BollettinoParrocchiale
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- Domenica Cocco
- 9 anni fa
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1 BollettinoParrocchiale Comunità Ortodossa della Svizzera Italiana Buon Natale! Христос ce pоди! Καλά Χριστούγεννα! Sårbåtori Fericite! L Annunciazione NATALE 2010
2 Natale la festa del rinnovamento Ogni anno celebriamo con gioia l evento più grande dopo quello della creazione del mondo, la natività del Figlio di Dio, Il Natale. Tutte le feste cristiane hanno due tappe: una liturgica, nella quale ci si mette in contatto con Dio e un altra, umana, nella quale ci si sazia con i beni terreni. In entrambi i casi è un modo per ringraziare. cantarono e i magi gli hanno portato doni. Questa è storia che ci aiuta a penetrare nel significato del evento e di scoprire che la natività di Gesù significa la rinascita del mondo intero e, implicitamente, la rinascita spirituale di ciascuno di noi. Apriamo allora le porte delle nostre anime per ricevere la Sua pace annunciata dagli angeli con l inno celeste che risuona oggi nel intero mondo: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama. In uno dei più conosciuti canti natalizi romeni si dice: Andiamo fratelli e raccogliamo dei fiori. Intrecciamo con gioia una corona. La portiamo a Cristo perché ci sia utile. La parola stessa, eucaristia, significa ringraziamento. È giusto dunque festeggiare ogni festa nel suo aspetto spirituale e liturgico partecipando alla Divina Litur gia e poi altrettanto al agape preparato con beni terreni che noi stessi abbiamo lavorato. Partecipazione, però, significa necessariamente, conoscere. Non basta sapere che Gesù è nato nella grotta di Betlemme, che gli angeli gli Di che corona parla questo antico canto? Certamente della co ro na delle virtù cristiane intrecciate con le buone opere, che sono il frutto dello Spirito Santo: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (Gal. 5,22). Intrecciando anche noi, cristiani del ventunesimo secolo, una corona con queste virtù vuol dire che abbiamo capito il significato del Natale e la natività del Bambino Celeste ci sarà utile. Buon Natale, padre Mihai 1
3 Dalla vita della nostra comunità e parrocchia Con questa breve rubrica che pubblichiamo da anni nel numero di Natale del nostro bollettino, desideriamo informarvi sulle attività più importanti che abbiamo realizzato durante l anno. Non ci sarà dunque un elenco sterile di tutto ciò che abbiamo svolto nel 2010: quante benedizioni di case, quanti parastas, liste con i contributi dei donatori, collaborazione con la televisione, radio e giornali locali, incontri ecumenici e di preghiera, incontri e catechesi nelle famiglie, visite in prigione e negli ospedali, organizzazione di trasporti umanitari ecc. Come risulta dagli articoli di due ragazze russe che di seguito qui proponiamo, vorremo trasmettere il valore di una fede cristiana che è viva al momento in cui entra in contatto con l altro o gli altri. Il cristiano non può e non deve vivere chiuso su sè stesso, ma è chiamato, per sua stessa missione, ad andare incontro ai propri fratelli. Soprattutto verso coloro che non conoscono ancora il messaggio dell ortodossia cristiana. In questo senso le iniziative sostenute della nostra Chiesa in Ticino (come la partecipazione al festival di poesia Poestate che si è concluso con un vespro ortodosso celebrato, nella chiesa San Rocco di Lugano, da padre Mihai, il quartetto della nostra chiesa e il coro della RSI diretto da maestro Diego Fasolis) vogliono essere la testimonianza di una fede che non ha paura di aprirsi verso la società, ma crede con forza che solo attraverso l incontro il cristianesimo si vive pienamente. Un altra testimonianza di questo spirito è stata la festa multi culturale nel mese di giugno, al Monte Ceneri, che per il quarto anno consecutivo ci ha impegnato con gioia. Il rapporto con persone e culture differenti ci ha permesso, a nostra volta, di arricchirci nella conoscenza e nella nostra stessa fede. La diversità a cui abbiamo accenato è stata rappresentata da conosciutissimo cantante romeno, padre Marius Ciprian Pop, il complesso serbo di Goran e Dusan Stojadinovic con Baby Lou, il gruppo serbo di danza folkloristica Branko Radicevic, il gruppo di danza greca Ikariotikos, il gruppo russo della parrocchia di Milano con canti e balli russi e ucraini. Per favorire l incontro con un esperienza viva della tradizione del cristianesimo orientale - che sempre di più continua essere fonte e nutrimento di fede 2
4 per tanti credenti anche nell Occidente - abbiamo organizzato quest anno due mostre di icone a Lugano nella nostra chiesa e a Faido nella chiesa dei fratti cappuccini che ringraziamo sentitamente per la calorosa accoglienza. Che la benedizione celeste scenda su tutti noi e la luce dall alto ci illumini nel Nuovo Anno. Per il comitato padre Mihai Mesesan Anagrafe parrocchiale Hanno ricevuto i sacramenti del battesimo, della cresima e dell eucaristia: Il nostro presidente Giancarlo Bellotti, padre Mihai, la direttrice del coro Sofia Garbarino e l intero comitato della nostra comunità ringrazia di cuore tutti Battesimo di Nicholas Dosan e Sofia Stanca Accoglienza con ringraziamento, Massagno coloro che (e i nomi sono veramente così tanti che non possiamo ricordare) si sono impegnati per la realizzazione di questi importanti momenti. Darius Ionut Grigore, Melael Asmerom, Sebas tian e Teodora Munteanu, Daria Bilt, Belioglu Bianca Gina Ionela, Giulia Maria Petrut, Emma Colombo, Chris tine Adriana e Nicole Maria Fechete, Andrei Marian Ionica, Martina Debas, Stefan Ryan Hanganu, Nicholas Dosan, Sofia Stanca, Dario Gavrila Stetko, Seam Ghiorghis, Ivan Dvo ret skiy, Ecaterina Kocherga, Alessio Davide Badea, Filip Sinisa Miljic. A questi bambini auguriamo di trovare nelle proprie famiglie e nella nostra parrocchia l accoglienza e 3
5 l aiuto necessario per crescere bene nella vita cristiana. Si sono sposati: Luca e Marina Bertelli, Marcello e Andrea Livia Prelli, Antonio Colucci e Mina Toneva, Ferdinando e Mirela Frese, Roberto Parola e Mihaela Matrimonio di Marcello e Andrea Livia Prelli Bolohan, Ricardo Forti e Olena Anokhina. Il Signore, davanti al quale questi sposi hanno ricevuto il sacramento del matri- Battesimo di Emma Colombo monio, sia sempre presente nella loro vita. Hanno chiuso il loro cammino terreno e si sono presentati a Dio: Sabrina Stoyakovic, Aureliu Cristescu, Natascha Montenegro, Ristosija Nikolic. Ortodossia oggi La chiesa per me è sempre stata un luogo dove andare per consolazione, sostegno e amore, per ricordarsi che esiste una dimensione oltre il cumulo di cose materiali della vita. In Russia, a San Pietroburgo dove abito, non frequento molto spesso la chiesa, sopratutto perché non mi sembra di poter adeguare la mia vita un pò disordinata alle tante esigenze formali della nostra ortodossia. Non vorrei criticare, ma a volte con le regole severe e una certa intransigenza rispetto alla vita laica, la nostra Chiesa suscita più timore che voglia di partecipare alla vita ecclesiastica. In questo senso l esperienza luganese è stata per me una lezione molto importante, perché ho visto che la chiesa è sopratutto un luogo di ritrovamenti gioiosi, di allegria, dove ci si sente come in famiglia. Ero venuta a Lugano per 9 mesi, per un soggiorno di studio presso l Università della Svizzera Italiana. Poco dopo un amica mi ha suggerito la comunità ortodossa che si riuniva alla chiesa della Madonnetta. Così ho conosciuto padre Mihai Mesesan e alcune persone che frequentano la chiesa. Il padre è davvero un pastore, perché conosce ogni suo fedele, si ricorda di ciascuno, e la confessione non è mai formale, è una conversazione molto sincera che ti aiuta a pentirti davvero. Ho notato che padre Mihai cerca di coinvolgere tutti nella vita della piccola comunità: qualcuno porta i fiori per l altare, un altro trova dei canti e delle preghiere, il terzo li tra- 4
