Relazione finale di restauro Oggetto: restauro delle superfici del Chiostro Bramantesco di Santa Maria delle Grazie a Milano, detto anche chiostro delle rane. Epoca: XV-XVI secolo Descrizione dell opera Per volere di Ludovico il Moro intorno al 1492 iniziarono i lavori di trasformazione del complesso di Santa Maria delle Grazie in Milano. Queste trasformazioni rientravano nell ambizioso programma di rinnovo urbanistico della città, voluto dal Moro e, più specificatamente, rispondevano al suo desiderio di costruire per sé e per la propria dinastia un mausoleo all interno della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Il chiostro Bramantesco di Santa Maria delle Grazie rientra in un unitario progettazione di trasformazione del complesso di Santa Maria delle Grazie, impostato da Bramante, ma attuata con l aiuto di collaboratori locali, che ne definirono l architettura elaborando elementi di repertorio tipici del Quattrocento lombardo. Questi riferimenti si ritrovano puntuali nella scansione architettonica dello spazio e nell apparato decorativo del Chiostro. Sul rigoroso schema iconografico basato sul quadrato si alza il quadriportico (cinque campate per lato coperte a crociera) con colonne in pietra sormontate da capitelli di raffinata decorazione. Su di esse si impostano le arcate a pieno centro, sottolineate da ghiere in cotto ornate al centro da chiavi a forma di mensola scolpite in pietra; i tipici tondo inseriti sugli intonaci graffiti e la trabeazione in cotto concludono la composizione. Sono presenti in totale 20 colonne. Caratteristico di questo porticato è l alternarsi di colonne in pietra di colore chiaro a colonne in pietra di colore scuro: le basi ed i capitelli hanno colore opposto a quello del fusto della colonna. Sulla superficie parietale di ciascun lato del chiostro, ad ogni colonna corrisponde un semi capitello scolpito, che si colloca alla base d imposta della volta con funzione di piedritto. Nel corso dei restauri attuati nel grande complesso alla fine dell Ottocento, anche questo chiostro fu oggetto di interventi di consolidamento, attuati con opere di sottomurazione del basamento del colonnato, mentre alcune colonne deteriorate furono sostituite ed altre, deviate sensibilmente dalla verticale, ruotate e raddrizzate. In seguito, contestualmente ai restauri eseguiti sulle superfici esterne della chiesa tra il 1981 e il 1984, anche il Chiostro del Bramente è stato interessato da interventi conservativi di consolidamento e protezione delle colonne in pietra delle decorazioni in cotto. Documenti d archivio - Quinta relazione dell Ufficio Regionale per la conservazione dei monumenti in Lombardia. Anno 1896-97 a cura di Gaetano Moretti, pp. 26-30. [ ] Mentre si predisponevano gli elementi per il restauro del basamento, si proseguivano le opere di sistemazione del Chiostrino, oggi in confine con la Via Caradosso; dopo di che si provvide al cambio di alcune colonne deteriorate ed al raddrizzamento di altre colonne che in quello stesso lato verso Via Paradosso avevano, per vecchi cedimenti, deviato sensibilmente dalla verticale. Per tale operazione si ricorse ad un particolare congegno disposto dall architetto dell Ufficio, Arcaini Ranieri, al quale, come sempre, è particolarmente affidato il restauro delle Grazie [ ] [ ] Si eseguirono alcuni modelli sia per la cornice del Chiostrino sia per il fabbricato della Sagrestia, atenendosi alle poche traccie dell originaria decorazione e venne redattoli progetto di completamento per quella parte dell edificio che prospetta la Via Caradosso [ ]. - Alessandrini G. - Bugini R. - Dassù G. - Formica L. - Gremmo L. - Peruzzi R., Santa Maria delle Grazie (Milano). Materiali, deterioramento e restauro del chiostro delle rane, 1984. Stato di conservazione Nonostante gli interventi eseguiti tra 1981 e 1984, persistono alcune problematiche non risolte che nel corso del tempo hanno condotto all insorgenza di problemi conservativi a carico degli elementi lapidei, degli elementi in cotto e degli intonaci graffiti.
