IL REGOLAMENTO INTERNO
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- Ernesto Simone
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1 IL REGOLAMENTO INTERNO (art.6 L.03/04/01 n.142) 18 novembre 2014
2 Fonti normative Introdotto dall art. 6 Legge 3 aprile 2001 n. 142 Modifiche con Legge 14 febbraio 2003 n.30 Ultima proroga art. 23 sexies D.L. 24 dicembre 2004 n.355 Art. 7 Decreto Legge 31 dicembre 2007 n.248 ccnl da applicare
3 Ambito di applicazione Come chiarito dalla nota ministeriale del 16/11/2006, l ambito di applicazione della L.142/2001, e quindi l obbligo di adozione del regolamento interno, è circoscritto alle sole cooperative che abbiano come oggetto della prestazione un attività lavorativa resa dal socio. Sono quelle cooperative il cui scopo mutualistico, previsto da statuto, consiste nel procurare lavoro alle migliori condizioni possibili per i propri soci lavoratori. Quindi le cooperative di produzione e lavoro, le cooperative sociali e quelle miste, cioè quelle in cui accanto alla finalità del lavoro ve ne sono altre.
4 Principale funzione del regolamento interno Il regolamento interno deve: Indicare le modalità di svolgimento delle prestazioni lavoratori da parte dei soci Richiamare i contratti collettivi di lavoro applicabili ai soci con rapporto di lavoro subordinato Richiamare la disciplina di legge applicabile ai rapporti di lavoro instaurati dai soci, diversi da quelli di lavoro subordinato
5 Il piano di crisi E ha esclusivo appannaggio del regolamento interno l attribuzione all assemblea della facoltà di deliberare un piano di crisi aziendale, nel quale siano salvaguardati, per quanto possibile, i livelli occupazionali. E possibile prevedere la riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi e forme di apporto economico. Deve riportare espresso divieto di distribuzione di eventuali utili, per l intera durata del piano di crisi.
6 Piano di avviamento Il regolamento di una cooperativa di nuova costituzione può attribuire all assemblea la facoltà di deliberare un piano d avviamento alle condizioni e secondo le modalità stabilite in accordi collettivi. La mancata definizione di validi accordi collettivi ha determinato l impossibilità di deliberare i piani di avviamento.
7 Ristorni Nel regolamento interno è possibile disciplinare l istituto del ristorno, compatibilmente con le previsioni statutarie. Per le cooperative maggiormente strutturate, più orientate all attribuzione dei ristorni, che necessitano di uno strumento più articolato, è possibile introdurre norme di carattere generali e rinviare ad un apposito regolamento i criteri di ripartizione.
8 I vincoli al regolamento interno Il regolamento non può contenere disposizioni derogatorie in pejus rispetto al solo trattamento economico minimo dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Il regolamento non può prevedere norme contrarie alla legge e allo statuto.
9 Scadenze / Decorrenza Entro il 31 dicembre 2004 le cooperative dovevano redigere e approvare il regolamento interno. Per le cooperative costituite in data successiva, il regolamento dev essere approvato e quindi decorrere entro la data di inizio attività/avviamento al lavoro. L entrata in vigore del regolamento deve essere contestuale o successiva all approvazione da parte dell assemblea.
10 Scadenze / Decorrenza Il regolamento deve essere depositato entro 30 giorni dall approvazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio. Il deposito alla Direzione territoriale del lavoro non è elemento fondamentale per l entrata in vigore.
11 Sanzioni Il Ministero del lavoro con circolare n.34/2002 ha precisato che il termini di legge relativo al deposito è soltato ordinatorio, non essendo previste sanzioni. E compito del revisore cooperativo verificare che il regolamento sia stato correttamente approvato e depositato e, in caso contrario, emettere diffida ad adempiere. In fase di accertamento, nel caso in cui la cooperativa non abbia provveduto, il revisore dovrà proporre la gestione commissariale.
12 Sanzioni In mancanza del regolamento interno sono preclusi alla cooperativa alcuni istituti: 1. Non è possibile accedere allo stato di crisi 2. Non è possibile accedere al piano di avviamento 3. Non è possibile accedere alle agevolazioni contributive per i rapporti di lavoro subordinato (vari interpelli ministeriali) 4. Non è possibile instaurare rapporti di lavoro diversi da quello subordinato (Inps circ.33/2002)
13 Quale Ccnl applicare Le società cooperative sono tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva del settore. In presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le cooperative devono applicare i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentantive a livello nazionale nella categoria.
