PERCHÉ IL RAFFRONTO IL METODO DI LAVORO ADOTTATO
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- Roberta Di Pietro
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1 PERCHÉ IL RAFFRONTO La Trilogia della villeggiatura di Massimo Castri del , ha decretato, una volta per tutte e per tutti, oltre che per gli amanti del teatro e gli studiosi, l aspetto proto-borghese dell opera di Goldoni, soprattutto delle ultime commedie. Di certo questo non sarebbe stato possibile senza la messinscena prima del 1954 e poi del 1974, di questa commedia da parte di Giorgio Strehler. Evidenziando i punti di contatto e i punti di divergenza tra le messinscene della Trilogia della Villeggiatura di Goldoni, di Giorgio Strehler del 1974 e di Massimo Castri del , si potrà vedere quanto siano dipendenti ma, anche, quanto innovativa sia la visione di Massimo Castri. IL METODO DI LAVORO ADOTTATO Prima di iniziare il lavoro di raffronto vero e proprio delle due messinscene, era necessario conoscere più approfonditamente sia la poetica goldoniana, sia la visione che hanno i due registi di Goldoni. Per meglio comprendere Goldoni è stato utile, quasi indispensabile, la lettura del libro di Siro Ferrone Carlo Goldoni Vita, opere, critica, messinscena, che, oltre a darmi una visione complessiva delle opere, della vita, del contesto storico e sociale in cui ha operato, mi ha permesso di approfondire la tematica della riforma goldoniana del teatro. Inoltre, guidata dal libro di Roberto Pagina 1
2 Alonge su Goldoni ho potuto approfondire il discorso di un Goldoni proto-borghese, quasi cechoviano. Sono quindi passata all approfondimento dell opera dei due registi. Innanzi tutto ho letto il libro che Strehler stesso ha scritto, da cui si può capire il suo rapporto con il teatro e le motivazioni che lo hanno spinto verso gli autori e le opere di cui ha affrontato le regie, Per un teatro umano: pensieri, scritti, parlati e attuati. Ulteriore momento di approfondimento è stata la lettura delle testimonianze di attori, scenografi, registi raccolte nel libro Giorgio Strehler e il suo teatro, nonché di quella degli interventi di Paolo Bosisio durante la Settimana del Teatro del maggio Utilissimo il libro, inoltre, di Jacques Joly L altro Goldoni. Queste letture mi hanno permesso di capire il perché dell interesse di Giorgio Strehler per un autore come Goldoni e come, attraverso le sue messinscene, la rivoluzione su questo autore iniziata da Visconti, si sia evoluta e abbia permesso ai registi delle generazioni successive di affrontarlo con una prospettiva differente e più profonda. La scoperta del regista Massimo Castri è stata guidata dalla lettura del libro di Roberto Alonge Il teatro di Massimo Castri. Libro che mi ha permesso di seguire la dinamica delle scelte registiche di Castri, la loro evoluzione (nel senso di modificazione nel corso della lunga carriera). Soprattutto è stato illuminante per capire come il regista abbia subito il fascino di Goldoni, mediante un avvicinamento lento e poco convinto all inizio, per arrivare, appena un attimo dopo Pagina 2
3 (dopo la messinscena dei Rusteghi), alla scoperta della poetica proto-borghese delle sue commedie, resa poi magistralmente nella Trilogia della Villeggiatura. Imprescindibile ovviamente è stata la conoscenza del testo completo della Trilogia della Villeggiatura di cui ho utilizzato un edizione classica a cura di Giuseppe Ortolani. Per prepararmi alla visione critica della registrazione delle due messinscene, ho utilizzato inoltre la documentazione relativa ai quaderni di sala e agli articoli della critica relativi alle varie edizioni delle rappresentazioni, conservati presso il Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, oltre alla descrizione dello spettacolo di Massimo Castri della professoressa Federica Mazzocchi pubblicata su Il Castello di Elsinore. Una volta terminata la fase di indagine attraverso i documenti scritti, sono passata alla visione delle video-registrazioni. In primo luogo ho visionato le tre commedie che compongono la Trilogia, prima di Strehler e poi di Castri, onde avere una visione generale dell impostazione scenica. Successivamente sono passata alla fase dell analisi comparativa. L analisi è stata impostata su tre livelli. Un primo livello è stato a livello di singola commedia, un secondo livello ha riguardato alcuni dei personaggi, il terzo singole scene. Per ogni commedia, ho scelto quattro personaggi e due scene che ritengo indice della dipendenza, ma contestualmente indipendenza, della visione di Castri da quella di Strehler. Pagina 3
