LEZIONE ^ riforme dell'imperatore Diocleziano Lezione attiva Chi era Diocleziano? Diocleziano diventa imperatore Nelfe84)iivenne imperatore Diocleziano, un energico^enerale nato nella provincia deiruttrico (l'attuale Croazia). Prima di essere nominato imperatore dai suoi legionari, Diocleziano era capo della guardia imperiale. A differenza dei molti suoi pari del periodo dell'anarchia militare, che regnavano solo uno 0 due anni, Diocleziano riuscì a governare per 21 anni e a realizzare una serie di riforme che miravano a risolvere la grave crisi dell'impero. Sottolinea il motivo della persecuzione dei cristiani. Rafforzare il potere dell'imperatore Diocleziano puntò prima di tutto a rafforzare la capacità di governo dell'imperatore. Perciò, tolse al senato quasi ogni potere e costituì attorno a sé una corte di funzionari che lo aiutassero e che rispondevano direttamente a lui. Infine, proclamò che ogni sua decisione aveva valore di legge, causando una profonda frattura con la tradizione romana, che sempre aveva rispettato il senato e le sue nobili famiglie. Peraumentare il suo prestigio, proclamò che il suo potere derivava dagli dèi e che egli stesso doveva esserevgnerato come un dio. Per questo, come abbiamo imparato, Diocleziano avviò una dura persecuzione contro i cristiani, che non veneravano l'imperatore: proibì le loro riunioni, li incarcerò, li uccise. Che scopo aveva dividere l'impero? Disegna uno schema che rappresenti la tetrarchia. La riforma politica e militare La principale riforma di Diocleziano fu quella amministrativa. Poiché l'impero era troppo vasto per essere controllato da un unico centro (Roma), lo divise in due parti: l'occidente e l'oriente. Ciascuna parte sarebbe stata governata da un «Augusto»: luì stesso si proclamò «Augusto dell'oriente» e nominò il fedele Massimiano «Augusto dell'occidente». Ogni Augusto avrebbe affidato il governo di una parte dei propri territori a un «Cesare», un collaboratore destinato a succedergli, secondo un meccanismo che avrebbe evitato, secondo Diocleziano, le lotte per la successione e avrebbe reso il governo più stabijeed efficace. Questo sistema, che vedeva al vertice dell'impero quattro persone, fu chiamato tetrarchia ("governo deìquattro"). Anche l'esercito, fonte di grandi spese, fu riformato: Diocleziano divise Le truppe di frontiera, formate da soldati-contadini che vivevano sul posto, dalle truppe di "pronto intervento", meglio gagate e addestrate. 1 risultati furono positivi: le incursioni dei barbari furono bloccate con successo LABORA TORIA Uniti due a due In questa celebre scultura del IV secolo viene raffigurata in modo simbolico la tetrarchia. In primo piano i due Augusti, in secondo piano i due Cesari. Le figure sono rappresentate in modo non realistico, tutte uguali, tutte nello stesso atteggiamento: corona, mantello militare, una mano sulla spalla dell'altro per indicare solidarietà, la mano sull'impugnatura della spada per raffigurare prontezza al combattimento.
La riforma dell'economìa L'altro settore su cui l'imperatore intervenne fu l'economìa. Diocleziano cercò conjeggi severissime di bloccare (senza successo) l'aumen- ^o^ei_prezzi delle merci. Ma il problema principale era assicurare allo Stato entrate stabili, sotto forma di tasse. Fece quindi registrare tutte le terre coltivabili dell'impero ejl numero dei contadinixhe le lavoravano, e tutte le attività economiche delle città. assegnando a ciascuna, per ogni zona, una certa quota di tasse che non poteva cambia^ re nel corso del tèmpot""'" Questo sistema costringeva i contadini liberi a non abbandonare la terra che lavoravano e gli altri lavoratori, per esempio gli artigiani e i commercianti, a non cambiare mestiere. I mestieri divennero ereditari. Come in un sistema di caste, i figli dei contadini restavano contadini, gli artigiani, artigiani e così via. Le tasse arrivavano, perché i funzionari che dovevano raccoglierle usavano metodi brutali, ma si creò una società bloccata e priva di libertà. In molte parti dell'impero scoppiarono violente rivolte di contadini. Nonostante i divieti, molti abitanti continuarono a passare al servizio dei grandi proprietari. Essi preferivano diventare coloni dei grandi proprietari, che assicuravano un minimo di protezione contro gli esattori, piuttosto che restare liberi sotto un sistema che li opprimeva e toglieva loro gran parte del guadagno. LImpero viene diviso fra «Augusti» e «Cesari» [tetra rcliia] Le riforme di Diocleziano Limperatore diventa divino e regna con potere assoluto L'esercito viene riorganizzato 1 /-p ^ Il sistema economico è bloccato e le tasse aumentano Spiega come Diocleziano cer garantire l'afflusso delle tas* Parole nella storia Caste In alcune società ant la collettività era organizzata un sistema rigido per cui chi ap teneva a un certo gruppo so [per esempio i sacerdoti, i guer i contadini] non poteva uscirn particolare non poteva passar un gruppo più umile a uno più portante. Questi gruppi sociali e si chiamano "caste". Era organiz così l'antica società indiana [ sguardo sul mondo, p. 44]. La parola casta viene ancora usata in senso generico, per indi un "gruppo sociale privilegiato". Per esporre la lezione Esponi le riforma di Dioclezian seguendo questa scaletta: - Diocleziano rafforza il potere imperiale: come? - Le riforme politiche: quali? - Le riforme economiche: qua effetti? La riorganizzazione dell'impero sotto Diocleziano Con il sistema della tetrachia di Diocleziano, l'impero fu diviso in quattro aree, ciascuna con una propria capitale, posta non troppo lontano dai confini, per poter seguire più da vicino la difesa dalle invasioni. Per l'oriente le capitali erano NIcomedia (sede dell'augusto Diocleziano) e Sirmio (sede del Cesare Galeno]; per l'occidente Milano [sede dell'augusto Massimiano] e Treviri [sede del Cesare Costanzo Cloro). Roma non aveva più funzione di centro politico, anche perché Diocleziano non voleva che le J antiche famiglie dei senatori riacquistassero potere. Parigi ^ GALLIA Treviri Territorio d'oriente Territorio d'occiden Parte governata Parte governa da Diocleziano da Massimian (Augusto) (Augusto) H Parte governata Parte governa da Galerio da Costanzo C (Cesare) (Cesare) O (-apitali dell'imperò^ M a r N e r PONTO M e d i t e r r a n e o Gerusalemrti^ Alessandrig '^yyoriente P