Elementi scolpiti in pietra di Saltrio Si rileva la diffusa caduta e perdita di elementi decorativi, in particolare di porzioni di volute sui capitelli e modanature sulle basi delle colonne. Si rilevano depositi di sporco e incrostazioni, oltre a fenomeni di dilavamento superficiale dovuto al percolamento delle acque meteoriche. Persistono fenomeni di fatturazione, scagliatura, così come fenomeni di decoesione sia superficiale, che profonda, con conseguente perdita di materiale lapideo, dovuta a processi di esfoliazione, polverizzazione e delaminazione. Elementi in cotto Sulle cornici modanate che definiscono i profili delle arcate, il perimetro dei tondi e i cornicioni superiori si rilevano localmente fenomeni di erosione superficiale e decoesione profonda, dovuti al percolamento delle acque meteoriche e ai cicli gelo-disgelo. In alcuni punti maggiormente esposti la perdita di materiale ha quasi del tutto cancellato l emergenza plastica delle modanature. Si rilevano diffusi depositi di sporco, incrostazioni coerenti, oltre a fenomeni di dilavamento superficiale. Intonaci decorati a graffito Le porzioni frammentarie degli antichi intonaci decorati a graffito presentano diffuse problematiche conservative. Sui settori di muro tra le arcate del quadriportico e sulla superficie del cornicione superiore si rilevano fenomeni di sollevamento e distacco, che nei casi più gravi hanno condotto all insorgenza di lacune con visione del supporto murario in laterizio. Le superfici localmente esposte al percolamento delle acque meteoriche presentano fenomeni di esfoliazione e decoesione dello strato corticale, talora associati alla presenza localizzata di efflorescenze saline. Ancora più gravi appaiono le condizioni conservative degli intonaci graffiti del basamento, dove l azione dell umidità di risalita capillare dal terreno, concomitante al percolamento delle acque meteoriche ha favorito lo sviluppo di diffusi fenomeni di biodeterioramento superficiale, oltre ad aver innescato processi di decoesione profonda degli intonaci, con conseguente formazione di distacchi, fatturazioni e perdite di intere porzioni. Interventi eseguiti ELEMENTI LAPIDEI Inteventi di ricognizione sullo stato di conservazione degli elementi lapidei Individuazione e classificazione dei fenomeni alterativi e di degrado in atto sulle superfici degli elementi lapidei scolpiti (colonne con basi modanate e capitelli decorati, piedritti scolpiti incassati sulle pareti alla base d'imposta delle volte) e verifica dell'efficacia degli interventi di consolidamento e protezione delle colonne eseguiti nel 1981(consolidamento mediante impregnazione con resina siliconica 11309 diluita in tricoloroetano in concentrazione variabile dal 10% al 15%; protezione delle superfici con resina metilsiliconica Silirain 50 applicata fino a rifiuto). Interventi eseguiti sugli elementi lapidei Interventi di pulitura Interventi di pulitura superficiale eseguiti su tutti gli elementi lapidei Rimozione a secco dei depositi superficiali di particellato mediante spolveratura a pennello con ausilio di aspiratori per il recupero dei residui. Rimozione di depositi superficiali non aderenti mediante lavaggio superficiale eseguito con nebulizzazione di soluzione di acqua deionizzata e tensioattivo. Operazioni di pulitura specifiche eseguite sui piedritti Rimozione di depositi superficiali coerenti e di macchie solubili mediante pulitura ad impacco chimico. Applicazione di compresse di polpa di cellulosa imbibite di soluzione di
acqua deionizzata e ammonio carbonato. Rimozione degli impacchi, eliminazione dei residui mediante lavaggio con acqua deionizzata. I piedritti angolari Pa1 (N-E), Pa2 (S-E), Pa3 (S-O), Pa4(N-O) risultavano parzialmente nascosti nello spessore degli intonaci parietali di restauro. Le operazioni di pulitura sono state precedute da una ricognizione più puntuale dello stato di conservazione e dalla verifica dell effettiva estensione delle parti decorate non visibili. Si è quindi proceduto alla rimozione meccanica in profondità dell intonaco attiguo, sino alla messa in luce dell intera superficie del concio lapideo. Operazioni di pulitura specifiche eseguite sui capitelli Rimozione, mediante pulitura ad impacco chimico puntuale e localizzata, di depositi superficiali coerenti, croste nere, colaticci, macchie solubili. Applicazione di compresse di polpa di cellulosa, imbibite di soluzione di acqua deionizzata e ammonio carbonato. Rimozione degli impacchi, eliminazione dei residui mediante lavaggio con acqua deionizzata. Nel