RELAZIONE TECNICA IMPIANTI



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RELAZIONE TECNICA IMPIANTI GENERALITA Scopo della presente Relazione tecnica, è quello di descrivere le proposte tecniche necessarie per la realizzazione dell impianto di riscaldamento, idrico sanitario ed impianto di recupero acque piovane, a servizio del complesso scolastico sito nel Comune di Montereale (L AQ), nel rispetto delle normative di Legge e delle buone regole della termotecnica. Il complesso scolastico è ubicato in un edificio pluriplano di nuova costruzione adibito a Scuola Elementare; al Piano Terra sono presenti N 5 Aule didattiche, una Sala mensa con le relative aree accessorie (cucina, dispensa..), una Sala Insegnanti, un Locale per Attività integrative, un Locale lavanderia, Locali deposito e diversi Locali servizi igienici con annessi Spogliatoi; al Piano Primo, sono presenti N 5 Aule didattiche, una Sala Insegnanti, una Sala Biblioteca, due Uffici, tre sale per Attività Interciclo, Locali deposito e diversi locali servizi igienici con annessi Spogliatoi. Tutti i locali menzionati sono serviti da un impianto di riscaldamento tradizionale ad elementi radianti (termosifoni) descritto in questa relazione tecnica. DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E PRODUZIONE ACQUA CALDA SANITARIA DATI PROGETTUALI DI RIFERIMENTO Si danno di seguito i valori delle grandezze fisiche che gli impianti provvederanno a mantenere, entro gli specificati limiti di tolleranza, in condizioni di progetto ed i dati tecnici considerati come base per il dimensionamento degli impianti stessi. IMPIANTO DI RISCALDAMENTO Condizioni termo igrometriche esterne 1

DATI CLIMATICI LOCALITA : COMUNE DI MENTANA (RM) Altitudine s.l.m. [m] 150.0 Latitudine [ ] 42.2 Longitudine [ ] 12.38 Zona climatica: D DATI INVERNALI Temperatura esterna b.s. [ C] 0 U.R. esterna [%] 39.8 DATI ESTIVI Temperatura esterna b.a. [ C] 33 U.R. esterna [%] 45 Escursione term. giorn. [ C] 11.5 CONDIZIONI INTERNE EDILIZIA SCOLASTICA (UNI 10339) DATI INVERNALI Temperatura [ C] 20 ± 2 U.R. [%] 35 45 DATI ESTIVI Temperatura [ C] 26 U.R. [%] 50 60 La progettazione dell impianto termico di riscaldamento è stata effettuata tenendo in particolare considerazione le esigenze del massimo risparmio energetico e comfort. 2

Tale impianto è stato progettato con distribuzione dei fluidi termovettori ad alta temperatura, tramite l utilizzo di elementi radianti tradizionali (termosifoni) e senza impianto di raffrescamento, onde ridurre i costi di gestione e di manutenzione ordinaria, ma anche in relazione ad una richiesta di semplicità di uso e di facilità per eventuali interventi straordinari. La fonte energetica primaria per l alimentazione dei corpi radianti è costituita da un gruppo modulare a condensazione a gas, posto nel locale tecnico posizionato al Piano Terra,, che provvederà al riscaldamento e alla messa in circolo del fluido vettore caldo mediante tubazioni in acciaio zincato (dorsali di distribuzione ai piani fino al collegamento dei collettori) di diametri adeguatamente dimensionati da 21/2 a 1 e tubazioni multistrato (alimentazione elementi radianti) di diametri pari a 14 e 16 mm. Il gruppo modulare sarà costituito da due caldaie di tipo murale a condensazione per l abbinamento in cascata, di cui uno con funzionamento master ed uno slave, della potenza termica al focolare pari a 50 kw ciascuna. La termoregolazione avverrà impostando una curva climatica sulla centralina alloggiata in apposito quadro di gestione, tramite interpolazione tra le misure della temperatura esterna, rilevata dalla sonda e la temperatura di mandata sul compensatore idraulico rilevata da una sonda ad immersione. La programmazione e regolazione delle temperature verrà affidata ad un cronotermostato di centrale, mentre la gestione termica del singolo ambiente sarà affidata a valvole termostatizzabili e relative teste termostatiche, installate su ciascun elemento radiante. Il gruppo termico modulare, sarà dotato di tutti i dispositivi di sicurezza e controllo come da normativa vigente; in particolare saranno previsti tutti i dispositivi a norma INAIL (ex I.S.P.E.S.L.), quali termostato di regolazione, termostato di blocco, valvola di sicurezza, termometro e manometro con pozzetti di ispezione, valvola di intercettazione del combustibile (VIC) e vasi d espansione. La gestione della termoregolazione dell impianto, avviene tramite l impiego di appositi sensori su lato acqua e ambientali. L impianto è provvisto altresì di gruppo di riempimento automatico, di un disaeratore/defangatore e di un filtro ad Y sulla tubazione di ritorno all impianto per lo sfogo dell aria nel circuito e per preservare il corpo caldaia dai fanghi che eventualmente potrebbero accumularsi nel corso degli anni. L acqua di alimentazione dell impianto, proveniente dall acquedotto comunale attraverserà, prima dell ingresso in caldaia, un addolcitore per la diminuzione della durezza. 3

