RIDUZIONE DEI CLORURI E DEI SOLFATI

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1 Accordo Integrativo per la tutela delle risorse idriche del Basso Valdarno e del Padule di Fucecchio attraverso la riorganizzazione della depurazione del comprensorio del cuoio e del Circondario Empolese, della Valdera, della Valdelsa e della Val di Nievole ALLEGATO 7 RIDUZIONE DEI CLORURI E DEI SOLFATI Relazione Bilancio Salinità Aggiornamento Marzo 203

2 Definizione degli obiettivi. L Accordo Integrativo per la tutela delle risorse idriche del Basso Valdarno e del Padule di Fucecchio, attraverso la riorganizzazione della depurazione industriale del Comprensorio del Cuoio e di quella civile del circondario Empolese, della Valdera e della Valdinievole, firmato il giorno 8 Aprile 203, a fronte di una rimodulazione degli impegni finanziari dei soggetti sottoscrittori e del crono programma degli interventi, provvede a ridefinire gli obiettivi dell accordo facendo il punto sugli interventi già effettuati e sui risultati già ottenuti. Per quanto attiene l obiettivo della riduzione della salinità, dopo averne richiamato l impegno nell articolo 2, comma 4 lettera e, l accordo ne fissa i termini nell articolo 0, comma 3 lettere b c, con una riduzione per i cloruri non inferiore al 25%delle quantità stimate prima degli interventi e una riduzione dei solfati in maniera tale da ottenere una concentrazione nello scarico inferiore del 5% rispetto all attuale limite di legge. Non è possibile raggiungere questi obiettivi attraverso interventi diretti di depurazione economicamente compatibili, ma solo mediante l eliminazione di alcuni flussi che contribuiscono alla formazione della concentrazione della salinità negli scarichi. L obiettivo di riduzione delle quantità di salinità viene mantenuto per limitarne comunque l immissione nell ambiente, mediante tutto quello che è economicamente e tecnicamente possibile, malgrado che i valori di concentrazione nelle acque dell Arno a valle degli impianti del comprensorio risultino talmente bassi (es. cloruri < 200 mg/l) da rendere compatibile qualunque tipologia di riutilizzo dell acqua del fiume e malgrado che i parametri della salinità non diano nessun contributo negativo al raggiungimento dello stato di buono del fiume. Valori massimi di cloruri uguali a 200 mg/l, nelle condizione di minima portata,sono stati rilevati nel fiume Arno a valle del comprensorio del cuoio negli anni in cui ( )dalle industrie conciarie della zona si rilevava la massima quantità di salinità scaricata, sia in portata che in concentrazione (conc. media > 4.00 mg/l). Per poter seguire comunque l evoluzione delle quantità scaricate dalle attività conciarie e la qualità del fiume Arno a monte e a valle del comprensorio del cuoio è stato commissionato uno studio per il monitoraggio di questo parametro. I dati attuali registrano una notevole riduzione delle quantità scaricate soprattutto per la contrazione delle portate ma anche per una minore concentrazione di cloruri(ca 8%in meno)negli scarichi che ha contribuito a consolidare i dati molto buoni di concentrazione nel fiume Arno anche a valle del comprensorio del cuoio. 2

