UN AIUTO A CHI CI AIUTA



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Transcript:

Il Divulgatore N.7/ 2003 Quaderni di informazione agro-ambientale "Equilibri naturali da ritrovare" UN AIUTO A CHI CI AIUTA Un progetto rivolto ad agricoltori e proprietari di aree limitrofe ai coltivi per sostenere la conservazione di vertebrati insettivori ossia ricci, rondini, anfibi. Riscontri positivi da un iniziativa che ha contribuito a sensibilizzare i cittadini sull importanza di queste specie utili all agricoltura. Gabriella Nobile, Andrea Morisi Centro Agricoltura e Ambiente Giorgio Nicoli RECIPROCAL HELP The present project was planned especially for farmers holding parcels of land adjacent to cropped areas; it aimed at protecting insectivore vertebrates, that is cape hedgehogs, swallows and amphibians. The environmental education and sensibilisation campaign on the role played by such species in agriculture, was successful. Thanks to this project, which was funded both in 2001 and 2002, many actions aiming at protecting insectivore species were run by the main communes of Bologna Province. Indeed, in the last years many private citizens applied for such project. La semplificazione dell ecosistema agrario e l utilizzo di sostanze di sintesi influiscono particolarmente nei confronti delle specie animali vertebrate che si nutrono di insetti. Queste non solo vengono intossicate dall elevato utilizzo di fitofarmaci (come il riccio), ma risentono delle mutate tecniche agronomiche (come le rondini), della privazione di certe nicchie ecologiche (come l averla) o della cancellazione di intere tipologie ambientali, quali le zone umide (come gli anfibi). È quindi evidente come sia importante ricreare le condizioni che permettano la conservazione e l aumento di questi animali. A ciò si aggiunga anche il fatto che il calo di specie insettivore nelle aree coltivate danneggia in primo luogo il mondo agricolo stesso. Basti pensare che, in un anno, in Italia solo gli Uccelli Passeriformi insettivori mangiano insetti (adulti e larve) e altri invertebrati per un peso pari a 275.000 tonnellate e che un solo pipistrello può mangiare in una notte fino a 3.000 insetti. Alla luce di tutte queste considerazioni, nell ambito del progetto Un aiuto a chi ci aiuta si è cercato di incentivare azioni utili per la conservazione delle specie vertebrate insettivore proprio nelle zone coltivate o in aree confinanti coinvolgendo e sensibilizzando i diretti interessati. L opera di sensibilizzazione Il progetto, promosso e finanziato dalla Provincia di Bologna, è stato gestito, sotto il profilo tecnico ed Tab. 1 - Interventi a favore delle specie vertebrate insettivore (2001-2002) Tipologia Numero Cataste di legno 2 Mangiatoie 10 Muretti a secco 3 Nidi per uccelli 183 Prati fioriti 4 Raccolte d acqua 8 Ripari per ghiri 4 Ripari per pipistrelli 104 Ripari per ricci 42 Siepi alberate (m) 2.000 organizzativo, dal Centro Agricoltura Ambiente. I destinatari sono stati gli imprenditori agricoli, i singoli proprietari di terreno agricolo o gli Enti proprietari di aree limitrofe ai coltivi (come parchi, centri sportivi e giardini scolastici) situati nella pianura della provincia di Bologna. Il coinvolgimento dei Comuni era importante in quanto la loro partecipazione, oltre a dare la possibilità di far ricadere sul territorio alcune azioni proposte, ha creato significativi punti propulsivi per la sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dell importanza della tutela e del rispetto di queste specie animali. Il progetto (due edizioni nel 2001 e nel 2002) ha reso possibile la realizzazione gratuita di numerosi ed efficaci interventi di sostegno alle specie insettivore (tab.1), interessando tutti i principali Comuni della pianura bolognese. Nell arco di questi due

