Indagine SPSAL ASL Como

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1 CORSO RLS AGGIORNAMENTO Unindustria 2015 Lorenza Auguadra e Luca Luca Fonsdituri Indagine SPSAL ASL Como (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) di Malattia professionale Settore metalmeccanico Azienda comasca

2 La denuncia di malattia professionale di di anni 59, è stata segnalata al Servizio PSAL dal medico competente della ditta nel La Diagnosi è di: artrosi acromio-claveare spalla destra, rottura cuffia dei rotatori, rottura degenerativa capo lungo bicipite. Seguiva: Convocazione del lavoratore per la raccolta delle SIT (Sommarie Informazioni Testimoniali); - Sopralluogo in ditta con la presenza del titolare (o suo delegato) e dell R.L.S. per analizzare la postazione di lavoro, il ciclo produttivo relativo alla mansione del lavoratore e il grado di rischio a cui il lavoratore era stato esposto in relazione alla malattia accertata. - Conclusione dell indagine di MALATTIA PROFESSIONALE con invio alla Procura della Repubblica.

3 DALL ANAMNESI LAVORATIVA RISULTA CHE: Il Sig. XXXX ha lavorato in diverse ditte del comparto metalmeccanico: stampaggio metalli. Per 26 anni con la mansione di addetto alla smerigliatura delle forbici e per 19 anni con la mansione di addetto alla coniatura. Dal sopralluogo e dalla valutazione dei documenti risulta che il lavoratore era esposto a rischio di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori per movimenti ripetitivi, all assunzione di posture incongrue, particolarmente marcato per l arto superiore destro, e vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccia. Si è verificato che la ditta non aveva effettuato l aggiornamento del DVR relativo ai movimenti ripetitivi degli arti superiori e alle vibrazioni, pertanto lo SPSAL, a seguito dell ispezione lo prescriveva.

4 La ditta ha effettuato l aggiornamento della valutazione dei rischi connessi con movimenti ripetitivi e sforzi degli arti superiori elaborato con metodo OCRA con un livello di rischio lieve (fascia rosso leggero) per l arto destro e un livello di rischio accettabile (fascia verde) per l arto sinistro. Nella 1 valutazione non venivano presi in considerazione né la frequenza né i fattori complementari quali le vibrazioni. Nella 2 valutazione alla frequenza è stato attribuito un valore di 9 su una scala che arriva fino a 10, ci troviamo in una mansione ad altissima frequenza (68). Dall aggiornamento del documento di valutazione del rischio relativo a vibrazioni risulta inferiore al valore d azione giornaliero (2,5 m/ s²).

5 L INAIL di Como ha riconosciuto la malattia professionale: deficit funzionale spalla desta con un grado d invalidità del 6%. Inoltre, in data xxxx riconosceva un grado d invalidità del 6% per: deficit funzionale spalla sinistra ed un grado complessivo del 13%. Nesso causale tra malattia accertata ed attività svolta: Dall indagine eseguita pur rientrando la patologia presentata dal Sig. xxx tra quelle per le quali si riconosce un origine multifattoriale e nel caso specifico dal pregresso incidente subito nel 1996 dove riportava una frattura della clavicola sinistra e lussazione acromion-claveare, si ritiene che i fattori lavorativi (45 anni esposto a sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, dovuto all effettuazione di movimenti ad alta ripetitività e, all esposizione a vibrazioni, di cui 19 presso la ditta xxxx) abbiano svolto un ruolo significativo nella genesi del quadro clinico con nesso certo di causa lavorativa.