Lezione attiva 4 Sottolinea la parte In cui si spiega perché la terarchia non funzionò. J Costantino e l'alleanza con i cristiani Costantino diventa imperatore Ne2^05t>iocleziano, Augusto d'oriente, ab dico e si ritirò nello splendido palazzo cne-si^ra fatto costruire a Spalato, nella sua luiria. Lo stesso fece l'augusto d'occidente Massimiano. A loro dovevano subentrare i rispettivi Cesari, ma il meccanismo previsto dalla tetrarchìa non funzionò. Invece dei due Cesari, lottarono per il potere uomini che non avevano nessun diritto al trono: Massenzio, figlio di Massimiano e Costantino, figlio di Costanzo. La guerra fra i due durò a lungo, fino a quando, ne [^3^Costantino sconfisse il rivale nella battaglia di Ponte Milvio, presso Roma. Dopo aver sgommato anche l'augusto d'oriente nella battaglia di Adrianopoli del Costantino riunifìcò l'impero, che tornò ad avere un unico sovrano dopo la divisione operata da Diocle"ziano LABORA TORIA La leggenda e la realtà La leggenda racconta che prima della battaglia decisiva con Massenzio, a Costantino sarebbe apparso in sogno Gesù. Indicando una croce dipinta su un vessillo. Gesù gli avrebbe detto: «Sotto questo segno vincerai». Costantino avrebbe così fatto porre la croce sulle sue bandiere e vinto il nemico. La leggenda spiega la realtà storica: Costantino comprese che avrebbe potuto rafforzare il potere imperiale appoggiandosi ai cristiani, ormai numerosissimi non solo fra il popolo, ma anche tra le classi colte e l'aristocrazia delle città. L'editto di Milano e l'alleanza con i cristiani Nel ^i3^ostantino emanò a Milano un editto, cioè una legge valida in tutto l'impero, con cui concedeva ai cristiani Scrivi che cosa stabilì l'editto ^ lajito^^diprofessareiajor era una svolta storica. Dopo questo atto di di Milano del 313 tolleranza non solo terminarono le persecuzioni, ma alla Chiesa vennero concessi disisi privilegi: vescovi e preti erano esentati dalle tasse; i tribunali composti da sacerdoti potevano giudicare anche cause di carattere non^religioso; ai vescovi vennero concessi sulle città poteri simili a quelli dei funzionari statali. I cristiani cominciarono a sentirsi parte importante dello Stato romano: non più estranei e osteggiati, ma, in un certo senso, privilegiati. Comincia con Costantino un'alleanza stretta fra Chiesa e potere politico che durerà per tutti i secoli del Medioevo. Abdicare Il verbo indica la rinuncia al regno da parte di un sovrano. [ZI^^^^E^SS Tutti coloro che hanno incarichi nell'amministrazione pubblica (come gli impiegati dei vari uffici, ìaeistrati, i docenti delle scuole Costantino e il cristianesimo Costantino 1 1 Favorì la Chiesa e le diede Si pose come arbitro Assicurò libertà di culto un ruolo nello Stato nelle questioni religiose ^
Quadro i L'Alto Medioevo Capitolo i L'Impero romano entra in crisi Costantino protettore della Chiesa Costantino si convertì probabilmente al cristianesimo (di certo fu battezzato) e assunse il ruolo di protettore dei cristiani e di arbitro nelle questioni religiose. L'imperatore volle cioè, in un certo qual modo, governare anche sulla Chiesa. Fra II e IV secolo la dottrina cristiana non era ancora ben definita. Circolavano non solo i quattro Vangeli (Marco, Luca, Matteo e Giovanni), ma molti altri che oggi la Chiesa ritiene non validi. Circolavano inoltre, fra i cristiani delle varie parti dell'impero, opinioni diverse su aspetti importanti della fede. Una di queste era quella del prete egiziano Ario. Per costui Gesù non era anche Dio, ma solo uomo, pur se ispirato da Dio.; Ario fu dichiarato in errore dal suo vescovo, ma la sua dottrina si diffuse, specialmente fra i Germani, che si convertirono alla fede cristiana "ariana". Per porre fine a questa dottrina considerata errata, cioè eresia, che creava scontri politici fra i rristiani^ Cns^ranrinn prp<;ipflptte nelulg a Nicea un'assemblea, detta_!!coacilio", che stabilì la giusta dottrina (ortorfos5ia)rgesù era figlio di Dio ma anche della "stessa sostanza di Dio, e della stessa sostanza di_èio è anche Io Spirito Santo. Dio padre, il Figlio e lo Spirito Santo formano così la^dnità?) Altre decisioni di Costantino L'imperatore continuò la politica di Diocleziano. Cercò, senza grandi risultati, di migliorare l'economia; lottò con un certo successo contro le invasioni, arruolando nell'esercito molti barbari. Ma, soprattutto, fondò una nuova capitale dell'impero, una Nuova Roma sulle sponde del Bosforo, sui resti della città greca di Bisanzio. Fu una capitale splendida a cui diede il suo nome: Costantinopoli, la "città di Costantino". Oggi è la capitale della Turchia, col nome di Istanbul. Che cosa sosteneva la dottrina di Ario? Sottolinea nel testo le definizioni di eresia e ortodossia. Individua la posizione di Costantinopoli su una carta geografica. t crìstlani nell'impero / Anno Numero stimato 100?.500 150 40.000 200 21?.000 250 I.IPO.OOO 300 6.200.000 350 33.800,000 Il sogno di Costantino M pittore quattrocentesco Piero della Francesca ha ritratto in questo affresco il sogno di Costantino alla vigilia della battaglia contro Massenzio. Il futuro imperatore è immerso nel sonno dentro la sua tenda militare mentre dall'alto un angelo, raffigurato con il braccio proteso, gli preannuncia la vittoria se combatterà nel segno della Croce. Per esporre la lezione Spiega quale fu la più importante decisione presa da Costantino a proposito dei cristiani. Esponi come Costantino intervenne nelle questioni religiose.