anni, infatti, sono pervenute quasi 100 richieste da parte di privati. A questi interventi vanno aggiunte tutte le richieste di sola consulenza o di gestione dell esistente che hanno ampliato il numero di muretti a secco, di mangiatoie e di cataste di legna realizzate sul territorio. I Comuni di Bazzano, Budrio, Castenaso, Medicina, San Giovanni in Persiceto e Zola Predosa hanno aderito al progetto rendendosi disponibili a realizzare nelle scuole o nei parchi pubblici singoli interventi o interi percorsi didattico-naturalistici capaci di informare l utenza sul progetto e contribuire direttamente alla tutela degli animali. Il riscontro avuto da questa iniziativa è stato quindi positivo e, visto l interesse dimostrato, al di sopra delle aspettative. Gli interventi portati a compimento - di seguito indicati - non avranno certo risolto il problema della conservazione di specie utili all agricoltura ma, certamente, hanno contribuito a divulgare le tematiche e sensibilizzare l opinione pubblica. Siepi, filarzi e boschetti La realizzazione di siepi arbustive o arboreo-arbustive, filari di alberi e piccoli boschetti tra i campi coltivati consente di creare luoghi importanti per l instaurarsi di una biocenosi (flora e fauna) più varia e per il miglioramento degli equilibri naturali. Questo intervento va a vantaggio di molte specie: il rospo comune (Bufo bufo), il rospo smeraldino (Bufo viridis), la lucertola muraiola (Podarcis muralis), la lucertola campestre (Podarcis sicula), il ramarro (Lacerta bilineata), l orbettino (Anguis fragilis), tutti gli uccelli, i piccoli mammiferi come il riccio (Erinaceus europaeus), il mustiolo (Suncus etruscus), la crocidura minore (Crucidura suaveolens), il toporagno comune (Sorex araneus). Ambienti prativi Un prato fiorito costituisce un habitat semi-naturale che favorisce la conservazione di specie animali importanti salvaguardando contemporaneamente piante spontanee tipiche della pianura. La sua esistenza, prolungata nel tempo, viene garantita dall attività dell uomo che, determinando l allontanamento della parte aerea della vegetazione, ferma la sua evoluzione spontanea diretta verso l arbusteto e, poi, il bosco. Raccolte d acqua Piccoli stagni, di ridotta profondità, possono costituire importanti habitat per diverse specie di anfibi, tra cui il rospo smeraldino, il rospo comune, la raganella (Hyla intermedia), la rana verde (Rana esculenta), il tritone crestato (Triturus carnifex) e il tritone punteggiato (Triturus vulgaris), ma anche di rettili, come la testuggine palustre (Emys orbicularis) e le innocue bisce d acqua (Natrix natrix e Natrix tessellata). È sufficiente una buca di modeste dimensioni (6 x 3 m) con una profondità massima di 80 cm con una sponda in lieve pendenza; per garantire l impermeabilità è necessario posizionare un telo plastificato, previa rimozione di radici e pietre appuntite, che verrà poi completamente nascosto da apporti di terra. Una volta riempito d acqua e attesa una minima stabilizzazione, è possibile la messa a dimora di vegetazione elofitica e idrofitica tipica del nostro territorio e aspettare che le specie colonizzino questa nuova nicchia. È fondamentale non introdurre alcun tipo di pesce in quanto sono forti predatori dello stadio larvale di tutti gli anfibi. La raccolta di uova, girini e adulti in natura è da evitare se non quando si è sicuri di sottrarre gli individui da morte certa. Muretti a secco, cumuli di pietre, ghiaia e sabbia Questi materiali creano le condizioni ottimali per richiamare e permettere la riproduzione di alcune specie di rettili. Possono essere disposti in modo tale da costituire dei semplici cumuli, oppure delle realizzazioni più complesse. L ideale è un muretto a secco associato ad ammassi di ghiaia e sabbia. Questo intervento favorisce la lucertola muraiola e la lucertola campestre, il ramarro (Lacerta bilineata) e l orbettino (Anguis fragilis).

