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1 COMUNE DI CAROLEI STATO DEI LUOGHI: In località Serrone si erge un imponente costone calcarenitico alla cui sommità è ubicata la proprietà Quintieri (V. planimetria allegata). Dalla parete esposta ad Est, possono distaccarsi massi di diverse dimensioni che costituiscono un serio pericolo per i numerosi fabbricati posizionati lungo la scarpata, a valle del costone roccioso. Tuttavia, il pericolo maggiore è rappresentato da un grosso blocco che appare staccato ed in posizione ribassata rispetto al costone suddetto. Il blocco in questione ha assunto nel tempo una forma ad L rovesciata, essendo costituito da un elemento verticale e da uno orizzontale, che assolvono, rispettivamente, la funzione di un grosso setto e di una mensola tozza. Proprio nella sezione d attacco fra l elemento verticale e quello orizzontale, sono evidenti alcune lesioni sub-verticali localizzate in corrispondenza dell estradosso della mensola. Il P.A.I. della Regione Calabria classifica la situazione appena descritta a rischio molto alto (R4). INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE: La protezione contro la caduta di frammenti e massi rocciosi che si distaccano dal costone calcaretico può essere ottenuta con la messa in opera di una rete metallica stesa ed ancorata alla parete rocciosa, in modo da avvolgere le zone da cui possono distaccarsi gli elementi lapidei (fig. 1, 2 e 3). La rete può essere rinforzata con cavi o funi d acciaio, saldamente ancorate alla parete, per il contenimento dei blocchi di più grande dimensione, e, nelle zone più esposte agli agenti atmosferici, può essere ricoperta da uno strato di spritz-beton cromatizzato con le stesse tonalità della roccia (fig. 4). Inoltre, è opportuno realizzare un fosso di guardia in prossimità della cresta del costone per la raccolta delle acque meteoriche. L intervento dovrebbe essere preceduto da un operazione di disgaggio dei blocchi potenzialmente instabili, sempre che il percorso di caduta del materiale disgaggiato non venga a costituire un problema per i manufatti esistenti nell area. Per quanto riguarda il grosso blocco a forma di L rovesciata, gli interventi per la messa in sicurezza potranno essere definiti solo dopo che si è stabilito, a seguito di apposita indagine, se il blocco in esame sia strutturalmente sconnesso dal costone oppure saldamente collegato ad esso, in corrispondenza della sua base. In questa eventualità, che appare più verosimile, le opere di consolidamento dovranno tendere a conservare la situazione attuale in tutta sicurezza. A tal fine, si suggeriscono i seguenti

2 interventi: rinforzo delle zone più sollecitate del blocco roccioso, quali ad esempio la sezione d incastro della mensola e la base del setto verticale, mediante perforazioni realizzate con diversa inclinazione ed armate con barre metalliche sigillate con malta antiritiro (fig. 5); bullonatura dei piani di stratificazione sub-orizzontale con apposite barre d acciaio (fig. 6); sigillatura delle lesioni iniettando, a pressione controllata, malta cementizia cromatizzata con le tonalità della roccia; rivestimento dell estradosso della mensola con rete metallica e spritz-beton, anche esso cromatizzato con le tonalità della roccia, per conseguire un efficace protezione della roccia dagli agenti atmosferici; rivestimento delle zone da cui possono distaccarsi frammenti rocciosi anche di dimensioni modeste; sottomurazione e placcaggio del setto verticale mediante la realizzazione di una parete in c.a. di adeguato spessore, impostata su micropali disposi a cavalletto e resa solidale al setto stesso mediante perforazioni armate con barre metalliche sigillate con malta antiritiro. Per problemi di impatto ambientale, la testa delle chiodature e dei bulloni, nonché la sottomurazione in c.a. dovranno essere ricoperta da uno strato di malta o di intonaco cromatizzati con le tonalità della roccia. ELEMENTI PRINCIPALI DEGLI INTERVENTI: Rete metallica rinforzata con funi Chiodiature e bullonature per ammassi rocciosi Disgaggio Spritz-beton Opere in c.a. Micropali VALUTAZIONE DI MASSIMA DEL COSTO DEI LAVORI: Euro

3 CAROLEI ZONA DI INTERVENTO

4 Foto 1 Foto 2

5 Foto 3 Foto 4

6 Foto 5 Foto 6

7 Foto 7 Foto 8

8 INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE fig.1 fig.2

9 fig.3 fig.4

10 CHIODATURE fig. 5 fig. 6

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