Il primo imperatore (forse) cristiano Quella di Costantino è una figura storica piena di contrasti e anche misteriosa. Per la Chiesa ortodossa è un santo, la Chiesa cattolica venera invece come santa sua madre Elena. Pose la croce sulle sue bandiere, difese e favorì i cristiani in tutti i modi, ma molti storici non sono certi che fosse convintamente cristiano, anche se in punto di morte ricevette il battesimo. Era figlio di uno dei primi Cesari della tetrarchia, Costanzo Cloro. La sua data di nascita non è certa. È noto però il suo aspetto: gigantesco, fortissimo, incuteva paura ai suoi nemici. Seppe destreggiarsi bene nei sette anni di lotte ingaggiate contro i suoi rivali per il potere: dal 305, anno in cui Diocleziano abdicò, al 312, quando Costantino sconfisse Massenzio e regnò in coppia con Licinio. Se non che, dopo averlo sconfitto, nel 325 Costantino si liberò anche dij_icjnio e regnò da solo jino alla morte, nel 33?. Lassassinio di Licinio fu il primo di una lunga serie. Nel 326 fece uccidere il figlio Crispo. avuto da una prima moglie fque-. sta è storia), in quanto la seconda moglie, l'imperatrice Fausta, lo aveva accusato di averla insidiata [quésta"leggenda). Quando Costantino capì che Fausta aveva mentito per sbarazzarsi di un congiunto pericoloso per le sue ambizioni - si dice - l'avrebbe fatta bollire viva in una vasca da bagno. Di certo fece uccidere anche Liciniano, che era sì figlio del rivale Licinio, ma anche suo nipote, in quanto Licinio aveva sposato la sorella di Costantino,i!:pstanza^ Questo imperatore non proprio amabile fu il primo che concesse libertà ai cristiani e donò al papa il palazzo del Laterano, consegnandogli, simbolicamente, ta città di Roma, che avrebbe abbandonato per fondare un'altra capitale all'estremo orientale dell'impero. Gli storici hanno a lungo discusso se fosse davvero cristiano, oppure solo interessato a diventare amico e capo dei cristiani per rafforzare il suo governo. È possibile che in quei tempi, quando nell'impero si diffondevano nuove religioni, Costantino avesse al tempo stesso curiosità per II cristianesimo e per il culto del dio Sole, e comunque cercasse di non scontentare neppure i pagani. Conservò infatti fino alla morte la carica di gran sacerdote degli antichi culti: quella di "pontefice massimo", che dai tempi di Augusto spettava agli imperatori. Di certo Costantino volle affermare l'idea che l'imperatore non fosse un uomo come gli altri, ma una figura quasi divina. Al suo arrivo in una città [adventus], coperto di gioielli, con la corona e lo scettro, i personaggi importanti dovevano seguire il rito dell'adorazione dell'abito dì porpora dell'imperatore. Limperatore non apriva bocca: qualcuno leggeva le sue parole e impassibile ascoltava le acclamazioni delle folle. Un ritratto -> grandioso Testa colossale di Costantino (2.60 m), oggi conservata nei Musei Capitolini di Roma. in O L'inventore della domenica tantino introdusse, nella settimana _di sette giorni [nell'antica Roma il mese era invece scandito In periodi di nove giorni, le_mmd/- noe], ii giorno di riposo festivo che chiamò dies sotis,"giorno del sole". La paroladgmeni'cousata in italiano, spagnolo, francese significa "giorno del Signore", ma "giorno del sole" resta nelle lingue germaniche: Sunday in inglese e Sontag in tedgsco
Quadro 1 L*Alto Medioevo Capitolo 1 L'Impero romano entra in crisi Leggere le immagini L'esaltazione deirimperatore Dopo la vittoria su Massenzio, Costantino fu celebrato a Roma con un arco trionfale decorato da rilievi che esaltavano le sua doti militari e politiche. Il fregio mostra l'imperatore fra la corte e il popolo (purtroppo manca proprio la sua testa]. Le due figure che guardano in avanti, ai due lati della pedana, sono statue di precedenti imperatori. Dove è collocata la figura dell'imperatore? I suoi abiti sono diversi da quelli di tutti gli altri? In che direzione guardano le figure della scena e perché?
LEZIONE Teodosio e la divisione dell'impero Lezione attiva Ripercorri le vicende successive a Costantino aiutandoti con le date: 33?, 360, 3?8. Il caos dopo Costantino Dopo la morte di Costantino, nel 337, l'impero rimase senza una guida politica forte e ricadde in un periodo di anaxcliia e di caos politico. Verso il 360 divenne imperatore Giuliano. Questi riunificò ancora per un breve periodo l'impero, abbandonò il cristianesimo (e fu perciò detto «apostata») e volle che il paganesimo ridiventasse l'unica religione dello Stato. Intanto le invasioni continuavano. Giuliano morì combattendo contro i Sasanidi, ma un nuovo e più serio pericolo era in vista. Alla metà del IV secolo, un popolo nomade della steppa asiatica, gli Unni, cominciò a spostarsi verso Occidente, facendo fuggire dalle loro terre i Germani, che si precipitarono in massa dentro i confini imperiali. Approfondiremo nel prossimo Capitolo la vicenda delle invasioni. Per ora basti dire che nel 378, presso Adrianopoli, le tribù germaniche degli Ostrogoti e dei Visigoti sconfissero sanguinosamente in una grande battaglia l'esercito imperiale uccidendo addirittura l'imperatore d'oriente Valente. L'impressione e la paura furono enormi. La fine sembrava vicina. Sottolinea i due elementi più importanti del governo di Teodosio. Il governo di Teodosio Nel 379 divenne imperatore d'oriente Teodosio. II suo governo fii importante per due ragioni. In primo luogo, Teodosio riuscì a bloccare, 0 almeno a rendere meno catastrofiche, le invasioni nella parte orientale dell'impero. Ci riuscì non tanto con la forza delle armi, ma perché stipulò con le tribù germaniche accordi politici. Accettò cioè di pagare loro dei tributi e consentì che si installassero in alcune regioni dell'impero, come la Tracia o i Balcani, a condizione che le difendessero da altre invasioni. In secondo luogo, con l'editto di Tessalonica del 380, reso operativo nel 391 dai Decreti Teodosiani, proclamò il cristianesimo unica religione dell'impero e la proibizione dei culti pagani. Con Teodosio e i suoi successori, nell'impero d'oriente l'imperatore diventò il protettore della Chiesa e la sua autorità fu, in un certo senso, superiore a quella dei vescovi. Nel 394 Teodosio riunifìcò ancora e per l'ultima volta tutto l'impero sotto di sé. Ma dalla sua morte (395) l'impero fu definitivamente diviso come egli aveva disposto:' una parte occidentale, affidata al figlio Onorio, e una parte orientale, affidata al figlio Arcadio. Questa parte fu chiamata anche Impero bizantino perché ebbe come capitale Costantinopoli, l'antica Bisanzio \B Apostata È "colui che si allontana", cioè che rinnega la propria religione. Il rinnegamento della fede si chiama opostos/o. ^^^^^^^ I fedeli dei culti romani tradizionali furono definiti pagani ("abitanti dei villaggi", in latino pagi] dai cristiani, poiché tali culti avevano conservato pochi fedeli nelle città e molti nelle campagne. Dalla morte di Cristo (33 d.c.) al 313: diffusione dei cristianesimo e persecuzione anticristiane Il cristianesimo nell'impero romano Dall'Editto di Costantino (313] al 391: libertà di culto per i cittadini dell'impero e cristianesimo consentito Dai Decreti Teodosiani (391) in poi: il cristianesimo diviene religione ufficiale dell'impero
