Elastomeri Termoplastici Poliuretanici (TPU)

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1 Elastomeri Termoplastici Poliuretanici (TPU) Elastollan proprietà del materiale Informazioni tecniche

2 Sommario Introduzione Struttura chimica Proprietà fisiche Comportamento meccanico Rigidità 7 Prova alla penetrazione, durezza Shore 9 Temperatura di trasizione vetrosa Modulo di elasticità tangenziale 11 Resistenza alla trazione 14 Resistenza allo strappo 21 Prova di trazione statica nel tempo 22 Prova statica di compressione 24 Resistenza all urto 24 Abrasione 25 Frizione 25 Comportamento termico 26 Dilatazione termici 26 Deformazione termica 27 Temperatura di rammollimento Vicat (VST) 27 Temperatura di distorsione al calore (HDT) 28 Dati termici 29 Effetto della temperatura per lungo tempo 3 Permeabilità ai gas e vapori Comportamento elettrico Formazione di tracce di dispersione 33 Rigidità dielettrica 33 Resistenza superficiale 33 Resistività di volume 34 Costante dielettrica 34 Fattore di perdita dielettrica 34 2

3 Sommario Proprietà chimiche Rigonfiamento Resistenza a agenti chimici Acidi e soluzioni alcaline 36 Idrocarburi saturi 36 Idrocarburi aromatici 36 Olii e grassi 37 Solventi 37 Resistenza ai micro-organismi Resistenza all idrolisi Resistenza all irradiazione Radiazione UV 4 Irradiazione ad alta energia 4 Resistenza all ozono Comportamento all incendio 4 41 Sistemi qualità Indice analitico

4 Introduzione Elastollan è il marchio depositato del nostro elastomero poliuretano termoplastico (TPU) il quale è disponibile con durezze da 6 Shore A fino A 74 Shore D. Questi materiali si distinguono per la combinazione delle seguenti proprietà: alta resistenza all usura e all abrasione alta resistenza alla trazione e allo strappo eccellente capacità di ammortizzamento ottima flessibilità a basse temperature alta resistenza a olii, ai grassi, all ossigeno e all ozono. 4

5 Struttura chimica Elastollan è formato essenzialmente dalla reazione di tre componenti: 1. polioli (dioli a catena lunga) 2. diisocianati 3. dioli a catena corta I polioli e i dioli a catena corta, reagiscono tramite poliaddizione con i diisocianati per formare il poliuretano lineare. I segmenti flessibili sono il risultato della reazione tra polioli e diisocianati. Dalla combinazione tra i diisocianati e i dioli a catena corta risulta il componente rigido (segmento rigido). Nella fig. 1 è rappresentata la catena molecolare del poliuretano termoplastico. Le proprietà del prodotto dipendono dalla natura del materiale vergine, dalle condizioni con le quali avvengono le reazioni e dai quantitativi del materiale base. I polioli utilizzati hanno una significativa influenza in certe proprietà del poliuretano termoplastico. Nella produzione dell Elastollan vengono utilizzati polioli a base poliestere (tipi B, C, S, 5 e 6) oppure polioli a base polietere (tipi 1). I prodotti ottenuti si distinguono fra di loro dalle seguenti caratteristiche: Polioli a base poliestere: ottimo comportamento meccanico ottima stabilità dimensionale al calore ottima resistenza ai olii minerali. Polioli a base polietere: ottima resistenza all idrolisi buona flessibilità a basse temperature resistenza ai microorganismi. Oltre ai principali componenti sopra indicati, molti tipi di Elastollan contengono additivi che facilitano la produzione e il processo di trasformazione. Ulteriori additivi possono essere utilizzati al fine di migliorare le proprietà del pezzo finito. Questi additivi possono essere del tipo: distaccante, ritardante la fiamma, stabilizzante-uv e plastificante; per incrementare la rigidità vengono utilizzate fibre di vetro (RTPU, Elastollan tipo R). Struttura del poliuretano termoplastico Segmento flessibile Segmento rigido Segmento flessibile Segmento rigido = Residuo diolo a catena lunga (estere/etere) = Residuo diolo a catena corta = Residuo diisocianato = Gruppo uretano Fig. 1 5

6 Comportamento meccanico Le proprietà fisiche dell Elastollan sono ricavate in base ai risultati ottenuti dalle prove la cui metodologia è qui di seguito illustrata. I valori tipici di questi test sono descritti nella nostra brochure «Elastollan gamma dei tipi» e in singole schede tecniche. I test sono effettuati su piastrine ottenute con stampaggio per iniezione, utilizzando del granulato precedentemente essiccato prima della trasformazione. Prima di effettuare i test i campioni vengono condizionati per 2 ore a C, e poi vengono immagazzinati per almeno 24 ore a 23 C con il 5% di umidità relativa. I valori ottenuti non sono sempre collegati alle proprietà dei particolari finiti. I fattori qui di seguito riportati influenzano le proprietà fisiche: disegno costruttivo del pezzo condizioni di produzione e trasformazione orientamento delle macromolecole e della carica tensioni interne umidità ricottura. Per questa ragione i particolari finiti devono essere testati in relazione alle applicazioni a cui sono destinati. 6

7 Comportamento meccanico Rigidità Grazie alla versatilità della chimica dei poliuretani è possibile produrre Elastollan con un campo di rigidità più ampio. La fig. 2 rappresenta il campo del modulo di elasticità E del TPU e del RTPU confrontato con altri materiali. Il modulo di elasticità E è determinato dalla prova alla trazione secondo le norme DIN EN ISO 527-2, utilizzando una provetta di tipo A secondo le norme DIN EN ISO 3167 ad una velocità di tensione di 1 mm/min. Dalla pendenza iniziale della curva sforzo-deformazione viene calcolato il modulo di elasticità come rapporto sollecitazione/allungamento. Il modulo di elasticità delle materie plastiche dipende dai seguenti parametri: temperatura contenuto di umidità orientamento delle macromolecole e della carica velocità e durata della sollecitazione forma geometrica della provetta attrezzatura per la prova. Dalla fig. 3 alla 5 sono rappresentati i moduli di elasticità di alcuni tipi di Elastollan in funzione della temperatura. I moduli di elasticità E ottenuti dalla prova alla trazione sono preferibili a quelli ottenuti dalla prova alla flessione, in quanto nella prova alla trazione la distribuzione della sollecitazione attraverso la provetta è costante sulla lunghezza pertinente. Modulo di elasticità E del TPU e del RTPU confrontato con altri materiali PE PC Al St PVC PA Gomma ABS TPU/RTPU 1 Modulo di elasticità E [MPa] Fig. 2 7

8 Comportamento meccanico Rigidità Modulo di elasticità E in funzione della temperatura per Elastollan a base poliestere Modulo di elasticità E [MPa] C 64 D C 95 A C 85 A Fig. 3 Temperatura [ C] Modulo di elasticità E in funzione della temperatura per Elastollan a base polietere Modulo di elasticità E [MPa] 1164 D 1195 A 1185 A Fig Temperatura [ C] Modulo di elasticità E in funzione della temperatura per Elastollan rinforzati con fibre di vetro Modulo di elasticità E [MPa] R 3 R 2 R Fig Temperatura [ C] 8