14 Quale Ccnl applicare Con lettera circolare del 01/06/2012 il Ministero del Lavoro precisa che sulla scorta della documentazione in possesso di questa Amministrazione [..] si fa presente che l unico contratto da prendere come riferimento ai fini dell individuazione della base imponibile contributiva ai sensi dell art.1 L.389/89 [ ] è il contratto collettivo nazionale sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil / Agci, Legacoop, Confcooperative. Laddove, pertanto, si riscontri l applicazione di un diverso Ccnl da parte della cooperativa, il personale di vigilanza dovrà procedere al recupero della differenze retributive, mediante l adozione di diffida accertativa. Sarà invece cura dell Inps recuperare le differenze contributive.
15 Certificazione del regolamento interno Art. 83 Dlgs 276/2003 (cd Legge Biagi): La procedura di certificazione di cui al capo I é estesa all'atto di deposito del regolamento interno delle cooperative riguardante la tipologia dei rapporti di lavoro attuati o che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori, ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, e successive modificazioni. La procedura di certificazione attiene al contenuto del regolamento depositato.
16 Iter di approvazione A norma dell art. 2521, il regolamento deve essere predisposto dagli amministratori e approvato dall assemblea ordinaria della cooperativa, ma è necessaria la maggioranza qualificata (cioè quella prevista per l assemblea straordinaria ai sensi dell art.2521 cc ultimo comma) Il regolamento approvato dall assemblea deve essere consegnato a tutti i soci o almeno messo a disposizione.
17 Redazione del regolamento interno Quindi un regolamento interno potrebbe essere così formulato: PARTE GENERALE: Tratta questioni di carattere generale ed è opportuno che sia arricchita con un richiamo agli scopi mutualistici, peculiari della cooperativa (ad esempio la ricerca di migliori condizioni di lavoro) e ai principi che fondano il rapporto tra socio e cooperativa.
18 Redazione del regolamento interno Parte Generale - Indice Articolo 1 tipologie di soci lavoratori Articolo 2 modalità di individuazione del tipo di contratto Articolo 3 compatibilità con altra attività Articolo 4 comunicazione di ammissione al lavoro Articolo 5 distribuzione del lavoro Articolo 6 partecipazione Articolo 7 corresponsione delle remunerazioni Articolo 8 ristorno Articolo 9 situazione di crisi aziendale
19 Redazione del regolamento interno PARTE SUI RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATI: Viene qui indicato il Ccnl applicato e vengono normati alcuni aspetti specifici della cooperativa non regolamentati dal contratto collettivo. E importante riportare in modo puntuale la corretta denominazione del Ccnl elencando le parti che lo sottoscrivono.
20 Redazione del regolamento interno Seconda parte - Norme specifiche per i soci con rapporto di lavoro subordinato Articolo 10 CCNL di riferimento per i soci con rapporto di lavoro subordinato Articolo 11 organizzazione del lavoro Articolo 12 trattamento economico dei soci con contratto di lavoro subordinato Articolo 13 norme di comportamento Articolo 14 codice disciplinare e provvedimenti disciplinari Articolo 15 risoluzione del rapporto di lavoro Articolo 16 previdenza complementare Articolo 17 esercizio dei diritti sindacali Articolo 18 norme sulla sicurezza sul lavoro e indumenti di lavoro
21 Redazione del regolamento interno PARTE SUI RAPPORTI DI LAVORO DIVERSI DA QUELLO SUBORDINATO: Vengono richiamate le normative che regolano i rapporti di lavoro di tipo autonomo, con partita iva e di collaborazione a progetto.
22 Redazione del regolamento interno Terza parte - Norme specifiche per i soci con rapporto di lavoro diverso da quello subordinato Articolo 19 normativa applicabile ai soci non subordinati Articolo 20 organizzazione del lavoro Articolo 21 trattamento economico dei soci con contratto di lavoro non subordinato Articolo 22 norme generali Articolo 23 assenze Articolo 24 norme sulla sicurezza sul lavoro e indumenti di lavoro Articolo 25 infortunio Articolo 26 - malattia Articolo 27 risoluzione del rapporto di lavoro
23 Redazione del regolamento interno PARTE SUI SOCI VOLONTARI (per le sole cooperative sociali): Il socio volontario non deve essere necessariamente disciplinato nel regolamento interno in quanto gli stessi non hanno lo status di soci lavoratori. E però possibile che una cooperativa sociale approvi insieme i due regolamenti.
24 Redazione del regolamento interno RAPPORTO ASSOCIATIVO Si ritiene che il regolamento interno debba contenere, salvo alcune motivate eccezioni, soltanto le norme relative al rapporto di lavoro lasciando allo statuto il compito di regolare il rapporto associativo, operando semmai opportuni rimandi a quest ultimo.
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