SOMMARIO 1 - PREMESSA...4 2 - DESCRIZIONE E DATI CARATTERISTICI DELL IMPIANTO...6 2.1 - LA TRAVERSA...9 2.2 - LA CENTRALE...9 2.3 - SCALA PER LA RIMONTA DELLA FAUNA ITTICA...10 3 - INTERAZIONE CON L ASSETTO FLUVIALE E LE OPERE ESISTENTI...10 4 - MODIFICHE ALLA PARATOIA DI PRESA DEL CANALE IRRIGUO DEL CONSORZIO MASSA PRATI...11 5 - CARATTERISTICHE DELLA DERIVAZIONE...11 6 - STIMA DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA NELL ANNO MEDIO...12 7 - OPERE DI RIPRISTINO AMBIENTALE E VEGETAZIONALE...12 7.1 - IL RECUPERO DELLA TERRA VEGETALE ESISTENTE...13 7.2 - LA RIMESSA IN PRISTINO DEI TERRENI AGRICOLI...13 7.3 - L INERBIMENTO...14 7.4 - L IMPIANTO DI VEGETAZIONE ARBOREA E ARBUSTIVA PER I RIPRISTINI...14 7.1 - L IMPIANTO DI VEGETAZIONE ARBOREA E ARBUSTIVA PER LE COMPENSAZIONI...14
1 - PREMESSA Il presente lavoro riguarda la progettazione di un impianto idroelettrico sul Torrente Maira, nei pressi di Villa Berroni e Cascina Beretti, in Comune di Racconigi. Il progetto è stato commissionato della società AMBRA S.a.s. di Pirra Roberto e C., con sede a Revello in Via Vittorio Emanuele III n. 35. Nel sito dove si intende realizzare l impianto idroelettrico esiste già una traversa di derivazione irrigua del Consorzio irriguo Massa Prati. Fig. 1.1 Estratto Carta Tecnica Regionale con individuazione dell area di intervento (immagine non in scala). SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 4
T. Maira C.na Beretti Villa Berroni Fig. 1.2 Individuazione dell area di intervento su foto aerea. Fonte: Bing Maps, 2012 (immagine non in scala). SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 5
2 - DESCRIZIONE E DATI CARATTERISTICI DELL IMPIANTO L impianto in progetto è essenzialmente formato da una traversa e da una centrale realizzata in corpo traversa. Si osserva che nella sezione di chiusura del bacino, in cui viene effettuata la derivazione, è già presente una traversa ad uso irriguo con le seguenti caratteristiche (Fig. 3.1 e 3.2): - traversa in massi sciolti; - larghezza; 40 m; - altezza: 3 m; - portata massima derivabile ad uso irriguo: 200 l/s. Si prevede di stabilizzare l attuale traversa con la realizzazione di una palancola di diaframmi in calcestruzzo armato a monte della stessa irrigidita da contrafforti anch essi realizzati con diaframmi. Sulla palancolata verrà ancorato un sbarramento gonfiabile alto 1.5 m. Opera di sbarramento soglia a raso sormontata da traversa gonfiabile Quota di prelievo tra 247.15 e 247.45 m s.l.m. con pallone gonfio e tra 246.05 e 246.65 con pallone sgonfio Quota di restituzione in alveo tra 243.29 m s.l.m. e 244.63 m s.l.m. Tipologia di impianto Centrale in corpo traversa Salto disponibile tra 3.46 m a 3.88 m con pallone gonfio e tra 2.01 e 2.05 con pallone sgonfio Lunghezza del tratto sotteso 0 m Tab. 3.1 Dati caratteristici dell impianto SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 6
Derivazione ad uso irriguo esistente (Q=200 l/s) Traversa in massi esistente Torrente Maira Fig 3.1 Visualizzazione di dettaglio della zona di intervento (Foto aerea Google Earth) Fig 3.2 Vista della traversa in massi esistente SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 7