caso delle porzioni interessate dalla presenza di croste nere o colaticci, la rimozione dei depositi è stata seguita da un intervento di riequilibratura cromatica. Operazioni di pulitura specifiche eseguite sui fusti e sulle basi delle colonne Rimozione e/o alleggerimento di croste nere, macchie solubili e colaticci presenti sui fusti delle colonne, in corrispondenza delle superfici immediatamente sottostanti al sommoscapo: tali fenomeni alterativi erano concentrati prevalentemente sui settori delle colonne prospicienti l interno del chiostro, assai esposti ai fenomeni meteorologici. Applicazione di compresse di polpa di cellulosa, imbibite di soluzione di acqua deionizzata e ammonio carbonato. Rimozione degli impacchi, eliminazione dei residui mediante lavaggio con acqua deionizzata. Ove necessario il trattamento di pulitura è stato seguito da una riequilibratura cromatica. Le colonne sottoposte al procedimento di pulitura descritto sono state le seguenti: C1 C2 C3 C4 C5 C6 C7 C9 C10 C12 C13 C14 C15 C16 C17 C18 C19 C20. Rimozione di colature, discromie, opacizzazioni, causate da residui superficiali di precedenti trattamenti consolidanti o protettivi cromaticamente alterati. Trattamento puntuale e localizzato con AB57, in forma di soluzione libera d acqua demineralizzata, applicata localmente a pennello con interposizione di foglio di carta giapponese. Rimozione della carta, frizionamento delle superfici trattate con spazzolino in setola, lavaggio con acqua deionizzata. La procedura descritta è stata applicata sulle colonne numero C9 C10 C11. Operazioni di pulitura specifiche eseguite sulle chiavi d arco Revisione dettagliata della pulitura superficiale in corrispondenza di depositi maggiormente aderenti al substrato lapideo. Trattamento puntuale con soluzione di acqua demineralizzata e ammonio carbonato gelificata con Carbogel. Rimozione dei residui e risciacquo finale con acqua demineralizzata. Interventi di consolidamento Procedura di consolidamento eseguita sui piedritti Consolidamento puntuale delle zone caratterizzate da fenomeni di esfoliazione o decoesione. Nel caso dei piedritti tali processi alterativi risultavano assai contenuti e diffusi in modo sporadico. Sono stati quindi eseguiti dei trattamenti puntuali, con impregnazione localizzata di Nanocalce dispersa in alcool isopropilico e acqua deionizzata. Il consolidamento è stato eseguito in più cicli successivi, fino al raggiungimento di una ricoesione soddisfacente del materiale lapideo. Procedura di consolidamento eseguita sui capitelli e sulle chiavi d arco Consolidamento puntuale delle zone caratterizzate da fenomeni di esfoliazione o decoesione. Nel caso dei capitelli tali fenomeni di degrado erano diffusi, con una prevalente concentrazione sul lato prospiciente l interno del chiostro. Gravi fenomeni di decoesione con sfarinamento, scagliatura e perdita di materiale erano concentrati in corrispondenza di lacune con perdita di intere porzioni del modellato plastico (volute, decori fogliati). Nel caso delle chiavi d arco i problemi di decoesione e scagliatura del
materiale lapideo erano concentrati in prevalenza sulle superfici in maggiore aggetto plastico. Il consolidamento è stato eseguito mediante impregnazione con Nanocalce dispersa in alcool isopropilico e acqua deionizzata. Le applicazioni sono state eseguite a cicli successivi. Procedura di consolidamento eseguita sui fusti e sulle basi delle colonne Consolidamento puntuale delle zone caratterizzate da fenomeni di esfoliazione o decoesione. Nel caso dei fusti e delle basi delle colonne, tali fenomeni di degrado si presentano con una distribuzione non uniforme e discontinua, legata sia alle caratteristiche morfologiche del materiale lapideo, sia al posizionamento rispetto all orientamento spaziale dell architettura del chiostro. Lo sviluppo del degrado risulta maggiormente avanzato ed esteso sulle superfici prospicienti l interno del chiostro e ha differenti livelli di gravità, da colonna a colonna. È stato dunque necessario calibrare in modo differenziato l intervento di consolidamento, variando di volta in volta il numero di cicli applicativi e la concentrazione del consolidante. Interventi di sigillatura e stuccatura Interventi di sigillatura e stuccatura conservativa Le lesioni, le lacune superficiali, i profili delle scagliature e delle fessurazioni presenti sulle chiavi d arco, sui capitelli, sui fusti delle colonne sono state sigillate con stuccature a livello o in leggero sottolivello, in relazione all estensione e all inclinazione