BONOLIS GIUSEPPE ( ) Pittore

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BONOLIS GIUSEPPE (1800-11851) Pittore Giuseppe Bonolis nacque a Teramo il 1 gennaio del 1800 da Luigi e da Cecilia Quartaroli, esponenti dell alta borghesia locale. Trascorse la gioventù studiando e coltivando la sua precoce passione per l arte. Aderì presto alla carboneria, fatto che gli costò l incarico di maestro di calligrafia nel Real Collegio di San Matteo, dei Padri Barnabiti a Teramo, dal quale fu sollevato nel 1820. A seguito della vicenda si trasferì a Napoli nel 1822 e riprese privatamente l insegnamento della calligrafia. Giuseppe Bonolis, autoritratto. Macerata, Pinacoteca Civica Dedicatosi per un breve periodo all architettura, riprese lo studio della pittura, sua vera passione, nella Reale Accademia di Belle Arti. Qui fu allievo di G. Berger e di J. Franque per la pittura e di C. Angelici per il disegno. La sua carriera accademica fu eccellente e piena di riconoscimenti, tra cui i quattro premi trimestrali che l Accademia assegnava agli studenti di maggior talento. Oltre all attività di pittore continuò a svolgere anche quella di insegnante nella sua rinomata scuola privata che ebbe, tra i vari allievi, anche Filippo Palizzi.

Le sue idee estetiche vennero raccolte nell opuscolo sulla riforma degli studi artistici dal titolo D un nuovo ordinamento intorno alle scuole di belle arti Discorso (Napoli 1849) e nel trattato Dell arte pittorica (postumo, Napoli 1851). Nel 1832 sposò una sua allieva, Adelaide Mazza, figlia del Consigliere Tommaso Mazza. Fu maestro di disegno nel collegio di San Francesco, nell educandato della regina Isabella, nel collegio dei Gesuiti e in quello di Santa Maria di Caravaggio. La Napoli in cui Bonolis si trovò ad operare come artista era suddivisa in due grandi correnti, quella di chi si sentiva ancora legato ai canoni del Barocco e del Rococò e quella di chi si era orientato verso la riscoperta dei valori dell antichità classica sposando dunque i valori della corrente neoclassica. In questo contesto l artista teramano si propose attraverso la sua volontà di riaccostarsi al vero, volontà non irruenta come quella di un Caravaggio, ma comunque determinata nell affermare i valori storici che caratterizzarono il Romanticismo di quel periodo. Molte delle sue opere rappresentavano soggetti mitologici o biblici e riuscivano a Giuseppe Bonolis, ritratto della moglie, Adelaide Mazza. Macerata, Pinacoteca Civica Giuseppe Bonolis, ritratto di gentildonna. Napoli, Museo e Galleria Nazionali di Capodimonte

riscuotere un successo trasversale che attraversava tutte le classi sociali. In questi lavori Bonolis, pur rivelando la sua formazione accademica ed una certa vicinanza ancora al gusto neoclassico, mostra una sostanziale adesione agli aspetti del reale, al sentire quotidiano. Tale carattere assumeva una connotazione più marcata nella sua produzione ritrattistica, oggi purtroppo in gran parte dispersa. Questa sua impostazione fece sì che egli divenisse, nell ambiente artistico napoletano, una sorta di rappresentante di una corrente di reazione al convenzionalismo accademico. La verità è forse che egli fu al centro tra una posizione innovatrice che intendeva liberare la formazione artistica dai convenzionali modelli ed una impostazione che vagheggiava comunque gli ideali classici di bellezza. Esempio del suo temperato realismo è una delle sue prime importanti opere, Il Ritratto del Principe di Fondi, del 1833, in cui il personaggio è rappresentato attraverso un realismo naturale e non forzatamente celebrativo, come invece si usava in questo genere di ritratti. Assoluto equilibrio si ritrova anche nella Morte di Abele, realizzato nel 1837, in cui emerge una sostanziale essenzialità tanto nei personaggi (Eva, Adamo ed il corpo esangue di Abele) quanto nel paesaggio. La pittura di Bonolis venne enormemente apprezzata, soprattutto dalle classi elevate. Nel 1841 realizzò su commissione due opere, una per il re, la tela con L infanzia di Bacco, ed una per la Giuseppe Bonolis, testa di giovane, olio su tela

regina, un pendant con Lo sposalizio di Bacco e Arianna. Numerosi esponenti della nobiltà napoletana acquistavano o commissionavano quadri al Bonolis. A soggetti di carattere storico, come Solone nell areopago o Coriolano presso i Volsci, si affiancano soggetti di evocazione letteraria, come Le quattro donne dei poeti o Caronte che traghetta le anime nello Stige. Una delle sue ultime importanti opere fu inviata da Giuseppe Bonolis alla propria città natale, quasi a rappresentare un testamento spirituale da parte del pittore. Si tratta di una grande tela, il cui bozzetto preparatorio è custodito presso la fondazione della Cassa di Risparmio di Teramo, intitolata Miracolo di San Berardo, eseguita a Napoli nel 1847. La rappresentazione rievoca la disfatta del Duca di Acquaviva nel tentativo di conquistare Teramo per annetterla ai suoi territori. Molto interessanti sono anche gli studi teorici che l artista condusse intorno al tema della pittura. Si ricordano a tal proposito Su un nuovo ordinamento delle scuole di Belle Arti, del 1849 e Dell Arte pittorica, scritto negli ultimi anni di vita. Fra le varie considerazioni che acutamente esprimevano il suo concetto di arte, egli affermava: Non basta imitare gli artisti insigni nella parte esterna del colorire e del disegno per ritrarre della loro eccellenza, ma bisogna coll animo penetrare ed abbracciare quell idea ascosa, da cui deriva in vero l altezza del dipinto. Giuseppe Bonolis morì prematuramente a Napoli all età di 51 anni a causa di un infezione di tifo. In suo onore venne eretto nel cimitero di Napoli un maestoso monumento con un ritratto in marmo realizzato dallo scultore Pasquale Ricca.

Opere principali Morte di Abele, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte Ritratto di Gentildonna, Napoli, Galleria dell Accademia Sposalizio di Bacco con Arianna, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte San Berardo che libera Teramo o Il miracolo di San Berardo, Teramo, sacrestia della cattedrale Autoritratto, Teramo, Municipio Autoritratto, Macerata, Pinacoteca Comunale