6 duce in altre lingue. Così una volta il padre mi ha chiesto di aiutare con la traduzione in chiesa quando è venuto un partecipa e condivide la gioia di vita cristiana, l amore di Dio. Sofia Lourie Ortodossi nel Occidente cristiano prete russo dalla diocesi di Milano, e anche di leggere in chiesa la predica pasquale del Patriarca russo. Credo che sia una cosa essenziale, coinvolgere tutti, perché uno si sente più felice quando può rendersi utile agli altri e partecipare alla vita comune. Mi ha impressionato molto la liturgia di Pasqua che abbiamo celebrato nella chiesa grande che si trova di fronte all Università. La parola di Dio deve essere sentita e compresa da tutti e quindi durante la messa si recitavano i versi e le preghiere in italiano, rumeno, serbo, russo, greco, e inglese! Dopo la liturgia hanno distribuito a tutti dei cibi benedetti anche in Russia esiste la tradizione di benedire le uova, i panettoni e altri cibi pasquali, ma normalmente si mangiano in famiglia invece di condividerli con gli altri fedeli in chiesa. Insomma, mi sembra che la vita della comunità ortodossa luganese sia organizzata in un modo molto umano e, direi, democratico, quando ognuno 5 Divina liturgia con padre Dorin Oancea Ho passato tre mesi (gennaio, febbraio e marzo di quest anno) nella Svizzera Italiana, nella città di Lugano, per un soggiorno di formazione e tirocinio. A Lugano non esiste ancora una chiesa ortodossa, ma c è una parrocchia ortodossa! Le celebrazioni si svolgono in una chiesa cattolica; il padre porta le icone ortodosse e le dispone sull altare e sul leggio, mette i cassettoni con la sabbia per le candele. E dunque, alle 8.30 di mattina nella chiesa si celebra la messa cattolica, e alle inizia la divina liturgia ortodossa. Un particolare di questa parrocchia è la sua multinazionalità. Tra i fedeli della chiesa ci sono i serbi, i rumeni, i russi, i greci e gli svizzeri. Pure il numero degli Divina liturgia con padre Mihai Margineanu
7 svizzeri che partecipano alle funzioni cresce, grazie all esistenza di questa parrocchia e del suo buon pastore dalla Romania, padre Mihai Mesesan, che ricorda ogni suo parrocchiano. Quando sono venuta in chiesa per la prima volta e mi sono avvicinata per la benedizione, mi ha notato subito, e quando ha scoperto, che sono una corista dalla Lituania, mi ha invitato subito a cantare nel coro della chiesa. E così, per questi tre mesi ho partecipato alle liturgie domenicali come corista. La liturgia si recita in quattro lingue alternate. È stato molto interessante scoprire come i nostri canti e le litanie suonano in italiano, slavonico, romeno e greco. Per andare a confessarmi, ho dovuto ricorrere al dizionario russo-italiano. Il padre prende molto a cuore la confessione, vuole sentire tutto fino in fondo per dare un consiglio, e preferisce mettersi d accordo in anticipo per l orario della confessione durante la settimana, invece di farla dieci minuti prima della messa, in fretta, quando non c è tempo per ragionare e capire bene la situazione. Tanto spesso da noi sono contestate le situazioni, quando una ragazza russa e ortodossa decide di sposare uno straniero, invece che un ragazzo ortodosso, qualche buon seminarista. Come vivere e creare una famiglia religiosa, conservare la propria fede in un paese di cultura cattolica? È chiaro che l amore non vede le differenze di nazionalità e fede, ma per vivere insieme le differenze culturali sono sempre importanti! Ma quello che dall uomo non dipende, dipende da Dio. Ognuno ha la propria strada, non tutti noi ortodossi dobbiamo rimanere nascosti e chiusi dal resto del modo, dobbiamo invece portare il lume alla gente. E poi, non è detto che la nostra dolce metà stia vicino, a volte la si incontra in un paese lontano, o può venire da noi. Pasqua 2010, Sacro Cuore, Lugano Ho fatto amicizia con una delle coriste di origine russa e la sua famiglia. In questa famiglia pregano tutti insieme, leggono i Vangeli e le vite dei santi, e tutte le domeniche vanno in chiesa. In casa ci sono molte icone ortodosse. Sono stata da loro in casa per fare le prove dei canti per la liturgia e abbiamo cenato insieme. Prima di mettersi a mangiare hanno cantato Padre nostro, e il marito di mia amica ha letto i consigli per il periodo della Quaresima in italiano, anche se parla un po il russo. Ho visto un esempio di una famiglia ortodossa intesa come una piccola chiesa. La mia amica ha trovato la propria strada, portare l ortodossia e la cultura russa in Europa, in una cultura cattolica. E il cuore si rallegra a vedere una persona, mandata da 6
8 Dio, che ha trovano la propria missione. Prima di partire da Lugano ho regalato al padre l icona di Santo Martire Ioann di Riga e l icona della Nostra Madre di Jacobstadt da Ecabpils, che era con me questi tre mesi, e l ho invitato a fare un pellegrinaggio in Latvia, e il padre ha accettato volentieri. Aspettiamo dunque lui e gli altri ortodossi luganesi da noi in Latvia! Natalija Semjonova L intervista rilasciata da padre Mihai per la Rete 1 nel mese di luglio 7 Settimana delle religioni 2010 con padre e fratello Giuseppe Giacon Che cosa significa ortodossi? Le altre confessioni sono tutte eterodosse, sbagliate? Il termine ortodosso (orthos = retto e doxa = gloria) significa la retta glorificazione di Dio, la retta fede ed era simbolo della fede della Chiesa del primo millennio cristiano. Al di fuori dell ortodossia non c era che la fede falsa, la fede sbagliata, cioè l eresia. Nel contesto ecumenico attuale, certamente, il termine ortodossia non significa la Chiesa che pretende di essere esclusivamente l unica in possesso della verità dogmatica e nemmeno quella che getta sulle altre Chiese il peso dell eresia; piuttosto definisce la Chiesa Orientale di tradizione bizantina. Il termine eteros significa semplicemente che è di un altra confessione, non è una squalifica. Il termine eterodosso si riferisce ad un'altra fede. Come sono i rapporti, attualmente, nel mondo, fra ortodossi e cattolici? Che clima si respira? Il clima con l avvenimento di papa Benedetto XVI è migliorato molto perché lui ha da decenni conoscenze approfondite del mondo ortodosso e amicizie intime. Se pensiamo solamente a due momenti avvenuti nel ultimo messe abbiamo tutti i motivi per essere ottimisti per il futuro. Primo: il mese scorso a Roma, in occasione del compleanno di Benedetto XVI e cinque anni di pontificato, il patriarca Kiril di Mosca le ha offerto un concerto con una sinfonia sui salmi scritta dal metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipar - timento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca, presente in questa occasione a Roma dove ha partecipato anche al Simposio Ortodossi e Cattolici in Europa oggi. Le radici cristiane e il comune patrimonio culturale di Oriente e Occidente. Secondo, la calda
