La successione necessaria Prof.ssa Cinzia Criaco Argomenti La disciplina dei legittimari è contemplata nel capo X titolo I Libro II delle successioni. Le questioni in argomento sono: La fattispecie della successione necessaria.. 1
La fattispecie della successione necessaria La successione necessaria non costituisce un tertium rispetto alla successione legittima e a quella testamentaria. La successione legittima si distingue infatti in: Successione legittima ab intestato Successione necessaria Art. 457 cc L'eredità si devolve per legge o per testamento. Non si fa luogo alla successione legittima se non quando manca, in tutto o in parte, quella testamentaria. Le disposizioni testamentarie non possono pregiudicare i diritti che la legge riserva ai legittimari. La fattispecie della successione necessaria Rispetto alla successione testamentaria, questa disposizione costituisce un limite all autonomia privata Si presuppone sempre un conflitto tra la volontà della legge e la volontà del defunto. Successione ab intestato e successione necessaria sono entrambe successioni legittime e dunque non vi può essere conflitto. 2
La fattispecie della successione necessaria Bisogna precisare che parlare di successione necessaria non significa che il legittimario debba necessariamente assumere la qualifica di erede. Il legittimario può sempre rinunciare all eredità Necessaria si può qualificare la delazione al legittimario in quanto si opera indipendentemente e contro la volontà del testatore Ci si chiede se il legittimario è erede o ha solo diritto ad una parte dei beni. Si prospettano diverse teorie: Sotto la vigenza del codice del 1865 Il legittimario è erede fin dal momento della apertura della successione, anche se per entrare in possesso effettivo dei beni sarà necessario proporre l azione di riduzione delle disposizioni che ledono la sua quota. La qualità di erede appartiene ipso iure al legittimario, indipendentemente dalla disposizioni del defunto. 3
È una teoria che si ispira alla dottrina francese ma nel nostro ordinamento tale teoria si scontra contro due fondamentali principi: Art. 588 cc: Le disposizioni testamentarie, qualunque sia l'espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede, se comprendono l'universalità o una quota dei beni del testatore. Art. 457 cc L'eredità si devolve per legge o per testamento. Il nostro sistema si basa però sulla tutela del legittimario attraverso l azione di riduzione: Azione che non mira alla dichiarazione di nullità delle disposizioni testamentarie ma è diretta a ridurre le disposizioni lesive. Al legittimario non è devoluta la quota fino a che non si riduce la devoluzione lesiva. 4
Sotto la vigenza del codice del 1865 Si distingue nella successione ai legittimari tra quota di eredità e quota di legittima Quota di eredità È a quota del relictum, ossia calcolata sui beni del defunto che esistono al momento dell apertura della successione. È la quota che si devolve al legittimario ipso iure anche se questo è totalmente escluso, col testamento, dalla successione. Per conseguire questa quota non è necessario proporre l azione di riduzione. La quota di legittima si determina in relazione all art. 556 cc Per determinare l'ammontare della quota di cui il defunto poteva disporre si forma una massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte, detraendone i debiti. Per tale quota il legittimario deve proporre l azione di riduzione 5
La distinzione tra quota di eredità e quota di legittima consente di affermare che il legittimario è si erede, in quanto è a lui devoluta ope legis la quota di eredità, attraverso al quale partecipa fin dall apertura del testamento alla comunione ereditaria. Attraverso l azione di riduzione potrà poi ottenere la quota di legittima La terza teoria sostiene che il legittimario al momento dell apertura della successione non è erede Se è stato soltanto leso sarà erede solo in quella parte che gli è stata attribuita dal testatore. Il legittimario diventerà erede della quota che gli spetta solo nel momento in cui avrà esercitato vittoriosamente l azione di riduzione. 6
Tale tesi è prevalente e trova conferma in diverse disposizioni del codice civile Art. 536 cc definisce i legittimari come: Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi. Art. 551 II comma: Se preferisce di conseguire il legato, perde il diritto di chiedere un supplemento, nel caso che il valore del legato sia inferiore a quello della legittima, e non acquista la qualità di erede. Al momento dell apertura del testamento il legittimario non è erede ma lo diviene solo se esercita vittoriosamente l azione di riduzione Ci si chiede se: il legittimario debba accettare l eredità dopo la sentenza di riduzione; o se l accettazione sia già implicita nella domanda di riduzione: versione preferibile. Secondo dottrina e giurisprudenza la riduzione delle disposizioni lesive non deve necessariamente avvenire tramite decisione giudiziaria, ma può accadere che l erede faccia una dichiarazione a favore del legittimario pretermesso. Prima dell esercizio dell azione di riduzione il legittimario ha soltanto un diritto potestativo. 7
La dottrina distingue la successione necessaria e la successione ab intestato in base a due criteri: Il criterio dell oggetto La quota della successione necessaria è sempre una quota minore rispetto alla quota risultante dalla successione ab intestato. La quota ab intestato si calcola sul solo relictum. La quota necessaria tiene conto del relictum sommato al donatum. La successione intestata può essere priva di un contenuto patrimoniale attivo, nella successione necessaria si acquistano dei beni. Il criterio della fattispecie La successione necessaria presuppone una lesione di legittima e tale successione si apre per effetto della azione di riduzione esercitata vittoriosamente. Quindi si tratta di un diritto potestativo del legittimario. 8
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