Rete del progetto Diade
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- Ornella Mantovani
- 8 anni fa
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1 La Rete Diade P Progetto realizzato nell'ambito dell'accordo di collaborazione sottoscritto con la Regione Lombardia per l'attivazione di servizi e iniziative finalizzate al contrasto e alla prevenzione della violenza sulle donne e alla protezione delle vittime di violenza (l.r. 11/2012). Il capofila è il Comune di Monza.
2 Rete del progetto Diade Comune di Monza, capofila Comune di Brugherio Comune di Lissone Comune di Vimercate Procura della Repubblica di Monza Prefettura di Monza Polizia di stato- Commissariato di Monza Asl di Monza e Brianza Ambiti sociali distrettuali di Carate Brianza, Desio, Seregno e Vimercate, Provincia di Monza e Brianza A. O. S. Gerardo di Monza, A.O. di Desio e Vimercate; C.A.DO.M Monza Novo Millennio Società Cooperativa Sociale Onlus
3 LA FINALITA DEL PROGETTO Assicurare alle vittime di violenza di genere e ai loro figli l avvio di percorsi personalizzati volti a favorire l autonomia e l indipendenza personale, sociale ed economica; Rafforzare i servizi specialistici a supporto delle donne e della Rete Artemide Antiviolenza Donne Migliorare l integrazione delle istituzioni e degli operatori della rete nella presa in carico congiunta delle singole donne e nella co-costruzione del progetto di fuoriuscita dalla violenza
4 Cornice legislativa Legge Regionale n. 11 del luglio 2012 Convenzione del Consiglio d'europa sulla prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica maggio 2011, ratificata dal parlamento italiano settembre 2013, in vigore dal 2 agosto 2014 Legge 119/2013
5 LA GOVERNANCE DEL PROGETTO DIADE Coordinamento Politico-Istituzionale: definisce le linee di indirizzo e programmazione generale Cabina di progetto: la cabina di progetto, costituita da rappresentanti di tutti gli Enti e le Istituzioni che partecipano al progetto, suoi compiti sono: elabora il piano attuativo del progetto e della formazione; svolge funzioni di coordinamento, monitoraggio e valutazione. Si è riunita nei mesi di maggio e giugno per elaborare attraverso la costituzione di gruppi di lavoro il Piano operativo;
6 LE AZIONI DEL PROGETTO DIADE Azione 1 e 2: Potenziamento del Cadom di Monza Apertura dell accoglienza per ulteriori 4 ore a settimana: Attivazione di 3 servizi territoriali di accoglienza a Brugherio, Lissone e Vimercate: Sensibilizzazione ed informazione dei territori: settembre-ottobre Apertura a regime ridotto da ottobre Apertura per 6 ore settimanali da gennaio 338 ore di consulenza legale 320 ore di consulenza psicologica a disposizione dei servizi decentrati e delle istituzioni del territorio, per consulenza ad operatori e donne: dal mese di ottobre:
7 LE AZIONI DEL PROGETTO DIADE Azione 3 attivazione di progetti di presa in carico della donna Percorsi di psicoterapia rivolti a donne e bambini, a cura del Cadom e dei Consultori ASLMonza e Brianza Progetti integrati di supporto sociale, sociosanitario ed educativo Residenzialità protetta e case rifugio (Comuni) Servizi di mediazione linguistico-culturale Sostegno al reddito, orientamento e inserimento al lavoro (sistema dotale)
8 LE AZIONI DEL PROGETTO DIADE Azione 4 Modellizzazione progettazione integrata Miglioramento dell interconnessione fra Servizi/Istituzioni e fra Servizi/Cadom, già delineate nelle linee guida Artemide; Costruzione di un modello di progettazione integrata fra i diversi soggetti sui singoli casi che definisca i compiti di ciascuno Miglioramento del sistema di monitoraggio e di raccolta dei dati
9 Azione 4 Modellizzazione progettazione integrata: fasi Riavviare la rete degli ambiti sociali nominando rappresentanti di tutte le istituzioni: Discutere nelle riunioni interistituzionali del modello di presa in carico integrata di Artemide proponendo modifiche e miglioramenti: Quando: ottobre Sulla base di quanto emerge negli ambiti la Cabina di progetto elabora un nuovo modello di intervento e di progettazione integrata; Quando: novembre Il nuovo modello viene diffuso attraverso riunioni di ambito e sperimentato Quando: da dicembre con verifica intermedia a Febbraio
