BREVE CORSO DI ERBORISTERIA



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BREVE CORSO DI ERBORISTERIA

erboristeria: definizione L'erboristeria è un'antica arte che si occupa della conoscenza delle piante (erbe, piante medicinali, officinali, aromatiche e spezie), della loro coltivazione, raccolta, conservazione e commercio a scopi terapeutici (fitoterapia).

erboristeria: storia Gli antichi possedevano una farmacopea vegetale comprendente numerosi principi attivi, che permettono di comprendere l'efficacia delle loro terapie. Già 5.000 anni prima dell'era cristiana, la civiltà sumerica utilizzava piante e metalli per trattare le malattie.

erboristeria: storia La presenza all'interno di antiche tombe è un indizio che a loro venivano attribuiti poteri magici e soprannaturali: in Iraq, all'interno di un sarcofago di 60.000 anni fa si sono trovate 8 diverse piante medicinali e ancor oggi gli sciamani dell'amazzonia e i guaritori della Steppa assumono costantemente allucinogeni (ad esempio l'amanita muscaria), preparano decotti, impacchi, unguenti e pozioni per curare i malati. La conoscenza riguardo i trattamenti era trasmessa da una generazione all'altra. Fu nel 3000 a.c. che comparvero i primi scritti; il più antico è il Papiro Ebers che elenca molte piante, consigli per un loro utilizzo adatto, incantesimi e magie.

erboristeria: storia Nel IV secolo a.c. Aristotele sosteneva che le piante possedevano un'anima; fu con Ippocrate (460 a.c.) che la scienza cominciò a separarsi dalla magia. Col passare dei secoli il fiorire del commercio portò la ricchezza di nuovi studi e nuove conoscenze.

erboristeria: storia Gli Arabi ebbero un ruolo importate. Fecero conoscere all'europa i prodotti della Cina e delle Indie. Mantennero a lungo il monopolio delle spezie, da cui utilizzavano da lunga data le proprietà terapeutiche. Avicenna, filosofo e medico arabo vissuto intorno al 1.000 d.c. viene considerato il padre della medicina moderna. I suoi lavori più famosi sono "Il libro della guarigione" e "Il canone della medicina". Gli Arabi hanno inventato lo sciroppo delle cinque radici, diuretico e aperitivo a base di finocchio, prezzemolo, pungitopo, asparago e sedano.

erboristeria: storia Il Medioevo vide il trionfo dell'alchimia, soprattutto a partire dal XIII secolo. L'alchimista Alberto Magno e Raimondo Lullo composero filtri d'amore con le piante aromatiche. Fu questa l'epoca della teoria della segnatura, che istituiva un'analogia fra l'aspetto della pianta e gli organi o le malattie interessate. Così per esempio la noce poteva essere indicata nelle sindromi celebrali e l'iperico era da ritenersi efficace nelle piaghe e nelle contusioni perché secerne un succo rosso.

erboristeria: storia Oggi si possono distinguere, fra le altre, tre grandi tradizioni fitoterapiche: La tradizione popolare del mondo occidentale, basata sull'esperienza greca e la romana L'antichissima tradizione ayurvedica indiana La medicina tradizionale cinese.

erboristeria: storia Questo patrimonio culturale, iniziato con l'uso sperimentale delle piante da parte delle popolazioni primitive, è utilizzato dalla scienza moderna che, con i suoi mezzi di ricerca atti ad isolare i principi attivi e ad individuare i meccanismi d'azione delle erbe, ha determinato la nascita di una "nuova erboristeria".

erboristeria: le estrazioni LA TISANA l'infuso L'infuso viene preparato versando sulle parti idonee della pianta (tagliata in maniera opportuna), solitamente inserite in un apposito contenitore, dell'acqua bollente (o calda) e lasciando il tutto a contatto (in infusione), tenendo coperto il contenitore per un tempo variabile. Passato questo periodo di tempo, si procede alla filtrazione, che si può effettuare con un normale colino, e dopo aver spremuto il residuo solido rimasto sul filtro, l'infuso si può dichiarare pronto. L'infuso è un metodo estrattivo adatto alle parti più delicate della pianta come i fiori o le foglie.