Quadro 1 L'Alto Medioevo Capitolo i L'Impero romano entra in crisi Due storie diverse per Oriente e Occidente Dalla fine del iv secolo, ovvero dalla morte di Teodosio, le due parti dell'impero presero strade molto diverse. In Oriente, l'impero romano resistette, tra periodi di rinascita e periodi di decadenza, ancora mille anni, cioè fino al 1453, quando Costantinopoli fij conquistata dai Turchi. Al riparo dalle invasioni, l'oriente conservò diverse caratteristiche della civiltà dell'impero romano: una economia abbastanza solida, basata non solo sull'agricoltura ma anche sui commerci e la manifattura; grandi città in cui si svolgeva una vita sociale e culturale ricca e raffinata. Qui gli imperatori si posero a capo della Chiesa con un'autorità anche superiore a quella dei vescovi. La lingua dell'impero d'oriente fu il greco. In Occidente, invece, come vedremo [ L 7], nel giro di alcuni decenni nuove ondate di invasioni posero fine all'autorità dell'imperatore. Sui territori occidentali dell'impero nacquero nuovi regni con a capo i Germani. Ma l'intera vita dell'occidente, economica, sociale, culturale, cambiò: essa divenne più primitiva e dura; la popolazione diminuì, colpita da carestie e epidemie; le città decaddero, i commerci si ridussero. L'agricoltura divenne quasi l'unica fonte di ricchezza. Il latino rimase la lingua della cultura, ma coloro capaci di leggere e scrivere si ridussero a una piccola minoranza. In Occidente, nella Chiesa acquistò una particolare autorità il vescovo di Roma. Annota le differenze: in Oriente in Occidente Le strade diverse dì Oriente e Occidente Teodosio ferma i barbari in Oriente In Oriente: l'impero continua per mille anni In Occidente: nuove invasioni e fine dell'impero L'imperatore e il vescovo Teodosio fece del cristianesimo la religione ufficiale dell'impero. In questo quadro del pittore Camillo Procaccini (XVI secolo), però, l'incontro fra l'imperatore cristiano e uno dei più celebri padri della Chiesa, jl vescovo di Milano Ambrogio, non è pacifico. Teodosio, che aveva punito con una strage il popolo di Tessalonica colpevole di aver ucciso un suo generale, giunse a Milano, ma Ambrogio gli impedì di entrare in chiesa finché non si fosse pentito. Per esporre la lezione Spiega che cosa accadde dopo la morte di Costantino e perché l'impero conobbe un periodo drammatico. Spiega perché, a causa dei provvedimenti di Teodosio, l'oriente e l'occidente presero strade diverse.
LABORA Leggerei documenti Editti a confronto Proponiamo di leggere e confrontare i due editti del IV secolo, quello di Milano, emesso da Costantino, di cui abbiamo parlato nella L 4 e quello di Tessalonica, promulgato da Teodosio, spiegato in questa Lezione. Abbiamo evidenziato in colore le frasi più importanti. Editto di Milano (313) «Quando noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, felicemente ci incontrammo nei pressi di Milano e discutemmo di tutto ciò che attiene al bene pubblico e alla pubblica sicurezza, questo era quello che ci sembrava di maggior giovamento alla popolazione, soprattutto che si dovessero regolare le cose concernenti il culto della divinità, e di concedere anche ai cristiani, come a tutti, la libertà di seguire la religione preferita, affinché qualsivoglia sia la divinità celeste possa esser benevola e propizia nei nostri confronti e in quelli di tutti i nostri sudditi. Ritenemmo pertanto con questa salutare decisione e corretto giudizio, che non si debba vietare a chicchessia la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascheduno reputi la più adatta a se stesso. Così che la somma divinità, il cui culto osserviamo in piena libertà, possa darci completamente il suo favore e la sua benevolenza. Perciò è opportuno che si sappia fchel, abolite del tutto le'^wp denti disposizioni imperiali concementi i cristiani, oia, invece, in assoluta tranquillità, tutti coloro che vogliano osservare la religione cristiana possano farlo senza alcun timore 0 pericolo di molestie». Editto di Tessalonica (380) «Vogliamo che tutte le nazioni che sono sotto nostro dominio, grazie alla nostra carità, rimangano fedeli a questa religione, che è stata trasmessa da Dio a Pietro apostolo, e che egli ha trasmesso personalmente ai Romani [...1; cioè dobbiamo credere conformemente con l'insegnamento apostolico e del Vangelo nell'unità della natura divina di Padre, Figlio e Spirito Santo, che sono uguali nella maestà e nella Santa Trinità. Ordiniamo che il nome di Cristiani Cattolici avranno coloro Ì quali non violino le affermazioni di questa legge. Gli altri li consideriamo come persone senza intelletto e ordiniamo di condannarli alla pena dell'infamia come eretici. e alle loro riunioni non attribuiremo il nome di chiesa; costoro devono essere condannati dalla vendetta divina prima, e poi dalle nostre pene, alle quali siamo stati autorizzati dal Giudice Celeste». Che cosa concede ai cristiani l'editto di Milano? Secondo l'editto di Milano, i non cristiani potrebbero professare la loro religione? Nell'editto di Tessalonica, che cosa dice di volere l'imperatore? Chi sono «gli altri» di cui si parla nell'editto del 380, e come vengono definiti? Ouale dei due editti "concede" e quale "impone" qualcosa? Rileggi nella L 2 la definizione di tolleranza e spiega quali dei due testi si può definire "tollerante" e perché.
Quadro 1 L'Alto Medioevo Capitolo i L'Impero romano entra in crisi Civiltà e vita quotidiana '- Palazzo dell'imperatore ^ -' - ^> \ La Nuova Roma Il centro dell'impero d'oriente era Costantinopoli, la città che Costantino fece edificare a partire dal 330 ampliando il porto di una città greca esistente, Bisanzio, rasa al suolo nel III secolo dall'imperatore Gallieno nel corso di una guerra. Per la sua capitale, Costantino scelse un luogo strategico: all'incrocio di buone vie terrestri che la collegavano all'adriatico, e in una posizione che le permetteva di dominare gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Posta alla fine di una penisola, aveva tre lati affacciati sul mare, difesi da una forte flotta, e solo un lato terrestre, che fu cinto da poderose mura. La superficie iniziale della città era di?00 ettari e contava poco meno di 100.000 abitanti, ma nel giro di un secolo la superficie raddoppiò e nel momento della sua massima espansione, nel VI secolo, la città contava forse 5 o 600.000 abitanti. Nella città, tutto doveva ricordare Roma: vi fu portato il Palladio, la statua che secondo la tradizione Enea aveva sottratto a Troia; c'erano sette alture che dovevano richiamare alla memoria i sette colli; vi furono edificati palazzi modellati su quelli di Roma e uno stadio simile al Circo Massimo. Il nome dato ufficialmente alla città che l'imperatore aveva scelto come sua sede e simbolo dell'impero era appunto Novo Roma, ma fin dall'inizio tutti la chiamarono Costantinopoli, la città [in grecopó//s] di Costantino.