9 Comportamento meccanico Prova alla penetrazione, durezza Shore La durezza degli elastomeri come l Elastollan viene determinata con Shore A e Shore D secondo le norme DIN 5355 (ISO 868). La durezza Shore rappresenta la resistenza di un materiale alla penetrazione di un tronco di cono (Shore A) oppure di un cono con punta arrotondata (Shore D) con una forza ben determinata. La durezza è determinata con un numero da a e con le scale A o D. Più alto è il valore ottenuto, più alta è la durezza. La scala A determina i prodotti morbidi, mentre la scala D determina i prodotti rigidi; tuttavia i vari prodotti si possono sovrapporre. Nella fig. 6 è rappresentato un confronto di Elastollan con durezza Shore A e D. In generale non esiste una relazione tra le scale Shore A e D. I tipi di Elastollan in condizioni atmosferiche standart (23 C, 5% umidità relativa) hanno una durezza da 6 Shore A a 74 Shore D. Relazione delle durezze Shore A e Shore D Durezza Shore A Fig Durezza Shore D La durezza Shore decresce all innalzarsi della temperatura. Nella fig. 7 è rappresentata la variazione della durezza Shore in funzione della temperatura per vari tipi di Elastollan. Influenza della temperatura sulla durezza con tipi Elastollan a base poliestere 9 Fig. 7 Durezza [Shore D] C 8 A C 64 D C 95 A Temperatura [ C] 9

10 Comportamento meccanico Temperatura di transizione vetrosa Per temperatura di transizione vetrosa o temperatura di congelamento (Tg), di un materiale plastico, si intende la transizione vetrosa di una zona amorfa da un condizione di fragilità a una condizione viscosa-elastica o gommosa-elastica. La transizione vetrosa dipende dalla temperatura o piuttosto da una porzione di un materiale amorfo e ha luogo entro un intervallo di temperatura più o meno ampio. Quanto maggiore è la porzione amorfa (prodotto Elastollan morbido) minore è la transizione vetrosa e il restringimento è l intervallo della temperatura. Per determinare la temperatura di transizione vetrosa, esistono vari metodi di verifica, ognuno di loro produce differenti valori assoluti che dipendono dalle condizioni dei test. Con test dinamici si ottengono valori di temperatura più elevati che con test statici. E anche importante la misura del materiale antecedente. In questo modo per poter comparare la temperatura di transizione vetrosa di differenti prodotti occorre sciegliere metodi e condizioni uguali. Nella fig. 8 è rappresentata la temperatura di transizione vetrosa di alcuni tipi di Elastollan, utilizzando il metodo «calorimetro dinamico differenziale a flusso termico» (DSC) con una velocità di riscaldamento di k/min. Il Tg era valutato in base alla curva che è la zona di transizione inclinata in base alle norme DIN 57. I moduli di elasticità tangenziale e le curve di ammortizzamento rappresentati dalla fig. 9 alla fig. 14, permettono di definire il Tg in base all ammortizzamento massimo. Poichè questo é un test dinamico, i Tg eccedono quelli ottenuti con misure in DSC. Temperatura di transizione vetrosa (Tg) con DSC a K/min 5 4 Tg [ C] 3 2 C 85 A C 95 A C 64 D 1185 A 1195 A 1164 D Tipi di Elastollan Fig. 8

11 Comportamento meccanico Modulo di elasticità tangenziale Il test di fatica alla torsione secondo le norme DIN EN ISO è usato per determinare il comportamento elastico di un materiale polimero ad un carico dinamico torsionale in funzione di un intervallo di temperatura. In questo test, la provetta è stimolata ad una vibrazione torsionale libera. L angolo torsionale è mantenuto abbastanza basso per impedire una deformazione permanente. Con i parametri specifici indicati nella norma, risulta una frequenza da,1 a Hz con un aumento della temperatura. Durante la fase di rilassamento si registra l oscillazione sinusoidale decrescente. Da questa curva decrescente è possibile calcolare il modulo di elasticità tangenziale e l ammortizzamento. Il modulo di elasticità tangenziale è il rapporto tra la fatica a torsione e la risultante elastica della deformazione angolare. Dopo la zona di transizione vetrosa, la curva del modulo di elasticità tangenziale si appiattisce. Questa condizione è denominata entropiaelastica (elastica come la gomma). A questa temperatura il materiale rimane solido, con un incremento della temperatura diminuisce il modulo di elasticità tangenziale e aumenta l ammortizzamento. In questo punto si registra un comportamento visco-elastico. La misura di questa zona varia a secondo del tipo di Elastollan. In generale, si può dire che i punti della transizione descritti, si presentano più chiaramente con tipi di Elastollan con durezze decrescenti. Dalla fig. 9 alla fig. 14 è rappresentato per alcuni tipi di Elastollan il modulo di elasticità tangenziale e dell ammortizzamento in un intervallo di temperatura. A temperature basse, il modulo di elasticità tangenziale è alto e la curva è relativamente piatta. Questo è chiamato campo di temperatura energetico-elastico, dove i valori di ammortizzamento sono bassi. Con un aumento della temperatura diminuisce la curva del modulo di elasticità tangenziale e aumenta l ammortizzamento. Questo è chiamato campo di transizione vetrosa, dove l ammortizzamento raggiunge il valore massimo. 11

12 Comportamento meccanico Modulo di elasticità tangenziale Elastollan C 85 A Modulo di elasticità tangenziale [MPa] Fig. 9 1, Elastollan C 95 A Modulo di elasticità tangenziale [MPa] Modulo di elasticità tangenziale Ammortizzamento Modulo di elasticità tangenziale Ammortizzamento Temperatura [ C] 1, ,1 1,1 Ammortizzamento [ ] Ammortizzamento [ ] Fig. Temperatura [ C] Elastollan C 64 D Modulo di elasticità tangenziale [MPa] Modulo di elasticità tangenziale Ammortizzamento 1, ,1 Ammortizzamento [ ] Fig. 11 Temperatura [ C] 12

13 Comportamento meccanico Modulo di elasticità tangenziale Elastollan 1185 A Modulo di elasticità tangenziale [MPa] Ammortizzamento Modulo di elasticità tangenziale 1, ,1 Ammortizzamento [ ] Abb. 12 Temperatura [ C] Elastollan 1155 A Modulo di elasticità tangenziale [MPa] Modulo di elasticità tangenziale Ammortizzamento 1, ,1 Ammortizzamento [ ] Fig. 13 Temperatura [ C] Elastollan 1164 D Modulo di elasticità tangenziale [MPa] Modulo di elasticità tangenziale Ammortizzamento 1, ,1 Ammortizzamento [ ] Fig. 14 Temperatura [ C] 13

