AZIENDE FAUNISTICO VENATORIE
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- Orlando Genovese
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1 PIANO FAUNISTICO VENATORIO Provincia di Grosseto AZIENDE FAUNISTICO VENATORIE pg-79
2 RIEPILOGO DATI E VALUTAZIONI La legge 157/92 ha affidato all istituto Azienda Faunistico Venatoria, pur gestito da privati, delle finalità di interesse collettivo. La pubblica utilità dell AFV è il mantenimento e miglioramento dell ambiente nonché l incremento delle popolazioni di fauna selvatica. Nell ottica del raggiungimento di tali compiti la legge 157/92 e la relativa legge regionale toscana LRT 3/94 hanno stabilito che le AFV debbono necessariamente essere istituite su ambienti con.. prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche e in territori di rilevante interesse ambientale e di elevata potenzialità faunistica. Sempre nell ottica del raggiungimento delle finalità il disposto applicativo della LRT 3/94 definito con la Deliberazione Consiliare Regionale 292/94 ha definito tutta una serie di parametri, indicazioni e prescrizioni che stabiliscono il funzionamento delle AFV e le relative forme di controllo da parte delle province. Nella DCR 292/94 sono stabilite le modalità di presentazione dei piani di assestamento e abbattimento che si ritengono il perno centrale dell attività delle AFV; infatti, è grazie alla corretta programmazione del piano e alla sua effettiva realizzazione che l AFV assolve i compiti affidatigli dalla legge. La Provincia di Grosseto proprio per arrivare ad un ulteriore valorizzazione delle AFV ha adottato nel 1998 il Regolamento per Istituzione, Rinnovo, Controllo e Valorizzazione Delle Aziende Faunistico-Venatorie (Modificato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n 5 del 17 gennaio 2000). Tale Regolamento ha contribuito alla ulteriore valorizzazione delle AFV principalmente tramite la definizione di ulteriori parametri legati alle caratteristiche ambientali-territoriali. È grazie a tale regolamento che la istituzione e il rinnovo di un AFV non può prescindere dal rispetto delle percentuali massime di caratteristiche cosiddette negative individuate per ogni specie di indirizzo: grandi estensioni boschive, colture intensive ed industriali e aree adibite a pascolo ovino permanente ed intenso. Sempre secondo il regolamento sono state stabilite anche le varie tipologie da considerarsi positive: prati da vicenda, oliveti e vigneti promiscui, colture varie, colture su piccoli appezzamenti, orti, vigneti specializzati praticati su modeste superfici, piccole superfici di set-aside, siepi campestri, scarpate erbose, piccole parcelle di bosco, aree dedite ad agricoltura biologica o agricoltura svolta con metodi di lotta integrata. Nel corso di questi anni la realtà ambientale, faunistica e territoriale è decisamente mutata e i principali cambiamenti che si sono verificati riguardano la presenza maggiormente diffusa di ungulati e gli ordinamenti colturali delle aziende agricole che, anche grazie alle varie politiche agricole, sono completamente diversi se confrontati a 10 anni addietro. Altre principali definizioni del Regolamento Provinciale sono quelle del minimo di superficie aziendale da destinarsi ai miglioramenti ambientali e le specie riproducibili nelle AFV: Lepre, Capriolo, Starna, Pernice rossa, Fagiano. I controlli da parte della Provincia sono relativi al rispetto di tutti i parametri stabiliti dalla normativa, controllo dei piani di abbattimento in particolar modo del cinghiale e del capriolo e alla verifica della presenza della specie indirizzo tramite censimenti affidati a tecnici esperti. pg-80
