Rapporto d area della provincia di Isernia:
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2 Pagina 2 di 85 Rapporto d area della provincia di Isernia: Eugenia Ferrari: presentazione agenzia; par. 2.2 Tiziana Crudele: premessa metodologica; par. 2.1; par. 3.1 Arcangelo Cirone: cap. 1; par. 3.2; par ; cap. 4 Mena Cicchetti: par ; par ; cap. 5 Ha collaborato: Ida Fiorelli
3 Pagina 3 di 85 INDICE PRESENTAZIONE AGENZIA... 4 PREMESSA METODOLOGICA ANALISI TERRITORIALE POPOLAZIONE, DINAMICHE DEMOGRAFICHE ED OCCUPAZIONALI Evoluzione variabili demografiche Le dinamiche del mercato del lavoro locale LA STRUTTURA ECONOMICO-PRODUTTIVA Il tessuto imprenditoriale Il settore Agricolo Produzioni Biologiche e Prodotti Tipici Il settore Turistico Le attrattività turistiche della provincia di Isernia: Ambiente, Cultura e Artigianato Artistico La struttura del settore turistico nella provincia di Isernia: l offerta La domanda turistica nella provincia di Isernia ANALISI SWOT INTERVENTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA APPENDICE... 85
4 Pagina 4 di 85 PRESENTAZIONE AGENZIA Si ritiene importante far capire come è nata la prima agenzia di sviluppo locale della provincia di Isernia (S.F.I.D.E. scarl), cosa rappresenta e quali obiettivi si prefigge. Il suo partenariato sociale è costituito dall Amministrazione Provinciale di Isernia (socio maggioritario e promotore della sua costituzione), da tutti i 52 comuni e da altri organismi (associazioni ed enti) che a vario titolo contribuiscono allo sviluppo locale territoriale. L agenzia può considerarsi il punto di arrivo di un lungo percorso che la Provincia di Isernia ha intrapreso a partire dal 2000, un percorso finalizzato ad imprimere un impronta nuova alla programmazione provinciale, per lungo tempo caratterizzata da una polverizzazione di strumenti, azioni e risorse. Attraverso la concertazione buttom-up (ossia dal basso verso l alto), infatti, si è da un lato, delineato una strategia ancorata alla dimensione locale (le tradizioni, il patrimonio storico e naturale, le risorse umane, la posizione geografica), dall altro intrapreso iniziative di sviluppo sempre più rispondenti alle potenzialità ed ai bisogni della collettività locale. L ente provincia si è, quindi, accreditato a livello regionale quale portatore privilegiato di interessi e istanze del territorio, ottenendo anche il finanziamento di importanti progetti di sviluppo. Da tale rinnovato ruolo è nata l idea di costituire l agenzia di sviluppo provinciale, quale sede stabile di coordinamento e programmazione. L intento è quello di assumere un ruolo di facilitatore dello sviluppo socio-economico, svolgere un ruolo di animazione e orientamento, erogare, a medio termine, servizi di informazione, assistenza tecnica e/o progettuale agli enti locali, alle piccole e medie imprese e a tutti i soggetti, singoli e associati, che operano sul territorio della Provincia. Ad essa spetterà il compito di tradurre sul piano programmatico e progettuale le idee e le vocazioni del territorio, occupandosi, con una metodologia di sistematicità, della fase tecnica di ideazione e redazione dei relativi progetti di sviluppo e creando uno stabile collegamento tra i soggetti, pubblici territoriali e privati, che intendono investire e svolgere attività produttive nella provincia di Isernia e le strutture che erogano finanziamenti a livello regionale, nazionale e comunitario.
5 Pagina 5 di 85 PREMESSA METODOLOGICA Il rapporto che segue è la prima analisi socio-economica del territorio condotta dall Agenzia di Sviluppo Locale (S.F.I.D.E. s.c.ar.l.) di Isernia, con il supporto metodologico della Società Studiare Sviluppo s.r.l. di Roma 1. Si vuol concepire questa pubblicazione come un appuntamento annuale, che potrà offrire un contributo significativo di studio ed analisi per la programmazione provinciale e contribuire ad orientare, così, le scelte pubbliche nell utilizzo delle risorse finanziarie. Uno strumento per cogliere le dinamiche socio-economiche, restituire al territorio elementi informativi, che potranno essere utili per elaborare il primo Piano Strategico Provinciale. Tale piano potrà consentire, in assenza di una legislazione regionale specifica per la redazione del Piano territoriale di coordinamento, di dotarsi di un documento di programmazione coordinata, ampiamente condiviso. Il nostro rapporto d area conclude una prima fase di indagine territoriale ma è, nello stesso tempo, il punto di partenza di un importante processo di pianificazione strategica che porterà a conciliare le limitate risorse a disposizione del territorio con gli obiettivi che lo stesso individuerà come strategici e, cosa importante, con le opportunità che il mercato offre. Questo consentirà di creare un vantaggio competitivo in termini sia di sviluppo di capitale endogeno che di attrazione di risorse esogene. Ampio spazio sarà dato alla partecipazione e condivisione di tutti gli attori della governance locale. Si vuole, infatti, coinvolgere il partenariato istituzionale dell agenzia per condividere con esso l analisi e implementarla sulla base delle conoscenze e delle informazioni dirette degli attori locali coinvolti. E ormai consolidata convinzione che una buona indagine territoriale sia essenziale per la corretta elaborazione di una strategia di sviluppo, basata su obiettivi strategici e linee di azioni coerenti con il posizionamento competitivo che si vuol far assumere ad un territorio. Per i programmi ed i progetti che saranno riconosciuti strategicamente prioritari saranno attivate le varie fonti di finanziamento, partecipando a bandi regionali, nazionali e comunitari. Il confronto e la concertazione con il partenariato locale riguarderà tutte le fasi del processo di pianificazione strategica. In particolare, l agenzia intende utilizzare i propri tavoli tematici come sede di un confronto costruttivo in cui ogni attore locale metterà a disposizione la propria esperienza per costruire un piano organico ed efficace ai fini del perseguimento degli obiettivi strategici prefissati. Il partenariato si esprimerà per individuare il grado di priorità di ciascun obiettivo, linea di intervento e progetto da inserire nel piano. Il rapporto d area è articolato in due parti. La prima è, come già detto, un analisi complessiva della realtà provinciale, la seconda è un focus ossia un approfondimento sull industria dei coltelli e delle forbici di Frosolone elaborata da Studiare Sviluppo (cfr. introduzione pag. 4) basata su un indagine sul campo mediante interviste. 1 Studiare Sviluppo è una Società partecipata interamente dalla Scuola Superiore dell'economia e delle Finanze e operante come soggetto strumentale della stessa Scuola e del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di coesione (DPS) del Ministero dell' Economia e delle Finanze nel supporto ad altre amministrazioni pubbliche sui temi dello sviluppo locale.
6 Pagina 6 di 85 La prima parte è stata elaborata sulla base di un analisi desk delle fonti statistiche e dei documenti programmatici e descrittivi presenti. In particolare, per la raccolta dei dati sono stati coinvolti i servizi competenti dell Amministrazione Provinciale di Isernia (Politiche Attive del lavoro, Presidio Turistico, Settore Ambiente, Osservatorio dei Fenomeni Sociali), nonché altri enti (Camera di Commercio di Isernia, Università degli studi del Molise, Ente per la Promozione Turistica di Isernia e di Campobasso, Provveditorato agli Studi). Nei cinque capitoli del rapporto sono stati esaminati i seguenti punti: 1. analisi territoriale: descrizione geo-morfologica del territorio provinciale, emergenze ambientali, articolazione amministrativa, dotazione infrastrutturale. 2. popolazione, dinamiche demografiche ed occupazionali: evoluzione delle variabili demografiche e confronti con alcune aree limitrofe, struttura della popolazione, dinamiche del mercato del lavoro locale mediante l analisi dei principali indicatori, l analisi di genere e per tipologia di contratti e di settore di attività; confronto con alcune aree limitrofe; approfondimento mediante la valutazione del monitoraggio aziende provincia di Isernia DIGIS 2004; analisi del capitale umano sotto il profilo del livello di istruzione secondaria e post secondaria. 3. struttura economico-produttiva: il tessuto imprenditoriale sotto il profilo del numero di imprese, della densità imprenditoriale, della rilevanza dei settori (espressa in valore aggiunto, tasso di crescita di prodotti e redditività) del tasso di apertura e propensione all esportazione, PIL. Approfondimento di analisi dei settori agricoltura e turismo, in quanto oggetto di maggior attenzione da parte degli enti pubblici e di imprenditori in termini di investimenti. 4. analisi SWOT: punti di forza e debolezza opportunità e minaccia del contesto provinciale. 5. interventi per lo sviluppo economico: progetti di sviluppo locale in corso di realizzazione già finanziati (PIT, PIT bis, distretto biologico e distretto culturale, ecc.)
7 Pagina 7 di 85 1 ANALISI TERRITORIALE La provincia di Isernia è stata istituita con decreto del 3 marzo Si estende nella parte occidentale del Molise, su un lembo di territorio completamente interno situato nel cuore della penisola e senza sbocchi sul mare. Confina a Nord con l Abruzzo (Province dell Aquila e di Chieti), a Est con la Provincia di Campobasso, a Sud con la Campania (Provincia di Caserta), a Ovest con il Lazio (Provincia di Frosinone). La sua superficie, pari a Kmq, rappresenta il 34% di quella del Molise. Le caratteristiche orografiche evidenziano una diversificazione altimetrica dei Comuni. Il territorio provinciale, in particolare, presenta una superficie montuosa pari all 81,07% mentre la restante parte (18,93%) è collinare. Quasi la totalità dei comuni è, infatti, classificata come totalmente montana, ad eccezione di Pozzilli, Sesto Campano e Venafro che risultano solo parzialmente delimitati come montani. TAB. 1: ALTITUDINI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA Comune Altitudine media (mt) Altitudine minima (mt) Altitudine massima (mt) Comune Altitudine media (mt) Altitudine minima (mt) Altitudine massima (mt) Acquaviva d Isernia Miranda Agnone Montaquila Bagnoli del Trigno Montenero Valcocchiara Belmonte Monteroduni Cantalupo del Sannio Pesche Capracotta Pescolanciano Carovilli Pescopennataro Carpinone Pettoranello Castel del Giudice Pietrabbondante Castel S. Vincenzo Pizzone Castelpetroso Poggio Sannita Castelpizzuto Pozzilli Castelverrino Rionero Sannitico Cerro al Volturno Roccamandolfi Chiauci Roccasicura Civitanova del Sannio Rocchetta al Volturno Colli a Volturno S. Agapito Conca Casale S. Angelo del Desco Filignano S. Elena Sannita Forlì del Sannio S. Maria del Molise Fornelli S. Pietro Avellana Frosolone Scapoli Isernia Sessano del Molise Longano Sesto Campano Macchia d Isernia Vastogirardi Macchiagodena Venafro Fonte: Piano forestale della regione Molise L unica area pianeggiante si trova nella parte occidentale del territorio provinciale, in corrispondenza con la Valle del Volturno. Essa si alterna ai rilievi appenninici tra cui spiccano la catena delle Mainarde, i primi contrafforti del Matese e l area montuosa dell Alto Molise. La catena delle Mainarde si estende a cavallo tra il Lazio e il Molise, per la maggior parte in quest ultima regione, si tratta di circa diecimila ettari di montagne ancora in gran parte genuine e praticamente incontaminate. E un insieme montuoso vario sotto l aspetto del paesaggio, con pareti a strapiombo, picchi e cuspidi, affioramenti rocciosi, zone brulle e boschi di faggio, valli e praterie che offrono spettacoli di rara bellezza sia singoli che nel loro insieme. La catena montuosa tocca i metri con monte La Meta. L area del Massiccio del Matese si sviluppa su una superficie di 69,31 kmq. Il Monte Miletto di metri, rappresenta la cima più elevata. L area dell Alto
8 Pagina 8 di 85 Molise è rappresentata da quella parte del territorio provinciale che si estende a nord della provincia ed il cui territorio è per buona parte al di sopra dei mille metri s.l.m. con alcune vette che superano i metri: Monte Capraio (1.730 m.) e Monte Campo ( m.). Hanno le loro sorgenti nel territorio provinciale i fiumi Volturno e Trigno che, insieme al Sangro, segnano tutti i confini con le Regioni Campania ed Abruzzo. Non si registrano presenze apprezzabili di laghi, fatta eccezione per qualche modestissimo bacino di montagna o piccolo invaso artificiale. Non ci sono comuni bagnati dal mare. Sotto il profilo paesistico-ambientale, sul territorio della provincia sono presenti numerose aree protette, cui si aggiungono diverse zone di notevole valore naturalistico per le quali non è stata ancora riconosciuta alcuna forma di tutela, come i progetti del Parco Regionale dell Alto Molise e del Matese 2. Tra le aree protette di maggior valore si segnalano l Oasi Naturale del WWF Le Mortine, situata al confine tra Campania e Molise, nei comuni di Capriati al Volturno (CE) e Venafro (IS), il giardino di Flora Appenninica di Capracotta, l area naturale del torrente CAllora e le Riserve Naturali Statali di Pesche 3, Collemeluccio e Montedimezzo. Le ultime due, ubicate, rispettivamente, la prima, nel comune di Pescolanciano, la seconda nell Alto Molise, in agro di Vastogirardi, sono entrambe Riserve MaB, istituite dall Unesco nell ambito del suo programma Man and Biosphere 4. Il patrimonio naturalistico è inoltre arricchito dalla fitta rete di SIC (Siti di Interesse Comunitario), SIR (Siti di Interesse Regionale), SIN (Siti di Interesse Nazionale) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) 5 individuati al suo interno. In particolare, sono state individuate ben 16 aree SIC e 2 aree ZPS: SIC Mainarde SIC Fiume Volturno SIC Pantano Zittola SIC Monte Corno Sammucro SIC Pineta di Isernia SIC Matese SIC Abeti soprani SIC Fiume Trigno Loc. Cannavine- SIC Isole fonte della luna SIC Gola di Chiauci SIC Montagnola molisana 2 Cfr. Progetto di qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia 3 La Riserva Naturale Orientata di Pesche, istituita nel 1982, è stata realizzata su terreni demaniali, comunali, di Enti ecclesiastici e di privati e si estende su una superficie di 552 ettari 4 Le Riserve MaB sono state istituite con lo scopo di salvaguardare e conservare la diversità biologica, nonché al fine di disporre di siti privilegiati in cui studiare le relazioni intercorrenti tra Uomo e Ambiente. In Italia sono presenti ben otto riserve MaB: Collemeluccio e Montedimezzo nel Molise, il Parco del Circeo nel Lazio, l Area del Somma Vesuvio e del Miglio d Oro in Campania, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sempre in Campania, il Parco Naturale della Valle del Ticino in Piemonte e Lombardia, la Riserva di Selva Pisana e il Parco Nazionale Marino dell Arcipelago Toscano in Toscana, la Riserva Naturale Marina di Miramare nel Friuli Venezia Giulia. 5 In ambito ambientalistico i termini SIC, SIN, SIR e ZPS sono utilizzati per definire un area, geograficamente delimitata, di interesse naturalistico e comprendente habitat naturali e seminaturali e habitat di specie animali e vegetali di interesse comunitario, per i SIC (Direttiva 92/43/CEE), di interesse nazionale e regionale per i SIN e i SIR.
9 Pagina 9 di 85 SIC Morgia di Bagnoli SIC Monte di Mezzo SIC Bosco di Collemeluccio SIC fiume Trigno (confluenza Verrino Castellelce) SIC Bosco di Vallazuna SIC Monte Miglio Monte Capraro ZPS Collemeluccio ZPS Monte di Mezzo Sul territorio provinciale è, infine, presente il Parco Nazionale d Abruzzo, Lazio e Molise 6, nel quale rientrano cinque comuni della Valle del Volturno: Castel San Vincenzo, Filignano, Pizzone, Rocchetta al Volturno e Scapoli. Per decenni il parco ha interessato solo un area limitata della regione Molise e soltanto nel 1990, con il provvedimento di ampliamento 7, è giunto ad inglobare anche la catena delle Mainarde 8. Dal punto di vista amministrativo il territorio provinciale è suddiviso in 52 Comuni e 4 Comunità Montane: Comunità Montana Volturno che comprende i comuni di: Acquaviva d Isernia, Castel San Vincenzo, Cerro al Volturno, Colli al Volturno, Conca Casale, Filignano, Fornelli, Montaquila, Montenero Valcocchiara, Pizzone, Pozzilli, Rionero Sannitico, Rocchetta al Volturno, Scapoli, Sesto Campano, Venafro; Comunità Montana Centro Pentria che comprende i comuni di: Castelpizzuto, Forlì del Sannio, Longano, Macchia d'isernia, Miranda, Monteroduni, Pescolanciano, Pesche, Pettoranello del Molise, Roccamandolfi, Roccasicura, Sant'Agapito; Comunità Montana Alto Molise che comprende i comuni di: Agnone, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, San Pietro Avellana, Sant Angelo del Pesco, Vastogirardi; Comunità Montana Sannio che comprende i comuni di: Cantalupo del Sannio, Carpinone, Castelpetroso, Chiauci, Civitanova del Sannio, Frosolone, Macchiagodena, Santa Maria del Molise, Sant'Elena Sannita, Sessano del Molise. Il comune di Bagnoli del Trigno è invece integrato con la Comunità Montana Trigno Medio Biferno che ricade nella provincia di Campobasso. I livelli di dotazione infrastrutturale della provincia di Isernia sono per lo più insoddisfacenti rispetto agli stessi indici del Mezzogiorno e quasi sempre anche rispetto a quelli riferiti all intero Molise. In particolare l indice generale delle infrastrutture economiche si attesta su un valore che è poco più della metà del dato medio italiano. La 6 Il Parco è stato costituito negli anni 20 del secolo scorso, con Regio Decreto Legge n. 257 del D.P.R. del Cfr. Progetto di ricerca Distretto Biologico e certificazione di filiera Provincia di Isernia
10 Pagina 10 di 85 rete stradale e gli aeroporti (102,2) presentano valori rilevanti, mentre le altre infrastrutture di trasporto (porti e ferrovie) - e di servizio (reti bancarie, energetiche e telematiche), manifestano carenze strutturali. Per quanto riguarda l accesso al credito, si evidenzia da un lato l elevato livello del tasso di interesse (8,7%, ovvero 2,1 punti percentuali in più della media nazionale e 13-esimo valore più elevato) e dall altro una eccessiva incidenza di crediti incagliati. Piuttosto elevato risulta anche il numero dei protesti rapportato alla popolazione: con ogni 100 mila abitanti, Isernia si posiziona al 13 posto a livello nazionale. Per quanto riguarda i dati Istat relativi alla capacità di sviluppo delle infrastrutture sociali (cultura, istruzione, sanità), sebbene rilevino una crescita nell ultimo decennio evidenziano ancora una posizione di svantaggio rispetto alle altre regioni d Italia. Con riferimento alle strutture R&T si segnala la presenza nel comune di San Pietro Avellana di una sezione del C.R.A. (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in agricoltura) che a partire da gennaio 2008 diventerà Unità di Ricerca, avvalendosi della collaborazione dell Università degli Studi del Molise. Si tratta di un importante ente nazionale di ricerca e sperimentazione con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale e forestale. E l unica struttura molisana del C.N.R. e del C.R.A. Con riferimento al sistema viario provinciale è possibile osservare come esso sia oggetto di una serie d interventi che, una volta completati, risulteranno particolarmente significativi ai fini del supporto di qualificate strategie di sviluppo locale sia in termini di mobilità delle persone che delle merci. La rete stradale provinciale è organizzata secondo livelli gerarchici che prevedono una rete principale strutturata secondo delle linee dorsali appenniniche e delle linee trasversali che si sviluppano lungo le fondovalli. Nella zona a confine con l Abruzzo lungo il fiume Sangro il tracciato della statale 652 di Fondo Valle Sangro permette di raggiungere l Abruzzo ed il litorale adriatico e si collega
11 Pagina 11 di 85 al tracciato più sinuoso alla statale 158 della Valle del Volturno, che segue il corso del fiume e si collega a Venafro. La statale 85 venafrana collega Venafro ad Isernia e costituisce l arteria principale di collegamento con la Campania. Venafro, inoltre, è centro di passaggio anche per i flussi provenienti e diretti verso il Lazio e il sistema autostradale della A1. Altra arteria importante è la SS 17 che collega Isernia con l Abruzzo e con la Provincia di Campobasso fino a raggiungere il territorio pugliese. Attualmente nel tratto che collega Isernia a Castel di Sangro (Aq) la statale è poco trafficata per la tortuosità del tracciato; è in fase di ultimazione il nuovo percorso a scorrimento veloce tra Isernia e Rionero Sannitico che si raccorderà alla Fondovalle del Sangro. La rete secondaria, funzionale al collegamento dei centri abitati con la rete principale, non è omogenea per caratteristiche funzionali e prestazionali nei diversi ambiti territoriali provinciali. In particolare risulta adeguata la viabilità a servizio dei centri posizionati lungo la valle del Volturno e limitrofi al capoluogo, mentre è carente il collegamento con i centri dell altissimo Molise, in particolare Agnone. Le linee ferroviarie che interessano la provincia sono il collegamento Adriatico-Tirreno con la linea Termoli-Campobasso-Isernia-Venafro-Roma-Napoli lungo la quale recentemente è stato aperto il collegamento Venafro-S.Vittore che ha ridotto di circa un ora il tempo necessario per raggiungere Roma, e la linea Isernia-Sulmona, rimasta sostanzialmente la stessa di un secolo fa, che non è in grado di svolgere efficacemente il proprio ruolo per problemi di insufficiente velocità e connessione con altri itinerari, offerta complessiva e interconnessione con altre modalità di trasporto. Per quanto concerne le aree attrezzate per gli insediamenti produttivi, nel territorio provinciale sono presenti tre tipologie di: le aree industriali di dimensioni medio grandi ( ha e oltre) le aree produttive di piccole dimensioni (20-50 ha ); le aree produttive di interesse locale e artigianale ubicate nei pressi dei centri abitati. L unico nucleo di Industrializzazione della provincia di Isernia è quello che fa capo al Consorzio per il nucleo di sviluppo industriale di Isernia-Venafro, costituito da quattro agglomerati; Pozzilli, il maggiore dotato di infrastrutture e servizi di livello soddisfacente, Carpinone, Pettoranello e Rocchetta al Volturno di dimensioni minori: a queste quattro aree si aggiungono Monteroduni, Sessano, Sesto Campano del Molise e Macchia d Isernia che fanno parte del Contratto d Area del Molise Interno. Le aree PIP, piani per insediamenti produttivi, previste dalla legge n. 865/71, di competenza delle amministrazioni locali sono 19 di cui 5 di competenza del nucleo industriale di Pozzilli; per molte di esse non si registrano ancora insediamenti e le infrastrutture sono realizzate soltanto in minima parte.
