Fiorino. Giovanna I d Angiò ( )
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- Renato Rostagno
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1 Fiorino Il Fiorino, celebre moneta d oro battuta a Firenze nel 1252, così chiamata dal giglio, stemma della città, che portava al rovescio. Da ogni libbra se ne ricavavano 96 in modo tale che ciascuna moneta pesasse 72 grana fiorentine, la sua bontà era di 24 carati. Sin dal 1269 Carlo I d Angiò dichiarò che il Fiorino si sarebbe potuto cambiare per sei tarì d oro, cioè 12 carlini d argento. Da una scrittura del 1368 si evince che ogni Fiorino si ragguaglia a quattro Tarì e 18 grana, mentre in una successiva del 1381 viene ragguagliato a quattro Tarì e 16 grana. Nel corso degli anni, i Fiorini andarono soggetti a variazione di prezzo, cosa che peraltro, costantemente si ebbe nelle monete in circolazione in quei periodi. Giovanna I d Angiò ( ) Fiorino > NA1 (Rif. P.R. 2.; Andreani 2; lamoneta GIO 3/1;) Descrizione > diametro millimetri 21 > grammi 2,99 > Au.; Rarità: R2 Fonte dell immagine: Asta Nac 35 del 2/3 dicembre 2006 lotto 155. D/ IOhANA:DEI:GR:IhR:SICIL:REG; in un cerchio perlinato stemma a tutto campo, partito, di Gerusalemme e di Francia; bordo perlinato; R/ S IOH A NNES B ; nel campo la figura di San Giovanni barbato e nimbato, stante di fronte, benedicente, con croce su lunga asta nella sinistra, in alto a sinistra fiordaliso sormontato da labello; Nota: la dizione al D/ IOhANNA DEI GR IHR SICIL REG si traduce in: Giovanna (I d Angiò) per Grazia di Dio regina di Gerusalemme e di Sicilia e al R/ S IOH ANNES al D/ si traduce in: San Giovanni Battista. 1
2 Ludovico II d Angiò ( ) Fiorino > NA2 (Rif. P.R. 1; Andreani 1; lamoneta LVII 2/1) Descrizione > diametro millimetri 22 > grammi 2,75 > Au.; Rarità: R2 Fonte dell immagine: Asta Nac 53 del 7 novembre 2009 lotto 115. D/ LVDOV D GRA IhR E SICIL REX ; in un cerchio perlinato stemma a tutto campo, partito, di Gerusalemme e di Francia; bordo perlinato; R/ S IOH A NNES B ; nel campo la figura di San Giovanni barbato e nimbato, stante di fronte, benedicente, con croce su lunga asta nella sinistra, in alto a sinistra fiordaliso sormontato da labello; Nota: la dizione al D/ LVDOV D GRA IhR E SICIL REX si traduce in Ludovico per Grazia di Dio re di Gerusalemme e di Sicilia e al R/S IOH A NNES B si traduce in: San Giovanni Battista. Alfonsino Alfonso I d Aragona impossessatosi di Gaeta nel 1435 riprese la coniazione dell oro interrotta ai tempi di Pietro d Aragona e Costanza di Svevia; iniziò a coniare monete a partire da quella data e fino al 1448 (Alfonsini). Il conio iniziato a Gaeta, mentre si combatteva ancora con Renato, ebbe artefice un orafo milanese, Paolo de Roma che lo incise nel Venne ripetuto poi nel 1441 dall orefice napoletano Guido d Antonio, nominato nello stesso anno direttore della zecca di Gaeta ed operativo fino al la coniazione proseguì poi, dopo la chiusura della zecca di Gaeta esclusivamente a Napoli, nella zecca Partenopea sita in un edificio posto di fronte alla chiesa di Sant Agostino che era stato conquistato da Roberto I d Angiò nel 1333; dopo di allora nella zecca di Napoli furono emessi Alfonsini d oro a partire dal 30 Ottobre Il Summonte lasciò memoria di questo tipo monetale e narrò che esso venne coniato con l oro tratto dall immagine dell Arcangelo posta nel Santuario del Gargano. 2