4 LA DESCRIZIONE SINTETICA DEI CAPITOLI Capitolo I Il teatro di Regia e Goldoni Una breve panoramica di come la visione proto-borghese della poetica goldoniana abbia assunto i contorni attuali grazie alle prime innovative regie di Luchino Visconti e di Giorgio Strehler e di come Massimo Castri ha raccolto la sfida sino ad essere colui che ha decretato la visione di un Goldoni borghese, con la Trilogia della Villeggiatura del Capitolo II Appunti sulla regia di Strehler e Castri Nel capitolo viene esposta dapprima una panoramica d insieme sull impostazione drammaturgica delle tre commedie, quindi vengono dati alcuni cenni sull impostazione registica seguita dai due registi. Capitolo III Similitudini e differenze Attraverso l analisi di alcuni personaggi chiave e di due scene, che hanno importanza nel dare una direzione specifica all evoluzione dell azione, sono ricercate ed evidenziate le differenze e le similitudini tra la visione strehleriana e quella castriana dell opera di Goldoni. Capitolo IV - Conclusione Sintesi in cui viene evidenziata l impossibilità da parte di Castri di mettere in scena Goldoni, se non ci fosse stato Strehler. Pagina 4
5 PREMESSA La vera natura della poetica di Carlo Goldoni è emersa nel secolo scorso grazie a grandi registi quali Luchino Visconti e Giorgio Strehler. Per molto tempo la lettura ed interpretazione delle sue commedie, soprattutto nel periodo del cosiddetto Teatro d Attore, aveva trasmesso l idea di un autore settecentesco tutto trine e merletti, essenzialmente comico e leggero, minimizzando o trascurando la novità di riformatore del linguaggio teatrale propria di Goldoni. Un episodio per tutti. La grande Eleonora Duse in un appunto indirizzato al suo capocomico, annotava: Prego ricordare che Goldoni esige calze di seta, merletti alle maniche, riverenze e occhialetti, che tutto questo dunque abbia un influenza sul tono generale [..].Occorre un tono speciale che è il Settecento, che è Goldoni:[..]Brio,Brio,Brio ed eleganza di tono e di modo 1 Viceversa, grazie al Teatro di Regia, che, come è noto, in Italia si affermò in ritardo rispetto al resto d Europa, all attenta lettura e all amore per l autore veneziano di grandi registi, i testi goldoniani hanno svelato la loro struttura moderna, proto-borghese, quasi cechoviana. Lo spirito riformatore da cui prende le mosse il teatro di Goldoni, emerge in tutta la sua dirompente forza. Finalmente sulla scena si può intendere come le maschere e i caratteri comici, propri della Commedia dell Arte e presenti soprattutto nelle sue prime opere, assumano, man mano, connotati sociali e umani, che 1 S. FERRONE, Carlo Goldoni Vita, opere, critica, messinscena, Firenze, Sansoni, 1990, p Pagina 5
6 comprensibili ai contemporanei, superano la prova del passare del tempo divenendo uno specchio di certa umanità. Sottolinea il Baratto che la ricerca sul carattere è lo strumento dell esplorazione di un panorama sociale (il mondo). Con le loro regie innovative, sia Visconti sia Strehler fanno emergere quello che Siro Ferrone chiama il relativismo del naturale 2 di Goldoni. Dopo questi registi risulta evidente che i testi goldoniani consentono più livelli di lettura e che i personaggi non sono figure della Commedia dell Arte senza maschera, bensì presentano una loro articolata psicologia che si sviluppa e cresce durante lo svolgersi della commedia. Dunque, come sottolinea Roberto Alonge, grazie alla regia di Visconti prima e dei registi delle generazioni successive, da Strehler passando per Squarzina e Missiroli, fino ad arrivare a Ronconi ed infine Castri. Zone intere dell opera goldoniana, fraintese o scarsamente esplorate, sono state messe a frutto dagli studiosi solo grazie al fatto che ci sono state preliminarmente le messinscene[...] In Massimo Castri [...] l idea di un Goldoni che arriva a presagire la struttura ottocentesca del dramma borghese discende direttamente dalla sua capitale messinscena della Trilogia della Villeggiatura 3 Finalmente, Massimo Castri che quasi per sbaglio, cedendo ad una richiesta del mercato che vuole un Goldoni in occasione del bicentenario della morte dell autore, 4 incontra e scopre il drammaturgo, ne esplora le dinamiche e dopo aver messo in scena i Rusteghi, arriva alla Trilogia della Villeggiatura di cui rispetta in 2 S. FERRONE, Carlo Goldoni cit., p R. ALONGE, Goldoni, Dalla commedie dell arte al dramma borghese. Milano, Garzanti, 2004, p. 11. R. ALONGE, Il teatro di Massimo Castri, Roma, Bulzoni, 2003, p. 81. Pagina 6
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