12 Pagina 12 di 85 2 POPOLAZIONE, DINAMICHE DEMOGRAFICHE ED OCCUPAZIONALI 2.1 Evoluzione variabili demografiche La provincia di Isernia è una delle più piccole d Italia, sia in termini di estensione territoriale, che in termini demografici. Al 31/12/2005, infatti, i dati Istat evidenziano una popolazione residente di , circa il 28% del totale della regione Molise, con una densità abitativa media di circa 59 abitanti/kmq, di cui il 51% rappresentato da donne (46.012). La popolazione si concentra prevalentemente nei centri urbani di maggiori dimensioni come Isernia e Venafro, unici comuni a superare gli abitanti, ed in quelli dove sono localizzate le aree di insediamento industriale e produttivo. Osservando l andamento demografico complessivo negli ultimi venticinque anni, si può rilevare che a fronte di una riduzione complessiva della popolazione non molto significativa pari al 3% (da del 1981 a del 2005 secondo dati Istat) c è stata una redistribuzione della stessa con un forte spopolamento delle aree interne verso i centri urbani più grandi. GRAF. 1: ANDAMENTO DEMOGRAFICO PROVINICA DI ISERNIA serie storica popolazione ISERNIA capobasso Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su censimenti Istat
13 Pagina 13 di 85 GRAF. 2: ANDAMENTO DEMOGRAFICO COMUNI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA V astogirardi; -33,7% Sesto Campano; -7,7% Sessano del M olise; -26,8% Scapoli; -4,9% Sant'Elena Sannita; -34,8% Sant'angelo del Pesco; -26,9% San Pietro A vellana; -17,6% Roccasicura; -18,0% Roccamandolfi; -16,8% Rionero Sannitico; -8,7% Poggio Sannita; -78,5% Pizzone; -22,7% Pietrabbondante; -37,7% Pescopennataro; -57,6% Pescolanciano; -18,9% M ontenero Val Coc.; -20,9% M iranda; -5,9% M acchiagodena; -18,1% Longano; -33,9% Frosolone; -10,5% Forlì del sannio; -30,0% Filignano; -20,0% Conca casale; -9,8% Civitanova del sannio; -10,1% Chiauci; -9,9% Cerro al volturno; -31,9% Castelverrino; -65,3% Castelpetroso; -4,4% Castel del giudice; -28,7% Carovilli; -6,0% Capracotta; -46,7% Cantalupo nel sannio; -6,1% B elmonte del sannio; -30,1% Bagnoli del trigno; -61,4% A gnone; -14,3% A cquaviva d'isernia; -13,5% V enafro; 20,1% Santa M aria del M olise; 9,1% Sant'Agapito; 25,3% Rocchetta a V olturno; 3,2% Pozzilli; 10,7% Pettoranello del M olise; 40,4% Pesche; 63,5% M onteroduni; 0,7% M ontaquila; 3,7% M acchia d'isernia; 18,9% Isernia; 2,0% Fornelli; 16,0% Colli a volturno; 4,2% Castel san vincenzo; 4,6% Castelpizzuto; 17,9% Carpinone; 7,4% -100,0% -80,0% -60,0% -40,0% -20,0% 0,0% 20,0% 40,0% 60,0% 80,0% Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su censimenti Istat Il grafico n. 2 evidenzia, infatti, che i comuni delle aree interne hanno subito la maggiore riduzione demografica. Poggio Sannita è stato interessato da un vero e proprio spopolamento con una riduzione del 78.5%. Seguono Castelverrino (-65.3%), Bagnoli del Trigno (-61.4%), Pescopennataro (-57.6%), Capracotta (-46.7%), Pietrabbondante (-7.7%), Sant Elena Sannita (-34.8%), Longano (-33.9%), Vastogirardi (-33.7%), Cerro a Volturno (-31.9%).
14 Pagina 14 di 85 Si tratta di piccolissimi comuni, definiti da Legambiente e Confcommercio 9 nella mappa del disagio insediativo ghost town, ossia comuni a rischio di estinzione. Hanno, infatti, una densità demografica molto bassa che varia dall 8.6 di Castelverrino al 33.7 di Acquaviva di Isernia, con una media di 33 abitanti per Kmq, a fronte di una media nazionale di 191, ossia di quasi sei volte inferiore. GRAF. 3: DENSITÀ DEMOGRAFICA COMUNI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA cfr. Investire sul bel paese - difendere i piccoli comuni per promuovere l identità e la qualità italiane- Indagine Serico gruppo Cresme. Roma, 24 ottobre 2001
15 Pagina 15 di 85 Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Continuando ad analizzare i dati della redistribuzione demografica, si rilevano ulteriori 20 comuni con una diminuzione significativa oscillante tra il -4.4 di Castelpetroso ed il di Castel Del Giudice, nonchè 16 comuni con un aumento demografico che ha assorbito l esodo dai comuni delle aree interne. Il maggior incremento demografico si è registrato a Pesche (+63.5%), seguito da Pettoranello del Molise (+40.4%), Sant Agapito (+25.3%), Venafro (+20.1%), Macchia d Isernia (+18.9%), Castelpizzuto (+17.9%), Fornelli (+16%), Pozzilli (+10.7%), Santa Maria del Molise (+9.1%), Carpinone (+ 7.4%). Restano pressoché costanti i residenti di Monteroduni (0.7%), Isernia (+2%), Rocchetta a Volturno (+3.2%), Montaquila (+3.7%), Colli a Volturno (+4.2%), Castel San Vincenzo (+4.6%). La concentrazione presso i comuni di Venafro, Pozzilli, Pettoranello del Molise, Macchia d Isernia, Fornelli è legata alla presenza di aree industriali. Come si evidenzierà successivamente, l incremento demografico è legato alla presenza di aziende leader intorno a cui si è creato un indotto industriale. Da un lato, infatti, l Ittierre Holding spa, con sede a Pettoranello del Molise, si è imposta come impresa leader nel settore della moda segmento
16 Pagina 16 di 85 abbigliamento giovani griffato, arrivando nel 1997 a quotarsi in borsa e acquisendo i diritti di produzione di marchi prestigiosi (D&G, Ferré, Malo, Extè - ts - Versace Jeans Couture, Versace Sport, Just Cavalli, C N C ). La holding, con dipendenti e redditi netti di 676 milioni nel 2005, rappresenta la più grande impresa della provincia. Nell area di Pozzilli è presente la Unilever spa, quarta divisione operativa dell omonima holding specializzata nella produzione di detersivi con i marchi: Dove, Clear, Sunsilk, Mentadent, Axe, che occupa 244 persone e rappresenta la più grande impresa dell area industriale, Vi sono poi altri 32 stabilimenti per un numero di occupati pari a E presente, inoltre, un importante Centro di Ricerca Medica, la Neuromed. Nei comuni di Pesche e Sant Agapito l incremento demografico può essere letto come naturale effetto della loro configurazione assunta negli ultimi anni di comuni satelliti rispetto ad Isernia. In suddetti comuni, infatti, sono stati da un lato trasferiti alcuni servizi come la sede di alcune facoltà dell Università degli studi del Molise dall altro si è avuto uno sviluppo di tipo residenziale a causa del blocco del piano regolatore del capoluogo di provincia. Confrontando l andamento demografico della provincia di Isernia con le province limitrofe si osserva che Campobasso è stata caratterizzata dallo stesso fenomeno sia in termini di riduzione complessiva della popolazione che di migrazione tra comuni. Le province campane invece hanno avuto un diverso andamento: Benevento ha visto un forte calo demografico fino al 2001 con un incremento nell ultimo quinquennio dovuto principalmente alle migrazioni interne. Le migrazioni interne hanno determinato un incremento del 14% circa della popolazione di Caserta. Andamento pressoché costante si registra a Chieti, e l Aquila. Il forte saldo migratorio interno ed esterno è alla base dell incremento demografico di Frosinone. GRAF. 4: CONFRONTO PER PROVINCE DELL ANDAMENTO DEMOGRAFICO Var. popolazione residente ISERNIA C AM POBASSO B ENEV EN TO CASERTA C HIETI L' AQUILA FROSINON E S er i e Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su censimenti Istat
17 Pagina 17 di 85 Analizzando la struttura della popolazione, si rileva che il periodo preso in esame si è caratterizzato per un profondo processo di invecchiamento. Esso ha interessato tutti i comuni della provincia di Isernia, ma nelle aree interne è acuito a causa dello spopolamento, dove si rilevano indici di vecchiaia, calcolati come rapporto tra i residenti di età compresa tra 0 14 anni ed i residenti di età compresa tra e oltre, piuttosto alti. In particolare il comune di Conca Casale ha un indice di vecchiaia di 830, il comune di Bagnoli del Trigno di 626, mentre il dato medio provinciale è di 172. I dati analizzati, riguardanti gli anni 2001 e 2005, evidenziano un andamento crescente dell indice di vecchiaia in tutti i comuni ad eccezione di Fornelli, Capracotta, Castelverrino, Roccamandolfi, Sant Elena Sannita e Vastogirardi. I residenti della provincia di Isernia ultresessantacinquenni rappresentano il 22% della popolazione a fronte di un 13% di giovani fino a 14 anni. GRAF. 5 : RIPARTIZIONE DELLA POPOLAZIONE PER FASCE D ETÀ Provincia di Isernia ; 22% ; 13% ; 65% età 0-14 età età e oltre Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su dati Istat 2005 I valori sono in linea con la tendenza di generale invecchiamento della popolazione in Molise, ma in controtendenza rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. TAB. 2: CONFRONTO RIPARTIZIONE PER FASCE D ETA Classi di età Area geografica % % % % % % e più Isernia 13% 12% 29% 24% 20% 3% Molise 14% 11% 26% 24% 19% 3% Mezzogiorno 16% 13% 30% 23% 15% 2% Italia 14% 11% 31% 24% 18% 2% Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su dati ISTAT 2005 L indice di dipendenza, inteso come rapporto tra la popolazione non lavorativa (fino a 14 anni e 65 anni e più) e la popolazione lavorativa (tra 15 e 64 anni), risulta pari al 54% per l intera provincia ma che assume il valore massimo di 108% nel comune di Bagnoli del Trigno a conferma dell andamento su indicato. Nella struttura della popolazione si rileva infine, l aumento del numero degli immigrati residenti. Si è passati, infatti, dalle 760 unità del 2003 alle unità registrate al 1 gennaio 2006.
18 Pagina 18 di Le dinamiche del mercato del lavoro locale La struttura del mercato del lavoro è strettamente connessa alle dinamiche delle componenti demografiche. In Molise ed in particolare ad Isernia, come già evidenziato nei precedenti paragrafi, i principali indicatori demografici (natalità, mortalità, crescita naturale e saldo migratorio) delineano una regione e una provincia con tassi di crescita naturale e migratori negativi ed una conseguente e progressiva riduzione della popolazione. Indici di vecchiaia molto elevati e tassi di fertilità molto bassi hanno contribuito negli ultimi anni a ridurre in modo considerevole la partecipazione della popolazione al mercato del lavoro espressa dal tasso di attività 10. Con riferimento al dato locale, dal confronto dei principali indicatori del mercato del lavoro nel periodo si delinea una riduzione del tasso di attività di oltre 2 punti percentuali, in linea con il dato regionale (-2,3%). Il fenomeno è in controtendenza rispetto al dato nazionale (+1.1%) e comunque nettamente distante dal dato del mezzogiorno che ha registrato una lieve riduzione (-0.7%). GRAF. 6: VARIAZIONE % TASSO DI ATTIVITÀ Tasso di attività Var. % Molise Isernia Sud Isernia Campobasso Molise Sud Italia Italia -3,0-2,0-1,0 0,0 1,0 2,0 Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Come mai questo calo? La popolazione con età >15 anni è rimasta quasi invariata (in leggero aumento +0.5), la forza lavoro invece è scesa in modo considerevole (-3,5%) forse per una sorta di effetto scoraggiamento che ha ridotto il tasso di partecipazione al mercato del lavoro. 10 Il tasso di attività è il rapporto tra le forze di lavoro e il totale della popolazione con età maggiore di 15 anni.
19 Pagina 19 di 85 GRAF. 7: VARIAZIONE % TASSO DI ATTIVITÀ Andamento Forza Lavoro e Popolazione (in %) 2,0% 1,0% 0,0% -1,0% -2,0% forza lavoro popolazione -3,0% -4,0% Italia Sud Molise Isernia forza lavoro 0,4% -1,2% -3,5% -3,5% popolazione 1,06% 0,75% 0,41% 0,54% Fonte: elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Dall analisi di genere si evidenzia però una Provincia di Isernia con una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro (tasso di attività 2003) rispetto al dato di Campobasso. I dati Istat del 2003, gli unici ufficiali disponibili disaggregati per provincia, trovano conferma nel trend degli anni successivi. GRAF. 8: TASSO DI ATTIVITÀ CONFRONTO DI GENERE 2003 tasso di attività confronto di genere anno 2003 Italia Sud Molise Campobasso Isernia femmine 37,1 29,0 32,0 30,9 34,9 maschi 62,0 60,3 58,1 57,7 59,0 Fonte: elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Il fenomeno è in crescita, infatti, dal confronto con i livelli di partecipazione femminile al mercato del lavoro del 1999, in Provincia di Isernia si è avuto un incremento del 2.2% in contro tendenza rispetto a Campobasso (-1.5%) ed al Molise (-0.5) mentre in linea con il dato nazionale e del mezzogiorno. Come nel contesto nazionale, infatti, l aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro è il risultato di quel processo di femminilizzazione, sicuramente dovuto ad un avanzamento della società occidentale verso l uguaglianza dei sessi nel lavoro.
20 Pagina 20 di 85 GRAF. 9: TASSO DI ATTIVITÀ CONFRONTO DI GENERE VARIAZIONE % tasso di attività - confronto di genere variazione % ( ) Isernia Campobasso Molise Sud Italia -3,0-2,0-1,0 0,0 1,0 2,0 3,0 Italia Sud Molise Campobasso Isernia femmine 1,8 0,6-0,5-1,5 2,2 maschi 0,5 0,0-1,0-1,9 1,5 maschi femmine Fonte: elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Gli altri indicatori (tasso di disoccupazione e occupazione) delineano per il contesto molisano un quadro complessivamente più favorevole rispetto al Mezzogiorno, ma ancora in ritardo rispetto alla media nazionale. In Provincia di Isernia, poi, si conferma un trend positivo e migliore rispetto ai valori del Sud, del Molise e della Provincia di Campobasso, ma con un tasso di disoccupazione ancora nettamente superiore (11.6%) rispetto alla situazione nazionale (8.7%). GRAF. 10: INDICATORI MERCATO DEL LAVORO CONFRONTO Indicatori mercato del lavoro raffronto ,0 valori percentuali 40,0 30,0 20,0 10,0 0, Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Italia 42,4 44,8 11,4 8,7 Sud 34,5 36,6 21,2 17,0 Molise 38,0 39,1 16,2 12,3 Campobasso 37,6 38,4 17,5 12,6 Isernia 39,0 41,2 12,5 11,6 Italia Sud Molise Campobasso Isernia Fonte: elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Il dato è confermato anche dal confronto con le regioni limitrofe, in particolare la Regione Campania nel periodo si è mantenuta su livelli di disoccupazione nettamente
21 Pagina 21 di 85 superiori (20.2% nel 1995 e 15.7% nel 2004) rispetto al Molise che invece ha mantenuto negli ultimi dieci anni livelli più contenuti di disoccupazione intorno al 12 %, registrando addirittura, nel periodo , una disoccupazione sotto il 10%, avvicinandosi al livelli di disoccupazione della Regione Abruzzo. Il trend è confermato nel triennio successivo con il livello più basso toccato nel 2006, quando il tasso di disoccupazione è sceso al 10% (1.3 punti percentuali in meno rispetto all anno precedente) contro il 12,2% del mezzogiorno ed un aumento del tasso di occupazione di 1.2 punti percentuali. GRAF. 11: TASSO DI DISOCCUPAZIONE S e rie s toric a - Ta s s o di dis oc c upa zione - c onfronto M olis e Abruzzo Ca m pa nia A bruz z o Molis e Campania Fonte: Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro La disoccupazione in provincia di Isernia, dai dati amministrativi del Centro per l impiego(dicembre 2004), vede un totale di iscritti pari a unità che rappresentano il 27% del corrispondente dato regionale. Sul piano qualitativo, si evidenzia una predominanza della componente di inoccupati (82,5%), nettamente superiore rispetto al dato regionale che si attesta sui 64.5%. I disoccupati in senso stretto hanno ovviamente sul totale della disoccupazione un peso decisamente più esiguo in provincia di Isernia (13.6%) rispetto al Molise (31.7%). GRAF. 12: ISCRITTI PER STATO OCCUPAZIONALE 2004 CpI di Isernia- Iscritti per stato occupazionale - Dicembre 2004 Regione Molise Iscritti per stato occupazionale - Dicembre ,6% 3,9% inoccupati disoccupati 82,5% occupati in cerca 31,7% 3,8% 64,5% inoccupati disoccupati occupati in cerca Fonte: elaborazione Agenzia Regionale Molise Lavoro su dati Netlabor - OML Con riferimento al livello di istruzione la categoria dei disoccupati è caratterizzata da un livello di scolarizzazione molto basso (scuola dell obbligo 55.7%) ed una percentuale esigua di laureati 4.7%. Diversa è la situazione della categoria degli inoccupati (ossia coloro che sono alla ricerca del loro primo impiego), ove la percentuale di laureati è quasi doppia (7.8%). Se ad essi si
22 Pagina 22 di 85 aggiungono i diplomati di scuola media superiore (35.9%) si ha un valore significativo della cosiddetta disoccupazione intellettuale (43.7%). GRAF. 13: REGIONE MOLISE- ISCRITTI PER STATO OCCUPAZIONALE E LIVELLO ISTRUZIONE 2004 Regione Molise - Iscritti per stato occupazionale e livello di istruzione (dicembre 2004) 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% Inoccupati Discoccupati Occupati in cerca nessun titolo scuola dell'obbligo area istruzione professionale (IPSIA) diploma di maturità titolo universitario missing nessun titolo 3,4% 5,0% 4,0% scuola dell'obbligo 47,6% 55,7% 53,5% area istruzione professionale (IPSIA) 1,7% 2,3% 2,7% diploma di maturità 35,9% 29,6% 33,5% titolo universitario 7,8% 4,7% 3,2% missing 3,6% 2,7% 3,2% Fonte: elaborazione Agenzia Regionale Molise Lavoro su dati Netlabor - OML Il numero di occupati in Molise, nel periodo che va dal 1995 al 2005 è aumentato di circa 2000 unità in termini assoluti, sicuramente a ritmi inferiori rispetto alla crescita nazionale; questo trend positivo si è avuto fino al 2002, cui ha fatto seguito per gli anni successivi un inversione di tendenza. GRAF. 14: TASSO DI OCCUPAZIONE Serie Storica Tasso occupazione Confronto Abruzzo, Campania Molise 80,0 60,0 40,0 20,0 Abruzzo Molise Campania 0, Fonte: Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro Analizzando l occupazione per genere, nell ultimo decennio si evidenzia una situazione per lo più invariata di divario tra tassi di occupazione maschili e femminili (30% nel 1995
23 Pagina 23 di 85 e 31.3 % nel 2005). L andamento è simile a quello della Campania e molto distante dall Abruzzo che vede divari più contenuti 20% nel 1995 e 27, 5% nel 2005). GRAF. 15: TASSO DI OCCUPAZIONE CONFRONTO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA Serie Storica - Tasso O ccupazione D ifferenza Maschi-fem m ine Confronto Abruzzo, Molise, Cam pania 40,0 30,0 20,0 10,0 Abruzzo M olise Cam pania 0, Fonte: Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro Come evidenziato in precedenza a livello nazionale l aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro risulta strettamente collegato al progressivo processo di terziarizzazione dell economia nazionale. Infatti, se si analizza la compagine lavorativa divisa per settori di attività economica, si osserva che il settore dei servizi ha assunto una posizione dominante, a scapito dell agricoltura. Nel Molise, regione nella quale l agricoltura tradizionalmente ha sempre avuto un ruolo importante nell occupazione, nel periodo che va dal 2003 al 2005 si è assistito ad una drastica riduzione della percentuale di occupati in tale settore. Infatti, nel 2003 la percentuale era pari a 9,2%, nel 2004 è scesa al 8,4% e si è ridotta ulteriormente nel 2005 arrivando al 6,32%. GRAF.16: ANDAMENTO OCCUPAZIONE MOLISE Andamento occupazione in Molise - Periodo (valori %) agricoltura industria servizi agricoltura 9,2 8,4 6,32 industria 29,5 29,7 31,48 servizi 61,2 61,9 62,19 Fonte: elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. su dati istat In provincia di Isernia, analizzando sempre gli occupati per settore di attività, si delinea una situazione in linea con il dato nazionale, ossia un maggiore ridimensionamento
24 Pagina 24 di 85 dell agricoltura rispetto al dato regionale e del mezzogiorno e un ruolo importante svolto dal settore dell Industria. GRAF. 17: OCCUPATI PER SETTORI DI ATTIITÀ Occupati per s ettore di attività Italia 2005 Occupati per settori di attività Mezzogiorno % 4% 31% Agr ic olt ura Indust r ia Alt r e at t iv it à 69% 7% 24% Agricoltura Industria Altre attività Occupati pe r settore di attività Molise 2005 Occupati per settore di attività Isernia % 6% 31% Agricolt ura Indust ria Alt re at t ivit à 63% 3% 34% Agricoltura Industria Altre attività Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su dati istat Il settore dei servizi ha visto sicuramente un aumento del numero degli occupati, ma il trend positivo di questo settore è cresciuto comunque a ritmi inferiori rispetto alla flessione verificatasi per il settore dell agricoltura. I dati delle assunzioni raccolti dai Centri per l impiego evidenziano in Molise, nell anno 2004, un numero di assunti pari unità; di cui nella Provincia di Isernia, nella provincia di Campobasso e a Termoli. Analizzandoli per tipologia di contratti si evidenzia una maggiore precarietà del lavoro a livello regionale rispetto al dato di Campobasso. In Molise, infatti, i contratti a tempo determinato superano di quasi 7 punti percentuali quelli a tempo indeterminato. Campobasso è in controtendenza, quello a tempo indeterminato è infatti superiore. GRAF. 18: ASSUNZIONI PER TIPOLOGIA DI CONTRATTO Molise - assunzioni per tipologie di contratti - anno 2004 Campobasso - assunzioni per tipologie contratto - anno ,1% 0,3% 5,9% apprendistato a tempo determinato 0,3% 7,8% apprendistato a tempo determinato 50,7% a tempo indeterminato formazione, lavoro interinale e a domicilio 50,3% 41,6% a tempo indeterminato formazione, lavoro interinale e a domicilio Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su AGENZIA Molise Lavoro Nella provincia di Isernia, invece, c è un certo equilibrio tra i due tipi di assunzione, anche se all interno di entrambe le categorie si ricorre maggiormente al part-time rispetto al fulltime. La media regionale, poi, si alza a causa della situazione di Termoli, dove le assunzioni a tempo determinato raggiungono il 57.9%, valore nettamente superiore rispetto a quelle a tempo indeterminato.