14 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Il comportamento delle materie plastiche ad una breve sollecitazione alla trazione, statica e unidirezionale si determina con il test alla trazione secondo le norme DIN 5354 e puo essere rappresentata con il diagramma carico/ allungamento (sforzo/deformazione). Per ogni fase della prova, la sollecitazione alla trazione è sempre definita rispetto alla sezione iniziale della provetta. In questo modo si è sicuri di non prendere in considerazione la tensione effettiva che aumenta regolarmente in seguito alla continua diminuzione della sezione trasversale della provetta. Nel diagramma sollecitazione a trazione e allungamento si possono vedere i valori generali caratteristici di resistenza e deformazione (fig. 15): Valori di resistenza: La tensione di snervamento Û Á è la sollecitazione alla trazione durante la quale l inclinazione della curva carico/allungamento diventa zero. Resistenza alla trazione Û max è la sollecitazione alla trazione alla massima forza. Resistenza alla rottura Û B è la sollecitazione alla trazione nel momento di rottura della provetta. Valori di deformazione: Allungamento di snervamento  Á è l allungamento, che corrisponde alla tensione di snervamento. Allungamento alla massima forza  max è l allungamento che corrisponde alla resistenza alla trazione. Allungamento alla rottura  B è l allungamento corrispondente alla resistenza alla rottura. Nei tipi di Elastollan non rinforzati (caricati), in generale non è possibile a temperatura ambiente variare i valori caratteristici, per esempio: la resistenza alla rottura e la resistenza alla trazione coincidono (fig. 16). La tensione allo snervamento è solamente presente nei tipi di Elastollan duri a temperatura bassa. Per tipi di Elastollan rinforzati (caricati) con fibra di vetro (tipi R) la tensione di snervamento coincide con la resistenza alla trazione (fig. 17). I diagrammi carico/allungamento che si possono osservare nella pagina seguente, determinati in base alle norme DIN 5354, rappresentano un elevata potenzialità dell Elastollan all allungamento alla rottura, inoltre dall altro caso essi rappresentano diagrammi con deformazioni molto basse. Questi diagrammi e le relative curve sono particolari di Elastollan tipo R, e sono determinati in base alle norme DIN EN ISO ad una velocità di 5 mm/min su specifiche provette in base alle norme DIN EN ISO

15 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Tipica curva carico/allungamento di resistenza alla trazione Û max Û B Carico Û Û Y Fig. 15  Y Allungamento   max =  B Curva carico/allungamento caratteristica per Elastollan non rinforzati Û max = Û B Carico Û Fig. 16 Allungamento   max =  B Curva carico/allungamento caratteristica per Elastollan rinforzati Û Y = Û max Û B Carico Û Fig. 17  Y =  max  B Allungamento  15

16 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Elastollan C 85 A Resistenza alla trazione [MPa] C 23 C 6 C C Allungamento [%] Fig.18 Elastollan C 95 A Resistenza alla trazione [MPa] C 23 C 6 C C Allungamento [%] Fig. 19 Elastollan C 64 D 8 Note: I diagrammi rappresentati a pagina 16 e 17 sono determinati in base alle norme DIN 5354 a una velocità di 2 mm/min su specifiche provette di 2 mm spessore. Resistenza alla trazione [MPa] C 2 C 6 C C Allungamento [%] Fig. 2 16

17 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Elastollan 1185 A Resistenza alla trazione [MPa] C 23 C 6 C Fig. 21 Allungamento [%] Elastollan 1195 A 8 Resistenza alla trazione [MPa] C 23 C 6 C C Fig. 22 Allungamento [%] Elastollan 1164 D Resistenza alla trazione [MPa] C 23 C 6 C C Allungamento [%] Fig

18 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Elastollan C 85 A Resistenza alla trazione [MPa] 8 2 C 6 C 4 23 C 4 C 2 8 C Allungamento [%] Fig. 24 Elastollan C 85 A Resistenza alla trazione [MPa] 25 2 C 2 C C 4 C 8 C Allungamento [%] Fig. 25 Elastollan C 64 D Note: I diagrammi rappresentati a pagina 18 e 19 sono determinati in base alle norme DIN EN ISO ad una velocità di 5 mm/min su specifiche provette di 4 mm spessore in base alle norme DIN EN ISO Queste curve rappresentano dettagliatamente il carico allungamento nell applicazione di alcuni tipi di Elastollan. Resistenza alla trazione [MPa] 5 2 C 4 C 3 23 C 2 6 C C Allungamento [%] Fig

19 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Elastollan 1185 A Resistenza alla trazione [MPa] Allungamento [%] Fig C C 23 C 4 C 8 C Elastollan 1195 A Resistenza alla trazione [MPa] Allungamento [%] Fig C C 23 C 4 C 8 C Elastollan 1164 D Resistenza alla trazione [MPa] Allungamento [%] Fig C C 23 C 6 C C 19

20 Comportamento meccanico Resistenza alla trazione Elastollan R Resistenza alla trazione [MPa] Allungamento [%] Fig. 3 C 23 C 4 C 6 C Elastollan R 2 Resistenza alla trazione [MPa] Allungamento [%] Fig. 31 C 23 C 4 C 6 C Elastollan R 3 12 Note: I diagrammi rappresentati a pagina 2 sono determinati in base alle norme DIN EN ISO ad una velocità di 5 mm/min su specifiche provette di 4 mm spessore in base alle norme DIN EN ISO Resistenza alla trazione [MPa] Allungamento [%] Fig. 32 C 23 C 4 C 6 C 2

21 Comportamento meccanico Resistenza allo strappo La resistenza allo strappo è il termine con il quale si definisce la resistenza di una specifica provetta alla propagazione allo strappo. In questo test l Elastollan risulta superiore rispetto ad altri materiali plastici. I diagrammi a fig. 33 e fig. 34, rappresentano la resistenza allo strappo di alcuni tipi di Elastollan in funzione della temperatura. Il test è determinato in base alla norma DIN ISO 34-1Bb utilizzando provette con un angolo specifico di taglio. La provetta è stirata ad una velocità di 5 mm/min in direzione ad angolo retto rispetto all intaglio, fino alla rottura per strappo. La resistenza allo strappo [kn/m] è il rapporto tra la forza massima e lo spessore della provetta. Resistenza allo strappo di Elastollan a base poliestere in funzione della temperatura Resistenza allo strappo [kn/m] C 95 A C 64 D C 8 A Fig. 33 Temperatura [ C] Resistenza allo strappo di Elastollan a base polietere in funzione della temperatura 35 Resistenza allo strappo [kn/m] A 118 A 1164 D Fig Temperatura [ C] 21