3 Si dice che a quei tempi Alfonso, guerreggiando con Renato d Angiò, temendo che egli s impossessasse della statua la fece fondere e con l'oro ricavato fece battere tali monete. Il peso è di Acini 120 e valeva in commercio Carlini quindici d argento. Fabio Giordano in un capitolo dell inedita sua Storia napoletana, che tratta di questa moneta da Sesquinducato la chiama (per uguagliare in valore ciascuna) Alfonsina d oro a un Ducato e ½. Delle liberate di queste Alfonsine si trova menzione in un libro dell archivio del Regno: Quaternus tocius pecunie facte et liberate nespoli tam aureo quam argento 93. Oro = a dì XXX de ottufro fo liberato de Alfonzine doro bonj de piso et de lega pezzi novecentoquaratatre (943). Fu coniato sia a Gaeta, dopo il 1435, che a Napoli dal Il sistematico uso delle iniziali dei maestri di zecca ivi appare per la prima volta, mentre la maggior parte degli Alfonsini non riporta lettere nel campo vi sono degli esemplari rarissimi che ne presentano alcune. Nota: collocare il dritto ed il rovescio nelle monete Napoletane durante il periodo Aragonese e Borbonico è un ragionamento a cui molti studiosi, nel corso degli anni, hanno attribuito dei pareri discordanti, fonte di non pochi equivoci. Nell'articolo Il Dritto ed il Rovescio delle monete Napoletane dagli Aragonesi ai Borbone secondo i documenti d epoca, completo ed esaustivo sull argomento, apparso nel numero 257 di Dicembre 2010 della rivista Panorama Numismatico, Francesco di Rauso, con la collaborazione dell Ing. Gionata Barbieri, fornisce chiarimenti e testimonianze certe, prove inconfutabili (come gli ordini reali impartiti da Alfonso II d Aragona) sul criterio da adottare. Il dritto dovrebbe essere quella parte della moneta in cui è effigiata la rappresentazione più importante, non c è dubbio che l effigie del sovrano, con le relative legende, lo sia più dello stemma; tale tesi, tra gli altri studiosi(bernareggi) è confortata anche dai due autori dell opera del 1984 sulle Monete di Napoli, Pannuti M.e Riccio V. Alfonso I d Aragona ( ) Alfonsino senza sigla > NA1 (Rif. P.R. 1; MIR 52; Andreani 1; lamoneta ALFI 1/1) Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,26 > Au.; Rarità: R2 Fonte dell immagine: A. D Andrea e C. Andreani Le monete Napoletane dai Bizantini a Carlo V Asta Aureo & Calicò del 3 giugno 2009 lotto
4 D/ : DNS: m: ADIVTO: ET EGO: DESPICI: INIMICO: M ; in doppio cerchio liscio e perlinato, su un focoso destriero riccamente bardato le cui narici sembrano sprizzare scintille e al galoppo verso destra, il sovrano in armatura con la destra portata all indietro brandisce la spada e con la sinistra tiene le briglia; la testa è ricoperta da un elmo coronato ornato da un drago alato; bordo perlinato; R/ : ALFONSV:D:G:R:ARAGO:SICILI:CITRA:VLTRA ; in doppio cerchio liscio e perlinato stemma a tutto campo inquartato, partito, con le armi di Aragona e Sicilia nel 1 e 4 quarto e quelle del reame di Napoli, interziate