Marta Avanzi TARTARUGHE TERRESTRI
Progetto grafico: Elisabetta Lepore Redazione: Emanuela Busà A Massimo, Linda e Lorenzo Questo libro è stato scritto con la preziosa collaborazione di Flavio Nicoletti, da anni appassionato allevatore di numerose specie di tartarughe, che mi ha messo a disposizione le sue conoscenze, la sua esperienza e le sue tartarughe (la maggior parte di quelle riprodotte in questo testo sono allevate da lui). Merita la mia riconoscenza anche sua moglie Monica Marchetto, che più volte mi ha permesso di invadere la sua casa e il suo giardino per fotografare gli animali. Desidero ringraziare inoltre Mauro Favrin, Piero Meneghin, il negozio Minizoo di Castelfranco Veneto e tutti i clienti che gentilmente mi hanno lasciato fotografare i loro animali. Infine, un grosso ringraziamento e la mia riconoscenza all amico e collega dr. Massimo Millefanti, che con la sua paziente assistenza ha permesso la pubblicazione di questo libro. A Linda Timossi va tutta la mia riconoscenza per avermi fatto conoscere e fotografare Tom e le altre Geochelone nigra del Loro Parque, un esperienza unica e indimenticabile. Per informazioni e segnalazioni: info.devecchi@giunti.it 2011 Giunti Editore S.p.A. Via Bolognese 165-50139 Firenze - Italia Via Dante 4-20121 Milano - Italia Prima edizione: febbraio 2011 Ristampa Anno 6 5 4 3 2 1 0 2015 2014 2013 2012 2011 Stampato presso Giunti Industrie Grafiche S.p.A. Stabilimento di Prato
SOMMARIO INTRODUZIONE 4 CONOSCERE LE TARTARUGHE L ORIGINE E LA CLASSIFICAZIONE 6 LA MORFOLOGIA E LA FISIOLOGIA 9 L ACQUISTO 23 L ALLEVAMENTO ALL APERTO 31 L ALLEVAMENTO IN TERRARIO 36 IL LETARGO 46 L ALIMENTAZIONE 53 LA RIPRODUZIONE 60 LA SALUTE E LE MALATTIE 70 GUIDA ALLE SPECIE Cuora flavomarginata 86 Geochelone carbonaria 88 Geochelone elegans 90 Geochelone pardalis 92 Geochelone sulcata 94 Heosemys spinosa 96 Kinixys belliana 98 Kinixys erosa 100 Kinixys homeana 101 Terrapene carolina 102 Terrapene ornata 106 Testudo graeca 108 Testudo hermanni 112 Testudo (Agrionemys) horsfieldii 116 Testudo marginata 118 LA LEGISLAZIONE SUGLI ANIMALI ESOTICI 121 INDIRIZZI UTILI 123 BIBLIOGRAFIA 124 INDICE ANALITICO 125
INTRODUZIONE Le tartarughe sono i rettili più antichi, presenti sulla terra da duecento milioni di anni. Sebbene abbiano interessato e affascinato l uomo da secoli, sono in gran parte ancora sconosciute: si sa infatti pochissimo di molti aspetti della loro biologia e del loro comportamento, così come del loro processo evolutivo. Creature affascinanti e misteriose, restano pur sempre animali selvatici, non sempre così facili da allevare. Molte specie stanno fronteggiando una seria minaccia di estinzione, sia a seguito della raccolta indiscriminata di esemplari allo stato libero sia a causa della distruzione dei loro habitat naturali. Per scongiurare questo pericolo, ognuno di noi può impegnarsi a non acquistare soggetti di cattura, così da non contribuire a incrementarne il mercato, cercando invece di riprodurli in cattività. Questo libro si propone di illustrare tutti gli aspetti pratici del mantenimento in cattività delle tartarughe di terra e semiterrestri. La parte iniziale, sull anatomia e la fisiologia, serve a capire come sono fatti questi animali e come funziona il loro organismo, così da permettere all allevatore di rispettare meglio le loro esigenze. Il capitolo dedicato all acquisto ha invece lo scopo di aiutare nella scelta sia di un esemplare sano sia di una specie adatta alle possibilità di allevamento dell acquirente. Ampio spazio è poi dedicato al mantenimento, all aperto e in terrario, e all alimentazione delle diverse specie, con un occhio particolare agli errori più comuni che si commettono in questi campi. Un intero capitolo è inoltre dedicato al letargo, uno alla riproduzione e un altro ancora illustra i più diffusi problemi di salute. Le specie di tartarughe di terra che si possono reperire oggi, ognuna con specifiche necessità di allevamento e di alimentazione, sono molte: la parte finale del volume comprende una serie di schede che illustrano quelle più comuni, con la descrizione e le immagini di ciascuna e le necessarie informazioni per allevarle e riprodurle al meglio. Ci auguriamo dunque che questo testo possa essere d aiuto a chiunque desidera allevare nelle migliori condizioni questi meravigliosi rettili, garantendo loro una vita lunga e sana. 4
