UNA TECNOLOGIA PRESTAZIONALE www.pratiarmati.it PRATI contro la desertificazione e l erosione dei suoli ARMATI PARTE II LITOTIPI e CANTIERI
APPLICAZIONI PER LITOTIPI - TERRENI TRATTABILI CON I Si intendono per terreni trattabili con i PRATI ARMATI tutte le rocce sciolte (terre) e le rocce lapidee (rocce) che per fessurazione, macrostruttura, tessitura, granulometria, addensamento, ecc. consentono l attecchimento e lo sviluppo dell apparato radicale, quali: TERRE argille limi sabbie ghiaie loro miscele in proporzioni differenti ROCCE conglomerati (debolmente cementati) marne (alterate) calcareniti (debolmente cementate) flysch piroclastiti scisti rocce acide o basiche alterate o intensamente fratturate L attecchimento è ottenibile anche su suoli che, sotto il profilo pedologico, appaiono totalmente sterili. I attecchiscono anche su terreni additivati con calce fino al 5% in peso. Le rocce devono essere alterate o più o meno fratturate e la percentuale di attecchimento è proporzionale al grado di alterazione e fratturazione. Sulla roccia integra compatta non è possibile l attecchimento. SELEZIONE LITOLOGICA DI CANTIERI REALIZZATI CON I PRATI ARMATI ARGILLE MARNOSE GRIGIO AZZURRE (SS 92 - PZ) ARGILLE VARICOLORI (SCIACCA - AG) ARGILLE PLIOCENICHE SOVRACONSOLIDATE DI ORIGINE MARINA (AUTOSTR. A1 MI-NA, FABRO TR) ARGILLITI (AUTOSTRADA CT-SR) BASALTI INTENSAMENTE FRATTURATI (ORVIETO, L ABBADIA - TR) CALCARI FRATTURATI (SAN VINCENZO - LI) CALCARENITI DEBOLMENTE CEMENTATE (AUTOSTRADA CT-SR) CONGLOMERATI DEBOLMENTE CEMENTATI (AUTOSTRADA CT-SR, E CASTELVISCARDO - TR) DETRITI DI FALDA DI NATURA CARBONATICA (TRENTO) DETRITO DI VERSANTE ETEROMETRICO (OROPA - BI) FLYSCH (VAL D AGRI - PZ) GHIAIE LITORALI (ALGHERO - SS) GHIAIE SABBIOSE CALCAREE RESIDUALI DA ATTIVITÀ ESTRATTIVA (LAMEZIA TERME - CZ) GRANITI ARENIZZATI E GRANITI ALTERATI INTENSAMENTE FRATTURATI (ORGOSOLO - NU) LIMI E ARGILLE (FERMO) PIROCLASTITI TUFACEE ALTERATE (ORVIETO, L ABBADIA - TR) PORFIDI INTENSAMENTE FRATTURATI (ORGOSOLO - NU) SABBIE GHIAIOSE CARBONATICHE (AUTOSTRADA SA-RC, LAGONEGRO - PZ) SABBIE SILICEE ADDENSATE (MINIERE DI FLORINAS - SS) SABBIE LIMOSE (AUTOSTRADA A3 SA-RC, PALMI - RC) SABBIE SILICEE BEN ADDENSATE IN MATRICE ARGILLOSA (FLORINAS - SS) RILEVATI IN TERRE GRANULARI NON RICOPERTE DA TERRENO VEGETALE (SAN VINCENZO LI)
DEPOSITI PIROCLASTICI E AFFIORAMENTI BASALTICI ORVIETO (TR) 7 mesi dopo
DEPOSTI PIROCLASTICI DISGREGATI ORVIETO (TR)
DEPOSITI PIROCLASTICI DISGREGATI ORVIETO (TR) 7 mesi dopo
GHIAIA E CIOTTOLI IN MATRICE SABBIOSA CARBONATICA - TRENTO
GHIAIA E CIOTTOLI IN MATRICE SABBIOSA CARBONATICA - TRENTO 15 mesi dopo
FLYSCH VAL D AGRI, BASILICATA (CANTIERE ANAS)
FLYSCH VAL D AGRI, BASILICATA (CANTIERE ANAS) 14 mesi dopo
SABBIE ARGILLOSE AUTOSTRADA A3 SA-RC (CANTIERE ANAS) 3 mesi dopo
ARGILLE PLIOCENICHE SOVRACONSOLIDATE AUTOSTRDA DEL SOLE A1 MI-NA (CANTIERE AUTOSTRADE PER L ITALIA SPA) 7 mesi dopo
ARGILLE PLIOCENICHE SOVRACONSOLIDATE AUTOSTRDA DEL SOLE A1 MI-NA (CANTIERE AUTOSTRADE PER L ITALIA SPA) Prima dell intervento PRATI ARMATI 7 mesi dopo
ARGILLE VALICOLORI SCIACCA (AG) CAVA D ASPORTO 24 mesi dopo Area non trattata
ARGILLE MARNOSE GRIGIO-AZZURRE VAL D AGRI, BASILICATA (CANTIERE ANAS) 18 mesi dopo 18 mesi dopo Area non trattata
CALCARI DEBOLMENTE FRATTURATI - CAVA SAN CARLO - SAN VINCENZO (LI) 7 mesi dopo
CALCARI DEBOLMENTE FRATTURATI CAVA SAN CARLO - SAN VINCENZO (LI)