Gerusalemme, Angiò ed Ungheria nel 2 e 3 ; palato nel 1 e 4 quarto; Alfonsino sigla B > NA2 (Rif. P.R. 1a; MIR 52/1; Andreani 2; lamoneta ALFI 1/2) Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,30 > Au.; Rarità: R3 Simila alla (1) ma al D/ sigla B nel campo a sinistra del sovrano e legenda variata: D/ : DNS: m: ADIVTOR: ET EGO: DESPI: INI: ME: ; R/ : ALFONSV:D:G:R:ARAGO:S:C:VL: FA ; Fonte dell immagine: Asta Nac 35 del 2/3 dicembre 2006 lotto 157. Iacopo Baboccio da Piperino, maestro dal Alfonsino sigla M > NA3 (Rif. P.R. 1b; MIR 52/3; Andreani 3; lamoneta ALFI 1/4) Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,30 > Au.; Rarità: R4 Simila alla (1) ma al D/ sigla M nel campo a sinistra del sovrano; Fonte dell immagine: Cronaca Numismatica n.177 settembre 2005 fig
5 Salvatore Miroballo, maestro dal Alfonsino sigla S > NA4 (Rif. P.R. 1c; MIR 52/2; Andreani 4; lamoneta ALFI 1/3) Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,30 > Au.; Rarità: R4 Simila alla (1) ma al D/ sigla S nel campo a sinistra del sovrano; Fonte dell immagine: A. D Andrea e C. Andreani Le monete Napoletane dai Bizantini a Carlo V Asta Nomisma del 29 febbraio 2004 lotto 224. Francesco Senier, maestro dal Alfonsino sigla M ribattuta su S > NA5 Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,30 > Au.; Simila alla (1) ma al R/ sigla M ribattuta su S nel campo a sinistra del sovrano; Fonte dell immagine: Cronaca Numismatica n.177 settembre 2005 fig. 21. Rarità: U Alfonsino sigla P > NA6 (Rif. MIR 52/4; lamoneta ALFI 1/5) Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,30 > Au.; Rarità: U Simila alla (1) ma al D/ sigla P nel campo a sinistra del sovrano. Attribuzione ancora incerta Fonte dell immagine: Cronaca Numismatica n.177 settembre 2005 fig
6 Nota: tratto da Cronaca Numismatica n.177 settembre 2005 e MIR: una possibile spiegazione di questo tipo di Alfonsino, di cui con questa sigla se ne conosce un solo esemplare, potrebbe essere che la moneta fu coniata durante il regno di Ferrante ( ) e precisamente tra il 1460 e il 1461 quando era maestro di zecca Salvatore de Ponte. Il dubbio potrebbe essere sciolto dal fatto che la stessa sigla P compare su di un Carlino di Ferrante del 1460 (un solo esemplare conosciuto VI Asta Triton del gennaio 2003). Alfonsino senza sigla > NA7 (Rif. P.R. 2; MIR 53; Andreani 5; lamoneta ALFI 2/1) Descrizione > diametro millimetri 29 > grammi 5,26 > Au.; Rarità: R2 Fonte dell immagine: Asta Nac 53 del 7 novembre 2009 lotto 116 D/ DNS: m: ADIVTO: ET EGO: DESPICI: INIMICO: M ; in doppio cerchio liscio e perlinato, su un focoso destriero riccamente bardato le cui narici sembrano sprizzare scintille e al galoppo verso destra, il sovrano in armatura con la destra portata all indietro brandisce la spada e con la sinistra tiene le briglia; la testa è ricoperta da un elmo coronato ornato da un drago alato; bordo perlinato; R/ : ALFONSV:D:G:R:ARAGO:SICILI:CITRA:VLTRA ; in doppio cerchio liscio e perlinato stemma a tutto campo inquartato, partito, con le armi di Aragona e Sicilia nel 2 e 3 quarto e quelle del reame di Napoli, interziate Gerusalemme, Angiò ed Ungheria nel 1 e 4 ; palato nel 2 e 3 quarto; Nota: Stemma palato nel 2 e 3 quarto. Alfonsino sigla B > NA8 (Rif. P.R. 2a; MIR 53/1; Andreani 6; lamoneta ALFI 2/2) Descrizione > diametro millimetri 30 > grammi 5,30 > Au.; Rarità: R5 Simile all (7) ma al D/ sigla B nel campo a sinistra del sovrano; Foto: non disponibile. 6