3 Bilancio della salinità prima degli interventi E stata effettuata una analisi dettagliata per individuare e definire quantitativamente i diversi contributi che concorrono alla presenza di elevate concentrazioni di cloruri negli scarichi degli impianti di depurazione conciari, esaminando le diverse tipologie produttive, le diverse fasi del processo di concia e del processo di depurazione dei reflui. Il bilancio di massa dei diversi flussi così ottenuto, allegato al precedente accordo, costituisce un riferimento di notevole importanza, non solo per avere la misura di confronto per valutare gli effetti degli interventi programmati ed effettuati, ma soprattutto perché ha consentito di individuare le strategie e le azioni da perseguire per raggiungere gli obiettivi richiesti. Per questo motivo si riporta integralmente di seguito lo sviluppo dell analisi effettuata elaborando i dati rilevati nel Contributi alla formazione di cloruri negli scarichi. Al momento dell analisi in ingresso agli impianti di depurazione del Comprensorio, in arrivo dalle fognature industriali, i cloruri avevano un valore di concentrazione di mg/l. Gli impianti non sono in grado di abbattere tale parametro, comunque in uscita si possono registrare valori più bassi del limite in ingresso, a seconda delle quantità di prodotti chimici aggiunte per la depurazione contenenti il cloruro e in rapporto alle quantità di scarichi civili e delle acque prelevate per la preparazione delle soluzioni e per il lavaggio delle tele dei filtri, che contribuiscono invece a diminuirne la concentrazione. Il monitoraggio effettuato nel 2005 rilevava in uscita dagli impianti valori medi di concentrazione di cloruri superiori a 4.00 mg/l. Nell elaborato che si riporta di seguito, sulla base dei dati di letteratura e di quelli ottenuti dalle sperimentazioni effettuate, vengono esaminati i diversi contributi alla salinità per le principali tipologie produttive e vengono verificati con quanto si osservava analiticamente allo scarico degli stessi insediamenti e in ingresso agli impianti di depurazione. Vengono altresì esaminate le possibilità di intervento nel ciclo conciario per la riduzione del tenore dei cloruri. 3

4 A) CUOIFICI E CONCERIE AL VEGETALE A CICLO COMPLETO (28% DELLO SCARICO COMPLESSIVO) Ogni Kg di pelle che entra in lavorazione presenta: - 3-4% in peso di sale superficiale in relazione alla provenienza geografica della pelle; - 5% in peso di sale imbevuto nelle pelli rapportato al peso della pelle grezza. Nel ciclo della concia al vegetale altri possibili fonti di immissione di sale derivano dalla operazione di addolcimento dell acqua prelevata dai pozzi e dalle impurezze presenti nei prodotti chimici impiegati. Viene infatti mediamente impiegato per la rigenerazione delle resine degli addolcitori,0 Kg di sale per ogni mc di acqua utilizzata nella lavorazione. Poiché per questa tipologia produttiva attualmente in media si usano 5 lt di acqua per Kg di pelle lavorata si ha:,0kg di sale x 0,05 mc di H 2 O x Kg di pelle = 0,05 Kg di sale x Kg di pelle. Con i prodotti chimici, sotto forma di impurezza, entrano circa 0,005 Kg di sale per Kg di pelle. Complessivamente per Kg di pelle lavorata si ha la seguente distribuzione: - 0,035 Kg di sale superficiale - 0,50 Kg di sale imbevuto nella pelle, rilasciato nelle diverse fasi - 0,020 Kg di sale per gli altri ingressi Totale 0,205 Kg di sale per Kg di pelle. Tenuto conto che un Kg di pelle viene lavorata con 5 lt di acqua si ottiene una salinità di: 0,205 Kg di sale x Kg di pelle x 0 6 /5 lt = ppm Da cui si ricava il valore dei cloruri nello scarico delle concerie al vegetale espressi come concentrazione di Cl -, tenendo conto del fattore di conversione (0,6) per passare da cloruro di sodio a cloruri x 0.6 = ppm 4