25 Pagina 25 di 85 GRAF. 19: ASSUNZIONI PER TIPOLOGIA DI CONTRATTO Isernia - assuzioni per tipologie di contratti - anno 2004 Termoli - Assunzioni per tipologia di contratti - anno ,7% 2,5% 0,3% apprendistato a tempo determinato 35,4% 0,3% 6,4% apprendistato a tempo determinato 48,5% a tempo indeterminato a tempo indeterminato formazione, lavoro interinale e a domicilio 57,9% formazione, lavoro interinale e a domicilio Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su AGENZIA Molise Lavoro Dall analisi di genere si osserva, poi, che la componente maschile rappresenta una parte nettamente dominante sul totale delle assunzioni. GRAF. 20: ANALISI DI GENERE ASSUNZIONI 2004 Analisi di genere assunzioni 2004 (valori in %) Donne Uomini 20 0 Molise Isernia Donne 32,2 31,9 Uomini 67,8 68,1 Fonte: elaborazione agenzia S.F.I.D.E. su AGENZIA Molise Lavoro Per gli uomini prevale la forma contrattuale a tempo indeterminato o comunque del fulltime; per le donne, invece, prevalgono i contratti a tempo determinato o il part-time. E maggiore la presenza delle donne all interno del cosiddetto lavoro atipico, caratterizzato da una più ampia flessibilità, che suggerisce da un lato una propensione alla scelta di tale tipologia in quanto contempera meglio gli impegni del lavoro con quelli familiari, dall altro invece riflette, specie per il privato, la tendenza delle aziende a preferire l assunzione a tempo indeterminato di lavoratori di sesso maschile. Monitoraggio Aziende Provincia di Isernia DIGIS (2004) L iniziativa, portata avanti dal Centro per l Impiego della Provincia di Isernia, è nata con la finalità di monitorare il mercato dell offerta per individuare la tipologia dei nuovi posti di lavoro, espressioni delle esigenze delle aziende. Il monitoraggio è stato anche occasione di promozione presso le aziende dei servizi che offre il Centro anche al fine di valutarne il grado di fruizione.
26 Pagina 26 di 85 L indagine, a carattere campionario (campione casuale di riferimento stratificato per settore merceologico e distribuzione geografica) è stata realizzata attraverso sondaggi telefonici su un totale di 593 aziende, appartenenti in prevalenza al settore terziario, con una maggiore concentrazione di piccolissime aziende (da 1 a 3 dipendenti). Il dato interessante che emerge dal monitoraggio è in primo luogo che più della metà degli occupati sono operai, mentre solo il 19% svolge mansioni impiegatizie. GRAF. 21: DIPENDENTI PER TIPOLOGIA DI INQUADRAMENTO Distribuzione dipendenti per tipologia di inquadramento operai 19% 5% impiegati amministrativi impiegati tecnici 9% 10% 57% consulenti o collaboratori apprendisti/ tirocinanti Fonte: Monitoraggio Campione Aziende Provincia di Isernia CpI di Isernia (2004) La distribuzione dei dipendenti per titolo di studio vede, infatti, il prevalere di personale con un livello di scolarizzazione basso distribuiti in prevalenza tra licenza media circa il 44% e diplomati circa il 32%, a fronte di una quota nettamente minoritaria di laureati in discipline tecnico scientifiche, poi economiche ed infine umanistiche. GRAF. 22: DIPENDENTI PER TITOLO DI STUDIO Distribuzione dipendenti per titolo di studio non dichiara licenza media diplomati laureati in discipline tecnico scientifiche laureati in discipline umanistiche laureati in discipline economico-giuridiche 0% 10% 20% 30% 40% 50% Fonte: Monitoraggio Campione Aziende Provincia di Isernia CpI di Isernia (2004) Le aziende intervistate percepiscono come adeguata la formazione del personale assunto, in larga parte acquisita attraverso precedenti esperienze lavorative (60%), e soltanto in minima parte attraverso corsi di specializzazione (18%). Soltanto il 22% delle aziende intervistate ha incrementato, nel biennio , il numero di dipendenti ed il 33% delle stesse prevede, nel biennio , di assumere personale. I profili ricercati rispecchiano di fatto la situazione occupazionale esistente, ossia il prevalere di qualifiche professionali basse (operai 34%) e impiegatizie (11%).
27 Pagina 27 di 85 GRAF. 23: PROFILI RICERCATI Profili ricercati operaio 40,6% 34,0% impiegato amministrativo commesso/a cameriere 3,2%4,0% 7,1% 11,1% parrucchiere altri Fonte: Monitoraggio Campione Aziende Provincia di Isernia CpI di Isernia (2004) La maggioranza delle aziende intervistate ritiene che in futuro avrà difficoltà nel reperimento del personale, non dimostrando fiducia nel ruolo svolto da istituzioni, scuole o enti. Soltanto il 7.6% delle intervistate si è rivolto infatti a tale canale (dichiarandosi comunque in larga parte soddisfatto), mentre la maggior parte non si mostra interessato a rivolgersi a scuole ed enti formativi. Il lavoro interinale non costituisce uno strumento largamente utilizzato, soltanto una parte poco significativa del campione lo ha utilizzato. Infine, un dato sulla presenza di disabili in azienda, nella quasi totalità delle intervistate non sono presenti, segno di una scarsa sensibilità nei confronti di tali problematiche. le motivazioni sono in prevalenza da ricondurre alla tipologia di lavoro svolto che, a quanto dichiarato, non ne consente l utilizzo e addirittura una percentuale considerevole 33% non ha mai pensato di assumerne uno. Dal monitoraggio emerge una scarsa percezione da parte dell azienda del valore aggiunto dell aggiornamento professionale dei dipendenti come fattore decisivo che concorre allo stato di salute dell impresa e una bassa propensione alla ricerca di personale maggiormente qualificato che potrebbe aumentare gli indici di produttività aziendale. Per quanto riguarda il rapporto scuola-impresa esso è molto limitato. Emerge la necessità di favorire occasioni d'incontro, di dialogo e di scambio tra chi forma i giovani e chi poi li assumerà, l'alternanza scuola lavoro consentirebbe all'impresa di diventare parte del percorso formativo. Un capitale umano formato sulle effettive esigenze delle imprese rappresenta un importante fattore di competitività di un territorio. Sotto tale aspetto la provincia di Isernia sconta ancora un forte gap anche a causa della mancata attuazione della riforma normativa che prevede in particolare la delega delle funzioni alle province. Si rileva una scarsa capacità di gestione delle risorse pubbliche, un forte scollamento tra l offerta e i fabbisogni formativi effettivi, nonché come già evidenziato, una scarsa integrazione tra il sistema scuola università formazione - lavoro.
28 Pagina 28 di 85 La provincia di Isernia può, tuttavia, contare su un buon capitale umano che si caratterizza per un livello di istruzione secondaria e post secondaria in linea con la media nazionale e superiore rispetto alle regioni meridionali. Infatti si rileva che il 6.4% della popolazione è laureata, contro il 5.9 nel mezzogiorno; inoltre il 25.7 % della popolazione in Molise ha un diploma di scuola media superiore, contro il 23.9% dell Italia e il 23.3% del Mezzogiorno. Tuttavia, le percentuali di analfabeti o possessori della licenza elementare, sia tra gli uomini che tra le donne, sono più alte in Molise rispetto al Mezzogiorno e all Italia. TAB. 3: POPOLAZIONE DI 6 ANNI E OLTRE RELATIVA AL MOLISE, MEZZOGIORNO E ITALIA PER SESSO E TITOLO DI STUDIO (VALORI %) ANNO 2004 Area Geografica Molise Mezzogiorno Italia Titolo di studio maschi Femmine totale Maschi femmine totale maschi femmine totale Dottorato, laurea e 6.3% 5.5% 6.4% 6.1% 5.8% 5.9% 7.3% 6.7% 7.0% diploma universitario Maturità 24.4% 22% 25.7% 24.1% 22.5% 23.3% 25% 22.8% 23.9% Qualifica 2.7% 2.7% 2.2% 2.6% 2.5% 2.5% 4.5% 4.8% 4.7% professionale Licenza media 36.2% 30.8% 27.7% 34.9% 29.2% 32% 34.9% 28.2% 32% Licenza 30.4% 39% 37.9% 32.3% 40% 36.3% 29.5% 37.5% 33.6% elementare/nessun titolo Totale 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% Fonte: Annuario statistico italiano 2004 In particolare, per quanto riguarda l istruzione secondaria superiore ad Isernia, come nel resto d Italia, la scuola che raccoglie il maggior numero di iscritti è l istituto tecnico. La seconda scuola per numero di iscritti è liceo scientifico mentre nel resto d Italia gli istituti professionali e il liceo scientifico si contendono a pari merito il secondo posto. GRAF. 24: ISCRITTI % PER TIPO DI INDIRIZZO E PROVINCIA ANNO SCOLASTICO % 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% licei classici licei scentifici licei linguistici istituti magistrali istituti tecnici istituti professionali licei artistici istituti d'arte Italia Sud Molise Isernia Campobasso Fonte: elaborazione agenzia sfide su dati ministero dell istruzione In totale nell anno scolastico gli iscritti alle scuole superiori di Isernia sono stati pari al 27% degli allievi iscritti in Molise, con una riduzione del 2% rispetto al precedente anno scolastico.
29 Pagina 29 di 85 TAB. 4: ISCRITTI PER TIPO DI INDIRIZZO E PROVINCIA ANNO SCOLASTICO province totale licei classici licei scentifici licei linguistici istituti magistrali istituti tecnici istituti professionali licei artistici istituti d'arte Italia Sud Molise Isernia Campobasso Fonte: elaborazione agenzia sfide su dati ministero dell istruzione 0 GRAF. 25: CONFRONTO ISCRITTI ANNI SCOLASTICI / % 25% 20% 15% 10% 5% 0% -5% -10% totale licei classici licei scentifici licei linguistici istituti magistrali istituti tecnici istituti professionali licei artistici istituti d'arte Italia Sud Molise Isernia Campobasso Fonte: elaborazione agenzia sfide su dati ministero dell istruzione Il dato è in controtendenza rispetto all andamento dell Italia, ove si registra, nello stesso periodo, un aumento degli iscritti dell 1% e rispetto al sud e a Campobasso ove invece il dato è stabile. Rispetto al valore assoluto che evidenzia il maggior numero di iscritti agli istituti tecnici e al liceo scientifico, il confronto con il precedente anno scolastico evidenzia che sono aumentati gli iscritti agli istituti professionali e al liceo classico. La presenza femminile per ordine scolastico è maggiore sia rispetto al dato regionale che a quello nazionale e delle regioni meridionali. Infatti, le donne rappresentano il 51% del totale a fronte di una percentuale del Molise e di Campobasso del 48% e nazionale del 49%. Le scuole superiori maggiormente frequentate sono i licei e l istituto magistrale, mentre si registra una concentrazione degli iscritti maschi presso gli istituti tecnici. La diversa concentrazione si giustifica con la maggiore propensione delle donne a proseguire gli studi iscrivendosi all Università. Il tipo di diploma conseguito, infatti, influenza molto sia le attività post diploma che la scelta tra il proseguimento degli studi e la ricerca del lavoro. Si rileva, infine, che l istituzione dell Università degli studi del Molise, alla fine degli anni 80, ha aumentato la propensione dei molisani a proseguire gli studi dopo il diploma di scuola superiore. In particolare, il numero di iscritti è aumentato nel corso degli ultimi 5 anni del 37% per un totale di nell anno accademico Il 56% degli stessi proviene, infatti, dalla regione mentre tra le regioni limitrofe il maggior numero di iscritti proviene dalla Campania come evidenzia l immagine seguente.
30 Pagina 30 di 85 IMMAGINE 1: PROVENIENZA GEOGRAFICA DEGLI ISCRITTI UNIVERSITÀ DEL MOLISE Residenti in regione 56% Residenti extra regione 44% Fonte: università degli studi del Molise GRAF. 26: ISCRITTI UNIVERSITÀ DEL MOLISE PER FACOLTÀ/ Agraria Colozza Economia Giurisprudenza Ingegneria Scienze del Benessere SS.MM.FF.NN. Scienze Umane e Sociali Totale Iscritti 2000/ / / / /05 Fonte: elaborazione agenzia sfide su dati università Tra i corsi di laurea le iscrizioni si concentrano maggiormente nel gruppo economicogiuridico. Il consorzio universitario Almalaurea, che da anni effettua indagini sull inserimento professionale dei giovani in possesso di laurea, evidenzia che il 37.2 % dei laureati presso l università degli studi del Molise ad un anno dal conseguimento del titolo ha già trovato un impiego; a cinque anni la percentuale sale al 78.7%. Nel primo anno quasi il 48% trova un lavoro stabile sotto forma di lavoro autonomo o lavoro a tempo indeterminato, il 43.7% invece con la forma di lavoro atipico.
31 Pagina 31 di 85 I giovani laureati partecipano per l 81% almeno ad un attività formativa post laurea, a conferma della tendenza molisana a vivere la formazione come strumento per l occupabilità piuttosto che per l adattabilità lungo l arco della vita.
32 Pagina 32 di 85 3 LA STRUTTURA ECONOMICO-PRODUTTIVA 3.1 Il tessuto imprenditoriale Il nucleo produttivo della provincia di Isernia è in termini assoluti il più piccolo d Italia, con un numero di imprese attive di registrate nel 2005, sebbene la densità imprenditoriale (8,74 imprese ogni 100 abitanti) lo ponga in termini relativi al 62 posto a livello nazionale (cfr. atlante della competitività delle province). Nell economia locale, un ruolo rilevante è svolto ancora dall agricoltura. Sebbene, infatti, il settore abbia subito un forte ridimensionamento in termini di occupati (cfr. par. 2.2), rappresenta ancora il 29.4% dell universo imprenditoriale, superando di 11 punti percentuali il dato medio nazionale. Il dato risulta superiore rispetto a quello del Mezzogiorno ma inferiore rispetto al Molise. In termini percentuali le imprese artigiane rappresentano il 26.2%. Di rilievo le imprese operanti nel settore dell edilizia pari al 13.3%, dato superiore rispetto al Mezzogiorno e al Molise, ma lievemente inferire rispetto al dato nazionale, nonché quelle del commercio il cui dato percentuale (25%) è a sua volta superiore rispetto a quello molisano, ma inferiore rispetto sia al dato nazionale che del mezzogiorno,come evidenziato graficamente di seguito. Il grafico seguente illustra la composizione delle attività economiche in termini percentuali rispetto al numero delle imprese operanti nei rispettivi settori. GRAF.27: COMPOSIZIONE DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE - ANNO ISERNIA Molise Mezzogiorno Italia Agricoltura Industria Costruzioni Commercio Alberghi e p.e. Trasporti e com. Credito e assic. Serv izi alle imprese Altre attiv ità Fonte: Istituto Tagliacarne - atlante della competitività provinciale Con riferimento, invece, alla composizione del Valore Aggiunto provinciale per settore di attività economica si osserva che il peso dell agricoltura è meno rilevante. Infatti, i dati evidenziano una forte terziarizzazione dell economia provinciale ed un ridimensionamento del peso del settore primario e di quello industriale, come già rilevato con riferimento all analisi occupazionale.
33 Pagina 33 di 85 In particolare: il peso percentuale del settore terziario (68,73%) si pone su livelli più elevati anche se leggermente inferiori rispetto ai corrispondenti dati regionale, del mezzogiorno e nazionale. Nel complesso, un ruolo predominante è svolto dalle attività della Pubblica Amministrazione e dal commercio; l industria realizza il 20,89% del valore aggiunto provinciale, una percentuale più alta del dato nazionale oltre che dei dati regionali e del mezzogiorno. Il comparto dominante rimane quello della trasformazione agro-alimentare, seguito dal tessile ed abbigliamento e dalla fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, elettrici ed ottici mezzi di trasporto; infine, il settore agricolo che al 2005 ha inciso per il 3,1% nella determinazione del V.A. provinciale, valore, tuttavia, leggermente inferiore rispetto al dato regionale (3,5%) e del mezzogiorno (3,9%) ma superiore di quasi un punto percentuale rispetto al dato medio italiano (2,2%). In termini reali, il valore aggiunto del settore agricolo ha subito una flessione del -1,61% tra il 2003 ed il 2004 in contro tendenza rispetto al dato regionale +1,6%, al dato medio del mezzogiorno +10,3 ed al dato medio dell Italia +10,8. GRAF. 28 : COMPOSIZIONE DEL VALORE AGGIUNTO - ANNO ISERNIA Molise Mezzogiorno Italia Agricoltura Industria Costruzioni Servizi GRAF. 29 : VARIAZIONE IN TERMINI REALI DEL VALORE AGGIUNTO ISERNIA Molise Mezzogiorno Italia Agricoltura Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istituto Tagliacarne - atlante della competitività provinciale
34 Pagina 34 di 85 Analizzando i dati relativi al tasso di crescita dei prodotti e della redditività risulta che l industria manifatturiera è il comparto che nel corso degli ultimi anni ha dato segnali positivi registrando tassi di crescita superiori a quelli nazionali. Essa ha le sue maggiori vocazioni nel comparto del tessile-abbigliamento, soprattutto nel comprensorio di Isernia, ed una specializzazione diffusa nel comparto agro-alimentare. Rilevante è anche la produzione, lavorazione e conservazione di carne e di prodotti a base di carne. La maggior parte del fatturato viene realizzato sui mercati esteri, e non solo per le grandi aziende o le multinazionali che hanno trovato conveniente insediarsi nella provincia, come è avvenuto per ITTIERRE a Pettoranello del Molise e l UNILEVER nell area industriale di Pozzilli. Per quanto concerne la vivacità demografica, si segnala una crescita positiva sebbene lenta nella provincia di Isernia con un incremento di imprese attive tra il 2004 ed il 2005 di 99 unità. Nel dettaglio, dalle imprese registrate a fine anno 2004, si è passati alle imprese registrate a fine anno 2005, con una variazione percentuale pari a + 1,3%. Dal confronto diretto si evidenzia che le imprese registrate sono diminuite di -21 unità solo nel settore Agricoltura, caccia, silvicoltura e pesca. In tutti gli altri settori si è registrato un incremento del numero di imprese soprattutto nei settori commercio e servizi alle imprese. TAB. 5: IMPRESE PER SETTORE NELLA PROVINCIA DI ISERNIA - ANNI SETTORE Imprese attive (unità) Var Unità % Agricoltura, Caccia, Silvicoltura e Pesca ,9% Attività manifatturiere ,6% Costruzioni ,7% Commercio ,7% Alberghi e pubblici esercizi ,0% Trasporti, magazzinaggio e comunicazione ,7% Credito e assicurazioni ,8% Servizi alle imprese ,0% Altre attività ,9% TOTALE IMPRESE ATTIVE ,3% Fonte: Istituto Tagliacarne - atlante della competitività provinciale Per quanto concerne i dati 2006, si osserva un rallentamento della vivacità demografica che ha riguardato l intero Mezzogiorno in maniera più significativa rispetto alle altre ripartizioni geografiche nazionali. Infatti, se a livello nazionale il saldo delle imprese attive nel 2006 è positivo, comunque il ritmo di crescita è più contenuto rispetto al (cfr. rapporto movimprese) 11. Anche a livello nazionale il settore delle costruzioni ( imprese) e dei servizi alle imprese ( unità) fa da traino all aumento della base imprenditoriale, mentre il settore dell agricoltura ha segnato la più marcata e netta riduzione delle unità produttive ( ). L intero contesto molisano si caratterizza per la presenza di imprese di piccole dimensioni. Tale dato conferma la fragilità del tessuto imprenditoriale regionale caratterizzato del resto 11 Cfr. comunicato stampa movimprese natalità e mortalità delle imprese italiane registrate presso le camere di commercio dal sito
35 Pagina 35 di 85 da forme di attività economiche di tipo tradizionale e scarsamente orientate verso aspetti più dinamici e moderni. Confrontando la popolazione residente con il numero totale di imprese attive, emerge in Molise una spiccata propensione all imprenditorialità. Il dato regionale di densità imprenditoriale si attesta sul valore di 10,39 imprese ogni 100 abitanti, quello della Provincia di Isernia invece sul valore di 8,58 imprese ogni 100 ab., superiore sia al dato del mezzogiorno 8,25 che a quello nazionale 8,71. Tali considerazioni sono confermate dall analisi per numero di addetti delle imprese. I dati Istat più recenti (anno 2003) evidenziano che, nel settore industria, il numero di imprese con più di 50 addetti è di 23 a fronte di 712 imprese con un numero di addetti compreso tra 2 e 9 e ben 653 con un solo addetto. 116 infine le imprese con un numero di addetti compreso tra 10 e 49. Nel settore servizi la situazione è ancora più sbilanciata a fronte infatti di 1315 imprese con un solo addetto esistono solo 8 con più di 50 addetti e 83 tra 10 e 49. Per quanto concerne il tasso di apertura e propensione all esportazione, la provincia di Isernia ha una vocazione particolarmente marcata rispetto al Molise e al resto del Mezzogiorno come evidenzia il grafico seguente. Il valore delle merci esportate dalle imprese locali è stato nel 2005 pari a circa 425 milioni di euro contro i precedenti 368 milioni di euro (83-esima posizione nella relativa graduatoria) con una propensione all'esportazione pari a 26,37 (contro il precedente 21,4) che risulta essere superiore sia al dato della macroripartizione sia al dato nazionale. Il settore merceologico che assorbe la stragrande maggioranza delle esportazioni è quello della confezione di articoli di vestiario. Se a questi dati si unisce il contributo delle industrie tessili, si ha che oltre il 66,3% dell'export locale è assorbito dall'industria del vestiario. L'Europa risulta essere il principale mercato verso il quale le merci in uscita sono destinate, assorbendo una quota del 74,05% che si distribuisce su mercati bene o male simili a quelli che si osservano in altre nazioni, come Gran Bretagna, Germania e Francia a cui si accodano gli Stati Uniti. Gli scambi commerciali che la provincia ha con l'estero sono decisamente più votati alle esportazioni che non alle importazioni. Il valore dell'import è stato infatti, nel 2005, pari a 180,5 milioni di euro e l'indicatore relativo di interscambio con l'estero (tasso di apertura) fa segnare un valore del 37,55 contro il precedente 29,2 che supera il dato regionale. Molto importante è il settore dei mezzi di trasporto con il 19,75% seguito a breve dai metalli e prodotti in metallo con poco più del 15,38%. Le merci importate provengono quasi esclusivamente dall'europa (76,18%) con la Germania che guida la graduatoria delle importazioni seguita da Turchia, Cina e Arabia Saudita.