7 Nota: Stemma palato nel 2 e 3 quarto. Nota: la dizione al D/ DNS M ADIVTOR ET DESPICI INIMIC M : il Signore (è) il mio aiuto ed io non mi curerò dei miei nemici mentre ALFONSVS D G R ARAGO SICILI CITRA VLTRA al R/ si traduce in: Alfonso per Grazia di Dio re di Aragona (e) re della Sicilia Citra ed Ultra. La dizione del dritto è tratta dal salmo CXVII, versetto 7, Signore dammi aiuto e io disprezzerò i miei nemici; DOMINVS MIHI ADIVTOR ET EGO DESPICIAM INIMICOS MEOS. Reale Nel 1443 Alfonso I d Aragona concesse a vita la gestione della zecca Aquilana a Ludovico Camponeschi conte di Montorio, con il diritto di battere tutti i tipi di monete che venivano battute a Napoli; il 6 ottobre del 1443 all Aquila, in seguito a tale concessione, venne emesso il Reale d argento (denominato anche Aragonese) pari a ¾ di Carlino che valeva 3 Cinquine ossia sette Grana e ½. Alfonso I d Aragona ( ) Reale > NA1 (Rif. P.R. 6; MIR 56; Andreani 17; lamoneta ALFI 7/1) Descrizione > diametro millimetri 24 > grammi 2,71> Ag.; Rarità: R2 Fonte dell immagine: A. D Andrea e C. Andreani Le monete Napoletane dai Bizantini a Carlo V Asta Nac del 7 noveembre 2009 lotto 117 D/ :ALFONSVS:D:GRATIA:REX ; in un doppio cerchio, liscio e perlinato busto di Alfonso I coronato, visto frontalmente; bordo perlinato; R/ :SICILIE:CITRA:ET:VLTRA ; in un doppio cerchio, liscio e perlinato stemma a tutto campo inquartato, partito, con le armi di Aragona e Sicilia nel 1 e 4 quarto e quelle del reame di Napoli, interziate Gerusalemme, Angiò ed Ungheria nel 2 e 3 ; palato nel 1 e 4 quarto; 7
8 Reale > NA2 (Rif. P.R. 7; MIR 57; Andreani 15; lamoneta ALFI 8/1) Descrizione > diametro millimetri 23 > grammi 2,71 > Ag.; Rarità: R Fonte dell immagine: Asta Artemide del 2/3/4/5 luglio 2009 lotto 1575 Nota: Stemma palato nel 2 e 3 quarto D/ :ALFONSVS:D:GRATIA:REX: ; in un doppio cerchio, liscio e perlinato busto di Alfonso I coronato, visto frontalmente; bordo perlinato; R/ :CICILIE:CITRA:ET:VLTRA: ; come la (1) ma palato nel 2 e 3 quarto. Reale > NA2a Descrizione > diametro millimetri 23 > grammi 3,01 > Ag.; Simile alla (2) ma variazione nella legenda: al D/ ALFONSVS: D: GRACIA: REX al R/ CICILIE:CITRA:ET:VLTRA. Foto : non disponibile. (Rif. MIR 57/2 Reale > NA2b Descrizione > diametro millimetri 23 > grammi 3,01 > Ag.; Simile alla (2) ma al R/ CICILIE:CITRA:ET:VLTR ; Fonte dell immagine: Asta Nac 32 del 23 gennaio 2006 lotto 70 Rarità: R Nota: la dizione ALFONSVS D GRATIA REX CICILIE CITRA ET VLTRA va letta in maniera continua fra il D/ ed il R/ : Alfonso per Grazia di Dio re della Sicilia Citra ed Ultra. 8
9 Esemplari che meritano conferme Reale > NA2b (Rif. P.R. 7a; MIR 57/1; Andreani 16; lamoneta ALFI 8/2) Descrizione > diametro millimetri 23 > grammi 2,70 > Ag.; Rarità: R5 Simile alla (2) ma variazione nella legenda: D/ ALFONSVS:D:GRATIA:REX ; R/ ALFONSVS:D:GRATIA:REX ; Foto: non disponibile. 9
