R.S.P.P. Misure contro l incendio D. Lgs. 9 aprile 2008, n 81
D. Lgs. 81/08 - Allegato IV Misure contro l incendio Negli studi, seppure non esistano pericoli specifici di incendio: E vietato fumare Devono essere predisposti mezzi ed impianti di estinzione idonei, mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto L acqua NON deve essere usata per lo spegnimento di incendi 2
D. Lgs. 81/08 - Allegato IV Misure contro l incendio Fino all adozione di nuovi decreti, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministero dell Interno in data 10 marzo 1998 3
D.M. 10 marzo 1998 Il datore di lavoro effettui una valutazione specifica del rischio incendio che costituisce parte del documento di valutazione dei rischi di cui all art. 28, comma 2 del D.Lgs. 81/08. D.M. 10 marzo 1998 dispone che: se il numero di dipendenti non è superiore a 10, non è obbligatorio che tale valutazione sia riportata su un documento scritto, ma consigliato. 4
Misure per ridurre la probabilità di insorgenza di incendio Individuare le misure organizzative Predisporre regolamento sulle misure di sicurezza Informazione e formazione dei lavoratori Per gli studi dentistici con meno di 10 addetti non è obbligatoria la redazione di un piano di emergenza ed evacuazione scritto, fermo restando l obbligo di adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. 5
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 Via di uscita: il percorso senza ostacoli al deflusso che consente, agli occupanti un edificio o un locale, di raggiungere un luogo sicuro dagli effetti di un incendio Caratteristiche delle vie di uscita Segnalazione e illuminazione delle vie di uscita Sistema di apertura delle porte (verso l esodo) 6
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 La lunghezza delle vie di uscita deve essere: Da 12 a 45 metri - se presente una sola via di uscita Da 40 a 60 metri - se presenti più vie di uscita La lunghezza deve avvicinarsi il più possibile al limite inferiore nel caso che la sede sia frequentata da pubblico 7
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 Le persone del pubblico sono di norma in numero tale da consentire l applicazione del limite superiore, realizzando facilmente la possibilità di raggiungere un luogo sicuro La larghezza delle vie di uscita deve essere sufficiente in relazione al numero degli occupanti Per il ridotto numero di pazienti ed eventuali accompagnatori presenti negli studi dentistici, la larghezza delle vie di uscita risulta, in generale rispondente al requisito di legge 8
Individuazione delle vie di uscita c. 1, art. 33/626 Vie e uscite di emergenza devono essere: Evidenziate da apposita segnaletica, conforme alle disposizioni vigenti (D.Lgs. 493/96) durevole e collocata in luoghi appropriati Richiedono un illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell impianto elettrico 9
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 Tutte le vie di uscita devono essere illuminate per consentire la loro percorribilità in sicurezza fino all uscita su luogo sicuro ( luogo dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio ) 10
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 In un condominio il luogo sicuro può essere su un piano diverso rispetto alle sedi di lavoro, il titolare di sede deve imporre, con richiesta scritta, all amministratore del condominio l installazione di luci di emergenza adeguate, se assenti. 11
Individuazione delle vie di uscita Allegato III D.M. 10 marzo 1998 L apertura nel verso dell esodo non è richiesta quando possa determinare pericoli per passaggio di mezzi o per altre cause, fatta salva l adozione di accorgimenti atti a garantire condizioni di sicurezza equivalente. 12
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 In caso di vincoli urbanistici o architettonici che impediscano l adeguamento dei luoghi di lavoro alle disposizioni normative di cui sopra, il Titolare dello studio dentistico, previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, individua misure alternative che garantiscano un livello di sicurezza equivalente. 13
