Rumore, Vibrazioni, ROA Aggiornamento x Cantieri Temporanei o Mobili (CTM) Omar Nicolini - Az.USL di Modena (o.nicolini@ausl.mo.it) 1 DLgs.81/2008* Le grandi procedure della prevenzione 1) valutare (conoscere i rischi con l obiettivo di eliminarli o ridurli) 2) eliminare o ridurre i rischi (mediante un organico piano di risanamento che contempli misure tecniche, organizzative, procedurali, igieniche ecc..., compresi i DPI) 3) monitorare lo stato di salute dei lavoratori (a cura di un Medico competente) 4) informare, istruire, addestrare e formare i lavoratori... e parallelamente... 5) strutturarsi per gestire le emergenze (pronto soccorso, evacuazione, lotta antincendio, salvataggio...) 2 1
Titolo VIII Capo I Ag.fisici Art.180 - Definizioni e campo di applicazione 1. per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi 2. Fermo restando quanto previsto dal presente capo, per le attività comportanti esposizione a rumore si applica il capo II, per quelle comportanti esposizione a vibrazioni si applica il capo III, per quelle comportanti esposizione a campi elettromagnetici (CEM) si applica il capo IV, per quelle comportanti esposizione a radiazioni ottiche artificiali (ROA) si applica il capo V. 3. La protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti è disciplinata unicamente dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e sue successive modificazioni. 3 Struttura del Titolo VIII per tutti gli agenti fisici: - Testo Unico, Titolo I & IV + Titolo VIII Capo I per il rumore: - Titolo VIII Capo I e II direttiva 2003/10/CE per le vibrazioni: - Titolo VIII Capo I e III direttiva 2002/44/CE per i campi elettromagnetici: - Titolo VIII Capo I e IV direttiva 2004/40/CE sulle radiazioni ottiche artificiali: - Titolo VIII Capo I e V direttiva 2006/25/CE 4 2
Rumore Omar Nicolini - Az.USL di Modena (o.nicolini@ausl.mo.it) 5 L L EX,8h EX,w L Cpicco Principali descrittori d/r n 10 Te = i= 1 = L + Aeq, Te 10log 10log T 0 T n 0,1( L ) EX,8h 10 i = i= 1 10log in db(a) 5 in db(c) 0,1L 0 Aeq, Ti T i 6 3
Rumore: sintesi Sempre: valutare, ridurre il rischio al minimo > 80 db(a) e 135 db(c) (VIA) per misurare, per l informazione, la formazione, controlli sanitari a richiesta e la fornitura di DPI > 85 db(a) e 137 db(c) (VSA) per il programma di bonifica, l obbligo all uso dei DPI, per segnalare/ perimetrare/ limitare l accesso e il controllo sanitario > 87 db(a) e 140 db(c) (VLE): obbligo di misure immediate 7 Rumore: sintesi Obiettivi della VdR: definizione delle misure di contenimento del rischio valutazione dell efficienza/efficacia dei DPI-uditivi definizione dei L EX e L Cpicco e individuazione dei fattori accentuanti il rischio individuazione delle aree e delle macchine a forte rischio questi obiettivi costituiscono ciò che l azienda (il RSPP) deve potere e sapere leggere per rispettarne i risultati 8 4
news by DLgs.81/2008* Art.189 - VLE e VdA 3. Nel caso di variabilità del livello di esposizione settimanale va considerato il livello settimanale massimo ricorrente. Art.190 - VdR 5-bis. L emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può essere stimata in fase preventiva facendo riferimento a livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla Commissione consultiva permanente di cui all articolo 6... (x PSC, ma non x POS) Art.192 - Misure di prevenzione e protezione 2. programma di bonifica se i VSA sono superati (> 85 dba) Art.193 - Uso dei DPI 2. I DPI-u sono considerati adeguati se rispettano le prestazioni richieste dalle normative tecniche (UNI 9432-2011: < 80 dba di L Aeq ). 