2 ^ L'Occidente e la i d la mappa \M I 0 Parola chiave rara del capitolo al Il capitolo per punti BARBARI Q Gii invasori Nel nostro linguaggio, barbaro vuol dire "incivile, rozzo, violento". La storia di questa parola è interessante perché ci fa capire che ogni cultura imnnagina di essere la migliore. Gli antichi Greci chiamavano faarbor/tutti i popoli non greci. Poiché questi non conoscevano la loro lingua, i Greci li definivano "balbuzienti" [che parlavano facendo "bar-bar"]. Nella lingua dei Romani, il latino, barbaro si usava con molti significati: semplicemente "straniero", che non faceva parte della civiltà romana, ma anche "incivile", appunto perché la civiltà romana era, peri Romani, la sola vera. Ci ricorda qualcosa? In particolare, i Romani chiamavano barbare le popolazioni germaniche che vivevano al di là del times e che non avevano raggiunto il livello di civilizzazione dell'impero. Nei confronti dei barbari i Romani avevano un atteggiamento non costante: a volte li disprezzavano, ma anche ne ammiravano i costumi semplici, il coraggio, il fatto che non fossero ancora "rammolliti" dal lusso e dalle comodità, simili a come erano loro quando erano partiti alla conquista del mondo. Nei secoli dell'impero con i barbari si commerciava e molti di loro erano entrati nei territori di Roma, diventando anche soldati e ufficiali dell'esercito [oggi diremmo che si "integravano"). In questo capitolo studieremo come i barbari, a seguito di una serie complessa di eventi, fecero irruzione nei territori occidentali dell'impero in crisi e vi si stabilirono non più come sudditi in cerca di ospitalità, ma come nuovi padroni. Da questa "invasione" nasce una nuova civiltà, che non è più né tutta romana, né tutta barbara. Fra illv e il V secolo d.c, le popolazioni germaniche che vivevano al di là del limes entrarono in massa nell'impero, in fuga dagli attacchi degli Unni, provenienti dell'asia. Le infiltrazioni di cui abbiamo parlato nel precedente capitolo diventarono l'invasione di massa di interi popoli che si spostavano in cerca di rifugio, di terre e di ricchezza. Q La caduta dell'impero d'occidente LImpero non riuscì ad arrestare le loro incursioni. Limperatore d'oriente fece in modo che gli invasori si dirigessero verso l'impero d'occidente. Nel 4P6un capo barbaro depose dal trono l'ultimo imperatore d'occidente. 568 Inizio dell'invasione dei Longobardi 535-553 Guerre di Giustiniano in Italia 52?-5G5 Giustiniano imperatore d'oriente I 476 Fine dell'impero d'occidente 451-452 Invasione e sconfitta degli Unni 410 Saccheggio di Roma ad opera dei Visigoti 3?8 Battaglia di Adrianopoli La linea del tempo 492-526 Regno di Teodorico
fine dell'impero 0 I nuovi regni dell'occidente In tutto l'occidente l'impero non esisteva più. Sorsero al suo posto nuovi regni, detti "romano-barbarici", nei quali gli invasori e 1 Romani costruirono nuove forme di società e di convivenza. \ CONTENUTI INTEGRATIVI DIGITALI Perla LIM e non solo ^oj carta attiva immagine attiva mappa zoom video Per approfondire testi e documenti l I percorso iconografico Per esercitarsi Q L'impero continua a Oriente A Oriente l'impero, più solido economicamente e politicamente, proseguì la sua storia, destinata a durare ancora mille anni. Era però una storia diversa. Di "romano", l'impero di Costantinopoli aveva solo il nome: la sua lingua era il greco e la sua civiltà si separò nettamente da quella che si costruì nell'europa occidentale. ^ (D esercìzi attivi competenze digitali verifiche con tutor Accessibilità audio LABORA TORIA fadlet ^[ alta leggibilità 774 Firìe del regno longobardo nell'italia centro-settentrionale 643 Editto di Rotari 728 Donazione di Sutri
LEZIONE I Germani Lezione attiva Leggi il testo e segui sulla carta la posizione dei Germani. Lingue indoeuropee Gruppo a cui appartengono molte delle lingue parlate sul continente eurasiatico da! Il millennio a.c: quelle germaniche, quelle celtiche, il greco, il latino, molte lingue dell'india e della Persia. Chi erano i Germani Nel capitolo precedente abbiamo spesso parlato delle popolazioni germaniche che si spingevano all'interno dell'impero per saccheggiare, oppure per insediarsi su certi territori con l'accordo delle autorità romane. Cerchiamo di capirne caratteristiche e civiltà igjmiityj^nirth. I Germani (l'origine del nome è poco chiara, forse viene da Wher-mann: "uomo di guerra", "guerriero") erano un insieme di tribù che parlavano lìngue indoeuropee, stanziate in una vasta area geografica che andava dall'attuale Scandinavia e dalla Germania settentrionale - probabilmente le loro zone di origine - fino all'europa centrale e orientale, a est dei fiumi Reno, Danubio e Vistola. Erano tribù germaniche i Goti (Visigoti e Ostrogoti), i Vandali, gli Svevi, gli Angli e i Sassoni, i Franchi e i Burgundi, gli Alamanni e i Longobardi. I Romani, nel corso della loro lunga storia, li avevano conosciuti bene. Fin dal II secolo a.c. c'erano stati contatti e scambi, ma più spesso scontri militari. Augusto aveva tentato di conquistare i loro territori oltre il Reno, senza successo. Grandi condottieri, come Cesare, e storici latini, come Tacito, ne descrissero le caratteristiche e ne ammirarono il valore. Sottolinea le principali attività economiche dei Germani. L'economia I popoli germanici non avevano tutti lo stesso livello di civilizzazione. Molti di essi erano prevalentemente stanziali, ossia occupavano un territorio ben definito; altre tribù erano semi-nomadi, ossia si spostavano nel corso dell'anno per accompagnare le mandrie. I Germani praticavano infatti l'allevamento, la pastorizia e un'agricoltura abbastanza primitiva: sfruttavano un terreno fino a quando non si esauriva poi lo abbandonavano in cerca di terre ancora fertili. La guerra e la razzia a danno dei popoli vicini era una caratteristica tipica dei Germani. Essi non avevano costituito Imperi o Stati organizzati, né conobbero la scrittura, almeno fino al II o III secolo d.c. del Mare Nord Gli insediamenti del Germani prima delle invasioni Come si vede dalla carta, le tribù germaniche occupavano aree territoriali dalla Scandinavia ( dall'attuale Olanda fino alle coste del Mar Nero.j Loimm SARDEGNA M E S 1 A TRACIA MACEDONM EPIRO \/ o BITINIA ASIA M a r PONTÓ>- ^ NUMIDIA SICILIA ACAIA LICIA E PANFILIA CRETA Mediterraneo CIPRO
