Come scegliere la pompa giusta

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06 OTTOBRE 2010 N 8 Come scegliere la pompa giusta In questo periodo sono numerosi gli interventi di ristrutturazione degli impianti di riscaldamento, legati anche alle ben note agevolazioni fiscali e di conseguenza oltre all installazione delle valvole termostatiche anche le pompe degli stessi impianti devono essere sostituite anche perché nella maggioranza dei casi risulteranno sovradimensionate rispetto le nuove caratteristiche edificio/impianto. Questo consente un ulteriore abbattimento dei costi di gestione, un risparmio energetico e riduce il rischio di rumorosità dell impianto. Dimensionamento della portata Per la scelta della pompa occorre determinare la massima e minima portata prevedibile. La portata al punto di lavoro massimo si ottiene come somma delle portate massime richieste dai singoli corpi scaldanti. Per ciascun corpo scaldante, la portata massima è quella necessaria a fornire la potenza massima di progetto con il DT nominale di progetto. Occorre sommare tutte le portate così calcolate dei corpi scaldanti alimentati dalla medesima pompa. La portata minima, nel caso di valvole termostatiche è nulla: nella mezza stagione, in giornate soleggiate, le valvole possono chiudersi completamente. Se non ci sono ragioni particolari non ha senso consentire una minima portata attraverso un by-pass. Si assume quindi come portata minima zero. Per questo motivo è consigliato installare un circolatore elettronico che a differenza dei normali circolatori segue l andamento dell impianto, come si può vedere dalla figura seguente. Scegliendo per il circolatore la regolazione a pressione proporzionale (rispetto alla portata), la pressione differenziale a cavallo delle valvole termostatiche è approssimativamente costante. Prestare attenzione alla pendenza della caratteristica della pompa.

Scelta e ripartizione della prevalenza Per occuparci di ciò occorre determinare due valori: la prevalenza richiesta alla massima portata; la prevalenza massima a portata nulla (o minima). Per calcolare correttamente questi valori occorre però fare alcune considerazioni preliminari. Occorre innanzitutto ripartire razionalmente nell impianto la prevalenza resa disponibile dalla pompa. In generale, la rete di distribuzione di un impianto con valvole termostatiche (con valvole di zona valgono considerazioni molto simili) può essere suddivisa in tre parti, evidenziate nella figura seguente. Suddivisione di un impianto di riscaldamento ai fini della ripartizione della prevalenza disponibile A) Tratti controllati dalle singole valvole termostatiche (corpi scaldanti), riportati in nero in figura. A questi tratti va attribuita una prevalenza minima, solitamente quella sufficiente per la circolazione della portata prevista nel corpo scaldante più potente con il DT (errore di temperatura) massimo ammissibile sulla temperatura ambiente ("banda proporzionale" scelta). Occorre conservare un po di margine e non utilizzare tutta la massima pressione differenziale sopportabile dalla valvola termostatica perché occorre assorbire le differenze di perdita di carico fra i diversi rami dell impianto di distribuzione perché è inevitabile che in condizioni di funzionamento intermedie la prevalenza disponibile aumenti un po. Le resistenze aggiuntive di pertinenza del singolo tratto controllato dalla valvola termostatica (ad esempio, tubazioni dal corpo scaldante alla cassetta con collettore di zona) dovranno essere ridotte al minimo. Indicativamente non si dovrà superare il 20 % della prevalenza riservata alla valvola ed il 10% della pressione differenziale massima ammissibile Per esempio, con valvole aventi una pressione differenziale limite per funzionamento rumoroso di 3 m c.a, si dovrebbe scegliere una perdita di carico non superiore a 0,3 m c.a. per questi tratti. Se è stato attribuito 1 m c.a. per il funzionamento delle valvole sarà bene non superare neanche 0,2 m c.a., che diventa quindi il criterio più restrittivo. B) Tratti a portata variabile comuni a gruppi di valvole (collettori di zona e collegamenti al collettore primario, colonne montanti, derivazione di zona, ecc.), riportati in rosso in figura. Questi tratti devono avere una perdita di carico trascurabile per evitare di sbilanciare eccessivamente l impianto. Il loro contributo va infatti ad influire esclusivamente sui corpi scaldanti da essi alimentati. La perdita di carico ammissibile in questi tratti non dovrebbe quindi superare il 30% della perdita di carico dei tratti terminali ed, in ogni caso, non superiore al 50% del margine