9 accoglienza, nei giorni scorsi, dimostrata al papa e alla sua delegazione dalla Chiesa Ortodossa in Cipro. Che cosa divide ancora i cattolici dagli ortodossi? A quando l unione? Bisogna distinguere tra i due aspetti: dogmatico ed istituzionale. I due sistemi sono diventati incompatibili. L Occidente nel secondo millennio ha subito tante evoluzioni, molto profonde: la riforma gregoriana, la riforma di Trento, la riforma di Vaticano secondo. Non è molto probabile che presto si riesca fare una unione a livello istituzionale. Però a livello della fede che è di per se comune (penso ai sette sacramenti, e, soprattutto al sacramento del sacerdozio e dell eucaristia), è più facile anche se ci sono dei punti di litigio che hanno più di mille anni di vita. E qua la commissione mista di dialogo teologico ha ripreso i lavori, ultimi incontri a Belgrado e Ravvena, e sta discutendo. Credo fortemente che prima o poi si troverà un accordo. Un cattolico può fare la comunione durante una Sacra Liturgia ortodossa? Se dovessimo ristabilire la comunione tra l Oriente e l Occidente dovrebbe essere possibile che un cattolico senza problemi va in una chiesa ortodossa per la comunione e viceversa. Per il momento è possibile fare la comunione solo in caso di necessità, cioè per esempio quando un cattolico all estero si trova nell impossibilità di ricevere la comunione nella propria chiesa, lo può fare in una chiesa ortodossa. Si esige però dal cattolico che si attenga alle regole ortodosse: confessione, di - giuno, preghiere. Bisogna rispettare la tradizione che c era anche nella Chiesa Cattolica non tanto tempo fa. Battesimo cristiano eritreo a Lugano Il problema del calendario è eminentemente simbolico, ma d altra parte dimostra come le confessioni si dividano anche su punti precisi. Non si può immaginare una convergenza su questo tema, per dimostrare al mondo una Chiesa unita nel festeggiare la nascita di Cristo, e la sua Pasqua? Il desiderio di celebrare la Pasqua e la Nascita del nostro unico Signore e Dio Gesù Cristo è molto forte in Oriente e in Occidente. Ho notato anch io nella mia parrocchia quanto erano contenti tutti quanti per la coincidenza della Pasqua quest anno. E la stessa domanda che lei mi ha fatto se la pongono quasi tutti i cristiani. Una data comune sarebbe la prima vera testimonianza di fede comune e d unità del mondo cristiano che si deve confrontare con non poche e difficili sfide del secolarismo. Tra gli specia- 8
10 listi, grandi ecumenisti, alcuni dicono di ritornare tutti al vecchio calendario, altri di fissare una domenica precisa per la Pasqua. Si parla dunque e noi dobbiamo pregare perché trovino una soluzione che sarebbe la prova più forte davanti ai nostri figli che non capiscono niente di queste divisioni. 9 Battesimo di Chris tine Adriana e Nicole Maria Fechete Nel mondo cattolico alcune voci insistono per levare il celibato. Come si vive in ambito ortodosso la situazione di un clero in gran parte sposato? I sacerdoti riescono a conciliare i due ruoli? È una cosa molto difficile da riconciliare, la vita famigliare ed il servizio di un sacerdote. Dipende essenzialmente dalla qualità della vita cristiana della famiglia se si riesce o meno. Se la famiglia del sacerdote è ben unita, è possibile fare una vita cristiana intensa anche se la donna deve fare grandi sacrifici. I problemi di incompatibilità tra i coniugi ci sono anche tra le famiglie di sacerdoti ortodossi e alcuni casi di divorzi. Celibe o sposato, credo che una soluzione ideale non c è perché l uomo non è ideale. L uomo ha le sue debolezze. Dipende come vivi. Si può salvare un cristiano qualsiasi o un sacerdote, celibe o sposato prima di un monaco. Perché non è il abito che fa il monaco, ma è importante la qualità della vita cristiana. Come mai i vescovi sono scelti fra il clero non sposato? Perché all epoca dove la Chiesa Cattolica ha riservato l ordinazione agli non sposati, la Chiesa Orientale aveva preso un'altra decisione. Bisogna precisare che il clero non si sposa, ma sposati vengono ordinati. Dopo l ordinazione non ci si può più sposare. Scelti dunque tra i monaci, non tra i celibi, per essere completamente disponibili per la speciale missione che spetta al vescovo. Molti, nel alto clero ortodosso, sono stati sposati e, scelti come vescovi devono prendere prima dell ordinazione vescovile i voti monastici per garantire una certa qualità di vita cristiana ascetica. Però è una esigenza. La realtà non è sempre cosi. L ortodossia affascina per l immagine di perenne immutabilità che ne danno la liturgia, l architettura sacra, le icone. Le vostre chiese propongono una religiosità orientata al passato oppure seguono nelle discussioni filosofiche, religiose, morali contemporanee? Direi che non è perenne immutabilità ma coerenza. La liturgia orientale per esempio si è evoluta fino al quattro-cinquecento. È stata un evoluzione coerente, organica. La Chiesa Ortodossa è
11 rimasta sempre identica con se stessa, senza grandi svolte. Paul Evdokimov, grande teologo ortodosso del XX sec. diceva che l Ortodossia è la forma meno normativa del cristianesimo, la meno traducibile in concetti. Lui ritiene secondari gli aspetti formali dell ecclesiologia poiché si vive per la Chiesa senza necessità di definirla. La Chiesa Ortodossa sarebbe costituita dalla spiritualità, dalla preghiera, dalla liturgia, non dalla teologia, che esisterebbe in quanto utile dare canone e poesia alla liturgia. Nei paesi ex-comunisti, dove vive la maggiore parte dei ortodossi, prima della caduta del muro, era tollerata solo la vita liturgica, quindi la preghiera liturgica e l esperienza liturgica Battesimo di Sebastian e Teodora Munteanu sono state fondamentali. Olivier Clement, nel suo libro La santità della Chiesa, descrive molto bene questo fatto: noi viviamo la prima esperienza del mistero nella liturgia perché la vita liturgica non è solo l annuncio della Buona Notizia, ma partecipazione alla vita nuova. Una bellezza che proviene non dalla carne, ma dall illuminazione di tutte le nostre facoltà attraverso il canto, l icona e anche la fiamma delle candele, del profumo del incenso, profumo della santità che richiama in noi l odore profondo del humus o della terra dopo la pioggia. L Ortodossia è dunque l eterno presente. Le icone sono il simbolo della presenza tra di noi di Cristo, della Madre di Dio, dei santi, come le reliquie. È un interrotta continuità che ha aiutato i cristiani ortodossi resistere per cinque secoli di fronte al islam nei Balcani, alle porte dell Europa occidentale, e resistere per più di cinquant anni al comunismo. La Chiesa Ortodossa ha conservato la fede, il che è finalmente esenziale. Non saremo salvati per una bella filosofia cristiana ma per la fede. Come si riflette la fede ortodossa nella vita dei fedeli? Come riconoscere il volto di Cristo nella vita? La Chiesa Ortodossa con il suo arcaismo, ha saputo conservare lungo i secoli lo stesso mistero dei dati semplici e necessari al vivere cristiano adattandosi ai tempi e aiutando i popoli rimasti fedeli. Quindi le solite manifestazioni della vita cristiana: la preghiera, il digiuno, il combattimento spirituale, le buone opere. Che importanza hanno le opere caritative alla vostra vita di comunità? Una grandissima importanza. Le prime istituzioni caritative, le prime scuole confessionali sono state organizzate in 10