Individuazione delle vie di uscita D.M. 10 marzo 1998 Le porte lungo le vie di uscita non devono essere chiuse a chiave Le porte dotate di apertura a scatto devono potersi aprire facilmente e immediatamente in caso di black-out elettrico La larghezza minima di una porta lungo le vie di fuga deve essere di 80 cm 14
Misure per la rivelazione e l allarme in caso di incendio Il Titolare dello studio dentistico deve adottare tutte le misure per la rivelazione e l allarme in caso di incendio tali da assicurare che le persone presenti nel luogo di lavoro siano avvisate di un principio di incendio prima che esso minacci la loro incolumità. Considerato che gli studi dentistici hanno superfici non troppo estese, il segnale d allarme dato a voce è ritenuto normalmente adeguato. 15
Adozione di attrezzature di estinzione incendi In ogni studio dentistico dovrebbe essere presente almeno un estintore da utilizzare in caso di principio di incendio per evitarne la propagazione all interno del locale. 16
Verifica periodica delle misure di protezione antincendio Gli estintori devono essere sottoposti a verifica periodica, con frequenza semestrale, da parte di personale qualificato. La scadenza di revisione degli estintori bottiglia è stabilita in relazione al tipo di estinguente: o Estintori a polvere: 36 mesi o Estintori ad anidride carbonica: 60 mesi 17
Verifica periodica delle misure di protezione antincendio Verifica periodica dell efficacia ed efficienza dell illuminazione di emergenza Verifica delle condizioni di sicurezza al termine dell orario di lavoro Messa fuori tensione delle apparecchiature elettriche Spegnimento fiamme libere Chiusura di valvole del gas e dell acqua Rimozione di tutti i rifiuti combustibili Deposito in luoghi sicuri di tutti i materiali infiammabili 18
Informazione e formazione dei lavoratori D.Lgs. 81/08: il titolare dello studio dentistico può svolgere direttamente, oltre ai compiti propri di R.S.P.P., anche quelli di responsabile della prevenzione incendi e di evacuazione. Il corso di formazione in materia di antincendio è ricompreso nel corso di formazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro previsto per i datori di lavoro che assumono in prima persona l incarico di R.S.P.P. dopo il 31/12/96 19
Informazione e formazione dei lavoratori R.S.P.P. deve: Individuare una persona addetta all assistenza in situazioni di emergenza delle persone disabili, anziani, donne in gravidanza, etc. Fornire a tutti i lavoratori una adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle misure da attuare in caso di incendio. 20
Documento di valutazione rischio antincendio Verifica presenza di materiali combustibili e/o infiammabili Verifica presenza di sorgenti di innesco e fonti di calore Attrezzature elettriche Macchine in cui si produce calore Uso di fiamme libere 21
Documento di valutazione rischio antincendio Individuazione della aree maggiormente a rischio: Zona sterilizzazione: apparecchiature sostanze infiammabili Sala odontoiatrica: apparecchiature pazienti Sala ritocchi: possibili fiamme libere Sala d attesa: pazienti e accompagnatori N.B. La presenza di persone estranee, può essere un rischio aggiuntivo se, con un comportamento anomalo e non prevedibile, sono causa diretta di una situazione di emergenza. 22
Risultato della valutazione del rischio incendio Lo studio dentistico è luogo di lavoro a rischio di incendio basso La valutazione del rischio incendio deve essere aggiornata in caso di significativo cambiamento dell attività svolta, dei materiali utilizzati o depositati e in caso di ristrutturazioni o ampliamenti dell edificio. 23
Norme di comportamento dei lavoratori Comunicazione immediata di qualunque situazione di emergenza al responsabile dell emergenza e dell evacuazione, ovvero all addetto al pronto intervento ovvero al RSPP ovvero al datore di lavoro, il dentista Interruzione di ogni attività Mantenimento della calma Divieto di utilizzo dell ascensore 24