erboristeria: le estrazioni LA TISANA il decotto Per preparare un decotto si utilizzano le parti d'interesse della pianta, opportunamente tagliate, e le si mettono nel recipiente di cottura insieme a dell'acqua bollente. Si cucina il tutto a fuoco lento, per un tempo che varia fra i due e i quindici minuti. Alla fine, lo si lascia intiepidire per circa quindici minuti, si filtra il liquido con un colino. Il decotto è un metodo estrattivo adatto alle parti più dure della pianta, come le radici, i semi e le cortecce.

erboristeria: le estrazioni LA MACERAZIONE Si utilizzano le foglie e i fiori che vengono fatti macerare per estrarne i componenti desiderati. Consiste nel lasciare a contatto per un tempo più o meno lungo la droga con un solvente adatto. Questa tecnica si utilizza, quando i principi attivi da estrarre sono: molto solubili alterabili dal calore molto volatili

erboristeria: le estrazioni I SOLVENTI I solventi utilizzati per l'estrazione dei principi attivi dalle piante sono: acqua alcol glicerina oli vegetali

erboristeria: le estrazioni LE TINTURE MADRI Le tinture madri (T.M.) vengono preparate macerando in alcool, a determinata gradazione, piante fresche o parti di esse. La scuola francese stabilisce che le T.M. devono essere preparate da piante fresche, per quanto possibile e macerate in alcool di determinato grado alcolico in modo da avere un rapporto ponderale fra la pianta disidratata e la tintura ottenuta di 1/10. La preparazione delle T.M. avviene dunque partendo da piante fresche, cresciute nel loro habitat naturale e raccolte nel loro periodo balsamico. Prima di tutto si procede ad un esame botanico di riconoscimento della pianta, ad una sua pulitura e tagliatura. Contemporaneamente un campione viene messo in stufa a 100-105 fino al raggiungimento dei peso costante. A questo punto si inizia il processo di macerazione ponendo la pianta in una miscela di alcool e acqua in modo da ottenere una tintura che abbia il grado alcolico richiesto dalla monografia ad un rapporto fra solvente e pianta riportata allo stato disidratato che sia generalmente di 1/10 (10%).

erboristeria: le estrazioni LE TINTURE MADRI La macerazione deve prolungarsi per circa 21 giorni in recipienti neutri. Nella fase finale si procederà ad una decantazione del liquido, ad una prima filtrazione e successivamente ad una spremitura sotto pressione costante del residuo, dopo aver riuniti i due liquidi si procederà alla filtrazione finale e all'aggiustamento del titolo alcolico, se la monografia lo richiede. Anche per le Tinture Madri, si procede poi ai controlli finali tendenti ad individuare prima di tutto i caratteri organolettici della tintura. Inoltre vengono dati gli estremi per la identificazione dei principi attivi della pianta, sia dal punto di vista chimico analitico che cromatografico. Al momento dell'utilizzo finale (30/40 gocce in circa 40 ml di acqua) la gradazione alcolica è inferiore ai 2 gradi

erboristeria: le estrazioni I GEMMODERIVATI I macerati glicerici (Mg) o gemmoderivati sono preparazioni liquide ottenute dall'azione solvente di una miscela acqua-alcool-glicerolo su droghe vegetali fresche. Sono ottenuti per macerazione a freddo di gemme, giovani getti, giovani radichette provenienti esclusivamente da piante che vivono nel loro ambiente naturale, quindi non coltivate, raccolti nel loro tempo balsamico e utilizzati a poche ore dalla raccolta.

erboristeria: le estrazioni I GEMMODERIVATI Le parti vegetali, sono sottoposte allo stato fresco, alla ripulitura, alla truiturazione, alla determinazione del grado di umidità ed infine alla macerazione per tre settimane in una miscela di alcool e glicerina la cui quantità è calcolata in modo da ottenere un prodotto finale che corrisponde a 20 volte il peso della materia prima riportata allo stato secco. Si procede ad una decantazione seguita da una filtrazione sotto pressione costante. A questa operazione si fa seguire un riposo del filtrato per 48 ore ed una ulteriore filtrazione. Si ottiene così il Macerato Glicerico (M.G.) di base dal quale con opportuna diluizione si otterrà il prodotto pronto per l'uso. Al momento dell'utilizzo finale (30/40 gocce in circa 40 ml di acqua) la gradazione alcolica è inferiore ai 2 gradi.

