Protocollo 05 ACQUISTI DI OPERE D ARTE
|
|
|
- Rosina Carlini
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 FONDAZIONE CARIT Protocollo 05 ACQUISTI DI OPERE D ARTE INDICE 1. Introduzione p Finalità e ambito di applicazione p Principi generali di comportamento p Ruoli e responsabilità p Descrizione processo p Sistema disciplinare p Comunicazione e diffusione del protocollo p Rinvio p. 5 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data: 29 gennaio 2015 Ultima modifica:
2 1. Introduzione Il presente protocollo è parte integrante del modello di organizzazione gestione e controllo (di seguito il Modello) che la Fondazione ha adottato ai sensi del d.lgs. 231/2001 con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 gennaio2015. Il protocollo è predisposto in ottemperanza alla previsione dell art. 6, n. 2 lett. b) del Decreto 231/2001, che richiede l adozione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire. 2. Finalità e ambito di applicazione Il protocollo disciplina il processo di acquisto di opere d arte e integra prassi già in uso presso la Fondazione. Il protocollo si pone l obiettivo di costituire un più efficace sistema di gestione e controllo delle attività che hanno a oggetto l acquisto e la ricezione di opere d arte, ai fini di prevenzione di eventuali condotte illecite che possano rilevare ai fini del Decreto (si tratta tipicamente fatti di ricettazione e riciclaggio). Il protocollo è approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione ne cura l aggiornamento e le modifiche, sentito il Collegio dei Revisori/Organismo di vigilanza che può esprimere parere e formulare proposte in tal senso. Il Collegio dei Revisori/Organismo di vigilanza è, in ogni caso, informato di ogni modifica intervenuta nel protocollo ed è tenuto a comunicarla al Consiglio di Amministrazione, secondo quanto previsto nel Modello. 3. Principi generali di comportamento Nello svolgimento delle attività sensibili regolate dal presente protocollo, il personale della Fondazione ha l obbligo di osservare le disposizioni di legge e i principi contenuti nel Modello. E fatto divieto di: acquistare o ricevere opere d arte in violazione delle norme di legge e, segnatamente, di quelle che regolano l alienazione delle opere e la circolazione nazionale e internazionale (d.lgs n. 42, c.d. Codice dei beni culturali); 2
3 procedere ad acquisti di opere allorquando il prezzo pagato sia di gran lunga inferiore al reale valore dell opera, o l opera non abbia provenienza certa e/o non sia corredata dalla documentazione che ne attesta l autenticità; effettuare pagamenti in contanti a fronte dell acquisto di un opera d arte; compiere, in relazione ad opere e oggetti d arte, qualsivoglia atto negoziale o operazione idonea ad ostacolarne l identificazione dell illecita provenienza; impiegare, sostituire, trasferire, nell acquisto di un opera d arte denaro, beni o altre utilità provenienti dalla commissione di un qualsiasi delitto (tra cui, per esempio, i provenienti di un eventuale reato in materia fiscale), in modo da ostacolare concretamente l identificazione della loro provenienza delittuosa; compiere qualsivoglia attività illecita in relazione all acquisto di opere d arte e all impiego delle risorse economiche e finanziarie della Fondazione. 4. Ruoli e responsabilità Il processo di acquisto di opere d arte coinvolge i seguenti organi e soggetti della Fondazione. Il Consiglio di Amministrazione assume le deliberazioni necessarie e conferisce mandato per l acquisto delle opere d arte ritenute d interesse per la Fondazione; autorizza il Presidente a condurre le trattative per l acquisto; Il Presidente, anche con l ausilio dei membri del Comitato di indirizzo, compie una prima valutazione sull opportunità e l interesse della Fondazione all acquisto dell opera; partecipa all asta di vendita secondo le indicazioni di prezzo, non derogabili, fissate dal Consiglio di Amministrazione; conduce le trattative per l acquisto delle opere eventualmente proposte alla Fondazione; Il Vice-Segretario conduce l attività di ricerca sull opera d interesse per la Fondazione e sottopone i risultati al Presidente. Coadiuva il Presidente negli adempimenti inerenti all acquisto dell opera; Il personale della Segreteria, secondo la ripartizione interna di compiti e funzioni, effettua il pagamento, previa verifica della rispondenza con quanto previsto nelle delibere del Consiglio di Amministrazione; conserva i documenti relativi all opera acquistata (perizia, dichiarazione di proprietà ed autenticità, evidenze di pagamenti). Tutti i soggetti coinvolti nello svolgimento delle operazioni di cui al presente protocollo, sono tenuti ad osservare e fare osservare le regole di cui al presente protocollo. 3