6 Il datore di lavoro: non ha effettuato l aggiornamento del DVR vibrazioni e movimenti ripetitivi; non ha effettuato la formazione specifica circa tutti i rischi lavorativi; ha effettuato una errata valutazione del DVR del 2009, infatti, pur essendo la mansione svolta dal Sig. xxxx altamente ripetitiva e in più soggetta ad elevate vibrazione superiore al livello inferiore d azione, il datore di lavoro attribuiva un valore zero sia alla frequenza che ai fattori complementari, sottostimando l indice di rischio. Ciò si deduce dal fatto che nel DVR del 2014 alla frequenza viene dato un valore elevato. Per tali inadempienze, sono stati elevati verbali di contravvenzioni a condotta esaurita.

7 Il datore di lavoro: - non ha adottato le misure di prevenzione e protezione atte a ridurre il rischio da movimenti ripetitivi e sforzi degli arti superiori. Per tale inadempienza, è stato elevato verbale di contravvenzione con prescrizione di: adottare le misure di prevenzione e protezione atte a ridurre il rischio da movimenti ripetitivi e sforzi degli arti superiori;

8 Misure adottate. Organizzazione delle attività al fine di consentire intervalli per l interruzione del lavoro ripetitivo (turnazione delle operazioni); formazione del personale; aumento della durata del ciclo da 3 sec. a 5 sec. con produzione di 4000 pezzi al giorno; la macchina è stata semi automatizzata. Le misure adottate hanno ridotto l indice di esposizione passando da un livello di rischio lieve (fascia rosso leggero) ad un livello di rischio accettabile (fascia verde). Misure da adottare. Verifica, se è possibile: acquistare sedie che consentono una maggiore ergonomia nella coniatura manuale; aumentare le pause; incrementare la turnazione del personale e/o automatizzare maggiormente le lavorazioni; automatizzare di più la coniatura automatica. Anche le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio sono state ridotte ad un livello di esposizione inferiore al valore d azione giornaliero (valore d azione 2,5 m/ s² ).

9 Per quanto riguarda il medico competente della ditta: - pur essendo stato a conoscenza di patologie proprie del lavoratore non ha adottato un protocollo sanitario definito in funzione dei rischi specifici per i lavoratori esposti a vibrazioni e sovraccarico biomeccanico e movimenti ripetitivi per gli arti superiori affinché, le patologie del Sig. xxxx non si aggravassero per effetto dell esposizione professionale. Per tale inadempienza, è stato elevato verbale di contravvenzione con prescrizione di: elaborare un piano di sorveglianza sanitaria congruo ai rischi specifici presenti in azienda.

10 Esercitazione CALCOLO DEL PESO LIMITE RACCOMANDATO ( D.Lgs 81/2008 e s.m.i. ) ETA' MASCHI FEMMINE COSTANTE DI PESO > 18 ANNI CP (kg.) ALTEZZA DA TERRA DELLE MANI ALL'INIZIO DEL SOLLEVAMENTO X ALTEZZA (cm) >175 A FATTORE 0,77 0,85 0,93 1,00 0,93 0,85 0,78 0,00 DISTANZA VERTICALE DI SPOSTAMENTO DEL PESO FRA INIZIO E FINE DEL SOLLEVAMENTO X DISLOCAZIONE (cm) >175 B FATTORE 1,00 0,97 0,93 0,91 0,88 0,87 0,86 0,00 DISTANZA ORIZZONTALE TRA LE MANI E IL PUNTO DI MEZZO DELLE CAVIGLIE - DISTANZA DEL PESO DEL CORPO ( DISTANZA MASSIMA RAGGIUNTA DURANTE IL SOLLEVAMENTO ) X DISTANZA (cm) >63 C FATTORE 1,00 0,83 0,63 0,50 0,45 0,42 0,00 DISLOCAZIONE ANGOLARE DEL PESO ( IN GRADI ) X Dislocazione angolare >135 D FATTORE 1,00 0,90 0,81 0,71 0,52 0,57 0,00 GIUDIZIO SULLA PRESA DI CARICO X E GIUDIZIO BUONO SCARSO E FATTORE 1,00 0,90 FREQUENZA DEI GESTI ( numero atti al minuto ) X

