Elementi costruttivi: le scale Quando si devono mettere in comunicazione spazi giacenti a quote differenti è necessario introdurre elementi costruttivi di collegamento verticale. Essi si dividono in: - elementi di collegamento continui, cioè ottenuti mediante piani inclinati, come ad es. le rampe; - elementi realizzati con l alternanza di superfici orizzontali e verticali, ovvero le scale. Le scale sono formate dai gradini, ovvero elementi ciascuno formato da un elemento piano verticale, detto alzata, ed uno orizzontale, detto pedata. Una successione continua di gradini viene detta rampa e quando una scala è formata da più rampe, esse vengono separate tra loro mediante strutture orizzontali, dette pianerottoli, che offrono uno spazio di pausa al movimento di salita. Esistono diverse tipologie di scale, che presentano diversa configurazione planimetrica dello sviluppo delle rampe: a due rampe parallele, a rampe allineate, a tre rampe (due parallele e quella intermedia ortogonale ad entrambe), a tenaglia (quattro rampe parallele con verso di salita opposto), a chiocciola (con profilo planimetrico circolare), ecc. Lo spazio vuoto centrale tra le rampe (eccetto quando sono allineate) viene detto occhio della scala e viene spesso utilizzato per collocare gli elementi di collegamento verticale meccanici, ovvero gli ascensori.
Scala a due rampe Scala a tre rampe
Scala a tenaglia
Scala a chiocciola Scala a rampe allineate
Le scale, in pianta, si rappresentano mediante la proiezione ortogonale dell ingombro dell intera struttura, dei muri di contenimento, di tutte le strutture che le compongono e della successione dei gradini, sui quali, mediante una freccia che segue l intero sviluppo delle rampe, viene indicato il verso di salita. Poiché, inoltre, la scala viene intersecata dal piano di sezione orizzontale in corrispondenza di un gradino, per chiarezza di rappresentazione il taglio viene convenzionalmente indicato da una o due linee parallele molto ravvicinate, inclinate a 45 rispetto all andamento dei gradini. Il dimensionamento longitudinale delle rampe delle scale dipende dal dislivello da superare e dalla pendenza che ad esse si attribuisce, che dipende dal rapporto alzata/pedata. La necessità di rendere le scale agilmente percorribili ha portato gli studiosi di ergonomia a ricercare delle formule empiriche per la scelta del miglior rapporto a/p; quella più utilizzata in Italia è: 2a + p = 62 6464 cm. La larghezza delle rampe si stabilisce in funzione del flusso che si prevede, solitamente mai inferiore a 0,90 m; la larghezza dei pianerottoli va dimensionata pari alla larghezza delle rampe, con misure non inferiori a 1,20 m.
Affinché la geometria della scala risulti corretta, sia dal punto di vista funzionale, che formale, è necessario rispettare alcune regole fondamentali: considerando le superfici di intradosso delle due rampe, esse si incontrano in una retta orizzontale. Dalla traccia che essa individua su un piano verticale si fa passare una retta verticale, detta asse di sfalsamento. Asse di sfalsamento Si definiscono: - radente superiore il piano tangente allo spigolo superiore dei gradini - radente inferiore il piano tangente allo spigolo inferiore;
I rispettivi radenti della 1 e della 2 rampa si incontrano in rette orizzontali, le cui tracce devono anch esse appartenere all asse di sfalsamento. Inoltre, affinché non si presentino discontinuità nelle superfici di intradosso della scala, la superficie di intradosso del pianerottolo deve intersecare quelle delle singole rampe sulla stessa retta. Il corrimano della scala non deve subire discontinuità lungo il percorso e, affinché ciò avvenga, esso deve invertire la direzione in corrispondenza dell asse di sfalsamento. Si definisce sfalsamento della scala la distanza tra l ultima alzata della prima rampa e la prima alzata della seconda rampa.
Si avranno così scale a: sfalsamento nullo:d d = s-r cos γ = a/2 S = spessore del pianerottolo r = spessore delle rampe γ = inclinazione delle rampe
sfalsamento in avanti: d > a/2
sfalsamento indietro: d < a/2.