5 Si può verificare che il valore calcolato è effettivamente in linea con la media dei valori rilevati analiticamente nello scarico delle concerie al vegetale. L eventuale intervento di spazzolatura e scuotimento meccanico delle pelli, può eliminare, tenendo conto del rendimento ottenuto sperimentalmente dell 80%, le seguenti quantità: 0,035 Kg di sale x 0,8 = 0,028 Kg di sale x Kg di pelle il rapporto sul totale è : 0,028/0,205 = 0,3 Risulta quindi un abbattimento massimo teorico del 3% del totale determinando così un valore nello scarico finale: x 0.87 = 7.34 mg/lt B) CONCERIE AL CROMO CON CICLO COMPLETO (42% DELLO SCARICO COMPLESSIVO) Come per le concerie al vegetale, per ogni Kg di pelle che entra in lavorazione si ha: - 0,035 Kg di sale superficiale - 0,50 Kg di sale assorbito e rilasciato durante la lavorazione Dall operazione di addolcimento delle acque usate tenendo conto che per un Kg di pelle questa tipologia impiega lt di acqua, si ottiene:,0 Kg/ mc x 0,0235mc x Kg di pelle = 0,0235 Kg di sale x Kg di pelle tenendo conto delle impurezze dei prodotti chimici la quantità diventa a 0,0285 Kg di sale per Kg di pelle. Nella concia al cromo viene inoltre effettuata l operazione di pichel che richiede l uso di sale in media pari al 5% del peso della pelle grezza lavorata. Ciò costituisce un ulteriore ingresso che comporta nello scarico, attraverso le fasi successive, 0,05 Kg di sale per Kg di pelle. Riepilogando per le concerie al cromo si hanno i seguenti contributi di salinità nello scarico: 5

6 - 0,035 Kg di sale superficiale - 0,50 Kg di assorbito - 0,050 Kg di sale dall operazione di pichel - 0,0285 Kg di sale da altri ingressi Totale 0,2635 Kg di sale per Kg di pelle. Tenuto conto che un Kg di pelle grezza viene lavorata con ca. 23,5 lt di acqua si ottiene la seguente concentrazione nello scarico Kg x Kg pelle 0 6 /23,5 lt x Kg pelle =.23 ppm. Come concentrazione di cloruri nello scarico si ottiene:.23 x 0,6 =6.723 ppm. i - Con l operazione di spazzolatura delle pelli si ottiene un abbattimento di : 0,035 Kg sale x Kg pelle x 0,8 = 0,028 Kg di sale x Kg di pelle Tale quantità rappresenta il 0,6% del totale (0,028/0,2635 x 00); l operazione porterebbe ad un valore nello scarico della conceria a cromo di : x 0,894 = 6.00 ppm. ii - Effettuando l operazione di riciclo dei bagni di pichel, tenendo conto che la pelle durante il piclaggio assorbe il 50% circa del sale impiegato, per poi rilasciarlo nelle fasi successive, può essere recuperata al massimo la metà del sale impiegato. Se si considera poi che il bagno di pichel non può essere riciclato interamente, ma ha bisogno di uno spurgo ciclico, il rendimento dell operazione scende all ottanta per cento. Pertanto la quantità massima recuperabile rappresenta il 40% del sale impiegato (0,5 x 0,8 = 0,4). Si ottiene perciò: sale usato: 0,05 Kg / Kg di pelle sale recuperato: 0,05 x 0,4 = 0,02 Kg di sale / Kg di pelle % abbattimento : 0,02/0,2635 = 0,076, ovvero 7,6% 6

7 Poiché le aziende che fanno pichel nel comprensorio rappresentano ca. il 40% del totale dello scarico un eventuale recupero del pichel può abbattere al massimo il 3% del totale (7,7 x 0,4). C) CONCERIE CHE LAVORANO PELLI SEMICONCIATE (30% DELLO SCARICO COMPLETO) Questa tipologia produttiva, pur non effettuando l operazione di pichel, ha uno scarico non a norma di legge per quanto riguarda i cloruri. La concentrazione nello scarico ha origine dalla salinità ancora presente nelle pelli semiconciate, che viene poi rilasciata nelle fasi successive di lavorazione e da quella derivante dalle operazioni di addolcimento delle acque. Infatti, come può essere ricavato dalla letteratura (cfr. diagramma in calce all elaborato), un Kg di pelle grezza rilascia 0,02 Kg di sale nelle operazioni che vanno dalla riconcia alla tintura ed ingrasso. Poiché ogni Kg di pelle semiconciata deriva da circa 2,5 3 Kg di pelle grezza, si ottiene 0,03 Kg di sale ogni Kg di pelle semiconciata lavorata. Tenendo conto che Kg di pelle semiconciata richiede per la lavorazione in media 2 3 lt di acqua, dall operazione di addolcimento derivano le seguenti quantità: Kg di sale x 0,02 mc di acqua = 0,02 Kg di sale/ Kg di pelle semiconciata Riepilogando si ha: - 0,03 Kg di sale/ Kg di pelle rilasciato durante le lavorazioni - 0,02 Kg di sale / Kg di pelle dall operazione di addolcimento Totale 0,042 Kg di sale scaricato x Kg di pelle. Si ottengono le seguenti concentrazioni: da cui 0,042 x 0 6 /2 lt = ppm di salinità x 0,6 =2.00 ppm di cloruri 7