22 Comportamento meccanico Prova di trazione statica nel tempo Un comportamento di deformazione puramente elastico è quel valore caratteristico elastico il quale rimane costante e che non capita con qualsiasi altro materiale. Come conseguenza della frizione interna esiste sempre una proporzione di deformazione viscoelastica e una viscosa, che provocano una dipendenza dei valori caratteristici sulla durata dello sforzo e sull intensità. Queste porzioni non elastiche dipendono fondamentalmente dalla temperatura e dal tempo. Questa dipendenza può essere una preconsiderazione nel caso di materiali plastici operanti in un clima costante di prova (ambiente), mediante forze che rimangono uguali durante la durata della prova stessa. Il comportamento della prova alla trazione statica per breve tempo è caratterizzata in base alla norma ISO 899, per mezzo della prova al creep per cui la provetta e soggetta alla prova a trazione utilizzando un carico uniassiale. La deformazione costante in questo modo è causata e misurata in funzione del tempo. Se questa prova è realizzata applicando differenti carichi, i dati di rendimento sono riportati sul diagramma curve isocrone sollecitazione-deformazione. Un diagramma di questo tipo può essere utilizzato per prevedere come si deforma un materiale plastico con il passare del tempo sotto un certo carico e inoltre come la sollecitazione decresce con una forza determinata (dalla fig. 35 alla fig. 39). Curve isocrone carico-allungamento di Elastollan C 85 A a 23 C 1,5 1 h h h h h h Carico [M/Pa] 1,,5 Fig Allungamento [%] Curve isocrone carico-allungamento di Elastollan C 64 D a 23 C 8 1 h h h h h h 7 6 Carico [M/Pa] Fig Allungamento [%] 22

23 Comportamento meccanico Prova di trazione statica nel tempo Curve isocrone carico-allungamento di Elastollan 1185 A a 23 C 1,5 1 h h h h h h Carico [M/Pa] 1,,5 Fig Allungamento [%] Curve isocrone carico-allungamento di Elastollan 1164 D a 23 C 5 1 h h h h h 4 h Carico [M/Pa] Fig Allungamento [%] Curve isocrone carico-allungamento di Elastollan R 3 a 23 C 35 1 h h h h h h 3 Carico [M/Pa] Fig. 39 Allungamento [%] 23

24 Comportamento meccanico Prova statica di compressione La determinazione della deformazione permanente a compressione Compression set [%] secondo la norma DIN ISO 815 è caratterizzata dalla prova in funzione del tempo di 24 ore a 7 C o di 72 ore a temperatura ambiente con deformazione costante. In pratica, nella prova, la sollecitazione di compressione non deve superare il 5% di compressione per Elastollan di tipo rigido e il % per Elastollan tipo morbido, in modo da evitare deformazioni plastiche residue dopo la sollecitazione. Per ottenere un ottima resistenza alla prova statica di compressione è raccomandato eseguire sui pezzi finiti una ricottura. Resistenza all urto I tipi di Elastollan mostrano a basse temperature una buona resistenza all urto con o senza intaglio. Nelle seguenti tabelle sono evidenziati i risultati della resistenza all urto Charpy in base alla norma DIN EN ISO 179: Resistenza all urto Resistenza all urto con intaglio Elastollan C 85 A 6 C no rottura Rottura da 5 C Elastollan C 95 A 6 C no rottura Rottura da 4 C Elastollan C 6 D 6 C no rottura Rottura da 2 C Elastollan 1185 A 6 C no rottura Rottura da 6 C Elastollan 1195 A 6 C no rottura Rottura da 5 C Elastollan 116 D 6 C no rottura Rottura da 3 C Tabella 1 Resistenza all urto Resistenza all urto con intaglio 23 C 3 C 23 C 3 C Elastollan R no rottura Elastollan R Elastollan R Valori in kj/m 2 Tabella 2 24

25 Comportamento meccanico Abrasione L abrasione [mm 3 ] è determinata in base alla norma DIN (ISO 4649). La provetta viene montata su un cilindro rotante ricoperto con una carta abrasiva normalizzata. Il percorso fatto dalla provetta durante il test è approssimativamente di 4 m. Sulla provetta viene misurata la perdita della massa avvenuta dal consumo per abrasione è data dalla perdita di volume in mm 3. L Elastollan si presenta con valori molto bassi di abrasione. Il poliuretano termoplastico (TPU) in particolari condizioni è considerato l Elastomero più resistente all abrasione. Tuttavia per ottenere un ottima performance all abrasione è necessario eseguire un buono preessicamento del granulo prima del processo. Frizione Una valutazione significativa sul comportamento alla frizione delle materie plastiche è difficile in quanto il processo di frizionamento nella pratica viene accompagnato da fenomeni complessi che non si possono definire completamente. Il comportamento alla frizione dei prodotti Elastollan dipende dalla durezza. Il frizionamento aumenta al diminuire della durezza e questo può portare ad ottenere effetti «stickslip» nei prodotti morbidi. 25

26 Comportamento termico Dilatazione termica Come tutte le materie plastiche l Elastollan è soggetto ad una variazione longitudinale reversibile dipendente dalla temperatura. Questa variazione è definita dal coefficiente di dilatazione lineare [1/K] in relazione alla temperatura ed è determinato in base alla norma DIN La fig. 4 mostra il coefficiente di dilatazione lineare di alcuni tipi di Elastollan in funzione della temperatura e durezza Shore, confrontati con l acciaio e l alluminio. Si può notare che i valore di Elastollan rinforzati (caricati con 2% fibra di vetro) si avvicinano a quelli dell acciaio e dell alluminio. Come si può notare l influenza della temperatura si fà sentire, per questa ragione è necessario per alcune applicazioni tenere in considerazione questo effetto. Coefficiente di dilatazione termica [1/K] per differenti durezze di Elastollan 2 18 Shore 8 A (t) [ E 6 1/K] RTPU Shore 95 A Shore 64 D Alluminio Acciaio Fig. 4 Temperatura [ C] 26

27 Comportamento termico Deformazione termica Diverse prove possono essere usate per confrontare i limiti di applicazione dei materiali plastici all incremento della temperatura. Per questa ragione vengono utilizzati per la determinazione rapida della cosiddetta stabilità dimensionale i seguenti metodi: Temperatura di rammollimento Vicat (Vicat Softening Temperature, VST) secondo la norma ISO 36. Temperatura di distorsione al calore (Heat Deflection Temperature, HDT) secondo la norma ISO 75. Temperatura di rammollimento Vicat (VST) In questo metodo, si dispone la provetta per il test su una superfice piana dentro un bagno riscaldante contenente un mezzo di trasferimento di temperatura. Sopra la provetta si colloca un ago avente superfice di 1 mm 2 e si applica un carico determinato (Vicat A: N Vicat B: 5 N). La temperatura del mezzo (olio o aria) è incrementata con un indice di riscaldamento costante (aumento 5 K/h o 12 K/h). La temperatura di rammollimento Vicat (VST) è la temperatura con il quale l ago penetra di 1 mm nella provetta di test. Temperatura di rammollimento Vicat (VST) secondo la norma DIN EN ISO 36: metodo B 5 (VST/B 5) VST [ C] Fig D C 64 D R R 2 R 3 Tipi Elastollan 27