RILEVATI FERROVIARI IN TERRE GRANULARI - CAVA SAN CARLO - SAN VINCENZO (LI) 7 mesi dopo
SABBIE ARGILLOSE - MATERA PRIMA DOPO PRIMA DOPO PRIMA DOPO L evoluzione del processo di erosione porta al collasso della parte superficiale del terreno
SABBIE SILICEE ADDENSATE IN MATRICE ARGILLOSA FLORINAS (SS) Area non trattata 5 mesi dopo Area non trattata Area non trattata Area non trattata
SABBIE SILICEE MINIERA DI FLORINAS (SS)
SABBIE SILICEE MINIERA DI FLORINAS (SS) 2 mesi dopo
GHIAIE SABBIOSE CALCAREE RESIDUALI - LAMEZIA TERME (CZ) Area non trattata 13 mesi dopo
DETRITO DI VERSANTE ETEROMETRICO OROPA (BI) 1300-1600 mslm PRIMA Giugno 2007 12 mesi dopo
DETRITO DI VERSANTE ETEROMETRICO OROPA (BI) 1300-1600 mslm PRIMA Giugno 2007 14 mesi dopo
ARGILLITI, ARGILLE SCAGLIOSE, CALCARENITI, CONGLOMERATI- AUTOSTRADA CT-SR 16 mesi dopo
DIFESA SPONDALE SU TERRENO DI RIPORTO FIUME NONCELLO (PN) www.pratiarmati.it 24 mesi dopo Pordenone, fiume Noncello Impianto realizzato con i soli PRATI ARMATI
SCARPATA IN BAGNATO GHIAIE SABBIOSE POLCENIGO (PN) 12 mesi dopo
SCARPATA IN BAGNATO FERRANDINA (MT) Durante l intervento 6 mesi dopo
RINATURALIZZAZIONE DI CAVE MINIERE - DISACRICHE I possono essere efficacemente utilizzati per il recupero ambientale di cave e miniere. Consentono infatti una rapida rinaturalizzazione in quanto: le specie erbacee a radicazione profonda utilizzate, che garantiscono in tempi brevi la completa copertura e protezione dei versanti in EROSIONE, sono piante rustiche e pioniere in grado di svilupparsi anche su suoli poveri e inquinati da metalli pesanti, idrocarburi, etc. come quelli di cave e miniere. esercitano un azione miglioratrice del suolo, favorendo quindi il successivo insediamento di piante arbustive ed arboree su un terreno ormai consolidato e reso fertile (cfr successione ecologica p ). I PRATI ARMATI presentano una spiccata tolleranza a suoli inquinati da metalli pesanti ed idrocarburi. Si prestano quindi anche alla rapida rinaturalizzazione di discariche. 6 mesi dopo Ozieri (SS)
RECUPERO DELLE DISCARICHE Le principali problematiche rilevabili in una discarica sono: 1. Erosione - Sedimentazione; 2. Acqua d infiltrazione nel corpo della discarica; 3. Fuoriuscita di percolato al piede della discarica; 4. Infiltrazione di percolato nel terreno; 5. Erosione - Sedimentazione; 6. Erosione - Sedimentazione; 7. Infiltrazione acque superficiali; 8. Erosione - Sedimentazione sulle sponde ripide; 9. Acqua piovana d infiltrazione sulle sponde ripide; 10. Percolato; 11. Infiltrazione Percolato nel terreno; 12. Biogas; 13. Infiltrazione Biogas nel terreno; 14. Fuoriuscita di Biogas dalla scarpata e copert. Per ovviare al problema apparentemente principale dell infiltrazione, sono possibili diverse soluzioni: 1. impermeabilizzazione minerale (legge 36) 2. impermeabilizzazione con geosintetici; 3. soluzione naturale che prevede l impiego di sola vegetazione. 1)IMPERMEABILIZZAZIONE MINERALE (LEGGE 36) 100 Terreno vegetale Geotessile non tessuto per separazione 50 50 Materiale arido drenante Argilla 2)SOLUZIONE CON GEOSINTETICI Manto in HDPE spess. 2 mm Geocomposito drenante 3)SOLUZIONE NATURALE 50 Materiale arido drenante Terreno vegetale Terreno di regolarizzazione 20 Terreno di regolarizzazione Terreno di regolarizzazione Rifiuti Rifiuti Rifiuti Diverse soluzioni per l impermeabilizzazione delle discariche (Fonte. Balsamo.)