erboristeria: le estrazioni GLI ESTRATTI FLUIDI La Farmacopea Ufficiale definisce gli estratti fluidi come preparazioni concentrate ottenute da materie prime essiccate. Gli estratti fluidi vengono preparati scaldando la parte della pianta che interessa con acqua o alcool della concentrazione giusta ( generalmente a 20 ) così da ottenere una soluzione contenente la stessa quantità di principio attivo contenuta nella pianta. Gli estratti fluidi hanno una concentrazione dieci volte maggiore rispetto alle tinture. Essendo però una preparazione a caldo si perdono i principi attivi termolabili. La preparazione ottimale è quindi sempre la tintura.

erboristeria: le estrazioni GLI ESTRATTI SECCHI Ad 1 grammo di estratto corrispondono i principi attivi contenuti in 5 grammi di vegetale essiccato. Solvente estrattivo Etanolo 20-70 gradi. Sono ridotti a polvere per essiccamento. I più affidabili sono quelli prodotti per nebulizzazione col sistema Spray-Drying (Estratti secchi nebulizzati) in cui l estratto è nebulizzato in corrente di vapore ad alta temperatura. Il brevissimo tempo di contatto fra l estratto e il vapore caldo provoca l essiccamento senza danneggiare i principi attivi. Sono estratti molto concentrati e sono adoperati nella preparazione di capsule, compresse e prodotti per uso topico

erboristeria: le estrazioni GLI OLII ESSENZIALI Con il termine olio essenziali si definiscono i principi aromatici che sono contenuti nei vegetali e che vengono ricavati per distillazione. Oltre che per la diversa composizione chimica e le diverse caratteristiche fisiche, questi oli si differenziano da quelli stabili, o comunque dai grassi che sono contenuti nei vegetali, perché sono volatili. Due sono le tecniche di estrazione per poter estrarre gli oli essenziali a scopo terapeutico: La distillazione in corrente di vapor d'acqua, che e' il metodo principale per ottenere un prodotto di qualità. La materia vegetale da distillare concede al vapore le sue sostanze volatili, che dopo la refrigerazione, si separano nuovamente, e si raccolgono in tante preziose goccioline: appunto gli oli essenziali. Un altro metodo è la spremitura o pressatura. Questo metodo si usa per ottenere gli oli essenziali che sono contenuti nella buccia degli agrumi.

erboristeria: le estrazioni GLI OLEOLITI L oleolito è un concentrato oleoso che che si ottiene dalla macerazione in un olio vegetale delle sostanze funzionali liposolubili che si trovano contenute in alcune piante. La macerazione deve essere ciclicamente rimescolata. Dopo la macerazione si procede alla separazione della parte esausta dall'oleolito. Gli olii vegetali fungono quindi da solvente delle sostanze liposlubili. I più noti sono quelli di calendula e di iperico.

erboristeria: le estrazioni OLEOLITO DI IPERICO Ingredienti per circa 1/2 litro di oleolito: 2 tazze colme di cimette fiorite di iperico, 1/2 litro di olio extravergine di oliva Preparazione: 1. Mettere l iperico senza schiacciarlo in un barattolo di vetro dotato di coperchio ermetico, coprirlo con l olio e chiudere il barattolo. 2. Esporre al sole (ad esempio sul davanzale di una finestra) per 30 giorni. Una volta al giorno scuotere il barattolo. Dopo due o tre settimane l olio assumerà un bellissimo colore rosso rubino. 3. Filtrare l olio passandolo attraverso una tela leggera, ad esempio un pezzo ricavato da un vecchio lenzuolo. Non spremere il residuo, ma lasciatelo scolare a lungo (almeno un ora). 4. Conserva in una bottiglia di vetro scuro, in un luogo fresco e al buio. Uso: L oleolito di iperico è un formidabile alleato della pelle: lozioni doposole e contro le scottature da sole e da fuoco. Applicazioni locali per le emorroidi.

erboristeria: il fitocomplesso Si va sempre più affermando il concetto di "fitocomplesso" quale insieme di sostanze di origine vegetale non riproducibili per sintesi chimica. Il fitocomplesso è l'insieme di tutte le sostanze presenti nella droga vegetale, complessivamente responsabili dell'azione terapeutica svolta dalla pianta. la totalità è superiore alla somma delle parti

erboristeria: il fitocomplesso la totalità è superiore alla somma delle parti Sia il farmaco che il fitocomplesso possono esercitare azioni benefiche o avere effetti collaterali, però nella droga vegetale (la parte della pianta utilizzata come medicamento) l'eventuale tossicità risulta più blanda in quanto in essa sono presenti, oltre al principio attivo, anche sostanze inerti e sostanze che regolano l'attività farmacologica. La droga vegetale, nei confronti del farmaco di sintesi, presenta un ulteriore vantaggio: non solo ha una minore tossicità, ma, grazie alla presenza di numerose sostanze all'interno del fitocomplesso, manifesta molteplici azioni farmacologiche per cui con un unico rimedio si possono curare più patologie/problemi. Nell'ambito di un più generale intervento terapeutico, possiamo attribuire diversi campi di applicazione alle piante medicinali.