La circolazione del fluido termovettore avviene tramite gruppi di circolazione (elettropompe singole e gemellari) sul lato secondario in corrispondenza degli spillamenti principali delle tubazioni all impianto di riscaldamento, al circuito di carico termoaccumulatore. Per ciò che riguarda l impianto di produzione dell acqua calda sanitaria, è prevista l integrazione tramite l installazione di un impianto solare termico con n 12 collettori piani installati sulla copertura dell edificio. Tale impianto sarà provvisto di un termo accumulatore con serpentina solare, copertura esterna in pvc ed isolamento termico in schiuma poliuretanica, completo di valvole di intercettazione, valvola di sfiato, della capacità di 2000 litri. L impianto è formato da una serie di pannelli vetrati, aventi una superficie di captazione effettiva pari a 1,80 mq ciascuno, e sarà gestito da opportuna centralina solare e pompa di circolazione. COMPONENTI DI CENTRALE E POSA IN OPERA Nel locale Centrale Termica, saranno ubicati, oltre alla caldaia modulare appena descritta: Gruppi di circolazione dei circuiti di alimentazione degli impianti termo fluidici realizzati; Puffer a singola serpentina cap. 2000 litri; Vaso d espansione impianto 3 x cap. 100 litri; Addolcitore; Dosatore polifosfati ad impulsi e anticorrosivo sui circuiti chiusi; Gruppo di riempimento automatico; Stazione solare; Scambiatore; Filtro ad Y; Defangatore/Disareatore; Circolatori gemellari; Centralina di termoregolazione. 4

Il posizionamento ed il collegamento di tutti i componenti descritti è rappresentato nell elaborato grafico (schema funzionale) allegato a questa relazione tecnica. 1. RETE DI DISTRIBUZIONE RISCALDAMENTO Le reti di distribuzione del circuito riscaldamento, partiranno dal locale Centrale Termica, per raggiungere tutte le zone dell edificio servite dall impianto. Le dorsali di distribuzione, realizzate in acciaio zincato, e adeguatamente coibentate con guaina elastomerica tipo ARMAFLEX di spessore come da Legge 10/91, viaggeranno all interno di un cavedio per raggiungere i collettori di distribuzione inseriti all interno delle cassette da incasso nella muratura degli ambienti di distribuzione. Dai collettori di zona, la distribuzione orizzontale per l alimentazione dei radiatori avverrà piano per piano sotto massetto tramite tubazioni in multistrato, di diametro opportuno, in funzione della potenzialità termica richiesta in ciascun ambiente servito. 2. SPECIFICHE TECNICHE DI COLLAUDO Gli impianti in oggetto dovranno essere sottoposti ad una serie di collaudi nel tempo, tendenti ad accertare il pieno rispetto delle prescrizioni tecniche, nonché la loro effettiva funzionalità. Le prove e le verifiche sia in corso d opera che in sede di collaudo saranno eseguite in conformità alle norme UNI 5104 e UNI 5364. Per tali prove si intendono tutte le operazioni atte a rendere l impianto perfettamente funzionante, compreso il bilanciamento dei circuiti dell acqua, la taratura delle regolazioni, il funzionamento delle apparecchiature alle condizioni previste. Le tubazioni dovranno essere soffiate o lavate allo scopo di eliminare grasso, corpi estranei etc. tale operazione dovrà durare per un periodo sufficiente per garantire che tutto il sistema sia pulito. a) Prova idraulica a freddo, se possibile man mano che si esegue l impianto e, in ogni caso, ad impianto ultimato, prima di effettuare le prove di circolazione e tenuta. Si riterrà positivo l esito della prova quando non si verifichino perdite né deformazioni. Le prove di pressione generali sul circuito idraulico saranno eseguite ad una pressione di prova uguale a 1,5 volte la pressione di esercizio, lasciando il tubo sotto pressione per un tempo almeno pari a 2 ore; 5