36 Pagina 36 di 85 GRAF. 30: TASSO DI APERTURA E PROPENSIONE ALL ESPORTAZIONE 2005 Fonte: Istituto Tagliacarne - atlante della competitività provinciale Dal punto di vista economico, il 2006 è stato un anno che si è caratterizzato per un aumento del prodotto interno lordo dell 1.8% a fronte di una domanda interna e investimenti produttivi in crescita. Tuttavia, il raffronto con i dati nazionali evidenziano ancora un gap della situazione provinciale. Essa, infatti, nella graduatoria del prodotto interno lordo dell intera economia a prezzi correnti, redatta dall Unioncamere, occupa tra le province italiane l ultima posizione con un PIL di 1.821,57 espresso in milioni di. Analizzando il PIl pro-capite, invece, la situazione è migliore, occupando la 68 posizione. Infine, si evidenzia che l andamento del PIL in Molise negli ultimi 10 anni è stato positivo, con una crescita pressoché costante come da grafico seguente. GRAF. 31: VARIAZIONE PIL MOLISE Variazioni del PIL in Molise (a valori costanti) 16,0% 14,0% 12,0% 10,0% 8,0% 6,0% 4,0% 2,0% 0,0% Fonte: PSR Molise - bozza L andamento crescente del PIL si riflette positivamente sulla spesa per consumi finali delle famiglie, che hanno subito, nel 2006 un aumento del 2.4%. In particolare la spesa relativa
37 Pagina 37 di 85 ai consumi alimentari è più alta rispetto alla media nazionale con un valore del 19.9% a fronte del 17%, mentre bassi sono i consumi per carburanti ed energia elettrica. La performance degli investimenti fissi lordi in macchinari, impianti e mezzi di trasporto è stata particolarmente positiva (+8.4 %) tra le più alte in Italia insieme alla Campania, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Più contenuta invece la crescita degli investimenti in costruzioni (+0.2). 3.2 Il settore Agricolo Il settore agricolo, nel contesto socioeconomico provinciale, rappresenta un comparto di rilevante importanza: esso, infatti, con imprese nel 2005 pari al 29,4% del totale imprese attive della provincia, è di gran lunga il settore più rappresentativo rispetto alle altre attività economiche. La provincia di Isernia si estende su una superficie territoriale complessiva di ettari, la superficie agricola utilizzata (SAU) risulta pari a ettari, ossia il 53% della superficie agricola totale 12 provinciale, che è di ettari. I principali comuni della provincia in termini di SAU sono; Frosolone (3.776 ha), Venafro (3.084 ha), Agnone (3.056 ha), Vastogirardi (2.165 ha) e Macchiagodena (2.131 ha). La tabella seguente riporta i dati del numero di aziende agricole e delle loro superfici elaborati sulla base del Censimento ISTAT Agricoltura del L unità di rilevazione del Censimento ISTAT è l azienda agricola, forestale e zootecnica, definita come l unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui, ed eventualmente da impianti ed attrezzature varie in cui si attua la produzione agraria, forestale o zootecnica ad opera di un conduttore, e cioè persona fisica, società od ente, che ne sopporta il rischio sia da solo (conduttore coltivatore o conduttore con salariati), sia in forma associata. Si deve tener presente che, secondo i caratteri considerati, la stessa azienda può essere conteggiata più volte. Con riferimento alle coltivazioni, ad esempio, un'azienda che pratica la coltivazione della vite e dell'olivo risulta sia tra quelle che coltivano la vite che tra quelle che coltivano l'olivo. 12 La superficie agricola totale (SAT) è costitita dalla SAU più la superficie agraria non utilizzata e la superficie boschiva
38 Pagina 38 di 85 TAB. 6: NUMERO AZIENDE AGRICOLE E SUPERFICI Comune Numero Aziende Superficie territoriale in ettari Superficie Totale in ettari Superficie Sau in ettari SAU/Azien de in ettari Comune Numero Aziende Superficie territoriale in ettari Superficie Totale in ettari Superficie Sau in ettari SAU/Azien de in ettari Acquaviva d'isernia ,60 Miranda ,44 Agnone ,63 Montaquila ,72 Bagnoli del Trigno ,05 Montenero Val Cocchiara ,84 Belmonte del Sannio ,21 Monteroduni ,33 Cantalupo nel Sannio ,96 Pesche ,22 Capracotta ,98 Pescolanciano ,42 Carovilli ,69 Pescopennataro ,83 Carpinone ,79 Pettoranello del Molise ,15 Castel del Giudice ,22 Pietrabbondante ,94 Castelpetroso ,06 Pizzone ,08 Castelpizzuto ,67 Poggio Sannita ,58 Castel San Vincenzo ,96 Pozzilli ,33 Castelverrino ,00 Rionero Sannitico ,38 Cerro al Volturno ,76 Roccamandolfi ,67 Chiauci ,34 Roccasicura ,14 Civitanova del Sannio ,91 Rocchetta a Volturno ,50 Colli a Volturno ,39 San Pietro Avellana ,10 Conca Casale ,94 Sant'Agapito ,39 Filignano ,14 Santa Maria del Molise ,10 Forli' del Sannio ,62 Sant'Angelo del Pesco ,52 Fornelli ,92 Sant'Elena Sannita ,32 Frosolone ,97 Scapoli ,83 Isernia ,63 Sessano del Molise ,71 Longano ,07 Sesto Campano ,72 Macchia d'isernia ,95 Vastogirardi ,49 Macchiagodena ,23 Venafro ,31 Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT Cens. Gen. Agricoltura 2000 Il confronto tra i principali indicatori strutturali riferiti al 2000 ed al 2005 evidenzia un lento ma progressivo mutamento della gestione complessiva del territorio provinciale, nei riguardi della presenza di attività agricole; il rapporto SAT/superficie territoriale mostra un incremento di un certo rilievo (+4% circa) della superficie totale agricola; in generale, si assiste ad un incremento della superficie agricola totale, della superficie agricola utilizzata e del numero delle aziende. TAB. 7: PRINCIPALI INDICATORI Provincia di Isernia Superficie territoriale (ha) Superficie Totale (ha) Superficie SAU (ha) Numero Aziende SAT/Sup. territoriale (%) 51,3% 55,2% SAU/SAT (%) 57,2% 53,3% SAU/Aziende (ettari) 5,60 5,37 Fonte: ISTAT Cens. Gen. Agricoltura 2000, Infocamere 2005 Questa batteria di indicatori strutturali, in sintesi, permette di constatare come le attività agricole tendano ad aumentare importanza nel contesto territoriale provinciale, anche se la tendenza in atto può essere espressa in una costante contrazione della dimensione delle aziende. Infatti la SAU media per azienda passa da 5,6 ettari del 2000 ai 5,37 ettari del Un indicatore dell evoluzione strutturale agricola della provincia, basato sulla dinamica dell uso del territorio, è rappresentato dal rapporto tra la SAU e la SAT, che esprime la quota di superficie agricola utilizzata per attività colturali propriamente dette; tale rapporto,
39 Pagina 39 di 85 nel periodo considerato, mostra un decremento passando dal 57% circa del 2000 al 53% del 2005 (-4% circa). Questo fenomeno, può essere interpretato come una concentrazione dell attività agricola nelle aree di maggiore redditività, con conseguente abbandono dei terreni più marginali, in aree interessate anche da consistenti perdite demografiche. La tabella seguente riporta i dati della Camera di Commercio di Isernia relativi al numero di imprese agricole attive registrate al 31 ottobre del TAB. 8: IMPRESE AGRICOLE ATTIVE Comune Imprese agricole iscritte a ottobre 2006 Comune Imprese agricole iscritte a ottobre 2006 Acquaviva d'isernia 6 Miranda 30 Agnone 256 Montaquila 41 Bagnoli del Trigno 59 Montenero Val Cocchiara 37 Belmonte del Sannio 71 Monteroduni 45 Cantalupo nel Sannio 34 Pesche 12 Capracotta 30 Pescolanciano 13 Carovilli 73 Pescopennataro 5 Carpinone 22 Pettoranello del Molise 4 Castel del Giudice 4 Pietrabbondante 19 Castelpetroso 21 Pizzone 12 Castelpizzuto 9 Poggio Sannita 66 Castel San Vincenzo 17 Pozzilli 47 Castelverrino 4 Rionero Sannitico 20 Cerro al Volturno 13 Roccamandolfi 57 Chiauci 1 Roccasicura 19 Civitanova del Sannio 46 Rocchetta a Volturno 24 Colli a Volturno 18 San Pietro Avellana 11 Conca Casale 12 Sant'Agapito 14 Filignano 18 Santa Maria del Molise 7 Forli' del Sannio 12 Sant'Angelo del Pesco 9 Fornelli 45 Sant'Elena Sannita 9 Frosolone 177 Scapoli 17 Isernia 289 Sessano del Molise 7 Longano 45 Sesto Campano 101 Macchia d'isernia 8 Vastogirardi 31 Macchiagodena 160 Venafro 174 Fonte: CCIAA Isernia dati ottobre 2006 Il territorio della provincia può essere definito, in funzione della realtà agricola esistente, in tre macro aree: 1. una zona di pianura irrigua appartenente al bacino idrografico della parte medio alta del Volturno, caratterizzata da coltura intensive; 2. una zona collinare caratterizzata da colture cerealicole, foraggere, oliveti, ricadente nei comuni vicini ad Isernia; 3. una zona pedemontana interessata da colture foraggere e prati e pascoli, ricadente nei comuni dell Alto Molise e del Matese. Il paniere di offerta è naturalmente collegato alle caratteristiche delle diverse aree regionali ed ai processi produttivi attivati. Nel panorama generale, le filiere di maggior interesse, per impiego dei fattori produttivi (terra e lavoro), per i volumi prodotti e per il valore della produzione, ma anche per la presenza di attività di trasformazione agroalimentare che consentono di migliorare le performances del sistema in termini di valore aggiunto, sono riconducibili ad alcune coltivazioni erbacee (principalmente cereali) ed alla zootecnia.
40 Pagina 40 di 85 In particolare le colture maggiormente praticate sono rappresentate dai prati permanenti e pascoli, con il 57% della SAU. I seminativi impiegano circa il 35% della SAU. Le legnose agrarie impegnano circa il 8% della SAU provinciale. TAB. 9: SUPERFICIE AZIENDALE SECONDO L'UTILIZZAZIONE DEI TERRENI SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZATA Seminativi Coltivazioni Prati legnose permanenti agrarie e pascoli Totale Arboricoltura da legno Boschi SUPERFICIE AGRARIA NON UTILIZZATA Totale Di cui destinata ad attività ricreative Altra superficie Totale , , , ,59 138, , ,41 73, , ,93 Fonte: ISTAT Cens. Gen. Agricoltura 2000 Tra i seminativi predominano i cereali con una superficie impiegata di circa ettari, ed in particolare il frumento duro, che occupa oltre ettari. Ampie superfici sono inoltre destinate alle coltivazioni foraggere (poco più di ha). Le coltivazioni permanenti sono rappresentate principalmente dall olivo (2.572 ha), mentre la vite occupa circa 613 ettari, concentrati in limitati areali. TAB. 10: SUPERFICI E PRODUZIONE DELLE PRINCIPALI COLTURE Principali produzioni superficie (ha) produzione (q) CEREALI di cui frumento duro di cui frumento tenero di cui mais di cui avena di cui orzo di cui altri cereali FORAGGERE di cui foraggere permanenti di cui foraggere temporanee INDUSTRIALI di cui girasole OLIVO VITE di cui uva da tavola di cui uva da vino FRUTTA ORTAGGI di cui Fagiuolo e fagiolino di cui Fragola di cui Lattuga di cui Pomodoro di cui Carota 10 Fonte: ISTAT dati Il settore zootecnico riveste un peso ragguardevole nel panorama agricolo provinciale, la produzione in valore ai prezzi di base rivela che il settore rappresenta più del 35% dell intero valore aggiunto di settore. L allevamento è praticato da oltre aziende, di cui il 43% circa avicoli, il 22% suini, il 11% bovini. Tuttavia, le dimensioni degli allevamenti sono piuttosto limitate. Per l economia rurale il comparto zootecnico, anche se in crisi, rappresenta un importante elemento sia per il numero di addetti occupati direttamente (allevatori) che indirettamente (veterinari, ditte mangimistiche, ditte farmaceutiche ecc.) oltre che per il peso dato alla PLV aziendale. Per quanto riguarda la situazione zootecnica esistente nel territorio, si evidenzia la presenza di numerose aziende di modeste dimensioni che conducono prevalentemente un allevamento misto con bovini,
41 Pagina 41 di 85 ovini, suini, e avicoli. Alcune aziende sono specializzate e di dimensioni superiori a 50 UBA 13, le rimanenti sono di piccole dimensioni (circa 10 uba) dedite anche all allevamento di altri animali da reddito. Il tipo di allevamento a stabulazione fissa risulta prevalente nelle aree pianeggianti e collinari, anche se negli ultimi anni si stà diffondendo sempre di più quello a stabulazione libera, mentre nelle aree montane quello semibrado con monticazione estiva risulta il più diffuso. Un discorso a parte deve essere fatto sui caprini, anche se in buona parte delle aziende tale allevamento è condotto unitamente a quello ovino, che data la rusticità della specie sono animali utilizzati in quei territori caratterizzati da terre marginali ove estesa è la superficie a pascolo cespugliato ed a incolto produttivo. Per gli avicoli la diffusione nel territorio risulta quasi omogenea poiché legata all utilizzo familiare. TAB. 11: AZIENDE E CAPI ALLEVATI PER TIPOLOGIA DI ALLEVAMENTO ALLEVAMENTI OVINI CAPRINI EQUINI BOVINI AVICOLI Azien Azien Azien Azien Capi Capi Capi Capi de de de de Totale Di cui vacche BUFALINI Totale Di cui bufale Fonte: ISTAT Cens. Gen. Agricoltura 2000 Quanto all occupazione, confrontando i dati provinciali con quelli regionali, del mezzogiorno e nazionali emerge con evidenza non solo l importanza che assume il settore primario sullo scenario territoriale di riferimento, ma anche l evoluzione strutturale che esso ha registrato negli ultimi anni, che mostra evidenti processi di ristrutturazione del sistema in un contesto, comunque, connotato da evidenti elementi di debolezza. In particolare: gli occupati in agricoltura in provincia di Isernia sono circa 964, e rappresentano circa il 3,2% del totale occupati attivi; si rileva una forte contrazione, tra il 2004 ed il 2005, del numero medio di occupati nel settore primario. Tale contrazione (pari ad oltre il 23%) è decisamente superiore rispetto a quella, pur notevole, rilevata nello stesso periodo nelle aree mezzogiorno e Italia (rispettivamente, -4,4% e -4,3%). TAB. 12: OCCUPATI NEL SETTORE AGRICOLO Aziend e CAPI Aziend e Anno ISERNIA Molise Mezzogiorno Italia Variazioni V.A % 4,1 8,4 7,5 4,4 V.A % 3,2 6,32 7,21 4,2 Fonte: Istituto Tagliacarne Atlante della competitività -23,6% -26,7% -4,4% -4,3% CAPI Aziend e SUINI Capi 13 UBA Unità Bovine Adulte
42 Pagina 42 di 85 GRAF. 32: OCCUPATI NEL SETTORE AGRICOLO ISERNIA Molise Mezzogiorno Italia Fonte: Istituto Tagliacarne Atlante della competitività Produzioni Biologiche e Prodotti Tipici Il Molise, e la provincia di Isernia in particolare, per la sua attitudine a proteggere il proprio territorio da contaminazioni esterne e a mantenere inalterate le proprie tradizioni, è un territorio con un enorme patrimonio di produzioni tipiche e tradizionali, che vanno sicuramente salvaguardate, tutelate e valorizzate. La valorizzazione di questi prodotti coinvolge diversi interessi. Da una parte, infatti, ci sono le imprese agricole ed agro-alimentari che possono aumentare la propria competitività sul mercato; dall altra ci sono le amministrazioni pubbliche che hanno la possibilità di aumentare la visibilità e l immagine del territorio di riferimento nei confronti degli utenti esterni, siano essi consumatori o turisti ed, inoltre, hanno la possibilità di consolidare e rafforzare la coesione delle comunità locali attraverso l attivazione di sinergie con altre attività come turismo o artigianato. Si definisce tipico un prodotto la cui produzione avviene in base ad uno specifico disciplinare e un determinato processo di certificazione di qualità. Il disciplinare codifica dei parametri necessari per l ottenimento di un riconoscimento o una denominazione. I prodotti tipici locali, inoltre, hanno un forte legame con il proprio territorio di appartenenza, rappresentandolo nella sua completezza. Essi si identificano con il proprio ambiente e il proprio contesto territoriale economico-sociale e culturale. L Italia è il paese che più di ogni altro possiede il maggior numero di prodotti tipici nel campo enogastronomico. In provincia di Isernia la quantità di prodotti tipici che hanno ottenuto un riconoscimento è limitata rispetto all innumerevole quantità di produzioni tradizionali 14 presenti sul territorio. Tali prodotti possono essere sintetizzati nella seguente tabella. 14 Prodotto tradizionale Si tratta di prodotti agroalimentari caratterizzati da metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei in tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni (D.M. n. 350, 8 settembre 1999)
43 Pagina 43 di 85 TAB. 13: PRODUZIONI TIPICHE RICONOSCIUTE DELLA PROVINCIA DI ISERNIA Prodotto Molise o Del Molise Settore merceologico Vini Luogo di produzione Maggior parte dei comuni di Campobasso ed Isernia Tipologia di denominazione DOC Riconoscimento DM del pubblicato sulla G.U Pentro di Isernia o Pentro Vini Il territorio collinare di numerosi comuni in provincia di Isernia DOC DPR del pubblicato sulla G.U. del Rotae Vini Intero territorio amministrativo della provincia di Isernia IGT D.D. n. 53 del 04 novembre 1995 Molise Olii d'oliva I territori di diversi comuni della regione DOP Regolamento (CE) n. 1257/2003 della Commissione del 15 luglio 2003 pubblicato sulla GUCE L. 177/3 del 16/07/2003 Caciocavallo Silano Formaggi Intera regione DOP Registrazione europea con regolamento CE n. 1263/96 pubblicato sulla GUCE L. 163/96 del 2 luglio 1996; riconscimento nazionale con DPCM 10 maggio 1993 pubblicato sulla GURI n. 196 del 02/08/1993 Vitellone bianco dell'appennino centrale Carni Intera regione IGP Regolamento Ce n. 134/98 pubblicato dulla GUCE L. 15/98 del 21 giugno 1998 Salamini italiani alla cacciatora Carni Intera regione DOP Registrazione europea con regolamento CE n. 1778/01 pubblicato sulla GUCE L. 240 del 8 settembre 2001 Fonte: banca dati MiPAF La vite ha trovato nella provincia un ambiente e un clima favorevole, sviluppando, un settore produttivo di un certo interesse. Tuttavia, la scelta operata in passato di produrre più per la quantità che per la qualità ha comportato il ricorso a forme di allevamento che hanno limitato la qualificazione della produzione vinicola. Attualmente, l atteggiamento colturale sta cambiando verso la scelta di terreni e sistemi di allevamento adeguati a un prodotto di qualità, anche se la viticoltura è frammentata in migliaia di piccole proprietà e ciò rende complicati sia lo svecchiamento degli impianti, sia le operazioni di commercializzazione e vendita dei prodotti. Per quanto concerne le produzioni riconosciute, la provincia di Isernia può vantare due DOC 15 ed un IGT 16. Il DOC Pentro di Isernia prende il nome dal popolo che costituiva il ramo più importante dei Sanniti, i Pentri, il popolo delle montagne che avrebbe vissuto nell area in cui si produce questo vino. Il Pentro è un vino da pasto prodotto nelle tipologie Bianco, Rosso e Rosato. Il DOC Molise, invece, è un vino prodotto in quasi tutti i comuni della regione ed è un vino da pasto prodotto nelle tipologie Chardonnay, Falanghina, Greco bianco, Moscato, Moscato passito, Moscato spumante, Pinot bianco, Sauvignon, Trebbiano, Aglianico, Cabernet Sauvignon, Montepulciano, Rosso, Sangiovese, Tintilia. Parti del territorio provinciale si adattano benissimo anche alla coltivazione dell olivo; la notorietà degli oli molisani è stata affermata da diversi autori da tempi remoti. Nell intera regione ci si è specializzati nella produzione di alcune qualità pregiate come la Aurina, il Gentile di Larino, la Rosciola, appartenenti tutti alla denominazione Molise DOP La Doc (Denominazione di origine controllata) è un marchio che viene attribuito ai vini prodotti in zone delimitate, di solito di piccole e medie dimensioni, con indicazione del loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della Doc e la disciplina di produzione è piuttosto rigida. I vini Doc sono immessi al consumo soltanto dopo approfondite analisi chimiche e sensoriali. 16 IGT L Indicazione geografica tipica è attribuita ai vini caratterizzati da un indicazione geografica, che può essere accompagnata o meno da menzioni (ad esempio del vitigno). E contraddistinta da zone di produzione normalmente ampie e da una disciplina di produzione poco restrittiva. 17 DOP Denominazione di origine protetta. La produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un area geografica determinata e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata (Reg CE 2081/92)
