CHE COS E LA FIRMA DIGITALE La firma digitale può essere definita l'equivalente elettronico di una tradizionale firma apposta su carta, assumendone lo stesso valore legale. E' associata stabilmente al documento informatico e lo arricchisce di informazioni che attestano con certezza l'integrità, l'autenticità e la non ripudiabilità dello stesso.
PERCHE La firma digitale consente: la sottoscrizione legalmente riconosciuta e giuridicamente vincolante di un documento informatico, in quanto conferisce al documento informatico la stessa validità giuridica degli atti con sottoscrizione autografa; la certezza della provenienza del documento sottoscritto, attraverso la verifica, da parte del destinatario, dell identità del firmatario la certezza dell integrità e dell assenza di alterazioni nel documento firmato
COME Il processo di firma digitale richiede una serie di azioni preliminari necessarie alla predisposizione delle chiavi utilizzate dal sistema di crittografia su cui il meccanismo di firma si basa; in particolare occorre: La registrazione dell utente presso una Autorità di Certificazione (AC). La generazione di una coppia di chiavi (Ks, Kp). La certificazione della chiave pubblica Kp. La registrazione ed, eventuale, pubblicazione della chiave pubblica Kp. Il rilascio di una smartcard contenente la coppia di chiavi (Ks, Kp). Una volta espletate tali operazioni l utente è in grado di firmare elettronicamente un numero qualunque di documenti, sfruttando la sua chiave segreta Ks, durante il periodo di validità della certificazione della corrispondente chiave pubblica. Tale periodo può essere interrotto, prima del suo naturale termine, dalla revoca della certificazione della chiave pubblica, che di norma viene effettuata su richiesta del proprietario nel caso in cui questi ritenga che la segretezza della sua chiave privata sia stata compromessa.
Cifratura, vantaggi e problemi La crittografia è una tecnica di codificazione di messaggi basata su codici, tali da rendere ogni messaggio illeggibile se non da chi possiede la cosiddetta chiave del codice. Chi ha la chiave può cifrare e decifrare il messaggio. Applicato ai documenti elettronici, questo sistema permette una trasmissione di documenti "segreta". Tutto ciò fa nascere due problemi, uno di ordine pubblico e uno di natura commerciale. Infatti, alcuni Paesi, Stati Uniti in testa, vedono la crittografia come un pericolo perché in grado di veicolare messaggi segreti, magari da parte di terroristi. Inoltre, i problemi di tipo commerciale non si risolvono: in una transazione non è importante coprire il messaggio e renderlo visibile (e modificabile) soltanto al lettore. Al contrario, il messaggio può essere visibile da tutti, ma non deve essere modificabile da nessuno, ricevente compreso
La doppia chiave Per questo il modello vincente è rappresentato dalla crittografia a doppia chiave: semplificando, chi scrive il documento ha una propria chiave di codifica privata e nota soltanto a lui con la quale può intervenire sul documento. Poi esiste una seconda chiave, pubblica, mantenuta dalle autorità di certificazione e complementare alla chiave privata, che consente a chiunque la lettura (ma non la modifica) del documento. Il sistema a doppia chiave asimmetrica garantisce la ragionevole certezza che il documento non possa essere modificato. Una firma elettronica apposta su documenti di tal genere definisce in maniera certa la paternità dello scritto. In questo modo il documento elettronico è parificato, dal punto di vista legale, a qualsiasi altro documento cartaceo sottoscritto dal mittente
La legislazione italiana Ciò è possibile perché il nostro legislatore si è mosso d'anticipo rispetto anche agli altri Paesi europei, e ha definito una normativa apposita per la firma digitale fin dal 1997 (DPR 513/97). Nel tempo la normativa si è arricchita di vari contributi, fino all'ultimo DPCM del 13 gennaio 2004, pubblicato sulla G.U. del 27 aprile 2004, con il quale si definiscono le nuove "Regole Tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici".
I certificatori Tutto il ragionamento sulla firma digitale si basa su certificati elettronici rilasciati da certificatori autorizzati, che devono dare garanzie di efficacia alla procedura In particolare: - garantire l'associazione firma digitale - titolare - pubblicare l'elenco dei certificati delle chiavi pubbliche dei titolari che si sono avvalsi dei loro servizi di certificazione - mantenere aggiornato l'elenco pubblico dei certificati sospesi o revocati I certificatori possono essere di due tipi, quelli che offrono servizi di base e quelli che offrono servizi avanzati. Questi ultimi hanno bisogno dal Dipartimento di un permesso che viene rilasciato soltanto dopo i controlli del caso sulle procedure organizzative e di sicurezza utilizzate internamente.
