PIANO DI CONTROLLO DEL CINGHIALE (Sus scrofa)

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Pagina 1 di 7 PIANO DI CONTROLLO DEL CINGHIALE (Sus scrofa) 1

Pagina 2 di 7 PROVINCIA DI BOLOGNA PIANO DI CONTROLLO DEL CINGHIALE Indice 1. Finalità di pubblico interesse...3 2. Specie faunistica interessata...3 3. Organizzazione territoriale del controllo...3 4. Mezzi e metodi selettivi adottati...3 5. Modalità di utilizzo delle trappole e dei chiusini...4 6. Circostanze, tempi e luoghi di rilascio...4 7. Operatori incaricati di attuare il controllo...5 8. Autodifesa...5 9. Autorizzazione...5 10. Controllo delle operazioni...5 11. Ricerca e recupero dei capi feriti...6 12. Numero massimo di capi abbattibili...6 13. Marcatura dei capi abbattuti...6 14. Destinazione dei capi abbattuti e trattamento delle carcasse...6 15. Prescrizioni particolari per i siti della Rete Natura 2000...6 16. Norme di sicurezza...7 2

Pagina 3 di 7 1. Finalità di pubblico interesse Le presenti disposizioni vengono adottate per limitare ed eliminare i danni causati dai cinghiali alle produzioni agricole, alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo, al patrimonio faunistico, all ambiente naturale e per prevenire rischi di diffusione di epizoozie negli allevamenti suinicoli. 2. Specie faunistica interessata La specie interessata è il cinghiale (Sus scrofa) e sue eventuali ibridazioni, compresa all art. 18 comma 1 lettera d) della Legge 157/92 quale specie cacciabile. 3. Organizzazione territoriale del controllo Il Piano Faunistico Venatorio Provinciale 2007-2012 ha suddiviso il territorio provinciale in aree a gestione differenziata del cinghiale 1. La zona di eradicazione del cinghiale, ivi comprese le aree speciali, e il territorio di gestione definito area rosa, a densità obiettivo bassa, sono ulteriormente suddivisi in distretti che, a loro volta, vengono ripartiti in parcelle, ciascuna delle quali è affidata ad un Gruppo di Selecontrollo Ungulati (GSU), che provvede all attuazione del Piano di controllo al cinghiale. Il GSU è coordinato da un responsabile e i componenti devono essere muniti del titolo di cacciatore di ungulati con metodi selettivi. Nell area di gestione faunistico-venatoria, a densità obiettivo media, l attuazione dei piani di controllo all interno delle zone assegnate alle squadre per la caccia al cinghiale in braccata viene affidata ad un Gruppo di Controllo Cinghiali (GCC) formato dai membri di dette squadre abilitati al controllo. Le Aziende Venatorie, ai fini del controllo, vengono considerate parcelle autonome, il cui responsabile sarà il concessionario che provvederà a costituire il GSU/GCC con personale di sua scelta in possesso dei titoli richiesti. 4. Mezzi e metodi selettivi adottati Quali mezzi selettivi si adottano i seguenti strumenti: 1) il fucile a canna liscia di calibro non inferiore al 20 e non superiore al 12 caricato con munizioni a proiettile unico; 2) la carabina con canna ad anima rigata di calibro non inferiore a mm 6,5 caricata con munizioni con bossolo di altezza non inferiore a mm 40 anche munita di cannocchiale di mira; 3) gabbie trappola, chiusini e recinti di cattura. I metodi operativi sono quelli di seguito indicati. 1) Il tiro da appostamento su pasturazioni o governe opportunamente predisposte per attrarre i cinghiali in luoghi predeterminati denominati siti. Tali siti non dovranno, in alcun modo, interessare superfici coltivate o aree investite a produzioni agricole. Per migliorare ulteriormente le condizioni di sicurezza, ove possibile, gli appostamenti avranno luogo su altane. Ci si può avvalere altresì di sorgenti luminose artificiali e di dispositivi per illuminare i 1 Si veda il Piano Faunistico Venatorio Provinciale 2007-2012 approvato con Delibera del Consiglio n. 101 del 27/12/2007, testi a pag. 38 e 39 e Figura 9 a pag. 40. 3

