PROPOSTA DI RISOLUZIONE



Похожие документы
92/241/CEE: Raccomandazione del Consiglio, del 31 marzo 1992, sulla custodia dei bambini

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

La Convenzione sui diritti dell infanzia

Risoluzione adottata dall Assemblea Generale [sul rapporto del Terzo Comitato (A/66/457)]

REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI. Art. 1 Finalità

Policy. Le nostre persone

REGOLAMENTO CONVOL REGIONALE. della Regione

Approvata all unanimità

Ruolo della famiglia nella gestione della disabilità

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ABILMENTE CON TUTTI PREMESSA

CIRCOLO RICREATIVO AZIENDALE LAVORATORI DI POSTE ITALIANE. CRALPoste CODICE DI COMPORTAMENTO

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA ANZIANI

Comune di Grado Provincia di Gorizia

Europa 2020, salute e sociale

MOBILITA SANITARIA IN AMBITO UE DIRETTIVA 2011/24/UE DGPROGS 1

REGOLAMENTO DEGLI STRUMENTI PARTECIPATIVI DEL COMUNE DI VIMERCATE

La Dichiarazione di Verona sugli investimenti in salute (The Verona Declaration on Investment for Healt)

REGOLAMENTO CONSULTA DELLE PERSONE CON DISABILITA

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE AMICI DELLA SCUOLA DI MUSICA DI FIESOLE. Articolo 1 Natura giuridica

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico

CARTA DEI SERVIZI MEDEA

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL BUONO SOCIALE ANZIANI

Regolamento della Consulta delle Associazioni del Comune di Villa d Almè. Adozione testo definitivo del 02/05/2014

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE LAFFRANCO, BIANCONI

COMUNE DI COGGIOLA VIA GARIBALDI, COGGIOLA REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLA CASA SOGGIORNO ANZIANI DI COGGIOLA

REGIONE PIEMONTE. Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte.

«DIRITTI, UGUAGLIANZA E CITTADINANZA ( )

Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari

INDIRIZZI ATTUATIVI DEL PROGETTO IMMIGRAZIONE BUONE PRASSI PER L AREA FIORENTINA, MODULO IMMIGRATI E LAVORO DI CURA ) PREMESSA

UNIONE DEI COMUNI VALDARNO E VALDISIEVE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO ASSOCIATO VAS

L Associazione ha sede in Favria, Via Canavere 19D.

********** IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. - VISTA la L. n. 184 del 04/05/83 Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori ;

CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

Manifesto dei diritti dell infanzia

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA Riccardo Banfi Milano - 10 settembre 2014

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE

Raccomandazione in favore del riconoscimento giuridico del lavoro di cura del familiare assistente

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE PARERE DELLA COMMISSIONE

L articolazione degli uffici di tipo B supporta l articolazione operativa per competenza ed in particolare:

La multidisciplinarietà delle cure a casa: quali competenze. F. Saverio Proia Ministero della Salute

COFINANZIAMENTO MARIE CURIE DI PROGRAMMI REGIONALI, NAZIONALI E INTERNAZIONALI

Codice deontologico. per l attività di Adozione Internazionale

Comune di Terni Provincia di Terni A.T.C. & Partners Mobilità F.I.S.H. Umbria ONLUS PROTOCOLLO DI INTESA

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d

Città di Desio REGOLAMENTO PER L ISCRIZIONE E LA TENUTA ALBO DELLE ASSOCIAZIONI

OGGETTO SPECIALISTA AMBULATORIALE O MEDICO DIPENDENTE PROSPETTIVE PROFESSIONALI ED ECONOMICHE A CONFRONTO

1. Oggetto e struttura del disegno di legge

CENTRO ANZIANI DI PORCIA

ACCORDO DI RETE RETE NAZIONALE SCUOLE ITALIA ORIENTA. con protocollo che riconoscono alla scuola

Sistema di Gestione Integrata Qualità/Ambiente/Sicurezza Doc.3 Politiche aziendale. Qualità/Ambiente

ATTO NORMATIVO DELL ASSOCIAZIONE DIOCESANA DI VERONA

Facilitare, per quanto possibile, i contatti fra lo studente e la scuola italiana.