Le pietre e la ghiaia costituiscono luoghi di rifugio sia nel periodo attivo, che in quello di svernamento; contemporaneamente sono anche ottimi siti per riscaldarsi e cacciare. La sabbia crea invece le condizioni idonee per la deposizione delle uova da parte di questi vertebrati. Accumuli di legname Si tratta di cataste di legna, ceppi, tronchi e rami che riproducono, con una certa efficacia, delle nicchie utili al rifugio e allo svernamento per molte specie di anfibi, rettili e mammiferi, tra cui la lucertola muraiola e quella campestre, il ramarro, il riccio, il mustiolo, la crocidura minore, il toporagno comune, il rospo smeraldino e il rospo comune. È importante che il luogo dell intervento sia tranquillo e non si trovi in pieno sole così da garantire il giusto grado di umidità. Il legname va disposto in modo tale da garantire la presenza di numerosi anfratti di varie grandezze. Nidi artificiali L agricoltura industriale ha privato il territorio degli alberi, soprattutto quelli vecchi. Con le alberature sono scomparse quelle cavità che risultano fondamentali per la nidificazione di tante specie di uccelli. Anche la tipologia delle abitazioni moderne offre sempre meno occasioni. Risulta quindi importante poter offrire a questi animali ripari artificiali che ne consentano la nidificazione: cincia, passera mattugia, codirosso, storno, upupa, torcicollo, civetta, rondone, balestruccio, ogni specie di uccello presenta proprie abitudini ed esigenze legate al modo di nidificare. Ciò significa che è indispensabile prima di tutto individuare a chi è rivolto il nido artificiale e poi operare la scelta del nido adatto (tab. 2). Tab. 2 - Installazione dei nidi artificiali Specie Altezza di collocazione Esposizione Periodo di installazione (m) Passera mattugia 2-4 anche soleggiata, non a nord autunno-inverno Storno 4-10 indifferente fine inverno Cinciallegra 2-4 ombreggiata, non a nord autunno-inverno Cinciarella 2-4 ombreggiata, non a nord autunno-inverno Codirosso 2-4 soleggiata fine inverno Balestruccio 2-10 max non verso nord fine inverno Rondine 2-4 senza correnti d aria fine inverno Picchio rosso maggiore 4-10 seminascosta, non disturbata autunno Picchio verde 3-8 foro verso spazi aperti autunno Torcicollo 2-4 ombreggiata, non a nord fine inverno Upupa 3-8 indifferente fine inverno Rondone 4-50 non verso nord fine inverno Allocco 5-10 senza insolazione diretta autunno Civetta 3-5 senza insolazione diretta autunno Barbagianni 5-10 senza insolazione diretta autunno-inverno Gheppio 3-10 senza insolazione diretta autunno-inverno Sparviere - senza insolazione diretta autunno-inverno Poiana - senza insolazione diretta autunno-inverno Ripari per i ricci Per i ricci avere un riparo è molto importante non solo durante il giorno e nel periodo riproduttivo, ma anche perché necessitano di un posto sicuro in cui andare in letargo durante la stagione invernale. I ricci sono animali solitari e notturni e la loro alimentazione (composta da insetti, bruchi, lombrichi, limacce) li rende molto utili nella lotta agli invertebrati considerati nocivi per l agricoltura. Questi mammiferi vanno in letargo da novembre a marzo. Soprattutto in questo delicato periodo, ma anche nel momento della riproduzione, può risultare loro molto utile una cassetta di legno di 30 cm di lato il cui accesso presenti una sorta di lunga galleria capace di impedire l entrata a predatori, come i gatti. Il

riparo deve avere, inoltre, uno sfiato terminante a gomito, con l apertura rivolta verso il basso. In questo modo si garantisce un buon ricambio d aria e una giusta umidità. Sopra alla cassetta è utile porre un foglio plastico in modo tale da impedire infiltrazioni dovute all acqua piovana. Per lo stesso motivo è corretto porre la cassetta leggermente rialzata dal suolo tramite dei supporti stabili. La struttura così costruita viene posta all interno di una siepe o in posizione riparata e poi ricoperta di terriccio, zolle erbose e foglie per aumentare l isolamento termico e dissimulare l artificiosità dell operato rispetto all area circostante. Non importa foderare l interno in quanto a questo