Pagina 4 di 7 bersagli o mirini ottici ad intensificazione di luminosità, o altre tecnologie, per il tiro notturno. Il tiro da appostamento è previsto in tutto il territorio ove si attua il piano di controllo. 2) Il metodo della girata, così come definito dall Allegato tecnico del Regolamento regionale n. 1/2008. La girata è ammessa in tutto il territorio ove si attua il piano di controllo, salvo quanto previsto nella sezione relativa alle aree incluse nella Rete Natura 2000. Per consentire una maggiore efficacia alle azioni di controllo, la Provincia a fronte di richiesta motivata - potrà valutare la possibilità di effettuare interventi con più di un cane e/o un numero maggiore di poste, limitatamente al periodo ottobre-marzo. 3) Il metodo della braccata, così come definito dall Allegato tecnico del Regolamento regionale n. 1/2008. Questa modalità è consentita in ogni periodo dell anno nel territorio di gestione venatoria con la caccia collettiva definito a densità media dal vigente PFVP. L utilizzo della braccata è tendenzialmente escluso nelle aree a divieto di caccia, in particolare nelle oasi di protezione e nelle zone di ripopolamento e cattura. Eventuali eccezioni a fronte di richieste motivate - saranno valutate dalla Provincia, comunque limitatamente al periodo ottobre-marzo. 4) Gabbie trappola, chiusini e recinti di cattura, muniti di apposito contrassegno della Provincia, da assegnare anche a singoli agricoltori che ne facciano richiesta. Gli animali catturati vengono abbattuti a cura degli operatori abilitati al piano di controllo, o finalizzati alle altre destinazioni consentite. L utilizzo di questi metodi è consentito su tutto il territorio provinciale. Ai sensi del Codice della Strada è vietato l utilizzo di fonti luminose per individuare gli animali da strade pubbliche o aperte al pubblico transito. A bordo di veicoli di qualunque genere le armi dovranno essere trasportate scariche e in custodia. Per non creare disturbo alla caccia di selezione, il piano di controllo al cinghiale in girata e in braccata, nel periodo che decorre dalla fine della caccia collettiva al cinghiale al termine del prelievo selettivo (date determinate dai calendari venatori), dovrà effettuarsi preferibilmente nei giorni di martedì e venerdì senza limiti di orari, oppure negli altri giorni della settimana con avvio delle operazioni (ivi comprese la disposizione delle poste e la tracciatura) non prima delle ore 9,30. 5. Modalità di utilizzo delle trappole e dei chiusini Le trappole e i chiusini di cattura vanno attivati con esche alimentari e devono essere controllati quotidianamente. Se si prevede di non riuscire ad effettuare i controlli e le relative soppressioni, questi strumenti devono essere disinnescati. In caso di tempo limitato, occorre attivare un numero di trappole corrispondente al tempo disponibile per i relativi controlli. Animali diversi dal cinghiale, eventualmente intrappolati, vanno liberati subito nello stesso luogo di cattura. Le trappole e i chiusini vanno posizionati in modo che non siano direttamente esposti al sole; i recinti di cattura vanno realizzati in modo che, nel corso della giornata, vi sia la possibilità per gli animali intrappolati di stare all ombra. Questi strumenti di cattura dovranno essere opportunamente schermati affinché gli animali catturati non siano spaventati dalla vista di chi si avvicina per l ispezione. 6. Circostanze, tempi e luoghi di rilascio Il rilascio di animali catturati è consentito esclusivamente per esigenze di studio e di ricerca scientifica in accordo con l ISPRA (ex Istituto Nazionale della Fauna Selvatica), o per l eventuale cessione di capi di sesso maschile a campi di addestramento di cani da cinghiale in 4