L'impianto in progetto prevede la derivazione dal Torrente Maira di una portata minima di 2.8 m 3 /s e di una portata massima di 14 m³/s. Per portate in arrivo inferiori a 28.4 m 3 /s l impianto è in funzione con il pallone gonfio ed il prelievo avviene a quota variabile tra 247.15 e 247.45 m s.l.m. con restituzione a livello variabile compreso fra le quote 243.29 m s.l.m. e 243.99 m s.l.m. a seconda della portata naturale fluente. Per portate in arrivo comprese tra 28.4 m 3 /s e 70 m 3 /s l impianto è in funzione con il pallone sgonfio ed il prelievo avviene a quota variabile tra 246.05 e 246.65 m s.l.m. con restituzione a livello variabile compreso fra le quote 243.99 m s.l.m. e 244.63 m s.l.m. a seconda della portata naturale fluente. L impianto sarà in funzione nei periodi in cui nel corso d acqua la portata defluente sarà compresa tra 4 m 3 /s e 70 m 3 /s, cui corrispondono le portate derivate di 2.8 m 3 /s e 14 m 3 /s. Mediamente esso sarà operativo per 255 giorni l anno. L'opera è classificata come impianto idroelettrico ad acqua fluente, in quanto l'acqua viene prelevata dal Torrente Maira mediante opera di presa con capacità di accumulo trascurabile ai fini della regolazione. L impianto è realizzato in corpo traversa e non ha tratto sotteso. Nel seguito vengono descritti i principali elementi dell impianto. Traversa in massi esistente Traversa gonfiabile in progetto Centrale realizzata in corpo traversa Fig 3.2 Planimetria di progetto su foto aerea (Fonte: Bing Maps, 2012) SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 8
2.1 - La traversa L opera di presa viene realizzata in modo da garantire a valle il passaggio di una portata almeno pari al deflusso minimo vitale salvo che quella in arrivo non sia inferiore a tale valore, in tal caso la portata viene lasciata defluire totalmente. Si prevede di realizzare una traversa gonfiabile, di altezza pari a 1.5 m, posizionata immediatamente a monte della traversa in massi esistente, su di un basamento di ancoraggio realizzato con diaframmi in calcestruzzo larghi 80 cm e profondi 6 m stabilizzati con contrafforti anch essi realizzati con diaframmi larghi 80 cm, lunghi 4.2 m, profondi 6 m disposti ad interasse di 4.8 m. Sui diaframmi così disposti viene realizzata una soletta in calcestruzzo armato spessa 50 cm sulla quale è ancorata ed appoggia la traversa gonfiabile. In caso di portate elevate defluenti nel corso d acqua, la traversa gonfiabile viene abbattuta completamente sul fondo ed il basamento di ancoraggio non crea fenomeni di rigurgito, come evidenziato nella relazione idraulica allegata, in quanto la sommità del basamento è posta alla stessa quota della sommità della soglia in massi esistente. A valle dello scivolo della traversa esistente viene realizzata una vasca di dissipazione della turbolenza, derivante dal passaggio da corrente veloce a corrente lenta mediante il fenomeno definito in idraulica come Salto di bidone, con la posa di massi di montagna ciclopici. 2.2 - La centrale La centrale è realizzata in corpo traversa ed è completamente sommersa. Partendo da monte è costituita da una vasca di presa, da uno sgrigliatore, da una paratoia a ventola, da una turbina a bulbo con portata nominale pari a 14 m 3 /s, dal diffusore della turbina, dal generatore e dal canale di restituzione. SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 9
2.3 - Scala per la rimonta della fauna ittica La scala di risalita in progetto appartiene alla tipologia a bacini e traverse (pool and traverse fish pass), in considerazione del salto da superare, pari a circa 3 m L opera è ubicata presso la sponda destra. I bacini presentano geometria irregolare e dimensioni variabili dagli 8 ai 30 m 2. Sono realizzati mediante setti in calcestruzzo e pietrame gettati in opera; il fondo avrà ciottoli e pietre annegate nel calcestruzzo con diametro di 50 = 80 100 mm. Ogni setto di separazione sarà dotato di: - una gaveta di larghezza pari a 2 m e profondità di 0,36 m, per il passaggio dei pesci in superficie, - una luce di fondo di forma rettangolare avente larghezza pari a 1 m ed altezza pari a 0.35 m, che consentirà il transito delle specie ittiche che prediligono il movimento in profondità, creando contemporaneamente una corrente di fondo in grado di ridurre l eventuale deposito di sedimenti fini. L alternarsi tra un setto ed il successivo della posizione della gaveta e della luce di fondo (disposti nei due lati opposti dello stesso setto) origina l instaurarsi di correnti incrociate che limitano la formazione di zone stagnanti nelle vasche. 