9 news by DLgs.81/2008* Art.191 - Valutazione di attività a L EX,w molto variabile 1. Fatto salvo il divieto al superamento dei VLE, per attività che comportano un'elevata fluttuazione dei L EX,w il DdL può attribuire a detti lavoratori un'esposizione al rumore al di sopra dei VSA, garantendo loro le misure di prevenzione e protezione conseguenti e in particolare: a) la disponibilità dei DPI-u; b) l informazione e la formazione; c) il controllo sanitario. In questo caso la misurazione si limita a determinare il livello di rumore prodotto dalle attrezzature ai fini dell identificazione delle misure di prevenzione e protezione e per formulare il programma delle misure tecniche e organizzative di cui all articolo 192, comma 2. 10 5
Rumore & CTM valutazione da parte del CSP: - su base previsionale - con l ausilio di studi o misurazioni (art.190, c.5-bis) - per definire le misure da inserire sul PSC da parte del datore di lavoro: - (normalmente) su base storica - con dati strumentali sulle proprie AdL e con i T e reali - per definire le misure da inserire sul Documento - da verificare volta per volta con il PSC, ricavandone il POS 11 Rumore & CTM controllo da parte del Committente: Prescrizioni operative sul PSC (CSP con il Progett.): - progettazione dell opera - tecniche costruttive, tecnologie e attrezz. da utilizzare - organizzazione spaziale del cantiere - sfasamento temporale delle lavorazioni rumorose Altre misure di prevenzione (CSE): - verifica del rispetto delle specifiche del PSC e dei POS - coordinamento tra le diverse imprese - aggiornamento del PSC 12 6
Rumore & CTM controllo da parte del datore di lavoro (VdR-POS): Misure tecniche, organizzative e procedurali: - acquisto di macchine a basso livello di rumore - bonifica delle attrezzature esistenti - manutenzione - organizzazione/gestione del cantiere e delle lavorazioni Altre misure di prevenzione: - dispositivi di protezione personale dell udito - controllo sanitario - informazione e formazione 13 Il PSC è: Rumore & PSC - una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell opera atte a prevenire o a ridurre i rischi - contenuti minimi Allegato XV - specifico e di concreta fattibilità - risultato di scelte progettuali e organizzative conformi alle prescrizioni dell art.15 14 7
Rumore & PSC Il PSC deve contenere: -una relazione concernente l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi concreti -le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive -le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni considerando le possibili interferenze 15 Rumore & PSC rischio normalmente trasmissibile e che deve essere sempre considerato indicare le lavorazioni che non debbono interferire spazialmente e coesistere temporalmente Indicare (imporre) le macchine/tecnologie da utilizzare nelle fasi più critiche richiedere l indicazione nel POS delle AdL che superano i VdA e le fasi di lavoro in cui verranno impiegate richiedere una specifica informazione qualora venissero utilizzate sorgenti non previste con emissioni superiori a fare richieste specifiche nelle situazioni in cui si può causare disturbi o danni al vicinato dati dalle banche-dati e dalla bibliografia 16 8
Rumore & POS Il POS deve contenere: - l esito del rapporto di valutazione del rumore (?!?) - l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere; - le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto; - l'elenco dei DPI forniti ai lavoratori occupati in cantiere 17 Rumore & POS indicare le misure normalmente adottate dall azienda per ridurre i rischi dei lavoratori e i disturbi o danni al vicinato indicare le misure adottate dall azienda in quel cantiere per ridurre i rischi dei lavoratori e i disturbi o danni al vicinato secondo le specifiche richieste del PSC indicare le AdL che superano i VdA e le fasi di lavoro in cui verranno impiegate indicare i DPI-u che sono a disposizione dei lavoratori dati dalla propria valutazione del rischio 18 9