Pagina 5 di 7 aree recintate, di capi di ambo i sessi con destinazione extra regionale per le attività consentite dalle norme locali o ad allevamenti da carne autorizzati. 7. Operatori incaricati di attuare il controllo Sono incaricati delle operazioni di controllo gli Ufficiali ed Agenti del Corpo di Polizia provinciale che, ai sensi dell art. 19 della legge n. 157/92, potranno avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani di controllo purché muniti di licenza per l esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l esercizio venatorio. Così come previsto dal comma 3 dell art. 16 della L.R. n. 8 del 15 febbario 1994 attuano altresì il piano di controllo gli operatori abilitati alla gestione faunistica del cinghiale ai sensi della deliberazione della Giunta regionale n. 1104 del 18 luglio 2005, iscritti all Elenco provinciale dei coadiuvanti per gli interventi di controllo sul cinghiale. 8. Autodifesa La facoltà di autodifesa sul proprio fondo è attuata dai proprietari o conduttori che esercitano attività agricola ai sensi dell art. 2135 del Codice Civile, sono muniti di partita IVA e sono iscritti all Anagrafe delle Aziende Agricole, dai loro familiari o affini e dai loro dipendenti, secondo le seguenti modalità: nella zona di eradicazione a densità zero in ogni periodo dell anno; nelle aree di gestione faunistico-venatoria a densità bassa o media, secondo il calendario delle fasi fenologiche (definito e aggiornato dal ), e quindi in relazione alle colture presenti in azienda. Considerato che l obiettivo dell autodifesa è quello di allontanare i cinghiali dalle colture, è vietato, nella fattispecie, l uso di pasture che avrebbero l effetto di attirare altri animali nel proprio fondo. L eventuale ricorso a pasture può essere eccezionalmente autorizzato dalla Polizia Provinciale esclusivamente per motivi di sicurezza. L esistenza delle condizioni oggettive per l esercizio dell autodifesa viene verificata dal e mantiene validità sino ad eventuali modifiche delle condizioni stesse, che dovranno pertanto essere tempestivamente comunicate al Servizio stesso. L esercizio dell autodifesa da parte degli aventi titolo è subordinata al rilascio del Foglio operativo da parte della Polizia provinciale, in base alla normativa vigente. Per garantire una maggiore sicurezza agli operatori impegnati nelle operazioni di controllo, è vietato l intervento in autodifesa quando sono in corso, nella zona ove è compresa l azienda agricola, altri interventi di controllo del cinghiale. Sarà cura degli ATC avvertire le aziende agricole interessate. 9. Autorizzazione La Provincia adotta diverse tipologie di autorizzazione alternative e/o integrative: 1) autorizzazioni periodiche o giornaliere, rilasciate dal Corpo di Polizia provinciale; 2) sottoscrizione di apposite convenzioni autorizzative con Associazioni o Enti rappresentativi dei soggetti di cui i punti 3, 7 e 8 del presente piano di controllo. 10. Controllo delle operazioni La vigilanza sulle operazioni è di competenza del Corpo di Polizia Provinciale. Ogni intervento è subordinato alla comunicazione alla Polizia provinciale in fase preventiva e in fase consuntiva. Sino al momento del funzionamento a regime del sistema telefonico automatico di autorizzazione e di registrazione delle operazioni di controllo faunistico, la 5

Pagina 6 di 7 comunicazione preventiva avviene attraverso l invio, via fax, del Foglio operativo giornaliero (modello definito in accordo con i soggetti convenzionati per l attuazione delle operazioni di controllo) agli Uffici di Zona della Polizia Provinciale almeno 36 ore prima dell azione stessa. L esito dell intervento dovrà essere comunicato, al termine dell operazione, sempre via fax al medesimo Ufficio di Zona. In caso di impossibilità occorre anticipare l esito tramite messaggio in segreteria telefonica, a cui seguirà l invio più completo dei dati tramite fax (Sezione consuntivo della Scheda Intervento). 11. Ricerca e recupero dei capi feriti E obbligatoria la tempestiva ricerca e il recupero dei capi feriti, operazione affidata ai conduttori di cane da traccia abilitati i quali la effettueranno avendo a disposizione il personale del GSU/GCC interessato. Il capo, una volta ritrovato, verrà considerato a tutti gli effetti abbattuto dal medesimo GSU/GCC. Dell operazione di recupero deve essere data comunicazione preventiva e consuntiva all Ufficio di Zona della Polizia provinciale. 12. Numero massimo di capi abbattibili Per le operazioni di controllo da svolgersi nell area di rimozione della specie non è previsto nessun tetto massimo di capi abbattibili. 13. Marcatura dei capi abbattuti I capi abbattuti in controllo vanno immediatamente contrassegnati con apposito contrassegno inamovibile, diverso da quello normalmente utilizzato in caccia, applicato al tendine di Achille dell animale. Ai fini della rintracciabilità della carne abbattuta in controllo, le fascette assegnate ai rispettivi coadiutori dagli ATC vengono annotate e scaricate in apposito registro. 14. Destinazione dei capi abbattuti e trattamento delle carcasse Tutti i capi abbattuti saranno trattati ai sensi della normativa regionale contenuta nella Determinazione Dirigenziale n. 15856 del 29/11/2007 Indicazioni tecniche per la commercializzazione di carni di selvaggina abbattuta in attuazione della D.G. 790/2007. Per ogni capo abbattuto in controllo dovranno essere effettuate, a cura dell abbattitore, le rilevazioni biometriche con le medesime procedure utilizzate per i capi abbattuti in caccia. 15. Prescrizioni particolari per i siti della Rete Natura 2000 La Valutazione d incidenza del Piano faunistico-venatorio provinciale indica, per i Siti di Rete Natura 2000 con presenza di lupo e rapaci rupicoli di interesse comunitario (Siti riepilogati di seguito), che l attività di controllo al cinghiale deve essere svolta con gabbie e metodi selettivi, in qualsiasi periodo dell anno. Come forma integrativa in alcuni Siti e in alcuni periodi può essere utilizzato anche il metodo della girata, secondo quanto indicato nella tabella sotto stante: Sito Natura 2000 ettari Controllo cinghiale con il metodo della girata Tipo Nome Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic 2 SIC Gessi Bolognesi, Calanchi dell'abbadessa 4.296 NO NO NO SI 3 SIC-ZPS Corno alle Scale 4.579 NO NO NO SI 4 SIC Monte Sole 6.476 NO NO NO SI 5 SIC Bosco della Frattona 392 SI SI SI SI 6 SIC Media Valle del Sillaro 1.108 SI NO NO SI 7 SIC-ZPS Contrafforte Pliocenico 2.628 NO NO SI SI 6

