Alfabeto e grafemi complementari

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Alfabeto e grafemi complementari Lezione n.1 L alfabeto arabo comprende 26 consonanti e due semiconsonanti per un totale di 28 lettere. Sarà utile ricordare che si definiscono consonanti quei fonemi la cui pronunzia comporta un occlusione del canale vocale e vocali quei fonemi la cui pronunzia non richiede alcuna occlusione. Apprenderemo le lettere arabe seguendo un ordine, diverso da quello alfabetico, suggerito da criteri di facilitazione. Attenzione! In Arabo le parole non possono essere divise in sillabe per andare a capo. In caso di necessità si preferirà allungare la scrittura della parola precedente per adattarla allo spazio disponibile. In Arabo non esistono lettere maiuscole. Iniziamo con il gruppo delle seguenti quattro consonanti simili: Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata ب ب b b bā ب ت ت t t tā ت ث ث ṯ/th Th inglese thā ṯā / ث بببب تتتت ثثثث نننن sordo ن ن n n nūn ن Attenzione! a) Non si confonda il nome della lettera con il suo suono. Es.: in italiano zeta è il nome della consonante il cui suono è z. 2

b) La trascrizione è un procedimento indispensabile allorché si voglia rendere leggibile una parola scritta in un alfabeto non latino, anche per chi non conosca tale alfabeto. Es.: se io desidero far leggere la parola άνθρωπος anche a chi ignora il greco, la trascriverò in caratteri latini, adoperando segni convenzionali: ànthrōpos. Applicando un metodo analogo, posso trascrivere in alfabeto latino parole scritte in cirillico, in cuneiforme, in geroglifico, in cinese, in semitico etc., purché si stabilisca in anticipo un criterio comune nella scelta dei segni convenzionali e ad esso ci si attenga coerentemente. Le vocali Ho precedentemente spiegato che la scrittura araba prevede solo le consonanti, tuttavia, per facilitare la lettura di alcuni testi particolarmente astrusi o per evitare che il lettore cadesse in errore leggendo il Corano, fin dai tempi più remoti gli Arabi ricorsero ad alcuni segni complementari (detti matres lectionis) che, accompagnandosi alla parola, indicavano l esatta lettura dei suoni vocalici. Questi segni normalmente non sono usati nella scrittura e nella stampa araba, tranne nel Corano e in altri sporadici casi. Noi, in quanto principianti, ne faremo uso finché necessario. I segni in questione sono: Un trattino in alto a sinistra della consonante per indicare la presenza della vocale a (in arabo fatḥa). ب ب = ba Es.: Un trattino in basso a sinistra della consonante per indicare la vocale i (in arabo kasra). ب ب bi= Es.: Una specie di apostrofo (in realtà una wāw in miniatura) in alto a sinistra della consonante per indicare la vocale u (in arabo ḍamma amma). ب ب = bu Es.: 3

Le vocali dell Arabo classico sono solo le tre precedenti; il loro suono, tuttavia, subisce frequenti apofonie dovute sia all influenza fonetica delle attigue consonanti, sia agli usi dialettali. Sarà l esperienza ad insegnare allo studente simili variazioni. Lezione n.2 Si apprendano le seguenti semiconsonanti, che, come dice lo stesso nome, producono un suono in bilico tra quello consonantico e quello vocalico. Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata يييي ي ي yā y - ي - w و وووو وووو و wāw W inglese La wāw insieme ad altre cinque consonanti dell alfabeto arabo, ha la caratteristica di non legarsi con la consonante seguente, ragion per cui la sua forma isolata coincide con quella iniziale, mentre la forma mediana coincide con quella finale. Lezione n.3 Le vocali lunghe L Arabo annovera oltre alle tre vocali brevi a i u anche le corrispondenti lunghe ā ī ū il cui suono dura il doppio delle precedenti. L arabo, infatti, come il latino, è una lingua quantitativa e quindi presenta sillabe brevi e sillabe lunghe. Le sillabe arabe possono essere di due tipi solamente: sillaba aperta c+v es.: ba sillaba chiusa c+v+c es.: bar La sillaba aperta può essere lunga o breve secondo che contenga o meno una vocale lunga. (ba/bā). Una sillaba chiusa invece, quantunque non possa contenere una vocale lunga, si considera sempre lunga per posizione. Per indicare che una vocale è lunga non basta apporre uno dei segni vocalici appresi nella prima lezione, ma bisogna ricorrere ad altri tre grafemi che, aggiunti alla consonante precedente, segnalino che essa va pronunciata con la vocale allungata. Questi grafemi 4