Carlo II d Angiò ( )
Il Denaro Il Denaro nacque grazie all avvento di Carlo Magno (781-794), in quel periodo venne attuata una vasta riforma monetaria a livello europeo, questo dopo il disordine e le difficoltà di circolazione
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Cinquina La Cinquina è una piccola moneta d argento del valore di ¼ di Carlino emessa per la prima volta da Ferdinando I d Aragona per la Zecca di Napoli. La denominazione deriva dalla sua corrispondenza
Da Carlo V ( ) furono battuti anche i Multipli del Cavallo
Da Carlo V (1516-1556) furono battuti anche i Multipli del Cavallo 2 Cavalli senza sigla > NA1 (Rif. P.R. 42; MIR 154/1; Andreani 54; Lamoneta.it CV 3/2) Descrizione > diametro millimetri 24 > grammi 3,42
Cavallo. Ferdinando I d Aragona ( )
Cavallo Così denominato per l omonima figura di animale raffigurata al rovescio è una moneta di rame emessa per la prima volta il 18 aprile 1472 da Ferdinando I d Aragona. Dietro consiglio di Orso Orsini,
Carlo V ( ) Descrizione > diametro millimetri 24 > grammi 5,70 > Cu.; Girolamo Albertino, maestro di zecca.
Carlo V (1516-1556) Da Carlo V iniziarono ad essere battuti i Multipli del Cavallo. Di seguito vengono descritti i Nominali da 3 Cavalli ( ½ Tornese ) e 9 Cavalli. 3 Cavalli senza sigla > NA1 (Rif. P.R.
2470 Coronato - Busto coronato a d.; dietro C gotica - R/ Croce potenziata; sotto C gotica - CNI 288; P.R. 15m AG BB+ 140
2463 Gigliato - Il Re seduto in trono - R/ Croce gigliata - CNI 43; P.R. 2 AG BB+ 60 2470 Coronato - Busto coronato a d.; dietro C gotica - R/ Croce potenziata; sotto C gotica - CNI 288; P.R. 15m AG BB+
Ferdinando I d Aragona ( )
Coronato Ferdinando I d Aragona (1458-1494) Nel 1421 la sovrana napoletana Giovanna II di Durazzo pensò di adottare come protettore del Regno di Napoli e futuro suo successore Alfonso V d Aragona, un potentissimo
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AU Soldi 1811 e Gig. 178 e 186 AG assieme a 1813 B; 10 centesimi 1811 e 1813 M Lotto di 5 monete MB SPL 130
2420 2425 2426 2427 2432 2423 2430 2431 2428 2429 2436 2437 2434 2433 2416 10 Soldi 1811 e 1814 - Gig. 178 e 186 AG assieme a 1813 B; 10 centesimi 1811 e 1813 M Lotto di 5 monete MB SPL 130 2417 5 Soldi
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n 18 del 7 e 8 dicembre Giovanni XXIII ( ) 500 Lire 1959 Prova - Gig. 270 AG RRR pezzi coniati FDC 400
n 18 del 7 e 8 dicembre 2006 175 1443 Giovanni XXIII (1958-1963) 500 Lire 1959 Prova - Gig. 270 AG RRR - 100 pezzi coniati FDC 400 1444 100 Lire 1959 Prova - Gig. 270 AG RRR - 100 pezzi coniati FDC 100
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SAVOIA CARLO EMANUELE III ( ) Mezzo Scudo Biaggi 812 MIR 947d Ag g 17,52 Rara q.spl/spl 500
SAVOIA 459. CARLO I (1482-1490) Testone, sigle GG (Cornavin) D/ Busto con spada R/ Stemma; in alto nodo sabaudo. MIR 227c Ag g 9,60 Rara Bella patina di vecchia collezione BB+ 1.500 460. VITTORIO AMEDEO
FERDINANDO I DE MEDICI ( )
FERDINANDO I DE MEDICI III GRANDUCA DI TOSCANA (1587-1609) I PERIODO: CARDINALE E GRANDUCA (1587-1588) FERDINANDO I DE MEDICI (1587-1609) 79 79 Piastra 1588. (I serie - busto cardinalizio). Busto a d.