del piano della lesione rispetto all andamento delle superfici attigue. La malta è stata composta con polveri di marmo, pozzolana e calce naturale. In presenza di lesioni e lacune più profonde per perdita di frammenti consistenti di materiale lapideo, il livello della sutura è stato preventivamente pareggiato con una stuccatura preparatoria di fondo, aggiungendo agli aggregati all impasto una maggiore quantità di sabbia di fiume lavata a grana fine. Operazioni di stuccatura specifiche eseguite sui capitelli In corrispondenza delle zone di maggior aggetto plastico la presenza di alveolizzazioni o abrasioni profonde, causate dal percolamento e dal ristagno delle acque meteoriche, ha richiesto l esecuzione di stuccature di accompagnamento. L impasto della malta utilizzata per le stuccature ricostruttive è stato composto con polveri di marmo, pozzolana, e calce naturale. I capitelli interessati dall intervento di stuccatura secondo la metodologia descritta sono stati i seguenti: CP2 CP3 CP4 CP5 CP7 CP8 CP12 CP13 CP14 CP15 CP16 CP17 CP18 CP19 CP20. In forma di campionatura, sono state eseguite delle stuccature ricostruttive sulle porzioni lacunose dei decori plastici e degli elementi modanati irrimediabilmente persi del capitello C3. Ricollocazione e riadesione di frammenti distaccati Interventi di ricollocazione di frammenti distaccati su piedritti e capitelli Ricollocazione e riadesione in sede di frammenti di modellato plastico dei piedritti e dei capitelli, distaccati o in pericolo di caduta, mediante giunzione alle interfacce con resina polistirenica bicomponente. Ove necessario a garantire una migliore conservazione dei giunti ed una coerente presentazione, i profili di contatto sono stati sigillati con maltina a base di calce naturale, polvere di marmo e pozzolana. La riadesione di frammenti distaccati è stata eseguita sui capitelli C12 C15 e sui piedritti P6 P22. Intonazione cromatica a velatura Le sigillature e le stuccature eseguiti sugli elementi lapidei sono state accordate alla colorazione della pietra mediante intonazione cromatica a velatura eseguita con pigmenti stabili dispersi in fissativo a base di silicati di potassio. Trattamento protettivo delle superfici lapidee Campionature preliminari: test dei materiali
A seguito della campionatura e dell analisi diagnostica dell efficacia dei trattamenti testati, al termine dell intervento è stato eseguito un trattamento protettivo delle superfici lapidee mediante applicazione a pennello di Silo 112, diluito al 25% in acqua deionizzata. ELEMENTI IN COTTO Interventi eseguiti sugli elementi in cotto (cornici modanate) Rimozione a secco dei depositi superficiali incoerenti e semi-coerenti tramite pennelli, spazzole morbide ed aspiratori. Preconsolidamento delle superfici decoese in stato di disgregazione o polverizzazione, tramite imbibizione di silicato di etile diluito in white spirit steso a pennello. Trattamento puntuale delle zone interessate da sviluppo di biodeteriogeni, con specifico biocida e successiva rimozione manuale dei residui. Rimozione di depositi superficiali coerenti mediante nebulizzazione di soluzione di acqua deionizzata e tensioattivo a bassa concentrazione. Risciacquo finale con acqua deionizzata. Rimozione di depositi compatti ed estrazione di sali solubili presenti in zone circoscritte sulla cornice modanata in cotto, alla base della fascia intonacata sottogronda, in corrispondenza degli angoli sud ovest e nord ovest. Rimozione meccanica preliminare di eventuali stuccature incoerenti o distaccate, eseguite in interventi precedenti. Consolidamento delle zone più decoese mediante stesura localizzata di prodotto consolidante a base di silicato di etile e polisilossani, diluito in white spirit e steso a pennello. Sigillatura di scagliature, fessurazioni, fratturazioni o lesioni presenti sulle terrecotte, per prevenire il potenziale degrado derivante dilavamento o infiltrazione di acque meteoriche, eseguite con malta a base di calce idraulica naturale a bassa percentuale di sali solubili, cocciopesto, aggregati e pigmenti stabili, a somiglianza, per colore e tessitura, del materiale originario. Ripristino del modellato di elementi in cotto particolarmente compromessi, mediante stuccature ricostruttive delle porzioni lacunose, eseguite con malta confezionata a mano a base di calce idraulica naturale a bassa percentuale di sali solubili, cocciopesto, aggregati e pigmenti stabili, a somiglianza, per colore e tessitura, del materiale originario. Attenuazione visiva delle integrazioni eseguite