sono presi in prestito dalle tre consonanti dell alfabeto arabo che presentano maggiori analogie con i suoni vocalici. Esse sono: Per la ī la yā che ricorrerà in una delle seguenti forme ي ي ي و Per la ū la wāw che ricorrerà in una delle seguenti forme و ا Per la ā la alif che ricorrerà in una delle seguenti forme ا Attenzione! La alif è la prima lettera dell alfabeto arabo e, in quanto consonante, sarà studiata più avanti. Per ora ci limiteremo ad usarne il grafema per allungare la vocale a. Esso può assumere le seguenti due forme, in quanto, come la wāw, non si lega a sinistra: Finale Mediana Iniziale Nome Isolata ا alif ا اااا اااا Va ribadito che i grafemi in questione, se utilizzati per prolungare il suono vocalico, perdono totalmente l originaria funzione consonantica (e quindi anche l originario suono consonantico) per assumerne una puramente grafica indicativa dell allungamento vocalico. Es.: bi = ب ب bu = ب ب bī بيييي = بوووو = bū ba = ب ب bā = باااا bība = بيب būba = بوب bāba = باب Quando la vocale è lunga, lo studente può, se lo desidera, già omettere il segno vocalico. 5

Lezione n.4 Si apprendano le seguenti coppie di consonanti simili che, come la wāw e la alif, non si legano a sinistra. Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata د d d dāl د دددد دددد Dh inglese ḏ/dh ذ ذذذذ ذذذذ ذ ḏāl/ dhāl sonoro رررر رررر ر r r rā ر زززز زززز ز z z zāy ز Lezione n.5 Si apprendano le seguenti consonanti Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata سسسس س س s s sīn س شششش ش ش š/sh Sc dolce šīn/shīn ش Il tanwīn n ( تن وين ) n (تن وين In Arabo il nome generalmente si declina. La declinazione araba del singolare (e del plurale fratto che studieremo in seguito) ha tre casi, le cui desinenze variano secondo che il nome sia determinato o indeterminato. I casi corrispondono grosso modo al nominativo, all accusativo e al caso obliquo. Determinato Indeterminato Nominativo -u = o -un = o Accusativo -a = -an = اااا Caso obliquo -i = -in = 6

Come si evince dallo schema precedente, le desinenze indeterminate un an e in si realizzano graficamente raddoppiando l emblema vocalico e, solo nell accusativo, aggiungendo una alif ortografica (che non va pronunciata). Nella pronuncia esse producono una sorta di nasalizzazione della vocale cui si aggiunge un suono di n. Tale تن وين ) fenomeno si chiama tanwīn,(تن وين vocabolo che, in italiano, si rende con nunnazione. Es: al-bāb = la porta (sog.) bāb = una porta (sog.) al-bāb = la porta (comp.og.) bāb = una porta (og.) al-bāb = della porta (c. ob.) bāb =di una porta (c.o.) al-yad u al-yad a al-yad i = la mano (sog.) yad un = una mano (sog.) = la mano (og.) yad an = una mano (og.) = la mano (c. ob) yad in = di una mano (c.o.) Attenzione! Come si evince dagli esempi precedenti, in Arabo esiste solo l articolo determinativo al al, il quale è un prefisso cioè si attacca all inizio del nome. Per indicare la indeterminazione invece è sufficiente il tanwīn o la mancanza dell articolo. L articolo determinativo al al è unico e vale per tutti i generi e per tutti i numeri. Dunque corrisponde agli articoli italiani: il, lo, la, i, gli, le. In Arabo si scrive con una alif seguita da una lām, ma poiché non abbiamo ancora studiato queste lettere lo studente si limiterà a riprodurre meccanicamrnte il seguente grafema : al- = ال che preporrà al nome. Avviso lo studente che la elle dell articolo incontrandosi con alcune consonanti arabe si assimila ad esse cioè raddoppia il suono della consonante seguente, perdendo il proprio. Su questo fenomeno ci soffermeremo a lungo più avanti. 7

Dunque, in arabo scriveremo: الباب الباب الباب باب باب ا باب د د ي د الي د يد ا الي د الي د د يد الي د Lezione n.6 Si apprendano le seguenti consonanti: Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata جججج ج ج ğ g dolce ğīm ج حححح ح ح ḥ - ḥā ح خخخخ خ خ ḫ/kh - khā ḫā / خ Il sukūn Quando una consonante non è vocalizzata le si sovrappone un segno detto sukūn sukūn سكون ) =.(سكون quiescenza, che è simile ad un piccolo zero. Es.: una ragazza = bint un = una casa = bayt un = 8

