AZIENDE AGRITURISTICO VENATORIE

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1 PIANO FAUNISTICO VENATORIO Provincia di Grosseto AZIENDE AGRITURISTICO VENATORIE pg-88

2 RIEPILOGO DATI, VALUTAZIONI E PROPOSTE La legge 157/92 e la rispettiva Legge Regionale Toscana n. 3 del 1994 affidano alle Aziende Agrituristico Venatorie la funzione di recupero e valorizzazione di aree svantaggiate dal punto di vista agricolo e/o faunistico e la promozione dell attività occupazionale. Anche in base al regolamento provinciale, tali Aziende hanno prevalenti finalità di recupero e valorizzazione di zone agricole situate in aree svantaggiate o dichiarate marginali ai sensi degli interventi comunitari. L amministrazione Provinciale privilegia la costituzione di ATV che attraverso l organizzazione dell attività venatoria garantiscono ricaduta occupazionale. Complessivamente sul territorio provinciale sono istituite 18 Aziende Agri-Turistico-Venatorie che si estendono su una superficie totale pari a circa ettari che corrisponde al 2.2 % del totale del territorio agro-silvo-pastorale della Provincia di Grosseto. Di queste l ATV Rocca di Frassinello ha proposto il cambio in AFV. La situazione che si prospetta è la seguente: ATV ATC Ha Comune 1 Abbadia Ardenghesca Civitella Paganico 2 Bagnolo Civitella Paganico 3 Banditaccia 6 e Civitella P.co/Campagnatico 4 Borgo di Perolla Massa Marittima 5 Caprarecce Grosseto 6 Cicalino Massa Marittima 7 Cortevecchia Semproniano/Castellazzara 8 Fantone Scansano 9 Il Solengo Orbetello 10 Le Casacce Seggiano 11 Macchie alte Manciano 12 Mondo Nuovo Scansano 13 Montebello Scansano/Roccalbegna 14 Montieri Montieri 15 Montorio Sorano 16 Perolla Massa Marittima 17 San Ottaviano Monterotondo M.mo TOTALE pg-89

3 SUP. ATV HA % SULLA SAF ATC GR ,3% ATC GR ,2% ATC GR ,5% PROVINCIA ,2% Proprio per i presupposti e le finalità per cui sono istituite, le ATV sono aziende all'interno delle quali l'attività venatoria che si sviluppa ha un impronta esclusivamente consumistica". Conseguentemente a tali modalità di esercizio, gli animali selvatici immessi generalmente non presentano caratteristiche di rusticità tali da poter ipotizzare la sopravvivenza nell ambiente agreste e sviluppare nuclei stabili di popolazioni selvatiche. Per assicurare il rispetto delle finalità dell istituto è importante avere nei vari anni il controllo delle attività svolte grazie alla redazione dei piani annuali trasmessi alla Provincia. Essendo tali istituti finalizzati alla valorizzazione di territori svantaggiati economicamente e faunisticamente e allo sviluppo dell occupazione si richiede dal 2006 un minimo di attività svolta annualmente pari ad almeno 2 capi di selvaggina stanziale immessa per ettaro di superficie non recintata ovvero 0,5 capi di selvaggina ungulata abbattuta per ettaro di superficie aziendale recintata. Tale prescrizione è finalizzata allo svolgimento di un attività minima che, anche in annate di scarsa utenza, sia comunque in grado di garantire un minimo di occupazione di mano d opera. pg-90

4 Superficie Agro silvo Pastorale destinata ad AFV, ATV e Centri privati di riproduzione della fauna selvatica - Art.9 comma 4 lettera b) della LRT 3/94 Ai sensi dell art. 10 della legge 157/92 la Legge Regionale Toscana prevede che la percentuale del territorio agro-silvo-pastorale che la provincia destina ad aziende faunistico-venatorie, ad aziende agrituristico-venatorie ed a centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale non debba superare globalmente il 15%. Considerata la superficie occupata dai Centri Privati di Produzione della selvaggina trascurabile (5 ettari complessivamente) il limite massimo del 15 % del territorio agro silvo pastorale destinabile ad AFV e ATV è ampiamente rispettato. Infatti se si sommano le superfici delle AFV e delle ATV che il Piano destina ad essere autorizzate si hanno complessivi ettari, che, rapportati alla superficie agro silvo pastorale complessiva di ettari, rappresentano l 11,5 %. Anche se la concentrazione della presenza delle ATV nei vari ATC grossetani è nettamente diversa dalle AFV, ovvero le ATV sono in proporzione più presenti nell ATC GR 6, il calcolo della frazione di territorio destinato ad istituti a gestione privata risente comunque della ampia estensione delle AFV e pertanto il quadro che si delinea, considerando la superficie totale delle AFV e delle ATV, è comunque di una più elevata presenza di tali istituti nell ATC GR 8 e minore nell ATC GR 6. SUP. AFV + ATV (ha) % SULLA SAF ATC GR ,7% ATC GR ,2% ATC GR ,7% PROVINCIA ,6% Considerato che i Piani faunistico-venatori provinciali sono articolati per comprensori omogenei nei quali è realizzata la destinazione differenziata del territorio e che la percentuale del territorio agrosilvo-pastorale provinciale destinata ad aziende faunistico-venatorie, ad aziende agrituristicovenatorie ed a centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale non deve superare globalmente il 15% (LRT 3/94 art. 8 comma 2 e art. 9 comma 4); considerato inoltre che tali piani, nel quadro di una armonica valorizzazione delle risorse faunistico-ambientali del territorio provinciale, sono articolati e predisposti in modo tale da prevedere la presenza degli istituti e delle strutture faunistico-venatorie, di cui al Titolo IV della L.R. 12 gennaio 1994, n. 3 necessari alla massima valorizzazione del territorio di ogni comprensorio (DCR 292/94 art. 3 comma 3); per tutta la vigenza del PFVP 2006/2010 non saranno autorizzate ulteriori AFV e ATV nei comprensori nei quali gli stessi istituti occupano più del 13% di SAF. Ciò in quanto l inserimento di nuove ulteriori ATV e/o AFV nel complesso degli istituti e strutture distribuiti nel comprensorio deve avvenire gradualmente per evitare conflittualità con la gestione del territorio destinata alla caccia programmata. Nel periodo di vigenza del PFVP 2000/2005 si è verificato un aumento sostanziale della superficie destinata ad AFV e ATV nel comprensorio Grosseto sud, ragion per cui l attuale situazione si ritiene bisognosa di un periodo di assestamento e verifica, e, comunque, un aumento sostanziale di tali istituti privati nel corso di pochi anni in un qualsiasi comprensorio determinerebbe una eccessiva sottrazione del territorio destinato alla caccia programmata in grado di vanificare la programmazione faunistico venatoria del territorio provinciale definita dallo stesso PFVP. Ciò principalmente in riferimento alla gestione degli ungulati, al consolidamento delle popolazioni di fauna selvatica stanziale (fagiano, lepre e pernice pg-91

5 rossa in primis), oltre alla salvaguardia di specie endemiche quali lepre e capriolo italici. Saranno eventualmente autorizzati solo modesti ampliamenti per adeguamento dei confini alla mutata realtà territoriale. La frazione di SAF destinata ad AFV e ATV sarà riesaminata con il Piano Faunistico Venatorio Provinciale 2011/2015. pg-92

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