Rumore & CTM controllo Selezione di macchine a basso rumore - richiedere sempre preliminarmente le informazioni acustiche dovute dal produttore (ex DLgs.17/2010); eventualmente richiedere informazioni aggiuntive - confrontare i valori delle diverse macchine (a parità di condizioni) e decidere (anche) sulla base dei dati acustici D.Lgs.262/02 19 http://www.ausl.mo.it/dsp/spsal/spsal_lg_coord_interregionale.htm Rumore controllo 20 10
Rumore - Le criticità in vigilanza una Valutazione che 1) utilizzi tempi credibili, riferiti alla settimana ricorrente a massimo rischio, o si rifaccia all art.191; 2) abbia misurato le condizioni di cui al punto 1) 3) abbia valutato l efficienza e l efficacia dei DPI-u individuando quelli adatti; 4) si concluda con un programma delle misure tenuto conto dei principi dell art.192-1, particolarmente se > VSA azioni di prevenzione/protezione che - rispettino il programma delle misure - sorveglino l uso dei DPI-u quando necessari - segnalino/perimetrino/limitino l accesso quando > VSA - effettuino una reale informazione e formazione - controllino regolarmente la funzionalità audiometrica - al bisogno, il DUVRI 21 Vibrazioni 22 11
Vibrazioni 2 rischi Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: Hand-Arm Vibration HAV Vibrazioni trasmesse al corpo intero: Whole Body Vibration WBV 23 HAV - Effetti Patologie di tipo: VASCOLARE: processi di spasmo delle arterie che irrorano le dita delle mani, solitamente scatenati dall esposizione al freddo (fenomeno di Raynaud) NEUROLOGICO: parestesie, formicolii, alterazioni della sensibilità superficiale per interessamento dei nervi mediano e ulnare (neuropatia periferica sensitiva) OSTEORTICOLARE: processi degenerativi di tipo artrosico a carico delle articolazioni, soprattutto dei polsi e del gomito (lesioni croniche degeneranti a carico dei segmenti ossei)... e inoltre... 24 24 12
WBV - Effetti FENOMENI SENSORIALI E PSICO-SENSORIALI: ansietà, dolori addominali e toracici, dispnea, nausea e vomito ( mal dei trasporti"); difficoltà ad eseguire il compito lavorativo FENOMENI NEUROVEGETATIVI: effetti sugli app. respiratorio e cardiocircolatorio (aumento della frequenza respiratoria, cardiaca e della pressione arteriosa...), alterazioni del sistema nervoso (EEG, dei riflessi tendinei...) e degli organi di senso (diminuzione della acuità visiva, aumento della soglia uditiva...); altre??? ma soprattutto: ALTERAZIONI OSTEO-ARTICOLARI: aumentata incidenza di artrosi vertebrale (spondiloartrosi), ernia del disco, disturbi e patologie del distretto cervico-brachiale 25 25 Legislazione: Testo Unico-DLgs.81/08 Titolo VIII Agenti fisici Capo I: Disposizioni generali Capo III: Vibrazioni supplemento 108/L G.U.R.I. n.101 del 30/04/2008 in vigore dal 15/05/2008 01/01/2009 nessuna sostanziale novità ex D.Lgs.106/2009 Altri riferimenti (per la misurazione): ISO 5349:2001 x HAV ISO 2631-1:1997 x WBV 26 13
Vibrazioni - novità Art.201 - VLE e VdA 1. VLE su periodi brevi (20 m/s 2 x HAV e 1,5 m/s 2 x WBV); VLE per WBV: A(8)= 1,0 m/s 2 2. livello giornaliero massimo ricorrente. Art.202 VdR 1. il DdL valuta e, quando necessario, misura,... 2. la stima va distinta dalla misurazione, che richiede l'impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento. 5. h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; 27 Vibrazioni: sintesi per valutare per ridurre il rischio al minimo per l informazione/formazione se a rischio per la sorveglianza sanitaria se a rischio VdA - HAV: A(8) = 2,5 m/s 2 // WBV: A(8) = 0,5 m/s 2 per redigere il programma di bonifica, l informazione / formazione, la sorveglianza sanitaria HAV: A(8) = 5,0 m/s 2 // WBV: A(8) = 1,0 m/s 2 a wsum = 20 m/s 2 // a wmax = 1,5 m/s 2 > VLE: obbligo di misure immediate 28 14