Pagina 7 di 7 8 SIC-ZPS Monte Vigese 617 NO NO NO SI 9 SIC Monte Radicchio, Rupe di Calvenzano 1.382 NO NO NO SI 10 SIC La Martina, Monte Gurlano 1.107 NO NO NO SI 11 SIC Abbazia di Monteveglio 881 SI SI SI SI 14 SIC Laghi di Suviana e Brasimone 1.902 NO NO NO SI 20 SIC Gessi di M. Rocca, M. Capra e Tizzano 226 SI SI SI SI 21 SIC Grotte e Sorgenti pietrificanti di Labante 5 SI SI SI SI 22 SIC-ZPS Boschi di San Luca e Destra Reno 1.951 NO NO SI SI 27 SIC-ZPS Vena del Gesso Romagnola 1.734 NO NO SI SI 28 SIC Alto Senio 372 SI NO NO SI TOTALE 29.656 Per quanto concerne l uso della girata come forma di controllo all interno dei Siti di Rete Natura 2000 si precisa che: - possono essere svolte da personale di provata affidabilità; - sono vietate le girate contemporanee in parcelle contigue; - possono essere usati esclusivamente cani abilitati ENCI. 16. Norme di sicurezza Gli operatori incaricati di realizzare le azioni di controllo dovranno dimostrare di avere sottoscritto una assicurazione che risarcisca eventuali infortuni subiti, nonché eventuali danni causati a terzi nell esercizio del controllo faunistico. Durante lo svolgimento delle attività connesse all attuazione del presente piano di controllo, gli operatori dovranno seguire le comuni norme di prudenza e buona pratica nell uso delle armi da fuoco e degli altri strumenti consentiti. Durante le operazioni in campo è necessario che gli operatori siano dotati di abbigliamento consono alle condizioni climatiche e al contesto ambientale nel quale si svolgono le attività stesse. Come prescritto per l esercizio venatorio, anche per le azioni di controllo, tutti gli operatori impegnati in azioni di controllo del cinghiale dovranno indossare un giubbotto ad alta visibilità avente caratteristiche analoghe a quelle previste dal Codice della Strada. Dovranno inoltre essere utilizzati guanti di gomma, del tipo usa e getta, per il maneggio delle carcasse degli animali abbattuti. 17. Verifica dei risultati Premesso che le attività di contenimento numerico dovranno essere esercitate prioritariamente in quei distretti ove si sono verificati maggiori danni e dove si è dimostrata inefficace la preventiva azione di prevenzione, i risultati ottenuti dalle operazioni di controllo saranno verificati con cadenza almeno trimestrale (preferibilmente nei mesi di febbraio, maggio e settembre) per valutare il conseguimento degli obiettivi fissati e l indice di efficienza dei Gruppi e delle diverse tecniche di controllo, al fine anche di individuare i correttivi atti a migliorare l efficacia dell intera attività. Tale verifica verrà effettuata dalla Provincia, avvalendosi dei rapporti predisposti dalla Polizia Provinciale, dai Presidenti degli ATC e dai Referenti agricoli, anche con il concorso dei rappresentanti delle Associazioni agricole, venatorie e di tutela ambientale. 7