CONOSCERE LE TARTARUGHE
L ORIGINE E LA CLASSIFICAZIONE Le tartarughe, o cheloni, appartengono alla classe dei Rettili, una delle cinque classi (assieme a Pesci, Anfibi, Uccelli e Mammiferi) di vertebrati. I primi rettili si sono evoluti a partire dagli anfibi, e a loro volta hanno dato origine agli uccelli e ai mammiferi. Tutte le tartarughe, unici rettili dotati di corazza, appartengono alla sottoclasse Anapsida, che a sua volta contiene un solo ordine attualmente esistente: quello dei Cheloni, o Chelonia. Considerate i più antichi rettili viventi, sono apparse sulla terra ben duecento milioni di anni fa, prima di sauri, serpenti e coccodrilli. Da allora, le carat- teristiche della corazza sono rimaste sostanzialmente invariate, il che rende questa struttura, potremmo dire, di successo dal punto di vista evolutivo. Non è solamente la corazza, però, a essere rimasta invariata: le tartarughe che conosciamo oggi sono infatti essenzialmente immutate rispetto a quelle primitive, essendo riuscite a superare perfino gli eventi catastrofici che 56 milioni di anni fa provocarono l estinzione dei dinosauri e di moltissime altre specie. Una Manouria emys. Il genere Manouria è tra i più antichi: si ritiene che le prime tartarughe avessero un aspetto simile a questo. TARTARUGA O TESTUGGINE? La suddivisione dei cheloni in tartarughe e testuggini non ha valore scientifico, e i due termini sono praticamente sinonimi. Tartaruga si utilizza più spesso per le specie d acqua dolce, mentre testuggine per quelle terrestri (soprattutto della famiglia Testudinidae): tutte le specie appartenenti all ordine Testudines (o Chelonia) possono comunque essere indicate correttamente come tartarughe. La parola tartaruga ha una curiosa origine. Si ritiene che derivi dal tardo latino tartaruchu(m), che significa demonio, a sua volta derivato dal greco tartaruchos, abitante del Tartaro : evidentemente le tartarughe non godevano di una grande considerazione (e i tartari neppure!). Più banale è l etimologia della parola testuggine, che deriva dal latino testudine(m), a sua volta derivazione di testa, che significa guscio. 6 CONOSCERE LE TARTARUGHE
LA CLASSIFICAZIONE DEI RETTILI Classe Reptilia Sottoclasse Anapsida Lepidosauria Archosauria Ordine Testudines o Chelonia Rhynchocephalia Squamata Crocodylia (tartarughe o cheloni) (tuatara) (squamati) (coccodrilli) Sottordine Cryptodira Sauria (sauri o lucertole) Sottordine Pleurodira Serpentes (ofidi o serpenti) Sottordine Amphisbaenia (amfisbenidi) Oggi questi rettili, che si sono adattati a una grande varietà di habitat e di climi, dalle foreste pluviali ai deserti, dai fiumi alle montagne, occupano tutti i continenti eccetto l Antartide. Le specie di tartarughe viventi sono più di 240, anche se molte (soprattutto di terra) sono in pericolo di estinzione a causa della distruzione dei loro habitat naturali e della raccolta indiscriminata di esemplari allo stato libero sia per il mercato degli animali da compagnia sia per quello alimentare. La classificazione delle tartarughe è tutt altro che definitiva; al contrario, viene costantemente rivista e corretta a mano a mano che si compiono nuovi studi. Accade così spesso che le specie esistenti vengano periodicamente suddivise in nuove sottospecie, a loro volta considerate poi specie a parte, oppure che diverse sottospecie vengano cancellate e considerate semplici variazioni della medesima specie, oppure ancora che specie appartenenti allo stesso genere vengano ricollocate in generi diversi, e così via. Particolarmente controversa è la classificazione di Testudo graeca: alcuni studiosi sostengono che comprenda quattro sottospecie, altri che queste sottospecie siano in effetti da considerare quattro specie e altri ancora che esse appartengano addirittura a generi diversi. L ORIGINE E LA CLASSIFICAZIONE 7
