Carta dei Servizi RSA Aperta
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- Romolo Filippi
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1 Fondazione Giuseppina Prina - ONLUS Polo Geriatrico per la qualità dell invecchiamento Reparti protetti per Anziani non Autosufficienti; Nucleo Alzheimer e Demenza Senile; Centri Diurni Integrati per Anziani; Assistenza Domiciliare Integrata; Hospice Carta dei Servizi RSA Aperta Aggiornamento Ed. Data Descrizione Modifica La presente modulistica è patrimonio aziendale. E vietata la riproduzione salvo espressa autorizzazione di Ca Prina. 1 -
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3 Indice La Residenza Sanitaria Assistenziale nella rete dei servizi... 4 Definizione di RSA Aperta... 4 Destinatari... 4 Presentazione Domanda... 5 Cosa offre la Fondazione Giuseppina Prina per la misura RSA Aperta... 5 L organizzazione del Servizio... 6 La tutela della Privacy... 6 Modalità di erogazione del Servizio... 6 Verifica delle Prestazioni... 7 Modalità di inoltro delle segnalazioni... 7 Carta dei Diritti della Persona Anziana... 7 Modalità di inoltro delle segnalazioni Modulo segnalazione
4 La Residenza Sanitaria Assistenziale nella rete dei servizi La Fondazione Giuseppina Prina - ONLUS gestisce in Erba una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), due Centri Diurni Integrati (CDI), un Hospice ed è stata autorizzata a svolgere servizi domiciliari (ADI) nell ambito territoriale del Distretto Brianza. Le Residenze Sanitarie Assistenziali (una volta denominate Case di Riposo o Strutture Protette) accolgono persone anziane non autosufficienti, non più in grado di restare al proprio domicilio per le loro precarie condizioni di salute e di autonomia. Le RSA sono dei presidi compresi nella rete dei servizi previsti per la popolazione anziana in attuazione della specifica legge regionale, ed è attinente al primario ruolo di queste strutture residenziali rendere disponibile ad altri utenti a domicilio servizi che garantiscano prestazioni a sostegno della domiciliarità. L obiettivo è evitare, o ritardare, l istituzionalizzazione della persona non autosufficiente consentendole di ottenere un supporto alla sua fragilità, rimanendo nella propria abitazione e scegliendo liberamente le modalità e gli erogatori dell assistenza di cui ha bisogno. Definizione di RSA Aperta La misura prevede interventi flessibili, erogabili dalle RSA a sostegno della domiciliarità, per la durata massima di un anno sulla base del progetto individuale definito dall ATS (DGR n.2942 del ). Destinatari Persone residenti in Regione Lombardia, iscritte al sistema sanitario regionale, affette da demenza certificata da unità specialistica UVA o neurologo/geriatra oppure persone non autosufficienti di età superiore ai 75 anni sottoposte a valutazione multidimensionale da parte dell ATS. Per entrambe le categorie, la valutazione deve essere completata con la somministrazione della scala dello stress del familiare/personale di assistenza, in quanto la condizione di fragilità, per essere compresa nella sua interezza, deve essere valutata anche nella dimensione sociale e di capacità organizzativa familiare. L accesso alla misura è garantito, a seguito di valutazione multidimensionale, mediante la definizione di un profilo assistenziale corrispondente ad un pacchetto di interventi a bassa, media e/o alta intensità, collegato a un preciso valore mensile di voucher. Profilo 1 (valore voucher 350 euro): prestazioni, anche di lunga durata, ma tendenzialmente legate all intervento di singoli professionisti (ASA/OSS, educatore, etc.), con l obiettivo di integrare/sostituire il lavoro del famigliare accudente (caregiver). Profilo 2 (valore voucher 500 euro): prestazioni a maggiore integrazione professionale e/o interventi che prevedono accessi a frequenza decrescente ad esempio per addestrare il caregiver (es. tecniche di assistenza nelle attività della vita quotidiana, gestione dei disturbi comportamentali etc.). Profilo 3 (valore voucher 700 euro): prestazioni a carattere continuativo o di lunga durata e a diverso mix professionale a maggiore intensità assistenziale, necessità di maggiore integrazione con altri servizi sociali e/o socio-sanitari e/o care management anche intenso. 4 -