3 Quest ultima verifica è quella più importante, infatti secondo la DCR 292/94 le AFV devono mantenere una densità minima della specie scelta in indirizzo (lepre - 10 capi/100 ettari; capriolo - 5 capi/100 ettari). Ad oggi risultano istituite in Provincia di Grosseto 39 AFV, di queste 26 hanno come specie in indirizzo la lepre e 13 il capriolo Considerando le AFV dal punto di vista della presenza delle specie in indirizzo, ovvero nella sostanza del rispetto delle finalità affidategli dalla legge, e di conseguenza nella possibilità di procedere al rinnovo delle autorizzazioni o meno, è importante differenziare tra le AFV con indirizzo capriolo e quelle con indirizzo lepre. Come anzi detto nel corso di questi ultimi anni si è avuta una netta affermazione del capriolo sul territorio e ciò ha fatto sì che ad oggi nessuna delle AFV con specie di indirizzo capriolo abbia il carico (la densità) della specie in indirizzo al di sotto del minimo previsto dalla legge. È importante sottolineare le difficoltà della corretta verifica della presenza da parte della Provincia. Infatti il metodo di censimento riconosciuto tecnicamente corretto, sia dall INFS che dal mondo universitario, per la stima della popolazione di capriolo è la battuta su aree campione, nel caso di aziende con aree boscate accorpate, o il censimento da punti fissi, nel caso di aree boscate scarse o non accorpate. Tali metodi comportano la partecipazione di personale specializzato il cui reperimento comporta ovvie difficoltà da parte della Provincia, in particolar modo se si considera che grazie ai risultati di tali censimenti si stabilisce se un autorizzazione di AFV può essere rinnovata o meno. Interessante risulta l analisi delle stime di popolazioni di lepre nelle AFV con tale lagomorfo come specie in indirizzo. Nel corso di questi anni alcune AFV hanno mantenuto popolazioni stabilmente superiori ai 10 capi/100 ettari, altre si sono impegnate nel raggiungimento di tale densità e altre, per non spiccata vocazione ambientale e/o gestioni non condotte correttamente sono risultate al di sotto dei parametri faunistci sopra ricordati. Al di là di AFV oramai storiche, la cui popolazione di lepri è ben stabile negli anni, è da evidenziare in positivo che alcune AFV di recente istituzione e caratterizzate da ambiente con agricoltura intensiva ma condotta con metodi compatibili hanno avuto risultati soddisfacenti e per la verità inattesi. In alcune AFV si è proceduto anche ad immissioni di lepre, sempre autorizzate tramite ambientamento in recinti, ma, generalmente, i fattori che hanno determinato l aumento della popolazione sono l aumento della superficie destinata a miglioramenti ambientali, il controllo attento dei predatori, la realizzazione di un piano di abbattimento elevato di cinghiale, l applicazione di metodi di controllo delle infestanti e dei fitopatogeni compatibili con la presenza della selvaggina. Ciò ha ulteriormente confermato che la risposta della lepre alla corretta gestione faunstico venatoria dell ambiente è sempre positiva. Premesso quanto sopra, circa le metodologie di stima delle popolazioni di capriolo, risultano attendibili per la stima dello stesso ungulato solo quelle effettuate nella primavera del 2005, in quanto effettuate con metodi corretti ed appropriati. In questo senso è da esempio la situazione dell AFV Marsiliana, che rappresenta il caso limite. Nel corso degli anni la stima condotta con censimenti fatti con conteggio numerico di capi di capriolo di notte con uso del faro determinava una popolazione di 3 capi/100 ettari. Verificata la corretta esecuzione di piani di prelievo del pg-81