10 LE AZIONI DEL PROGETTO DIADE Azione 5 Percorsi tutelati nei Pronto soccorso per donne vittime di violenza 1. Definizione e costruzione di modalità di accoglienza strutturate ed omogenee delle donne che si rivolgono ai Pronto soccorso con problematiche espresse o sospette di maltrattamento (Codice Rosa): Fase 1: incontri di sensibilizzazione: 4 ore per 4 edizioni Fase 2: Costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alla strutturazione del Codice Rosa con la partecipazione di rappresentanze di tutti i PS Fase 3: Formazione operativa del personale di PS per dare attuazione al Codice Rosa; 2. Condivisione degli accordi rete con i PS del Privato Accreditato
11 LE AZIONI DEL PROGETTO DIADE Azione 6 SUPERVISIONE, FORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEGLI OPERATORI DELLA RETE Formazione di base: 16 ore per l Ambito di Desio 16 ore per gli altri territori Formazione per le volontarie delle Sedi decentrate Cadom: 32 ore complessive; Formazione per i medici di medicina generale: 8 ore A cura dell ASL
12 LE AZIONI DEL PROGETTO DIADE Azione 6 FORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEGLI OPERATORI DELLA RETE Formazione specialistica su valutazione del rischio: 12 ore per diverse professionalità (sanitarie, forze dell ordine, sociali); 4 ore interprofessionali Formazione specialistica su approccio interculturale Formazione specialistica su aspetti relazionali: Forze dell ordine Formazione specialistica per i 5 ambiti, argomenti (80 ore complessive): Violenza assistita Aspetti giuridici Rete e modellizazione
13 LEGGE 119 del 2013 Modifiche al Codice di procedura penale e al Codice penale; Introduzione di misure di prevenzione per condotte di violenza domestica; Piano d azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere
14 LEGGE 119 DEL 2013 Piano d azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere Potenziare forme di assistenza e e di sostegno alle donne vittima di violenza e ai loro figli secondo modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne Garantire la formazione di tutte le professionalità Accrescere la protezione delle vittime attraverso il rafforzamento della collaborazione fra tutte le istituzioni coinvolte Definire un sistema strutturato di governance tra tutti i livelli di governo, che si basi sulle diverse esperienze e sulle buone pratiche già realizzate nelle reti locali e sul territorio
15 LEGGE 119 DEL 2013 Azioni per i Centri anti-violenza e le case rifugio Centri Anti-violenza e le case rifugio sono promosse: Enti locali in forma singola o associata Associazioni attive nel settore In collaborazione Enti Locali e Associazioni Operano in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali Con figure professionali che sviluppino un approccio integrato alle diverse dimensioni della violenza subita dalla donna Fa parte della formazione degli operatori il riconoscimento delle dimensioni della violenza riconducibili alle disuguaglianze di genere
16 Legge Regionale:Obbiettivi Favorisce una cultura di rispetto della persona. Della donna e di contrasto della violenza, anche presso Università e scuole Promuove il diffondersi di una cultura del rispetto e dell uguaglianza della solidarietà Favorisce e promuove politiche di prevenzione, protezione, sostegno, tutela a favore delle donne vittime di violenza Riconosce e valorizza le esperienze promosse dai centri Antiviolenza
17 LEGGE REGIONALE Il ruolo dei Comuni: I Comuni concorrono al raggiungimento degli obbiettivi della legge esercitando le funzioni previste dalla L.R. 3/2008. governance della rete dei servizi erogazione di servizi e promozione di servizi innovativi definizione livelli di assistenza, gestione sistema informativo
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