5 Presentazione Domanda La domanda per l accesso alla misura della RSA APERTA può essere presentata dall interessato, oppure dai Terzi Responsabili, nel caso in cui la persona versi in uno stato di impedimento permanente: dal Tutore dal Curatore dall Amministratore di sostegno Nel caso in cui la persona sia temporaneamente impedita a presentare la domanda, dal coniuge o, in sua assenza, il figlio o, in mancanza di questi, altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado. Dove presentare la domanda L Interessato, o il Terzo Responsabile, deve prenotare presso l ATS Distrettuale un appuntamento per la valutazione multidimensionale della richiesta. L ATS, una volta effettuata la valutazione dei bisogni del diretto interessato, consegna, entro 10 giorni lavorativi, l esito della valutazione. In caso di accoglimento della richiesta, l ATS predispone il Progetto Individuale (PI) che deve contenere: l indicazione della misura per la quale viene attivato il progetto gli obiettivi e le prestazioni/interventi più adeguati a rispondere al bisogno il valore del voucher commisurato al bisogno la durata ipotizzata del progetto Il cittadino sceglierà liberamente la Struttura cui rivolgersi per l erogazione del voucher, dall elenco delle RSA che hanno aderito alla misura della RSA APERTA. La persona beneficiaria del voucher deve effettuare la scelta della Struttura a cui richiedere il servizio entro 30 giorni. Cosa offre la Fondazione Giuseppina Prina per la misura RSA Aperta La RSA Giuseppina Prina è fra gli Enti erogatori riconosciuti dalla Regione Lombardia. Sulla base del PI predisposto dalla ATS, la Fondazione deve redigere entro 5 giorni lavorativi il Progetto Assistenziale Individuale (PAI). Il PAI viene condiviso con l interessato e con la famiglia e deve essere sottoscritto dall Interessato o dal Terzo Responsabile. Il PAI potrà essere sospeso, interrotto o rinnovato in accordo con la ATS Distrettuale che è responsabile del monitoraggio e del controllo degli interventi, di cui dovrà essere data rendicontazione alla Regione. Il PAI potrà prevedere: Integrazione del lavoro del caregiver/sua sostituzione temporanea una o più volte alla settimana per prestazioni di carattere tutelare (igiene personale, trasferimenti letto-sedia, bagno assistito, imboccamento, aiuto a vestirsi, mobilizzazione, ecc.). Per caregiver si intende il familiare/collaboratore che normalmente accudisce l anziano fragile al proprio domicilio. 5 -
6 Interventi qualificati di accompagnamento: dialogo e arricchimento del tempo, uscite per mantenere relazioni e favorire l autonomia. Adattamento degli ambienti: analisi degli ambienti in relazione alla specificità della situazione della persona e della famiglia a proposta di interventi e soluzioni. Addestramento del caregiver: per un tempo circoscritto, per gli ambiti non di competenza dell ADI (Assistenza Domiciliare Integrata, a prevalenza infermieristica) o del SAD (Servizio Assistenza Domiciliare comunale, a prevalenza tutelare/assistenziale) - ad esempio, addestramento all igiene personale o all organizzazione di vita o per interventi di stimolazione cognitiva. Stimolazione cognitiva Counselling (consulenza volta a favorire lo sviluppo delle potenzialità, delle qualità e delle risorse degli individui e/o del gruppo familiare) e terapia occupazionale Altre attività integrative che si possono svolgere accedendo presso la RSA o il CDI L organizzazione del Servizio Alla Direzione Sanitaria della Fondazione Giuseppina Prina - ONLUS compete la responsabilità delle figure professionali preposte e la definizione dell organizzazione operativa. Il servizio viene reso attraverso un gruppo di lavoro composto da: medici, infermieri, terapisti della riabilitazione, ASA, OSS, psicologo, educatore professionale, assistente sociale, etc. La Fondazione garantisce che il personale preposto al servizio è in possesso dei requisiti di qualificazione professionale richiesti dalla legge; garantisce altresì che è applicato il D.Lgs. n.81/2008 e che l Ente ha stipulato idonee polizze assicurative R.C.T./R.C.O. La tutela della Privacy Tutti gli Operatori sono tenuti a mantenere la massima riservatezza sulle informazioni riguardanti l Utente, fornendole solo a lui direttamente e, in caso di consenso, ai suoi familiari o ad altre persone da lui