Comune di Como REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PER LE PARI OPPORTUNITÀ FRA UOMO E DONNA

Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS)

REGOLAMENTO COMUNALE PER L ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN

STATUTO COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI DI PUBBLICA ASSISTENZA DELLA PROVINCIA DI FERRARA

COMUNE DI MEOLO (Provincia di Venezia) REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO/ACCOMPAGNAMENTO

Art. 12: Reti di riferimento

ATTI AMMINISTRATIVI. Prefettura di Firenze - Protezione dei dati personali

Allegato alla DGR n. del

REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE E IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DISABILI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA BASILICATA

visto il trattato sul funzionamento dell Unione europea,

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 69/ 23 DEL

La figura del RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) IN AZIENDA quali prospettive di collaborazione

I principi del diritto comunitario in materia di assistenza sanitaria

LEGGE REGIONALE N. 30 DEL REGIONE LIGURIA

REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE

FONDAZIONE CALABRIA - ROMA - EUROPA REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE. TITOLO I Norme Generali. Articolo 1-Premessa Generale

REGOLAMENTO. della CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI. Sociali, Culturali, Sportive e Ricreative

Prof. Tarcisio Niglio CURE PALLIATIVE

BANDO DAL AL

Badanti e Assistenti Familiari Specializzati

STATUTO. Art. 1 DENOMINAZIONE E SEDE

Educando nella Provincia di Varese 2012

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Транскрипт:

PARLAMENTO EUROPEO 2009-2014 Documento di seduta 3.9.2010 B7-0491/2010 PROPOSTA DI RISOLUZIONE presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7-0457/2010 a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento sull'assistenza di lunga durata agli anziani Pervenche Berès, Elizabeth Lynne a nome della commissione per l'occupazione e gli affari sociali RE\829388.doc PE446.574v01-00 Unita nella diversità

B7-0491/2010 Risoluzione del Parlamento europeo sull'assistenza di lunga durata agli anziani Il Parlamento europeo, vista la Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, vista la proposta di direttiva sulla parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, vista l'interrogazione alla Commissione, del 30 giugno 2010, sull'assistenza di lunga durata per gli anziani (O-0102/2010 B7-0457/2010), visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento, 1. invita gli Stati membri a considerare gli sviluppi demografici degli ultimi anni, in particolare l'invecchiamento della popolazione, che hanno determinato maggiori pressioni sul bilancio e un'elevata domanda di migliori infrastrutture sanitarie e di assistenza sociale; incoraggia gli Stati membri a combattere l'esclusione sociale degli anziani e qualsiasi forma di discriminazione basata sull'età; 2. ricorda agli Stati membri che garantire l'accesso a servizi sanitari e di assistenza adeguati è un principio fondamentale del modello europeo di solidarietà; 3. riconosce l'importanza sia della qualità che della continuità dell'assistenza e invita gli Stati membri a migliorare, favorire e incoraggiare le misure volte alla formazione specialistica, all'istruzione e al reinserimento di tutte le persone che hanno responsabilità di assistenza di lunga durata agli anziani, comprese quelle che prestano assistenza a titolo informale e coloro che necessitano di qualifiche professionali; ritiene che tale formazione possa inoltre contribuire a migliorare lo status di questo importante lavoro; esorta gli Stati membri ad affrontare i problemi di scarsa remunerazione del lavoro di assistenza, di carenza di personale, di mancanza di formazione o formazione inadeguata che mettono a dura prova i servizi di assistenza; sottolinea l'importante contributo della società civile, delle organizzazioni religiose e delle associazioni benefiche ai servizi di assistenza; 4. sottolinea l'importanza di un ulteriore sviluppo della sanità elettronica, al fine di migliorare il rendimento e l'efficacia dei servizi di assistenza, nonché di sostenere coloro che prestano assistenza a titolo informale e gli stessi anziani; 5. invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto delle necessità di coloro che prestano assistenza a titolo informale, i quali forniscono una quota significativa dell'assistenza agli anziani, e ad adottare misure concrete per sostenere e tutelare tale risorsa attraverso formazione, riposo e misure volte a bilanciare lavoro e vita familiare; 6. sostiene la necessità che in tutti gli Stati membri siano presenti garanzie per tutelare i diritti fondamentali delle persone destinatarie di assistenza di lunga durata, e invita a tal fine gli Stati membri a prestare d'ora in poi maggiore attenzione all'applicazione e al PE446.574v01-00 2/5 RE\829388.doc