44 Pagina 44 di 85 Spostando l attenzione su altri settori merceologici come quello dei formaggi, in tutto il territorio molisano è prodotto il Caciocavallo Silano DOP, il più antico e tipico formaggio a pasta filata del Mezzogiorno d Italia. Il suo nome deriva dal caratteristico sistema di lavorazione del formaggio stesso è cioè di appendere le forme a cavallo di un bastone orizzontale. Esso può essere utilizzato sia come formaggio da tavola che come ingrediente per moltissime ricette. Una denominazione IGP 18 prodotta ugualmente su tutto il territorio molisano è il Vitellone bianco dell Appennino centrale; questa carne ha delle caratteristiche qualitative specifiche e identificabili, derivanti dalle particolari tecniche di allevamento e di alimentazione dei bovini, oltre che dalla particolare conformazione fisica e genetica degli animali. Una produzione che ha ottenuto solo di recente la denominazione DOP, precisamente nel 2001, è quella dei Salamini alla cacciatora. Una caratteristica di questi salamini è la loro dimensione ridotta che fonda le sue radici in un diffuso uso rurale secondo cui i cacciatori, durante le escursioni, li portavano con sé nelle bisacce. A completare il quadro dei prodotti locali si devono affiancare ai prodotti tipici i prodotti cosiddetti tradizionali. Il Molise può contare su di un nutrito paniere di prodotti agroalimentari tradizionali (circa 160), la maggior parte dei quali appartengono ai comparti delle carni, delle paste fresche e dei prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati. Formaggi e altri prodotti lattierocaseari vengono commercializzati in tutta la penisola. Il più delle volte questi prodotti di nicchia, non rientrano nella grossa catena di distribuzione dei supermercati ma vengono distribuiti esclusivamente in negozi specializzati in enogastronomia. Prodotti come olio, vino, insaccati, farine, dolci sono esportati a Londra, Parigi ed altre città europee, oltre che in America e in Giappone. TAB. 14: PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI Bevande analcoliche, distillati e liquori: Amaro molisano, Liquore al latte, Nocino, Poncio, Poncio al caffè Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni: Capocollo, Ciccioli (cigoli), Coppa (capofreddo), Cotechino, Filetto, Gelatina, Guanciale (Vrucculare, Vrucculeare), Involtini di agnello (Abbuot' di agnello), La pezzata, La signora, Lardo, Magliatelle, Mappatelle, Misischia di Guardialfiera, Nodi di trippa, Noglie, Ntriglio, Pallotte, Panpanella, Prosciutto, Prosciutto di spalla, Salsiccia di fegato di maiale, Salsiccia di maiale, Salsiccia di maiale di Pietracatella, Misischia (muscisca), Soppressata, Testine di agnello o capretto, Tocco (Neccia secca), Torcinelli, Ventresca arrotolata, Ventresca tesa, Ventricina di Montenero di Bisaccia Formaggi: Burrino (manteca), Caciocavallo, Caciocavallo di Agnone, Cacio-ricotta, Caprino, Formaggio di Pietracatella, Mozzarella di vacca, Pecorino del Matese, Pecorino di Capracotta, Scamorza molisana, Stracciata, Treccia di Santa Croce di Magliano Paste fresche e prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria e confetteria: Abbotta pezziende, Agrodolce, Amaretti, Biscotti con le uova, Biscotti con seme di anice, Caciatelli (casciaielli), Calzoni, Campana, Caragnoli, Cavatelli o cecatelli (cavatielli), Cazatelli (cazzarieglie), Ceppellate di Trivento, Ciambella, Cicelieviti, Cicerchiata, Cioffe, Cocorozzo, Confetti ricci, Cuori frolli, Ferratelle, Fiadone (r sciatun), Frascatielle, Friselle, Fusilli, La pia, Le nocche, Offe (castagna), Mollica di San Giuseppe, Mostaccioli, Orecchiette (recchietelle), Ostie, Pagnottini (pagnuttoine), Pan di Spagna, Pan dolce, Pandolce del Molise, Pane casareccio, Pannocchio, Parrozzo molisano (pane rozzo), Pasta imperiale, Pasta reale, Pepatelli, Pezzènde (pzzen't), Pigna (Buccellato, Piccillato), Pizza al pomodoro, Pizza coi cicoli (ciccioli) di maiale, Pizza di granone (pizza randign, panitte), Pizza scimia, Quaresimali, Raffaioli, Ravioli scapolesi, Riso con il latte, Rococò, Rosachitarre (rosacatarre), Sagnetelle, Sanguinaccio, Savoiardi, Scarpelle (scrppell, scarpell, pizzell), Scattone (tassa, ru scattone), Scurpelle di Belmonte (Is), Soffio, Staielle, Strufoli, Tacconelle 18 IGP Indicazione Geografica Protetta. Il prodotto deve godere di una certa fama e deve sussistere un legame con il territorio almeno in uno degli stadi della produzione o della trasformazione(reg CE 2081/92)
45 Pagina 45 di 85 (taccozze), Tagliolini, Taralli con seme di finocchio, Torrone del papa, Tozzetti, Uccelli (cielli, ciell'arechini, cillucc'), Zeppole Preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi: Baccalà e cavolfiore arracanato, Cannolicchio, Gattuccio (a cagnole), Polpo essiccato (pulepe sicche), Razza quattr'occhi (u cchialine), Scapece, Torpedine marezzata (a martiscene), Trigliette essiccate (trejezzole secche), Trota fario, Vongola comune Prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro): Miele Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati: Castagne, Centofoglie (Scarola venafrana), Cicerchia, Cipolla di Isernia, Cipollotto, Composta (a cumposta), Fagioli di riccia, Fagiolo bianco, Fagiolo scuro, Farro dicocco molise, Fichi secchi, Peperoni sottaceto (paparolesse), Pere sottaceto, Pezzénde, Pomodori gialli invernali, Fungo d'abete, Gallinaccio, Lenticchia, Lessata, Mais lesso, Mela limoncella, Mela zitella, Olive al naturale (live curvate, olie all'acqua e sale), Origano, Patata lunga di S. Biase, Peperone rosso, Porcino, Prataiolo, Scorzone, Tartufo bianco Il territorio della provincia di Isernia ed in particolare l area dell Alto Molise si caratterizza per essere una delle principali zone italiane per la produzione dei tartufi. Il Molise, benché risulti una delle regioni italiane a maggiore produzione di tartufo, sconta un grave handicap rappresentato dalla assoluta inesistenza di tartufaie controllate. I cercatori di tartufo molisani dotati di apposito patentino previsto dalla normativa regionale risultano circa Essi non sono rappresentati da imprenditori agricoli ma da semplici cercatori occasionali che rivendono il prodotto ad imprese di commercializzazione e trasformazione localizzate prevalentemente nel centro nord. Tale situazione anomala è stata più volte affrontata negli ultimi tempi a vari livelli, anche istituzionali, per cercare delle soluzioni che permettessero di valorizzare un prodotto tipico che, a detta di molti esperti, risulta di eccellente qualità. La caratteristica peculiare della commercializzazione del tartufo fresco, è data dalla assoluta mancanza di trasparenza, in quanto la vendita del tartufo avviene in modo poco manifesto se non addirittura clandestino. Non avviene quasi mai alla luce del sole, in considerazione sia dell individualismo dei cercatori e dei tartufai in genere, sia della ritrosia degli stessi a parlare apertamente della propria attività. Da questo scaturisce la scarsa propensione alla costituzione di forme associative per la commercializzazione e di conseguenza anche una difficile quantificazione della produzione sia a livello locale che nazionale.
46 Pagina 46 di Il settore Turistico Le attrattività turistiche della provincia di Isernia: Ambiente, Cultura e Artigianato Artistico Il territorio della provincia di Isernia è costituito per circa il 80% da montagna e la maggior parte dei centri abitati è situata in zone montuose, caratterizzate da una morfologia accidentata e dotate di risorse ambientali di notevole valore (cfr. cap. 1). Sebbene la provincia di Isernia sia ricca di beni di elevato pregio architettonico e storicoartistico, essi rappresentano un patrimonio per così dire minore rispetto a quello delle regioni limitrofe. L elemento trainante e di maggiore attrattività turistica rimane, infatti, l ambiente, composto da piccoli centri storici, spesso fortificati, dalle aree di elevato valore naturalistico e dai prodotti tipici di elevata qualità 19. Sotto il profilo paesistico-ambientale, si rinvia a quanto detto nel cap. 1 Analisi territoriale. La provincia di Isernia presenta un complesso e diversificato patrimonio storico, archeologico e culturale che, pur avendo un importanza minore rispetto a quello delle regioni limitrofe, merita comunque una certa attenzione. Sul territorio della provincia sono, infatti, presenti tre siti archeologici di grande importanza storica e scientifica (il giacimento paleolitico di Isernia, l area archeologica di Pietrabbondante e l abbazia di San Vincenzo al Volturno), oltre a tutta una serie di beni storici e culturali che potremmo definire minori in quanto poco conosciuti e valorizzati 20. Le aree archeologiche sono caratterizzate per lo più da resti di fortificazioni e costruzioni sannitiche, nonché da complessi nei quali sono riconoscibili luoghi destinati al culto. Gli scavi di sbancamento avvenuti nel 1979, in occasione della costruzione della superstrada Napoli-Vasto, hanno riportato alla luce, in località La Pineta, nei pressi della città di Isernia, un giacimento paleolitico di riconosciuta importanza mondiale, che ha fornito una ricca documentazione sulla civiltà dell Homo-erectus. Di notevole valore scientifico e di grande importanza storica sono poi i siti archeologici situati nei pressi di San Vincenzo a Volturno e Pietrabbondante, ma vi sono anche siti minori che meriterebbero di essere valorizzati ed inseriti in un vero e proprio circuito archeologico provinciale, come il Tempio Italico di Vastogirardi e il castello di Longano 21. Sotto il profilo architettonico - monumentale, numerosi e spesso di notevole valore storico sono i castelli e gli edifici di culto disseminati un po dovunque sul territorio provinciale. Per quanto riguarda i primi, essi sono presenti un po in tutta la provincia, ma solo in pochi casi risultano visitabili (ne sono esempi il castello di Monteroduni e il castello Pandone di Venafro, entrambi di proprietà pubblica). Gli altri sono per la maggior parte di proprietà privata e versano per lo più in condizioni di scarsa fruibilità, accessibilità e visibilità, se non sono addirittura dismessi 22. Una menzione particolare merita il castello di Pescolanciano, che è stato di recente acquisito per una parte dall Amministrazione Provinciale di Isernia, la quale vi sta effettuando una serie di lavori di ristrutturazione e 19 Cfr. Progetto di qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia 20 Cfr. Piano turistico per lo sviluppo della provincia di Isernia, pg Cfr. Progetto di qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia 22 Cfr. Piano turistico per lo sviluppo della provincia di Isernia, pg.10-11
47 Pagina 47 di 85 messa in sicurezza attraverso l utilizzo di fondi CIPE 23. L eccessivo frazionamento della proprietà che contraddistingue la parte restante rende, però, oltremodo difficoltoso per la predetta amministrazione provinciale riuscire ad attuare un più ampio progetto di recupero e restauro del castello nel suo complesso 24. Gli edifici di culto rappresentano la maggior parte degli edifici monumentali presenti nella provincia di Isernia e si distinguono in chiese, conventi, abbazie e santuari. Si tratta di edifici risalenti per lo più ad epoca romano-medioevale e rinascimentale, che hanno subito però, quasi sempre, modifiche architettoniche nel corso dei secoli 25. Fra le tante chiese diffuse sul territorio provinciale (solo il comune di Agnone ne ospita ben 14), di particolare pregio sono il Santuario della Madonna Addolorata di Castelpetroso, edificato lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, in località Cesa tra i Santi, su progetto dell'architetto Francesco Gualandi di Bologna, l eremo dei Santi medici Cosma e Damiano, situato nelle immediate vicinanze del capoluogo pentro ed eretto sulle rovine di un tempio pagano dedicato al culto di Priapo, e la Cattedrale di Isernia, consacrata a San Pietro Apostolo e costruita sul basamento dell antico tempio italico risalente al III secolo a.c 26. Per quanto riguarda la dotazione di infrastrutture culturali, nella provincia di Isernia sono presenti diversi musei legati alla tradizione, alla cultura dei luoghi e all archeologia. Quasi sempre sono ubicati in edifici storici e conservano, per la maggior parte, reperti archeologici, sculture onorarie e funerarie, capitelli romani e sanniti provenienti dai diversi siti storici sparsi sul territorio 27. Tre, invece, sono i musei legati alla tradizione e alle attività produttive tipiche della zona: il Museo della Zampogna, ubicato nel centro del piccolo comune di Scapoli e dedicato a questo particolarissimo strumento della cui tradizione artigiana gli scapolesi sono depositari; il Museo dei Ferri Taglienti di Frosolone, paese noto per la lavorazione delle forbici e dei coltelli (cfr. parte seconda focus l industria dei coltelli e delle forbici di Frosolone); il Museo Storico delle Campane di Agnone, di proprietà della Pontificia Fonderia Marinelli, che conserva una ricchissima raccolta di campane e che riceve in media circa visitatori l anno 28. Di seguito una breve tabella riassuntiva dei principali musei presenti nella provincia di Isernia. 23 Por Molise 2000/20006 Mis. 2.1 Delibera CIPE 17/2003. Si tratta di fondi pubblici nazionali finalizzati al finanziamento degli investimenti pubblici nelle aree sottoutilizzate. 24 Cfr. Piano turistico per lo sviluppo della provincia di Isernia, pg Cfr. Progetto di Qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia 26 Cfr. Piano Turistico per lo sviluppo della Provincia di Isernia, pg Cfr. Progetto di Qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia 28 I dati sui flussi annui di visitatori sono stati forniti dalla stessa Fonderia Marinelli, proprietaria del Museo.
48 Pagina 48 di 85 TAB. 15: PRINCIPALI MUSEI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA Musei della provincia di Isernia Museo Nazionale del Paleolitico MACI - Museo di Arte Contemporanea Museo della Civiltà Contadina e Presepe Artistico Molisano Museo Storico Militare Ubicazione Isernia Isernia Castelpetroso Filignano Breve descrizione Il complesso museale comprende il Museo Nazionale di Santa Maria delle Monache, ospitato nell antico monastero benedettino ubicato nel centro storico della città di Isernia, e l'area di scavo La Pineta, situata nelle immediate vicinanze del centro abitato, dove i reperti del paleosuolo vengono scavati, restaurati, studiati ed esposti in loco e dove è possibile assistere agli scavi effettuati dagli studiosi. Nel Museo Nazionale di Santa Maria delle Monache, che ospita anche la Biblioteca Comunale Michele Romano, sono invece custoditi i reperti paleolitici provenienti dal giacimento preistorico e un lapidarium con reperti di epoca sannitica e romana. Il museo, allestito nelle sale del Palazzo della Provincia, è stato inaugurato nel marzo 2004 ed è l'unico centro di arte contemporanea del Mezzogiorno, il primo in Molise. Il museo, che ha sede nel Castello comunale, raccoglie attrezzi agricoli ed oggetti di uso vario appartenenti al periodo che va dalla prima metà del 1800 fino alla prima metà del '900. Al pian terreno del Castello è inoltre situato il Presepe artistico molisano, costruito nel 1995, nel quale sono artisticamente riprodotti alcuni monumenti di Castelpetroso e dei paesi vicini, oltre ai castelli più importanti del Molise. Nel presepe sono inoltre rappresentati i costumi settecenteschi di molti comuni molisani e i mestieri artigianali praticati nel secolo scorso. Il museo espone armi, divise ed equipaggiamenti militari della I e della II Guerra Mondiale. Museo Mario Lanza Filignano Si tratta di un museo fotografico dedicato al tenore Mario Lanza, originario di Filignano. Museo dell'orso Marsicano Museo del Cervo Museo di Tradizioni Popolari e del Costume d'epoca Museo Archeologico S. Chiara Museo Storico della Campana Museo dei Ferri Taglienti Museo della Zampogna Museo Emidiano Museo civico della pietra nei secoli Chiara Marinelli Pizzone Rocchetta al Volturno (Castelnuovo) San Pietro Avellana Venafro Agnone Frosolone Scapoli Agnone Pescopennataro Si tratta di un museo naturalistico gestito dall'ente Parco Nazionale d'abruzzo, Lazio e Molise. Nel museo è custodita la pesantissima pelle di caprone indossata dall'uomo-cervo durante la rappresentazione che si ripete ogni anno l'ultima domenica di Carnevale. Sono inoltre raccolti ed esposti reperti bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, maschere antropomorfe e fotografie storiche. Il museo ricostruisce ambienti tipici (cucina e camera da letto) della civiltà contadina locale. Sono inoltre esposti attrezzi ed oggetti di uso quotidiano, come culle, mantelli da pastore, oggetti della religiosità popolare, una collezione di bambole d'epoca ed una di costumi nobiliari. Nel museo, che ha sede nell ex convento di S. Chiara, sono custoditi reperti archeologici provenienti da Venafro preromana e romana, tra cui la Tavola Acquaria che reca inciso il testo dell editto emanato da Augusto in merito all utilizzo e alla manutenzione dell acquedotto di Venafro. Il museo è privato e custodisce una delle più grandi collezioni al mondo di campane, tra cui la preziosissima campana dell anno mille. Nel museo sono conservati numerosi oggetti di valore storico provenienti dagli appassionati e dagli eredi dei migliori lavoratori delle forbici e dei coltelli di Frosolone. Vi sono conservate anche numerose lame da taglio militari. Il museo, allestito all interno di Palazzo Mancini, è dislocato su tre piani e custodisce un interessante collezione di zampogne provenienti da ogni parte del mondo e prodotte in epoche diverse, tutte tematicamente catalogate. In esso è inoltre possibile ammirare una vasta documentazione iconografica e letteraria, numerose foto d epoca e la riproduzione di un antica bottega artigiana. Il museo, allestito presso la chiesa di Sant'Emidio, raccogli reperti archeologici, papiri ed alcune opere d'arte sacra. Il museo presenta due sezioni una dedicata alla preistoria e l altra agli scalpellini pescolani Per quanto riguarda il numero dei visitatori, gli unici dati disponibili, oltre a quelli relativi al Museo delle Campane, sono forniti dal Ministero per i beni e le attività culturali e riguardano i musei e i monumenti statali, che nella provincia di Isernia sono soltanto quattro: il Museo Nazionale del Paleolitico, ubicato nel complesso monumentale di S.