4 Costoro sono, altresì, tenuti a segnalare, tempestivamente, al Collegio dei Revisori/Organismo di Vigilanza ogni evento suscettibile di incidere sull operatività e sull efficacia del protocollo stesso, secondo quanto previsto nel Modello. 5. Descrizione del processo L acquisto di opere d arte da parte della Fondazione segue le procedure sotto indicate. a) Acquisti di opere messe in vendita all asta Qualora si abbia notizia di un asta nella quale è messa in vendita un opera d interesse per la Fondazione, il Vice-Segretario, che ha competenze in tema di storia dell arte, conduce un attività di ricerca sull opera, attraverso i cataloghi e i siti internet specializzati (Art Price), e sottopone i risultati al Presidente. Il Vice-Segretario ricerca notizie anche attraverso il database della Fondazione Federico Zeri, per meglio valutare l interesse all acquisto. Se il Presidente ritiene l opera d interesse, propone al Consiglio di Amministrazione di valutarne l acquisto. Nella valutazione, il Presidente può farsi assistere da un esperto d arte esterno alla Fondazione, che compie un esame e uno studio dell opera. Il Presidente può anche richiedere il parere dei membri del Comitato di indirizzo. Se non si hanno molte notizie dell opera, o la stessa è posta in vendita da case d asta poco conosciute, il Presidente richiede una perizia. Se l opera è ritenuta d interesse, il Consiglio di Amministrazione dà mandato al Presidente di partecipare all asta, fissando le condizioni che riguardano il prezzo massimo di offerta. Al Presidente non è consentito derogare alle indicazioni sul prezzo fissate dal Consiglio. Alla casa d aste è richiesto un report che include i seguenti documenti: - stato di conservazione dell opera e provenienza; - eventuali expertise; - eventuali vincoli relativi all interesse storico-artistico. b) Acquisti di opere d arte proposte alla Fondazione L acquisto di un opera d arte può essere proposto alla Fondazione dal proprietario stesso dell opera. Può accadere, anche, che il Presidente abbia a visionare un opera, che ritiene d interesse, e la sottopone all attenzione del Consiglio di Amministrazione. In questi casi, il Presidente si rivolge a un esperto di fiducia della Fondazione, di comprovata fama ed esperienza, che compie una expertise dell opera. Il Presidente richiede al proprietario il rilascio della dichiarazione di acquisto e attestazione di provenienza dell opera, e ogni altra documentazione a corredo. 4
5 L expertise, con la proposta di acquisto, è sottoposta alla valutazione del Consiglio di Amministrazione, il quale, se ritiene l opera d interesse, dà mandato al Presidente di condurre le trattative per l acquisto. Definito l acquisto, il personale della Segreteria, secondo la ripartizione interna dei compiti e delle funzioni, predispone i documenti necessari al pagamento, che può essere effettuato solo tramite bonifico o assegno circolare. Ricevuto il pagamento, il proprietario dell opera emette fattura o ricevuta. Se l opera d arte acquistata è di recente creazione, è richiesta al proprietario e/o autore una liberatoria che trasferisce tutti i diritti in capo alla Fondazione. Perfezionato l acquisto, l opera entra a far parte della collezione della Fondazione. La Segreteria conserva, presso gli archivi, tutti i documenti relativi all opera acquistata (perizia, dichiarazione di proprietà ed autenticità, evidenze di pagamenti). 6. Sistema disciplinare L inosservanza delle procedure contenute in questo protocollo rappresenta una violazione del Modello organizzativo e comporta l applicazione del sistema disciplinare di cui al paragrafo 4 del Modello. 7. Comunicazione e diffusione del protocollo Il Segretario promuove la comunicazione e diffusione del presente protocollo, con modalità idonee a garantirne la diffusione e la conoscenza effettiva da parte di tutti i soggetti coinvolti nelle attività regolate dal presente protocollo. 8. Rinvio Per tutto quanto non espressamente disciplinato nel presente protocollo trovano applicazione le regole contenute nel Modello e nelle procedure adottate dalla Fondazione. 5
La responsabilità dei componenti dell O.d.V. (art. 6, D.Lgs. 231/2001)
La responsabilità dei componenti dell O.d.V. (art. 6, D.Lgs. 231/2001) IN RELAZIONE AGLI OBBLIGHI DI CONTROLLO E INFORMAZIONE ANTIRICICLAGGIO ARTT. 52 E 55 D.LGS. 231/2007 1 Le fattispecie penali in questione
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI NEW PIXEL 24 S.R.L.
