuali Sono modelli probabilistici
PROBABILITA. Distribuzione di probabilità
DISTRIBUZIONI di PROBABILITA Distribuzione di probabilità Si definisce distribuzione di probabilità il valore delle probabilità associate a tutti gli eventi possibili connessi ad un certo numero di prove
MEDIA aritmetica semplice (Gli indicatori di posizione)
STATISTICA E RICERCA DIDATTICA Note di statistica e metodi di ricerca Il 94.5 % delle statistiche e' sbagliato. Woody Allen Non esistono i dati, solo interpretazioni! Friedrich Nietzsche Laurea in Scienze
tabelle grafici misure di
Statistica Descrittiva descrivere e riassumere un insieme di dati in maniera ordinata tabelle grafici misure di posizione dispersione associazione Misure di posizione Forniscono indicazioni sull ordine
Calcolo delle Probabilità e Statistica Matematica Fisciano, 10/1/2012
Fisciano, 10/1/2012 Esercizio 1 Un esperimento consiste nel generare a caso un vettore di interi (x 1, x 2, x 3, x 4 ), dove x i {1, 2, 3, 4, 5, 6} i. (i) Si individui lo spazio campionario, determinandone