LE TARTARUGHE DI QUESTO LIBRO In questo libro ci occuperemo delle tartarughe di terra, che appartengono quasi tutte alla famiglia Testudinidae. Alcuni generi di tartarughe semiterrestri (tra cui Cuora spp., Terrapene spp. e Rhinoclemmys spp.) appartengono invece alla famiglia Bataguridae e Emydidae. Vediamo in questa tabella la classificazione completa delle tre famiglie di nostro interesse, con evidenziati i generi delle tartarughe trattate nel volume. Famiglia Bataguridae Testudinidae Emydidae Sottofamiglia Batagurinae Emydinae Generi Batagur Kinixys Clemmys Callagur Pyxis Emys Chinemys Chersina Emydoidea Geoclemys Homopus Terrapene Hardella Psammobates Hieremys Manouria Kachuga Indotestudo Malayemys Geochelone Morenia Testudo Ocadia Gopherus Orlitia Malacochersus Siebenrockiella Sottofamiglia Geoemydinae Deirochelyinae Generi Cuora Chrysemys Cyclemis Trachemys Geoemyda Pseudemys Heosemys Deirochelys Mauremys Graptemys Melanochelys Notochelys Pyxidea Rhinoclemmys Sacalia 8 CONOSCERE LE TARTARUGHE
LA MORFOLOGIA E LA FISIOLOGIA La struttura delle tartarughe può essere paragonata a una sorta di scatola rigida provvista di zampe. Ed è proprio la rigidità della corazza a influenzare la conformazione degli organi interni e la fisiologia di questi animali. Una corazza che, contrariamente a quanto crede chi ha poca familiarità con questi rettili, forma un tutt uno con il resto del corpo, e non è quindi certo sfilabile dalla tartaruga Una giovane Geochelone nigra. La corazza è l elemento distintivo delle tartarughe. LO SCHELETRO costole cranio cinto scapolare colonna vertebrale scuti cornei ossa della corazza cinto pelvico vertebre del collo radio e ulna omero piastrone Fonte I rettili di Colin McCarthy, Istituto Geografico DeAgostini tibia e fibula femore LA MORFOLOGIA E LA FISIOLOGIA 9
LA CORAZZA La corazza, cioè la struttura rigida che protegge come un armatura il corpo delle tartarughe, è l elemento distintivo di questa classe di Rettili: tutte le tartarughe ne possiedono una, e solo nelle tartarughe è presente la corazza. A seconda della specie, può aver subito notevoli modificazioni o riduzioni, ma nelle tartarughe di cui ci occuperemo, le testudinidi e alcune emididi, la sua struttura è piuttosto uniforme e facilmente riconoscibile. La corazza è composta di due parti: una dorsale, più o meno convessa, detta carapace, e una ventrale, generalmente piatta, detta piastrone. Carapace e piastrone si uniscono lungo i fianchi dell animale tramite un ponte osseo o una connessione legamentosa. Rimangono libere due aperture: una anteriore (da cui sporgono la testa e gli arti anteriori) e una posteriore (in cui sono presenti coda e arti posteriori). La corazza è costituita da due strati. Lo strato più superficiale, molto sottile, è formato da materiale corneo organizzato in placche distinte, dette scudi o scuti, che con i loro pigmenti conferiscono all animale la colorazione tipica. Al di sotto de- La corazza di una testuggine. Il punto di unione tra carapace e piastrone è detto ponte. Parte interna del carapace: la colonna vertebrale è fusa con le ossa della parte dorsale della corazza. 10 CONOSCERE LE TARTARUGHE
Fine dell'anteprima Ti è piaciuta? Acquista l'ebook completo oppure guarda la scheda di dettaglio dell'ebook su UltimaBooks.it