4 capriolo, la presenza diffusa di appostamenti fissi nell area circostante l AFV era logico pensare ad una stima non rispondente alla realtà. Infatti anche seguendo le specifiche indicazioni dell INFS si è proceduto per tutte le AFV ad indirizzo capriolo ad una stima basata su un metodo appropriato (nel caso la battuta su area campione) e si è potuto verificare che la popolazione del capriolo nell AFV Marsiliana è estremamente densa. Si riportano di seguito le stime delle popolazioni della specie in indirizzo condotte dalla Provincia tramite tecnici esterni, indicando con L o C la specie in indirizzo (lepre o capriolo) e con C d le AFV autorizzate in deroga. Per le AFV ad indirizzo capriolo l unico dato attendibile è quello relativo al AFV specie in indirizzo ABBANDONATO L 10,2 7,1 18,5 16,9 ACQUISTI L 10,0 15,5 21,7 8,8 14,8 CAMPAGNATICO L 14,5 11,3 13,2 CAPALBIO C 18,7 10,6 24,2 CAPANNE RICCI L 7,1 9,0 20,9 18,2 CASTEL DI PIETRA L 3,5 5,1 8,2 13,5 GIUNCARICO L 12,5 16,6 13,2 GRANCIA MONTEPESCALI C 6,4 3,8 1,0 2,2 19,2 GRASCETONE L 10,1 5,5 11,0 10,2 TERZI C 7,1 9,0 3,6 1,9 7,6 11,4 L A CAPITA C 2,3 4,8 20,2 LA CAPITANA L 8,2 7,1 12,1 10,3 LA DIANA L 11,5 11,5 10,6 LA PESCAIA L 2,3 1,0 7,9 5,8 8,6 LAGO ACQUATO C 5,7 2,9 8,9 13,4* 7,4 27,6 MAGLIANO C 10,4 18,4 36,7 34,2 MARSILIANA C d 3,0 3,8 3,4 3,3 44,4 MONTAUTO C d MONTEBOTTIGLI C d MONTECUCCO L 4,7 5,0 5,9 2,0 4,8 MONTEMASSI L 2,3 MONTEPO' L 10,1 15,0 11,4 MONTEVERDI L 7,1 9,0 22,1 12,1 MURALI C 1,2 1,7 13,4 10,2 14,2 PAGANICO L 7,1 9,0 16,8 11,0 PARRINA L 4,0 5,5 6,3 12,3 PERETA L 3,0 4,8 PIAN D'ALMA C 0,6 0,2 0,2 0,2 0,7 36,7 PIAN DEL BICHI L 3,7 23,2 17,1 POLVEROSA C 21,5 18,4 23,3 19,2 20,9 PUNTA ALA C d 0,7 1,0 0,2 SAN DONATO L 5,3 12,2 SCAGLIATA L 9,1 9,1 3,5 1,5 3,0 3,4 SCORTAIOLA L 11,2 7,3 11,7 11,7 SEMENTARECCE L 20,4 12,1 6,5 10,4 STRIBUGLIANO L 15,5 11,5 17,7 VALMORA L 13,7 16,6 12,5 Complessivamente si può affermare che le AFV attualmente presenti sul territorio provinciale stanno svolgendo in maniera sufficientemente positiva i loro ruoli. Dal quadro sopra riportato si evidenzia la carenza della specie in indirizzo di solo 5 AFV, tutte con lepre quale specie in indirizzo: La Pescaia, Montecucco, Montemassi, Pereta e Scagliata. pg-82
5 Per le AFV istituite negli ultimi anni, anche nel rispetto del dettato di cui all art. 39 della DCR 292/94 (ovvero la densità minima deve essere raggiunta alla fine del terzo anno dall istituzione), si deve rimandare la valutazione sull opportunità di procedere alla loro conferma ad ulteriori stime delle popolazioni da effettuarsi negli anni successivi. Per quanto riguarda le AFV Scagliata, Montecucco e Pescaia si procederà al rinnovo per il peiorodo necessario ad effettuare due ulteriori stime delle popolazioni della specie in indirizzo ed il rilascio di un ulteriore rinnovo sarà subordinato alla presenza del minimo numero di capi di lepre stabilito dalla normativa. Nel corso dell ultimo anno sono state proposte alla Provincia ulteriori istituzioni di AFV, tutte indicanti la lepre come specie in indirizzo e si procederà alle nuove istituzioni sempre nel rispetto della distanza prevista dalla legge (500 metri) dagli istituti preesistenti. Per tutte le richieste, il cui iter è ancora in corso, si rimanda la definitiva valutazione al reperimento della documentazione carente e ai relativi pareri espressi in merito. Alcune AFV in occasione del rinnovo hanno provveduto all adeguamento della loro cartografia e provveduto alle verifiche catastali, ragion per cui alcune superfici risultano lievemente diverse rispetto agli atti istitutivi pur non avendo apportato alcuna modifica ai confini. Altre AFV hanno proposto lievissime modifiche dei confini per adeguamento alle nuove realtà territoriali (nuove strade, corsi d