designate. Al momento dell accettazione viene richiesto all Utente o al Terzo Responsabile il consenso alle cure e al trattamento dei propri dati personali e sanitari limitatamente alle esigenze funzionali della Fondazione. La Fondazione Giuseppina Prina è titolare del trattamento dei dati raccolti. Modalità di erogazione del Servizio La fascia oraria di erogazione delle prestazioni programmate verrà concordata con l Utente del servizio e/o con il Terzo Responsabile. Per eventuali comunicazioni è disponibile il recapito telefonico della Fondazione chiamando il numero del centralino 031/ o inviando un fax al n. 031/ Viene inoltre messa a disposizione una reperibilità telefonica chiamando al numero 347/ che corrisponde al cellulare dell Infermiere che agirà da coordinatore di natura gestionale-organizzativa della Fondazione. E inoltre attiva una segreteria telefonica, operante negli orari di chiusura degli uffici amministrativi. Tutto il personale è dotato di cartellino di riconoscimento riportante nome, cognome, figura professionale dell operatore. 6 -
7 Per mantenere un alto livello della qualità delle prestazioni professionali: il personale attivo, per i dovuti aggiornamenti, dovrà periodicamente partecipare a corsi di formazione specifici. prima di operare sul territorio il personale potrà essere sottoposto, nel caso ne ricorra l esigenza, ad un adeguato periodo di tirocinio nel servizio di assistenza presso la RSA Verifica delle Prestazioni L ATS potrà sempre verificare la puntuale realizzazione del PAI e complessivamente la qualità delle prestazioni effettuate; il Responsabile Sanitario della RSA potrà verificare lo stato del servizio recandosi al domicilio dell Utente. All Utente, o al suo Familiare, verrà richiesto: - la sottoscrizione di avvenuto accesso al termine del progetto assistenziale; - la compilazione di un questionario di valutazione della soddisfazione del servizio, alla conclusione delle prestazioni. Modalità di inoltro delle segnalazioni In calce alla presente Carta dei servizi viene messo a disposizione un apposito modulo segnalazioni. Tutto il personale della Fondazione opera all interno dell organizzazione con il massimo impegno al fine di garantire il miglior servizio. Possono tuttavia verificarsi situazioni di disagio che potranno essere segnalate, così che diventino fonte di miglioramento. Il modulo compilato dovrà essere consegnato presso l ufficio relazioni con il pubblico della Fondazione, oppure inviato per posta o tramite fax al n. 031/ Tutti i reclami presentati per iscritto riceveranno risposta entro 30 giorni. Tutte le osservazioni saranno valutate ai fini del miglioramento del servizio prestato. Carta dei Diritti della Persona Anziana Introduzione Gli anziani rappresentano un patrimonio per la società, non solo perché in loro si identifica la memoria culturale di una popolazione, ma anche perché sempre più costituiscono una risorsa umana attiva, un contributo di energie e di esperienze del quale la società può valersi. Questo nuovo ruolo emerge dalla ricerca clinica e sociale che rende ragione della constatazione di un numero sempre maggiore di persone di età anagrafica avanzata ed in buone condizioni psico-fisiche. Tuttavia esistono delle condizioni nelle quali l anziano è ancora una persona fragile, sia fisicamente che psichicamente, per cui la tutela della sua dignità necessita di maggiore attenzione nell osservanza dei diritti della persona, sanciti per la generalità dei cittadini. La valorizzazione del ruolo dei più anziani e della loro cultura si fonda sull educazione della popolazione al riconoscimento ed al rispetto dei loro diritti, oltre che sull adempimento puntuale di una serie di doveri da parte della società. Di questi, il primo è la realizzazione di politiche che garantiscano ad un anziano di continuare ad essere parte attiva nella nostra società, ossia che favoriscano la sua condivisione della vita sociale, civile e culturale della comunità. Questo documento vuole indirizzare l azione di quanti operano a favore di persone anziane, direttamente o indirettamente, some singoli cittadini oppure all interno di: istituzioni responsabili della realizzazione di un valore pubblico (ospedali, residenze sanitarioassistenziali, scuole, servizi di trasporti ed altri servizi alla persona sia pubblici che privati); 7 -
