IV Kids International Tournament Città di Lissone Corso di Aggiornamento 23 aprile 2011 Per fare canestro nella vita Dott.ssa Elena Ortolan Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Famigliare
Perchéfare sport? Rende capaci in una disciplina È divertente! Si può diventare campioni! Fa stringere nuove amicizie Si raggiungono successi!..fa sentire importanti Èsalutare e tiene in forma Fa vincere e ottenere qualifiche importanti Quali tra queste motivazioni appartengono ai ragazzi?..quali agli allenatori?..quali ai genitori?
Una preziosa capacitàdi allenatori e genitori èquella di saper riconoscere i bisogni profondi e autentici del bambino, aiutandolo a divenire sé stesso con le proprie abilità e competenze, nel rispetto delle sue motivazioni e aspirazioni. La pratica sportiva deve essere adeguata al valore che il bambino gli attribuisce, deve essere un espressione giocosa e divertente attraverso la quale la società sportiva, gli allenatori e i genitori riescono ad impostare una programmazione a lungo termine, che viaggi di pari passo alla crescita fisica ed intellettuale del bambino
Società moderna tutto subito Ogni desiderio viene appagato velocemente e senza troppi sforzi DIVISMO Venire condizionati a voler esser per forza mitici, eccezionali, straordinari, e quindi ammirati e osannati come un divo Anche nello sport i mass-media enfatizzano le gare sportive e i primi arrivati, dimenticando che è altrettanto meritevole chi arriva ultimo Se l ambizione diviene un ossessione a volersi distinguere a qualsiasi costo allora si diviene disposti a battere l altro a qualsiasi prezzo e con qualunque mezzo. Fino a credere che.
..nulla è impossibile!!
Èassolutamente importante che gli adulti riescano ad infondere nei bambini fiducia, a motivarli, a potenziarne l autostimaper raggiungere obiettivi sempre piùelevati Ma non dimentichiamo che è altrettanto importante sviluppare: la capacità di combattere per raggiungere traguardi e obiettivi la capacità di impegno e sacrificio la disponibilità alla fatica, alla costanza e all accettazione dei tempi necessari Per sviluppare una buona autostima occorre inoltre.. saper guardare ai risultati nella loro complessità e quindi anche i fallimenti e gli errori
Altrimenti.. Il rischio èdi crescere bambini e ragazzi narcisisti che continuano a dipendere dagli altri, da chi tifa per loro e li applaude, per la propria autostima esicurezza. Sono fragili e frammentati e quindi molto suscettibili alla critica anche se solo semplicemente implicita o immaginata, hanno una scarsa capacitàdi sopportare frustrazioni e accettare sconfitte.
10. Diritto di non essere un campione: il ragazzo va considerato non solo in virtùdi una buona competenza sportiva e di una qualsiasi eccellenza dei suoi risultati, ma anche e soprattutto con i suoi limiti e la sua inesperienza. Ma ha anche diritto di essere un campione, se il giovane neha il talento e la voglia, a condizione che non serva unicamente ad appagare l ambizione dei genitori, allenatori o dirigenti Carta dei diritti dei bambini nello sport UNESCO 1992
..anche perdere!!!
Lo sport di squadra grazie al confronto favorisce la consapevolezza e migliora la conoscenza di sé Siamo simili ma non uguali, ciascuno ha talenti e limiti particolari..se riusciamo a riconoscerli e ad ottimizzarli nella squadra possiamo trasformare i limiti in occasioni di crescita e i talenti in energia di gruppo! Tutti i giocatori di una squadra sono responsabili di svolgere le funzioni necessarie alla realizzazione dell obiettivo e al mantenimento delle migliori condizioni di lavoro Non il grido dell anatra selvatica, ma il battito delle sue ali Induce lo stormo a seguirla Proverbio cinese
Quando una squadra fa punto? Quando c è una stima reciproca Quando tutti i giocatori si impegnano e si sostengono a vicenda Quando riesce ad essere creativa Quando c è una fiducia reciproca Quando i giocatori riescono a cooperare e collaborare Quando riesce a superare i conflitti Quando è leale Quando tutti sono consapevoli dei limiti e delle risorse di ciascuno e riescono ad ottimizzarli in funzione della squadra Quando riesce a trasformare le sconfitte in occasioni di crescita
Il vero spirito sportivo saper perdere con dignità, riconoscendo il valore dell'avversario, gareggiare per misurare se stessi, come mezzo per migliorarsi, non per voler battere l'altro a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, questo sarebbe la negazione non solo dello spirito sportivo, ma dei principi morali in genere
..grazie per l attenzione!! Dott.ssa Ortolan Elena Studio di Psicologia e Psicoterapia Parolepsiche www.parolepsiche.it