12 tutti i paesi ortodossi dalla Chiesa. Durante il comunismo era proibita qualsiasi manifestazione caritativa. Adagio, adagio la Chiesa sta riscoprendo questa dimensione. Non per niente, nei sondaggi la Chiesa Ortodossa è di molto, rispetto ad altre istituzioni, la più credibile. Siete comunità missionarie? Certo. Altrimenti la fede ortodossa non si sarebbe mai propagata cosi tanto nel Occidente. Mi creda non è facile amalgamare tutte le etnie, lo dico dopo 15 anni di missione in Ticino dove siamo riusciti a creare la più eterogenea comunità ortodossa in Europa, citata spesso come modello di intercomunione. Abbiamo ottimi rapporti sia con la Chiesa Cattolica sia con le Chiese protestanti. Siamo membri attivi al interno della Comunità di Lavoro delle Chiese Cristiane in Ticino sin dalla sua fondazione. Il fatto, forse unico in Europa, che la lingua di culto della nostra parrocchia ortodossa è principalmente l italiano ha 11 facilitato molto i contatti con i fratelli e le sorelle delle altre Chiese che partecipano spesso al nostro culto e alle altre attività che proponiamo. Ricordo solo i pellegrinaggi degli ultimi 10 anni in Romania, le mostre di icone, i concerti del nostro coro assieme a quello della RTSI, della cattedrale e a quello della Chiesa riformata e, sopratutto, sempre più numerosi incontri di preghiera comune. Partecipiamo e parteciperemo anche in futuro a tutti gli incontri e le preghiere comuni, convinti che ogni culto comune è una vittoria sulle nostre divisioni e una testimonianza dell unità che già abbiamo in Cristo. Nell ambito morale le prese di posizione sono simili a quelle difese da Benedetto XVI. Pensiamo alla morale sessuale, all etica dell economia, alla difesa della vita. Ci può essere una convergenza? Certo. Ed è anche per questo fatto che l attuale papa e sempre di più rispettato nel mondo ortodosso. Le attuali grandi provocazioni del mondo sono di natura etica e per questo motivo è necessario formulare insieme adeguate risposte con un ecumenismo dei valori morali. Le Chiese devono avere una voce comune di fronte alla politica, spesso non cristiana, se vogliono realizzare qualcosa: innanzitutto la salvaguardia della bellezza del creato. Tutti i cristiani desideriamo sicuramente un Europa e un mondo più uniti nello spirito e per realizzarlo bisogna insistere sugli elementi pratici,così come fa il papa e le Chiese Ortodosse. Nel ultimo incontro tra il
13 papa e il metropolita Hilarion, il numero due della Chiesa Russa, hanno deciso di collaborare insieme per la difesa dei valori morali cristiani. In Occidente le donne hanno ottenuto una maggiore visibilità sociale nel XX secolo anche in ambito ecclesiale. Questo processo si ritrova anche nelle vostre Chiese? La Chiesa Ortodossa non ha mai avuto problemi con i cosidetti movimenti femministi. Nessuna donna ortodossa ha mai sollevato il problema del sacerdozio. Le donne hanno sempre avuto il loro ruolo di sacerdotesse della famiglia innanzitutto e pienamente coinvolte nella missione e le opere caritative. A loro tra l altro la Chiesa Ortodossa dedica anche una domenica speciale, che è la terza dopo la Pasqua, la domenica delle donne pie, volendo così riconoscere il loro grande contributo alla vita della Chiesa. Poestate Vespro Ortodosso, giugno 2010 Prima di cedere la parola al maestro Diego Fasolis e al coro della RSI vorrei rivolgervi due parole per esprimere la mia gioia per questo momento di incontro e amicizia offerto da Poestate che ha saputo dare spazio, oltre alla poesia, anche all arte sacra e alla liturgia cristiana. Abbiamo celebrato un breve vespro ortodosso per introdurvi nel mistero dell Oriente cristiano, con la convinzione che dalla liturgia si sprigiona e prende avvio anche gran parte della creatività artistica dell Oriente come avviene altrettanto dalla liturgia dell Occidente cristiano. Il mese scorso a Roma, in occasione del compleanno di Benedetto XVI e cinque anni di pontificato, il patriarca Kiril di Mosca le ha offerto un concerto con una sinfonia sui salmi scritta dal metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca, presente in questa occasione a Roma dove ha partecipato anche al Simposio Ortodossi e Cattolici in Europa oggi. Le radici cristiane e il comune patrimonio culturale di Oriente e Occidente. Nel nostro piccolo Ticino ecco anche 12
14 noi questi giorni, con la poesia, che ha avuto come ospite d onore la grande poetessa russa Bella Achmadulina, con il nostro vespro ortodosso, con ciò che il coro della RSI presenterà, vogliamo testimoniare che le radici cristiane dell Europa sono costituite infatti, oltre che dalla vita religiosa e dalla testimonianza di tante generazioni di credenti, anche dall inestimabile patrimonio culturale e artistico di cui la musica è una componente importantissima. La musica è in grado di trasmettere sentimenti dell animo umano e stati spirituali che le parole non riescono a descrivere. Per capire un popolo, bisogna ascoltarne la musica. E ciò si riferisce non soltanto alla musica liturgica ma anche alle opere dei compositori scritte per le sale di concerto. Come avete potuto sentire stasera, nella celebrazione ortodossa non può mancare il coro. Il canto nella Chiesa Ortodossa non ha l accompagnamento strumentale. Il canto del coro è, in un certo senso, una scuola spirituale per 13 Battesimo di Ivan Dvo ret skiy, Ecaterina Kocherga e Alessio Davide Badea l uomo, il quale sottopone la sua voce all armonia del coro. Cosi l uomo impara quell armonica coordinazione del suo mondo spirituale con quello delle altre persone, e più in genere con tutto l universo creato da Dio secondo regole armoniche. La parte musicale della celebrazione, come tutte le altre, ha non soltanto e non tanto un significato estetico, bensì un suo senso profondo che aiuta a capire più intensamente l essenza della fede cristiana.. Le parole e la melodia sono legate una con l altra in una maniera molto stretta ed é per questo che i Padri della Chiesa insegnavano: Che la tua voce canti, e che la tua mente diligentemente rifletta sul canto. Il contenuto dei canti della Chiesa dovrebbe corrispondere strettamente alla dogmatica, ai fondamenti della fede. I canti giocano lo stesso ruolo che la pittura nel tempio: spiegano, insegnano le verità e la bellezza della fede cristiana. Coloro che visitano le chiese ortodosse sono spesso colpiti dalla presenza delle icone, dalla loro luce e dal particolare calore e intimità del celeste. Infatti, anche fuori delle ufficiature, ogni punto dei muri è animato dalla presenza di cui testimoniano le icone e che mettano l uomo in comunione con i suoi predecessori : angeli, profeti, apostoli, martiri e santi. Sempre nella cupola delle chiese, il posto più alto, viene rappresentato Cristo Pantokrator (Onnipotente, Colui che sostiene tutto), volendo cosi affermare l unità del mondo sostenuta da Cristo con centro e finalità nello stesso tempo.