acqua etc..). Altre AFV hanno proposto modifiche sostanziali di superficie, e seppur non modificate di molto nell estensione, hanno escluso un'area e ne hanno chiesta un altra in ampliamento. Altre AFV come Castel di Pietra e Grascetone, che risultano aumentate come estensione, in realtà hanno sempre avuto un confine come quello proposto in occasione del rinnovo attuale ma hanno indicato al momento del rinnovo del 1998 cartografia e/o estensione non corretti. In alcuni casi il calcolo della superficie tramite GIS ha comportato delle superfici molto discordanti con quelle calcolate con la sommatoria delle superfici risultanti dalle visure catastali, pur avendo la certezza del confine; ciò comporterà successivamente puntuali verifiche da parte degli uffici. pg-83
6 Definito tutto quanto sopra il quadro delle AFV che si delinea è il seguente: Nome ATC ettari Comune 1 ABBANDONATO 7 443Arcidosso 2 ACQUISTI Grosseto 3 AQUILAIA 7 732Scansano 4 CAMPAGNATICO 7 390Campagnatico 5 CAPALBIO Capalbio 6 CAPANNE RICCI 6 589Cinigiano 7 CASTEL DI PIETRA 6 800Gavorrano 8 CAPITA Capalbio/Manciano 9 CAPITANA 7 423Magliano 10 DIANA 7 568Campagnatico 11 GIUNCARICO Gavorrano 12 GRANCIA MONTEPESCALI 7 985Grosseto 13 GRASCETONE Campagnatico 14 LAGO ACQUATO Capalbio 15 MAGLIANO Magliano 16 MARSILIANA Manciano 17 MONTAUTO 8 838Manciano 18 MONTEBOTTIGLI Magliano 19 MONTECUCCO 7 617Cinigiano 20 MONTEMASSI 6 421Roccastrada 21 MONTEPO' 7 885Scansano 22 MONTEVERDI 6 942Civitella P.co 23 MURALI Campagnatico 24 PAGANICO 6 662Civitella P.co 25 PARRINA 8 585Orbetello 26 PERETA 7 980Magliano in T. 27 PESCAIA 6 405Roccastrada 28 PIAN D'ALMA Castiglione d.p. 29 PIAN DEL BICHI 6 473Roccastrada 30 POLVEROSA Orbetello 31 PUNTA ALA 7 912Castiglione d.p. 32 ROCCA DI FRASSINELLO 6 401Gavorrano 33 SAN DONATO 8 992Orbetello 34 SCAGLIATA 7 591Grosseto/Campagnatico 35 SCORTAIOLA 7 982Scansano/Magliano 36 SEMENTARECCE 7 659Grosseto 37 STRIBUGLIANO 7 564Arcidosso 38 TERZI 7 815Cinigiano 39 TRIANA 7 952Roccalbegna 40 VALMORA 6 825Massa M.ma TOTALE pg-84
7 Complessivamente pertanto le AFV occupano una superficie totale di ettari. È da evidenziare come poco omogenea sia la distribuzione sul territorio provinciale, infatti la presenza risulta più alta nell ATC GR 7 e 8 e minore nell ATC GR 6. SUP. AFV (ha) % SULLA SAF ATC GR ,4% ATC GR ,0% ATC GR ,2% PROVINCIA ,4% pg-85
8 AFV - PROPOSTE GESTIONALI Con il 9 % del totale del territorio agro-silvo-pastorale provinciale l AFV è l istituto maggiormente presente. Per questo, date anche le sue importanti finalità è estremamente importante adottare una serie di misure che tendano ad elevare ulteriormente l importanza dal punto di vista dell irradiamento di selvaggina sul territorio. Come sopra evidenziato, nel corso di questi ultimi anni si è avuta una netta generale affermazione del capriolo sul territorio, e ciò ha fatto si che ad oggi nessuna delle AFV con specie di indirizzo capriolo abbia una densità di tale specie al di sotto del minimo previsto dalla legge. Delle AFV ad indirizzo lepre si è avuto un aumento della densità della specie in tutte le AFV che si sono ben adoperate a tal fine e dove quindi il lavoro svolto dal concessionario ha sempre avuto buone risposte in termini di ripopolamento di lepri. Partendo dalla considerazione che il capriolo si è diffuso naturalmente su tutto il territorio, l Amministrazione Provinciale ritiene opportuno per tutte le AFV attualmente ad indirizzo capriolo concordare con il concessionario il cambio della specie in indirizzo individuando come specie primaria la lepre. Per le AFV che opteranno per mantenere come specie in indirizzo il capriolo in fase di rinnovo la Provincia individuerà una serie