49 Pagina 49 di 85 Maria delle Monache ad Isernia; l area archeologica di Pietrabbondante; il Museo Archeologico di Venafro e il Castello Pandone, sempre in Venafro. Dall analisi, relativa all annualità 2005, emerge chiaramente che il sito maggiormente visitato nel periodo di tempo considerato è stato il Santuario Italico di Pietrabbondante, con quasi 12mila presenze GRAF. 33: NUMERO DEI VISITATORI NEI MUSEI E MONUMENTI STATALI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA - ANNO 2005 Numero di visitatori Complesso monumentale di Santa Maria delle Monache - Isernia Santuario Italico - Pietrabbondante Museo Archelogico S. Chiara - Venafro Castello Pandone - Venafro Fonte: Ministero per i beni e le attività culturali anno 2005 Dal confronto dei dati relativi al periodo , emerge, inoltre, che il numero delle persone che, in tale arco di tempo, hanno visitato l area archeologica summenzionata, dopo un discreto incremento registrato nel 2002, ha subito un calo nei due anni successivi, con una leggera ripresa nel TAB. 16: NUMERO DEI VISITATORI NEI MUSEI E MONUMENTI STATALI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA - CONFRONTO ANNI 2000 / 2005 MUSEI STATALI TOTALE DEI VISITATORI Complesso monumentale di Santa Maria delle Monache - Isernia Santuario Italico - Pietrabbondante Museo Archelogico S. Chiara - Venafro Castello Pandone - Venafro Fonte: Ministero per i beni e le attività culturali anni 2000/2005 Ma il dato più significativo che emerge dall analisi è la progressiva diminuzione del numero dei visitatori del Museo del Paleolitico di Isernia, dove si conservano i reperti provenienti dall accampamento paleolitico sito in località La Pineta, museo che dalle oltre 12mila presenze registrate nel 2000 è sceso agli appena visitatori rilevati nel Probabilmente l assenza e/o l inadeguata attuazione di precisi programmi di valorizzazione e promozione turistica hanno fatto diminuire col passare del tempo l entusiasmo e l interesse del pubblico per questa pur fondamentale scoperta archeologica.
50 Pagina 50 di 85 GRAF. 34: NUMERO DEI VISITATORI NEI MUSEI E MONUMENTI STATALI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA - CONFRONTO ANNI 2000 / Complesso monumentale di Santa Maria delle Monache - Isernia Santuario Italico - Pietrabbondante Museo Archelogico S. Chiara - Venafro Castello Pandone - Venafro Fonte: Ministero per i beni e le attività culturali anni 2000/2005 Sotto il profilo dell impiantistica sportiva, accanto agli impianti tradizionali occorre evidenziare la presenza, nel territorio provinciale, di alcune strutture naturali e costruite dall uomo che appartengono alla cultura dei luoghi. Ne sono esempi i tratturi, utilizzati, per i tratti rimasti ancora percorribili, dagli amanti del turismo equestre, le piste da sci di fondo di Capracotta, una delle località sciistiche più rinomate dell intera regione, le palestre di Roccia della Montagnola di Frosolone e i fiumi, frequentati soprattutto dagli appassionati della pesca sportiva 29. Caratteristica peculiare della provincia di Isernia è sicuramente il forte legame ancora oggi esistente con le tradizioni agricole ed artigianali, tradizioni tramandate, nel corso degli anni, di generazione in generazione. L artigianato e le produzioni agroalimentari e zootecniche della provincia di Isernia evidenziano una identificazione nella cultura dei luoghi delle zone di montagna dove è possibile rilevare la presenza di emergenze architettoniche-archeologiche di interesse medio-alto e ambientali di elevato interesse. In passato anche le zone di valle erano caratterizzate da produzioni tipiche, che negli ultimi decenni sono in parte scomparse, mentre le zone di montagna conservano una presenza significativa soprattutto in quelle aree dove esiste ancora una economia integrata e poco legata al lavoro dipendente e al pubblico impiego. I poli più significativi di questo sistema economico sono l Altissimo Molise, la Zona di Frosolone e il sistema trasversale dei Tratturi; in queste zone accanto ad un artigianato ancora fiorente (Campane, ferri taglienti, rame) e a produzioni zootecniche casearie importanti sono presenti testimonianze del passato di rilevante importanza storico-architettonica (Agnone, Centri Storici), archeologica (Pietrabbondante) e ambientale (prati pascoli e aree di elevato valore naturalistico). L artigianato, in particolare, è una risorsa economica e produttiva importante, che consente di mantenere vive e vitali le tradizioni di questi luoghi. Esempi eccellenti di questo artigianato di qualità sono le campane di Agnone, i coltelli e le forbici di Frosolone e le 29 Cfr. Progetto di Qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia
51 Pagina 51 di 85 zampogne di Scapoli, manifatture di pregio conosciute ed apprezzate anche fuori dai confini regionali. La fusione delle campane ad Agnone è un attività artigianale che risale a diversi secoli fa, più precisamente al Medioevo, quando molte famiglie del luogo si dedicavano a quest arte antica. Oggi a continuare la tradizione rimane solo la Fonderia Marinelli, azienda a conduzione familiare che realizza campane dal 1300 utilizzando, ancora oggi, le stesse tecniche dei fonditori del Medioevo. La produzione di campane avviene esclusivamente su commissione e si aggira intorno ai 20/30 pezzi all anno, incluse le c.d campane monumento, ossia le campane realizzate per commemorare e ricordare eventi particolari, non soltanto religiosi. L arte della coltelleria, cui è dedicato il focus, è tipica di Frosolone, piccolo paese dell Alto Molise la cui produzione di rasoi, coltelli e forbici è rinomata a livello mondiale. Attualmente le imprese attive sono circa 7 ed occupano, nel complesso, oltre 70 dipendenti. La produzione di zampogne, infine, ha il suo centro a Scapoli, piccolo comune della Valle del Volturno che deve la sua fama proprio a questo antichissimo strumento e agli abili artigiani che, per secoli, hanno tramandato, di padre in figlio, le tecniche e i segreti di quest arte antica. La produzione di zampogne, però, a differenza di quella delle campane e dei coltelli, non costituisce per i pochi artigiani rimasti (se ne contano non più di 4 o 5) la principale fonte di reddito, ma viene svolta soltanto come seconda attività, per hobby e per continuare una tradizione di famiglia. Le richieste del mercato, infatti, sono poche (in media 6 zampogne all anno per ogni artigiano) 30 e non consentono di dedicarsi a questa attività come alla principale attività lavorativa. All artigianato manifatturiero si affiancano le produzioni tipiche agroalimentari, caratterizzate dalla genuinità e tipicità dei prodotti. Il Tipico per eccellenza è rappresentato dai prodotti lattiero-caseari: stracciate, caciocavalli, scamorze, fior di latte, ma non mancano altre risorse alimentari di notevole pregio, quali il cinghiale e il tartufo, nonchè produzioni agricole di ottima qualità come l olio 31. Il territorio della provincia di Isernia ha, infatti, un ricco patrimonio di tradizioni agro-alimentari di qualità, che però sono per lo più sommerse, poco conosciute e non valorizzate. In tutto il territorio provinciale, infatti, non esistono prodotti con marchio europeo DOP, IGT, STG, fatta eccezione per la DOP Caciocavallo Silano, la DOP Olio d Oliva Molise, la DOP Salamini italiani alla cacciatora e la DOC Vino Pentro di Isernia 32 (cfr. par ). Il forte legame con il passato e con le tradizioni, che caratterizza tutta la provincia di Isernia, si esprime, infine, nelle numerose manifestazioni culturali e folkloristiche organizzate ogni anno per lo più nel periodo estivo ma anche, sebbene in misura più limitata, durante il periodo invernale. Di seguito una breve tabella riassuntiva delle principali manifestazioni della provincia di Isernia. 30 Si tratta di informazioni reperite attraverso colloqui diretti con gli artigiani scapolesi. 31 Cfr. Progetto di Qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia 32 Fonte: portale realizzato da Ismea nell'ambito del programma interregionale "Promozione commerciale sui mercati esteri", promosso dal ministero delle Politiche agricole e forestali e dalle Regioni italiane, in collaborazione con Ismea e Ice. Cfr. anche Progetto di ricerca Distretto biologico e certificazione di qualità Provincia di Isernia
52 Pagina 52 di 85 TAB. 17: PRINCIPALI MANIFESTAZIONI CULTURALI E FOLKLORISTICHE DELLA PROVINCIA DI ISERNIA Manifestazioni culturali e folkloristiche Localizzazione N'docciata Agnone Carnevale dei Mesi e Rievocazione Storica Bagnoli del Trigno Pezzata Capracotta Festival di canto "Mario Lanza" Filignano Giornate al Borgo Fornelli Mostra Mercato delle Forbici e dei Coltelli Frosolone Rodeo Pentro Montenero Valcocchiara Eddie Lang Jazz Festival Monteroduni Mercatino e Mostra dei Presepi Pesche Stagione Teatrale nel Teatro Italico Pietrabbondante Giornata del Pastore Roccamandolfi Carnevale dell'uomo Cervo Rocchetta al Volturno Festival della Zampogna Scapoli La struttura del settore turistico nella provincia di Isernia: l offerta La descrizione del territorio e delle sue attrattività turistiche pone in evidenza come le principali peculiarità della provincia di Isernia dal punto di vista turistico siano riassumibili in termini di Ambiente e Cultura. Le risorse naturalistiche ed ambientali, il patrimonio architettonico, storico e artistico, le tradizioni enogastronomiche locali con la tipicità e genuinità dei prodotti offrono infatti al visitatore la possibilità di praticare diverse tipologie di turismi possibili, dal turismo all aria aperta al turismo culturale, da quello religioso a quello eno-gastronomico 33. Purtroppo, però, a questa naturale dotazione di elementi naturalistici, storici e culturali non corrisponde uno sviluppo turistico adeguato, in grado di influire in maniera determinante sugli altri settori della vita economica locale, anche a causa di un sistema di accoglienza turistica non sempre rispondente alle tendenze ed esigenze della domanda. Dall analisi della dotazione di strutture turistico-ricettive presenti nella provincia di Isernia, si rileva, che, con riferimento all annualità 2006, gli esercizi ricettivi (costituiti da esercizi alberghieri ed esercizi complementari) nel complesso raggiungono soltanto le 55 unità, per un totale di posti letto. Nel dettaglio, la predetta dotazione ricettiva si compone di 28 esercizi alberghieri 34, con posti letto, e 27 strutture complementari 35, per complessivi 707 posti letto. 33 Cfr. Piano turistico per lo sviluppo della Provincia di Isernia, pg Gli esercizi alberghieri includono gli alberghi da 1 a 5 stelle, i villaggi albergo, le residenze turistico alberghiere, le pensioni, i residence, i motel, le residenze d'epoca, le dimore storiche, i centri benessere - beauty farm - e tutte le altre tipologie di alloggio che, in base alle normative regionali, sono assimilabili agli alberghi. 35 Gli esercizi complementari includono gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, i campeggi ed i villaggi turistici, gli alloggi agro-turistici e le country-houses, gli ostelli per la gioventù, le case per ferie, i rifugi alpini, gli "Altri esercizi ricettivi" non altrove classificati e, dal 2002, i Bed&Breakfast.
53 Pagina 53 di 85 TAB. 18: NUMERO DI STRUTTURE TURISTICHE E POSTI LETTO - ANNO 2006 Esercizi Alberghieri Esercizi Complementari Es. ricettivi Comuni 4 Stelle 3 Stelle 2 Stelle 1 Stella Totale Affitt-Cas.Vac. Az. Agritur. Campeggi Bed&Break. Totale Totale num letti num. letti num. letti num. letti num. letti Num. Letti Num. letti Num. Letti Num. Letti Num. letti Num. letti Isernia Agnone Capracotta Carovilli Castel del giudice Castelpetroso Castel San Vincenzo Civitanova del sannio Colli a volturno Filignano Frosolone Macchiagodena Miranda Montaquila Montenero Val Cocc Monteroduni Pesche Pescolanciano Pietrabbondante Pozzilli Rionero Sannitico Roccamandolfi Roccasicura San Pietro Avellana Sesto Campano Vastogirardi Venafro TOTALE PROVINCIA Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006
54 Pagina 54 di 85 Il maggior numero di esercizi ricettivi attivi si registra nel comune di Agnone, dove si contano ben 7 strutture ricettive, seguito dai comuni di Pozzilli, Isernia e Macchiagodena. Il dato di Pozzilli, che non è sicuramente un comune a forte vocazione turistica, si spiega agevolmente se si tiene in considerazione il fatto che nel suo territorio è ubicato l Istituto Neurologico Neuromed, ente di rilevanza nazionale specializzato nello studio delle Neuroscienze e nella cura delle malattie del Sistema Nervoso Centrale Periferico. GRAF. 35: NUMERO DI ESERCIZI RICETTIVI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA - ANNO 2006 Venaf ro Vast og irard i Sesto Campano San Piet ro Avellana Roccasicura Roccamandolf i Rionero Sannitico Pozzilli Piet rabb ondant e Pesco lanciano Pesche M onteroduni M ontenero Val Cocc. M o nt aquila M iranda M acchiagodena Frosolo ne Filig nano Colli a volturno Civit ano va del sannio Castel San Vincenzo Castelpet ro so Castel del giudice Carovilli Cap raco t ta Agno ne Isernia Num. esercizi ricettivi Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006 La situazione, però, si ribalta se si prende in considerazione il numero di posti letto. Il grafico n. 4 mostra, infatti, come il comune di Agnone si posizioni soltanto al terzo posto, con 159 posti letto, mentre in vetta alla classifica si pone il comune di Vastogirardi, che ne conta ben 374, grazie alla presenza, nel suo territorio, dell unico campeggio esistente nella provincia di Isernia dotato, da solo, di 350 posti. Tra Vastogirardi ed Agnone si colloca il comune capoluogo di provincia, dove sono presenti 4 strutture alberghiere per un totale di 309 posti letto. Il dato più importante che emerge dall analisi, però, è che, nella provincia di Isernia, sono ben 25 i comuni che non dispongono sul proprio territorio di strutture turistico - ricettive di alcun tipo.
55 Pagina 55 di 85 GRAF. 36: NUMERO DI POSTI LETTO NELLA PROVINCIA DI ISERNIA - ANNO 2006 V enafro V astogirardi Sesto Campano San Pietro Avellana Roccasicura Roccamandolfi Rionero Sannitico Pozzilli Pietrabbondante Pescolanciano Pesche M onteroduni M ontenero Val Cocc. M ontaquila M iranda M acchiagodena Frosolone Filignano Colli a volturno Civitanova del sannio Castel San V incenzo Castelpetroso Cast el del giudice Carovilli Capracotta A gnone Isernia Num. Posti letto Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006 Con riferimento alla tipologia degli esercizi attivi presenti sul territorio provinciale, si osserva che oltre il 51% delle strutture ricettive è costituito da esercizi alberghieri, che sono localizzati, per oltre il 30% del totale, lungo la direttrice compresa tra Isernia e Venafro.
56 Pagina 56 di 85 GRAF. 37: DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEGLI ESERCIZI RICETTIVI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA ANNO Num. esercizi ricettivi Isern ia Agnone Capracotta Carovilli Castel del giudice 1 Castelpetroso Civitanova del sannio Colli a volturno Filignan o Frosolone Macchiagode na Miran da Monterod uni Pesch e Pesco lanciano Pietrabbondante Pozzilli Rionero Sannitico Roccama ndolfi Roccasicura San Pietro Avellana Sesto Campano Vastogira rdi Ven afro Es. alberghieri Es. complementari Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006 Per quanto riguarda le categorie prevalenti, sono numericamente preponderanti gli alberghi a tre stelle (10 esercizi), seguiti da quelli a due e ad una stella (entrambi con 7 esercizi), mentre gli alberghi a cinque stelle sono del tutto inesistenti e quelli a quattro stelle sono soltanto quattro, ubicati due nel comune capoluogo, uno nel comune di Venafro e l ultimo nel comune di Pozzilli, lungo l asse viario che collega Isernia e Venafro. GRAF.38: NUMERO DEGLI ESERCIZI ALBERGHIERI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA PER CATEGORIA - ANNO Stelle 4 Stelle 3 Stelle 2 Stelle 1 Stella Num. Alberghi Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006
57 Pagina 57 di 85 GRAF. 39: NUMERO DEI POSTI LETTO NEGLI ESERCIZI ELBERGHIERI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA PER CATEGORIA ANNO Stelle 4 Stelle 3 Stelle 2 Stelle 1 Stella Num. Posti letto Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006 Per quanto riguarda, invece, le strutture ricettive complementari, le stesse sono del tutto assenti nel territorio del comune di Isernia, dove sono presenti esclusivamente esercizi alberghieri, mentre sono localizzate in diversi comuni della provincia, in particolare nella zona dell Alto Molise. Nel comune di San Pietro Avellana sono attivi dal 2006 due ostelli non indicati nella precedente tabella delle strutture ricettive, in quanto dichiarati all EPT in data successiva rispetto alla rilevazione, per un totale di 51 posti letto, nonché un campeggio di 40 piazzole. Con riferimento alla loro tipologia, è evidente la prevalenza delle aziende agrituristiche e dei Bed&Breakfast, seguiti dalle case per vacanze e dall unico campeggio esistente nella provincia di Isernia. Per quanto riguarda i posti letto, si nota che il numero degli stessi, a parità di unità attive, è più alto nell ambito delle strutture agrituristiche (9 strutture attive per un totale di 192 posti letto) rispetto ai Bed&Breakfast (9 strutture attive per un totale, però, di appena 53 posti letto). Ciò indica che, per quanto riguarda i secondi, si tratta per lo più di strutture piccole, dotate di poche camere e di scarsa ricettività. GRAF. 40: NUMERO DEGLI ESERCIZI COMPLEMENTARI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA PER TIPOLOGIA ANNO Affitt-Cas.Vac. Az. Agritur. Cam peggi Bed&Break. Num. Es ercizi Com plem entari Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006
58 Pagina 58 di 85 GRAF. 41: NUMERO DEI POSTI LETTO DEGLI ESERCIZI COMPLEMENTARI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA PER TIPOLOGIA ANNO A ffitt-cas.vac. Az. Agritur. Campeggi Bed&Break. Num. Posti letto Fonte: E.P.T. Isernia anno 2006 Il dato relativo agli agriturismi, che rappresentano il 33% circa degli esercizi complementari presenti nella provincia di Isernia, è in perfetta sintonia col dato regionale che, con riferimento all annualità 2004, registra ben 74 aziende agrituristiche esistenti in Molise su un totale di 100 esercizi complementari 36. L attività agrituristica, grazie ad una ruralità che conserva ancora vasti tratti di autentica originalità e tradizione, appare, dunque, una valida alternativa per incrementare il flusso turistico nella provincia di Isernia e rappresenta, inoltre, un importante fonte di integrazione del reddito per le aziende agricole locali, spesso di piccole dimensioni e a conduzione familiare. Dal confronto dei dati provinciali sulla ricettività turistica relativi al periodo 2000/2006, emerge che, nel predetto arco di tempo, il numero delle strutture ricettive esistenti sul territorio della provincia di Isernia ha subito un costante aumento, sia per quanto riguarda il numero di esercizi attivi sia per quanto riguarda il numero di posti letto, con una leggera flessione, per entrambi i profili, soltanto nell anno GRAF. 42: N. STRUTTURE RICETTIVE NELLA PROVINCIA DI ISERNIA CONFRONTO ANNI Numero di strutture ricettive della Provincia totale Strutture Ricettive Fonte: E.P.T. Isernia anni 2000/ Dato ISTAT alla data del
59 Pagina 59 di 85 GRAF. 43: N. POSTI LETTO NELLE STRUTTURE RICETTIVE NELLA PROVINCIA DI ISERNIA CONFRONTO ANNI Numero di posti letto delle strutture ricettive della Provincia totale Posti Letto Fonte: E.P.T. Isernia anni 2000/2006 GRAF. 44: N. ESERCIZI ALBERGHIERI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA CONFRONTO ANNI Numero di strutture alberghiere della Provincia Alberghi Fonte: E.P.T. Isernia anni 2000/2006 GRAF. 45: N. POSTI LETTO DEGLI ESERCIZI COMPLEMENTARI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA CONFRONTO ANNI Numero di posti letto degli esercizi complementari della Provincia Posti letto Fonte: E.P.T. Isernia anni 2000/2006
60 Pagina 60 di 85 GRAF. 46: N. POSTI LETTO DEGLI ESERCIZI ALBERGHIERI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA CONFRONTO ANNI Numero di posti letto delle strutture alberghiere della Provincia Posti letto Fonte: E.P.T. Isernia anni 2000/2006 Passando ad un analisi comparata dei dati sulla ricettività turistica della provincia di Isernia rispetto alle province limitrofe, si osserva che, secondo i dati ISTAT aggiornati al 2004, la provincia di Isernia occupa l ultimo posto sia per quanto riguarda il numero complessivo di strutture ricettive esistenti, sia per quanto riguarda il totale dei posti letto. GRAF. 47: NUMERO DEGLI ESERCIZI RICETTIVI PER PROVINCIA DI ISERNIA - ANNO 2004 Num. Esercizi ricettivi Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Fonte: ISTAT anno 2004 GRAF. 48: NUMERO DEI POSTI LETTO NEGLI ESERCIZI RICETTIVI PER PROVINCIA - ANNO 2004 Posti letti Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Fonte: ISTAT anno 2004
61 Pagina 61 di 85 Al fine di rendere omogenei e comparabili i dati sulla ricettività delle province oggetto dell analisi, si è provveduto a calcolare il rapporto tra il numero complessivo degli esercizi attivi e dei posti letto, registrati al , e la popolazione residente nelle medesime province alla stessa data. L analisi che ne è seguita evidenzia come la provincia di Isernia si collochi al penultimo posto nell ambito delle province esaminate con un indice di 0,52 esercizi ricettivi ogni abitanti e di 20,65 posti letto ogni abitanti. Ultima risulta la provincia di Caserta, mentre prima è la provincia di L Aquila. Va, infine, sottolineato che i dati fatti registrare dalla provincia di Isernia risultano inferiori anche rispetto a quelli medi per il Sud d Italia. GRAF. 49: NUMERO DEGLI ESERCIZI RICETTIVI OGNI 1000 ABITANTI PER PROVINCIA - ANNO 2004 Num. esercizi ricettivi ogni 1000 abitanti 1,40 1,34 1,20 1,00 0,84 0,84 0,80 0,60 0,52 0,68 0,60 0,40 0,20 0,00 0,15 Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Sud Italia Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Sud Italia Fonte: ISTAT anno 2004 GRAF. 50: NUMERO DEI POSTI LETTO DEGLI ESERCIZI RICETTIVI OGNI 1000 ABITANTI PER PROVINCIA - ANNO 2004 Posti letto ogni 1000 abitanti 69,55 70,00 60,00 50,00 40,00 46,59 37,44 58,03 50,04 30,00 20,00 10,00 20,65 15,34 0,00 Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Sud Italia Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Sud Italia Fonte: ISTAT anno La domanda turistica nella provincia di Isernia Dal lato della domanda, i dati disponibili, relativi ai flussi turistici rilevati dall ISTAT per l anno 2005, evidenziano la scarsa rilevanza del turismo nella provincia di Isernia, sia per quanto riguarda il turismo di origine italiana sia per quanto riguarda quello di provenienza straniera.