ASTA NUMISMATICA RANIERI N. 5 BOLOGNA MONETE DEI SAVOIA
MONETE DEI SAVOIA 1011 1011 1011 Ludovico I, 1440-1465. Ducato d oro. Au gr. 3,47 LVDOVICVS D VX SABA V DIE Il duca in armatura, a cavallo verso d., con spada brandita. Rv. MARCh IO IN ITALIA PRINC Scudetto
Piccolo Glossario numismatico di Monete Top
Piccolo Glossario numismatico di Monete Top Essenziale per chi inizia, comodo e pratico per chi è già esperto. Allineamento dei coni: è il rapporto tra le posizioni dei coni sulle due facce della Asse:
VARIANTI E RARITA DEI SESINI DI FERDINANDO DI BORBONE PER PARMA
IL SESINO DI PARMA CONIATO DA FERDINANDO DI BORBONE DAL 1781 AL 1798 E UNA MONETA COMUNISSIMA E ALL APPARENZA BANALE E SEMPRE UGUALE MA, A BEN GUARDARE, SI SCOPRONO TANTE VARIETA E RARITA. ECCOLE ORA INDIVI-
MONETE DI ZECCHE ITALIANE
(in e argento) 433 433 BOLOGNA. CLEMENTE VII (1523-1534) - Scudo d' del Sole. Stemma. R/ Croce e stemmi Cibo e Bologna. CNI. 18. Munt. 104. g. 3,35 Rara Leggeri difetti di conio 1.750 434 434 BOLOGNA.
Tornesi P.R. 19; Mont. 629/633 CU NC - Lieve frattura di conio qspl Piastra P.R. 58; Mont. 745/749 AG SPL-FDC 130
2619 5 Tornesi 1819 - P.R. 19; Mont. 629/633 CU NC - Lieve frattura di conio qspl 110 2620 5 Tornesi 1819 - P.R. 19; Mont. 629/633 CU NC - Piccola mancanza al R/ meglio di MB 25 2628 Piastra 1834 - P.R.
COSIMO III DE MEDICI ( )
COSIMO III DE MEDICI (1670-1723) 204 204 LIVORNO. Tollero 1698. Busto cnato a d.. R/ Veduta del porto di Livorno. MIR. 64/13. Gal. XLV, 33. Di Giulio, 139. CNI. 52-4. RMM. 13 g. 26,96 Fondi brillanti SPL
REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DELLE ONORIFICENZE
REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DELLE ONORIFICENZE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 32 del 22 aprile 2010 INDICE Articolo 1: Oggetto del regolamento Articolo 2: Classificazione delle onorificenze
CASA SAVOIA. 753 LIRE 80 -Anno 1830 Genova - D/Testa nuda a sinistra R/Stemma coronato - Au - P.35 SPL 800
CASA SAVOIA 749 750 DUCATO DI SAVOIA 749 VITTORIO AMEDEO II (2 per.1680-1713) 15 SOLDI 1692 - D/Croce di 4 monogrammi delle lettere V A coronate; nel centro rosone VIC AM II D G D SAB R/Scudo coronato
Vittorio Emanuele II
Regno d Italia Vittorio Emanuele II 1861 1878 840 841 840 20 Lire 1870 Roma Au Pag.464 Mont.141 rrr SPL58 1500 841 20 Lire 1870 Torino Colpettini al bordo del R/ Au Pag.465 Mont.140 rr SPL56 500 842 843
MONETE ITALIANE. 387 Testone - Busto a d. - R/ Stemma sormontato da tiara e chiavi decussate - Munt. 250 AG R MB/BB 200