Quadro 1 L'Alto Medioevo Capitolo 2 L'Occidente e la fine dell'impero Uorganizzazìone sociale La società dei Gerinani era organizzata in modo semplice e aveva tratti comuni ai vari popoli. All'interno di ciascun popolo (gau) o tribù, la strurtura più importante era il clan, o sippe, che raccoglieva diverse famiglie patriarcali. La proprietà della terra era in comune fra i vari membri del clan. Le decisioni importanti venivano prese dall'assemblea di tutti gli uomini liberi di una tribù, formata da adalingi (guerrieri più importanti; oggi diremmo "nobili") e arimanni (guerrieri liberi di livello più basso). Nella società dei Germani il guerriero era la figura più importante e rispettata. Talvolta l'assemblea eleggeva un capo, una sorta di re, soprattutto durante il periodo delle guerre. Ma il re rispondeva sempre di ciò che faceva all'assemblea: non decideva da solo. Al di sotto dei guerrieri c'erano gli uomini obbligati a lavorare la terra, gli aldii (semiliberi: qualcosa di simile ai servi o ai coloni delle proprietà romane). Al punto più basso della gerarchia sociale c'erano gli schiavi, i prigionieri catturati in guerra. I Germani avevano una religione politeista, come era stata quella dei Greci e dei Romani. Gli dèi impersonavano spesso forze naturali. Non c'erano sacerdoti di professione, ma sciamani, persone ritenute in grado di comunicare con gli dèi e il mondo dei morti. 11ega mi dì sa ngue e Ia f edeit à pers0n a Ie Nella società dei Germani erano molto importanti i legami di sangue (all'interno del clan) e i rapporti di fedeltà personale che legavano i guerrieri al capo. Il capo riceveva dai suoi guerrieri aiuto in guerra e in cambio li ricompensava col bottino. C'era inoltre l'uso, per i giovani delle famiglie meno alrolocate, di diventare "compagni" (comites) dei guerrieri più importanti. Anche in questo caso la fedeltà veniva premiata con parte dei bottini. È importante tenere a mente questo genere di legami tra guerrieri, perché essi diventeranno un elemento importante dell'organizzazione sociale del Medioevo, nei regni sorti dopo l'arrivo dei Germani in Occidente. Che cosa era il clan? Oual era la figura più importante della società? Famiglia patriarcale Una famiglia composta da coppie imparentate e di più generazioni - nonni, genitori, figli, nipoti - che vivono insieme. La famiglia patriarcale riconosce la superiorità di un capostipite maschio anziano ed è tipica di molte civiltà primitive e contadine. Spiega che cosa si intende per «legami di sangue». r Qualcosa in piìj Sempre meno "barbari" Fra il I secolo e il IV secolo Romani e Germani si fronteggiarono sul limes. Ma questo non vuol dire che si combattessero e basta. Attorno al limes si scambiavano usi, oggetti, abitudini. I Romani acquistavano pelli, legname, schiavi; i Germani impararono l'uso dell'aratro e della moneta, conobbero il vino (oltre alla loro bevanda tipica, la birra), la metallurgia e, dal III secolo, elaborarono una scrittura detta "runica". Anche le tecniche di guerra dei Germani cambiarono con il tempo: dai nomadi delle steppe impararono a usare di piij i cavalli: dai Romani, poiché molti Germani erano arruolati nelle legioni, una migliore organizzazione in battaglia. L'alfabeto runico Detto anche futhark. dal nome delle prime 6 rune, consiste di 24 segni tramandati in un ordine abbastanza preciso e completamente diverso da quello alfabetico. ni^hkxmti^ F U T A R K G W H N I G Per esporre la lezione Riordina le idee ed esponi le caratteristiche dei popoli germanio^ seguendo questa scaletta: - da dove provenivano; - come si procuravano da vivere; - qual era la loro organizzazione sociale. E P A S T B E M L Z O O
LABOR Due caratteristiche germaniche ben presto passate 1 al resto dell'europa medievale: le "brache", cioè i pantaloni che fasciavano le gambe, che i Romani non avevano, e i calzari chiusi. I I II I II à Civiltà e vita quotidiana Vita e cultura dei popoli germanici Che aspetto avevano Lo storico romano Tacito nel 98 d.c. li descriveva così: «Il tipo fisico [... è uguale in tutti: occhi azzurri, chiome rossicce, corporature gigantesche adatte soltanto all'assalto». I Germani erano più alti dei Romani, ma non immaginiamoci dei giganti: le ossa ritrovate indicano una statura media di 1,70 cm. Quella media dei Romani era di 10-15 cm. più bassa. Che armi avevano La loro arma principale era ìaframea, una lunga asta da urto, non da lancio, ma era usata anche la spada o, presso i Franchi, l'ascia o la mazza ferrata. I Germani non avevano invece molta familiarità con l'arco. Nel combattimento i soldati appiedati si mescolavano ai cavalieri, che spesso scendevano a terra per combattere. I Romani erano colpiti dalla furia di cui i Germani davano prova in combattimento. Dove abitavano I villaggi e gli insediamenti dei Germani, spesso ai margini della foresta, erano composti da case di legno. Per le normali abitazioni non usavano pietra né tegole o metallo. Gli archeologi però hanno scoperto che nelle zone di confine queste popolazioni erano capaci di erigere insediamenti fortificati detti, in lingua germanica, burg. La parola, da cui deriva i termine italiano "borgo", resta in molti nomi di città tedesche [Magdeburgo, Amburgo] e, un po' modificata, inglesi [Canterbury, Salisòury)