8 agenzie di informazione e, più in generale, mass media; famiglie e formazioni sociali. Con loro condividiamo l auspicio che i principi qui enunciati trovino la giusta collocazione all interno dell attività quotidiana, negli atti regolativi di essa quali statuti, regolamenti o carte dei servizi, nei suoi indirizzi programmatici e nelle procedure per la realizzazione degli interventi. Richiamiamo in questo documento alcuni dei principi fondamentali dell ordinamento giuridico italiano: il principio di giustizia sociale, enunciato nell art. 3 della Costituzione, là dove si ritiene compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. La letteratura scientifica riporta che lo sviluppo pieno della persona umana è un processo continuo, non circoscrivibile in una classe di età particolare poiché si estende in tutto l arco della vita; il principio di solidarietà enunciato nell art. 2 della Costituzione, là dove si ritiene compito della Repubblica riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiedere l adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. A queste espressioni di solidarietà inderogabili vanno affiancate quelle proprie della libera partecipazione del cittadino al buon funzionamento della società ed alla realizzazione del bene comune, pure finalizzate alla garanzia dell effettiva realizzazione dei diritti della persona. Il principio di salute enunciato nell art. 32 della Costituzione, là dove si ritiene compito della Repubblica tutelare la salute come fondamentale diritto dell individuo ed interesse della collettività e garantire cure gratuite agli indigenti. Va inoltre ricordato che, al concetto di salute affermato dall Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella dichiarazione di Alma Ata (1978) come equilibrio fisico, psichico e sociale, si è affiancato il concetto di promozione della salute della dichiarazione di Ottawa (1986). La persona anziana al centro di diritti e doveri Non vi è dunque contraddizione tra asserire che la persona gode, per tutto l arco della sua vita, di tutti i diritti riconosciuti ai cittadini dal nostro ordinamento giuridico ed adottare una carta dei diritti specifica per i più anziani: essa deve favorire l azione di educazione al riconoscimento ed al rispetto di tali diritti insieme con lo sviluppo delle politiche sociali, come si è auspicato nell introduzione. La persona ha il diritto Di sviluppare e di conservare la propria individualità e libertà. Di conservare e veder rispettate, in osservanza dei principi costituzionali, le proprie credenze, opinioni e sentimenti. Di conservare le proprie modalità di condotta sociale, se non lesive dei diritti altrui, anche quando esse dovessero apparire in contrasto con i comportamenti dominanti nel suo ambiente di appartenenza. La società e le istituzioni hanno il dovere Di rispettare l individualità di ogni persona anziana, riconoscendone i bisogni e realizzando gli interventi ad essi adeguati, con riferimento a tutti i parametri della sua qualità di vita e non in funzione esclusivamente della sua età anagrafica. Di rispettare credenze, opinioni e sentimenti delle persone anziane, anche quando essi dovessero apparire anacronistici o in contrasto con la cultura dominante, impegnandosi a coglierne il significato nel corso della storia della popolazione. Di rispettare le modalità di condotta della persona anziana, compatibili con le regole della convivenza sociale, evitando di correggerle e di deriderle, senza per questo venire meno all obbligo di aiuto per la sua migliore integrazione nella vita della comunità. 8 -
9 La persona ha il diritto Di conservare la libertà di scegliere dove vivere Di essere accudita e curata nell ambiente che meglio garantisce il recupero della parte lesa. Di vivere con chi desidera Di avere una vita di relazione Di essere messa in condizione di esprimere le proprie abitudini personali, la propria originalità e creatività. Di essere salvaguardata da ogni forma di violenza fisica e/o morale Di essere messa in condizione di godere e di conservare la propria dignità ed il proprio valore, anche in casi di perdita parziale o totale della propria autonomia ed autosufficienza. La società e le istituzioni hanno il dovere Di rispettare la libera scelta della persona