MONETE ITALIANE 386 386 ANCONA - Gregorio XIII (1572-1585) Testone 1581 - Busto a d. - R/ Gesù con cappello e la Maddalena genuflessa - CNI 79; Munt. 203 I AG R Esemplare di notevole conservazione qfdc
MONETE e MEDAGLIE PAPALI
581 582 581. Lira 1812 Venezia II tipo, puntali aguzzi. Pag. 23 Ag g 5,00 Rara FDC 300 582. 15 Soldi 1814 Milano. Pag. 51 Ag g 3,73 Molto rara Minimi segnetti nei fondi (speculari) ma esemplare di notevole
Il baratto I problemi del baratto Le prime forme di monete Creazione prime monete Dalla fusione alla coniazione Etimologia parola moneta La
Il baratto I problemi del baratto Le prime forme di monete Creazione prime monete Dalla fusione alla coniazione Etimologia parola moneta La monetazione greca Il periodo arcaico Il periodo classico Il periodo
SAVOIA Q.SPL 600 BB 100 SIM. 2/2 AG GR. 0,67 RR MB 120 SIM. 10 AG GR. 0,72 R M.BB 150 Q.BB 500 SIM. 3/B MI GR. 0,98 RR M.BB 180
SAVOIA 1745. UMBERTO II, IL IL RINFORZATO DENARO SECUSINO DI I TIPO SIM. 1/A AG GR. 1,06 RR BELL ESEMPLARE. Q.SPL 600 RINFORZATO (1080 1103) 1746. AMEDEO III, IL IL CROCIATO DENARO FORTE SECUSINO SIM.
1046 Mezzo paolo Pag. 160; Mont. 368 AG R - Fondi lucenti FDC Mezzo paolo Pag. 160; Mont. 368 AG R FDC 130
128 n 18 del 7 e 8 dicembre 2006 1046 1047 1048 1046 Mezzo paolo 1857 - Pag. 160; Mont. 368 AG R - Fondi lucenti FDC 130 1047 Mezzo paolo 1857 - Pag. 160; Mont. 368 AG R FDC 130 1048 3 Quattrini 1845 -
SAVOIA. 3648. VITTORIO AMEDEO III (1773 1796) Lotto di 3 monete in Mi (2) e Cu 10 soldi 1794 1796 bb spl 5 soldi 1795 (schiacciatura da conio)
SAVOIA 3648. VITTORIO AMEDEO III (1773 1796) Lotto di 3 monete in Mi (2) e Cu 10 soldi 1794 1796 bb spl 5 soldi 1795 (schiacciatura da conio) BB 60 3649. CARLO FELICE (1821 1831) Due Lire 1825 Torino PAG.
SAVOIA EMANUELE FILIBERTO, DUCA ( ) LIRA 1562 T MIR. 506 B AG GR. 12,68 RR BELLA PATINA UNIFORME DI VECCHIA RACCOLTA. BB SPL 2.
SAVOIA 1695. EMANUELE FILIBERTO, DUCA (1553 1580) LIRA 1562 T MIR. 506 B AG GR. 12,68 RR BELLA PATINA UNIFORME DI VECCHIA RACCOLTA. BB SPL 2.500 1696. CARLO EMANUELE IV (1796 1800) MEZZA DOPPIA 1797 MIR.
Un Nerone da record nell ultima asta di numismatica di Bertolami Fine Arts
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MEDAGLIE (Le dimensioni delle immagini possono non corrispondere alla realtà; quelle reali sono indicate nella descrizione) 660 660 SAVOIA - Vittorio Emanuele I (1802-1821) Medaglia s.d. - Miglioramento
ZECCHE ITALIANE ANCONA 767. REPUBBLICA (XIII XIV SEC.) GROSSO M.BB (XV SEC.) BOLOGNINO D.M. PAG. 59 (IV TIPO) AG GR.