11 Esercitazione IN RELAZIONE A DURATA FREQUENZA 0, >15 CONTINUO < 1 ora 1,00 0,94 0,84 0,75 0,52 0,37 0,00 F F CONTINUO da 1 a 2 ore 0,95 0,88 0,72 0,5 0,3 0,21 0,00 CONTINUO da 2 a 8 ore 0,85 0,75 0,45 0,27 0,15 0,00 0,00 KG. DI PESO PESO LIMITE 0 EFFETTIVAMENTE RACCOMANDATO Kg. SOLLEVATO = PESO SOLLEVATO PESO LIMITE RACCOMANDATO INDICE DI SOLLEVAMENTO

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18 Molte attività lavorative, in particolare quelle richiedenti posture incongrue ed attività ripetitiva degli arti superiori, possono essere correlate allo sviluppo di disturbi muscoloscheletrici, i quali costituiscono uno dei maggiori problemi di salute nei paesi industrializzati. La ripetizione di una particolare attività induce sollecitazioni, piccoli traumi ed usura delle articolazioni, dei muscoli e dei tendini che danno luogo, gradualmente, nell'arco di un periodo di tempo più o meno lungo (mesi od anni), a patologie a carico dei distretti interessati. Le patologie maggiormente rappresentative in tale ambito e che riguardano gli arti superiori sono: le tendiniti, le tenosinoviti, le sindromi da intrappolamento con interessamento nervoso o neurovascolare - ad es. la sindrome del tunnel carpale - ed i conseguenti deficit sensitivi e motori. Per la valutazione dei fattori di rischio lavorativo che influenzano le patologie muscoloscheletriche degli arti superiori è stata avanzata una proposta per il calcolo di un indice sintetico di esposizione a movimenti ripetitivi degli arti superiori: la Check List OCRA. (Occhipinti e Colombini, ). Inquadramento generale della Check List OCRA La Check List OCRA tende a ricalcare concettualmente la procedura suggerita dal NIOSH per il calcolo dell'indice di Sollevamento in attività di movimentazione manuale dei carichi. L'indice sintetico di esposizione (OCRA Index - Occupational Repetitive Actions Index) scaturisce dal rapporto tra il numero giornaliero di azioni effettivamente svolte con gli arti superiori in compiti ripetitivi ed il corrispondente numero di azioni raccomandate. Queste ultime vengono calcolate a partire da una costante (30 azioni/min) rappresentativa del fattore frequenza di azione e valida, per ipotesi, in condizioni ottimali, decrementata di volta in volta in funzione della presenza e delle caratteristiche degli altri fattori di rischio (forza, postura, fattori complementari, periodi di recupero). L'indice di esposizione risultante individua una fascia di rischio intrinseco per quella postazione. L'indice di rischio è suddiviso in fasce, secondo la seguente tabella. Check List OCRA OCRA FASCIA RISCHIO FINO A 7,5 2,2 FASCIA VERDE ACCETTABILE 7,6-11,0 2,3-3,5 GIALLA 11,1-14,0 14,1-22,5 3,6-4,5 4,6-9,0 ROSSO LEGGERO ROSSO MEDIO BORDERLINE O MOLTO LIEVE LIEVE MEDIO 1 di 4 10/02/ :34

