IMPIANTO TRATTAMENTO ACQUE PROVENIENTI DA AUTOLAVAGGIO (IAL IC. F) SCARICO IN PUBBLICA FOGNATURA ********************************* RELAZIONE, SCHEDA TECNICA E MANUALE D USO E MANUTENZIONE Voce di Capitolato Fornitura di impianto di trattamento acque di autolavaggio tipo Starplast per una capacità di lavaggio pari a. Auto/giorno ed una portata massima di. l/h per lo scarico in pubblica fognatura. L impianto, realizzato in polietilene costruito nella tecnica di stampaggio rotazionale a spessore costante delle pareti (8/10 mm), sarà composto da vasca modulare a scomparti con le seguenti sezioni: dissabbiatore, deoleatore a coalescenza, filtro percolatore aerobico ad aria insufflata, sedimentazione secondaria e pozzetto fiscale. La vasca modulare, è costruita nella tecnica di stampaggio rotazionale a spessore costante delle pareti (7/10 mm). La vasca dovrà essere rinforzata mediante nervature orizzontali lungo tutta l altezza delle pareti e da 4 nervature verticali atte a conferire al manufatto rispettivamente alta resistenza alle pressioni d interro ed ai carichi verticali. La parte superiore è dotata di tappi a vite DN 400 per l ispezione. Dovrà essere altresì dotato Pagina 1 di 14
dell apertura per l attacco dello sfiato. Nella sezione di accumulo sedimentazione è alloggiata la pompa di rilancio dell acqua depurata. Dimensioni cm.: L = Lung. = H = Volume Totale litri = Potenzialità trattamento auto/giorno = Portata massima l/h = Funzione e utilizzo degli impianti di trattamento acque provenienti da autolavaggio Le acque provenienti da impianti di autolavaggio in cui si svolge una normale attività operativa (esclusi i lavori di deceratura) contengono solitamente sabbia, fango, inerti vari, detergenti, residui di prodotti asciuganti e lucidanti, idrocarburi e tracce di metalli. Questi reflui, perciò, devono essere sottoposti ad un trattamento di depurazione prima di essere scaricati in fognatura o in acque superficiali. Questi impianti sono costituito da una fase di pretrattamento, generalmente realizzata in una o due vasche, in cui avviene la separazione, per gravità, di solidi e oli; da una fase di trattamento biologico e filtrazione realizzata in una terza vasca mediante un processo di biofiltrazione aerata artificialmente. L apporto di carico inquinante biodegradabile e di ossigeno disciolto fornisce alla biomassa attiva il substrato necessario per svilupparsi aderendo alla superficie dei corpi di riempimento i quali, oltre ad essere un buon filtro, costituiscono, anche, una superficie ottimale per l attecchimento dei microrganismi. Il liquame attraversa la vasca dall alto verso il basso, mentre l aria viene insufflata in direzione opposta. Esaurito il suo ciclo vitale, parte di biomassa si stacca dai supporti e, unitamente ad eventuali schiume o materiale in sospensione, è convogliata alla sedimentazione secondaria. In questo modo si evita il deflusso allo scarico di eventuali solidi sospesi. Il biofiltro, grazie alla degradazione biologica aerobica ed anaerobica delle sostanze organiche ed ai fenomeni fisici di filtrazione, assorbimento e flottazione, depura i reflui senza l impiego di sostanze chimiche aggiuntive. Il grado di depurazione raggiunto consente sia lo stoccaggio dell acqua depurata per il suo riutilizzo nelle fasi di prelavaggio e lavaggio delle auto, sia lo scarico in acque superficiali e fognatura. IL TRATTAMENTO STARPLAST L impianto Starplast è un impianto di tipo biologico a percolazione sommersa, comprensivo delle seguenti fasi di processo: Dissabbiatura Disoleazione Ossidazione biologica Sedimentazione secondaria L'impianto è idoneo a trattare sia le acque provenienti da portali e tunnel che da sistemi di lavaggio a piste in self-service, generalmente più gravosi come acque di scarico. Nell'impianto l'acqua da trattare arriva a gravità, decanta nella prima sezione e passa per sfioro nella seconda, dove si ha il processo di disoleazione. Pagina 2 di 14
L'acqua disoleata arriva alla fase biologica a percolazione, dove viene depurata e giunge per sfioro alla sezione finale, dove può essere stoccata per essere riutilizzata dall'impianto di autolavaggio (solo per le prime fasi del lavaggio), oppure inviata allo scarico. L'impianto viene anche realizzato con copertura carrabile, con soluzioni estremamente personalizzate su misura per ogni cliente. Norme di riferimento Decreto Legge 152/99 e successive modifiche e integrazioni (stabilisce i limiti qualitativi per le sostanze contaminanti riscontrabili in un'attività di autolavaggio differenziati a seconda del tipo di recapito finale del refluo). DIMENSIONAMENTO Per questo impianto STARPLAST ha utilizzato i seguenti parametri dimensionali: - - Consumo acqua per auto Portata di pioggia Coefficiente di afflusso Tempo di detenzione dissabbiatore Velocità ascensionale deoliatore 150 litri 5,5 l/s x 1000 m² 1 > 5 minuti > 15 m/h Pagina 3 di 14
SCHEDA TECNICA SCARICO IN PUBBLICA FOGNATURA (equipaggiamento e dimensioni della parte interrata) Potenzialità Modello Componenti dell impianto Valori dimensionali Auto/g Auto/h Q Dissab. Deoliaz. P. Aerob. imhoff P.fiscale HxLxl totale V. tot. n n l/h 25 1000 Lt. Lt. Cod. Pof o 160 lt 50/100 Lt. cm IAL IC 1000 F Lt. 800x210x234 24000 IAL IC 1500 F 80/150 40 1500 12000 Pof o 160 980x210x234 30000 IAL IC 2300 F 120/200 60 2300 18000 12000 Pof o 160 1160x210x234 3 IAL IC 2900 F 150/300 80 2900 24000 12000 Pof o 160 1340x210x234 42000 Pagina 4 di 14