ZECCHE ITALIANE ANCONA 767. REPUBBLICA (XIII XIV SEC.) GROSSO AGONTANO CIN TAV. 1,4 AG GR. 2,34 M.BB 120 768. (XV SEC.) BOLOGNINO D.M. PAG. 59 (IV TIPO) AG GR. 0,66 BB 100 IV D. M. MANCA AG GR. 0,29 RRR
Collezione LORENA. Simone Rocco di Torrepadula Egisto Cedrini Aldemaro Bassani Fabio Grigoli. Asta numismatica n 44 - Battuta del 19-20/05/
Collezione LORENA Gentili collezionisti, abbiamo il piacere di presentarvi questa eccezionale collezione di francesconi appartenenti alla dinastia dei Lorena di Firenze, partendo da Francesco I Imperatore
Collezione Maurice Cammarano
Dossier speciale Online 14.04.2017 Catalogo dei pesi monetali pontifici facenti parte della Collezione Maurice Cammarano dispersa nel 2008 Note per il lettore Ai numeri progressivi del presente catalogo
Monete da 1 centesimo e 2 Centesimi di lira 4 Mani
Errore di conio: le varianti top più rare Oramai da diversi anni il Collezionismo numismatico si è indirizzato verso un tipo di monetazione che per molto tempo non è stato mai preso in considerazione.
AU 2283 AU 2284 AU Cavalli P.R. 68; CNI 143 CU R assieme a 5 grana 1758 Lotto di due monete qspl 100
2283 2284 2285 2286 2287 2289 2290 2295 2292 2282 3 Cavalli 1756 - P.R. 68; CNI 143 CU R assieme a 5 grana 1758 Lotto di due monete qspl 100 2283 Ferdinando IV di Borbone (primo periodo, 1759-1799) 6 Ducati
MONETE e MEDAGLIE PAPALI
MONETE e MEDAGLIE PAPALI 550 550. ANONIME PONTIFICIE (XIV Secolo) Fiorino anonimo (Urbano V?), Avignone. D/ Grande giglio R/ San Giovanni benedicente; a sinistra una mitria. Munt. IV, 2 Au g 3,47 q.spl
749 CITTA - Cremona Medaglia s.d. - Antonio Stradivari esamina uno strumento - R/ Duomo e torrazzo di Cremona Ø 26 mm. (AU g.
749 750 749 CITTA - Cremona Medaglia s.d. - Antonio Stradivari esamina uno strumento - R/ Duomo e torrazzo di Cremona Ø 26 mm. (AU g. 10,05) R FDC 220 750 Messina Medaglia 1675 - Busto di Luigi XIV a d.
Angioini e Aragonesi ereditano i territori svevi
SEZIONE III Angioini e Aragonesi ereditano i territori svevi 10 11 12 13 VETRINE 10. Gli Angioini a Napoli e in Sicilia 11. La Sicilia passa alla casa d Aragona... 12.... mentre Napoli resta in mano agli
IMPORTANTE SELEZIONE DI MONETE DI MILANO
IMPORTANTE SELEZIONE DI MONETE DI MILANO II (855 875) 1337. LUDOVICO II DENARO DI STAMPO LARGO CNI. 2 AG GR. 1,59 RRR BELL ESEMPLARE CORREDATO DA GRADEVOLE PATINA DI VECCHIA RACCOLTA. SPL 1.000 1338. EMISSIONI
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Campania illustrata. 1632-1845 MASCHIO ANGIOINO Come è ampiamente noto, il Castel Nuovo meglio conosciuto come Maschio Angioino, vero e proprio edificio simbolo della città di Napoli, ha nel suo aspetto
CASA D ESTE E I SUOI STEMMI DALLE ORIGINI AL 1598
CASA D ESTE E I SUOI STEMMI DALLE ORIGINI AL 1598 COS E UNO STEMMA? LO STEMMA E L INSIEME DELLE FIGURE, DEI SIMBOLI E DEI COLORI POSTI SU UNO SCUDO PER RAPPRESENTARE UNA FAMIGLIA, UN ENTE, UNA DIGNITA.
