di PROTEZIONE CIVILE
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- Antonietta Bevilacqua
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1 PIANO SOVRACOMUNALE di PROTEZIONE CIVILE Fra i Comuni di Candiolo Via Foscolo, 4 Tel fax [email protected] Castagnole Piemonte Via Roma, 2 Tel , fax e.mail [email protected] None Piazza Cavour, 9 Tel , fax e.mail [email protected] Piobesi Torinese Corso Italia, 9 Tel , fax e.mail [email protected] Virle Piemonte Via Birago, 6 Tel , fax e.mail [email protected] Parte V INFORMAZIONE e FORMAZIONE NONE 1
2 Sommario 1 L informazione alla popolazione Premessa I tempi dell informazione La comunicazione preventiva La comunicazione propedeutica La comunicazione durante l emergenza Modelli di esempio: Manifesti, Comunicati stampa, Messaggi audio, Volantini La formazione Le esercitazioni
3 1. L informazione alla popolazione. 1.1 Premessa. L'informazione alla popolazione è una attività basilare per il funzionamento dell'intero sistema comunale di protezione civile poiché consente di contenere e ridurre i danni che un evento può provocare. La conoscenza dei fenomeni di rischio e i comportamenti da seguire e da non seguire in determinate situazioni pericolose servono a radicare nella popolazione una cultura del comportamento che è indispensabile in concomitanza con un evento di crisi. La popolazione deve essere adeguatamente informata su: i rischi cui è esposta, le procedure di emergenza e le modalità di allertamento, i comportamenti da adottare per ogni singolo rischio, in caso di emergenza, l organizzazione che il comune ha deciso di adottare in termini di Protezione Civile e per la fornitura di soccorso alla popolazione, la localizzazione sul territorio delle Aree Speciali, in particolare delle Aree di Attesa e delle Aree di Accoglienza. Risulta opportuno, quindi, definire un vero e proprio progetto dell'informazione, con la definizione dei tempi dell'informazione, dell'emittente, degli utenti, dei contenuti, delle modalità e dei mezzi di comunicazione. La normativa in materia (legge 3 agosto 1999, n.265) trasferisce al Sindaco le competenze del Prefetto in materia di informazione della popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali, di cui all'art. 36 del regolamento di esecuzione della legge 8 dicembre 1970, n.996, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 1981, n I tempi dell informazione. Si focalizzano diversi tipi di informazione a seconda dello stato dell emergenza o della presunta tale: La comunicazione preventiva, finalizzata a informare la popolazione riguardo i rischi a cui potrebbe essere esposto il territorio di appartenenza; La comunicazione propedeutica, finalizzata a: - formare la popolazione sul sistema comunale di protezione civile messo a punto dall Amministrazione comunale; - fare conoscere i principali contenuti del Piano Sovracomunale alla popolazione stessa; La comunicazione durante l emergenza, utile per informare la popolazione sullo stato del rischio in corso e riguardo l'attivazione dei comportamenti da tenere; 3
4 La comunicazione nel post emergenza, utile per informare la popolazione sullo stato di cessato allarme e riguardo l'attivazione dei comportamenti da tenere in questa fase. Tutte le tipologie di informazione andranno ad identificare cosa comunicare, quando e come comunicarlo. Consultare per approfondimenti l allegato La Formazione e l'informazione nella pianificazione di Protezione Civile. 1.3 La comunicazione preventiva. Questo tipo di comunicazione serve per informare la popolazione in modo chiaro e comprensibile riguardo le tipologie di rischio a cui il territorio è potenzialmente esposto. Potrebbe essere effettuata tramite: articoli su giornali a livello locale (giornale di ambito comunale, sovracomunale o parrocchiale): è una tipologia di comunicazione diretta alla popolazione interessata; programmi integrativi scolastici articolati in lezioni dedicate durante l orario scolastico per gli allievi, ed eventualmente riunioni serali rivolte ai genitori ed alla popolazione in generale. Questa tipologia di comunicazione permette di: a. fornire tutte le indicazioni utili per riconoscere con facilità i messaggi di emergenza e la loro provenienza; b. illustrare le disposizioni del Piano Sovracomunale di Protezione Civile per le diverse aree del territorio; c. definire le varie fasi di allertamento per consentire alla popolazione di seguire senza incertezze l evolversi della situazione e prepararsi per tempo ad adottare i comportamenti adeguati. I contenuti dell informazione preventiva riguardano: la natura del rischio e le possibili conseguenze sulla popolazione, sul territorio e sull'ambiente; i messaggi e/o i segnali di emergenza e la loro provenienza; le prescrizioni comportamentali, differenziate sulla base della distribuzione spaziale e temporale dell'intensità degli effetti dell'evento o della presenza di strutture particolarmente vulnerabili; le procedure di soccorso. 4