15 Concludo ringraziando tutti voi intervenuti stasera e in modo particolare il quartetto della nostra chiesa per il loro impegno e coraggio. Abbiamo presso la decisione di partecipare a questo momento offerto da Poestate, con timore, ma convinti che un culto e un concerto comune sono l espressione più vigorosa della nostra comune appartenenza a Cristo che ci da in ogni circostanza forza e coraggio. padre Mihai Mesesan Solenne insediamento del patriarca serbo in Kosovo Il patriarca ortodosso serbo, Irinej, eletto lo scorso gennaio dopo la morte del suo predecessore Pavle, si è insediato ufficialmente al tre di ottobre nella carica con una cerimonia solenne al monastero di Pec, la città del Kosovo occidentale, sede storica del Patriarcato serbo, e ha lanciato un appello alla concordia tra serbi e albanesi. Per la prima volta la cerimonia, che si tiene tradizionalmente a Pec e che e' molto sentita dai serbi, si è svolta dopo l'indipendenza proclamata unilateralmente dal Kosovo il 17 febbraio A rappresentare Belgrado oggi a Pec (Peja in albanese) vi era il presidente serbo, Boris Tadic, unico esponente politico della Serbia autorizzato per l'occasione a entrare in Kosovo dalle autorità di Pristina. In un discorso pronunciato al termine della cerimonia, il patriarca Irinej (80 anni) ha lanciato un pressante appello alla pace e alla concordia tra serbi e albanesi in Kosovo. Preghiamo affinché in questo Paese si affermino finalmente il regno della pace, la concordia e l'amore tra i popoli e guariscano le ferite causate dall'odio, ha detto Irinej, secondo il quale in Kosovo vi è spazio sufficiente a una vita in comune del popolo serbo e di quello albanese. Questi due popoli hanno vissuto insieme in Kosovo per tanti secoli, perché non devono continuare a farlo anche ora?, ha aggiunto il patriarca che ha sottolineato al tempo stesso il calvario subito dal popolo serbo, le cui tracce sono ancora visibili in tanti monasteri distrutti o seriamente danneggiati. Il Kosovo è rimasto senza centinaia di migliaia di serbi costretti a fuggire dalle loro terre dove hanno vissuto per secoli. Il popolo serbo non ha altro 14
16 stato oltre che la Serbia, della quale fa parte il Kosovo, ha ancora detto Irinej, che ha fatto appello ai leader internazionali a non fare un peccato scegliendo per lo status del Kosovo una soluzione che privi il popolo serbo della sua culla, dei suoi beni, dei suoi cimiteri, dei suoi luoghi sacri. Belgrado e la Chiesa ortodossa si rifiutano di riconoscere l'indipendenza di Pristina. La cerimonia, alla quale non ha assistito alcun esponente politico kosovaro di etnia albanese, si è svolta nella calma e senza alcun incidente. Sono immobile, sono una cosa morta, non respiro, non parlo e non ti dirò mai nulla ma credimi, io ti vedo, ti ascolto, ti sento e sappi che dentro di me c è tutta la potenza che lotta sempre e regge in piedi te Sorridi ai tuoi nemici, sorridi ai tuoi cari, sorridi a me, sorridi davanti alle difficoltà e a quel ingiusto dolore atroce sii forte e coraggioso e cammina, vai solo avanti, cammina come se il tuo cammino non finirà mai Danijela Peric L icona Quando sentirai le tue forze cedere e spegnersi come il lume nella fredda notte d inverno guardami e io ti darò tutte le forze di questa Terra Quando sentirai la tua fede svanire guardami e io te la ritroverò là, in fondo nel tuo cuore nel tuo corpo e nell animo tuo, Ricordati sempre che la fede non se ne va ma certe volte si spaventa e nasconde nelle nostre profondità Quando la solitudine poserà le sue braccia attorno a te e quando oserà coprire il tuo volto di tristezza guardami, accarezzami questa volta perché in quel medesimo istante tu sentirai il mio cuore battere, battere per te, anche se è impossibile 15 Chiudi gli occhi e ascolta il silenzio perché nel silenzio tu udirai quelle dolci mancanti parole di conforto che nessuno saprà dirtele quando tu vorrai È nato Gesù Come non accorgerci di questo strepitoso evento? Una madre e un padre che alla vigilia della nascita cercano con affanno dove far nascere il figlio. Lo trovano in una stalla. Chi nasce non può scegliere nè il giorno nè Il luogo. Ma può, come Gesù, scegliere la vita e il fulgore dell amore. G. Carlo Bellotti
17 Празнично бденије у Манастиру Раковици Датотекa: wnload/7579/patrijarh_irinej_manastir _Rakovica_27.08.% mp3. Његова Светост Патријарх Српски Г. Иринеј служио је у петак вече, 27. августа године, празнично бденије уочи Успења Пресвете Бого ро - дице у манастиру Раковици. Патри - јарх Иринеј је беседио о празнику Пресвете Богородице коју су сви нарештаји звали и коју ће звати Блаженом. Издвајамо: ВИДОСЛОВ: ВИДОСЛОВ je саборник Епархије Захумско-херцеговачке и приморске који излази четрнаест година, од 1993.г., када је његово излажење у манастиру Тврдош покренуо епископ Атанасије (Јевтић) и благословио га. Ћирилицa на поклон: Типометар- је године покренуо пројекат чији је циљ да свима који желе да користе ћирилицу на рачунарима омогући да бесплатно добију квалитетна типографска писма. Реализацију овог пројекта и ове године подржао је Секретаријат за културу Скупштине града Београда. Најновије фонтове из акције Ћирилицa на поклон типографског писма Lovely BG аутора Јане Оршолић можете преузети бесплатно са сајта Типометра. Мисија и јединство заједничко сведо - чанство одвојених цркава? У амфитетатру Православног богословског факултета 26. августа свечано је отворен овајмеђународни скуп поздравним речима домаћина Његовог Преосвешетнства Епископа бачког Г. др Иринеја, декана ове - цењене у свету - високошколске институције, а затим и Његове Светости Патријарха српског Г. Иринеја. Свечаном отварању су присуствовали и Његово Прео свеште - нство Епископ хвостански Г. Атана - сије, викар Патријархов; монсињор др Андрија Копиловић, декан Като - личког института у Суботици; г. Драган Чуровић,државни секретар Министарства вера Републике Србије. 16
18 Патријарх српски Иринеј: Црква мора да буде савремена Млади људи увиђају безпутност, безидејност времена у коме живимо, траже један другачији пут и хвала Богу, многи га налазе у Цркви. Морамо наћи начин да са њима уђемо у савремен дијалог, каже првојерарх Српске православне цркве у интервјуу за Радио Златоусти Српске православне епархије шумадијске уочи освећења Светосавског храма у Крагујевцу. Патријарх московски и целе Русије Кирил: Слобода и одговорност - У потрази за хармонијом Присутнима се први обратио професор др Богољуб Шијаковић, министар вера, који је поредећи поруку Патријарха српског Павла: «Будимо људи» и поруку Патријарха Кирила: «Будимо одговорни», рекао: - Тек када постанемо одговорни према себи, тада ћемо моћи помоћи и другим људима око нас. обарањем свих рекорда гледаности постала својеврсни културолошки феномен који поред ТВ екрана сваке суботе окупи сваког другог грађанина Србије, од сељака на пијаци до академика, како каже аутор, за ову комедију са подтекстом мелодраме која говори о српском селу коме враћа достојанство и отвара искреност, љубав и топлину душе српског сељака. У свечаној сали Скупштине Београда урученa му је Вукова награда за годину, коју за изузетан допринос развоју културе у Србији и свесрпском културном простору додељује Културно-просветна заједница Србије. У гледању ТВ претекли смо и Американце Просечан гледалац наше земље проведе у току године више од пет сати дневно пред малим екраном, показују резултати истраживања компаније Религиозност српског народа је дубока Глумац, сценариста и редитељ Радош Бајић створио је «Село гори а баба се чешља» најгледанију серију у историји РТС. Истовремено, серија је са 17 Monastero Hilandar АГБ «Нилсен», која се бави мерењем гледаности телевизијског програма. С овим резултатом ушли смо у исто-