Quadro 1 L'Alto Medioevo Capitolo 2 L'Occidente e la fine dell'impero Come facevano giustizia I Germani non avevano un codice di leggi scritte sempre valido per tutti. La giustizia era piuttosto un affare privato fra chi subiva il torto e chi lo provocava. Lonore del clan obbligava a punire l'offesa con la vendetta [faida], le faide potevano durare anni e colpire anche membri non colpevoli del clan di chi aveva offeso. Se c'era un caso controverso e non era chiaro chi fosse colpevole, si ricorreva al "giudizio di Dio", l'ordalia, poteva trattarsi di un duello, oppure di prove fisiche estreme, come infilare un braccio nell'acqua bollente o attraversare il fuoco senza bruciarsi. Chi le superava era considerato innocente. La religione: gli dèi mortali I Germani seguivano una religione politeista. I loro dèi impersonavano forze naturali, come Thor, il dio del tuono, o aspetti essenziale della vita, come Odino-Wotan, dio della guerra, della magia e della sapienza. Anche molti elementi della natura erano considerati sacri, per esempio alberi, boschi e fonti. I miti religiosi germanici sono affascinanti ma rispecchiano una società guerriera e violenta. Odino accoglie i guerrieri morti in battaglia nel banchetto eterno del Valhalla. Alla fine dei tempi Odino guiderà dèi e uomini nella battaglia finale contro il lupo Fenrir. Fenrir inghiottirà, uccidendoli, Odino e gli altri dèi [che non sono immortali) ma sarà a sua volta ucciso e gli dèi vendicati. Nel IV secolo il vescovo ariano Ulfila convertì molti Goti al cristianesimo e tradusse per loro in gotico la Bibbia. ora lavora tu Nel testo si dice che i Germani abitavano in villaggi. Rileggi la lezione e, con l'aiuto del dizionario, spiega il significato di questi termini: nomade semi-nomade stanziale Che cosa vuol dire "codice di leggi"? Pensa a qualche esempio attuale in cui la parola "codice" è collegata all'idea di legge 0 regola. ^ Il dio Thor Il dio Thor è associato, nei miti nordici, a molteplici elementi: al tuono, alla tempesta, alle querce, alla forza, alla distruzione, ma anche alla guarigione, alla fertilità e alla protezione degli uomini. f?/' spazi delle invasioni^
LEZIONE Lezione attiva 7 Descrivi le differenze e le analogie tra Unni e Gernnani. ] Etnia I Gruppo umano fondato su comuni caratteri fisici e somatici, culturali, linguistici e storico-sociali. Individua sulla carta della pagina a fronte il percorso degli Unni. Che cosa vuol dire "effetto domino"? Un popolo guerriero Grandi guerrieri e abilissimi cavalieri, gli Unni usavano un micidiale piccolo arco, arma ideale per gli assalti sui veloci cavalli delle steppe. Gli Unni e la fine dell'impero d'occidente Il popolo delle steppe L'altro importante protagonista dell'epoca delle invasioni fu il popolo degli Unni. Gli Unni erano una popolazione nomade originaria delle steppe asiatiche ai confini settentrionali della Cina. Alcuni ritengono che fossero di etnìa mongolica, ma non è certo. Secondo alcuni storici (ma molti non sono d'accordo) erano tribù di Unni anche i cosiddetti ydongnu che già nel III secolo a.c. minacciavano la Cina e contro i quali l'imperatore [ Ci, "Lo sguardo sul mondo", p. 44] aveva cominciato a erigere fortificazioni. A differenza dei Germani, che praticavano anche l'agricoltura, gli Unni erano nomadi: non agricoltori, ma pastori e guerrieri. Si spostavano a cavallo lungo le grandi distese erbose della steppa, trasportando le famiglie su carri coperti che fungevano da abitazione e praticavano la razzìa ai danni delle popolazioni più deboli. Come i Germani, e come molte popolazioni primitive, anche gli Unni erano organizzati in clan. Dal punto di vista militare, la forza degli Unni stava nell'abilità di combattere a cavallo senza smontare, scagliando frecce da un arco piccolo, leggero ma particolarmente potente, con una gittata più lunga degli archi usati dai loro nemici. Gli Unni in marcia verso ovest Nel l secolo d.c. gli Unni subirono una grave sconfitta militare da parte dell'impero cinese. Molte tribù dovettero sottomettersi ai vincitori, altre tribù decisero di migrare verso Occidente. Gli Unni minacciarono i regni dell'india, della Persia, fino a che, verso il IV secolo d.c, non vennero a contatto con i Germani. Nelle regioni poste a nord del Mar Nero, l'attuale Crimea, colpirono i popoli degli Alani e dei Goti. A quell'epoca, gli Unni avevano costituito una specie di vastissimo dominio che si estendeva dal Caucaso all'europa centrale, sottomettendo molte tribù germaniche. L'inizio delle invasioni: r"effetto domino" Fu la migrazione, niente affatto pacifica, degli Unni a creare un vero e proprio"effetto domino": così come il movimento di una prima tessera fa cadere in successione le altre, si verificò una serie di eventi ognuno causato dal precedente. Le tribù unne si abbatterono sulle pianure dell'europa centro-orientale abitate dalle tribù germaniche che, anche se composte da guerrieri valorosi, non riuscirono a fronteggiare i temibili arcieri a cavallo. Per i Germani c'erano solo due possibilità: assoggettarsi ai nuovi padroni 0 spostarsi verso ovest. Fra la fine del IV secolo e i primi anni del V secolo, le tribù germaniche, terrorizzate dagli Unni, si riversarono in massa dentro i confini dell'impero d'occidente. Stavolta non si trattava, come nei due secoli precedenti, di scorrerie isolate 0 di iniziative di questo 0 quel popolo, ma di una migrazione di massa di intere popolazioni: guerrieri, vecchi, donne, bambini. Iniziava la grande invasione che avrebbe posto termine al potere di Roma! LABORA TORIA Alarico e il sacco di Roma Dalla Crimea, spinte dagli Unni, tribù visigote - come abbiamo anticipato nella L5 - si erano mosse verso l'impero. I Visigoti avevano sconfitto nel 378 ad Adrianopoli l'esercito romano in una battaglia campale e i Romani, le cui difese erano sempre più deboli, avevano accettato che si insediassero in Tracia e nei Balcani purché ne difendessero i confini. Il loro capo Alarico divenne comandante delle truppe di quelle regioni.