62 Pagina 62 di 85 Gli ultimi dati ISTAT resi noti, infatti, sebbene ancora provvisori, indicano per il 2005 la presenza complessiva nel territorio provinciale di circa 135mila turisti, pari solo al 18% delle presenze totali rilevate nel medesimo periodo nella regione Molise. TAB. 19: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI NELLA PROVINCIA DI ISERNIA - ANNO 2005 PROVINCE ITALIANI STRANIERI TOTALE Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Isernia ,93 DI CUI ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI ALBERGHIERI Perm. Media PROVINCE ITALIANI STRANIERI TOTALE Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Perm. Media Isernia ,82 DI CUI ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI COMPLEMENTARI PROVINCE ITALIANI STRANIERI TOTALE Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Perm. Media Isernia ,13 Fonte: ISTAT anno 2005 Importante è anche il dato sulla provenienza geografica, dal momento che oltre il 90% dei turisti registrati in provincia di Isernia nell anno 2005 è costituito da italiani, cosa che denota una rilevante carenza di attrattività per il turismo straniero, dovuta essenzialmente alla qualità delle strutture, dei servizi e del sistema di accoglienza turistica nel suo complesso, che non appare del tutto rispondente alle esigenze di una clientela straniera. GRAF. 51: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA PER RESIDENZA DEI CLIENTI - ANNO Arrivi Pres enze Arrivi Presenze ITALIANI STRANIERI Fonte: ISTAT anno 2005 La distribuzione dei flussi turistici nelle diverse tipologie di esercizi ricettivi mostra una netta preferenza per le strutture di tipo alberghiero rispetto a quelle complementari. Nelle prime, infatti, si concentra oltre il 90% degli arrivi e ben l 89% delle presenze complessive rilevate nella provincia di Isernia per l anno Dunque, la quasi totalità dei turisti, italiani e stranieri, ha preferito soggiornare in albergo, mentre solo una piccola parte si è diretta nelle strutture ricettive complementari, anche a
63 Pagina 63 di 85 causa, forse, del minor numero di posti letto in esse disponibili (solo 689 in tutta la provincia a fronte degli oltre posti letto presenti nelle strutture alberghiere). GRAF. 52: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI ALBERGHIERI E COMPLEMENTARI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA - ANNO Arrivi Presenze Arrivi Presenze es ercizi alberghieri esercizi com plem entari Fonte: ISTAT anno 2005 Particolare attenzione merita, però, l indice di permanenza media che appare molto diverso a seconda che si tratti di esercizi alberghieri o di esercizi complementari. Dall analisi emerge chiaramente che, a fronte degli oltre 4 giorni di permanenza media registrati nelle strutture ricettive complementari, in quelle alberghiere i giorni medi si riducono a 2,82. Dato questo che denota una preferenza per le strutture complementari da parte dei turisti che visitano la provincia di Isernia a fini di vacanza e svago e che, dunque, a tali fini si trattengono più giorni sul territorio provinciale. Negli esercizi alberghieri, invece, si concentrano soprattutto le persone che si trovano a soggiornare nel territorio della provincia per motivi di lavoro o per le c.d. vacanze mordi e fuggi, trattenendosi nei luoghi visitati solo un week-end o poco più. Se si osserva la distribuzione dei flussi turistici nei diversi mesi dell anno appare, inoltre, evidente la notevole stagionalizzazione della domanda. Il maggior numero di presenze e di arrivi infatti, si è registrato, per l anno 2005, nel periodo estivo (da maggio a settembre), toccando il punto più alto nei mesi di luglio e agosto. Si fa, tuttavia, presente che i dati in questione, forniti dall Ente Provinciale del Turismo di Isernia per l anno 2005, non sono omogenei con quelli sui flussi turistici rilevati dall ISTAT con riferimento alla medesima annualità.
64 Pagina 64 di 85 GRAF. 53: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI DELLA PROVINCIA DI ISERNIA PER MESI -ANNO Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre TOTALE ARRIVI TOTALE PRESENZE Fonte: E.P.T. Isernia anno 2005 Il confronto dei dati sui flussi turistici registrati nella provincia di Isernia nel quadriennio mostra un trend positivo, che lascia ben sperare per il futuro. TAB. 20: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI NELLA PROV. DI ISERNIA CONFRONTO ANNI ANNI ITALIANI STRANIERI TOTALE Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Var. % anno precedente Presenze Var. % anno precedente Perm. Media , ,9% ,2% 2, ,1% ,7% 2, ,9% ,4% 2,93 Fonte: ISTAT anni 2002/2005 Si osserva, infatti, che, nel periodo di tempo considerato, i flussi turistici hanno fatto registrare, anno dopo anno, un modesto ma continuo aumento, sia per quanto riguarda gli arrivi, sia per quanto riguarda le presenze, con riferimento non solo al turismo di origine italiana ma anche a quello di provenienza straniera, seppure, in quest ultimo caso, in misura molto più limitata.
65 Pagina 65 di 85 GRAF. 54: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI DELLA PROV. DI ISERNIA - CONFRONTO ANNI Arrivi Presenze Fonte: ISTAT anni 2002/2005 Anche l indice di permanenza media ha subito, nel corso dei quattro anni considerati, un costante aumento, passando da 2,64 giorni del 2002 ai 2,93 del GRAF. 55 : PERMANENZA MEDIA NELLA PROVINCIA DI ISERNIA CONFRONTO ANNI ,95 2,90 2,85 2,80 2,75 2,70 2,65 2,60 2,55 2,50 2, Perm. Media Fonte: ISTAT anni 2002/2005 La crescita, come si nota agevolmente dal grafico, è stata maggiore nel passaggio dal 2002 al 2003, ma è continuata costante, seppure in misura meno consistente, anche negli anni successivi. Segno, questo, che forse le tante politiche di valorizzazione e promozione turistica del territorio adottate da più parti nel corso degli ultimi anni cominciano a dare i frutti sperati, consentendo una maggiore diffusione e conoscenza del territorio della provincia di Isernia e delle tante ricchezze naturali, culturali e storiche che esso nasconde anche al di là degli angusti confini regionali. Gli incrementi registrati, sia per quanto riguarda i flussi turistici, sia per quanto riguarda l indice di permanenza media, rappresentano, dunque, un segnale positivo per il sistema turistico provinciale ed indicano, nel contempo, la strada da percorrere. Il territorio della provincia è, infatti, caratterizzato da un patrimonio culturale e naturale che non è stato condizionato e modificato in modo rilevante dallo sviluppo industriale e produttivo degli ultimi decenni e che conserva, perciò, intatta la sua originalità ed attrattività turistica.
66 Pagina 66 di 85 Passando ad un analisi comparata dei dati sui flussi turistici della provincia di Isernia rispetto alle province limitrofe, si osserva che, nonostante il trend positivo registrato negli ultimi anni, la predetta provincia si colloca in ogni caso all ultimo posto, sia per quanto riguarda gli arrivi, sia per quanto riguarda le presenze, con un indice di permanenza media tra i più bassi. TAB. 21: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI PER PROVINCIA ANNO 2005 PROVINCE ITALIANI STRANIERI TOTALE Perm. Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Media Isernia ,93 Campobasso ,05 Frosinone ,05 Chieti ,28 L'Aquila ,34 Caserta ,73 Sud Italia ,24 Italia ,02 Fonte: ISTAT anno 2005 GRAF. 56: ARRIVI E PRESENZE NEGLI ESERCIZI RICETTIVI PER PROVINCIA - ANNO Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Arrivi Presenze Fonte: ISTAT anno 2005 GRAF. 57: PERMANENZA MEDIA PER PROVINCIA - ANNO ,50 4,00 3,50 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 - Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Sud Italia Italia Isernia Campobasso Frosinone Chieti L'Aquila Caserta Sud Italia Italia Fonte: ISTAT anno 2005 Quest ultimo dato è molto significativo e testimonia come uno dei limiti fondamentali allo sviluppo turistico della provincia di Isernia sia rappresentato dalla scarsa valorizzazione e
67 Pagina 67 di 85 promozione, a livello nazionale ed internazionale, delle tante risorse paesaggistiche, storiche e culturali di cui pur la predetta provincia è ricca. I turisti, infatti, si trattengono poco sul territorio provinciale non certo perché lo stesso sia privo di attrattive, ma per il fatto che esse sono per lo più scarsamente conosciute, poco valorizzate e sottoutilizzate. Dall analisi dei dati su indicati emerge, dunque, la necessità di rilanciare il settore turistico provinciale attraverso l adozione di politiche di promozione e valorizzazione del territorio che siano in grado di innescare processi virtuosi volti al riassetto funzionale, gestionale ed organizzativo del sistema di accoglienza turistica, anche al fine di rendere appetibile l offerta anche al mercato internazionale.
68 Pagina 68 di 85 4 ANALISI SWOT Le tabelle seguenti, in modo schematico, riportano l'elaborazione dei risultati dell Analisi SWOT 37 a livello di contesto realizzata nella provincia di Isernia, con riferimento alla popolazione, all'occupazione, alla struttura economico-produttiva, al settore dell'agricoltura ed a quello turismo e risorse culturali. L'analisi dei punti di forza e di debolezza permette di evidenziare i fattori che potrebbero influenzare, in positivo come in negativo, l'andamento futuro delle principali variabili locali, comprese le cosiddette variabili di "rottura". I punti di forza sono i maggiori elementi che giocano a favore dello sviluppo dell area. I punti di debolezza sono gli elementi che invece ostacolano e che bisognerà cercare di superare. Le opportunità sono i possibili vantaggi futuri che occorre essere pronti a sfruttare a proprio favore, allocando in modo flessibile le risorse così da poter ottimizzare la prestazione nel periodo di riferimento. I rischi sono quegli eventi o mutamenti futuri che potrebbero avere un grosso impatto sui risultati della strategia. I punti di forza sono le aree d eccellenza, i punti di debolezza sono le aree ad alto margine di miglioramento. Punti di forza assenza di problemi sociali rilevanti Opportunità diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione arrivo di nuovi residenti e nuove popolazioni. domanda di residenza e lavoro nelle aree urbane politiche di intervento sul sistema di interazione dei comuni Popolazione Punti di debolezza denatalità in atto e progressivo invecchiamento della popolazione. sostanziale diminuzione della popolazione rilocalizzazione residenziale con spopolamento aree interne verso i centri più grandi presenza di comuni a rischio di estinzione Minacce progressivo calo della natalità e conseguente aggravamento dell'invecchiamento della popolazione politiche di razionalizzazione dei servizi che penalizzeranno la residenzialità con conseguente aumento della forbice tra costi e ricavi per la gestione autonoma dei servizi aumento del disagio sociale del fenomeno della dipendenza. 37 SWOT acronimo inglese (strengths, weaknesses, opportunities, threats) che in italiano sta per: punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce.
69 Pagina 69 di 85 Punti di forza possibilità di pendolarismo e occupazione nei comuni limitrofi maggiormente attrezzati trend positivo del tasso di disoccupazione negli ultimi anni buona disponibilità di capitale umano Opportunità possibilità di sviluppare attività sia di servizi sia di produzione in particolar modo nei settori del turismo e dell'agricoltura esistenza di leggi volte ad incentivare l'occupazione tramite lo sgravio fiscale e previdenziale per le nuove assunzioni potenzialità e risorse naturali del territorio da sfruttare recupero di professionalità e tecniche tradizionali valorizzazione culturale di alcuni settori di attività professionalità emergenti legate alle nuove tecnologie della comunicazione rafforzamento della cooperazione tra imprese e amministrazioni attraverso la condivisione di obiettivi e metodologie Occupazione Punti di debolezza riduzione del tasso di attività scarsa offerta di lavoro professionale e qualificato mancanza a livello locale di un ruolo attivo svolto dalla cooperazione e dalle strutture consortili interaziendali presenza di fenomeni di disoccupazione intellettuale tasso di disoccupazione ancora nettamente superiore rispetto al tasso medio nazionale livello di scolarizzazione molto basso dei disoccupati forte scollamento tra l offerta di lavoro e i fabbisogni formativi effettivi scarsa integrazione tra il sistema scuola università formazione - lavoro Minacce crisi della piccola industria con effetto sull'occupazione problemi occupazionali legati alla gestione delle grandi aziende e la relativa perdita di potere contrattuale degli occupati. Punti di forza Struttura economio-produttiva Punti di debolezza terziario in fase di sviluppo tradizione produttiva imprenditorialità diffusa buone capacità manifatturiere propensione all esportazione Opportunità acquisire competitività attraverso la promozione della qualità delle produzioni sviluppo di marchi e di nuove reti di vendita settore industriale in calo. piccola dimensione delle imprese le strade provinciali, sono in alcuni casi inadeguate al traffico, soprattutto quello di natura commerciale capacità commerciale limitata potere di mercato molto scarso modesta propensione all'innovazione inadeguatezza delle infrastrutture primarie nelle aree per gli insediamenti produttivi Minacce incapacità di reagire alla pressione competitiva dei paesi emergenti riduzione della produzione
70 Pagina 70 di 85 promozione di forme di collaborazione tra imprese per superare i limiti dimensionali diversificazione di prodotto innovazione di prodotto e di processo dinamicità delle imprese mercati esteri Punti di forza presenza di un agricoltura ricca ad alto valore aggiunto, soprattutto per ciò che riguarda le produzioni ortofrutticole, l olio ed il vino, il tartufo, in grado di fornire un contributo importante alla formazione del reddito locale. presenza di condizioni favorevoli allo sviluppo dei comparti della zootecnia da latte (bovino e bufalino) e delle coltivazioni orticole industriali presenza di una gamma articolata di prodotti agricoli ed agroalimentari tipici e valorizzabili commercialmente presenza di risorse forestali valorizzabili per l attivazione di una filiera locale dei prodotti bosco elevato valore ambientale, paesaggistico, culturale e antropologico delle produzioni tradizionali. Opportunità andamento dei mercati favorevole ad uno sviluppo delle produzioni tipiche; azioni delle Amministrazioni a favore della valorizzazione delle produzioni tipiche. diffusione delle abitudini alimentari legate alla dieta mediterranea che determina una buona domanda di prodotti trasformati, specie all estero; riscoperta delle produzioni di qualità, in Italia ed all estero; Agricoltura impegno limitato a strategie di carattere difensivo individualismo e mancanza di strategie di sistema del comparti produttivi crisi industriale perdurante con rischi di aggravamento. crisi del settore agricolo. Punti di debolezza agricoltura con caratteri di forte ritardo, come la frammentazione fondiaria, la bassa produttività del lavoro e della terra, basso livello di meccanizzazione, bassa incidenza della SAU. struttura aziendale ed organizzativa caratterizzata da dimensioni medie insufficienti, da ridotta capacità di accumulazione del capitale, da scarse capacità occupazionali. invecchiamento della classe imprenditoriale scarsa presenza di produzioni biologiche nonostante la crescente domanda sul mercato interno ed internazionale scarso sviluppo del terziario a supporto dell attività produttiva concorrenza agguerrita dei concorrenti extraeuropei volumi produttivi complessivi insufficienti per soddisfare le richieste della Grande Distribuzione Minacce diminuzione della popolazione dedita all agricoltura; costante riduzione degli aiuti destinati al settore; aumento della concorrenza nazionale e, soprattutto, estera. Punti di forza patrimonio naturale paesaggistico ed elevato potenziale di attrazione turistica eterogeneità della struttura morfologica del territorio ottima tradizione enogastronomica presenza di una serie di centri storici di elevato pregio artistico integrabilità di forme diverse di offerta turistica presenza diffusa di un ricco patrimonio artistico e culturale (anche se di beni minori). presenza di un discreto numero di musei, anche se di Turismo e cultura Punti di debolezza difficoltà ad elaborare strategie culturali complessive e a carattere economico tendenza al particolarismo e all'individualismo dei vari gruppi e attori culturali. modesta promozione e diffusione all'esterno del patrimonio artistico-culturale. molti siti di interesse cuturale, artistico e archeologico non sono fruibili totalmente e solo in alcuni periodi dell'anno o su appuntamento carenza di attività didattica nei musei e negli ecomusei.
71 Pagina 71 di 85 piccolissime dimensioni e spesso scolastici o ecclesiastici, disseminati su tutto il territorio forte componente privata nella struttura culturale numerosi eventi religiosi e sagre paesane diffusione di usi, costumi e tradizioni di tipo culturale, linguistico e religioso particolarmente radicati sul territorio, costituisce un patrimonio di particolare valenza turistica presenza di un discreto numero di siti di interesse turistico, di tipo storico/culturale e soprattutto naturale esistenza di prodotti tipici locali di genere alimentare, che conferiscono un'immagine di genuinità e tradizione al territorio e costituiscono allo stesso tempo una fonte di attrazione per i turisti costi di pernottamento e della vita in genere modici senso dell' ospitalità diffuso profonda coscienza da parte dei cittadini, degli operatori e degli amministratori locali, della necessità di rivalutare il settore. Opportunità diffusione delle nuove tecnologie politiche di sostegno agli scambi culturali ed alla cooperazione tra territori politiche di difesa delle identità locali incremento dell'investimento privato in attività culturali di qualità politiche di sostegno alla creazione di reti, ed interventi programmatici per il settore, quali ad esempio i PIT, che investono contemporaneamente più soggetti e territori differenti sviluppo di modelli di gestione in rete delle risorse culturali. implementazione un sistema turistico integrato in grado di valorizzare tutte le risorse del territorio diffusione nel territorio di competenze e professionalità legate al settore riconversione di immobili privati in piccole strutture ricettive ad esempio Bed and Breakfast riqualificazione delle strutture turistiche esistenti crescita occupazionale attrazione di flussi turistici stranieri concentrazione in periodi molto stretti degli eventi religiosi e/o culturali offerta turistica insufficientemente sviluppata (strutture e professionalità) stagionalità della domanda politiche di promozione e di comunicazione turistica insufficiente inefficienza dei tradizionali strumenti di commercializzazione dei prodotti turistici soprattutto nei confronti della domanda estera dotazione minimale di infrastrutture orientate ai bisogni turistici prodotti e iniziative non integrati in un sistema turistico in grado di valorizzare tutte le risorse del territorio tessuto imprenditoriale nel settore turistico eccessivamente frammentato e sommerso scarsa integrazione tra i beni culturali disponibili e le attività economiche, soprattutto artigianali ed artistiche, direttamente connesse alla loro valorizzazione e tutela personale non specializzato Minacce progressiva perdita di attrattività, ed aumento della concorrenza in assenza di interventi mirati, incisivi e coordinati. degrado delle risorse definitiva perdita di competitività di alcuni comparti turistici condizioni di sviluppo non omogenei sopravvalutazione del ruolo del turismo nei processi di sviluppo territoriale globalizzazione e consecutivo incremento della concorrenza ulteriore spopolamento ed abbandono del territorio soprattutto da parte dei giovani degrado estetico del paesaggio e aumento del rischio idrogeologico per diminuzione del presidio umano
72 Pagina 72 di 85 5 INTERVENTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO In materia di sviluppo locale, l Amministrazione provinciale di Isernia ha portato avanti, in questi ultimi anni, una serie di iniziative e di progetti volti a stimolare ed incentivare lo sviluppo socio-economico del territorio provinciale. Le iniziative e i progetti sono stati il frutto di un ampia concertazione territoriale con tutti gli attori dello sviluppo locale (dalle amministrazioni comunali alle comunità montane, dalle associazioni di categoria al mondo imprenditoriale) e si basano su una comune strategia di valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali e culturali. I progetti di sviluppo ideati e gestiti riguardano in prevalenza i settori del turismo, dell agricoltura e del manifatturiero, risultati dall analisi settori economici di rilevante importanza per lo sviluppo socio-economico della provincia. In particolare, nel 2001, l Amministrazione provinciale si è fatta promotrice dei PIT Civiltà dell Acqua e S.L.O.T. Alto Molise, presentati, rispettivamente, il primo per la macro area di Isernia - Venafro, il secondo per quella dell Alto Molise. Ciascuno di essi è, in sintesi, un pacchetto integrato di iniziative, collegate tra loro da una logica progettuale comune e coerente, presentate dai comuni e dagli imprenditori locali operanti nei settori del manifatturiero e della produzione primaria, nonché da singoli cittadini che hanno colto l occasione per intraprendere una nuova attività economica nel campo del turismo, dell agricoltura, dei servizi culturali. I due PIT sono espressione dell ampio partenariato economico e sociale attivato dalla Provincia di Isernia e sono caratterizzati da due idee-forza che si integrano tra loro a formare una strategia unica di sviluppo dell intero territorio provinciale. Nel dettaglio e in estrema sintesi, il PIT Civiltà dell Acqua, finanziato per un costo pubblico complessivo di Meuro 10,55, ha concentrato la propria attenzione sul perseguimento di uno sviluppo equilibrato e sostenibile della macro area di riferimento attraverso una piena valorizzazione delle risorse naturali e culturali. L obiettivo perseguito è quello di aumentare la visibilità dell area e di attivare, nel contempo, positive dinamiche di sviluppo, nonché un ampio sostegno alla penetrazione commerciale delle Piccole e Medie Imprese sui mercati nazionali ed internazionali. L idea-forza che il progetto integrato persegue punta a favorire il raccordo tra aree marginali e aree produttive attraverso una serie di azioni progettuali che hanno il loro fulcro nella valorizzazione delle risorse storiche e culturali e che mirano a favorire uno sviluppo turistico e produttivo della macro area di Isernia - Venafro capace di attivare dinamiche positive rispetto al contesto produttivo locale 38. Gli interventi pubblici infrastrutturali finanziati nell ambito del PIT Civiltà dell Acqua sono 35, suddivisi tra le varie Misure secondo il grafico che segue. Il maggior numero di interventi finanziati ha interessato la Mis. 1.6 Forestazione (ben 15 i progetti presentati) e la Mis. 1.7 Valorizzazione e conservazione delle aree ad elevato valore naturalistico, con 11 progetti ammessi a finanziamento. 38 Cfr. PIT Civiltà dell Acqua Allegato A/1 Identificazione dell Idea Forza del PI
73 Pagina 73 di 85 GRAF. 58: PIT CIVILTÀ DELL ACQUA - NUMERO DEGLI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI SUDDIVISI PER MISURA Numero degli interventi infrastrutturali Mis. 1.6 "Forestazione" Mis. 1.7 "Valorizzazione e conservazione delle aree ad elevato valore naturalistico" Mis. 2.1 "Recupero e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e museale" Mis "Infrastrutturazione e completamento delle aree industriali" Fonte: Elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. Scarl I predetti interventi infrastrutturali, ormai in avanzato stato di attuazione, sono dislocati variamente sul territorio della macro area di Isernia Venafro, come mostrano le cartine che di seguito si riportano. IMMAGINE 2: PIT CIVILTÀ DELL ACQUA - NUMERO DEGLI INTERVENTI INFRASTRUT. SUDDIVISI PER MISURA Fonte : Cartina elaborata dal Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici della Regione Molise.