TU-Vibrazioni - Valutazione Art.202 Valutazione dei rischi 1. il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti. 2.Il livello di esposizione può essere valutato mediante l'osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell'ispesl o delle Regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla misurazione che resta comunque il metodo di riferimento 29 Vibrazioni Valutazione 4 livelli di approfondimento: 1) l osservazione e la conoscenza delle modalità di lavoro, delle tecnologie utilizzate e del giudizio degli attori della sicurezza ( giustificazione ); 2) la ricostruzione dei presumibili livelli espositivi sulla base di dati della banca-dati BDV ( stima ) ; 3) la ricostruzione dei presumibili livelli espositivi sulla base dei dati forniti dai costruttori ( stima ) ; 4) la misurazione dei livelli di rischio con attrezzature specifiche, modalità appropriate e personale competente ( misura ). 30 15
Vibrazioni: sintesi Obiettivi della VdR (per HAV e WBV): definizione delle misure di contenimento del rischio definizione degli A(8) e individuazione dei fattori accentuanti il rischio questi obiettivi costituiscono ciò che l azienda (il RSPP) deve potere e sapere leggere per rispettarne i risultati 31 HAV controllo modifica della tecnologia impiegata; adozione di sistemi di lavoro ergonomici che consentano di ridurre al minimo la forza di prensione o spinta; sostituzione dei macchinari con macchinari il cui l impugnatura è disaccoppiata dall attrezzo; adozione di procedure per l acquisto di nuove AdL al minimo livello di rischio; impiego di DPI (guanti antivibranti); manutenzione regolare e periodica degli utensili; adozione di cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a periodi di riposo e procedure per limitazione dei tempi di esposizione; 32 16
HAV controllo 33 WBV controllo automazione e/o remotizzazione della lavorazione modifica delle macchine esistenti (isolamento della cabina con materiali smorzanti -silent block-, sostituzione degli ammortizzatori, adozione di sedili ad elevata attenuazione, di supporti antivibranti, di basamenti smorzanti, di piattaforme isolate ) sostituzione dei macchinari con elevati livelli di vibrazioni; adozione di procedure per l acquisto di nuove AdL al minimo livello di rischio (banche dati!); 34 17
WBV controllo effettuazione di manutenzione regolare e periodica dei veicoli, (sospensioni, sedili, cabina di guida ) e delle macchine vibranti; effettuazione di lavori di livellamento stradale ovvero pianificare i percorsi di lavoro scegliendo quelli meno accidentati; adozione di cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a periodi di riposo ; adozione di procedure per la limitazione dei tempi di esposizione; 35 Vibrazioni - Criticità in vigilanza una Valutazione che 1) utilizzi tempi credibili, riferiti alla giornata ricorrente a massimo rischio; 2) utilizzi dati congruenti (uso improprio delle BD!) o misurati 3) si concluda con un programma delle misure se > VdA azioni di prevenzione/protezione che - rispettino il programma delle misure - mettano a disposizione e sorveglino l uso dei guanti antivibranti quando necessari - controllino regolarmente la salute - effettuino una reale informazione e formazione 36 18
Titolo VIII CEM e ROA testi precedentemente non esistenti Capo V (ROA): entrato in vigore il 26/04/2010 Capo IV (CEM): sanzionabile dal 30/04/2012* * Comunque obbligo a valutare il rischio e ad adottare le misure di prevenzione e protezione sin da ora 37 DEFINIZIONI (D.Lgs. 81/08) Per radiazioni ottiche si intendono tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d'onda compresa tra 100 nm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in: radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse 38 19