19 рију јер смо првипретекли чак и Американце, који су до сада држали рекорд. Према резултатима истраживања, прошле године је пробијена граница од 300 минута дневно (пет сати) проведених пред малим екранима. O единстве «Умоляю вас, братия, поступать достойно звания, в которое вы призваны», - пишет апостол Павел христианской общине в Эфесе (см.: Еф.4, 1-6). Он, «узник в Господе», пишет это послание из заключения. Достоверно неизвестно, в каком месте он находился в узах. Возможно, это было в Риме или в Кесарии, где апостол Павел провел в темнице два года, а может быть, в Эфесе, во время своего третьего путешествия, когда, довольно долго пребывая там, он попал в заключение. Важно другое - находясь в узах, страдая и терпя лишения, он называет себя «узником в Господе», потому что терпит все ради Христа и получает от Него укрепление. Будучи сам в узах, апостол озабочен единством христиaнcкoгo мира, пусть небольшого в то время, но состоявшего из общин, которые он с любовью создал и ревностно окормлял. В некоторых из этих общин происходит чтото неладное - разногласия, споры, противоречия и даже разделения. Поэтому уже в среде христиан того Padre Ciprian e Balkan Lovers времени остро встал вопрос о единстве. О каком звании говорит апостол? Призванные быть христианами должны поступать достойно своего звания. О том, как поступать, он объясняет дальше: «Со всяким смиренномудрием и кротостью и долготерпением, снисходя друг ко другу любовью). Так надо поступать, чтобы иметь единство в христианской среде, в какие бы времена и в каком бы месте это ни происходило. Споры, ссоры и разногласия возникают тогда, когда нет любви. А любовь пребывает там, где люди имеют снисхождение друг ко другу, терпя слабости и недостатки каждого. Смиренномудрствуя, те, кто имеет мудрость, а не только ученость или опыт, проявляют смирение. Терпя друг друга, мы кротко несем тяготы и немощи друг друга. Это и есть братская любовь, в которой мы становимся достойными нашего звания. Старайтесь «сохранять единство духа в союзе мира», - пишет апостол Павел ефесской общине. Только там, 18
20 где есть мир и союз, то есть единомыслие в этом мире, там - единый дух. Потому что «одно тело и один дух» (Еф. 4, 4). Апостол говорит здесь о Теле Христовом. Он обращается к христианам, к Церкви Христовой, которая и есть Тело Господа нашего Иисуса Христа. «Один Дух - Божий, и одно звание - 19 Il patriarca Kiril христиане, в которое вы призваны, - возвещает он своим братьям во Христе, - Один Господь, одна вера, одно крещение, один Бог и Отец всех, Который над всеми, и через всех, и во всех нас». Эти слова, которые прозвучали сегодня, можно было бы назвать гимном единству. Именно сегодня, в наше время, когда христианский мир раздирают противоречия, подобный гимн должен звучать в сердце каждого из нас. Какое свидетельство могут нести христиане окpyжaющeмy миру, когда внутри мирового христианства нет согласия? Не говоря о том, что нет согласия между различными христианскими конфессиями: католиками, протестантами, православными, но и внутри самих церквей или христианских сообществ тоже нет согласия. Нет согласия между общинами церковными, и часто нет его даже в одной христианской общине. Поэтому к нам, современным христианам, как нельзя более адресно обращено это послание. Апостол Павел умоляет ефесян снисходить друг ко другу. Это - ключ к христианскому единству. Всегда нужно снисходить и никогда не надмеваться и не указывать, уподобляясь фарисеям, которые «связывают бремена тяжелые и неудобоносимые и возлагают на плечи людям, а сами не хотят и перстом двинуть их» (Мф. 23, 4) Снисходить надо к немощам, слабостям, болезням, недостаткам и даже к грехам других. Снисходя к людям, надо не попускать им грешить,осуждая грех, но надо проявлять снисхождeниe к человеку, который рядом с нами таким должно быть наше делание Будьте снисходительны,терпите друг, друга; будьте кротки в своем познании и опыте: смиренно открывайте ровно столько, СКОЛЬКО доступно и понятно близкому вам человеку или тому, кто вас спрашивает. Тогда между вами будет союз мира, и откроется единство духа. Если же мы будем, недоумевая, спрашивать: «А какого он духа? А какого я духа?», то это значит, что нет единства духа, И что-то в нас не так. Дух, как и Церковь Христова, не может разде-
21 литься, потому что Христос не может разделиться. Даруя спасение, Христос распялся за всех и за каждого человека, не разделяя, кто лучше или хуже, кто более благочестив или менее, кто постится или не постится. За всех распялся Господь, ко всем снисходя в немощах, слабостях и грехах, чтобы вывести нас из этого состояния, даруя единство в Духе. Мы призваны прийти к единству Духа, соблюдая и сохраняя мир между нами. Тогда действительно нашему сердцу откроется, что Бог един, и мы сможем возвестить это, не противопоставляя себя никакой другой вере или традиции, но свидетельствуя, что православная вера и традиция имеет все, чтобы познать настоящего, подлинного, единого Бога. Нужно в своей вере и традиции жить так, чтобы люди, глядя на нас,прославляли нашего Отца Небесного (см.: Мф. 5,16), нужно нести мир, радость и благо всем, делая добро не только близким, но, может быть, и самым далеким от нас по вере людям. Тогда мы узнаем, что Бог действительно один, и что Он - Отец всех нас, и среди нас самих, православных христиан, станет реальным союз мира, любви, кротости, снисходительности и долготерпения. Священник Георгий Завершинский Из книги «О следовании за Христом» ΚΑΛΑ ΧΡΙΣΤΟΥΓΕΝΝΑ (Από την Φιλοκαλία Τόμος Ε, εκδ. Το Περιβόλι της Παναγίας, έτος 1993, Θεσσαλονίκη). Αυτή λοιπόν η θεία Αγίου Συμεών Αρχιεπισκόπου Θεσσαλονίκης Για την ιερή και θεοποιό προσευχή προσευχή, η επίκληση του Σωτήρα μας, το «Κύριε Ιησού Χριστέ, Υιέ του Θεού, ελέησόν με», είναι και προσευχή, και ευχή, και ομολογία της Πίστεως, που παρέχει το Άγιο Πνεύμα, είναι χορηγός θείων δωρεών, κάθαρση της καρδιάς, εκδίωξη των δαιμόνων, κατοίκηση μέσα μας του Ιησού Χριστού, πηγή πνευματικών εννοιών και θείων λογισμών, απολύτρωση από τις αμαρτίες, θεραπεία των ψυχών και των σωμάτων, χορηγός του θείου φωτισμού, βρύση του ελέους του Θεού, δωρητής θείων αποκαλύψεων και μυήσεων στον ταπεινό, και το μόνο σωτήριο, γιατί έχει το σωτήριο όνομα του Θεού μας, που είναι το μόνο όνομα που μας δόθηκε, το όνομα του Ιησού Χριστού, του υιού του Θεού, αφού δεν είναι δυνατό να σωθούμε με 20