RECUPERO DELLE DISCARICHE Nelle discariche che prevedono la soluzione minerale o quella con i geosintetici, è sempre fortemente presente il problema delle acque superficiali di scorrimento che erodono superficialmente il terreno di coperture creando non pochi problemi. Essendo l erosione un problema diffuso su tutta la superficie, la soluzione deve intervenire sempre omogeneamente su tutta la superficie per cui la soluzione più semplice e naturale è l inerbimento. CARATTERISTICHE IMPERMEABILIZZAZIONE MINERALE SOLUZIONE CON GEOSINTETICI SOLUZIONE VEGETALE Spessore materiali specifici Elevato Limitato Nessuno Impermeabilità Elevata Elevata Molto Buona Aspetto Paesaggistico Molto Negativo Molto Negativo Naturale Necessità di recupero Si Si No Durata Limitata Media Lunga Qualità ambientale del sito Nulla Nulla Elevata Tempi di realizzazione Lunghi Medi Brevi Consumo di Risorse Elevate Elevate Limitate Formazione inquinanti Elevati Elevati Limitati Influenza effetto serra Elevato Elevato Negativo Influenza stabilità versante Nessuna Nessuna Positiva Necessità di terreno vegetale Si Si No Costi di manutenzione Elevati Elevati Nessuno Impatto ambientale globale Elevato Elevato Molto Basso tabella riassuntiva delle problematiche
RINATURALIZZAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DI DISCARICHE A PENDIO Le discariche a pendio sono realizzate a ridosso di pendii, per riempimento di squarci aperti lungo i versanti dovuti per l apertura di cave, oppure per la presenza di calanchi o impluvi. Le discariche a pendio sono spesso realizzate in modo non controllato su scarpate molto ripide e presentano spesso rifiuti affioranti. Rifiuti Terreno in situ Discarica a pendio (Fonte. Balsamo.) I benché non sostituiscano gli interventi di bonifica, possono fornire una soluzione concreta ed economica all esigenza della messa in sicurezza, in situazioni di emergenza, di questo tipo di discariche. Per la messa in sicurezza di emergenza, infatti, non sono realizzabili coperture in argilla o con teli impermeabili, visto che richiedono radicali interventi di bonifica, generalmente molto lunghi, costosi e complessi. I consentono di realizzare una rapida, fitta e uniforme copertura vegetale che determina un impermeabilizzazione naturale della discarica. La coltre vegetale riduce sensibilmente l infiltrazione di acque meteoriche (cfr.) e la conseguente produzione di percolato (riduzione fino all 80-90%), evitando il dilavamento e il trascinamento a valle dei rifiuti affioranti, che vengono inglobati nella copertura vegetale. Questo tipo di intervento (cfr. D.M. 471/99) rientra nella categoria in situ, senza cioè movimentazione o rimozione del suolo inquinato. La Tecnologia dei garantisce lo sviluppo rapido e diffuso di una fitta coltre vegetale che determina: A. Aumento della stabilità del versante (cfr..) dovuta alla capacità del loro peculiare apparato radicale di imbrigliare il terreno trasferendogli la resistenza a trazione. B. riduzione dell infiltrazione di acque meteoriche negli strati profondi e quindi di percolato, principale fattore di rischio di inquinamento in questo tipo di discariche (cfr.); C. riduzione drastica della perdita di suolo per ruscellamento superficiale (cfr.). D. isolamento dei rifiuti dall ambiente esterno dovuto alla fitta ed uniforme coltre vegetale che fa sì che l acqua che defluisce a valle non sia contaminata dai rifiuti solidi e dagli inquinanti dilavati. I inoltre presentano: a. resistenza agli inquinanti: come metalli pesanti, idrocarburi, reflui organici, ecc.. b. resistenza ad alte temperature: sono in grado di ricacciare anche dopo incendio.
RINATURALIZZAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DI DISCARICHE A PENDIO COPERTURE VEGETALI ALTERNATIVE Essenze vegetali alternative, come ad es. specie arbustive o arboree (trapiantate ad una certa distanza tra loro) non realizzerebbero una copertura vegetale in grado di sigillare il versante favorendo lo scorrimento dell acqua sopra la coltre allettata. Non procurerebbero quindi i vantaggi derivanti da una copertura vegetale fitta ed uniforme (cfr. p ) L apparato radicale di specie arbustive ed arboree (caratterizzato da un numero limitato di radici grosse), inoltre, non sarebbe in grado di imbrigliare i rifiuti affioranti efficacemente come un impianto di Rifiuti imbrigliati e trattenuti Acqua piovana intercettata e convogliata a valle Acqua piovana intercettata e convogliata a valle Ruscellamento ed EROSIONE Rifiuti trasportati a valle
I NON SONO IL VETIVER I PRATI ARMATI non sono il Vetiver. I PRATI ARMATI non comprendono sementi di Vetiver Cvambiare il colore come sotto e mettre 2 foto, una per i PA, una per il vetiver onde evidenziarne bene la differenza come da presentazione dove si vedono i vasetti di vetiver in tagliola Molte specie autoctone Sementi Idrosemina PRATI ARMATI Miscela di circa 30 tipi di sementi che non comprendono il Vetiver Aspetto uniforme, diffuso su tutta la superficie da consolidare Resistono in tutti i climi: temperature da -45 C a + 60 C Piante di Vetiveria zizanioides Lynn Specie originaria dell India Piante (il Vetiver non produce semi) Trapianto manuale Impianto a siepi VETIVER Resiste solo in climi caldi: temperature da -5 C a + 55 C