8 In questa tipologia produttiva non è possibile fare nessun tipo di recupero. D) CALCOLO DEI VALORI IN INGRESSO ALL IMPIANTO Tenendo conto della quantità relativa dello scarico delle tre tipologie esaminate (cuoifici 28%, concia al cromo 42%, lavorazione del semiterminato 30% dello scarico totale) si possono ottenere i valori dello scarico totale equalizzato in ingresso all impianto nella situazione attuale: x 0, x 0, x 0,3 = ppm Questa rappresenta la concentrazione di cloruri in ingresso agli impianti industriali in assenza di scarichi civili, valore che rientra nell intervallo di concentrazioni reali analizzate. Dopo la miscelazione con gli scarichi civili, le acque meteoriche e le acque di servizio, che attualmente sono convogliate agli impianti, considerando una concentrazione media di questi flussi pari a 250 ppm, si ottiene: 5.750ppm x mc + 300ppm x / mc = ppm Questa rappresenterebbe la concentrazione in uscita dagli impianti in assenza del contributo dovuto ai prodotti chimici clorurati utilizzati nel ciclo di depurazione. Vengono infatti impiegati sali di ferro ed alluminio per le coagulazioni, acido cloridrico e cloruro ferroso per la reazione di Fenton. Il contributo di questa aggiunta è calcolato e verificato analiticamente in ppm nello scarico finale. La concentrazione reale nello scarico finale risulta di : 3.550ppm ppm = ppm 8

9 I dati così calcolati e stimati sono assolutamente in linea con i valori medi effettivamente analizzati nello scarico finale degli impianti di depurazione e confermano quindi pienamente la bontà delle stime effettuate. * * * 9

10 ELABORAZIONE E RIEPILOGO DEI DATI ) Il quantitativo annuo di Cl (-) scaricato dagli impianti risulta: 4.00 ppm x mc.anno/0 6 = ton/anno Se si considerano circa 330 giorni di funzionamento all anno si ottiene: ton/330g = 25ton/g di Cl (-) ovvero 20 ton/giorno di NaCl 2) Il quantitativo annuo di cloruri derivanti dalla depurazione risulta: 550 ppm x mc /0 6 x 330g = 7 ton/giorno di Cl - e quindi 7 ton/giorno/06 = 28 ton/giorno di NaCl 3) Il contributo dei flussi non industriali attuali può essere stimato in: 300 ppm x mc /0 6 x 330g = 4 ton/giorno pari a 7 Ton di NaCl 4) Il quantitativo derivante dalle acque industriali ammonta quindi a circa 75 ton/giorno, come risulta anche dal seguente calcolo: ppm x mc/0 6 = ton/anno di Cl /330giorni 04,5 ton/g di Cl - ovvero 74 ton/giorno di NaCl 5) I quantitativi di sale derivanti dalle acque industriali sono così distribuiti, tenuto conto delle