22 κανένα άλλο όνομα, όπως λέει ο Απόστολος (Πράξ. 4, 12). Είναι εν πρώτοις προσευχή, γιατί με αυτή ζητούμε το θείο έλεος. Και ευχή, γιατί παραδίνομε τον εαυτό μας στο Χριστό με την επίκλησή Του. Και ομολογία, γιατί αυτό ομολόγησε ο Πέτρος και δέχτηκε το μακαρισμό του Κυρίου (Ματθ. 16, 16-17). Και παρέχει το Πνεύμα, γιατί κανένας δε λέει Κύριο τον Ιησού παρά μόνο με το Άγιο Πνεύμα (Α Κορ. 12, 3). Είναι και χορηγός θείων δωρεών, αφού γι αυτή την ομολογία υποσχέθηκε ο Il gruppo greco Ykariotikos Χριστός στον Πέτρο να του δώσει τα κλειδιά της βασιλείας των ουρανών (Ματθ. 16, 19). Και κάθαρση της καρδιάς, γιατί βλέπει και καλεί το Θεό, και καθαίρει αυτόν που Τον βλέπει. Και εκδίωξη δαιμόνων, γιατί με το όνομα του Ιησού Χριστού εκδιώχθηκαν και εκδιώκονται όλοι οι δαίμονες. Και κατοίκηση μέσα μας του Χριστού, γιατί με τη θύμησή Του ο Χριστός είναι μέσα μας και με αυτή είναι ένοικός μας, και 21 μας γεμίζει ευφροσύνη, όπως λέει και ο Ψαλμωδός: «Θυμήθηκα το Θεό και ένιωσα ευφροσύνη» (Ψαλμ. 76, 4). Και πηγή πνευματικών εννοιών και λογισμών, γιατί ο Χριστός είναι ο θησαυρός κάθε σοφίας και γνώσεως (Κολ. 2, 3), που τις χορηγεί σε όποιους κατοικεί. Και απολύτρωση από τις αμαρτίες, επειδή γι αυτή την ομολογία είπε στον Πέτρο ο Κύριος: «Όσα θα λύσεις, θα είναι λυμένα στον ουρανό» (Ματθ. 16). Και θεραπεία ψυχών και σωμάτων είναι η προσευχή αυτή, γιατί ο Πέτρος είπε: «Στο όνομα του Ιησού Χριστού σήκω και βάδισε» (Πράξ. 3, 6), καί: «Αινέα, σε θεραπεύει ο Ιησούς Χριστός» (Πράξ. 9, 34). Και χορηγός θείου φωτισμού, γιατί ο Χριστός είναι το φως το αληθινό (Ιω. 1, 9), και μεταδίδει τη λαμπρότητα και τη χάρη Του σ εκείνους που τον επικαλούνται όπως λέει και ο Ψαλμωδός: «Ας είναι η λαμπρότητα του Κυρίου και Θεού μας επάνω μας» (Ψαλμ. 89, 17), και ο Κύριος: «Όποιος με ακολουθεί, θα έχει το φως της ζωής» (Ιω. 8, 12). Και βρύση θείου ελέους, γιατί ζητούμε έλεος και ο Κύριος είναι ελεήμων και σπλαχνίζεται όλους όσοι τον επικαλούνται (Ψαλμ. 144, 8), καθώς αποδίδει το δίκαιο γρήγορα σ εκείνους που φωνάζουν προς Αυτόν (Λουκ. 18, 7). Και δωρητής θείων αποκαλύψεων και μυήσεων στους ταπεινούς, γιατί και η ίδια δόθηκε με αποκάλυψη του ουράνιου Πατέρα στον Πέτρο (Ματθ. 16, 17) που ήταν ένας ταπεινός ψαράς, ενώ ο Παύλος ανυψώθηκε στο όνομα του Χριστού και άκουσε αποκαλύψεις (Β Κορ. 12, 2), και πάντοτε ενεργεί με αυτό τον τρόπο. Και τούτο σημαίνει πως το
23 όνομα του Ιησού, είναι το μόνο σωτήριο, γιατί στο όνομα κανενός άλλου δεν μπορούμε να σωθούμε, όπως λέει ο Απόστολος (Πράξ. 4, 12), και Αυτός είναι ο σωτήρας του κόσμου, ο Χριστός (Ιω. 4, 42) γι αυτό και κατά την έσχατη ημέρα όλοι θα ομολογήσουν και θα υμνήσουν θέλοντας μη θέλοντας, ότι Κύριος είναι ο Ιησούς Χριστός για τη δόξα του Θεού Πατέρα (Φιλιπ. 2, 11). Τούτο είναι το σημείο της πίστεώς μας, αφού και είμαστε και ονομαζόμαστε Χριστιανοί, και είναι και η μαρτυρία ότι είμαστε του Θεού. Γιατί λέει ο Απόστολος (Α Ιω. 4, 3): «Κάθε πνεύμα που ομολογεί Κύριο τον Ιησού Χριστό που ήρθε με σάρκα ανθρώπου, είναι από το Θεό», όπως προείπαμε, και όποιο δεν το ομολογεί αυτό, δεν είναι από το Θεό, αλλά είναι από τον αντίχριστο, όποιο δηλ. δεν ομολογεί τον Ιησού Χριστό. Γι αυτό πρέπει όλοι οι πιστοί να ομολογούμε αδιάλειπτα τούτο το όνομα και για τη διακήρυξη της πίστεως, και για την αγάπη του Κυρίου μας Ιησού Χριστού, από την οποία τίποτε ποτέ δεν πρέπει να μας χωρίσει (Ρωμ. 8), αλλά και γιατί το όνομά Του παρέχει χάρη και άφεση και απολύτρωση και θεραπεία, αγιασμό και φωτισμό και προπάντων τη σωτηρία. Γιατί με αυτό το θείο όνομα οι Απόστολοι έκαναν και δίδαξαν μεγάλα και θαυμαστά. Και ο θείος Ευαγγελιστής λέει, (Ιω. 20, 31): «Αυτά έχουν γραφεί για να πιστέψετε ότι ο Ιησούς είναι ο Χριστός, ο Υιός του Θεού» -ιδού η πίστη- «και πιστεύοντας να έχετε ζωή στο όνομά Του» -ιδού η σωτηρία και η ζωή. [ ] Αυτή λοιπόν την ονομασία (του Ιησού Χριστού) ως προσευχή, ας λέει κάθε ευσεβής συνεχώς με το νου του και με τα χείλη, και όταν στέκεται και όταν βαδίζει και όταν κάθεται και όταν πλαγιάζει και ό,τι κι αν κάνει και λέει, και να βιάζει τον εαυτό του σε τούτο πάντοτε. Θα βρει έτσι πολύ μεγάλη γαλήνη και χαρά, όπως γνωρίζουν από την πείρα τους εκείνοι που φροντίζουν γι αυτή. [ ] Biroul de preså al patriarhiei române ne informeazå: În şedinţa săptămânală de lucru din ziua de 17 iunie 2010, desfăşurată în Sala Sinodală din Reşedinţa patriarhală sub preşedinţia Preafericitului Părinte Patriarh Daniel, Permanenţa Consi - liului Naţional Bisericesc a hotărât ca Patriarhia Română să prezinte un program pastoral şi social în vreme de criză economică spre analiză şi aprobare Sfântului Sinod în şedinţa de lucru din zilele de 6-7 iulie Pe lângă cele 335 de programe socialfilantropice derulate în prezent de 22
24 Biserica Ortodoxă Română la nivel naţional, programul pastoral şi social în vreme de criză economică propus de Patriarhia Română va avea trei direcţii principale: ajutorarea familiilor de vârstnici cu pensii mici; ajutorarea familiilor sărace cu mulţi copii, dar cu venituri mici; ajutorarea bolnavilor săraci. Acest program pastoral şi social al Patriarhiei Române se va derula la nivel de parohie, mănăstire, protopopiat şi centre eparhiale prin organizarea de noi cantine filantropice, colecte de alimente, îmbrăcăminte, alte produse de strictă necesitate şi bani cu scopul ajutorării categoriilor sociale cele mai afectate de criza economică din România. Congresul Mitropoliei Noastre În perioada 30 iunie - 4 iulie 2010, la sediul reşedinţei mitropolitane din Limours - Franţa, a avut loc Congresul Mitropoliei Orto doxe Ro - mâne a Europei Occidentale şi Meridionale. Miercuri, 30 iunie, a avut loc primirea participanţilor la reşedinţa mitropolitană şi înscrierea în grupurile de lucru, urmate de slujba vecerniei. Joi, 1 iulie 2010, după Sfânta Liturghie, a avut loc deschiderea Congresului de către Înaltpreasfinţitul Iosif, Mitro - 23 politul Ortodox Român al Europei Occidentale şi Meridionale. În cadrul lucrărilor au fost dezbătute teme precum 'Conştiinţa canonică în Biserică', 'Ortodoxie şi Occident, punct de vedere istoric', 'Importanţa rugăciunii în lumea secularizată'. Congresul s-a încheiat duminică, 4 iulie. Întâlnirea a avut ca obiectiv oferirea de răspunsuri comune, în acord cu adevărurile evanghelice şi cu provocările societăţii contemporane. Înaltpreasfinţitul Părinte Iosif, Mitro po - litul Ortodox Român al Europei Occidentale şi Meridionale a spus la incheierea lucrărilor: Noi încercăm ca prin acest Congres să împrospătăm o dată la doi ani cunoştinţele preoţilor şi credincioşilor în ceea ce priveşte exigenţele pastorale în zilele pe care noi le trăim aici, în Occident şi într-un fel să dăm răspunsuri comune sau să încercăm să dăm răspunsuri care să fie cât mai aproape de răspunsul evanghelic la ceea ce societatea în care noi trăim poate cere sau poate pune ca şi provocare credincioşilor noştri şi, bineînţeles, comunităţilor. Congresso della Mitropolia romena 2010, Limours (Francia)