28 Comportamento termico Temperatura di distorsione al calore (HDT) Simile al metodo di prova Vicat, in questo metodo il riscaldamento comincia in un mezzo di trasferimento del calore con un indice di 5 o 12 K/h. L ordinamento è designato con tre metodi per la determinazione della temperatura di inflessione sotto carico (sforzo di flessione). La provetta di test è sottoposta a sollecitazione con un carico costante che corrisponde alla sollecitazione di flessione di: La temperatura con la quale la provetta di test raggiunge l inflessione normalizzata (da,2 a,3 mm, dipende dall altezza della provetta) cioè la temperatura di inflessione sotto carico allo sforzo nominale del metodo designato è indicata come HDT. 1,8 MPA (metodo A),45 MPA (metodo B) 8, MPA (metodo C) e che dipendono dalla rigidità del materiale. Temperatura di distorsione al calore (HDT) secondo la norma DIN EN ISO 75: metodo B (HDT/B) HDT [ C] D C 64 D R R 2 R 3 Tipi Elastollan Fig

29 Comportamento termico Dati termici Valori indicativi di dati termici di Elastollan Propietà Norma Unità di Valori misura morbidokrigido Conduttività termica DIN W/m K,19k,25 Potere calorifico di combustione DIN 519 valore calorifico J/g 25k29 valore di combustione J/g 26k3 Calore specifico DIN 55 temperatura ambiente J/g K 1,5k1,8 temperatura fusione J/g K 1,7k2,3 Tabella 3 29

30 Comportamento termico Effetto della temperatura per lungo tempo La durata media di un particolare finito in TPU è influenzata da diversi fattori ed è pertanto difficile fare delle esatte previsioni. Il comportamento all invecchiamento dei materiali può essere confrontato dall uso della tecnica di ARRHENIUS. La misura di condotta a alte temperature può essere estrapolata per prevedere il comportamento a basse temperature. Nel diagramma seguente (fig. 43) si può determinare per un certo tipo di materiale il tempo di esposizione (stoccaggio) e quello che si ottiene con un valore di resistenza a trazione ridotto a 2 MPa (criterio di valore limite) per una determina temperatura. Esempio: Elastollan 1185 A per raggiungere a 12 C il valore di resistenza limite di 2 MPa occorre uno stoccaggio di h. Limiti temperatura-tempo per l invecchiamento in aria Criterio finale: resistenza a trazione 2 MPa Tempo di esposizione (stoccaggio) [h] Fig. 43 Elastollan 1185 A Elastollan C 85 A Temperatura di esposizione (stoccaggio) [ C] 3

31 Permeabilità ai gas e vapori Permeabilità (permeazione) è il passaggio di un gas attraverso una provetta di test. Questo procedimento viene effettuato in tre fasi: 1. Dissoluzione del gas nella provetta. 2. Diffusione del gas dissolto attraverso la provetta. 3. Evaporazione del gas dalla provetta. Il coefficiente di permeabilità Q [m 2 /(s Pa)] è una costante del materiale che indica quale volume di gas attraversa una provetta di spessore e superficie prefissata in un tempo determinato con una data differenza di pressione parziale. Il coefficiente varia con la temperatura ed è determinato in base alla norma DIN La tabella 4 mostra il coefficiente di permeabilità di alcuni tipi di Elastollan ad una temperatura di 2 C per differenti tipi di gas. Nella fig. 44 è rappresentato un esempio di variazione del coefficiente di permeabilità in funzione della temperatura utilizzando un Elastollan 1185 A e azoto. La permeabilità al vapore d acqua WDD [g/(m 2 d)] di un materiale è determinata in base alla norma DIN parte 1. La permeabilità è la quantità in peso di vapore d acqua che si diffonde in 24 ore con determinate condizioni (temperatura e umidità) attraverso una provetta di test di 1 m 2, ed è inversamente proporzionale allo spessore della provetta. Nella tabella 5 i valori indicati sono ottenuti con una temperatura di 23 C e una umidità relativa del 93%. Tutti i valori si riferiscono ad una provetta con spessore di 1 mm. Coefficiente di permeabilità ai gas Q [m 2 /(s Pa)] 18 Tipo di Gas Elastollan Ar CH 4 CO 2 H 2 He N 2 O 2 C 8 A C 85 A C 9 A C 95 A A A A A Tabella 4 31

32 Permeabilità ai gas e vapori Coefficiente di permeabilità Q in funzione della temperatura per Elastollan 1185 A a con azoto 12 Coefficiente di permeabilità Q [m 2 /(s Pa)] Temperatura [ C] Fig. 44 Permeabilità al vapore d acqua WDD [g/(m 2 d)] di provetta con spessore di 1 mm Tipo di Elastollan WDD Tipo di Elastollan WDD C 8 A A 21 C 85 A A 17 C 9 A A 15 C 95 A A 12 Tabella 5 32

33 Comportamento elettrico Generale La conduttività elettrica delle materie plastiche è molto bassa: per questa ragione risultano in generale da buoni sino ad eccellenti materiali per l isolamento. I dati relativi alle proprietà elettriche sono importanti per le applicazioni nel campo elettrotecnico e elettronico. Infatti bisogna tenere conto che le proprietà elettriche dipendono dal contenuto di umidità, dalla temperatura e dalla frequenza. Il risultato dei test sono riportati sulla nostra brochure «Elastollan proprietà elettriche». Per i tipi di Elastollan le misure di resistenza sono realizzate utilizzando delle provette in condizioni standardizzate (2 h, C) dopo un deposito in condizioni atmosferiche standard a 23 C e 5% umidità relativa. Formazione di tracce di dispersione Le correnti parassite risultano dalla formazione progressiva di traiettorie conduttive sopra la superficie di un materiale isolante rigido. Queste sono generate per effetto di cariche elettriche e impurità elettrolitiche sulla superfice. L indice di confronto della formazione della traccia di dispersione (Comparative Tracking Index CTI) determinato in base alla norma IEC 6112, indica la massima tensione alla quale un materiale dopo 5 gocce di una soluzione di test ben definita, resista senza la formazione di tracce. Rigidità dielettrica La rigidità dielettrica (Ed) determinata in base alla norma IEC 6243, è il coefficiente fra la tensione distruttiva (Ud) alla quale avviene la scarica e la distanza fra gli elettrodi alla quale è applicata la tensione, cioè lo spessore della provetta. La tensione distruttiva è il valore effettivo alla sollecitazione della tensione nel punto di caduta (o perforazione ) della provetta. Resistenza superficiale La resistenza superficiale (Ro) è il rapporto tra una tensione in corrente continua (U) applicata fra due elettrodi sulla superficie della provetta e l intensità (I) fra gli elettrodi. La resistenza superficiale specifica, determinata in base alla norma IEC 693 è la resistenza superficiale riferita ad una superficie quadrata; essa viene calcolata mediante un particolare dispositivo di misura. 33