11 diverse tipologie produttive: - Cuoifici al vegetale 0,28 x mc = mc - Cromo dal pelo 0,42 x mc = mc - Pelli semiconciate 0,30 x mc = mc a) contributo del sale superficiale: 0,3 x x ,06 x x /0 6 / 330 = 0,8 ton/giorno ovvero: 0,8/0,6 = 8 ton/giorno di NaCl b) Contributo delle salamoie utilizzate per rigenerare le resine degli addolcitori dell acqua di lavorazione nelle diverse tipologie produttive: - Nei cuoifici il contributo (0,05/0,205) rappresenta il 0,0732 del totale. - Nelle aziende al cromo a ciclo completo il contributo (0,0235/0,2635) rappresenta il 0,0892 del totale. - Nelle aziende che lavorano prodotti semiconciati il contributo rappresenta (0,02/0,042) il 0,286 del totale. Pertanto si ottiene: 0,0732 x 8.200ppm x mc + 0,0892 x 6.723ppm x mc + 0,286 x 2.00ppm x mc/0 6 / 330g = ton/giorno di Cl - ovvero: /0,6 = 8,3 ton/giorno di NaCl c) Il contributo della fase di pichel risulta: 0,05 : 0,2635 = 0,898 Considerando le tipologie di aziende che fanno questo tipo di operazione si ha: 0,898 x 6.723ppm x mc/0 6 / 330g = 9,7 ton/giorno di Cl (-) ovvero: 9,7/0,6 = 6 ton/giorno di NaCl

12 Questo quantitativo (6 ton/giorno) rappresenta la quantità di sale aggiunto complessivamente nella fase di pichel. Siccome è possibile recuperare solo il 40% (vedi paragrafo precedente) del quantitativo usato risulta una possibilità di recupero massima di : 6 ton/giorno x 04 = 4 ton/giorno d) La restante parte (esclusi i precedenti contributi) è stimata in circa 30 ton/giorni. Questi quantitativi sono rilasciati in quota parte in tutte le fasi del ciclo produttivo (vedi istogramma riportato in calce). L unica fase di lavorazione dalla quale teoricamente si potrebbe pensare di tentare un recupero di sale è rappresentata dalla prima operazione effettuata in conceria, il così detto rinverdimento delle pelli, che presenta la maggiore concentrazione di cloruri (20-30 g/l di Cl -,pari a g/l di NaCl). Tale fase quantitativamente rappresenta circa il 6% dello scarico complessivo dell azienda. Considerato che il rinverdimento viene effettuato solamente nelle concerie al vegetale e al cromo a ciclo completo, che rappresentano uno scarico complessivo di mc/anno ( ), i quantitativi massimi di acque di rinverdimento eventualmente da trattare risultano: mc/anno x 0,06/330giorni = 760 mc/giorno Il quantitativo teorico di sale contenuto in queste acque distribuite in circa 250 aziende, risulta: 760 mc/giorno x 40Kg = 30ton/giorno Ipotizzando un recupero capillare in tutte le 250 aziende attraverso una depurazione-purificazione delle acque salate mediante cristallizzazione del cloruro di sodio, tenuto conto dei rendimenti di reazione, delle inevitabili perdite e degli spurghi da effettuare si deve considerare una resa complessiva per il recupero non superiore al 70%, pertanto la quantità massima di sale recuperabile, coinvolgendo tutte le 250 aziende produttive, a fronte di notevoli costi di investimento e di gestione, risulterebbe al massimo di: 30 ton/giorno x 0,7 = 2 ton/giorno