25 Întâlnirea episcopilor ortodocßi din Fran a La Catedrala greacă Sfântul Ştefan din Paris s-a desfăşurat în luna iunie Şedinţa plenară a Adunării Episcopilor Ortodocşi din Franţa. Biserica Orto - doxă Română a fost reprezentată de Înaltpreasfinţitul Părinte Iosif, Mitro - politul Ortodox Român al Europei Occi dentale si Meridionale. S-a evocat munca de până acum a comisiilor, dar şi ce s-a întâmplat în ultimele săptămâni şi ultimele luni în Biserica Ortodoxă în lume am spune, universală. Printre acestea amintim vizita Patriarhului Con - stantinopolului la Moscova, viitoarea vizită din octombrie a Patriarhului Constantinopol în Ro - mânia, a spus Înaltpreasfinţitul Părinte Iosif. În cadrul întrunirii s-au abordat subiecte de interes comun pentru toţi ortodocşii din Franţa, printre care şi traducerea Sfintei Liturghii în limba franceză: În comisia teologică şi comisia liturgică se discută mult despre căsătoriile mixte dintre unii creştini ortodocşi şi creştini neortodocşi şi despre ce putem face în aceste cazuri. De asemenea, se discută la comisia mixtă despre traducerea în limba franceză a slujbelor ortodoxe. În comisia pastorală se discută despre pastorala tinerilor, pastorala pentru cei din închisori. Întrunirea a fost precedată de oficierea Sfintei Liturghii în Catedrala greacă Sfântul Ştefan din Paris. Festivalul Bucuriei, în Episcopia Italiei Episcopia Ortodoxă Română a Italiei împreună cu Asociaţia Nepsis - Italia, cu binecuvântarea Preasfinţitului Episcop Siluan, a organizat ediţia a II-a a Festivalului Bucuriei la sediul Episcopiei din Roma. Festivalul dedicat tinerilor cu vârste între 14 şi 25 de ani a debutat sâmbătă 5 iunie, prin cuvântul de salut al Preasfinţitului Părinte Siluan şi a continuat cu un recital de poezie, cântec şi muzică instrumentală, dansuri, piese de teatru şi scenete. Duminică, 6 iunie, festivalul a fost dedicat copiilor cu vârste între 6 şi 13 ani şi a început cu săvârşirea Sfintei Liturghii arhiereşti, urmată de un recital de cântec şi poezie religioasă şi de inaugurarea fondului de carte pentru copii al episcopiei. 24
26 Conferin å interna ionalå la Roma, organizatå de Comunitatea Sant Egidio Reprezentanţi ai Bisericii Ortodoxe şi ai Bisericii Catolice au participat, la Roma, la Conferinţa Internaţională cu titlul Săracii sunt comoara preţioasă a Bisericii - Ortodocşi şi Catolici pe drumul carităţii. Evenimentul este organizat de Comunitatea Sant Egidio şi reuneşte reprezentanţi ai Bisericilor din întreaga lume. Biserica noastră a fost reprezentată de o delegaţie condusă de Înaltpreasfinţitul Laurenţiu, Mitropolitul Ardealului. Mai multe detalii despre această Conferinţă aflăm de la Înaltpreasfinţia Sa: Manifestarea aceasta are un rol deosebit în a uni acţiunea celor două Biserici. Însă nu atât din punct de vedere teologic pentru că împărtăşim aceleaşi principii teologice, iar temeiurile scripturistice şi cele teologice trebuie implementate practic prin aceste instituţii pe care Biserica le are şi le coordonează. Se știe că nu există două Liturghii, ci una singură, ca slujire lui Dumnezeu şi a semenului aşa cum iubirea faţă de Dumnezeu este completată cu iubirea faţă de semeni. Alte informaţii despre întâlnire a oferit Preasfinţitul Siluan, Episcopul românilor ortodocşi din Italia: În cadrul aces - tei conferinţe intervin ierarhi ortodocşi şi catolici, în special ierarhi ortodocşi din România, din Bielorusia şi din Ucraina şi ierarhi de seamă catolici şi alte personalităţi ale Comunităţii din 25 Sant Egidio. În cadrul subtemei Cine-L iubeşte pe Dumnezeu, iubeşte săracii, se va da citire prezentării pregătite de Înaltpreasfinţitul Mitropolit Iosif al Mitropoliei Ortodoxe Române a Europei occidentale şi Meridionale pe tema Monahismul şi săracii. Această lucrare începe printr-o prezentare a monahismului în care se subliniază caracterul importanţei pe care îl are votul sărăciei în cadrul monahismului. Comunitatea Sant Egidio este o organizaţie laică înfiinţată în anul 1968 şi recunoscută de Sfântul Scaun în Ea a fost iniţiată de un grup de tineri ca asociaţie cu scopuri umanitare, în special asistenţă în căminele de bătrâni, în orfelinate, grădiniţele şi şcolile de la periferia marilor oraşe. Festivalul tineretului ortodox La Paris s-a desfăşurat, începând din 4 octombrie, Festivalul Tineretului Orto - dox. Timp de două zile, în cadrul pito - resc al Mănăstirii Notre Dame din Dour dan preoţi, medici, psihologi şi profesori au discutat pe marginea axiomei lui Socrate: Cunoaşte-te pe tine însuţi!, dar într-o manieră ortodoxă. Participanţii au analizat problematica omului sub diverse perspective: psihologic, corp uman, libertate şi ascultare. Mai multe informaţii a oferit corespondentul Radio TRINITAS în Franţa, Bogdan Vlaicu: În această seară începe la Paris acest festival prin participarea
27 tinerilor la o Vecernie în Catedrala ortodoxă sârbă Sfântul Sava din Paris. Sâmbătă dimineaţă ziua începe printrun marş către Mănăstirea Catolică Notre Dame de Louis, consacrată Maicii Domnului unde vor avea loc ateliere privind tema acestui festival care este Jos măştile! Omule, cine eşti tu?. Principalul invitat al festivalului este Înaltpreasfinţitul Iosif, Mitropolitul Ortodox Român al Europei Centrale şi Meridionale care va oficia Sfânta Liturghie, duminică dimineaţa, şi apoi va susţine conferinţa cu tema Omul, mască sau persoană. Concluziile vor fi extrase în după amiaza zilei de duminică de către părintele Marc Antoine de Beauregard, preot ortodox francez, protopop al Protopopiatului Ortodox Român al Franţei. La festival vor participa tineri de diferite origini etnice şi apartenenţe jurisdicţionale, francezi, români, ruşi, arabi ortodocşi, sârbi, greci şi este o dată pe an o ocazie deosebită ca toţi aceşti tineri care fiecare au parohiile lor în Paris să se întâlnească şi să aprofundeze credinţa lor împreună. Festivalul Tineretului Ortodox este o reuniune anuală de dezbatere, de rugăciune, de drumeţii şi de jocuri în aer liber într-un cadru festiv. Hanno collaborato alla redazione di questo numero: padre Mihai Mesesan, Radu-Dan Sabau, Nebojsa Veljic, Yulia Sudakova, Vasiliki Alexandrou, Gino Driussi Anche la stampa di questo numero è stata offerta da Adrian e Ileana Fulga 26
28 Programma Liturgico Ogni domenica ore 10:30 Divina Liturgia, chiesa Madonnetta (Lugano) 25 Dicembre 2010, ore 10:30 NATALE - Divina Liturgia con un programma di Sabato canti natalizi e l arrivo di Babbo Natale 6 Gennaio 2011, ore 10:30 EPIFANIA - Divina Liturgia e la grande Giovedì benedizione dell acqua 6 Gennaio 2011, ore 22:00 BOZIC - Divina Liturgia e la benedizione Giovedì del Badnjak (chiesa Sacro Cuore, Lugano) 7 Gennaio 2011, ore 10:30 BOZIC - Divina Liturgia Venerdì 19 Gennaio 2011, ore 10:30 BOGOJAVLJENJE - Divina Liturgia e la grande Mercoledì benedizione dell acqua 27 Gennaio 2011, ore Sveti Sava - Divina Liturgia Giovedì Seguirà la distribuzione dei regali per i bambini. I fedeli che desiderano continuare la tradizione della benedizione della loro casa nel Nuovo Anno sono pregati di avvisare in anticipo Padre Mihai. Per il sacramento della confessione e qualsiasi desiderio spirituale o sociale, Padre Mihai Mesesan è sempre a disposizione di tutti i fedeli e può essere contattato all indirizzo: Via Generale Guisan 13, CH 6900 Massagno Tel./fax: Natel: [email protected] Coloro che desiderano sostenere la nostra parrocchia possono farlo tramite il nostro conto postale: Comunità Ortodossa Elvetica, 6900 Lugano, Conto
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