34 Comportamento elettrico Resistività di volume La resistività di volume, determinata in base alla norma IEC 693 è la resistenza elettrica che fluisce all interno del materiale, misurata fra due elettrodi; essa dipende dalla geometria della provetta di test. Il tipo di elettrodi utilizzati e la loro disposizione durante il test escludono la corrente che scorre sulla superficie. Costante dielettrica La costante dielettrica (Âr) indica di quante volte la capacità come dielettrico di un condensatore con materie plastiche sia maggiore della capacità dello stesso condensatore con aria. Questa costante è determinata in base alla norma IEC 625 e dipende dalla temperatura e dalla frequenza. Le schede tecniche dei tipi di Elastollan, forniscono i valori per varie frequenze ad una temperatura di 23 C. Fattore di perdita dieletrica Il fattore di perdita dielettrica (tan ) in un materiale isolante situato in un campo elettrico a corrente alternata è una misura dell energia trasformata in calore e perciò va persa come energia elettrica. Lo spostamento dal normale angolo di 9 è conosciuto come angolo di perdita. Il fattore di perdita è definito come la tangente dell angolo di perdita. Come la costante dielettrica, il fattore di perdita dielettrica è determinato in base alla norma IEC 625 e poichè esse variano il loro valore con la temperatura e la frequenza, vengono per lo piu rappresentate in dipendenza di questi parametri. I valori dei tipi di Elastollan sono forniti per varie frequenze ad una temperatura di 23 C. 34

35 Proprietà chimiche Rigonfiamento Generale L adattamento di un materiale plastico ad una particolare applicazione, dipende spesso dalla sua resistenza agli agenti chimici. I tipi di poliuretano termoplastico possono, tra loro presentare dei comportamenti molto diversi all azione di sostanze chimiche, in quanto la loro composizione chimica, può essere in parte molto differente; a questo riguardo, i differenti componenti reagiscono più o meno all azione di altri prodotti. Per questa ragione è difficile fare in tutti i casi una chiara distinzione dei diversi effetti. Nella nostra brochure «Elastollan resistenza a agenti chimici», offriamo una lista dettagliata del comportamento del nostro materiale con differenti sostanze. Per applicazioni più particolari si consiglia di eseguire dei test di rigonfiamento e di verificare le proprietà meccaniche. Rigonfiamento Il rigonfiamento è un processo puramente fisico che caratterizza l assorbimento di una sostanza liquida in un corpo solido. In questo processo, la sostanza liquida si infiltra nel materiale senza alcuna reazione chimica. Il risultato ottenuto è un aumento del volume e del peso con una corrispondente diminuzione dei valori meccanici. Dopo l evaporazione del liquido e quindi una sparizione del rigonfiamento, il corpo solido recupera quasi integralmente le sue proprietà originali. Il rigonfiamento è per tanto un processo reversibile. 35

36 Proprietà chimiche Resistenza a agenti chimici La resistenza chimica di un materiale plastico dipende dal tempo di esposizione, dalla temperatura, dalla quantità, dalla concentrazione e dal tipo di agente chimico utilizzato. Nel caso di una degradazione chimica, le catene molecolari del poliuretano reagiscono con la sostanza chimica e vengono spezzate. Questo fenomeno è generalmente preceduto da un rigonfiamento. Durante la degradazione si può notare una perdita di resistenza del poliuretano e che può arrivare in casi estremi fino alla completa disintegrazione del pezzo. Acidi e soluzioni alcaline I tipi di Elastollan sono attaccati perfino a temperatura ambiente da acidi e soluzioni alcaline concentrate. Si consiglia di evitare qualsiasi contatto con queste sostanze. Elastollan è resistente per un breve periodo di tempo a temperatura ambiente a acidi e soluzioni alcaline diluite. Idrocarburi saturi Il contatto di Elastollan con idrocarburi saturi come: gasolio, isooctane, etere di petrolio, cherosene, provoca un rigonfiamento limitato reversibile del 1 3% a temperatura ambiente e una perdita di resistenza alla trazione fino al 2%. Dopo l evaporazione e la sparizione del rigonfiamento si ritrovano più o meno le proprietà meccaniche originali. Idrocarburi aromatici Il contatto di Elastollan con idrocarburi aromatici come: benzene e toluene, provoca un considerevole rigonfiamento a temperatura ambiente. L assorbimento può provocare un incremento di peso fino al 5% e con una corrispondente riduzione della proprietà meccaniche. 36

37 Proprietà chimiche Resistenza a agenti chimici Oli e grassi L Elastollan è particolarmente resistente a oli lubrificanti e grassi, ma comunque può essere danneggiato in modo irreversibile da additivi contenuti in alcuni prodotti lubrificanti. Test di compatibilità con ogni tipo di lubrificante è consigliato. L Elastollan dopo immersione in oli per test ASTM n. 1, IRM 92 e IRM 93 a temperatura ambiente, non presenta nessuna perdita di resistenza alla trazione dopo 3 settimane di immersione a C. Solventi Il contatto di Elastollan con alcool alifatici come: etanolo e isopropanolo provoca un rigonfiamento, che comporta una perdita di resistenza alla trazione. L aumento di temperatura intensifica questo effetto. I chetoni come: acetone, metiletilchetone (MEK) e cicloesanone sono dei solventi parziali per gli elastomeri termoplastici poliuretanici. Non è consigliato lasciare i tipi di Elastollan a contatto con questi solventi per lungo tempo. Esteri alifatici come: acetato etilico e acetato di butile, provocano dei forti rigonfiamenti sull Elastollan. I solventi organici altamente polari come: dimetilformalmide (DMF), dimethylsulphoxide (DMSO), N-metilpirrolidone e tetraidrofurano (THF) sciolgono il poliuretano termoplastico. 37

38 Proprietà chimiche Resistenza ai microorganismi Quando si utilizzano particolari di poliuretano termoplastico a base poliestere, in una condizione climatica di alta temperatura e umidità, i succitati particolari possono essere danneggiati dall attacco microbiologico. In particolare i microorganismi che producono enzimi, sono in grado di intaccare la catena molecolare del TPU a base poliestere. L attacco microbiologico inizia con un visibile scolorimento del particolare intaccato; successivamente la superficie del particolare comincia ad incrinarsi, permettendo ai microbi di penetrare in profondità e causando la completa distruzione del particolare in TPU (fig. 45). Dipendentemente dalla formulazione e dalla durezza il TPU a base polietere ottiene un valore di saponificazione di circa 15, mentre il TPU a base poliestere ottiene un valore di circa 45. In merito a una miscela di polietere/poliestere il valore di saponificazione può essere calcolato dalla proporzione dei quantitativi. Mediante una piccola proporzione fino a circa % di estere-uretano in etere-uretano (esempio: addizione di coloranti a base estere) non viene pregiudicata la resistenza microbiologica (SN rimane < 2). Una maggiore inclusione di TPU a base estere provoca una riduzione della resistenza microbiologica. Il poliuretano termoplastico a base polietere è resistente all attacco microbiologico. Un importante criterio per la determinazione della resistenza ai microorganismi è il valore di saponificazione (Saponification Number SN) determinato in base alla norma DIN VDE 472, parte 74. Il TPU è resistente ai microorganismi fino a un valore di saponificazione di 2 mg KOH/g, che è il valore limite determinato dalla VDE 282/. Processo di degradazione di un TPU a base poliestere a b c a: provetta di riferimento b: lieve scolorimento c: scolorimento e formazione di incrinature Fig