3 - INTERAZIONE CON L ASSETTO FLUVIALE E LE OPERE ESISTENTI Quando l impianto è in funzione la presenza della traversa fissa già presente determina un rigurgito verso monte per una estensione pari a circa 335 m. L introduzione della traversa gonfiabile conduce, invece, ad un rigurgito che si estende per circa 1000 m, per cui l incremento rispetto alla situazione attuale è pari a circa 665 m. SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 10
Quando in alveo la portata è superiore a 28.40 m 3 /s, la barriera gonfiabile viene abbattuta, ripristinando così le condizioni preesistenti. I livelli di rigurgito sono sempre contenuti all interno dell alveo inciso del Torrente Maira. 4 - MODIFICHE ALLA PARATOIA DI PRESA DEL CANALE IRRIGUO DEL CONSORZIO MASSA PRATI Il montaggio del pallone gonfiabile sul coronamento della traversa esistente fa si che i livelli a monte della paratoia di presa del canale irriguo siano variabili. Si installa quindi una paratoia automatizzata per poter regolare la portata derivata. A valle della paratoia si realizza un misuratore idraulico tramite uno stramazzo Bazin ed un misuratore di livelli ad ultrasuoni. La paratoia automatizzata manterrà costante il livello a monte dello stramazzo alla quota corrispondente alla portata di concessione. 5 - CARATTERISTICHE DELLA DERIVAZIONE Noto il dimensionamento dell'impianto è possibile ricavare le portate effettivamente utilizzate che si discostano dalle portate derivabili per due ragioni: non viene effettuata alcuna derivazione in presenza di una portata in arrivo inferiore alla somma di: a) minima portata turbinabile (2.8 m 3 /s al di sotto della quale il rendimento della turbina è troppo basso), b) Q PAI (1.2 m 3 /s rilasciata nella scala di risalita) e c) portata massima derivabile dal canale irriguo presente in sponda sinistra (0.20 m 3 /s); la portata massima derivata è limitata alla portata massima di dimensionamento dell'impianto (14 m 3 /s); SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 11
non viene effettuata alcuna derivazione in presenza di una portata naturale superiore a 70 m³/s. Per portate maggiori di 28.4 m 3 /s si sgonfia la traversa in quanto la pressione esercitata sulla stessa dall acqua che tracima su di essa è troppo elevata. Infatti, superati, i 28.4 m 3 /s la lama d acqua tracimante al di sopra della traversa gonfiabile ha un altezza superiore ai 15 cm, ossia superiore al 20% dell altezza della traversa stessa, valore indicato come massimo in condizioni di sicurezza dalle ditte produttrici le traverse gonfiabili. Il Torrente Maira presenta condizioni di deflusso per cui l impianto è in funzione 255 giorni l anno. 6 - STIMA DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA NELL ANNO MEDIO L energia producibile dall impianto idroelettrico in esame nell anno medio si ottiene dalla sommatoria delle potenze medie giornaliere, ottenibili tramite le portate della curva di durata delle portate derivabili, moltiplicate per 24 ore. Considerando la curva di durata delle portate derivabili e le caratteristiche dell impianto sopra descritte si ottiene una produzione di energia nell anno medio pari a 1.54 GWh. 7 - OPERE DI RIPRISTINO AMBIENTALE E VEGETAZIONALE Le opere di ripristino ambientale e vegetazionale comprendono le seguenti fasi: 1. Il recupero della terra vegetale esistente 2. La rimessa in pristino dei terreni agricoli 3. L inerbimento SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 12