di interventi e miglioramenti ambientali da portare avanti nel corso della durata dell autorizzazione. In entrambi casi potranno essere previste nel piano di assestamento immissioni di lepre. Per le AFV che attualmente hanno come specie in indirizzo il capriolo (Capalbio, Grancia Montepescali, Terzi, Capita, Lago Acquato, Magliano, Marsiliana, Montauto, Montebottigli, Murali, Pian d Alma, Polverosa e Punta Ala) e che intenderanno cambiare con la lepre si dovrà prescindere dalle prescrizioni delle caratteristiche ambientali necessarie comunque, ai sensi del regolamento provinciale, per le nuove istituzioni. In tutte le che AFV che dopo il terzo anno dall istituzione o cambio di indirizzo non evidenzieranno, tramite le verifiche attuate dalla Provincia, la densità minima delle specie in indirizzo l attività venatoria sarà sospesa per 15 giorni; se tale situazione si presenterà anche l anno successivo la sospensione sarà di due mesi con sospensione per tutta l annata venatoria della caccia alla selvaggina migratoria; nel caso le densità minime della/delle specie in indirizzo non fossero raggiunte per tre anni consecutivi si potrà procedere alla revoca dell autorizzazione. Per tutte le AFV attualmente ad indirizzo lepre la Provincia individuerà in sede di rinnovo una serie di interventi e miglioramenti ambientali da portare avanti nel corso della durata dell autorizzazione finalizzati all incremento della popolazione di fagiano o pernici rosse anche con un adeguato piano di immissione degli stessi volatili. Per quanto riguarda l autorizzazione di AFV che usufruiscono della deroga di cui all art. 6 del regolamento provinciale (ovvero senza i parametri stabiliti dallo stesso regolamento qualora all azienda sia riconosciuto un valore storico-tradizionale) la superficie prevista dovrà essere raggiunta in un congruo numero di anni e comunque entro la scadenza dell autorizzazione. Eventuali deroghe saranno valutate caso per caso tenendo conto delle AFV che rispettano la densità minima della specie in indirizzo o che garantiscano la salvaguardia di particolari ecosistemi o specie endemiche di interesse conservazionistico. Ulteriore definizione tesa ad elevare il valore delle AFV è l autorizzazione all immissione di fagiani solo se effettuata in appositi recinti di ambientamento a cielo aperto. In questo modo i pg-86
9 fagiani graduatamente si abitueranno alla rusticità dell ambiente e saranno prede più difficili per le specie opportunistiche, volpe in primis. Tale condizione, da raggiungersi comunque nell arco di tre anni, è peraltro indispensabile per l INFS per poter concedere il parere positivo al contenimento delle volpi, qualora se ne manifesti la necessità, ai sensi dell art. 37 della LRT 3/94. Il piano di gestione annuale dovrà essere trasmesso alla Provincia entro il 30 aprile al fine di poter consentire una veloce predisposizione del piano annuale delle immissioni e del piano di abbattimento del capriolo e del daino. Nell intento di stimolarne il buon funzionamento si potranno autorizzare, previa deliberazione della Giunta Provinciale che valuterà la situazione totale dell AFV, ulteriori appostamenti fissi, oltre a quelli già autorizzati, in deroga agli specifici criteri definiti per il rilascio delle autorizzazioni di appostamenti fissi, per quelle AFV che si manterranno per due annate consecutive con densità di lepri superiori a 15 capi/100 ettari o superiori a 40 capi di fagiano ogni 100 ettari o superiori a 15 capi ogni 100 ettari di pernici rosse o starne. Come già definito nello scorso PFVP si rapporta la durata delle autorizzazioni delle AFV allo stesso Piano. pg-87
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