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Transcript:

Alessandro Scopelliti alessandro.scopelliti@unirc.it

Il tasso di crescita ed il tasso di disoccupazione negli USA dal 1970 ad oggi

Nel grafico precedente sono state riportate le variazioni del Pil e della disoccupazione nell economia USA. Le due curve sono nettamente speculari. È un importante esempio di movimento congiunto: l andamento della disoccupazione è correlato negativamente con quello dell attività economica. Se il Pil cresce molto, la disoccupazione diminuisce. Se cresce poco (o, peggio, cala) la disoccupazione aumenta. Questo fatto stilizzato viene chiamato Legge di Okun. Tale regolarità empirica collega il tasso di crescita della produzione con le variazioni del tasso di disoccupazione.

La Legge di Okun per gli Stati Uniti (1970-2007)

Nel grafico precedente viene presentata la Legge di Okun con un diagramma a dispersione (tra la D% del Pil e la D% della disoccupazione). Emerge una chiara correlazione inversa. L intercetta con l asse delle ascisse indica la crescita del Pil superata la quale la disoccupazione diminuisce (circa il 3%). L inclinazione della retta misura la riduzione di disoccupazione associata, in media, a un punto di crescita del Pil (circa 0.4%). La Legge di Okun può essere così formulata: u t -u t-1 = - (g Yt g Y ) La disoccupazione diminuisce quando il tasso di crescita del prodotto g Yt supera il tasso di crescita potenziale dell economia g Y.

Due motivi per cui la produzione può crescere senza dar luogo a riduzioni della disoccupazione. 1) La forza lavoro cresce nel tempo. Perciò, se il numero dei nuovi occupati per effetto dell aumento di produzione compensa soltanto la crescita della forza lavoro, il tasso di disoccupazione rimane invariato. 2) Col passare del tempo aumenta anche la produttività per produrre lo stesso prodotto occorrono meno occupati. La conseguenza è che l aumento della produzione può avvenire senza che aumenti il numero degli occupati. Se g Y è la somma del tasso di crescita della forza lavoro e del tasso di crescita della produttività, la disoccupazione diminuisce solo se la produzione cresce più velocemente del tasso di crescita potenziale dell economia.

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Il tasso di crescita ed il tasso di disoccupazione in Italia dal 2000 ad oggi

La legge di Okun per l Italia (1970-2007)

Nel breve periodo, il tasso di disoccupazione varia in relazione all andamento del ciclo economico. Tuttavia, un problema osservato nel corso degli ultimi decenni, specie in Europa, è stato che il tasso di disoccupazione è aumentato nel corso delle recessioni ma non è diminuito al precedente livello in fase di ripresa economica Tale fenomeno è conosciuto come isteresi, cioè come persistenza della disoccupazione, ed è dovuto alla scarsa flessibilità del mercato del lavoro. In presenza di isteresi, il tasso di disoccupazione nell anno t dipende dal tasso di disoccupazione nell anno t-1, sia pure secondo un coefficiente inferiore ad 1

naturale Cosa determina il tasso di disoccupazione di un economia nell equilibrio di medio-lungo periodo? Il tasso naturale di disoccupazione indica il tasso di disoccupazione per cui il livello dei prezzi atteso dai lavoratori al momento della stipula dei contratti è uguale al livello dei prezzi fissato dalle imprese. Può definirsi come il tasso strutturale di disoccupazione in un economia. Perciò, può comunque essere ridotto attraverso politiche strutturali operanti dal lato dell offerta. Esso può essere determinato mediante l interazione tra l equazione dei prezzi e l equazione dei salari.

L equazione dei salari L equazione dei salari determina il salario nominale richiesto dai lavoratori dato il tasso di disoccupazione. La forma di questa relazione dipende da: Livello atteso dei prezzi, P e Tasso di disoccupazione, u Aspetti istituzionali del mercato del lavoro, z Il tasso di disoccupazione W = P e F(u, z) Ha un impatto negativo sulla determinazione del salario nominale: una disoccupazione più elevata riduce la forza contrattuale dei lavoratori, costringendoli ad accettare salari inferiori.

L equazione dei salari Il livello atteso dei prezzi In generale, il livello dei prezzi influenza i salari nominali perché i lavoratori sono interessati ai salari reali, cioè al potere di acquisto di cui possono disporre sulla base dei loro salari. In particolare, i salari dipendono dal livello dei prezzi attesi P e, poiché essi sono fissati in un momento in cui il livello dei prezzi cui fare riferimento non è ancora noto. Infatti, nei contratti collettivi di lavoro, il salario è fissato in anticipo per alcuni anni mediante la contrattazione tra le imprese e i sindacati dei lavoratori.

L equazione dei prezzi L equazione dei prezzi determina il livello dei prezzi fissato dalle imprese in base al costo marginale sostenuto per la produzione dei beni. Consideriamo una funzione di produzione aggregata con un solo fattore produttivo, il lavoro, e assumiamo che la funzione presenti rendimenti di scala costanti: Y = AN In tal caso, l impresa sarà disposta a pagare un salario costante. Perciò, dato che l impresa applica un mark-up rispetto al costo marginale, l equazione dei prezzi sarà espressa: dove W è il salario nominale e di produzione. P = (1+ ) W è il ricarico del prezzo sul costo

Il salario reale di equilibrio Dall equazione dei salari, supponiamo che il livello atteso dei prezzi sia eguale al livello effettivo dei prezzi. Dividendo entrambi i membri per P, otteniamo: W/P = F(u, z) (1) Tale equazione indica il salario reale che i lavoratori richiedono, per un dato tasso di disoccupazione, nel caso che le loro aspettative sul livello dei prezzi siano corrette. Dall equazione dei prezzi, invertendo entrambi i lati dell equazione, ricaviamo: W/P = 1/(1+ ) (2) Tale equazione indica il salario reale che le imprese sono disposte a pagare per un certo tasso di disoccupazione.

di equilibrio Combinando le equazioni (1) e (2), otteniamo il salario reale di equilibrio ed il tasso di disoccupazione di equilibrio: F(u n, z)=1/(1+ )

di equilibrio L effetto di un aumento dei sussidi di disoccupazione o del livello di protezione dei lavoratori

di equilibrio L effetto di una riduzione del grado di concorrenza sul mercato dei prodotti