Quadro 1 L*Alto Medioevo Capitolo 2 L'Occidente e la fine dell'impero Le vicende degli Unni GII Unni, abitatori delle steppe asiatiche, cercarono a più riprese di conquistare i territori civilizzati dei grandi Stati organizzati eurasiatici: quello cinese, quello indiano, quello persiano e quello romano. M 0 0 Ma Alarico cercava nuove conquiste e si spinse con i suoi soldati verso Occidente. Roma non trovò la forza di opporsi e nel 410 i Visigoti la cinsero d'assedio e la saccheggiarono. Era dal IV secolo a.c, cioè dall'invasione dei Galli di Brenno che Roma non veniva colpita. Da qualche anno, essa non era più capitale, perché la corte imperiale si era spostata a Ravenna, ma era pur sempre un simbolo e il suo saccheggio creò un'enorme impressione: Roma non era più invincibile. Guidati dal successore di Alarico, Ataulfo, i Visigoti si spostarono nella Gallia meridionale e in Spagna, dove fondarono un proprio regno. Chi saccheggiò Roma, e quando? I Vandali Per tutta la prima metà del V secolo nuove invasioni si abbatterono sull'occidente, ormai del tutto indifeso. Gli Svevi giunsero fino in Spagna, così come i Vandali, che passarono poi in Africa settentrionale, una regione che fino a quel momento non aveva conosciuto invasioni. La lotta in Africa fu durissima, ma i Vandali ebbero la meglio. Con una loro flotta (furono gli unici Germani a usare una flotta) controllarono il Mediterraneo orientale occupando anche Sardegna e Corsica. Attila e gli Unni Verso il 451 gli Unni, guidati dal potente re Attila, si mossero anch'essi verso le ricche terre dell'occidente e arrivarono in Gallia, seminando terrore e devastazione, tanto che egli fu soprannominato «flagello di Dio». Attila guidava un esercito di cui facevano parte anche molti guerrieri germanici che, come abbiamo visto, aveva sottomesso. GÌ Unni furono però sconfitti nel 452 presso i Campi Catalaunici (oggi Chalon) nella Gallia del nord, da un esercito di Romani e di Visigoti comandato da Ezio. Secondo alcuni storici, sarebbe stata una battaglia fra le più decisive della storia: se Attila avesse vinto, dicono, l'occidente europeo sarebbe stato dominato dagli Unni e avrebbe imboccato una strada diversa da quella che conosciamo. Ma è solo un'ipotesi. Sempre nel 452, comunque, riorganizzate le forze, gli Unni scesero in Italia saccheggiando la Pianura padana e il Veneto. Le popolazioni in fuga dalla terraferma si rifugiarono sulle isole fondando il primo nucleo di quella che sarebbe diventata Venezia. Dove si insediarono i Vandali? Controlla con la carta di pagina seguente. L'invasione unna: associa date ed eventi. 451 452 453
LEZIONE ^? Gli Unni e la fine dell'impero d'occidente Alle spalle dei due schieramenti, paesaggi simbolici: sereno e luminoso quello a sinistra; tempestoso e pieno di incendi quello a destra. Nella parte sinistra, il papa quasi immobile in atto di ammonire, circondato dal suo seguito. Nella parte destra, lo schieramento degli Unni, in movimento concitato, con i cavalli che si impennano. Attila, sul cavallo nero, sembra spaventato dall'apparizione nel cielo dei santi Pietro e Paolo, con le spade sguainate. ^ Il barbaro e il Leone In un suo celebre affresco delle Stanze Vaticane, Raffaello {secolo XVI) dipinge la scena in cui Papa Leone Magno ferma Attila. Gli Unni non giunsero però a Roma. La leggenda dice che papa Leone I, incontrando Attila presso Mantova, riuscisse a fermarlo con la forza della sua parola ispirata da Dio. Più probabilmente, gli Unni si trovavano in difficoltà: temevano l'arrivo di nuove truppe imperiali ed erano stati colpiti da una pestilenza che li aveva decimati. L'anno dopo (453), Attila moriva e la minaccia unna sull'occidente terminava. L'Impero e le i invasiorìi La fine dell'impero d'occidente Nel 455 l'imperatore d'occidente, Valentiniano III, fu assassinato. Lo stesso anno i Vandali guidati da Genserico sbarcarono alle foci del Tevere e saccheggiarono nuovamente Roma. Stavolta papa Leone non riuscì a fermarli, ma si adoperò ugualmente per proteggere, nei limiti del possibile, gli abitanti inermi. In una città priva di autorità politiche, il vescovo di Roma restava una delle poche figure autorevoli su cui la popolazione poteva fare affidamento. Le invasioni fra IV e V secolo Come si vede, nel IV secolo gli Unni attaccarono le tribù germaniche e queste penetrarono massicciamente all'interno dell'impero d'occidente. LOriente, dopo il grande assalto visigoto e la battaglia di Adrianopoli, fu risparmiato dalle invasioni. In Occidente invece non ci fu nessun territorio che non conobbe il passaggio dei Germani e poi degli Unni. SCOTI BF^TAm Nord.^^J^' SASSONfJé'-Ti^^i^i,N,(^f'^^ VISIGOTI Rom^>^,^\ ^^ Adrianopolio''^costa[itìfÌop' ^ I l. Atene Cipro \ a r M e d i t e r r a n e Impero romano d'oriente Impero romano d'occidenle M a r N e r 0 ^ oantiocfiìa ^ UNNI,. ogerusalemme '
Quadro 1 L'Alto Medioevo Capitolo 2 L'Occidente e la fine dell'impero Nei venti anni successivi si alternarono sul trono d'occidente diversi imperatori deboli, privi di esercito e di potere. Nel 475, il patrizio romano Oreste fece acclamare imperatore il figlio Romolo Augustolo (che vuol dire "piccolo Augusto"). Questo imperatore che, ironia della storia, si chiamava come il primo re di Roma, fu anche l'ultimo. Nel 476 fu deposto dal comandante barbaro delle milizie imperiali, l'erulo Odoacre, e mandato in esilio. Odoacre rinviò all'imperatore Zenone, a Costantinopoli, le insegne imperiali e chiese, e ottenne, di governare l'italia in nome dell'impero d'oriente. L'ultimo imperatore d'occidente fia dunque Romolo Augustolo e all'anno della sua deposizione, il 476, si fa risalire la fine dell'impero d'occidente. In una parte dell'europa terminava un'epoca iniziata oltre quattrocento anni prima e se ne apriva una nuova. Chi fu l'ultimo imperatore e quando venne deposto? Qualcuno lo sostituì? meccanismo delle invasioni Gli Unni premono sui Germani Germani si spostano in massa verso l'impero In Oriente vengono fermati Dilagano in Occidente r Qualcosa in piìj Il pìccolo padre terrìbile Non ci sono immagini attendibili di Attila, il re unno nato intorno al 406 e morto nel 453. Una moneta lo raffigura con tratti inquietanti: occhi obliqui, zigomi pronunciati, naso camuso, barba caprina. La stessa descrizione tramandata dallo storico Pnsco di Panion: «Basso di statura, con un largo torace e una testa grande; i suoi occhi erano piccoli, la sua barba sottile e brizzolata e aveva un naso piatto e una carnagione scura che metteva in risalto la sua ongine». La sua fama di ferocia è diventata proverbiale, anche nei modi di dire, per esempio "Attila, flagello di DiO", ovvero la frusta con cui Dio avrebbe punito gli uomini per i loro peccati. Eppure lo stesso Prisco di Panion racconta di un Attila sobrio e morigerato, e di un pngioniero romano che si era trovato così bene presso gli Unni da non voler più tornare fra i suoi. Nell'antico poema dei Nibelunghi (XII secolo) Attila, chiamato in tedesco EtzeI, è raffigurato come nobile e generoso alleato dei Germani. Di certo, oltre ad essere un valoroso guerriero, era un politico abile, sempre capace di intuire quando era momento di fermarsi e trattare, come testimonia il leggendario incontro con papa Leone Magno; abile anche nel far pagare letteralmente a peso d'oro la rinuncia a guerreggiare 0 le sue alleanze. Infine, il suo nome. Secondo alcuni, attila in lingua gota significherebbe "piccolo atta", cioè piccolo padre. "Padre" si dice atta anche in turco e atya in ungherese. E in Ungheria ancora oggi il nome Attila è molto frequente. Unni e Germani a confronto Compieta la mappa concettuale. Germani Prevalentemente stanziali 0 seminomadi Praticavano l'agricoltura Combattevano per lo più appiedati Unni Per esporre la lezione Riassumi a voce quanto detto In questa lunga lezione. Questi i punti da seguire: - le caratteristiche degli Unni; - i movimenti degli Unni e i loro effetti a catena; - le tappe delle invasioni e la fine dell'impero d'occidente.