mediante intonazione cromatica a velatura con pigmenti chimicamente stabili legati con fissativo ai silicati di potassio. INTONACI A NEUTRO Interventi di ripristino degli intonaci a neutro Rimozione meccanica a spatola dell'intonachino di restauro neutro presente nella fascia del cornicione superiore, nei tondi e nelle specchiature sovrastanti le ghiere in cotto delle arcate. Consolidamento corticale degli intonaci di sottofondo recuperati, attraverso la rimozione degli intonaci di restauro preesistenti. Sutura delle lacune profonde con visione del supporto murario, mediante stuccatura con malta da rinzaffo a base di calce naturale ed aggregati stabili. Esecuzione di campionature preliminari per determinare la composizione dell intonaco di restauro da ripristinare sulle superfici parietali a neutro. Sono testate diverse composizioni per ottenere una colorazione tale da accompagnarsi in modo coerente con quella degli intonaci originali decorati a graffito. Esecuzione di intonaci a neutro pareggiati con accompagnamento del livello superficiale a quello dei frammenti originali antichi decorati a graffito. L impasto della malta è stato composto con polveri di marmo, sabbia di fiume lavata a grana media e grossa, calce naturale. Intonazione cromatica finale dei nuovi intonaci a neutro mediante leggera velatura superficiale, eseguita con pigmenti chimicamente stabili, legati con fissativo ai silicati di potassio.
INTONACI ORIGINALI CON DECORAZIONI A GRAFFITO Interventi eseguiti sugli intonaci originali decorati a graffito Verifica preliminare dei depositi superficiali di particellato e di biodeteriogeni e rimozione dei depositi superficiali incoerenti mediante delicata spolveratura a secco con pennelli morbidi. Rimozione meccanica a secco dei depositi superficiali parzialmente aderenti con pennelli, spazzolini, bisturi, specilli e, in presenza di patine solubili, mediante delicato tamponamento delle superfici con acqua deionizzata e spugne. Rimozione meccanica di stuccature debordanti, fessurate ed in fase di distacco e di stuccature eseguite durante interventi precedenti, del tutto incongrue rispetto alla superficie degli intonaci graffiti per composizione e morfologia. Consolidamento dello strato corticale delle zone interessate da fenomeni di abrasione e decoesione superficiale. Consolidamento delle zone caratterizzate da fenomeni di alveolizzazione della superficie, mediante infiltrazione a pennello o a iniezione di prodotto consolidante a base di silicato di etile e polisilossani, diluito in white spirit. Formazione di salvabordi di contenimento lungo i bordi perimetrali dei frammenti decorati a graffito e lungo i profili delle lacune e delle porzioni in pericolo di distacco, con malta a base di aggregati stabili a grana fine e calce idraulica naturale a bassa percentuale di sali solubili. Consolidamento in profondità con iniezioni puntuali di maltina premiscelata a debole reazione idraulica e a basso peso specifico, eseguite in corrispondenza di porzioni di intonaco graffito deadese o in fase di distacco dal substrato di pertinenza. Stuccatura delle lacune profonde mediante applicazione di malta a base di aggregati stabili a grana media e calce idraulica naturale a bassa percentuale di sali solubili, stesa in più riprese sino al raggiungimento di un livello idoneo a ricevere l ultimo strato di finitura. Stuccatura finale a neutro di fessurazioni, fratturazioni e lacune d estensione circoscritta presenti sugli intonaci graffiti. Si è avuta cura di eseguire una serie di saggi valutativi preliminari, per determinare l idonea composizione della malta, raggiungendo una modulazione della texture superficiale tale da accordarsi con uniformità agli intonaci originali. L impasto è stato composto con polveri di marmo sabbia di fiume lavata a grana fine e calce naturale. Le stuccature finali a neutro sono state pareggiate a livello degli intonaci originali graffiti. Stuccature finali a livello con riproposizione dei decori graffiti, ricostruiti mediante predisposizione di modelli preparatori in scala 1:1, sulla scorta di documenti fotografici d epoca. L intervento di riproposizione restituiva dei decori graffiti è stato eseguito limitatamente alle specchiature parietali SP9 e SP10 sul lato sud del chiostro. Predisposizione di modello grafico su lucido in scala 1:1 sulla base di documenti fotografici d epoca, per procedere alla riproposizione analogico restituiva dei decori graffiti, mediante incisione diretta sulla superficie intonacata, con raccordo coerente alle incisioni