19 >= 22,6 >= 9,1 VIOLA (rosso intenso) ELEVATO Descrizione funzionale della Check List OCRA e valutazione pratica dell'indice OCRA Da un punto di vista biomeccanico, un modello generale di analisi del rischio deve porre l'attenzione sui seguenti elementi, quali principali fattori determinanti l'insorgere del rischio: á ripetitività delle azioni; á forza; á postura incongrua (sollecitazioni estreme agli angoli delle articolazioni); á periodi di recupero; Oltre alle categorie sopra elencate va inoltre analizzata una serie di fattori complementari variabili, in quanto specifici del tipo di compito lavorativo svolto, che determinano per il lavoratore un incremento delle condizioni di disagio (discomfort) complessivo; per citare alcuni esempi si pensi all'uso di strumenti vibranti, a possibili condizioni microclimatiche sfavorevoli presenti nell'ambiente di lavoro o alla necessità di indossare guanti protettivi per svolgere la propria mansione. La durata di esposizione nel turno lavorativo, infine, rappresenta un altro parametro basilare nella quantificazione dell'impegno del lavoratore. E' quindi molto importante effettuare un'analisi dettagliata del lavoro con movimenti ripetitivi. Si rende perciò necessario introdurre la terminologia impiegata in ambito scientifico per la descrizione dei vari elementi che concorrono a definire ripetitivo un lavoro: azione tecnica: azione che comporta un'attività meccanica; non deve essere necessariamente identificata con un singolo movimento articolare, ma con un complesso di movimenti di uno o più segmenti corporei che permettono il compimento di una operazione elementare. ciclo: sequenza di azioni tecniche di durata relativamente breve che viene ripetuta più volte uguale a se stessa; compito lavorativo: attività definita che porta all'ottenimento di uno specifico risultato operativo; possono essere distinti compiti ripetitivi, caratterizzati da cicli a loro volta composti da azioni meccaniche, e compiti non ripetitivi, composti da azioni meccaniche non cicliche; lavoro organizzato: insieme organizzato di attività lavorative svolte nell'ambito di un turno; può essere composto da uno o più compiti lavorativi; Inoltre l'abilità e l'esperienza dell'individuo possono influire sulla corretta gestualità dell'operatore: alcune indagini hanno dimostrato che due operatori addetti alla medesima mansione svolta nel medesimo posto subiscono sollecitazioni molto diverse in funzione della loro diversa strategia gestuale. In tal senso viene posto in risalto quanto sia importante una corretta formazione circa le modalità di svolgimento delle lavorazioni. 2 di 4 10/02/ :34

20 3 di 4 10/02/ :34

21 4 di 4 10/02/ :34

22 INCONTRO DI FORMAZIONE PER AGGIORNAMENTO RLS LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI UNINDUSTRIA SERVIZI

23 DEFINIZIONI Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC): le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, tirare, portare o spostare un carico. Patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari Dott.Ing. Lara Sirna 2

24 RICHIAMI NORMATIVI Titolo VI D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Art. 167: Le norme del presente titolo si applicano alle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori RISCHI di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari Dott.Ing. Lara Sirna 3

25 PERICOLO Proprietà intrinseca (di un oggetto, di un prodotto chimico o di un attività) di creare un danno. RISCHIO Probabilità di accadimento di un evento NON desiderato in grado di provocare determinate conseguenze caratterizzate da un danno di una certa Gravità. Dott. Ing. Lara Sirna 4

26 RISCHI PER LA SICUREZZA INFORTUNI Incidente determinato da una causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte o l invalidità permanente (assoluta o parziale) o l inabilità temporanea (assoluta). RISCHI PER LA SALUTE MALATTIE PROFESSIONALI Malattia causata da attività lavorativa dalla quale derivi la morte o l invalidità permanente (assoluta o parziale) o l inabilità temporanea (assoluta). Dott.Ing. Lara Sirna 5

27 Anche la movimentazione manuale dei carichi Può comportare RISCHI DI INFORTUNI RISCHI DI PATOLOGIE AL SISTEMA MUSCOLO - SCHELETRICO Dott.Ing. Lara Sirna 6

28 CIÒ DIPENDE DA CARATTERISTICHE DEL CARICO / SFORZO FISICO RICHIESTO FATTORI INDIVIDUALI CARATTERISTICHE DELL'AMBIENTE CARATTERISTICHE DELL'ATTIVITÀ Dott.Ing. Lara Sirna 7

29 CARATTERISTICHE DEL CARICO È troppo pesante; È ingombrante o difficile da afferrare; Non permette la visuale; È in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi; È collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco; Può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto. Dott.Ing. Lara Sirna 8