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CERTIFICATO DI CONFORMITA IMPIANTO TRATTAMENTO AUTOLAVAGGIO STARPLAST s.r.l. garantisce il proprio prodotto, tramite il controllo di produzione, da eventuali difetti di costruzione. La realizzazione in materiale Polietilene media densità stampato con sistema rotazionale, garantisce l integrità monolitica del manufatto (privo di saldature), mantenendo nel tempo le sue caratteristiche primarie di inalterabilità ed impermeabilità del contenitore. STARPLAST s.r.l. garantisce con il proprio impianto di trattamento acque provenienti da impianto di autolavaggio di aver seguito le disposizioni emanate dal D.Lgs. n. 152 del 2006, che recepisce la direttiva comunitaria n. 91/271 ed alcune Normative Regionali a riguardo. Pertanto, se correttamente installato ed utilizzato, l impianto STARPLAST costituisce un valido trattamento dei reflui provenienti da impianto di autolavaggio garantendo un effluente finale con i seguenti standard qualitativi: Riduzione delle sostanze sedimentabili > 90% Rimozione delle sostanze oleose > 90% Standard qualitativi del D.Lgs. 152/06 Tutte le apparecchiature elettromeccaniche sono costruite secondo la Direttiva Europea Macchine 97/37/CE Precisiamo che il rendimento depurativo dell impianto di trattamento acque provenienti da autolavaggio STARPLAST dipende dalla messa a punto di tutto l impianto depurativo dei reflui trattati, dalle caratteristiche del liquame in ingresso conformi a quelle riportate nei dati di progetto, dal relativo stato d uso nonché dal suo dimensionamento, dalla sua posa in opera e dalla sua manutenzione periodica. Per quest ultima, consigliamo di seguire il manuale di montaggio e manutenzione fornito con l impianto. Raccomandiamo inoltre di verificare l idoneità dell impianto di trattamento acque di autolavaggio STARPLAST con l organo competente del territorio, poiché si riscontrano sostanziali diversità sulle soluzioni ammesse dagli Enti locali che potrebbero emanare disposizioni diverse e più restrittive nel rispetto di quanto indicato dal D.Lgs. 152/06. Le soluzioni impiantistiche suggerite da Starplast non sostituiscono come ruolo e funzione né il Tecnico competente né l Autorità alla quale compete il rilascio autorizzatorio. Pertanto STARPLAST declina ogni responsabilità inerente il Titolo V del D. Lgs. 152/06 ogni qualvolta non sia eseguita la corretta scelta di soluzione impiantistica autorizzata dall Ente competente, la corretta procedura di gestione del processo depurativo e l utilizzo inadeguato delle apparecchiature e dei manufatti componenti l impianto stesso. Starplast s.r.l. Pagina 8 di 14
PER UN CORRETTO MONTAGGIO USO E MANUTENZIONE Dopo aver posizionato le vasche secondo quanto previsto dall allegata scheda modalità di interro, procedere come di seguito descritto. Verificare periodicamente che nessun corpo grossolano ostruisca l ingresso dei liquami o l uscita delle acque depurate mediante le aperture superiori delle vasche. Verificare periodicamente che il livello delle sabbie decantate sul fondo della sezione di dissabbiatura non superi il livello del fondo del tubo di alimentazione del deoleatore. Verificare periodicamente che idrocarburi olii e materiale flottante non abbiano riempito tutto il volume del reparto di sedimentazione del deoleatore. Prelevare periodicamente le sabbie gli olii ed idrocarburi galleggianti presenti nelle due sezioni contattando Aziende specializzate. Verificare periodicamente il meccanismo dell otturatore a galleggiante. Installare il compressore su idoneo spazio areato al riparo dagli agenti atmosferici il più vicino possibile al quadro elettrico di comando e controllo ed effettuare il collegamento elettrico predisponendo una linea a 220 volt che alimenti il compressore e che garantisca la tenuta stagna delle connessioni. Dopo aver effettuato l installazione come prescritto ed a regola d arte, controllate che il compressore ed il diffusore d aria funzionino correttamente. Nei primi giorni di utilizzo dell impianto, è necessario far funzionare il compressore 24 h su 24. Successivamente, verificata l avvenuta formazione della biomassa adesa ai corpi di riempimento e l avvenuta chiarificazione del refluo in uscita, provvedere a temporizzare il funzionamento del compressore, orientativamente con ½ di marcia e ½ ora di pausa. Ogni sei mesi circa provvedere alla pulizia del filtro del compressore. Il filtro del compressore è posizionato al di sotto del coperchio dell apparecchiatura fissato alla stessa tramite la manopola a ghiera posizionata sulla parte superiore del compressore. Verificare periodicamente il livello dei fanghi presenti nella sezione di accumulo e rilancio e che questo non abbia raggiunto il livello di pescaggio della pompa di rilancio o ne impedisca il funzionamento. Pulire periodicamente la sezione di accumulo e rilancio. Ogni operazione di dell Energia Elettrica. manutenzione deve essere effettuata previo distacco Note: 1. Il locale tecnico adibito all alloggiamento del compressore e quadro elettrico e dello skid porta filtri deve essere posto ad una distanza dal depuratore non superiore ai 6 mt; deve essere sopra livello liquami, ben areato e in luogo asciutto. 2. Al fine di accelerare le operazioni di avviamento del ciclo depurativo, è consigliabile inserire dei batteri liofilizzati reperibili presso le Ditte specializzate del settore. Pagina 9 di 14
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