4. L impianto di vegetazione arborea e arbustiva 5. Il ripristino dei danni alle strade di accesso 7.1 - Il recupero della terra vegetale esistente Prima della realizzazione degli scavi si procederà al recupero della parte superficiale del suolo per uno spessore di circa 70 cm sull intera superficie in modo da accantonare la maggiore quantità possibile di componenti organiche del terreno, separandole da quelle minerali. La porzione organica del terreno sarà ammassata nelle vicinanze degli scavi e riutilizzata la formazione del letto di semina. In linea generale nelle zone di scavo e di riporto, dove le caratteristiche di pietrosità e la profondità del suolo lo permettano, si prevede una preventiva asportazione del terreno vegetale con ammassamento e successivo riutilizzo dello stesso per i lavori di finitura, in modo da non disperdere e riutilizzare le componenti organiche del terreno. Particolare attenzione e cura saranno rivolte alla sistemazione superficiale dei materiali coinvolti dai lavori procedendo ad un adeguata regolarizzazione degli stessi, alla stesura del terreno vegetale accantonato ed al successivo inerbimento. 7.2 - La rimessa in pristino dei terreni agricoli Al termine della costruzione dell impianto alcuni terreni i posti nella parte pianeggiante, sul lato ovest dell intervento, la cui utilizzazione risulta necessaria per l accantonamento del materiale di scotico, saranno livellati al piano di campagna originario e lo strato superficiale di 70 cm sarà sottoposto a lavorazioni agricole consistenti in aratura, fresatura e livellamento in modo che gli stessi possano esser utilizzati come seminativi. SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 13
7.3 - L inerbimento Le superfici scoticate saranno oggetto di un intervento di inerbimento che sarà effettuato in prevalenza con la tecnica della semina a spaglio e localmente con idrosemina al fine di garantire una celere ricostruzione del manto erboso. 7.4 - L impianto di vegetazione arborea e arbustiva per i ripristini La realizzazione della copertura vegetale forestale delle sponde sarà realizzata utilizzando le specie autoctone presenti in sito, con particolare riferimento all impianto diffuso di talee di salice reperite in sito nel numero di 4/m 2. Si ritiene che l infissione di talee di salice sia la migliore azione di ricostruzione della copertura vegetale che permette un risultato rapido sia in termine di consolidamento delle sponde, sia in termini naturalistici e di formazione di una quinta verde di mascheramento delle opere in progetto. Nella parte alta della scarpate il rimboschimento con talee di salice è implementato dalla messa a dimora di piantine forestali appartenenti alla tipologia forestale degli Acero-tiglio-frassineti. 7.1 - L impianto di vegetazione arborea e arbustiva per le compensazioni A titolo di opera compensativa è stata individuata una superfici di circa 6.050 m 2 in sponda destra, nei pressi delle opere in progetto dove si provvederà ad una sostituzione dell attuale coltivazione agricola a pioppo (arboricoltura da legno) con la creazione di un bosco planiziale finalizzato alla rinaturalizzazione dell area, peraltro compresa nel SIC Parco di Racconigi e boschi lungo il Torrente Maira individuato con il codice IT160011. SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 14
Il rimboschimento sarà realizzato con un sesto di impianto irregolare con densità di 2.500 piantine forestali per ettaro, con la messa dimora di circa 1.500 alberi e 450 arbusti. SINTESI IN LINGUAGGIO NON TECNICO 15