IL PIANO REGOLATORE GENERALE
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- Emilio Damiani
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1 DOSSIER TORINO Lo sviluppo dell aeroporto di Torino Caselle è regolato da un Piano Regolatore Generale (Master Plan), definito dalla Società di gestione nel 1986, che individua le aree su cui devono essere realizzati gli interventi necessari e le diverse tappe per adeguare le strutture e gli spazi alle nuove e più ampie esigenze del traffico aereo che fa capo a questo scalo IL PIANO REGOLATORE GENERALE Nel 1981 la Sagat, Società di gestione dell aeroporto di Torino, redigeva il piano regolatore generale dell'aeroporto (Master Plan) con lo scopo di programmare razionalmente lo sviluppo dell'infrastruttura aeroportuale fino al Duemila e oltre. Il Master Plan affrontava anche l'integrazione dell'aeroporto con i sistemi stradale e ferroviario esistenti ed evidenziava gli aspetti ecologici e ambientali come l'inquinamento acustico e atmosferico. Il piano, approvato dalla Regione Piemonte e dal Ministero dei Trasporti ha dato così il via ai numerosi interventi che hanno interessato, e continuano a interessare, lo scalo torinese. Interventi Le linee generali che hanno guidato questi interventi sono di due tipi. Il primo rivolto al miglioramento delle prestazioni della pista, sia in termini di massima garanzia per la sicurezza delle operazioni di volo che in termini di continuità operativa, tutti già eseguiti. Il secondo connesso alla ridefinizione dei piazzali di parcheggio degli aeromobili, alla sistemazione delle aerostazioni e alle attività accessorie e di servizio. L'opera più significativa, attualmente in atto, riguarda proprio quest'ultimo tipo di interventi. In particolare spicca la realizzazione della nuova aerostazione passeggeri, collocata in una posizione che, alle spalle dell'attuale aerostazione, permette di procedere con i lavori senza interferire con l attività dell aeroporto. Aerostazione passeggeri La nuova aerostazione, che si inaugurerà negli ultimi mesi del 1993, viene definita nelle sue linee generali dal Master Plan, a partire dal concorso internazionale del 1986: un blocco a T, con sei ponti d imbarco, articolato su 4 livelli, tre dei quali disimpegnano, separatamente, tutti i servizi relativi agli arrivi (al piano terreno) e alle partenze (al primo piano). Ad essa è associato un parcheggio multipiano per circa 3 mila posti, la cui costruzione era inizialmente prevista in due tempi ma è stata viceversa attuata in una sola fase, nel 1990, in seguito ai finanziamenti per Italia 90. Al termine dei lavori previsti Veduta aerea dello scalo di Torino Caselle con in primo piano l attuale aerostazione passeggeri, che sarà demolita nel 1994, e il nuovo complesso realizzato nello spazio retrostante, insieme a un parcheggio multipiano. 68
2 TORINO DOSSIER dal Master Plan, lo scalo sarà in grado di soddisfare le esigenze di un traffico annuo di 3 milioni di passeggeri con un elevato livello di confort. Sempre riguardo al traffico passeggeri il Master Plan guarda a una possibile interconnessione con la linea ferroviaria Torino-Ceres, in concessione alla Satti, che corre immediatamente a ovest dello scalo e alla creazione di un nodo di interscambio fra aereo, ferrovia e auto, integrato da attività commerciali. A progetto realizzato sarà possibile raggiungere l aereo direttamente dal treno attraverso un percorso lineare interamente coperto. Altre infrastrutture Le infrastrutture accessorie previste, molte delle quali già realizzate, comprendono una nuova torre di controllo, una caserma dei vigili del fuoco con spazi adeguati per l addestramento, un più ampio deposito carburanti per gli aeromobili, una nuova centrale termica, una centrale elettrica, un cargo center ora interamente dedicato allo stoccaggio delle autovetture Allantè, prodotte dalla General Motors e dalla Pininfarina, una stazione meteo e una aerostazione postale. L aerostazione merci, a seguito di una ridistribuzione delle attività interne, legate anche alla recente liberazione degli scambi in ambito CEE, garantisce una capacità annua di circa 20 mila tonnellate. Un eventuale consistente aumento del traffico merci che portasse alla saturazione dell impianto, strutturalmente non predisposto per un futuro ampliamento, ne comporterebbe il trasferimento in un'area identificata ad est della pista, con il duplice scopo di consentire una riorganizzazione e di permettere l eventuale estensione della vicina aerostazione passeggeri. Rispetto all aviazione generale (aerei privati da turismo o executive), l aumento di traffico verificatosi negli ultimi anni, ha comportato la necessità di suddividere questo flusso da quello dei normali passeggeri di linea e charters. A tale scopo è stata realizzata un'aerostazione di circa 400 mq. La struttura, completamente autonoma, dispone di tutti i servizi e controlli necessari per il traffico nazionale ed internazionale. Il Piano Regolatore generale (o Master Plan) messo a punto nel 1986, con le infrastrutture in rilocazione (I-XII), le infrastrutture esistenti o in corso di realizzazione nel 1987 (A-O) e le infrastrutture in corso di progettazione (1-11). Fra queste ultime si segnalano la nuova aerostazione passeggeri (2), una stazione ferroviaria di interscambio (3) e il primo lotto del parcheggio multipiano(4). 69
3 DOSSIER TORINO L'aeroporto nella fase di massima espansione, con i prolungamenti della pista (1 e 5), area aviazione generale (2), depositi carburanti (3), area passeggeri (4) e area merci (6). Massima espansione della zona est con la nuova aerostazione merci (5) e gli hangar (8). In alto, massimo sviluppo dell'area passeggeri dopo il 1993: 1 torre di controllo; 2 terminal B passeggeri; 3 parcheggio; 4 dogana; 5 posta; 6 C.E.; 7, 8, 10 terminal A e sue estensioni; 9 parcheggio; 11 enti di Stato; 12 de-icing; 13 piazzale aeromobili. Assetto finale della zona aviazione generale, con la nuova aerostazione (4), hangar (5), stazione (7) e depositi carburanti (6). 70
4 TORINO DOSSIER Gli aiuti visuali luminosi sulla pista e, sopra, planimetria dell aeroporto al completamento dei lavori in corso (1993). In alto, uno degli elementi del sistema di atterraggio strumentale ILS SEL 4000, che fa di Torino uno dei 45 scali nel mondo dove è possibile operare con visibilità minima di atterraggio (cat. 3B), cioè 75 metri in orizzontale e 0 in verticale. 71
5 DOSSIER TORINO Carico di scocche Pininfarina su un aereo diretto negli Stati Uniti. In alto, la vecchia torre di controllo. KINEO 3/93 72
6 TORINO DOSSIER Carico di scocche Pininfarina su un aereo diretto negli Stati Uniti. In alto, la vecchia torre di controllo. KINEO 3/93 73
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