rispetto dei criteri di qualità nell'erogazione dei servizi; 7. invita gli Stati membri a sostenere gli anziani in ogni modo necessario per garantire che essi possano continuare a vivere da soli nella propria abitazione e a fornire forme di assistenza che consentano loro di vivere meglio in tale ambiente, dal momento che questa rappresenta la migliore alternativa all'assistenza in istituto; 8. invita gli Stati membri, nel quadro della rispettiva legislazione nazionale, a disciplinare i requisiti professionali per gli operatori responsabili dell'assistenza agli anziani e a sviluppare ed attuare sistemi di formazione avanzata per contribuire ad elevare il livello di istruzione di coloro che operano nel sistema di assistenza agli anziani, migliorando così la qualità dei servizi offerti; 9. osserva con rammarico che in molti Stati membri il finanziamento e la prestazione di assistenza medica geriatrica specialistica hanno subito riduzioni nel corso degli anni e che non è stata offerta una formazione sufficiente ad altri specialisti di problemi della terza età; rileva che ciò in molti casi ha condotto a un calo della qualità dell'assistenza fornita agli anziani, il che talvolta costituisce un'iniqua discriminazione nei loro confronti; invita gli Stati membri a vagliare tale situazione al fine di incrementare, se necessario, le risorse in tale settore; 10. invita gli Stati membri a sostenere in via prioritaria la creazione di unità di cure palliative a domicilio; 11. chiede alla Commissione di raccogliere dati sulle infrastrutture istituzionali, comunitarie e di assistenza a domicilio per gli anziani in ciascuno Stato membro, e di elaborarne una sintesi; 12. chiede norme minime per tutti i contratti del settore assistenziale, comprese retribuzioni minime; 13. chiede che la Commissione svolga maggiori ricerche per determinare il numero dei decessi attribuibili a malnutrizione o disidratazione tra gli anziani che ricevono assistenza di lunga durata; 14. invita gli Stati membri a perseguire una politica di informazione e di prevenzione rivolta agli anziani, concentrandosi soprattutto sulle scelte alimentari e sulla prevenzione della disidratazione; 15. rileva che la politica dell'ue relativa agli anziani si basa sul principio di una "società per tutti", secondo il quale gli Stati membri devono garantire che persone di età diversa abbiano la piena possibilità di partecipare attivamente alla vita della comunità, a prescindere dalla loro età; 16. auspica l'introduzione di programmi di assistenza sociale e sanitaria a domicilio per gli anziani oppure, nei paesi in cui esistano già disposizioni in merito, il mantenimento di tali programmi, la cui gestione spetta alle autorità comunali e locali nell'ambito dei rispettivi mandati; RE\829388.doc 3/5 PE446.574v01-00

17. chiede che la Commissione pubblichi un Libro verde sugli abusi nei confronti degli anziani e sulla tutela di questi ultimi in seno alla comunità e in tutti i contesti sanitari, con particolare attenzione alla mobilità dei pazienti e con informazioni relative alle migliori pratiche già esistenti nei 27 Stati membri; 18. invita la Commissione ad elaborare uno studio che fornisca un quadro più chiaro delle crescenti esigenze di assistenza agli anziani e una stima delle prestazioni specialistiche previste da qui al 2020; 19. chiede che gli Stati membri procedano, secondo il metodo di coordinamento aperto, a uno scambio di informazioni, di idee e di migliori pratiche sulla prestazione di assistenza di lunga durata agli anziani e che, in particolare, adottino misure e standard professionali minimi al fine di: a) ridurre le disparità sanitarie e tutelare gli anziani in seno alla comunità e nei contesti sanitari; b) combattere gli abusi nei confronti degli anziani; c) adottare strategie in materia di risorse umane per far fronte alle carenze di personale; e d) contribuire a diffondere tecnologie dell'informazione e della comunicazione per promuovere (l'assistenza all'interno delle famiglie e) l'indipendenza degli anziani; 20. esorta la Commissione a compiere ogni sforzo per garantire standard accettabili di assistenza sanitaria per tutti i cittadini europei, a prescindere dalle loro condizioni economiche; 21. invita gli Stati membri e la Commissione, dal momento che la popolazione dell'ue sta invecchiando in modo generalizzato, a perseguire ogni forma di cooperazione al fine di elaborare sistemi di finanziamento sostenibili per servizi di assistenza di lunga durata, in modo da garantire l'esistenza, in futuro, di un sistema sostenibile per finanziare l'erogazione di assistenza agli anziani e la disponibilità dei servizi di assistenza necessari; 22. chiede lo scambio delle miglior pratiche nel definire le modalità più efficaci per sviluppare le relazioni intergenerazionali in modo da aumentare il coinvolgimento dei familiari in soluzioni di assistenza di lunga durata, il che comporterebbe numerosi vantaggi e la possibilità di soddisfare meglio le esigenze individuali degli assistiti; 23. chiede l'elaborazione di una strategia integrata di invecchiamento attivo che favorisca il coinvolgimento degli anziani in attività sociali e culturali; 24. chiede l'adozione di misure in risposta al notevole aumento del numero degli anziani, in modo da garantire che essi abbiano pari accesso ai servizi di assistenza; 25. invita gli Stati membri a ridurre l'onere che grava su coloro che prestano assistenza ad anziani o disabili, nonché a istituire sistemi integrati di assistenza per consentire loro di lavorare; 26. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla PE446.574v01-00 4/5 RE\829388.doc

Commissione. RE\829388.doc 5/5 PE446.574v01-00