SIFOR - Sistema Informativo Forestale Regionale
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- Agnese Grossi
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1 SIFOR - Sistema Informativo Forestale Regionale Scheda di dettaglio del Tipo Forestale CA50X - Castagneto neutrofilo dell'appennino e dei rilievi collinari interni Superficie totale (ha): Percentuale su superficie boscata regionale (%): 2 Descrizione: Popolamenti di castagno puri o in mescolanza con roverella, cerro, carpino nero ed orniello. Cedui, fustaie sopra ceduo, spesso a struttura irregolare. Cenosi da mesofile a mesoxerofile, tipicamente neutrofile. Localizzazione: Il Tipo è diffuso nei rilievi collinari interni delle Langhe (Valle Belbo, Bormida e Uzzone), fin sulle colline a sud di Acqui Terme; più localizzato nell'appennino calcareo-marnoso delle medie e basse Valli Curone e Borbera, mentre è sporadico e relittuale altrove. Classificazione fitosociologica: Quercetalia pubescenti-petraeae Br. - Bl. 31 con elementi dei Fagetalia Pawl. 28. Corine: 41.9 Habitat Natura 2000: CODICE DENOMINAZIONE HABITAT N Boschi di castagno NOTE
2 SOTTOTIPI E VARIANTI CODICE DENOMINAZIONE SUPERFICIE (ha) CA50A var. con pino silvestre 1415 CA50B var. con carpino nero 999 CA50C var. con querce 1373 CA50D var. con latifoglie miste 658 CA50E var. con pino marittimo CA50J soprassuolo con residui di arboricoltura da legno CA50K bosco pascolato CA50W soprassuolo distrutto o danneggiato significativamente da eventi meteorici CA50Y soprassuolo distrutto o danneggiato significativamente da parassiti o danni non identificati CA50Z soprassuolo distrutto da incendio Note alla variabilità: Possibili confusioni: Sono possibili confusioni con forme di transizione verso il castagneto acidofilo a Physospermum cornubiense, da cui si distingue per la prevalenza di specie neutrofile su quelle acidofile e per la litologia, rappresentata da calcari-marnosi, marne o misti. DATI DENDROMETRICI Numero di piante per ha: 1496 Area basimetrica media per ha (mq/ha): 33,1 Volume medio ad ha (mc/ha): 191,7 Diametro medio di area basimetrica media (cm): 16,8 Composizione dendrometrica: Specie Presenze (%) Volumi (%) Altre latifoglie 1,2 3,8 Altre querce 9,8 6,0 Castanea sativa Miller 3,8 5,2 Fagus sylvatica L. 3,8 5,1 Latifoglie mesofile 0,1 0,3 Pinus sylvestris L. 0,4 1,3 Quercus petraea (Mattuschka) Liebl. 79,2 75,6 Robinia pseudoacacia L. 1,3 2,3
3 DATI SELVICOLTURALI Posizione nel ciclo dinamico e tendenze evolutive: Cenosi antropica che ha sostituito gli originari ostrieti misti e i querceti di roverella. Il Tipo, alle quote superiori, può evolvere molto lentamente verso l'ostrieto e, successivamente, verso la cerreta mista appenninica; nelle stazioni più fresche di bassa quota, l'evoluzione sembra arrestarsi all'ostrieto pressoche puro. Nelle zone collinari interne (Langhe e più raramente Monferrato e Colline del Po) l'evoluzione dei castagneti neutrofili (talora invasi da orniello, salicone, ciliegio o vari arbusti) verso gli originari querceti di rovere o cerro, appare spesso incerta, anche per l'infiltrazione della robinia. Interventi da evitare: 1) Ripristino della ceduazione nei popolamenti fortemente infiltrati da latifoglie (acero opalo, carpino nero, faggio, ecc.), ove il castagno è ormai in forte regresso. 2) Nei cedui a regime o in quelli ove è ancore proponibile la ceduazione, è da evitare il taglio raso su ampie superficie e la sistematica eliminazione delle riserve delle specie autoctone. 3) Il ripristino della castanicoltura da frutto nei popolamenti già cedui. Raccomandazioni per la difesa della biodiversità: Benché si tratti di un habitat forestale d'interesse comunitario, per il Piemonte questi boschi non presentano particolare interesse naturalistico; in tutti i casi, devono essere preservate tutte le specie diverse da castagno, in particolare le riserve e la rinnovazione di faggio, aceri, rosacee minori e le specie arbustive. In caso di deperimento generalizzato è sempre opportuno mantenere i grossi individui da frutto anche abbandonati dalla coltura, quali habitat per numerose specie animali. Indirizzi di intervento: Popolamenti di origine antropica, instabili, a prevalente destinazione produttivo-protettiva, ove la libera evoluzione non è conciliabile con la loro conservazione. In base a queste considerazioni, per il loro mantenimento, è necessario proseguire nella gestione del governo a ceduo, scegliendo i turni più opportuni per meglio valorizzare le produzioni e la funzione naturalistica; in tutti i casi gli interventi devono rispettare tutte le latifogli diverse dal castagno, in particolare le querce, anche attraverso una matricinatura per gruppi. Nei popolamenti già misti si offrono diverse opportunità gestionali: recupero del ceduo, costituzione di popolamenti misti(fustaia copra ceduo con querce, ceduo a turno lungo misto con querce e robinia), anche per gruppi, o totale rinaturalizzazione. Particolare attenzione va posta a limitare l'invasione da parte della robinia, ove presente.