13 * * *

14 TABELLE RIASSUNTIVE DEI DATI PER IL BILANCIO DELLA SALINITÀ Tabella n. Valori dello scarico Scarico industriale 60% mc Scarico civile meteorico e servizi 40% mc Scarico complessivo 00% mc Concerie al vegetale 28% mc Concerie al cromo 42% mc Concerie semilavorato 30% mc Tabella n 2. Concentrazione di Cl - negli scarichi Concerie al vegetale mg/l Concerie al cromo mg/l Concerie semilavorato 2.00 mg/l Concentrazione finale acque industriali mg/l Concentrazione altri flussi 300 mg/l Contributo prodotti per la depurazione 550 mg/l Concentrazione finale scarico impianti 4.00 mg/l Tabella n 3. Distribuzione della salinità negli scarichi Tipologia Quantità (ton/giorno) % sul totale % industriale Sale totale scaricato Sale dagli altri flussi 7 3,5 4,0 Sale dai prodotti per la depurazione 28 3,3 6,0 Sale dallo scarico industriale 75 83,2 00 Tabella n 4. Diversi contributi alla salità presente negli scarichi industriali Tipologia Quantità (ton/giorno) % totale 20 e Sale superficiale nelle pelli 8 8,6 0,3 4 6,8 Sale scaricato nel pichel 8 3,8 4,6 6,4 3 Sale dagli addolcitori e dai 2 0,0 2,0 9 9, sul % Industriale 75 ton/g Quantità teorica recuperabil % Teorica recuperabile sul totale chemicals Sale imbevuto nelle pelli * 28 60,9 73, - - * di cui sale nel rinverdimento Per formare le 20 ton/g di NaCl complessivamente scaricate, si devono sommare le 28ton/g che

15 derivano dai prodotti aggiunti nel ciclo di depurazione e le 7 ton/g che derivano dagli scarichi civili. Le prime con gli interventi previsti nell accordo possono essere eliminate ottenendo una riduzione del 3,3% del totale scaricato. SITUAZIONE ATTUALE (dati espressi come tonnellate di NaCl) reagenti chimici pellame grezzo industrie conciarie acque reflue domestiche ((7ton 75 ton. impianti di depurazione 20 ton. corpo idrico acque prelevate dal sottosuolo tratt. di addolcimento rigenerazione resine 2 tonnellate trattamenti terziari 28 tonnellate Ottenimento dell obiettivo di riduzione dei cloruri Dall esame dei bilanci di materia dei diversi flussi, contenuti nella relazione analitica effettuata nel 2005, si possono evidenziare due contributi del tutto rilevanti costituiti dal sale utilizzato nei trattamenti terziari nel ciclo di depurazione degli impianti e quello impiegato per preparare la salamoia per il contro lavaggio delle resine a scambio ionico, utilizzate per l addolcimento dell acqua emunta dal sottosuolo al fine di renderla compatibile all uso nella lavorazione conciaria. Gli interventi di razionalizzazione della depurazione previsti nell accordo consentiranno di eliminare gli attuali trattamenti finali con sali di ferro, mentre la realizzazione dell acquedotto industriale dai reflui civili depurati darà origine alla progressiva eliminazione degli attuali trattamenti dell acqua di falda con resine a scambio ionico. A progetto ultimato l eliminazione di questi due flussi determinerà una riduzione delle quantità di NaCl del 23% corrispondente a 49 ton/g scaricate in meno nel corpo idrico superficiale. Oltre a questi quantitativi, i cloruri potranno essere ridotti attraverso alcuni interventi a pie di