39 Proprietà chimiche Resistenza all idrolisi Nel poliuretano a base poliestere si presenta una separazione irreversibile della catena del poliestere nel caso di un periodo prolungato di tempo in acqua calda, vapore d acqua saturo o clima tropicale. Questo fenomeno è l idrolisi. La conseguenza di questo fenomeno è la riduzione delle proprietà meccaniche. Questo fenomeno è più accentuato nei TPU tipo morbido in quanto la percentuale corrispondente di poliestere è maggiore che nei tipi duri. dell Elastollan a base poliestere è molto resistente all idrolisi. I seguenti diagrammi (fig. 46 e fig. 47) mostrano l influenza dell idrolisi sulla resistenza alla trazione e l allungamento alla rottura di campioni di Elastollan a base polietere e poliestere in acqua. Ciononostante nell Elastollan a base poliestere non si riscontra una degradazione a temperatura ambiente. Questo è dovuto al fatto che la struttura chimica Resistenza idrolitica per un lungo periodo Criterio finale: resistenza alla trazione 2 MPa Tempo di immersione [h] Elastollan C 85 A Elastollan 1185 A Fig. 46 Temperatura [ C] Resistenza idrolitica per un lungo periodo Criterio finale: allungamento 3% Tempo di immersione [h] Elastollan C 85 A Elastollan 1185 A Fig. 47 Temperatura [ C] 39

40 Proprietà chimiche Resistenza all irradiazione Resistenza all ozono Radiazione UV Le materie plastiche sono degradate chimicamente (invecchiamento) dall effetto di radiazioni UV a seconda della durata e dall intensità. Per quanto riguarda i poliuretani, si osserva inizialmente sulla superficie una reticolazione delle macro-molecole che rende il materiale rugoso. Questo effetto è accompagnato da un ingiallimento del pezzo e una riduzione delle proprietà meccaniche. La resistenza alle radiazioni UV si può migliorare mediante l additivazione di pigmenti colorati, che evitano una penetrazione dei raggi UV e la distruzione delle proprietà meccaniche. Inoltre, colori scuri come particolarmente il nero, coprono la superficie dalla scolorazione. Si può anche ritardare il processo di invecchiamento mediante additivi stabilizzanti UV. Sono a disposizione gli additivi Elastollan più appropriati. Irradiazione ad alta energia L Elastollan è superiore rispetto alla maggior parte di materiali plastici, alla resistenza a irradiazione ad sua energia, come le radiazioni, e Á. La resistenza a questo tipo di radiazioni dipende da questi fattori: dall intensità dell irradiazione, dalla forma e dalle dimensioni della provetta per test e dall atmosfera della camera dove viene eseguito il test. L additivazione con agenti di reticolazione e successivamente con radiazioni e Á, possono innalzare la reticolazione dell Elastollan. Il massimo grado di reticolazione raggiungibile è circa 9%. Questo è un metodo per migliorare in breve tempo la temperatura di distorsione al calore e la resistenza chimica. Resistenza all ozono La molecola di ozono (O 3 ) è formata dall unione di tre atomi di ossigeno; essa viene generata dalla reazione dell ossigeno nell atmosfera con l azione dell alta energia dei raggi UV. Data la sua struttura, l ozono è altamente reattivo specialmente con sostanze organiche. Gli elastomeri a base di gomma sotto l influenza di aggressione dell ozono vengono distrutti. L Elastollan presenta una buona resistenza all ozono. Il test, in base alla norma VDE 472, parte 85 da come risultato «crack-free», grado. L elasticità si mantiene completamente e la durezza superficiale non aumenta. 4

41 Proprietà chimiche Comportamento all incendio Le materie plastiche appartengono ai materiali organici e pertanto sono per natura combustibili. Il comportamento alla combustione è caratterizzato dalle seguenti caratteristiche: infiammabilità propagazione della fiamma sviluppo termico sviluppo dei fumi (densità fumi, tossicità e corrosività dei gas combusti) relazione della superficie e della massa del materiale combustibile conduttività termica valore calorifico Non è possibile però fare una valida valutazione generale delle materie plastiche, riguardo il loro comportamento all accensione e dopo un accensione, poichè il comportamento all incendio non è una caratteristica del materiale. Tale comportamento oltre che ai fattori sopra elencati e dal materiale, dipende da fattori ambientali come: dispersione disposizione del materiale plastico nello spazio quantità di materiale plastico temperatura ventilazione tipo, durata dell azione e dell intensità della sorgente d accensione; etc.... La complessività dei fattori che influenzano un incendio rende impossibile fare una comprensiva e valida descrizione generale sul comportamento alla combustione dei materiali plastici. Per tale motivo sono stati sviluppati molti metodi di prova, prescritti anche per la certificazione di manufatti di materiale plastico all idoneità, per determinati casi d impiego; si cerca in questo modo di catalogare le diverse situazioni del rischio incendi. Per questa ragione, in caso di dubbi su eventuali applicazioni speciali è consigliato consultare il nostro Servizio Tecnico. Per certe applicazioni speciali è opportuno usare tipi di Elastollan con ritardanti alla fiamma. Questi prodotti offrono una maggiore protezione contro lo sviluppo della combustione e la sua propagazione. Qui di seguito sono descritte le corrispondenti proprietà dell Elastollan in relazione alle norme importanti riguardanti la combustione dei materiali plastici. UL 94 resistenza alla fiamma (Underwriters Laboratories) Per la prova i provini vengono appesi orrizontalmente e verticalmente e sottoposti a fiamma mediante un bruciatore Bunsen; vengono valutate le velocità di innesco della combustione, i tratti di combustione, la durata del postbruciamento e lo sgocciolamento. La valutazione comprende le seguenti classi: NO - HB - V 2 - V 1 - V - 5VA o 5VB. I tipi di Elastollan standard sono classificati con HB; i tipi contenenti normale plastificante raggiungono la classe V 2. Il tipo con ritardante alla fiamma e libero da alogeni Elastollan «1185 A FHF» è classificato V. Per alcuni tipi di Elastollan esiste la «Yellow Card». ISO 4589 (ASTM a 2836) (Oxygen index) L indice di ossigeno è la concentrazione minima di ossigeno affinchè un provino verticale bruci ancora come una candela. I tipi di Elastollan raggiungono valori da 22 a 25. FMVSS 32 (Federal Motor Vehicle Safety Standard) Viene posto come limite della velocità di innesco della combustione di provini, con applicazione della fiamma mediante un bruciatore Bunsen, il valore di 4 inch/min per 15 secondi di fiamma. Tutti i tipi di Elastollan soddisfano questa norma. DIN EN (corrosività dei gas di combustione) Tutti i tipi di Elastollan non modificati o con plastificanti soddisfano i requisiti di questa norma. Alcuni additivi possono influenzare il risultato e per questa ragione devono essere considerati separatamente. Ulteriori informazioni possono essere trovate sulle nostre schede di sicurezza (Safety Data Sheets). 41