SORGENTI NON COERENTI COERENTI ORDINE INTERNO ASSENTE FREQUENZE E FASI DIVERSE: Radiazione non coerente ORDINE INTERNO ONDE CON FREQUENZE E FASI IDENTICHE: Radiazione LASER 39 ROA & CTM: principali sorgenti Radiazioni NON coerenti In lavori propri: - x saldature In prossimità di: - forni di fusione (IR), sterilizzatori o laboratori (UV) LASER In lavori propri: - x livelli, misurazioni In prossimità di: - lavorazione di materiali (saldatura, foratura, taglio, trattamenti termici, riporti superficiali ) - applicazioni sanitarie (chirurgia, estetica ) o di ricerca 40 20
ROA: danni alla salute Regione spettrale Occhio Pelle Ultravioletto C (da 100 nm a 280 nm) Ultravioletto B (da 280 nm a 315 nm) Ultravioletto A (da 315 nm a 400 nm) Visibile (da 400 nm a 780 nm) Fotocheratite Fotocongiuntivite Cataratta fotochimica Lesione fotochimica e termica della retina Eritema (scottatura della pelle) Reazione di fotosensibilità Tumori cutanei Processo accelerato di invecchiamento della pelle Infrarosso A (da 780 nm a 1400 nm) Infrarosso B (da 1400 nm a 3000 nm) Cataratta Bruciatura retina Cataratta, Bruciatura cornea Bruciatura della pelle Infrarosso C (3000 nm a 1 mm) Bruciatura della cornea Le esposizioni a radiazioni LASER 41 Titolo VIII ROA - Che fare? Censire le sorgenti Valutare il rischio (giustificare / stimare / misurare / calcolare) Eliminare o ridurre al minimo i rischi Informare e formare i lavoratori attenzione ai particolarmente esposti solo VLE!!! Se exp > VLE: -obbligo di misure immediate! -formulare un programma d azione con misure -effettuare tempestivamente un controllo medico 42 21
ROA & DUVRI Nel DUVRI (art.26, comma 3, del DLgs.81/08), il DdL committente indicherà innanzitutto i luoghi di lavoro dove i lavoratori potrebbero essere esposti ad elevati livelli di ROA precisando le misure di prevenzione e protezione da adottarsi (limitazione della durata delle esposizioni, possibili interferenze, impiego DPI, utilizzo di dosimetri personali ). Nel caso in cui, siano presenti apprezzabili esposizioni a ROA pur non superandosi i livello di riferimento, il DdL né darà ugualmente comunicazione al fine di prevenire eventuali rischi per i lavoratori particolarmente sensibili (es.: portatori di dispositivi/impianti medicali). % 43 ROA & PSC Il CSP dovrà: considerare le eventuali esposizioni a ROA provenienti da attività lavorative (laser, saldature, taglio metalli al plasma, ) poste in prossimità o all interno del cantiere, valutandone i valori espositivi; descrivere, le prescrizioni operative e le misure preventive e protettive da adottare, individuare gli eventuali DPI per ridurre al minimo tali rischi. Il CSE adeguerà, se necessario, il PSC prevedendo misure di prevenzione e protezione supplementari o l idonea informazione in relazione alle possibili interferenze tra le diverse attività lavorative presenti in cantiere 44 22
ROA & POS Il POS conterrà le informazioni relative alle AdL che potrebbero comportare esposizione a ROA e le informazioni relative a possibili superamenti dei VLE, prevedendo in tal caso l apposizione di idonea segnaletica. In presenza di sorgenti ROA nel POS andranno indicate: le misure preventive e protettive e le procedure adottate a integrazione del PSC; l'elenco dei DPI specifici forniti ai lavoratori del cantiere; la documentazione sull'informazione e la formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere per il particolare rischio. 45 DPI uditivi (DPI-u) 46 23