5 1.4 La comunicazione propedeutica. La comunicazione propedeutica potrebbe essere effettuata tramite: articoli su giornali a livello locale (giornale di ambito comunale, sovracomunale o parrocchiale): è una tipologia di comunicazione diretta alla popolazione interessata; programmi integrativi scolastici articolati in lezioni dedicate durante l orario scolastico per gli allievi, ed eventualmente riunioni serali rivolte ai genitori ed alla popolazione in generale. Manifesti: è una tipologia di comunicazione diretta scritta. I manifesti sono realizzabili in tempi brevi ed in quantità commisurabili alle esigenze di comunicazione. Dovranno essere affissi capillarmente in tutto l ambito territoriale comunale e/o sovracomunale, o comunque nelle zone interessate dai probabili rischi che vi insistono. Volantini: è una tipologia di comunicazione diretta scritta. I volantini sono realizzabili in tempi brevi ed in quantità commisurabile alle esigenze di comunicazione. Dovranno essere diffusi capillarmente in tutto l ambito territoriale comunale o comunque diffusi selettivamente, concentrando la comunicazione in zone specifiche relative ai probabili rischi che vi insistono. Entrambi i metodi serviranno a: comunicare alla popolazione com è articolato il sistema di Protezione Civile nell ambito dei loro comuni; erudire la popolazione riguardo le decisioni prese all interno della pianificazione di Protezione Civile (collocazione Aree Speciali, sistema di reperibilità comunale, sistema di allertamento comunale, numeri utili, ecc.). 1.5 La comunicazione durante l emergenza. In caso di proclamazione di uno stato di emergenza da parte della Struttura di Protezione Civile Comunale, o da parte della Protezione Civile Provinciale, Regionale, o da parte della Prefettura, la comunicazione alla popolazione potrebbe essere effettuata tramite: Annunci megafonici ambulanti da parte del Servizio Associato di Polizia Locale, o da addetti delle Amministrazioni Comunali, o da parte di Volontari dei Gruppi Comunali di Protezione Civile; CARATTERISTICHE 1. messaggi preregistrati o messaggi in diretta per l avviso alla popolazione; 2. uno o più mezzi di trasporto per la divulgazione, con divisione in più squadre; 3. mezzi di trasporto dotati di elemento di comunicazione megafonico. 5
6 VANTAGGI 1. comunicazione verbale diretta; 2. copertura totale della popolazione e del territorio; 3. moltiplicazione dei messaggi su supporti magnetici per l affidamento a più unità operative; 4. riproduzione messaggi attraverso mezzi veloci (auto, fuoristrada) per accorciare i tempi di comunicazione ai cittadini. Avvisi auditivi di massa Ad esempio suono di sirene o suono di campane delle chiese, per annunciare ad esempio di non uscire di casa. Attività fatta dal Servizio Associato di Polizia Locale, o da addetti delle Amministrazioni Comunali, o da parte di Volontari dei Gruppi Comunali di Protezione Civile; CARATTERISTICHE 1. Comunicazioni acustiche in diretta per l avviso alla popolazione. VANTAGGI 2. comunicazione diretta; 3. copertura totale della popolazione e del territorio. Durante l emergenza, il contenuto della comunicazione deve essere: chiaro; preciso; essenziale. Durante l emergenza, il contenuto della comunicazione deve essere: diffuso tempestivamente; diffuso ad intervalli regolari. Durante l emergenza, il contenuto della comunicazione deve indicare: A. se si tratta di un fenomeno in atto o previsto; B. quale fase è in corso, ad esempio per il rischio Idrogeologico-Idraulico: vigilanza, preallarme, allarme, emergenza; C. quali comportamenti adottare; D. le misure particolari di autoprotezione da attuare; E. le autorità e gli enti cui rivolgersi per informazioni, assistenza, soccorso e con i quali collaborare. 6
7 Nel caso si debba attuare un provvedimento di evacuazione si dovranno comunicare le Aree di Attesa preventivamente individuate. Consultare per approfondimenti l allegato La Formazione e l'informazione nella pianificazione di Protezione Civile. La comunicazione durante uno stato di emergenza deve essere sviluppata attraverso due filoni d intervento: comunicazione interna, dove sono presenti tutti i tipi di comunicazione operativa da attuare all interno del sistema di soccorso (strutture operative e componenti di servizio); comunicazione esterna, dove sono presenti tutti i tipi di comunicazione da trasferire alla popolazione in stato di emergenza. Per la comunicazione durante uno stato di emergenza, fondamentale risulta la sinergia tra autorità e mondo dell informazione. A questo proposito si ricorda che ogni comune ha costituito il proprio Regolamento Comunale per l istituzione e la disciplina degli Organi e Strutture di Protezione Civile, il quale contiene la definizione del Sistema Comunale di Protezione Civile. Al suo interno è attiva la Funzione di Supporto Mass media - Informazione che ha i seguenti obiettivi: a) la diffusione di informazione di tipo istituzionale sul sistema di Protezione Civile (come è organizzata la macchina dei soccorsi, quali autorità hanno compiti di Protezione Civile), b) la diffusione di informazione sui rischi cui sono soggetti i cittadini (quale tipologia di evento può insistere sul territorio) c) la diffusione di informazione su quali comportamenti devono adottare i cittadini in caso di emergenza (piani di allertamento, evacuazione, ecc.); d) il coordinamento delle azioni di raccolta, analisi, valutazione e diffusione certificata dei dati inerenti l evento, potenziale o in corso, al fine di garantire la massima informazione agli operatori del sistema di Protezione Civile ed alla popolazione. Nel caso in cui uno dei Comuni Associati non ha attivato la Funzione di Supporto Mass media - Informazione, le sue mansioni ricadono sulla figura del Sindaco. 7