Il tašdīd Quando una consonante va raddoppiata non si scrive due volte come in italiano (m-am+m-a), ma le si sovrappone un grafema, detto tašdīd segno di šīn miniaturizzato e senza coda. ت ش ديد ) tašdīd che altro non è che un (ت ش ديد ر ب = raba Es.: ر ب rabba = Il tašdīd si colloca, rispetto al segno vocalico e al suo tanwīn, nella seguente posizione: rabbu = rabb un = rabba = rabb an = rabbi = rabb in = Come si deduce dall ultimo esempio la kasra, se accompagnata dal tašdīd eccezionalmente si scrive sopra e non sotto- la consonante. Attenzione però a non scriverla sopra il tašdīd, poiché, in tal caso si leggerebbe fatḥa! 9

Lezione n.7 Si apprendano le seguenti consonanti: Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata ك ك ك k c dura kāf ك ل ل ل l l lām ل ف ف ف f f fā ف ق ق ق q - qāf ق Si apprenda pure il particolare nesso lām-alif لا : alif لا Come si vede una lām seguita dall alif si scrive innestando obliquamente la alif nella curva inferiore della lām. لا = (no) Es.: lā بلا بلا لا لاد = (paese) bilād Attenzione! Si ricordi che la seconda consonante del nesso è rappresentata dalla alif quindi la lām-alif non si può mai legare a sinistra (ecco perché dispone solo di due forme). Lezione n.8 Si apprenda la seguente consonante: Finale Mediana Iniziale Trascrizion Suono Nome Isolata ا ا ا ا و ي ء ا ا ا ا و ي ء e إ أ - hamza (alif) إ أ 10

Il suono della alif Il suono della alif è un suono esistente (solamente se vocalizzata) anche nella nostra lingua, sebbene noi non lo riconosciamo tale in quanto lo confondiamo e lo identifichiamo con il suono vocalico che ad esso si accompagna. In realtà i due fonemi andrebbero scissi, ci si accorgerebbe allora che il primo, prodotto dall esplosione delle corde vocaliche immediatamente prima della vocale, è di tipo consonantico e può articolarsi indipendentemente dalla vocale alla quale fa da attacco. Es.: quando pronunciamo la frase: verrà Antonio, possiamo pronunziare le due parole di seguito operando una specie di elisione che sopprime la prima a, oppure possiamo pronunziarle separatamente. Nel secondo caso dopo la a finale della prima parola, mi fermerò, metterò l apparato fonatorio in riposo e poi, dopo la pausa, lo rimetterò in moto. Nel mettere in atto questa operazione, dovrò far vibrare le corde vocali, causando una fuoriuscita di corrente. Proprio al momento della messa in moto e immediatamente prima di articolare la vocale, avvertirò il suono consonantico che gli Arabi identificano con l alif. Lo studente provi a esercitarsi, articolando il fonema dopo avergli sottratto la vocale. La trascrizione della alif La alif si trascrive ricorrendo allo spirito dolce della lingua greca al quale corrisponde. La forma della alif Originariamente era una semplice asta verticale.(ا) In seguito all abuso di tale grafema (alif di prolungamento, alif ortografica, alif separante) si preferì aggiungere un ulteriore.ء hamza: contrassegno detto Col tempo quest ultimo finì per diventare la parte preponderante del grafema, mentre la alif si trasformò in un semplice supporto o sostegno secondario, tanto da venire sostituita, in particolari casi, da altri supporti o sostegni o addirittura soppressa. Ecco perché questa consonante viene ormai quasi sempre indicata con la denominazione di hamza. Es.: hamza all inizio della parola (anche in presenza di un prefisso come l articolo) أ إ أ و و ي ي ي ا و ي ء hamza nel corpo della parola ا ا و و و ي ي ي ا و ي ء hamza in fine di parola ا 11

Le regole (assai semplici) che presiedono alla scelta dell uno o dell altro sostegno o alla eventuale soppressione di esso, saranno spiegate nella prossima lezione. Lezione n.9 Le regole di scrittura della hamza Hamza in posizione iniziale Il sostegno è sempre una alif.in presenza della kasra, la hamza si scrive sotto la alif. Hamza in posizione mediana Vanno esaminate la vocale immediatamente precedente e quella immediatamente seguente alla hamza: 1. se tra queste vi è una i il sostegno sarà una yā senza punti; 2. se, in mancanza di i, vi è una u, il sostegno sarà la wāw; 3. se, infine, ci sono due a, il sostegno sarà l alif; 4. qualora una hamza vocalizzata in a, fosse preceduta da una alif o da una wāw di prolungamento, si scriverebbe senza sostegno. Es.: ra īs (presidente) = un ru ūs (teste) = un sa ala (chiedere) = sā ala (interrogare) = Hamza in posizione finale Va esaminata esclusivamente la vocale che precede la hamza (essendo la seguente una desinenza e quindi instabile) 1. se è una i il sostegno sarà una yā senza punti; 2. se è una u, il sostegno sarà la wāw; 3. se è una a, il sostegno sarà l alif; 4. qualora la hamza fosse preceduta da un sukūn o da una lettera di prolungamento, si scriverebbe senza sostegno. 12