erboristeria: brevettabilità Nel 1996 la curcuma è stata oggetto di un tentativo di biopirateria : due ricercatori indiani presso un università statunitense, dopo aver sviluppato un farmaco il cui principio attivo era proprio la spezie gialla, ne hanno chiesto e ottenuto il brevetto. L azione legale intrapresa dal Consiglio Indiano per la Ricerca Scientifica ha però portato l Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ad ammettere che le qualità officinali della curcuma sono una scoperta indiana e quindi non brevettabili, decretando così la revoca del brevetto. Una vittoria questa, che ha reso poco appetibile la curcuma agli occhi dell industria farmaceutica e che spiega come mai le eccezionali virtù di questa radice, ormai ampiamente confermate anche dalla scienza moderna, non siano ancora diventate il tormentone salutista del momento (Da Stampa Medica 06 agosto 2007)

erboristeria: la tradizione popolare Sempre la Curcuma è stata al centro di un altro caso che ha messo in evidenza l'importanza della tradizione popolare e dell'uso delle piante da una parte e la non riproducibilità della sua efficacia in un farmaco. Infatti la Curcuma e in specifico il suo principio attivo la curcumina, ha una potente azione antiinfiammatoria. Questa azione antinfiammatoria si è scoperta partendo dall'osservazione che le popolazioni indiane che fanno largo uso di questa spezia nella miscela curry non soffrono, o soffrono molto meno, di problematiche infiammatorie. Sono stati fatti numerosi studi medici trattando con la curcumina pazienti con problemi infiammatori. I risultati sono stati molto scarsi. Perché?

erboristeria: la tradizione popolare La formulazione classica del curry comprende pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, ma anche chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino. È proprio dalla combinazione fra queste spezie che l'azione antinfiammatoria della curcumina svolge al meglio la sua azione. Il pepe nero, e in particolare il suo principio attivo, la piperina, ha dimostrato di potenziare di 20 volte la capacità dell'organismo umano di assimilare la curcumina.

la medicina olistica Il termine olistico deriva dalla parola greca holós, che significa "intero". L'olismo è una filosofia che considera l'organismo nella sua interezza piuttosto che nelle singole parti che lo compongono. In questo modo, secondo la medicina olistica, si cerca di mettere in armonia le dimensioni emotive, sociali, fisiche e spirituali della persona per stimolare il processo di guarigione del paziente. La medicina olistica valorizza, pertanto, l'interazione tra il corpo e lo spirito, che, secondo l'olismo, è ciò che ci indirizza nella vita e ci conferisce un senso di felicità interiore. Sottolinea, inoltre, la responsabilità dell'individuo nel mantenimento del proprio benessere e della propria salute, nella prevenzione e nella guarigione delle malattie.

la medicina olistica La medicina tradizionale mette in evidenza l'importanza dei fattori patologici (batteri, virus, agenti ambientali) come causa di malattia (eziologia). La medicina olistica sostiene che la diminuita resistenza causata dalle cattive abitudini e dallo stress, sia fisico che psichico, predispone il soggetto alla malattia. La malattia, quindi, è vista come uno squilibrio tra fattori sociali, personali ed economici, da un lato, e cause biologiche, dall'altro L'impostazione della medicina olistica, che considera e cura la persona nella sua interezza, si contrappone all'approccio meccanicistico della medicina tradizionale, secondo la quale il corpo è visto come un insieme di diverse parti, curate separatamente l'una dall'altra, mentre non vengono presi in considerazione gli aspetti emotivi e spirituali della salute e della guarigione.