b) Prove preliminari di circolazione, di tenuta e di dilatazione con fluidi scaldanti e raffreddanti dopo che sia stata eseguita la prova di cui alla lettera a). Per gli impianti ad acqua calda, portando ad 85 C la temperatura dell acqua nelle reti di distribuzione e negli apparecchi utilizzatori. Il risultato della prova si riterrà positivo solo quando tutti i punti delle reti e negli apparecchi utilizzatori l acqua arrivi alla temperatura stabilita ed i ritorni siano ugualmente caldi, quando le dilatazioni non abbiano dato luogo a fughe o deformazioni permanenti e quando i vasi di espansione contengano a sufficienza le variazioni di volume dell acqua contenuta nell impianto. 3. IMPIANTO DI RECUPERO ACQUE PIOVANE La finalità di tale intervento è quella di ridurre i consumi d acqua, attraverso il recupero ed una gestione efficiente del ciclo delle acque. L intervento previsto nella progettazione, prevede la raccolta delle acque meteoriche per gli usi compatibili ed in particolare, come sopra descritto, ad uso esclusivo di carattere non alimentare e quindi di acqua utilizzata per l irrigazione delle aree verdi e per l acqua di scarico dei wc. L impianto di rilancio dell acqua recuperata ed il serbatoio di accumulo sono localizzati, così come evidente negli elaborati grafici di progetto, all interno delle aree di pertinenza. L impianto di recupero delle acque piovane sarà dotato nel dettaglio di: - un serbatoio di stoccaggio in polietilene interrato; - un sistema di convogliamento costituito dai pluviali di scarico, dai pozzetti di raccolta ed ispezione e dalle tubazioni sub orizzontali (pendenza minima 1%) di collegamento tra i pozzetti ed il serbatoio di accumulo sopra descritto; - un sistema di filtrazione (Filtro foglia) per il trattenimento dei corpi grossolani; - un gruppo di pressurizzazione e rilancio dell acqua accumulata fino ai rispettivi punti di prelievo, posizionati a ridosso delle singole aree verdi da irrigare; - una tubazione di troppo pieno collegata al collettore fognario comunale. Le tubazioni in PVC rigido serie a norma UNI 10972, utilizzate come pluviali verticali fino ai pozzetti installati lungo il perimetro dell edificio, sono inseriti all interno dei pilastri prefabbricati e hanno diametro pari a Ф 110 mm. Le restanti tubazioni, anch esse in PVC, per il collegamento tra i pozzetti d ispezione fino al serbatoio di 6

accumulo delle acque meteoriche e da questo al collettore generale di scarico, hanno diametri da Ф 110 mm. a Ф 250 mm. L impianto di raccolta è stato progettato per permettere la captazione del 79% delle acque meteoriche ricadenti sulla superficie coperta dell edificio. La quantità di acqua accumulata e stoccata nel serbatoio di raccolta è stata calcolata invece in funzione dell effettivo utilizzo nel nostro caso, è stato dimensionato in funzione della quantità di acqua necessaria e sufficiente all irrigazione delle aree verdi (100 lt/mq_anno) e all adduzione per lo scarico dei wc (2190 lt/pp_anno) 7