anziana di continuare a vivere nel proprio domicilio, garantendo il sostegno necessario, nonché in caso di assoluta impossibilità, le condizioni di accoglienza che permettano di conservare alcuni aspetti dell ambiente di vita abbandonato. Di accudire e curare l anziano fin dove è possibile a domicilio, se questo è l ambiente che meglio stimola il recupero o il mantenimento della funzione lesa, fornendo ogni prestazione sanitaria e sociale ritenuta praticabile ed opportuna. Resta comunque garantito all anziano malato il diritto al ricovero in struttura ospedaliera o riabilitativa per tutto il periodo necessario per la cura e la riabilitazione. Di favorire, per quanto possibile, la convivenza della persona anziana con i familiari, sostenendo opportunamente questi ultimi e stimolando ogni possibilità di integrazione. Di evitare nei confronti dell anziano ogni forma di ghettizzazione che gli impedisca di interagire liberamente con tutte le fasce di età presenti nella popolazione. Di fornire ad ogni persona di età avanzata la possibilità di conservare e realizzare le proprie attitudini personali, di esprimere la propria emotività e di percepire il proprio valore, anche se soltanto di carattere affettivo. Di contrastare, in ogni ambito della società, ogni forma di sopraffazione e prevaricazione a danno degli anziani. Di operare perché, anche nelle situazioni più compromesse e terminali, siano supportate le capacità residue di ogni persona, realizzando un clima di accettazione, di condivisione e di solidarietà che garantisca il pieno rispetto della dignità umana. La tutela dei diritti riconosciuti E opportuno ancora sottolineare che il passaggio, dalla individuazione dei diritti di cittadinanza riconosciuti dall ordinamento giuridico all effettività del loro esercizio nella vita delle persone anziane, è assicurato dalla creazione, dallo sviluppo e dal consolidamento di una pluralità di condizioni che vedono implicate le responsabilità di molti soggetti. Dall azione di alcuni di loro dipendono l allocazione delle risorse (organi politici) e la crescita della sensibilità sociale (sistema dei media dell istruzione e dell educazione). Tuttavia, se la tutela dei diritti delle persone anziane è certamente condizionata da scelte di carattere generale proprie della sfera della politica sociale, non di minor portata è la rilevanza di strumenti di garanzia che quella stessa responsabilità politica ha voluto: il difensore civico regionale e locale, l ufficio pubblica tutela (UPT) e l ufficio di Relazione con il pubblico (URP). Essi costituiscono un punto di riferimento informale, immediato, gratuito e di semplice accesso per tutti coloro che necessitano di tutela. E constatazione comune che larga parte dei soggetti che si rivolgono al difensore civico, agli UPT ed agli URP è costituita da persone anziane. 9 -
10 E necessario che lo sviluppo di questa rete di garanzia sia incentivato in tutto l ambito sanitario, sociosanitario e socio-assistenziale in sede di autorizzazione al funzionamento e di accreditamento di tutti i servizi della Regione Lombardia. 10 -
11 Modalità di inoltro delle segnalazioni Tutto il personale della Fondazione opera all interno dell organizzazione con il massimo impegno al fine di garantire il miglior servizio. Possono tuttavia verificarsi situazioni di disagio che La invitiamo a segnalare mediante il seguente modulo, che potrà anche ritirare presso l Ufficio Relazioni con il Pubblico, così che le Sue indicazioni diventino per noi fonte di miglioramento. Modulo segnalazione Reclamo Osservazione Encomio Servizio interessato: Descrizione motivo: Dati del compilatore Cognome Nome Indirizzo Tel. In relazione al D.Lgs. 196/03 si informa che i dati forniti verranno utilizzati al solo fine di permettere alla Fondazione la gestione della segnalazione. Data / / Firma Il modulo compilato dovrà essere consegnato presso l ufficio relazioni con il pubblico, oppure inviato per posta o tramite fax al n. 031/ Tutti i reclami presentati per iscritto riceveranno risposta entro 30 giorni. Tutte le osservazioni saranno valutate ai fini del miglioramento del servizio prestato. Parte riservata alla Fondazione Ricevuto il / / Risposto il / / 11 -
12 Stampato in proprio da gennaio
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