8 La comunicazione in una situazione di emergenza richiede una serie di accorgimenti e di attenzioni particolari, perché la crisi è una realtà che non permette di operare con i mezzi o con le persone in maniera programmata, pianificata e ragionata. In situazioni normali, chi ha la responsabilità della comunicazione può: mettere a punto i messaggi; scegliere con calma gli interlocutori; fare un analisi dei mezzi di informazione, privilegiandone alcuni; convocare una conferenza stampa; sviluppare un rapporto più mirato con un emittente televisiva piuttosto che con un altra. In una situazione di crisi queste modalità di programmazione e gestione di specifici interventi di comunicazione non possono più essere impiegate a causa della pressione del tempo, e con i vincoli delle risorse infrastrutturali ed organizzative. Le procedure diventano, quindi, di emergenza ed occorre preparare messaggi essenziali e diffonderli con l obbiettivo di fondo di rassicurare la popolazione, e tempestivamente diffondere le informazioni essenziali sui punti e sui fattori di prevenzione. Si rende altresì indispensabile: comunicare quel che si sa subito; comunicare con un linguaggio chiaro e di facile comprensione. Dovrà quindi essere predisposto un coordinamento fra tecnici e responsabili della comunicazione, affinché i comunicati preparati siano compresi da tutti. Avere già pronto un documento con nominativi, indirizzi, numeri di telefono, di fax e di cellulari, fondamentale al momento del manifestarsi dell emergenza. A titolo di esempio, infine, e con lo scopo di fornire qualche indicazione utile si riporta qui di seguito il Vademecum proposto dal Dipartimento della Protezione Civile per il rischio Idrogeologico-Idraulico. 8
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10 1.6 Modelli di esempio: Manifesti, Comunicati Stampa, Messaggi Audio, Volantini. Qui di seguito sono elencati alcuni modelli - tipo di volantini e manifesti utili come base per attività di informazione e/o comunicazione. Essi sono consultabili come allegati al Piano e disponibili in formato word o excel e, quindi, in versione modificabile e personalizzabile. - Modello di Manifesto - Modello di Comunicato Stampa - Modello di Messaggio Audio - Modello di Volantino - Manifesto alla popolazione per l installazione dei Sistemi d Allarme - Manifesto alla popolazione per evacuazione parziale o totale - Manifesto di Allarme Generale alla popolazione per evacuazione 2. La formazione. L istruzione e la preparazione delle persone chiamate a vario titolo a far parte dei sistemi comunali di Protezione Civile è l altro canale che, insieme all informazione, consente di affermare e diffondere la cultura della sicurezza e dell autoprotezione. Le attività di formazione devono essere rivolte a tre principali categorie di destinatari: 1. gli addetti ai sistemi comunali di Protezione Civile (Sindaci, Amministratori comunali, componenti dei Comitati Comunali di Protezione Civile, componenti dell Unità di Crisi, dipendenti comunali); 2. il Volontariato che svolge attività finalizzate alla Protezione Civile; 3. la popolazione e, in particolare, le scuole. 10
11 2.1 Le esercitazioni. Le esercitazioni devono mirare a verificare la capacità di risposta di tutte le strutture operative comunali interessate e costituenti il Modello Organizzativo, così come prevede il Piano Sovracomunale di Protezione Civile, e nelle condizioni più estreme e diversificate. In generale le esercitazioni servono a testare le procedure e le azioni indicate nella pianificazione, cercando di essere il più possibile verosimili con simulazione della realtà e degli scenari di rischio individuati. L organizzazione di un esercitazione dovrà mettere in primo piano: gli obiettivi (verifica dei tempi di attivazione, dei materiali e mezzi, delle comunicazioni alternative, delle modalità di informazione alla popolazione, della scelta delle Aree Speciali o Aree di Protezione Civile, ecc.); gli scenari di rischio individuati; le strutture operative coinvolte. In particolare, a seconda del livello di coinvolgimento dei sistemi comunali di Protezione Civile, si distinguono in: esercitazioni per posti di comando, quando coinvolgono unicamente gli organi direttivi e le reti delle comunicazioni; esercitazioni operative, quando coinvolgono altri organismi operativi (ad esempio il Volontariato), con l obiettivo specifico di testarne la reattività e di verificare l uso dei mezzi e delle attrezzature; esercitazioni dimostrative di uomini e mezzi. Nell immagine seguente è tracciata una guida per la pianificazione di esercitazioni per posti di comando e esercitazioni operative. 11
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