INGRANAGGI PARALLELI Sono composti da ruote ad assi paralleli. Consentono di trasmettere le massime potenze di interesse industriale con velocità periferiche che possono arrivare a 80 m/s ed oltre. Sono solitamente costruiti in acciai legati, trattati superficialmente, anche se ingranaggi poco caricati possono essere costruiti anche in resine sintetiche. La capacità di carico dipende oltre che dal progetto, dai materiali, dalla finitura superficiale, dal montaggio e anche dalle caratteristiche del lubrificante.
In ogni tipo di ingranaggio vi è sempre presente strisciamento fra le superfici coniugate e, se non si usa un lubrificante adatto, i fianchi dei denti vengono rapidamente usurati anche sotto carichi leggeri. Solo ingranaggi poco caricati costruiti con materie plastiche, possono talvolta non richiedere lubrificazione. Nel caso di ingranaggi cilindrici dritti, quando due denti entrano in presa, il contatto si estende subito su tutta la lunghezza del dente; si ha quindi un brusco aumento del carico, provocando così, repentine deformazioni elastiche e piccoli urti con conseguenti fenomeni oscillatori. Fenomeni analoghi si verificano quando i due denti si abbandonano. Le dentature elicoidali sono generate in modo analogo a quelle diritte, solo che la retta generatrice del profilo è inclinata rispetto agli assi. Il profilo dei denti, in un piano trasversale, è ad evolvente. La forza di contatto fra i denti genera una spinta assiale che deve essere sopportata da cuscinetti o bilanciata come avviene ad esempio nelle ruote bielicoidali.
Negli ingranaggi elicoidali, il contatto fra due denti inizia e termina gradualmente. Di conseguenza i fenomeni oscillatori sono molto meno accentuati e l'altezza del dente può essere inferiore, con vantaggi sia dal punto di vista della silenziosità sia della durata dell'ingranaggio. Le ruote cilindriche possono essere realizzate in modo da avere moto con verso discorde (ingranaggio esterno) o concorde (ingranaggio interno)
INGRANAGGI CONCORRENTI La procedura di generazione dei profili è analoga a quella degli ingranaggi cilindrici. Negli ingranaggi conici a denti diritti l'imbocco e il distacco dei denti è istantaneo, mentre negli ingranaggi a denti obliqui e gli ingranaggi a spirale manifestano, in funzionamento, proprietà analoghe a quelle degli ingranaggi elicoidali.
L'obliquità della dentatura conferisce all'ingranaggio una maggior dolcezza di imbocco ed una maggior regolarità ed uniformità nella trasmissione del movimento, rendendo meno sensibili le conseguenze di eventuali inesattezze nei profili dei denti ed attenuando perciò le vibrazioni e i rumori. Per ragioni costruttive è difficilissimo sostenere le ruote coniche da entrambi i lati, di conseguenza le ruote coniche sono spesso montate a sbalzo. L'ingranaggio conico non si presta quindi a trasmettere potenze elevate, ne può raggiungere le velocità periferiche degli ingranaggi cilindrici.
INGRANAGGI SGHEMBI Gli ingranaggi sghembi più usati sono gli ingranaggi a vite e quelli ipoidi, meno frequente è l'uso di ingranaggi sghembi elicoidali.
L'ingranaggio a vite si presta a trasmettere potenze notevoli in relazione al suo ingombro modesto, con rapporti di trasmissione anche fino a 1/300. I materiali di cui è costituita la coppia devono essere di qualità e le tolleranze di fabbricazione strette; deve inoltre essere montato con precisione in modo da avere un corretto posizionamento relativo tra vite e ruota a vite. Gli ingranaggi ipoidi danno luogo a contatti puntiformi fra le ruote, tuttavia consentono di trasmettere potenze abbastanza elevate con buoni rendimenti e usura modesta. L'ingranaggio ipoide presenta numerosi vantaggi rispetto all'ingranaggio conico a denti obliqui, specie quando i carichi sono notevoli e le velocità elevate. I principali vantaggi sono: maggiore libertà per il progettista non più vincolato dalla condizione di complanarità degli assi delle ruote possibilità di sostenere le ruote su due appoggi collocati da parti opposte rispetto alle ruote stesse minore ingombro rispetto ad un ingranaggio conico a denti obliqui a parità di coppia trasmessa