DPI-u Tipologie più comuni Inserti usa e getta Inserti riutilizzabili Inserti con archetto Inserti personalizzati Cuffie 47 Scelta DPI uditivi La protezione corretta le decisioni si prendono sui L EX l efficienza si valuta sui L eq 48 24
Info DPI uditivi 49 Metodi di scelta dei DPI-u per utilizzare il... metodo OBM metodo HML controllo HML metodo SNR... è necessario conoscere il livello equivalente di pressione acustica del rumore per banda d ottava L oct,eq il L Aeq ed il L Ceq o, in alternativa, non pesato (L Lin,eq ) il L Aeq e l impressione prodotta dal suono o la classe del rumore su liste d esempio il L Ceq o, in alternativa, non pesato (L Lin,eq ) m.rumori impulsivi Il L picco,c e la classe del rumore su lista di esempi 50 25
DPI uditivi valutazione Indicazioni operative: 1) effettuare una valutazione di efficienza (se > VIA) con queste attenzioni: - utilizzare quanto indicato dalla UNI 9432:2011, ma anche solo il metodo SNR (L Ceq SNR) - se il livello attenuato è oltre gli 80 db i DPI-u vanno sostituiti; - accertarsi dell avvenuta informazione/formazione dei lavoratori sui DPI-u e che sia stato loro indicato con chiarezza quali situazioni richiedono l uso dei DPI-u e quali no 51 DPI uditivi valutazione indicazioni operative 2) effettuare una valutazione di efficacia verificando sulla relazione sanitaria anonima e collettiva che non si siano determinati peggioramenti nella funzionalità uditiva dei lavoratori e nel caso affrontando il problema con il medico competente & verificando che esista un sistema di informazione/controllo su corretto uso e manutenzione dei DPI-u 52 26
DPI uditivi rispetto dei VLE indicazioni operative Se si ha il superamento dei VLE la valutazione di efficienza: con un risultato (metodo SNR o OBM) oltre gli 80 db, occorre cambiare i DPI-u; se il superamento riguarda il L EX,8h ed applicando il metodo SNR o OBM si ha < 80 db il rispetto si intende accertato; nel caso di rumori impulsivi effettuare una valutazione di efficienza utilizzando il metodo di calcolo appositamente previsto dalla UNI-EN 458:2005 e verificare che non si superi il valore di 135 db(c) 53 DPI x Vibrazioni HAV 54 27
HAV controllo I guanti tradizionali amplificano sempre le vibrazioni, di un fattore che va fino a 2 Alcuni guanti antivibranti disponibili in Italia, omologati secondo la UNI EN ISO 10819/98: - ANSELL - ATLAS COPCO - NORTH ZORBER - IMPACTO - ERGODINE PROPLEX - ERGO AIR - 2G 55 HAV controllo Motoseghe Tipologia di utensile Scalpellatori e Scrostatori, Rivettatori Martelli Perforatori Martelli Demolitori e Picconatori Trapani a percussione Avvitatori ad impulso Martelli Sabbiatori Cesoie e Roditrici per metalli Martelli piccoli scrostatori Decespugliatori Seghe circolari e seghetti alternativi Levigatrici orbitali e roto-orbitali Smerigliatrici angolari e assiali Utensili di tipo percussorio Utensili di tipo rotativo Attenuazione attesa delle vibrazioni (%) < 10% < 10% < 10% < 10% < 10% < 10% < 10% < 10% 10% - 20% 10% - 20% 10% - 20% 40% - 60% 40% - 60% 56 28
ROA: DPI per occhi e viso 57 DPI - SCELTA Identificate le prestazioni minime che deve garantire, il DPI più adeguato è quello che presenta il miglior compromesso tra il più alto livello di sicurezza raggiungibile e il comfort indispensabile per assicurarne l uso 29