42 Sistemi qualità Linee guida per la garanzia della Qualità L elemento essenziale della Gestione della Qualità è l orientamento al cliente, allo sviluppo dei processi e ai collaboratori. Le richieste dei clienti vengono regolarmente raccolte e accettate allo scopo di migliorare la soddisfazione del cliente. Con i responsabili di ogni unità funzionale si concordano obiettivi di Qualità di cui si segue costantemente il processo di realizzazione. Gli obiettivi, i metodi e i risultati della Gestione della Qualità vengono costantemente comunicati per promuovere la consapevolezza e la cooperazione di tutti i collaboratori al processo di miglioramento continuo della Qualità. Grazie alla Garanzia della Qualità si attua il principio di prevenire gli errori, anziché di correggerli in seguito. Le disposizioni di carattere organizzativo e personale devono essere orientate in modo tale da assicurare il raggiungimento degli obiettivi di Qualità. Sistemi di gestione / certificati La soddisfazione del cliente è la base per ottenere un successo commerciale duraturo. Pertanto ci poniamo l obiettivo di soddisfare le aspettative attuali e future dei clienti rispetto ai nostri prodotti e servizi. Per poter raggiungere questo obiettivo in modo affidabile BASF Polyurethanes Europe ha introdotto già da alcuni anni un sistema di Gestione della Qualità che coinvolge tutti i reparti dell azienda. Ogni processo aziendale viene regolarmente valutato sulla base di indicatori di prestazione e migliorato di conseguenza. L obiettivo è il raggiungimento di un livello di efficienza ottimale e di un perfetto coordinamento di tutte le attività e operazioni. Ad ogni collaboratore viene richiesto di contribuire con le sue capacità ed idee ad assicurare e migliorare continuamente la Qualità sul posto di lavoro. Il nostro sistema integrato di Gestione della Qualità e dell Ambiente è basato sugli standard delle seguenti norme: DIN EN ISO 91 ISO/TS (con sviluppo prodotto) DIN EN ISO 14 1 (sistema di gestione ambientale) 42

43 Indice analitico A Abrasione 25 Acidi 36 Additivi 9, 4, 41 Alcaline soluzioni 36 Allungamento 14, 16 2 alla massima forza 14, 15 alla rottura 14, 15 di snervamento 14, 15 Ammortizzamento 13 C Calorimetro differenziale (DSC) 11 Chimica degradazione 36 resistenza 36 struttura 5 Coefficiente di diffusione 31 di dilatazione lineare 26 di permeabilità 31, 32 Compressione, prova statica di 24 Corrosione dei gas di combustione 4 Curve isocrone 22, 23 D Deformazione caratteristiche di 14 Dielettrica costante 34 fattore di perdita 34 rigidità 33 Dispersione tracce di (CTI) 33 Durezza misura della 28 Shore 9 E Elettriche proprietà 33 F Flessione a freddo 2 prova alla 7 FMVSS Frizione 25 G Grassi 37 I Idrocarburi aromatici 36 saturi 36 Idrolisi resistenza all 39 Incendio comportamentio all 41 Invecchiamento 4 in aria 3 Irradiazione ad alta energia 4 resistenza all 4 M Meccanico comportamento 6 Modulo di elasticita 7 di elasticita tangenziale O Olii 37 Ossigeno indice di 41 Ozono resistenza all 4 P Permeabilità ai gas 31 ai vapori 31 coefficiente di 31, 32 Proprietà chimiche 35 fisiche 6 Prova alla penetrazione 9 alla trazione 7 alla trazione statica 22, 23 all urto 24 statica di compressione 24 Q Qualità sistemi di 42 R Radiazione UV 4 R Resistenza a agenti chimici 36 ai microorganismi 38 al creep 22 alla rottura 14, 15 alla trazione 14 2 all idrolisi 39 allo strappo 21 all ozono 4 all urto Charpy 24 microbiologica 38 statica alla compressione 24 superficiale 33 Resistivita di volume 34 Ricottura 6, 24 Rigidità 7, 8 dielettrica 33 Rigonfiamento 35, 36 S Saponificazione valore di (SN) 38 Snervamento allungamento di 14, 15 tensione di 14, 15 Solventi 37 Strappo resistenza allo 21 T Temperatura di distorsione al calore HDT 28 di rammollimento Vicat 27 Termica deformazione 27 dilatazione 26 Termici dati 29 Torsione test di fatica alla 11 Transizione vetrosa temperatura di zona di, 11 Trazione prova alla 7 resistenza alla 14 2 statica nel tempo 22, 23 U UL Urto prova all 24 resistenza all 24 43

44 BASF Polyurethanes GmbH Grazie alla totale qualità produttiva, un servizio di assistenza rinomato per la sua efficienza e per il continuo sviluppo, Elastollan ha conquistato una posizione ben salda sul mercato in diversi settori applicativi. Con la nostra conoscenza e la nostra pluriennale esperienza vogliamo contribuire al vostro successo: con Elastollan, materiale di grande versatilità, e con le nostre soluzioni innovative su misura per le vostre esigenze. Per ulteriori informazioni sono a vostra disposizione su richiesta le seguenti brochure: Elastomero Termoplastico Poliuretanico: Elastollan Elastollan Tabella del tipi Elastollan Technologie di transformazione Elastollan Proprietà elettriche Elastollan Resistenza ad agenti chimici Queste brochure sono disponibili anche in altre lingue. BASF Polyurethanes GmbH European Business Management Thermoplastic Polyurethanes Elastogranstraße Lemförde Germany Telefono ( 54 43) Telefax ( 54 43) [email protected] = marchio depositato dall BASF Polyurethanes GmbH I dati contenuti nella presente pubblicazione si basano sulla conoscenza e esperienza atttuali della società. A causa della molteplicità di fattori che possono influenzare la lavorazione e l applicazione del nostro prodotto, tali dati non esentano l utilizzatore dall eseguire controlli e verifiche propri. I dati non rappresentano neanche alcuna forma di garanzia di determinate caratteristiche, né la sua idoneità per uno scopo specifico. Qualsiasi descrizione, disegno, foto, dato, proporzioni, peso ecc. indicati nel presente documento possono essere soggetti a modifiche senza il previo avviso e non rappresentano la qualità contrattuale concordata del prodotto. È responsabilità di colui che riceve i nostri prodotti accertarsi che vengano rispettati i diritti di proprietà, nonché le leggi e le legislazioni esistenti. (/) KU/WM, MP 163-/ IT

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