4 SPECIE PRESENTI Elenco delle specie, in ordine alfabetico, che costituiscono il corredo floristico dell unità tipologica Nome latino Acer campestre L. Acer opulifolium Chaix Acer pseudoplatanus L. Anemone nemorosa L. Brachypodium rupestre (Host) R. et S. Brachypodium sylvaticum (Hudson) Beauv. Carex digitata L. Carex pilosa Scop. Castanea sativa Miller Cephalanthera rubra (L.) L. C. Rich. Clematis vitalba L. Convallaria majalis L. Cornus sanguinea L. Coronilla emerus L. Corylus avellana L. Crataegus monogyna Jacq. Cytisus sessilifolius L. Daphne laureola L. Daphne mezereum L. Digitalis lutea L. Epipactis helleborine (L.) Crantz Euphorbia amygdaloides L. Euphorbia dulcis L. Fagus sylvatica L. Frangula alnus Miller Fraxinus ornus L. Galium aristatum L. Genista pilosa L. Genista tinctoria L. Geranium nodosum L. Hedera helix L. Hepatica nobilis Miller Juniperus communis L. Laburnum alpinum (Miller) Berchtold et Presl Laburnum anagyroides Medicus Lathyrus montanus Bernh. Ligustrum vulgare L. Listera ovata (L.) R. Br. Lonicera caprifolium L. Luzula nivea (L.) Lam. et DC. Malus sylvestris Miller Melampyrum pratense L. Melica uniflora Retz. Orchis purpurea Hudson Ostrya carpinifolia Scop. Peucedanum cervaria (L.) Lapeyr. Peucedanum verticillare (L.) Koch Physospermum cornubiense (L.) DC. Pinus pinaster Aiton Pinus sylvestris L. Platanthera bifolia (L.) Rchb. Nome volgare Acero campestre Acero opalo Acero di monte Sanguinello Dondolino Nocciolo Biancospino Citiso a foglie sessili Faggio Frangola Orniello Ginepro comune Maggiociondolo alpino Maggiondolo comune Ligustro Melo selvatico Carpino nero Pino silvestre
5 Potentilla erecta (L.) Rauschel Potentilla micrantha Ramond Primula veris L. Prunus avium L. Quercus cerris L. Quercus pubescens Willd. Rosa arvensis Hudson Salvia glutinosa L. Sambucus nigra L. Sanicula europaea L. Serratula tinctoria L. Sesleria autumnalis (Scop.) Schultz Solidago virgaurea L. Sorbus torminalis (L.) Crantz Stachys officinalis (L.) Trevisan Symphytum tuberosum L. Tamus communis L. Tanacetum corymbosum (L.) Sch.-Bip. Tilia cordata Miller Trifolium alpinum L. Viola riviniana Rchb. Ciliegio selvatico Cerro Roverella Sambuco nero Ciavardello Tiglio cordato Aspetti fisionomici del sottobosco: Trattandosi sovente di popolamenti abbandonati da anni ed in successione, lo strato arbustivo ed arboreo inferiore può localmente essere denso, ricco e strutturato; il manto erbaceo presenta facies a graminoidi (Sesleria cylindrica e Brachypodium rupestre), del lamineto o miste. Rinnovazione: Presenza sparsa e sporadica di rinnovazione di cerro, onrniello, ciliegio, castagno, talora infiltrazione di robinia dai margini. Sui rilievi appenninici molto frequente è la rinnovazione di carpino nero, in particolare nei popolamenti abbandonati. Specie: orniello, ciliegio selvatico, cerro, roverella, carpino nero, robinia. Note alle specie presenti:
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