UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
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- Daniele Cesare Longhi
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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE Elaborato di laurea In Costruzioni Idrauliche Verifica e ristrutturazione di una rete di distribuzione idropotabile. Il comune di San Mango Piemonte (SA) RELATORE Ch.mo Prof. Paolo Villani CANDIDATO Matr Giovanni Parisi Anno Accademico 2009/2010
2 Introduzione Il seguente elaborato di laurea è stato redatto sulla base del lavoro svolto da me durante l attività di tirocinio tenutasi presso la sede della S.i.i.s. spa dal mese di settembre al mese di novembre 2009 sotto la supervisione dell ingegnere Massimo Martucciello. L attività principale svolta durante il tirocinio è stata la verifica e la valutazione di possibili interventi a breve e a lungo termine sulla rete acquedottistica del comune di San Mango Piemonte (SA). Nel corso del tirocinio sono stati effettuati dei sopralluoghi presso il comune per il rilievo della rete. 1.L ATO Sele e il gestore unico. La S.i.i.s. spa La legge 36/94 Disposizioni in materia di risorse idriche ha rivoluzionato l organizzazione del servizio idrico in Italia. Fino all emanazione della legge il bene acqua è stato considerato illimitato, mentre la nuova normativa ha evidenziato che si tratta di una risorsa limitata. Al fine di salvaguardare la risorsa, la legge ha posto le fondamenta per modernizzare il settore, avviando un processo di industrializzazione. Il percorso tracciato dalla legge 36/94 prevede che i servizi idrici integrati siano organizzati sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO) delimitati dai seguenti criteri: 1. rispetto dell'unità del bacino idrografico o del sub-bacino o dei bacini idrografici contigui, tenuto conto delle previsioni e dei vincoli contenuti nei piani regionali di risanamento delle acque di cui alla legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni, e nel piano regolatore generale degli acquedotti, nonché della localizzazione delle risorse e dei loro vincoli di destinazione, anche derivanti da consuetudine, in favore dei centri abitati interessati; 2. superamento della frammentazione delle gestioni; 1
3 3. conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici, demografici, tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-amministrative. Gli ATO sono consorzi obbligatori, formati dai singoli comuni, ai quali è assegnato il compito di attuare la riforma individuando un gestore unico a cui affidare il servizio idrico integrato. L affidamento del servizio ad un gestore unico garantisce la razionalizzazione della risorsa idrica, nonché un unica tariffa. La regione Campania, con la L.R. 14/97, ha suddiviso il proprio territorio in 4 diversi ATO: 1. ATO n.1, denominato Calore-Irpino, formato da 116 comuni della provincia di Avellino e da 79 comuni della provincia di Benevento; 2. ATO n.2 denominato Napoli-Volturno, formato da 104 comuni della provincia di Caserta e da 32 comuni della provincia di Napoli; 3. ATO n.3 denominato Sarnese-Vesuviano, formato da 79 comuni della provincia di Napoli e da 17 comuni della provincia di Salerno; 4. ATO n.4 denominato Sele, formato da 142 comuni della provincia di Salerno, 2 della provincia di Avellino e 1 della provincia di Napoli. Nel 2004 l ATO Sele ha affidato il servizio idrico integrato alla SIIS (Servizi Idrici Integrati Salernitani) con una convenzione della durata di 25 anni. Il sevizio affidato alla SIIS è costituito dall insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione dell acqua per usi civili, della gestione della rete fognaria e la depurazione delle acque reflue urbane. Oltre alla gestione rientra tra le competenze della SIIS la manutenzione ordinaria e straordinaria. Allo stato attuale sono state trasferite in capo alla SIIS le gestioni dell impianto di depurazione di Salerno e del servizio idrico integrato di nove comuni (Pontecagnano-Faiano, Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, Castiglione del Genovesi, San Mango Piemonte, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Olevano sul Tusciano, Baronissi). In figura 1 è mostrata l area gestita dalla SIIS. 2
4 Fig.1 Area gestita dalla SIIS 3
5 2. Il comune di San Mango Piemonte 2.1 Inquadramento generale Dal 1 settembre 2009 il comune di S. Mango Piemonte ha affidato la gestione del servizio idrico integrato alla SIIS. Il territorio del comune si sviluppa su una superficie di circa 6 Km 2 ed ha una popolazione di circa 2600 abitanti. La zona eveidenziata in nero nella figura 2 racchiude il territorio comunale. Fig.2 Territorio del comune di San Mango Piemonte La rete idrica esistente del comune è stata progettata e realizzata negli anni 70 e da allora ha subito pochi interventi e tutti di piccola importanza. Allo stato attuale la rete non risulta adatta per soddisfare appieno il fabbisogno della popolazione, soprattutto considerando che S.Mango è un comune in espansione e si prevede in tempi brevi un aumento demografico. Per questo motivo si è resa necessaria innanzitutto una verifica del corretto funzionamento della rete e successivamente la valutazione di diverse possibilità di intervento per migliorarne il funzionamento. 4
6 2.2 La rete di distribuzione All atto della convenzione il comune ha fornito alla SIIS una copia del quadro sinottico del progetto originale. Questo quadro sinottico però non corrisponde allo stato di fatto, in quanto la rete, come già detto in precedenza, ha subito modifiche, ed inoltre risulta incompleto in quanto non fornisce informazioni sui parchi né tantomeno sui materiali delle tubazioni. Sono stati quindi necessari sopralluoghi per verificare la veridicità dei dati forniti dal quadro sinottico e per procurarsi i dati mancanti. Effettuati i sopralluoghi è stato possibile dividere il comune in quattro fasce d utenza: La zona alta, sita tra i 250 e i 270 ; Il centro urbano, sito tra i 190 e i 220 ; La zona bassa, sita tra i 120 e i 180 ; I parchi Monticelli e Fiorito, posti rispettivamente a 200 e 150 m slm. La zona alta è servita da una condotta in acciaio 200 che si congiunge con una condotta in ghisa 100. Il centro urbano si congiunge alle tubazioni della zona alta con una condotta in ghisa 100, andando a formare una maglia, che in seguito verrà indicata come maglia 1. Sempre una condotta in ghisa 100, insieme a un 60, serve il resto del centro andando a formare una seconda maglia (maglia 2). Nel nodo in cui si congiungono le due tubazioni di diverso diametro si congiunge anche un tubo 80 che porta l acqua alla zona bassa. La zona bassa si congiunge al 80 ed è servita da un 60 in ghisa e da un 90 in PEAD. I parchi si congiungono alla maglia formata dalla zona alta e il centro urbano e vengono serviti da una condotta in ghisa 100. Alla fine dei sopralluoghi può dire che la rete è formata da due maglie principali e da diverse ramificazioni che si congiungono alle maglie. La rete è alimentata da un serbatoio di circa 600 m 3 situato in località Pistelli a 324 m s.l.m. Il serbatoio, a sua volta, è alimentato dalle condotte dell Ausino. 5
7 2.3 Planimetria generale e quadro sinottico Si riportano di seguito i seguenti elaborati grafici: Quadro sinottico fornito dal comune; Planimetria generale allo stato di fatto; Schema idrico della rete allo stato di fatto. 6
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