16 fabbrica che vanno dalla eliminazione, mediante accordi con i venditori di prodotti chimici, delle quantità di sale usato come taglio dei chemicals, alla possibilità di sostituire alcuni prodotti ad elevato contenuto salino e alla possibilità di far effettuare alle aziende alcune operazioni di riciclo o recupero del sale. Dai dati rielaborati è possibile stimare con questi interventi a pie di fabbrica una riduzione dei cloruri scaricati dalle aziende di almeno 8% pari a oltre 6 ton/g di NaCl in meno. L obiettivo previsto dall Accordo di Programma della riduzione di almeno il 25% della quantità di NaCl scaricata sarà sicuramente raggiunto mediante la somma dei contributi di tre diverse linee di interventi: eliminazione dei trattamenti terziari utilizzati nei depuratori industriali; sostituzione dei sistemi di addolcimento delle acque prelevate dalla falda; sostituzione di alcuni prodotti e operazioni di recupero a pie di fabbrica. Interventi effettuati e risultati ottenuti fino ad oggi In attesa di poter effettuare gli interventi sugli impianti previsti nell Accordo di Programma, sono state sviluppate alcune azioni tese alla riduzione dei cloruri nello scarico delle aziende. Particolarmente interessante ed efficace è risultata la sperimentazione condotta dal Polo Tecnologico Conciario relativamente alla caratterizzazione di alcuni prodotti utilizzati nel ciclo conciario con elevate concentrazione di cloruri e alla possibilità della loro eventuale sostituzione con reattivi a minore contenuto salino. La ricerca è ancora in corso, ma ha già individuato una serie di prodotti da proporre alle aziende. I risultati fino ad oggi ottenuti dal Polo Tecnologico sono stati pubblicizzati e documentati presso le aziende unitamente alle diverse possibilità di recupero o riciclo tese alla possibile riduzione dei cloruri nello scarico di lavorazione. Per fare si che tale promozione risultasse efficace sono state elaborate nuove tariffe interne per la ripartizione dei costi del servizio di depurazione tra gli utenti degli impianti che introducono un parametro penalizzante in funzione della concentrazione di cloruri presente nello scarico dell azienda. Le motivazioni economiche, oltre che quelle regolamentari, hanno indotto le imprese ad adottare progressivamente alcune delle indicazioni elaborate e proposte per la riduzione dei cloruri. In questi ultimi anni infatti il continuo monitoraggio delle aziende ha rilevato una lenta ma progressiva diminuzione delle concentrazioni di cloruro negli scarichi, che complessivamente si può ovviamente riscontrare anche nell effluente finale degli impianti di depurazione.

17 Queste iniziative, che devono ancora raggiungere il massimo risultato possibile, fino ad oggi hanno prodotto una riduzione della concentrazione media di cloruri scaricata stimata in almeno il 7%. A testimonianza della minore concentrazione scaricata dagli impianti, rilevata dai controlli effettuati dall ARPAT, la Provincia di Pisa, in occasione dell ultimo rinnovo dell autorizzazione allo scarico, visti i nuovi valori medi repertati, ha diminuito il limite ammesso dei cloruri nello scarico a mg/l. Il limite prescritto nell autorizzazione risulta sensibilmente inferiore a quanto precedentemente stabilito dalla Regione Toscana che, tenuto conto che i valori di concentrazione di cloruri nel fiume Arno a valle del comprensorio del cuoio risultavano sempre inferiori a 200 mg/l, ha deliberato nel giugno del 992, per gli impianti del comprensorio, limiti in deroga per i cloruri e solfati, rispettivamente mg/l e 800 mg/l, in relazione alla effettiva concentrazione presente in quel periodo negli scarichi degli impianti come rilevato e certificato dai collaudi funzionali. *** Ottenimento dell obiettivo di riduzione dei solfati La sperimentazione avviata in collaborazione con il Polo Tecnologico Conciario per la riduzione dei cloruri mediante la sostituzione dei prodotti utilizzati nel ciclo conciario a elevato contenuto salino, ha come ulteriore obiettivo la riduzione dei solfati mediante l individuazione di prodotti alternativi a quelli attualmente utilizzati, contenenti elevate concentrazioni di questo sale. Tali interventi consentiranno di ridurre la concentrazione dei solfati negli scarichi delle aziende in linea con quanto richiesto dall accordo. La sperimentazione effettuata su impianti pilota che riproducono i trattamenti previsti nel progetto sul liquame che alimenterà i depuratori del comprensorio, ha comunque dimostrato che i valori di concentrazione di solfati nello scarico finale non supereranno mai il limite di 800 mg/l, quindi ampiamente entro il valore limite previsto dal d.lgs. 3 Aprile 2006, n.52 (.000 mg/l) e in linea a quanto richiesto dagli obiettivi dell accordo. *****

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