la medicina olistica FISICO STRESS, positivo e negativo salute e bellezza olistica Mente con le altre Spiritualità come nutrimento della mente persone memoria cellulare Sistema immunitario Sistema ormonale Relazione PSICHICO Rapporto con l'ambiente Nutrizione per aiutare il sistema immunitario

la medicina olistica LIVELLI EZIOLOGICI DELLA MALATTIA mente emozioni corpo energetico corpo fisico DIFFERENTI LIVELLI DI INTERVENTO omeopatia (alte diluizioni) omeopatia (basse diluizioni) fiori di Bach (floriterapia) osteopatia agopuntura oligoterapia gemmoterapia nutrizione fitoterapia

la medicina olistica FITOTERAPIA Il termine viene dal greco phyton (pianta) e terapia (cura). La fitoterapia è la pratica terapeutica, comune a tutte le culture e le popolazioni sin dalla preistoria, che prevede l utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere. Dal punto di vista terminologico, limitandosi all'unione Europea, solo da pochi anni, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste una categoria professionale istituzionalizzata di fitoterapeuti, con percorso formativo universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. Negli altri stati membri della UE il termine fitoterapeuta non ha valore legale, e la fitoterapia non è una branca riconosciuta delle biomedicina. La fitoterapia è considerata una medicina alternativa o complementare nella maggior parte degli stati membri della UE e negli Stati Uniti, anche se alcune piante e soprattutto alcune frazioni di pianta sono riconosciuti e sfruttati anche dalla medicina scientifica tradizionale. La medicina popolare si serve di queste sostanze da tempi immemorabili. Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.

la medicina olistica FITOTERAPIA In fitoterapia si utilizzano: tisane tinture madri compresse succhi fitocomposti estratti fluidi

la medicina olistica GEMMOTERAPIA La Gemmoterapia è una metodica terapeutica che, ispirandosi ai principi del drenaggio biologico, utilizza a scopo terapeutico macerati idrigliceroalcolici di estratti vegetali freschi costituiti da tessuti meristematici quali appunto le gemme, i germogli, i giovani getti, i boccioli, le giovani radici, la scorza interna di radici, la scorza giovane del ramo, la linfa, i semi o altri tessuti embrionali di vegetali in fase di crescita. Queste parti di pianta giovani sono estremamente ricche di alcune sostanze che non ritroveremo poi nella pianta adulta. Fra queste sostanze risultano particolarmente utili le Auxine, le Gibberelline che sono responsabili della crescita della pianta e a loro si deve il futuro della pianta stessa. Il Gemmoderivato contiene tutta la ricchezza minerale, ormonale, di aminoacidi e di elementi strutturali delle proteine.

la medicina olistica GEMMOTERAPIA: il drenaggio Il Gemmoderivato mira a coadiuvare le funzioni vitali della cellula, intervenendo anche nel metabolismo in modo dolce, non violento, ma profondo mediante il drenaggio. Drenare significa indurre l escrezione delle tossine che si accumulano nel nostro organismo. Il drenaggio avviene stimolando in maniera debole e prolungata gli organi di eliminazione, detti emuntori (cute, polmoni, fegato, reni, intestino).

la medicina olistica AROMATERAPIA L'aromaterapia è un ramo della fitoterapia che usa gli olii essenziali: le sostanze volatili e fortemente odoranti delle piante. Il termine aromaterapia ha significati diversi a seconda dei Paesi in cui viene usato, per esempio in Inghilterra, Russia, negli USA e in Francia. Una definizione generale da tutti accettata potrebbe essere questa: l'utilizzo degli olii essenziali per il mantenimento della salute o per la terapia. Per queste ragioni, e per la scarsezza di dati clinici l'aromaterapia è lontana dal poter essere definita come una vera terapia, con un corpus di testi canonici, modalità riconosciute, curriculum di studio standardizzati, ecc., anche se i materiali utilizzati dalla terapia e alcune delle modalità di utilizzo sono state sottoposte a studi clinici e farmacologici.

la medicina olistica FLORITERAPIA Letteralmente cura con i fiori ideata dal medico britannico Edward Bach. Bach sosteneva che tale forma di terapia dovesse essere semplice e accessibile a tutti, in quanto secondo lui chiunque ha le potenzialità e le sensibilità necessarie per effettuare autodiagnosi e autopratica. Sosteneva inoltre che la terapia dovesse avere carattere preventivo e scevra di effetti collaterali. Alla base della floriterapia di Bach è il principio secondo il quale nella cura di una persona, devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza dei disturbi psicologici, i quali determinerebbero i sintomi fisici. Il singolo fiore curerebbe il disturbo psicologico che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico. Dietro ogni disturbo fisico ci sarebbe quello che viene chiamato "fiume di energia", originato a livello psicologico (come nel caso della rabbia, che viene scaricata in modi e zone del corpo differenti); pertanto, ad ogni disturbo psicosomatico, provocato dallo sfogo dell energia, corrisponderebbe, a monte, un ben preciso disturbo dell'anima. Edward Bach (Moseley, 24 settembre 1886 27 novembre 1936) è stato un medico britannico, famoso per i suoi contributi alla batteriologia, alla medicina naturopatica, all'omeopatia e per aver scoperto la metodica che da lui ha preso nome: i Fiori di Bach.