esistente fra la pressione differenziale massima sopportabile dalle valvole (limite di rumorosità) e la prevalenza a loro riservata. La perdita di carico di questi tratti va comunque sempre minimizzata in quanto contribuiscono allo sbilanciamento dell impianto e possono provocare rumorosità transitorie in caso di utilizzo diverso dei locali. C) Tratti comuni a tutto l impianto (generatore, contacalorie di centrale, ecc.), riportati in blu in figura. La perdita di carico variabile di questi tratti può essere ben compensata con la curva di regolazione della pompa dell impianto. Tuttavia è buona norma non eccedere in perdita di carico e non superare i 2 metri di c.a. in questi tratti per evitare difficoltà di regolazione della curva della pompa. Con generatori aventi elevate perdite di carico può essere necessario l inserimento di un compensatore idraulico e la separazione del circuito di caldaia dal resto dell impianto. Se questa ripartizione è effettuata razionalmente, allora la prevalenza richiesta dalla pompa è data: alla portata minima (nulla), dalla prevalenza richiesta dalle valvole termostatiche; alla portata massima, dalla somma delle tre perdite di carico sopra determinate. Nessun impianto può funzionare correttamente, senza dispositivi aggiuntivi (come regolatori di pressione differenziale), se non viene rispettata la suddivisione delle prevalenze sopra indicata. Nel caso degli impianti esistenti, di solito non ci sono particolari difficoltà, in quanto: le valvole termostatiche sono di nuova installazione, essendo la stragrande maggioranza degli impianti esistenti privi di questo necessario ed utilissimo dispositivo di regolazione; tranne rari casi, portate e perdite di carico della rete di distribuzione venivano calcolate in passato con DT 10 C, per cui le sue perdite di carico con DT 20 C si riducono ad un quarto e tendono a diventare trascurabili: la rete di distribuzione si comporta quasi come un enorme collettore! Anche se la perdita di carico di progetto della rete originale era di 3 m c.a., avendo dimezzato le portate in circolazione la perdita di carico della rete diventa di 0,75 m c.a. i generatori di calore sono oggetto di sostituzione e comunque la perdita di carico dei vecchi generatori tradizionali è trascurabile; la pompa di circolazione deve essere obbligatoriamente sostituita con altra a giri variabili (od accuratamente verificata se già di tipo elettronico) in caso di installazione di valvole termostatiche. Nei pochi casi particolari in cui siano possibili elevati sbilanciamenti, dovuti ai diversi percorsi nella rete di distribuzione (ad esempio teleriscaldamento di un gruppo di edifici), occorrerà introdurre dei dispositivi di regolazione della prevalenza in punti specifici dell impianto (ad esempio alla derivazione verso i singoli edifici). Questi regolatori dovranno essere del tipo a due vie, cioè un regolatore della differenza di pressione a valle come indicato nello schema. Dispositivi a tre vie vanno evitati per le medesime ragioni prima riportate.

Bilanciamento di una rete estesa mediante regolatori di pressione differenziale in ogni singola derivazione In questo caso occorrerà tener conto della quota di perdita di carico per il funzionamento dei regolatori di pressione delle derivazioni. Alcuni modelli di regolatori di pressione differenziale Scelta della pompa Una volta individuato il punto di progetto a portata massima si sceglierà la pompa la cui caratteristica passi per quel punto. Si dovrà verificare che la prevalenza a portata nulla sia inferiore alla massima pressione differenziale sopportabile dalla valvola termostatica. Impianti a zone Il criterio di dimensionamento sopra esposto è naturalmente applicabile anche agli impianti a zone, in alternativa all utilizzo di valvole a tre vie, che presenta gli svantaggi già evidenziati. La scelta della pompa è un aspetto delicato. Solitamente si tende ad installare pompe di dimensione esagerata. Le pompe a pressione proporzionale sono quelle più idonee per i circuiti con valvole termostatiche. Le perdite di carico devono essere controllate e correttamente distribuite.

Nel caso di impianti estesi o di elevate perdite di carico del generatore, possono essere necessari provvedimenti aggiuntivi come l inserimento di valvole di bilanciamento o la separazione idraulica del circuito di generazione. Vi aspettiamo al prossimo appuntamento per capire come usare la valvola termostatica per ridurre la temperatura di ritorno e sfatare un luogo comune molto diffuso: l attenuazione notturna dell impianto serve a risparmiare sarà vero?