conservate sui frammenti originali. Esecuzione di saggi valutativi preliminari, per determinare l idonea composizione della malta, raggiungendo una cromia e una texture tali da creare un accordo coerente con gli intonaci originali graffiti. L impasto, composto con polveri di marmo di differente colorazione, sabbia di fiume a grana fine e calce naturale, è stato compattando lo spessore della stuccatura. È stata prestata particolare attenzione nel curare la modulazione del livello e la corretta adesione delle suture ai profili perimetrali degli intonaci originali a graffito. La superficie delle stuccature è stata regolarizzata in modo da dilavare lo strato di finitura, conferendo sufficiente evidenza visiva agli aggregati. Posizionamento del modello in scala 1.1 sulle superfici intonacate e tracciatura ricostruttiva dei decori incisi, asportando l intonachino fino ad arrivare al livello della stesura di fondo. Rimozione del modello di riferimento e revisione localizzata della profondità e dello spessore delle incisioni tracciate. Bilanciamento cromatico tra gli intonaci originali graffiti e gli intonaci con riproposizione analogico restituiva dei decori graffiti, mediante velature con colori ai silicati di potassio Riduzione dell'interferenza visiva delle zone abrase ed intonazione cromatica delle stuccature finali eseguite sulle lacune, mediante leggere velature di accordo cromatico eseguite con pigmenti stabili dispersi in fissativo ai silicati di potassio.
Indagini conoscitive sugli intonaci delle pareti e dei sottarchi e campionature di restauro Esecuzioni di saggi stratigrafici sugli intonaci delle pareti e dei sottarchi per individuare e verificare la presenza di finiture antiche sottostanti a quelle attualmente in opera. Esecuzione di campionature di restauro sugli intonaci delle pareti, delle volte e dei sottarchi, come campioni di riferimento per gli interventi di restauro successivi. Campione di restauro sui sottarchi n 9 e 10 sul lato sud del chiostro Discialbo della superficie dei sottarchi, con rimozione delle scialbature e delle tinteggiature soprammesse alle finiture originali. Le operazioni di discialbo hanno permesso di individuare un livello di intonaco dipinto antico, sia sulla superficie del sottarco, sia su quella della ghiera esterna frontale, immediatamente al di sotto della cornice modanata in cotto. In corrispondenza della ghiera esterna è stata posto in evidenza un intonachino di finitura recante una decorazione a finti mattoni dipinti. Il medesimo intonachino di finitura riveste la superficie del sottarco dove sono state poste in luce decorazioni dipinte a finte tarsie di marmo policromo, delimitate da finte cornici modanate. Consolidamento corticale delle zone abrase della superficie con impregnazione a Nanocalce dispersa in alcool isopropilico e acqua deionizzata. Consolidamento dei distacchi e degli spanciamenti mediante iniezioni di maltina a basso peso specifico e a debole reazione idraulica. Pulitura della superficie dipinta dei sottarchi: trattamento delle superfici con soluzione di ammonio carbonato stesa a pennello con interposizione di carta giapponese. Rimozione dei residui, rifinitura a bisturi delle superfici trattate e risciacquo con acqua demineralizzata Revisione della pulitura superficiale in corrispondenza di ingiallimenti persistenti della superficie dipinta. Trattamento puntuale e localizzato delle discromie con soluzione AB57. Rimozione della carta, frizionamento delle superfici trattate con spazzolino in setola, eliminazioni dei residui mediante lavaggio con acqua deionizzata e tamponamento finale a spugna. Esecuzione di stuccature a livello in corrispondenza delle lacune e delle abrasioni profonde presenti sugli intonaci decorati. Ritocco a velatura delle stuccature e delle abrasioni superficiali con pigmenti puri chimicamente stabili, legati con fissativo a base di silicati di potassio. Campionature di intonaco sulle pareti e le volte del portico In vista della futura programmazione di interventi di restauro sulle pareti e sule volte del portico sono stati approntati dei campioni di intonaco a calce ed aggregati naturali e stabili. A seguito della prima fase di campionatura sono approntati ulteriori campioni sulla superficie di una vela di una volta e sulla corrispondente lunetta parietale. Nel settore sinistro dell area presa in considerazione è stato riprodotto il campione 4 in volta e il campione 3 a parete. Nel settore destro è stato riprodotto il campione 5, sia in volta che a parete. Milano,10 ottobre 2009