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI NEW PIXEL 24 S.R.L. 1 In data 29.8.2016 la società New Pixel 24 S.r.l. ha adottato un Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.lgs.
TREVI - S.p.A. Sede in Cesena (FC) Via Dismano n Capitale Sociale Euro int. vers.
TREVI - S.p.A. Sede in Cesena (FC) Via Dismano n. 5819 Capitale Sociale Euro 32.300.000 int. vers. Iscritta al Registro delle Imprese C.C.I.A.A. Forlì - Cesena n. 00002890408 R.E.A. n. 151.636 C.C.I.A.A.
LIMITE ALL USO DEL CONTANTE Dal 1/1/2016
STUDIO TOMASSETTI & PARTNERS Circolare Informativa Anno 2016 nr. 2 LIMITE ALL USO DEL CONTANTE Dal 1/1/2016 Autore: Marco Tomassetti STUDIO COMMERCIALE TRIBUTARIO TOMASSETTI & PARTNERS Corso Trieste 88
REV. 2015/00 Pag. 1 di 5
REV. 2015/00 Pag. 1 di 5 PROCEDURA 3 GESTIONE DEGLI INDICE: 1. OBIETTIVI 2. DESTINATARI 3. PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 4. PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4.1. DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA 4.2. PROCEDURE DA APPLICARE
REV. 2016/00 Pag. 1 di 7
REV. 2016/00 Pag. 1 di 7 PROCEDURA 12 GESTIONE DELL ESECUZIONE DEGLI APPALTI E DEI CONTRATTI A INDICE: 1. OBIETTIVI 2. DESTINATARI 3. PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 4. PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4.1. DOCUMENTAZIONE
REV. 2016/00 Pag. 1 di 5
REV. 2016/00 Pag. 1 di 5 PROCEDURA 3 GESTIONE DEGLI INDICE: 1. OBIETTIVI 2. DESTINATARI 3. PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 4. PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4.1. DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA 4.2. PROCEDURE DA APPLICARE
Regolamento dell Organismo di Vigilanza del Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001
Regolamento dell Organismo di Vigilanza del Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Documento approvato dal Consiglio di Amministrazione di AUTOGRILL S.p.A. con delibera del
PROCEDURA 1 GESTIONE DEI RAPPORTI CON L ORGANISMO DI VIGILANZA
ALLEGATO 6 PROCEDURA 1 GESTIONE DEI RAPPORTI CON L ORGANISMO DI VIGILANZA 1. Obiettivi La presente procedura ha l obiettivo di definire ruoli e responsabilità, e dettare di comportamento e controllo, sui
Regolamento di funzionamento del Comitato Controllo Interno e Rischi di Gala S.p.A.
Regolamento di funzionamento del Comitato Controllo Interno e Rischi di Gala S.p.A. Approvato dal Consiglio di Amministrazione di Gala S.p.A. in data 27/02/2014 Premessa Il presente Regolamento, approvato
REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA
DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data pag. 2 di 5 1. SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE Trentino trasporti esercizio S.p.A. ha istituito un Organo con funzioni di vigilanza
Città Metropolitana di Roma Capitale REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE CONSILIARE DI CONTROLLO E GARANZIA
Città Metropolitana di Roma Capitale REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE CONSILIARE DI CONTROLLO E GARANZIA Adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 72 del 21 dicembre 2015 INDICE Art. 1 Oggetto
REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi
REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi AGENZIA LAVORO Atto del Dirigente a firma unica: DETERMINAZIONE n 27 del 15/09/2016 Proposta: DLV/2016/28 del 14/09/2016 Struttura proponente: Oggetto: Autorità
GESTIONE DEGLI OMAGGI
1 GESTIONE DEGLI OMAGGI Documento redatto da: Reparto Funzione Nome Firma Data Organismo di Vigilanza Organismo di Vigilanza Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 13 maggio 2010 2 INDICE 1
REGIONE LAZIO GIUNTA REGIONALE STRUTTURA PROPONENTE. OGGETTO: Schema di deliberazione concernente: ASSESSORATO PROPONENTE DI CONCERTO
REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 622 25/10/2016 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 15956 DEL 24/10/2016 STRUTTURA PROPONENTE Area: SEGRETARIO GENERALE Prot. n. del OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
COMITATO REMUNERAZIONI
REGOLAMENTO DEL COMITATOO REMUNERAZIONI DI POSTEE ITALIANE S.p.A. Documento approvato dal Consiglio di Amministrazionee di Poste Italiane S.p.A. nella riunione del 22 settembre 2015 2 ART. 1 Composizione
CONTRATTO PER IL SERVIZIO DI STOCCAGGIO DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 130/10
CONTRATTO PER IL SERVIZIO DI STOCCAGGIO DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 130/10 Stipulato a San Donato Milanese in data tra STOGIT S.p.A. con sede legale in Piazza Santa Barbara, n. 7, 20097 San Donato Milanese
Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 GESTIONE DEGLI APPROVVIGIONAMENTI
FONDAZIONE FOJANINI di Studi Superiori Via Valeriana, 32 23100 SONDRIO Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 PROTOCOLLO PT 05 GESTIONE DEGLI APPROVVIGIONAMENTI Rev.