30 SFORZO FISICO RICHIESTO È eccessivo; Può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco; Può comportare un movimento brusco del carico; È compiuto con il corpo in posizione instabile. Dott.Ing. Lara Sirna 9

31 CARATTERISTICHE DELL AMBIENTE DI LAVORO Lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente per lo svolgimento dell'attività richiesta; Il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o è scivoloso; Il posto o l'ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione manuale dei carichi a un'altezza di sicurezza o in buona posizione; Il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la manipolazione del carico a livelli diversi; Il pavimento o il punto di appoggio sono instabili; La temperatura, l'umidità o la circolazione dell'aria sono inadeguate. Dott.Ing. Lara Sirna 10

32 ESIGENZE CONNESSE CON L ATTIVITA Sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati; Pause e periodi di recupero fisiologico insufficienti; Distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto; Un ritmo imposto da un processo che non può essere modulato dal lavoratore. Dott.Ing. Lara Sirna 11

33 CARATTERISTICHE DEL LAVORATORE Inidoneità fisica a svolgere il compito in questione; Indumenti, calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore; Insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione o dell'addestramento. Dott.Ing. Lara Sirna 12

34 PRINCIPI DELLA PREVENZIONE Esiste infatti un rapporto esistente tra attività di movimentazione manuale dei carichi ed incremento del rischio di contrarre affezioni acute e croniche dell apparato locomotore ed in particolare del rachide lombare. La differenza tra Acute e Croniche dipende dal tempo di manifestazione / permanenza (fino a 3-6 mesi acute, oltre croniche) ATTENZIONE: ciò implica solo la durata non la possibilità di cura!!! Dott.Ing. Lara Sirna 13

35 PRINCIPI DELLA PREVENZIONE Eliminazione del rischio cercando di evitare di movimentare i carichi attraverso mezzi appropriati (impiego di attrezzature MECCANICHE); Qualora non sia possibile: Adozione di misure organizzative (es. suddivisione del carico, riduzione della frequenza di sollevamento e movimentazione, miglioramento delle caratteristiche ergonomiche del posto di lavoro); Informazione, formazione e addestramento dei lavoratori circa l effettuazione dei movimenti in modo corretto a livello ergonomico. Dott.Ing. Lara Sirna 14

36 comportamenti convinzioni CONOSCENZE ESPERIENZE MIE DI ALTRI Dott.Ing. Lara Sirna 15

37 Dott.Ing. Lara Sirna 16

38 MOVIMENTI RIPETUTI Sovraccarico Biomeccanico Degli Arti Superiori Dott.Ing. Lara Sirna 17

39 DEFINIZIONE Attività caratterizzate da cicli che si ripetono uguali a loro stessi a intervalli di tempo definiti. Il loro svolgimento può comportare l effettuazione di movimenti ripetuti degli arti superiori, per spostamento di oggetti di peso ridotto o semplicemente per compiere alcune azioni Alcuni esempi: Attività lungo una linea di montaggio Attività di cassa al supermercato Carteggiatura di una superficie Stiratura di indumenti Dott.Ing. Lara Sirna 18

40 In sostanza, un attività lavorativa è costituita da compiti, che possono essere ripetitivi o non ripetitivi I compiti ripetitivi (che possono essere più di uno nell ambito della stessa attività) sono caratterizzati da cicli I cicli sono sequenze di azioni che si ripetono più volte uguali a loro stesse Le azioni non sono i singoli movimenti articolari, ma l insieme dei movimenti di uno o più segmenti corporei finalizzati all ottenimento di un operazione elementare esempi: prendere l articolo-passarlo sullo scannerposare l articolo Dott.Ing. Lara Sirna 19