DPI occhi e viso - Tipologie OCCHIALI (con o senza protezione laterale) Proteggono gli occhi e offrono protezione limitata alle cavità oculari OCCHIALI A VISIERA / MASCHERE Proteggono gli occhi e le cavità oculari SCHERMI FACCIALI Forniscono protezione sia agli occhi che al viso 59 DPI occhi e viso - Normative NORMA UNI EN 166: 2004 UNI EN 167: 2003 UNI EN 168: 2003 UNI EN 169: 2003 UNI EN 170: 2003 UNI EN 171: 2003 UNI EN 172: 2003 UNI EN 175: 1999 UNI EN 207: 2010 UNI EN 208: 2010 UNI EN 379: 2004 UNI 10912: 2000 ARGOMENTO Protezione personale dagli occhi - Specifiche Protezione personale degli occhi - Metodi di prova ottici Protezione personale degli occhi - Metodi di prova non ottici Protezione personale degli occhi Filtri per saldatura e tecniche connesse Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate Protezione personale degli occhi - Filtri ultravioletti - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate Protezione personale degli occhi - Filtri infrarossi Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate Filtri solari per uso industriale Equipaggiamenti di protezione degli occhi e del viso durante la saldatura e i procedimenti connessi Filtri e protettori dell'occhio contro radiazioni laser Protettori dell'occhio per i lavori di regolazione sui laser e sistemi laser Protezione personale degli occhi Filtri automatici per saldatura DPI - Guida per la selezione, l'uso e la manutenzione dei dispositivi di protezione degli occhi e del viso per attività lavorative. 30
2-2,5 DPI occhi e viso FAQ 19 Marcatura oculari (UNI-EN 166:2004) Y 1 F 8 9 POSIZIONE I n di scala dei filtri: n di codice n di graduazione (nessun n di codice per saldatura) 2 o 2C filtri per UV normali/con buon riconoscimento colori 4 filtri per infrarossi 5 filtri solari senza protezione infrarossi 6 filtri solari con protezione infrarossi POSIZIONE II codice di identificazione del fabbricante POSIZIONE III classe ottica: 1 > 2 > 3 POSIZIONE IV resistenza meccanica: A > B > F > S POSIZIONE V & VI; eventuale protezione da: 8 archi elettrici 9 metalli fusi K abrasione; N appannamento; N di scala 2-1,2 2-1,4 2-1,7 2-2 2-2,5 2-3 2-4 2-5 Percezione del colore Può essere alterata, salvo se il filtro è marcato 2C DPI occhi e viso UNI EN 170:2003 - esempi x UV Applicazioni tipiche Da utilizzare con sorgenti che emettono prevalentemente radiazione UV a λ minori di 313 nm e quando l abbagliamento non è un fattore importante. Questo copre le bande UVC (da 100 nm a 280 nm) e la maggior parte delle bande UVB (da 280 nm a 315 nm). Da utilizzare con sorgenti che emettono una forte radiazione contemporaneamente nel campo spettrale UV e nel campo visibile e perciò è richiesta l attenuazione della radiazione visibile Sorgenti tipiche (esempi) Lampade a vapori di mercurio a bassa pressione, come le lampade utilizzate per stimolare la fluorescenza o luci nere, le lampade attiniche e le lampade germicide. Lampade a vapori di mercurio a media pressione, come le lampade fotochimiche Lampade a vapori di mercurio ad alta pressione e lampade a vapori di alogenuri metallici, come le lampade solari per solarium Sistemi a lampade pulsanti. Lampade a vapori di mercurio ad alta ed altissima pressione come le lampade solari per solarium 62 31
Numero di scala 5-1,1 6-1,1 5-1,4 6-1,4 5-1,7 6-1,7 5-2 6-2 5-2,5 6-2,5 5-3,1 6-3,1 5-4,1 6-4,1 DPI occhi e viso UNI EN 172:2003 - esempi x rad.solari Filtro molto chiaro Filtro chiaro Designazione e uso Solo per certi filtri solari fotocromatici allo stato chiaro Filtro medio, generico raccomandato per la maggior parte degli usi Filtro scuro, utilizzato generalmente in Europa centrale Filtro molto scuro, utilizzato ai tropici ed ai sub-tropici, per l osservazione del cielo, in alta montagna, zone innevate, zone d acqua luminose, pianure sabbiose, cave di gesso e calcare Filtro estremamente scuro, solo per condizioni di forte luminosità, non adatto per la guida 63 Numero di scala 4 1.2 4 1.4 4 1.7 4 2 4 2,5 4 3 4 4 DPI occhi e viso UNI EN 171:2003 - esempi x IR 1.070 1.090 1.110 1.150 1.190 1.290 Temp. media [ C] Fino a 1.050 Numero di scala 4 5 4 6 4 7 4 8 4 9 4 10 1.390 1.510 1.650 1.810 1990 2.220 Temp. media [ C] 64 32