RISK ASSESSMENT E FLUSSI INFORMATIVI
RISK ASSESSMENT E FLUSSI INFORMATIVI PROF. GIUSEPPE D ONZA Direttore del Master Auditing e Controllo Interno Università di Pisa Le caratteristiche del modello L art. 6 del Decreto prevede che i modelli
Monitoraggio e comunicazione infrazioni utilizzo contanti
NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO CONTRASTO AL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO IL MANUALE DELLE PROCEDURE Monitoraggio e comunicazione infrazioni utilizzo contanti Gruppo di studio antiriciclaggio ODCEC Torino Dott.
Roma 30 Novembre 2011 Organizzazione Sviluppo Risorse Umane e Qualità
REGOLAMENTO O.D.V. ALES Roma 30 Novembre 2011 Organizzazione Sviluppo Risorse Umane e Qualità Certificata ISO 9001:2008 Certificata OHSAS 18001:2007 ORGANISMO DI VIGILANZA In osservanza dell art. 6, comma
Technogym S.p.A. Regolamento del comitato per le nomine e la remunerazione
Technogym S.p.A. Regolamento del comitato per le nomine e la remunerazione 1 CAPO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI Art. 1 Ambito di applicazione Il presente regolamento (di seguito il Regolamento ) disciplina
REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO DELLE MANIFESTAZIONI DI SORTE LOCALI ORGANIZZATE NEL COMUNE DI TAGLIO DI PO
REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO DELLE MANIFESTAZIONI DI SORTE LOCALI ORGANIZZATE NEL COMUNE DI TAGLIO DI PO Approvato con Delibera Consiglio Comunale n.9 del 2 marzo 2004 e modificato con delibera di Consiglio
REGOLAMENTO PER LE ALIENAZIONI DEGLI IMMOBILI DI PROPRIETA PROVINCIALE
I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 39 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO PER LE ALIENAZIONI DEGLI IMMOBILI DI PROPRIETA PROVINCIALE Approvato con D.C.P. in data 6.4.2009 n. 17 di reg.e modificato con D.C.P. in
Adottato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del
REGOLAMENTO sugli appalti di forniture e servizi, sulla gestione delle risorse finanziarie e sull ottemperanza agli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari. *** Adottato con deliberazione del Consiglio
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 56 del PARTE SECONDA. Deliberazioni del Consiglio e della Giunta
23466 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 56 del 17-5-2017 PARTE SECONDA Deliberazioni del Consiglio e della Giunta DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 18 aprile 2017, n. 568 Conferimento di
Antiriciclaggio: gli obblighi dei professionisti
Antiriciclaggio: gli obblighi dei professionisti Dr. Nicola Forte Torino, 20 ottobre 2015 19/05/2015 1 Riferimenti normativi Con il D.Lgs. N. 56 del 20 febbraio 2004 è stata recepita in Italia la II Direttiva
Piano triennale della Trasparenza e Integrità (P.T.T.I.)