Es.: quri a (fu letto) = maru a (essere virile) = bada a (cominciare) = šay un (cosa) = liqā un (incontro) = Si apprendano le seguenti consonanti enfatiche: Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata ص ص ص ṣ - ṣād ص ض ض ض ḍ - ḍād ض ط ط ط ṭ - ṭā ط ظ ظ ظ ẓ - ẓā ظ Lezione n.10 Le cifre Si apprenda la scrittura delle cifre in arabo, tenendo presente che esse, essendo di origine indiana, si scrivono da sinistra a destra: 1= ۱ 2= ۲ 3= ۳ 4= ٤ 5=٥ 6= ٦ 7= ٧ 8= ٨ 9= ٩ 0= ٠ Es.: 10 = ۱٠ 1981= ۱٩٨ ٩٨۱ 74= ٧٤ 320=۳۲ ۳۲٠ 13

La madda La scrittura araba non prevede il susseguirsi di due alif, sicché due alif adiacenti non si scrivono giustapposte bensì l una sull altra: ا آ Questa particolare forma di alif supina si chiama madda ( ) = prolungamento e si pronunzia sempre come una a lunga Es.: al-āna (adesso) = a kulu>ākulu (mangio) = La scrittura difettiva della alif In alcune parole di larghissimo uso si suole sopprimere nella scrittura la alif di prolungamento della ā, che può essere sostituita da una alif raccorciata sovrapposta alla parola. L esempio più tipico è rappresentato dalla parola Allāh = Iddio: Si apprendano le seguenti consonanti: Finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata مممم م م m m mīm م هههه ه ه h - hā ه Lezione n.11 La waṣla Mentre in italiano le parole possono iniziare con una consonante priva di vocale (es.: prato, bravo), ciò è in arabo classico foneticamente inammissibile. In presenza di tale evenienza, dunque, si apporta una rettifica fonetica, premettendo alla consonante iniziale 14

priva di vocale una alif vocalizzata (la vocale da apporre sarà appresa caso per caso) con cui essa possa formare una regolamentare sillaba chiusa. Es.: L articolo l attaccandosi al nome, come è di regola, dà luogo al seguente fenomeno Una casa = bayt un = La casa = l+bayt u = + Gli si premette perciò una alif prostetica vocalizzata in a : al-bayt u = Qualora la parola così modificata si venisse a trovare in un contesto, la presenza dell alif tornerebbe superflua in quanto si potrà connettere il suono della quiescente iniziale, senza pausa, alla vocale finale della parola precedente. Se tale vocale mancasse, verrebbe aggiunta. Es.: la porta della casa = bāb u l-bayt i باب أ ل ب ي ت = In tal caso si sostituirà il segno della hamza con quello della waṣla (و ص لة) =collegamento, che appare come una ṣād miniaturizzata: + Es. la porta della casa = bāb u + a l-bayt i bāb u -l-bayt i La presenza della waṣla (nella stampa araba odierna quasi sempre omessa) avvertirà che nella lettura è necessario collegare il fonema della vocale precedente con quello della consonante seguente senza mettere in pausa l apparato fonatorio. Attenzione! Va precisato che non tutte le alif iniziali delle parole arabe sono waṣla!! Hanno la alif iniziale waṣla solo l articolo, gli imperativi, alcune forme derivate del verbo e pochi sostantivi, tra cui menzioniamo: Figlio= Nome = Due= Donna= 15

Si apprendano le seguenti consonanti: finale Mediana Iniziale Trascrizione Suono Nome Isolata ع ع ع - ayn ع غ غ غ ġ - ġayn غ La tā marbūṭa ة sopra: in fine di parola si presenta con due puntini ه Se la ة essa si legge come se fosse una tā (= ت ), cioè una t, e si chiama tā marbūṭa (=intrecciata) in contrapposizione alla ت detta ṭawīla (= allungata). Ciò può verificarsi solo in fine di parola poiché la tā marbūṭa rappresenta per lo più la desinenza dei nomi femminili al singolare, come si apprenderà più avanti. La alif maqşūra Talvolta la a lunga in fine di parola è espressa graficamente, non da una alif, ma da una إل ىلى prep.) yā senza punti. Es: ilà (=verso, إ ramà (=gettare) ر مى Come si evince dagli esempi, la alif maqṣūra si trascrive con una à (con accento grave). La alif separante Una alif muta si colloca talvolta in fine di parola, soprattutto dopo voci verbali, terminanti con wāw.(per evitare che quest ultima possa essere scambiata per la congiunzione araba wa-). 16

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