NINO LA CIVITA (1910 1972) pittore ha lavorato sempre nella semplicità, posando il suo occhio puro sulle realtà quotidiane, sulle piccole epifanie che sbocciano dalla natura e dai volti. (Gianfranco Ravasi) Nino La Civita, artista apprezzato più all estero che in patria, nacque a Sulmona il 2 marzo 1910 da Ercole, abile sarto, e Lucia Puglielli, donna di elevati sentimenti e di profonda vita religiosa. La sua era una famiglia numerosa, con lui altri cinque fratelli: Giulio, Nina, Giovanni, Attilio e Gilda. Il padre lo avrebbe voluto accanto a sé per avviarlo al mestiere di sarto ma il ragazzo si orientò da subito alla cura della sua vera passione: la pittura. Fu assecondato dai genitori e così fu iscritto alle Scuola d Arte di Sulmona. Qui, insieme a Giuseppe Bellei, anche lui futuro artista affermato, fu allievo dell insigne maestro Alfonso Rossetti il quale ebbe cura di avviarlo alla lettura della realtà in chiave analitico-tradizionale, in ossequio ai cononi di quell arte sociale di cui furono illuminati caposcuola Domenico Morelli e Teofilo Patini. Dette da subito prova di grande attitudine riportando ottime votazioni che lo spinsero a recarsi a Roma dove studiò alla Scuola di Arte Sacra del prof. Giuseppe Conti. Nella scuola della capitale apprese la tecnica della pittura di carattere grafico e della pittura murale. A Roma entrò in contatto con la scuola del prof. Ballerini, e quando, nel 1937 questi si trasferì in India, lo volle portare con sé come suo migliore allievo. Fu proprio in questa terra lontana, ricca di misteri e di fascinose seduzioni che il Nostro trovò la sua giusta consacrazione artistica. La Civita si trova ad operare in un paese sostanzialmente sconosciuto e lontano dalle rotte attraversate da tanti emigranti nel periodo tra le due guerre. Un paese, l India, sotto la dominazione britannica ma ancora per fortuna intatto nella propria organizzazione sociale, culturale e soprattutto spirituale. Unico appoggio su cui l artista potè fare riferimento era rappresentato dalle Missioni cattoliche e proprio in una di queste trovò la sua opportunità di lavoro affrescando e decorando chiese ed edifici pubblici e privati tra i quali la residenza del Maharajah Tagore, fratello del famoso poeta indiano che gli commissionò un ciclo di affreschi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, l artista sulmonese viene internato in un campo di concentramento britannico a Calcutta. All atto dell internamento gli vengono requisiti tutti i beni in suo possesso, tra i quali, oltre al materiale indispensabile al suo
lavoro, 14 quadri a pastello con ritratti di tipi dell Himalaya e 18 paesaggi indiani, tutte opere che non gli saranno più restituite. La Civita rimase rinchiuso nel campo di concentramento ben sei anni, da giugno del 1940 a luglio del 1946 quando Padre Luca, missionario cappuccino di Firenze, suo compagno di prigionia, una volta libero ottenne di ospitare il compagno nel convento di Dehra-Dun col pretesto che l artista avrebbe dovuto affrescarne la chiesa con un ciclo sulla vita di San Francesco. Nino la Civita lascia la prigionia e si dedica con passione alla sua opera. Pur utilizzando attrezzature precarie e costretto ad operare in condizioni difficili, l artista sulmonese realizzò un autentico capolavoro ispirato alla vita del santo di Assisi. Il ciclo rivive con effetto straordinario ed in maniera diretta ed immediata, l estasi mistica del Santo, dal momento della rinuncia ai beni terreni sino al suo ritorno a Dio. L Arcivescovo della città indiana, Mons. Enrico Vanni, così si espresse dopo aver visto l affresco: Il genio di Nino La Civita ha trapiantato in terra d India un lembo d Italia. Dopo quasi venti anni trascorsi in India, dove visse i migliori momenti della sua arte pittorica, agli inizi degli anni Cinquanta, La Civita fece ritorno a Sulmona, dove continuò con successo la propria carriera artistica ed insegnò Pittura all Istituto d Arte Gentile Mazara, dove aveva studiato da giovane. Nel 1969 sposò Isidra Penci, insegnante di Lettere, con la quale visse un amore felice ma purtroppo brevissimo; la morte infatti lo colse improvvisamente tre anni dopo, il 25 gennaio 1972, a soli 61 anni. Nel 1996, nella sua città natale, l unica iniziativa volta a ricordare la figura del grande artista: una mostra delle sue migliori opere realizzate durante gli anni trascorsi in India. La mostra rappresenta una sorta di grande album di impressioni raccolto attorno ad un attenta e rispettosa osservazione di una realtà culturalmente lontana. Le opere, generalmente di piccole dimensioni, sono eseguite ad acquerello, gessetto e carboncino. Tema ricorrente è la vita del villaggio: l artista traccia con rapidi ed accurati gesti le semplici attività che segnano l incedere del tempo, lento e sempre uguale, nella vita della comunità. Della mostra è stato realizzato un catalogo a cura di Maurizio Romanò, oggi praticamente introvabile. FONTI Carlo Maria d Este (Centro reg.le Beni Culturali) tutte le notizie biografiche e le immagini sono tratte da MAURIZIO ROMANÒ, a cura di, Catalogo Nino La Civita Mostra retrospettiva dal 22 giugno al 6 luglio 1996. Sulmona Palazzo Mazara. Prefazione di Gianfranco Ravasi, testi di Antonio Pantaleo. Aggiunto in Sulmona il 25 luglio 2016
Nino La Civita Marina pastello su carta 22x32 1934 N. La Civita Albero sacro con tempietto indù tempera su carta 53x37 1944
Nino La Civita Catena dell Himalaya acquerello su carta 33x24 Nino La Civita Catena dell Himalaya da Mussorie olio su tela73x53 1949
Nino La Civita Tempio Indù pastello e gessetto su carta 42x35 1949 Nino La Civita Interno delle grotte di Ellora olio su tela 53x37
Nino La Civita Raffineria nei pressi di Lecco olio su tela 30x24 1969 Nino La Civita Vallata del Gange a nord di Dehra-Dun acquerello su carta 53x37 1956
Nino La Civita Vaso di fiori gessi colorati su carta 48x65 1971 Nino La Civita Manifesto commissionato dal Governo indiano in occasione della proclamazione dell Indipendenza della Repubblica Indiana 1950
Nino La Civita Ritratto matita e acquerello su carta 22x30 Nino La Civita Ritratto matita e acquerello su carta 27x36 Nino La Civita Ritratto gessetti colorati su carta 36x50 1942 Nino La Civita Ritratto gessetti colorati su carta 36x50 1948
Nino La Civita Fanciulla del rossetto olio su tela 29x40 Nino La Civita Ritratto di Sikh gessetti colorati su carta 36x50 1942 Nino La Civita Ritratto di donna tibetana gessetti colorati su carta 36x50 1942