Norme di comportamento dei lavoratori Attuazione, nell ambito delle proprie capacità, delle misure atte a contenere l emergenza Verifica, nell ambito delle proprie capacità, delle condizioni dei lavoratori e di eventuali ospiti coinvolti nelle situazioni di emergenza Assistenza, nell ambito delle proprie capacità, a quanti risultino infortunati a seguito dell evento 25
D.M. 10 marzo 1998 - Allegato VIII In studi dentistici con numero di dipendenti 10: Scrivere il piano di emergenza Deve contenere le azioni da attuare in caso di incendio a tutela di utenti e visitatori, nonché le procedure per l esodo Deve essere effettuata una simulazione delle situazioni di emergenza almeno una volta all anno N.B. obbligo anche per strutture 26
D.M. 18 settembre 2002 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private Strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, come classificate sulla base di quanto riportato dall art. 4 del D.P.R. 14.01.97 Non riguarda gli studi odontoiatrici autorizzati a titolo diverso 27
D.M. 18 settembre 2002 Adeguamento all entrata in vigore del decreto per le strutture esistenti. Requisiti di sicurezza antincendio In buona parte fanno riferimento al D.M. 10.03.98 Sono distinti a seconda della superficie occupata dalla struttura sanitaria 28
D.M. 18 settembre 2002 Strutture sanitarie con superficie fino a 500 mq, come previsti dal Titolo IV, paragrafo 18.2 + adempimenti al D.M. 10.03.98 29
D.M. 18 settembre 2002 R/REI 30 per i piani fuori terra R/REI 30 = Struttura in grado di resistere al fuoco per 30 min. Le pareti in foratino di 10 cm o in cartongesso di 12 cm realizzano la struttura richiesta (per spessori inferiori: certificazione del materiale) Le porte, in generale, non corrispondono al requisito 30
D.M. 18 settembre 2002 R/REI 60 per i piani interrati R/REI 60 = Struttura in grado di resistere al fuoco per 60 min. Le pareti in foratino di 20 cm o in cartongesso di 12 cm realizzano la struttura richiesta (per spessori inferiori: certificazione del materiale) Le porte, in generale, non corrispondono al requisito 31
D.M. 18.09.02 - Principali requisiti Vie di uscita I locali ai piani interrati devono disporre di almeno 2 vie di uscita 32
D.M. 18 settembre 2002 Estintori La distanza massima per raggiungere un estintore non deve essere superiore a 30 metri Gli estintori a protezione di impianti a rischio specifico devono avere agenti estinguenti idonei all uso previsto Gli estintori devono essere ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile, lungo le vie di esodo, in prossimità degli accessi e in prossimità di aree a maggior pericolo 33
D.M. 18 settembre 2002 Estintori Il numero degli estintori è pari a 1 ogni 100 mq di pavimento o frazione con un minimo di 2 estintori per piano e di 1 per ciascun impianto a rischio specifico (impianto elettrico, di condizionamento e ventilazione) Gli estintori devono avere carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144 B C 34
D.M. 18 settembre 2002 Ulteriori requisiti per casi particolari derivati da presenza di locali adibiti a deposito di materiale combustibile o di sostanze infiammabili, locali adibiti a sterilizzazione e impianti di distribuzione di gas medicali, da escludersi di norma nelle strutture sanitarie ad esclusiva attività odontoiatrica. 35
D.M. 18 settembre 2002 Istruzioni sicurezza Le planimetrie e le norme di comportamento in caso di emergenza devono essere affisse in prossimità degli accessi, lungo i corridoi, nelle aree di sosta e in ciascun locale cui hanno accesso utenti e visitatori 36
Norme di sicurezza 37
Norme di sicurezza 38
Planimetria Riportante l ubicazione e l indicazione di: Locali Percorso/i di esodo Uscita/e di emergenza Scala/e di emergenza (se presenti) Estintore/i Idrante/i (se presenti) Sistema di rivelazione e allarme (se presenti) 39
Centro/i di raccolta Planimetria Interruttore generale di alimentazione elettrica Valvole di intercettazione della adduzione idriche Valvole di intercettazione dei gas combustibili. N.B. Esporre in luogo ben visibile a tutti i lavoratori e ai visitatori (sala d attesa, ingresso), almeno una planimetria con indicazione dei percorsi di fuga e delle uscite di emergenza. 40
Grazie per l attenzione Corso per R.S.P.P. Hotel Radisson SAS, Roma 27/28 febbraio 2009