Due firme per l'italia Infatti, con il decreto legislativo 10/2002, sono state introdotte in Italia due forme di firma digitale, per così dire una avanzata e una base. La prima è la cosiddetta firma digitale avanzata o forte, basata su certificati qualificati e creata con dispositivi sicuri. Si tratta di una firma valida per legge a tutti gli effetti soltanto per il fatto di essere stata apposta. Per disconoscerla, il titolare deve attivare il complesso procedimento della querela di falso. La seconda, invece, è la firma elettronica debole, redatta senza rispettare requisiti tecnici e organizzativi di sicurezza previsti per le forti. Il documento redatto con questa firma è equiparato all'equivalente cartaceo, ma ai fini giuridici la sua efficacia probatoria sarà liberamente valutata dal giudice.
VANTAGGI Scambio dati sicuro Identificazione Non ripudio Firma digitale Commercio on-line sicuro Data storage sicuro Integrità del sistema Comunicazioni ufficiali Con le P.A.
COME SI APPONE Chi firma digitalmente deve servirsi di un dispositivo, detto smart card, delle dimensioni di una carta di credito, dotato di microchip e di codice segreto d accesso, rilasciato da un Ente Certificatore iscritto nell elenco tenuto dall A.I.P.A. (Autorità per l Informatizzazione della Pubblica Amministrazione) attraverso gli Uffici di Registrazione appositamente autorizzati. Attraverso la carta, il lettore, ed il programma di firma, si possono firmare digitalmente documenti di vari formati (attualmente doc, rtf, pdf, txt, tif, htm, xls, ma altri saranno supportati in futuro), attribuendone così in maniera certa ed indissolubile la provenienza al sottoscrittore.
Firma Digitale: aspetti tecnici Alla base del procedimento di firma digitale vi sono le tecniche di cifratura: ovvero quei particolari algoritmi matematici che, per mezzo di una chiave, trasformano un testo in chiaro in altro detto cifrato, il quale continua ad avere lo stesso numero di caratteri ma tutti rimescolati e privi di senso. Analogamente, al fine di rendere leggibile un testo precedentemente cifrato, è necessario procedere al meccanismo di decifratura del testo stesso, riapplicando l'algoritmo di cifratura con l'opportuna chiave. Non lesioni pleuro-parenchimali in atto. Ombra cardiaca nella norma...??ñëê¾??????ý?")whgó/>áå`!"ìm &B? ø?-??ñëê¾??????ý?")whgó/>áå?.. TESTO CHIARO TESTO CIFRATO
Come posso dotarmi di firma digitale? Per ottenere gli strumenti necessari per usare la firma digitale è necessario: recarsi presso la CA e farsi riconoscere fisicamente attraverso documenti ufficiali e/o testimoni installare nel proprio PC il software (ed eventualmente l'hardware) fornito dalla CA generare all'interno del dispositivo di firma la coppia di chiavi o richiederne la generazione alla CA spedire alla CA la chiave pubblica da rendere nota a tutti e richiedere l'emissione di un certificato di sottoscrizione attendere la risposta di emissione certificato da parte della CA. Le operazioni di generazione delle chiavi e di richiesta di certificazione sono usualmente eseguibili direttamente presso il certificatore.
L'ENTE DI CERTIFICAZIONE La crittografia a chiave pubblica garantisce integrità, riservatezza e autenticazione, ma la certificazione della chiave pubblica è il punto critico del sistema. In che modo posso sapere con certezza a chi appartiene una determinata chiave pubblica? Ecco che subentra il ruolo dell'ente certificatore (le cosiddette "terze parti fidate") Ruolo Ente Certificatore: Rilascia, gestisce, pubblica e revoca i certificati Certifica la chiave pubblica di un soggetto. Rende certa l'identita del soggetto fisico che ha generato una firma, assicurando la corrispondenza tra il titolare e la sua chiave pubblica. Sono rappresentati dalle CCIAA, dagli Ordini Professionali, dalle Associazioni