74 Pagina 74 di 85 IMMAGINE 3: PIT CIVILTÀ DELL ACQUA INTERVENTI RIGUARDANTI LA FORESTAZIONE Fonte: elaborazione agenzia sfide su cartina del Nucleo di valutazione degli investimenti Pubblici del Molise. Il PIT S.L.O.T. Alto Molise, finanziato per un costo pubblico complessivo di Meuro 8,93, è stato, invece, dedicato alla costituzione di un sistema locale di offerta turistica (S.L.O.T.), orientato alla pianificazione dell offerta turistica in funzione della valorizzazione delle risorse naturali, delle produzioni tipiche e della cultura locale. Lo S.L.O.T. nasce, infatti, dalla consapevolezza che la presenza, nell Alto Molise, di aree di pregio naturalistico, di risorse culturali integrate perfettamente con gli elementi naturalistici e di una tradizione popolare che risulta ancora rintracciabile in eventi, manifestazioni e produzioni tipiche, sono risorse valorizzabili in un ottica turistica, soprattutto oggi che il mercato del turismo si presenta sempre più segmentato e diversificato. La strategia di sviluppo perseguita dal PIT è, dunque, finalizzata ad incentivare le forme di turismo compatibili con gli aspetti vocazionali del territorio e a garantire percorsi di sviluppo che vedano lo S.L.O.T. come fattore di supporto ai sistemi produttivi locali 39. Gli interventi pubblici infrastrutturali finanziati nell ambito del PIT S.L.O.T. Alto Molise sono 31. Dal grafico successivo si osserva come il maggior numero di interventi finanziati abbia interessato la Mis. 1.7 Valorizzazione e conservazione delle aree ad elevato valore naturalistico, con 13 progetti ammessi a finanziamento, seguita dalla Mis. 2.1 Recupero e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e museale con 9 progetti finanziati. 39 Cfr. PIT S.L.O.T. Alto Molise - Allegato A/1 Identificazione dell Idea Forza del PI
75 Pagina 75 di 85 GRAF. 59: PIT S.L.O.T. ALTO MOLISE - NUMERO DEGLI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI SUDDIVISI PER MISURA Numero degli interventi infrastrutturali Mis. 1.6 "Forestazione" Mis. 1.7 "Valorizzazione e conservazione delle aree ad elevato valore naturalistico" Mis. 2.1 "Recupero e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e museale " Mis. 2.2 "Interventi di ripristino dell'arredo urbano" Mis "Infrastrutturazione e completamento delle aree industriali" Fonte: Elaborazione Agenzia S.F.I.D.E. Scarl Anche per i predetti interventi si riportano di seguito due cartine relative alla loro localizzazione territoriale. IMMAGINE 4: PIT S.L.O.T. ALTO MOLISE - NUMERO DEGLI INTERVENTI INFRASTRUT. SUDDIVISI PER MISURA Fonte : Cartina elaborata dal Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici della Regione Molise.
76 Pagina 76 di 85 IMMAGINE 5: PIT S.L.O.T. ALTO MOLISE - INTERVENTI RIGUARDANTI LA FORESTAZIONE Fonte: elaborazione agenzia sfide su cartina del Nucleo di valutazione degli investimenti Pubblici del Molise. Quasi tutti i progetti infrastrutturali presentati nell ambito dei due PIT sopra descritti sono ormai in avanzato stato di attuazione. Sotto il profilo procedurale, alla data del , risultano essere stati approvati dalla competente struttura regionale, nell ambito del PIT Civiltà dell Acqua, n. 29 progetti esecutivi su un totale di n. 35 progetti presentati, per un valore complessivo di ,51 (pari al 95% del valore degli interventi ammessi a finanziamento) e, nell ambito del PIT S.L.O.T. Alto Molise, n. 31 progetti esecutivi su un totale di n. 31 progetti presentati, per un valore complessivo di ,00 (pari al 100% del valore degli interventi finanziati). PIT CIVILTÀ DELL ACQUA INFRASTRUTTURE PUBBLICHE IN REALIZZAZIONE stato di avanzamento al 31/12/2006 N. progetti esecutivi presentati N. progetti esecutivi approvati al 31/12/2006 Valore dei progetti esecutivi presentati Valore dei progetti esecutivi approvati al 31/12/2006 Valore degli interventi finanziati % , ,51 95,00% PIT SLOT ALTO MOLISE INFRASTRUTTURE PUBBLICHE IN REALIZZAZIONE stato di avanzamento al 31/12/2006 N. progetti esecutivi presentati N. progetti esecutivi approvati al 31/12/2006 Valore dei progetti esecutivi presentati Valore dei progetti esecutivi approvati al 31/12/2006 Valore degli interventi finanziati % , ,00 100,00%
77 Pagina 77 di 85 PIT SLOT ALTO MOLISE e CIVILTÀ DELL ACQUA INFRASTRUTTURE PUBBLICHE IN REALIZZAZIONE stato di avanzamento al 31/12/2006 N. progetti esecutivi presentati N. progetti esecutivi approvati al 31/12/2006 Valore dei progetti esecutivi presentati Valore dei progetti esecutivi approvati al 31/12/2006 Valore degli interventi finanziati % , ,51 97,55% Per quanto riguarda, invece, i regimi di aiuto previsti nell ambito di entrambi i PIT Civiltà dell Acqua e S.L.O.T. Alto Molise per le iniziative imprenditoriali, le Misure messe a bando hanno riguardato tutti i settori economici (commercio, artigianato, servizi reali, agroindustria, turismo), mettendo a disposizione del territorio provinciale circa 7 milioni di euro in agevolazioni al 50%, quasi sempre con la regola del de minimis. La capillare attività di animazione territoriale svolta in occasione della pubblicazione dei bandi regionali dall Amministrazione provinciale di Isernia ha favorito la presentazione di ben 201 progetti imprenditoriali in tutta la provincia. Di questi, n. 127 progetti sono stati ammessi e finanziati per un importo complessivo di ,24, come si evince dalle tabelle riepilogative di seguito riportate. Misura N istanze finanziate PIT "CIVILTA' DELL'ACQUA" REGIMI DI AIUTO Valore dei regimi di aiuto stanziati Valore dei regimi di aiuto approvati , , , , , , , , , , ex , , ex 4.4* , , , , ,50 TOTALE , ,26 * Per la Misura (ex 4.4), tipologie D2 D3 D4, si è ancora in attesa della pubblicazione delle graduatorie. Misura N istanze finanziate PIT "S.L.O.T. ALTO MOLISE" REGIMI DI AIUTO Valore dei regimi di aiuto stanziati Valore dei regimi di aiuto approvati , , , , , , , , ex ex 4.4* , , , TOTALE , ,15 * Per la Misura (ex 4.4), tipologie D2 D3 D4, si è ancora in attesa della pubblicazione delle graduatorie Per superare alcuni limiti, legati anche alla scarsità delle risorse finanziarie, nonché per assicurare il completamento funzionale e l integrazione dei due PIT sopra descritti, sono stati elaborati e candidati a finanziamento regionale due pacchetti integrati di interventi a valere sulle risorse del Programma pluriennale di interventi per la ripresa produttiva del
78 Pagina 78 di 85 Molise ex art.15 dell ordinanza ministeriale n. 3268/ , che sono stati definiti appunto PIT BIS, Civiltà dell Acqua e S.L.O.T. Alto Molise, per dare l idea della continuità e complementarietà degli interventi. La scelta operata è stata, infatti, quella di privilegiare quei progetti volti a completare le infrastrutture già finanziate con i PIT e/o quelle che ne consentano la piena realizzazione dell'idea forza. In particolare, con riferimento specifico al PIT BIS Civiltà dell Acqua, il pacchetto integrato di interventi ex art. 15 ha dato priorità al sostegno dell economia di valle, attraverso il completamento delle aree di insediamento industriale e il potenziamento dei servizi connessi. Viceversa, per quanto concerne l economia di monte, gli interventi proposti mirano a completare lo sviluppo del sistema economico montano attraverso una piena valorizzazione del patrimonio storico, culturale e naturale della macro area Isernia Venafro. La strategia individuata, infatti, concentra l attenzione sulla conservazione e valorizzazione di un patrimonio ambientale importante, quale quello del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, puntando ad una diversificazione dell offerta turistica. Per quanto riguarda, invece, il PIT BIS S.L.O.T. Alto Molise, l obiettivo fondamentale del pacchetto integrato resta lo sviluppo in senso turistico del territorio dell Alto Molise, da perseguire attraverso la valorizzazione dei borghi e dei centri storici e la valorizzazione dei siti archeologici presenti nell area, al fine di incentivare la fruibilità integrata del sistema naturalistico e culturale dell Alto Molise. Nelle cartine che seguono sono indicati i diversi interventi infrastrutturali facenti parte dei due pacchetti integrati PIT BIS Civiltà dell Acqua e S.L.O.T. Alto Molise, visualizzando la loro localizzazione territoriale all interno delle macro aree di riferimento ( rispettivamente Isernia - Venafro e Alto Molise). 40 Il Programma pluriennale di interventi diretti a favorire la ripresa produttiva del Molise rappresenta il quadro di riferimento programmatico per le iniziative ordinarie e straordinarie che la Regione Molise ha attivato per rilanciare il sistema socio-economico regionale duramente colpito dal sisma del 2002 e dall alluvione del 2003.
79 Pagina 79 di 85 IMMAGINE 6: PIT BIS CIVILTÀ DELL ACQUA - INTERVENTI FINANZIATI Fonte : Cartina elaborata dal Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici della Regione Molise. IMMAGINE 7: PIT BIS S.L.O.T. ALTO MOLISE - INTERVENTI FINANZIATI Fonte : Cartina elaborata dal Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici della Regione Molise In entrambi i pacchetti integrati il maggior numero di interventi infrastrutturali proposti e finanziati si è registrato nell ambito della Mis. 3.1 Valorizzazione e conservazione di aree ad elevato valore naturalistico, con 9 progetti presentati nel PIT BIS Civiltà dell Acqua e 11 progetti ammessi a finanziamento nel PIT BIS S.L.O.T. Alto Molise.
80 Pagina 80 di 85 Completa ed integra la strategia di valorizzazione del territorio della provincia di Isernia, ponendosi quale naturale evoluzione dei PIT e dei PIT BIS, il progetto di qualità Distretto culturale, presentato dall Amministrazione provinciale e finanziato dalla Regione Molise per un importo di ,00, cui si aggiunge il cofinanziamento di ,00 messo a disposizione dalla stessa amministrazione proponente. L idea di proporre la costituzione di un distretto culturale nella provincia di Isernia nasce dall esigenza di incidere sulla gestione e fruibilità del patrimonio storico e culturale dell area in un ottica di marketing territoriale. Il territorio provinciale, infatti, è ricco di beni di elevato pregio architettonico e storico artistico che sono però poco conosciuti, poco valorizzati e spesso scarsamente fruibili. L obiettivo principale che il progetto Distretto culturale persegue è, dunque, quello di trasformare questo apparente punto di debolezza in un punto di forza, attraverso la valorizzazione dei beni culturali e museali e dell intero contesto territoriale al quale appartengono. Nel dettaglio e sinteticamente, il distretto culturale è stato pensato come un sistema reticolare spazialmente delimitato, il cui nodo centrale è, appunto, il processo di valorizzazione dei beni culturali che porta con sé processi di valorizzazione delle altre risorse del territorio (beni ambientali, manifestazioni culturali, prodotti della cultura materiale ed immateriale del territorio), delle infrastrutture, dei servizi di accoglienza, nonché lo sviluppo di imprese la cui attività è direttamente collegata al processo di promozione della filiera culturale. Nel distretto culturale il museo, inteso in senso lato, diventa, per così dire, attivo, ossia un contenitore che racconta quel luogo con la sua storia e le sue peculiarità, nonché un occasione per sviluppare nuove attività produttive, per diffondere nuove tecniche, competenze e specializzazioni, per creare una nuova e più qualificata occupazione. La creazione del distretto avverrà attraverso varie fasi, che possono così sintetizzarsi: Censimento e catalogazione dei beni culturali; Ideazione e realizzazione di strumenti che favoriscano la conservazione e fruibilità dei predetti beni, nell ambito di una politica di qualità; Valorizzazione economica dei beni culturali e museali attraverso la diffusione della società dell informazione. In particolare, il cuore del progetto è rappresentato dalla realizzazione di un sistema infotelematico caratterizzato da un architettura che permette un connubio tra le potenzialità di un sistema informativo geografico (GIS), le potenzialità del Web e quelle della multimedialità. Il fine ultimo è quello di realizzare un archivio informatico dei beni culturali della provincia che, da un lato, costituirà un potente strumento di gestione delle risorse ed attrattive locali, dall altro, consentendo la messa in rete dei beni culturali, ne favorirà la visibilità, l accessibilità e la fruibilità 41. La strategia di sviluppo adottata con i PIT e i PIT BIS e proseguita con il distretto culturale si completa, infine, con la strategia di valorizzazione delle produzioni agricole ed agro - industriali alla base di un altro importante progetto di cui la Provincia di Isernia è soggetto attuatore. 41 Cfr. Progetto di Qualità Distretto culturale della Provincia di Isernia
81 Pagina 81 di 85 Si tratta del progetto di ricerca applicata Distretto biologico e certificazione di filiera, presentato dall Amministrazione provinciale nell ambito del PIT BIS S.L.O.T. Alto Molise e finanziato dalla Regione Molise per un importo complessivo di ,00. Il distretto biologico rappresenta, per così dire, il contenuto del distretto culturale sotto il profilo della tipicità, ed è stato ideato in modo tale da poter essere integrato ed interconnesso con il distretto culturale attraverso l adozione di sistemi informativi ed informatici compatibili, ossia in grado di comunicare e di supportarsi a vicenda. Nel dettaglio, il progetto ha come partner scientifici l Università degli Studi del Molise, l ARSIAM, la Federazione Provinciale Coldiretti, la Camera di Commercio di Isernia, l ARPA MOLISE e la società Certiquality. Prevede una serie di azioni di intervento che riguardano la ricerca, l innovazione e il trasferimento tecnologico e che sono finalizzate al raggiungimento di tre obiettivi realizzativi: la costruzione del sistema informativo della tipicità, attraverso la mappatura e schedatura dei prodotti agro-alimentari (biologici, tipici, tradizionali e di qualità) e l elaborazione di un vero e proprio Atlante Multimediale della Tipicità ; la costruzione del sistema qualità dei prodotti tipici, attraverso l individuazione degli ambiti di filiera meritevoli di tracciabilità e rintracciabilità, ossia quelle filiere che realmente possono essere tipiche ed eco-compatibili, anche ai fini dell elaborazione di specifiche politiche di valorizzazione delle produzioni biologiche, tipiche, tradizionali e di qualità; la divulgazione dei risultati, al fine di diffondere i risultati della ricerca con particolare attenzione agli imprenditori agricoli, a quelli del settore agro alimentare, ai potenziali investitori e, più in generale, a tutti gli attori dello sviluppo locale. Tutte le informazioni relative alla tipicità delle produzioni agricole ed agro-alimentari saranno inserite in un archivio informatico che, in quanto compatibile con quello elaborato per il distretto culturale, consentirà di poter facilmente correlare tali informazioni con quelle a valore aggiunto relative al sistema culturale e naturale della provincia di Isernia. I due sistemi informatici saranno, dunque, interconnessi in quanto si potrà accedere alle informazioni relative al distretto culturale dal sistema informativo-informatico del distretto biologico e viceversa, in un ottica di marketing territoriale e di valorizzazione, promozione e fruizione dell intero territorio provinciale Cfr. Progetto di ricerca Distretto biologico e Certificazione di Filiera
82 Pagina 82 di 85 BIBLIOGRAFIA AA.VV. (2006), Promuovere il territorio. Guida al marketing territoriale e strategie di sviluppo locale a cura di Rizzi P. e Scaccheri A., Franco Angeli s.r.l.. Agenzia Regionale Molise Lavoro (2004), Il mercato del lavoro nel Molise Rapporto 2004, in Agenzia Regionale Molise Lavoro (2005), Il mercato del lavoro nel Molise Rapporto Amministrazione Provinciale di Isernia Centro per l Impiego (2004), I Monitoraggio Aziende a cura di Digis s.r.l.. Atella V., Di Florio C., D Onofrio E., Lemme A., Melone A., Santillo D., (2002), Progetto Integrato Territoriale Civiltà dell Acqua Società consortile Isernia Venafro Sviluppo a r.l. Atella V., Di Florio C., D Onofrio E., Lemme A., Melone A., Santillo D., (2002), Progetto Integrato Territoriale Sistema locale dell offerta turistica (S.L.O.T.) Alto Molise Società consortile Alto Molise Sviluppo a r.l. Cirone A., Crudele T., Di Florio C., Di Lucente A., Lemme A., Romano M., (2005), Progetto di Qualità Distretto Culturale della Provincia di Isernia Società consortili Isernia Venafro Sviluppo a r.l. e Alto Molise Sviluppo a r.l. Consorzio Interuniversitario ALMALAUREA (2006), Condizione occupazionale dei laureati pre e post riforma VIII Indagine 2005, in Di Florio C. (2006), Progetto di ricerca Distretto Biologico e Certificazione di Filiera - Amministrazione Provinciale di Isernia. Giannini V., La zampogna ritrovata, in IPI Istituto per la promozione industriale - Area Economia Applicata (2006), Molise: principali indicatori socio-economici a cura di Falasca C. con il coordinamento di Calabrò M. e Carnazza P., in Istat (1981), Censimento Popolazione Fascicolo Provincia di Isernia, in Istat (1991), Censimento Popolazione - Fascicolo Provincia di Isernia, in Istat (2000), Censimento Generale dell Agricoltura, in Istat (2001), Censimento Popolazione Fascicolo Provincia di Isernia, in Istat (2005), Annuario Statistico Italiano 2005, in Istat (2006), Annuario Statistico Italiano 2006, in Istat (2006), Le aziende agrituristiche in Italia al 31 dicembre 2004, in Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro, in Istituto Tagliacarne/Unioncamere (2005), Atlante della competitività delle province. Istituto Tagliacarne/Unioncamere (2006), Atlante della competitività delle province. Legambiente/Confcommercio (2001), Investire sul Bel Paese - Difendere i piccoli comuni per promuovere l identità e le qualità italiane a cura di Serico-Gruppo Cresme. Regione Molise (2007), Programma di Sviluppo Rurale Bozza 3 Unioncamere/Infocamere (2007), Comunicato stampa Movimprese Natalità e mortalità delle imprese italiane registrate presso le camere di commercio, in
83 Pagina 83 di 85 Vitullo E. (2003), Piano per lo sviluppo turistico della Provincia di Isernia Amministrazione Provinciale di Isernia, in
84 Pagina 84 di 85 SITOGRAFIA
85 Pagina 85 di 85 APPENDICE
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