provvederà lo stesso riccio. Strutture per pipistrelli Si tratta di strutture in legno o cemento e argilla espansa, di varie dimensioni e formati, da fissare agli alberi, ma anche, eventualmente, a fabbricati. Hanno lo scopo di fornire dei ripari alle differenti specie di pipistrelli che trovano sempre meno cavità in cui ripararsi. La diminuzione di questi animali, peraltro infondatamente mal visti dall opinione pubblica, comporta un reale e concreto danno per l ecosistema. I pipistrelli sono mammiferi notturni ed eccellenti cacciatori di insetti. Per identificare l ambiente e la preda al buio utilizzano un sistema radar basato sull emissione di ultrasuoni. Vivono, costituendo spesso colonie, in rifugi che differiscono non solo a seconda della specie, ma anche del periodo dell anno. Per questo si parla di rifugi estivi (dove si nascondono), camere parto (dove le femmine partoriscono e risiedono con i piccoli) e rifugi invernali (dove vanno in letargo). I tipi di riparo possono essere tronchi cavi, fessure delle abitazioni, sottotetti, scantinati o grotte. I ripari artificiali per i pipistrelli vanno fissati su alberature, in sottotetti comunicanti con l esterno o sulla parete di edifici in prossimità della sporgenza dei tetti. Hanno principalmente successo nel periodo estivo, ma possono talvolta venire usati anche come camere parto. Per il periodo invernale, invece, queste strutture, proprio per come sono fatte, non sono in grado di attenuare le escursioni termiche, che, durante il letargo, possono risultare mortali per i pipistrelli. Importante diventa pertanto non solo offrire ripari costruiti per loro, ma anche salvaguardare il maggior numero di cavità e vecchi alberi fessurati e luoghi idonei al loro svernamento. Mangiatoie La stagione invernale rappresenta un periodo estremamente critico per molti uccelli. Al rigore del clima si affianca infatti la scarsità di cibo reperibile. Per molti di loro questo fattore limitante costituisce una causa importante di mortalità. Mediante l apposizione e l utilizzo di mangiatoie, a seconda del tipo di cibo che si rende disponibile, vengono aiutati gli uccelli insettivori, granivori od onnivori. È importante che questo supporto artificiale all alimentazione avvenga solo durante il periodo invernale, questo per evitare principalmente che nel periodo riproduttivo gli adulti portino ai piccoli cibi alternativi a quelli vivi, quali artropodi e vermi, a scapito della corretta crescita dei pulcini, ma anche per impedire che si instaurino dipendenze troppo strette con l uomo. Le mangiatoie sono, comunque, effettivamente più frequentate durante l'inverno. La sospensione dell alimentazione artificiale deve comunque avvenire in modo graduale per non creare stress alimentari improvvisi. La mangiatoia va posta in prossimità di cespugli o alberi. In questo modo gli uccelli hanno un punto di riferimento da cui ispezionare l ambiente prima di avvicinarsi o nel quale rifugiarsi in caso di pericolo. Vasche e abbeveratoi Un accorgimento che è possibile attuare per aiutare gli uccelli è anche la realizzazione di un punto d acqua dove possano bere e fare il bagno. La simulazione di una pozzanghera, anche di piccole dimensioni, in cui è garantito il costante apporto idrico, è più che sufficiente per soddisfare questa loro esigenza. Ripari per ghiri Sono strutture artificiali che offrono ai ghiri un riparo non solo durante il giorno e nel periodo riproduttivo, ma anche durante la stagione invernale, quando necessitano di un posto sicuro in cui

andare in letargo. I ghiri sono mammiferi arboricoli notturni. Il nido naturale estivo si trova generalmente sulle chiome degli alberi, mentre quello invernale è situato più in basso (nei tronchi cavi) o addirittura sottoterra. Si nutrono di noci, nocciole e altri frutti di bosco. I nidi artificiali vanno posti sugli alberi ad altezze da 3 a 6 m. La cassetta nido, molto simile a quella classica per uccelli, ha un foro di entrata di circa 4,5 cm di diametro. Il legno deve essere spesso e non presentare screpolature per garantire protezione e isolamento termico anche durante i freddi invernali.