41 Le attività comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori possono determinare patologie da sovraccarico biomeccanico. disturbi muscolo scheletrici lavoro correlati chiamati anche WMSDs (Work Related Musculoskeletal Disorders) Dott.Ing. Lara Sirna 20

42 TENDINITI di spalla, mano a avambraccio EPICONDILITI SINDROME DEL TUNNEL CARPALE Dott.Ing. Lara Sirna 21

43 I principali fattori di rischio relativi alle attività comportanti movimenti ripetuti sono: Ripetitività / frequenza Durata del compito Postura dei distretti articolari (spalla, gomito, polso, mano) Forza necessaria (scala di BORG) Insufficienza dei periodi di pausa (tempi di recupero) Organizzazione dell attività condizioni ambientali (illuminazione non adeguata, condizioni microclimatiche non idonee, alti livelli di rumorosità, ecc) Caratteristiche individuali (addestramento, genere, età, gravidanza, stato di salute) Dott.Ing. Lara Sirna 22

44 Questo metodo è stato proposto dagli autori per valutare il rischio correlato al trasporto in piano, al traino e alla spinta dei carichi (14) così come richiamato nella norma ISO Alla base del metodo proposto ci sono gli studi condotti da Snook e Ciriello utilizzando metodologie psicofisiche (comprese le misure del consumo di ossigeno, della frequenza cardiaca, delle caratteristiche antropometriche...). I soggetti esaminati potevano scegliere liberamente i pesi da movimentare; tutte le altre variabili dell operazione (le azioni di sollevamento, spinta, traino, così come l altezza, la distanza, la frequenza,) erano decise dagli sperimentatori. I soggetti monitoravano le loro sensazioni di fatica e sforzo e riaggiustavano il peso movimentato o la forza impiegata. I risultati di questi studi sono riassunti nelle cosiddette Tabelle Psicofisiche, le quali forniscono importanti informazioni sulle capacità e limitazioni dei lavoratori riguardo alla movimentazione manuale dei carichi (in senso generale, comprese le azioni di traino, spinta e trasporto). Vengono forniti per ciascuna tipologia di azione, per sesso e per diversi percentili di protezione della popolazione sana, nonché per varianti interne al tipo di azione (frequenza, altezza da terra del punto di applicazione della spinta, distanza di trasporto, ecc.) i valori limite di riferimento del peso (azioni di trasporto) o della forza esercitata (in azioni di tirare o spingere) rispettivamente nella fase iniziale (picco di forza) e poi di mantenimento dell azione (forza di mantenimento). Nelle tabelle sottoriportate sono forniti i relativi valori ideali rispettivamente per le azioni di spinta, di traino e di trasporto in piano; sono stati selezionati unicamente i valori che tendono a proteggere il 90% delle rispettive popolazioni adulte sane, maschili e femminili. L uso dei dati riportati nella tabella è estremamente semplice: si tratta di individuare la situazione che meglio rispecchia il reale scenario lavorativo esaminato, decidere se si tratta di proteggere una popolazione solo maschile o anche femminile, estrapolare il valore raccomandato (di peso o di forza) e confrontarlo con il peso o la forza effettivamente sviluppata (misurata con dinamometro) ponendo quest ultima al numeratore e il valore raccomandato al denominatore. Si ottiene così un indice di rischio del tutto analogo a quello ricavato dall analisi delle azioni di sollevamento. 1 di 3 10/02/ :30

45 2 di 3 10/02/ :30

46 La misura delle forze applicate per il traino e la spinta dei carichi, devono essere misurate con dinamometri. Vantaggi e svantaggi del metodo Snook e Ciriello Vantaggi Metodo analitico che valuta le operazioni di traino, spinta e spostamento in piano. È applicabile ai settori industriali e sanitario. È riproducibile. Tiene conto del genere. Svantaggi Deve essere utilizzato il dinamometro per valutare le operazioni di traino e spinta. Non tiene conto delle condizioni di salute del lavoratore. 3 di 3 10/02/ :30

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