DPI occhi e viso Protettori per SALDATURA (UNI-EN 169:2003) Graduazione del filtro: indica l effetto filtrante della lente alle radiazioni prodotte dai processi di saldatura. La graduazione del filtro si indica nel seguente modo: Graduazione Singola Doppia Variabile Un numero Marcatura Due numeri, rispettivamente stato chiaro e stato scuro separati dal simbolo + Due numeri, rispettivamente stato chiaro e stato scuro separati dal simbolo /. Se la graduazione scura è regolabile manualmente vengono indicati i valori di scala conseguibili separati da - Esempio 9 9+11 9/11-13 65 DPI occhi e viso Protettori per SALDATURA (UNI-EN 169:2003) Scelta dei vetri inattinici: per poter scegliere il grado di protezione desiderato è necessario conoscere il processo di saldatura. La scelta deve essere fatta con particolare attenzione in quanto un vetro scuro potrebbe fornire un elevato grado di protezione, ma non consentire una corretta visione. Il livello di protezione viene chiamato comunemente grado DIN. La norma EN 169 fissa i valori raccomandati di graduazione DIN per le diverse saldature, per saldature autogene o ad arco 66 33
DPI occhi e viso UNI EN 169:2003 - Saldatura ad arco 67 DPI occhi e viso UNI EN 169:2003 - Saldatura a gas e saldobrasatura q 70 70 < q 200 200 < q 800 q > 800 N di scala (filtri) 4 5 Q è la portata di acetilene, in litri all ora. NB: In funzione delle condizioni di impiego, può essere utilizzato il numero di scala immediatamente superiore o inferiore 6 7 68 34
DPI occhi e viso UNI EN 169:2003 - Ossitaglio N di scala (filtri) 900 q 2000 5 2000 < q 4000 Q è la portata di ossigeno, in litri all ora. NB: In funzione delle condizioni di impiego, può essere utilizzato il numero di scala immediatamente superiore o inferiore 6 4000 < q 8000 7 69 DPI occhi e viso Ad esempio una marcatura dell oculare 5/11 13 X 1 EN 379 indica: - un filtro con graduazione chiara 5, commutabile manualmente in graduazioni scure corrispondenti a numeri compresi fra 11 e 13. - X corrisponde al codice di identificativo del fabbricante, - il numero 1 corrisponde alla classe ottica 1. - la dicitura EN 379 si riferisce alla normativa tecnica europea (filtri automatici x saldatura). 70 35
da Ing. D.Milani Uni-PV DPI occhi e viso FAQ 19 71 DPI occhi e viso stabilità alla radiazione 10 s o 100 impulsi 72 36
da Ing. D.Milani Uni-PV DPI occhi e viso densità ottica 73 DPI occhi e viso - marcatura I filtri degli occhiali utilizzati contro le radiazioni laser non sono sostituibili e quindi la marcatura può essere collocata sull oculare o sulla montatura e deve riportare in sequenza i seguenti elementi: lunghezza(e) d onda o campo di lunghezze d onda in nm in cui il filtro garantisce la protezione; simbolo della condizione di prova per tipo di laser (D=laser a onda continua, I=laser a impulsi, R=laser a impulsi giganti e M=laser a impulsi a modo accoppiato); numero di graduazione: marchio di identificazione del fabbricante; livello di resistenza meccanica (ove applicabile). 74 37
DPI occhi e viso Ad es., una marcatura dell oculare 633 DI L4 X S indica: 633 è la lunghezza d onda per la quale il protettore dell occhio fornisce protezione; DI sono i simboli della condizione di prova per tipo di laser; in questo caso, significa che l occhiale è idoneo sia per laser a onda continua (D) che a impulsi (I); L4 è numero di graduazione secondo la norma EN 207; X è marchio di identificazione del fabbricante; S corrisponde alla resistenza meccanica; in questo caso rappresenta una robustezza incrementata. 75 da Ing. D.Milani Uni-PV DPI occhi e viso 76 38
DPI occhi e viso 77 Rumore, Vibrazioni, ROA grazie per l attenzione Omar Nicolini - Az.USL di Modena (o.nicolini@ausl.mo.it) 78 39