la medicina olistica FLORITERAPIA Sulla base di tali principi sono stati distinti 38 "tipi comportamentali" di base, ai quali corrisponderebbero 37 fiori e un acqua di fonte, la cui energia sarebbe in grado di curare l organismo per riportarlo in armonia; in tal modo i sintomi tenderebbero a regredire. I rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero infatti nell acqua, se opportunamente trattati, la loro "energia" o "memoria". Bach consigliava di cogliere i fiori al massimo della fioritura e nelle prime ore del mattino di un giorno assolato; il fiore, che non doveva essere intaccato da alcunché, veniva deposto in una ciotola d acqua pura e veniva trattato secondo uno dei due metodi riportati nelle opere del medico gallese. Il concetto "memoria dell'acqua" non è mai stato dimostrato sperimentalmente e non è riconosciuto dalla scienza.

la medicina olistica OLIGOTERAPIA Gli oligoelementi sono metalli contenuti in tutti gli organismi viventi, talvolta in dosi infinitesimali e sono indispensabili per il buon funzionamento organico. Partecipano alla maggior parte dei processi enzimatici con il ruolo di catalizzatori o acceleratori. Con gli oligoelementi si possono trattare le predisposizioni patologiche e correggere turbe funzionali che se lasciate alla propria evoluzione, sfocerebbero in patologie organiche. Possono essere utilizzati in forma sintomatica, ma soprattutto sono da impiegare come correttori delle funzioni che iniziano ad alterarsi.

la medicina olistica OLIGOTERAPIA Il termine oligo-elemento proviene dal greco Oligos, che significa molto piccolo. Questa frazione ionica è molto labile rispetto al sale minerale corrispondente. È a questo livello che gli oligoelementi sono attivi in quello che si definisce oligoterapia. È fondamentale sottolineare la distinzione fra l oligo-terapia catalitica destinata a migliorare il terreno e l apporto ponderale che ha tutt altra applicazione.

la medicina olistica OLIGOTERAPIA Il dosaggio attivo degli oligoelementi non è affatto ponderale, e nemmeno infinitesimale come nell omeopatia, ma si colloca ad un livello intermedio che corrisponde ad un piano energetico ed elettromagnetico dell essere vivente. Gli oligoelementi non lavorano per un effetto di massa, ma come elementi informatori. Gli oligoelementi sono dei catalizzatori che partecipano alle funzioni dell organismo, permettendo il suo adattamento permanente all'ambiente. Gli oligo-elementi sono dei modificatori del terreno. Il regno animale fissa gli oligo-elementi a partire dal regno vegetale.

la medicina olistica OLIGOTERAPIA Gli oligoelementi sono elementi chimici presenti in piccole quantità nell'organismo (la loro concentrazione è minore o uguale allo 0,01% del peso secco del corpo umano) e sono indispensabili per la normale attività delle cellule e per i processi vitali. L'organismo è incapace di sintetizzarli e deve assumerli dall'ambiente. Si tratta dunque di elementi essenziali in quanto: Sono presenti in tutti i tessuti sani degli organismi viventi; Possiedono una concentrazione nel tessuto relativamente costante; La loro carenza da' luogo a alterazioni funzionali, fisiologiche o strutturali di diverso tipo; La loro somministrazione previene o cura le alterazioni o le malattie provocate dalla loro carenza.

dedicato a mio padre

bibliografia Dizionario di Fitoterapia e pante medicinali - Enrica Camparino Tecniche Nuove - 2004 Compendio di Gemmoterapia clinica - Fernando Piterà De Ferrari Editore 1994 Fitoterapia e Gemmoterapia nella pratica clinica - Bruno Brigo La Grafica Briantea 1986 www.infoerbe.it www.erbeofficinali.org http://erbemedicinali.netsons.org www.farmacovigilanza.org www.sangalli.it www.wikipedia.it