MANTOVA ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI Piano triennale della Trasparenza e Integrità (P.T.T.I.) Anni 2015-2017 Predisposto dal Responsabile per la trasparenza Dott. Andrea
Sistema Disciplinare
1 INDICE Premessa... 3 I principali riferimenti normativi nel Sistema Disciplinare... 3 Misure nei confronti dei lavoratori dipendenti... 4 Misure nei confronti dei dirigenti... 5 Misure nei confronti
Responsabilità amministrativa dell Ente Decreto Legislativo 231/2001
Responsabilità amministrativa dell Ente Decreto Legislativo 231/2001 Contenuti legislativi Modello di organizzazione, gestione e controllo Organismo di Vigilanza Connessioni con il Testo Unico Sicurezza
Technogym S.p.A. Regolamento del comitato controllo e rischi
Technogym S.p.A. Regolamento del comitato controllo e rischi 1 CAPO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI Art. 1 Ambito di applicazione Il presente regolamento (di seguito il Regolamento ) disciplina i compiti e
CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI di ROMA CAPITALE
(UPD) CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI di ROMA CAPITALE approvato con Del. G.C. 429 del 13.12.2013 1 Il 19 giugno 2013 è entrato in vigore il Regolamento recante il Codice di comportamento dei dipendenti
Regolamento per la gestione dei conflitti di interesse
Regolamento per la gestione dei conflitti di interesse Gennaio 2014 delibera CdA n. 2/2014 approvata il 23/01/2014 note ordine di servizio n. 3/2014 emanato dal Direttore Generale il 13 febbraio 2014.
COMUNE DI BITONTO (PROVINCIA DI BARI)
COMUNE DI BITONTO (PROVINCIA DI BARI) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO RICONOSCIUTO AI CITTADINI ALL INFORMAZIONE E ALLA PARTECIPAZIONE ALLA GESTIONE DELLA VITA DEMOCRATICA DELLA COMUNITA MEDIANTE
Il decreto legislativo 231 del 2001
Il decreto legislativo 231 del 2001 1 Indice Introduzione Profili giuridici Qualche accenno al metodo Conclusioni 3 Introduzione eventi modificativi Introduzione INTRODUZIONE 3 Introduzione 6 7 8 9 10
Art.1 - Premessa. Art. 2 Procedure di espletamento della gara d appalto. Art. 3 - Divieto di clausole individualizzanti
CODICE DI COMPORTAMENTO AI SENSI DELLA LEGGE 6 NOVEMBRE 2012 N. 190 DIPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Art.1 - Premessa In
Confagricoltura Bologna
Confagricoltura Bologna MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 sulla Responsabilità Amministrativa delle Imprese Parte Generale Allegato
Richiesta di valutazione/rivalutazione socio-sanitaria
Richiesta di valutazione/rivalutazione socio-sanitaria ALLA UNITA DI VALUTAZIONE GERIATRICA (U.V.G.) dell A.S.L. TO4 IVREA Alla consegna presentarsi con documento di identità valido dell interessato e,
COMUNE DI UTA. (Provincia di Cagliari) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI
COMUNE DI UTA (Provincia di Cagliari) Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 04/03/2013 REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174 convertito in L. 7 dicembre
REGOLAMENTO SULL ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE CONSILIARE DI CONTROLLO E GARANZIA
COMUNE DI ASCIANO - PROVINCIA DI SIENA REGOLAMENTO SULL ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE CONSILIARE DI CONTROLLO E GARANZIA (Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 17 del
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DETERMINAZIONE E L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE
Comune di Cerveteri (Provincia di Roma) REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DETERMINAZIONE E L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE Approvato con Deliberazione del Consiglio comunale n. 85 del 16 novembre
TRIBUNALE DI ALESSANDRIA. Fall. N. 24/2016. Il Curatore Fallimentare della società in epigrafe, Dott.ssa Moretti Laura, con
TRIBUNALE DI ALESSANDRIA Fall. N. 24/2016 AVVISO E REGOLAMENTO DI VENDITA DI BENI Il Curatore Fallimentare della società in epigrafe, Dott.ssa Moretti Laura, con studio in Tortona (AL), Via L. Valenziano
Monitoraggio e comunicazione infrazioni utilizzo contanti
NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO: IL NUOVO MANUALE DELLE PROCEDURE (Documento a cura del CNDCEC) Monitoraggio e comunicazione infrazioni utilizzo contanti Gruppo di studio antiriciclaggio ODCEC Torino Dott. Fabio
ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEGLI ARTT. 2 E 4 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990 n. 241 COME MODIFICATA E INTEGRATA DALLA LEGGE 11 FEBBRAIO
1. GENESI, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE FUTURE DEL D.LGS. 231/ FATTISPECIE DI REATO INDIVIDUATE NEL D.LGS. 231/2001
1. GENESI, EVOLUZIONE E PROSPETTIVE FUTURE DEL D.LGS. 231/2001 1.1 Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231... 15 1.2. I reati... 15 1.3 Evoluzione normativa... 16 2. FATTISPECIE DI REATO INDIVIDUATE
