Il degrado nelle strutture lignee

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Il degrado nelle strutture lignee Insetti e funghi xilofagi Massimiliano LENZI, Dott. Forestale, libero professionista (www.mldiagnosticalegno.it) Il legno è un materiale di natura organica e per tale motivo, può essere sottoposto ad un processo di deterioramento in cui agenti di varia natura alterano la sua struttura con conseguente modifica, nel corso del tempo, delle sue proprietà fisico-meccaniche. Il degrado può essere causato da fattori abiotici o da fattori biotici; in quest ultimo caso si parla di biodegradamento o degrado biologico. In questo articolo verranno esaminati i responsabili di tale fenomeno e in particolar modo quelli inerenti il biodegradamento riscontrabile sulle strutture lignee. Degrado causato da agenti abiotici Responsabili del degrado abiotico sono le radiazioni luminose, le alte temperature, il fuoco e gli agenti chimici. Questa tipologia di degrado non riveste una notevole importanza per quanto riguarda le strutture in opera, in quanto il deterioramento del legno avviene solo superficialmente e avanza con una velocità minima. Anche in caso del fuoco, ovvero quando il legno brucia, il processo di carbonizzazione della superficie legnosa è attivo nella parte esterna e procede verso l interno ad una velocità nota, determinata sperimentalmente, di circa 0.7 mm/min. La parte interna del manufatto ligneo, che risulta incombusta, mantiene intatte tutte le sue caratteristiche meccaniche. Degrado causato da agenti biotici Quando si parla di degrado biologico si fa riferimento principalmente a un degrado causato da insetti e funghi xilofagi. Concetto importante associato al degrado, sia come entità che come velocità di avanzamento, è la durabilità naturale del legno. La durabilità naturale di una specie legnosa è la resistenza che il legno oppone all azione di organismi lignivori ed è strettamente correlata alla quantità e soprattutto alla qualità di particolari sostanze contenute nel legno e denominate estrattivi. La quantità e la qualità degli estrattivi variano in funzione della specie (variabilità interspecifica) e all interno della stessa specie, in funzione della porzione di legno considerata (variabilità intraspecifica). In quest ultimo caso si fa riferimento alla parte esterna del fusto, definita alburno e alla parte interna definita durame. Nell alburno gli estrattivi sono costituiti principalmente da sostanze di riserva (zuccheri, amidi, polisaccaridi, ecc..) delle quali si nutrono gli organismi xilofagi. Per tale motivo l alburno risulta facilmente degradabile, tanto che nessuna delle specie maggiormente impiegate in ambito strutturale possiede un alburno contenente estrattivi repellenti nei confronti degli insetti e dei funghi. La durabilità dell'alburno nei confronti di alcuni insetti xilofagi è legata Settembre 2017 1

ad altre variabili quali l'anatomia del legno, la natura chimica della lignina e l'età del manufatto. Nel durame invece, gli estrattivi si formano a seguito di un processo fisico-chimico denominato duramificazione (trasformazione dell alburno in durame) nel quale una parte delle sostanze di riserva si trasformano in particolari sostanze quali fenoli, terpeni e tropoloni, tannini, ecc., in grado di proteggere il legno rendendolo meno appetibile nei confronti degli organismi xilofagi. Al contrario dell alburno, il durame è più Figura 1 Sezione trasversale di segato di douglasia (Pseudotsuga menziesii) dove è visibile alburno e durame. o meno resistente nei confronti di insetti e funghi. Nello specifico, è resistente all attacco di insetti coleotteri mentre presenta una discreta variabilità nei confronti di insetti isotteri e di funghi. Fanno eccezione le specie a durame indifferenziato (abete, pioppo, faggio, ecc.) in cui il durame risulta degradabile allo stesso modo dell alburno. rendere l'alburno resistente all'attacco del Capricorno delle case. Altra caratteristica che influisce sulla durabilità naturale del legno è la sua struttura anatomica (dimensioni dei vasi, presenza di punteggiature aspirate o di tille) e la composizione della lignina nella parete cellulare dove, ad esempio, nelle latifoglie è tale da Ulteriori fattori che agiscono sull alterazione biotica del legno sono l umidità e la temperatura dell ambiente in cui si trova il manufatto ligneo. Oltre al concetto di durabilità naturale esiste quello di durabilità conferita che esprime la durabilità del legno in seguito all applicazione di un trattamento preservante. Insetti Gli insetti che causano danni al legno possono essere suddivisi in due gruppi: insetti che infestano il legno per nutrirsi e insetti che lo utilizzano come nido per riprodursi. Ulteriore distinzione può essere fatta tra quelli che prediligono alberi in piedi, appena abbattuti o il legno nelle prime fasi di lavorazione e quelli che si insediano direttamente su legno in opera. In tutti i casi il deterioramento del legno è di natura meccanica in quanto causato dall azione svolta dall apparato masticatore della larva o dell insetto adulto che scava delle gallerie internamente al legno. L entità delle gallerie scavate è direttamente correlata ad una riduzione delle caratteristiche meccaniche del materiale. Figura 2 Degrado da insetti cerambicidi su trave di abete. Settembre 2017 2

Gli insetti xilofagi appartengono a diverse Famiglie ognuna delle quali presenta caratteristiche fisiche e comportamentali ben definite. Le Famiglie sono raggruppate principalmente in tre ordini: Coleotteri, Isotteri e Imenotteri. La tabella sottostante raggruppa Ordini e Famiglie in funzione del materiale attaccato e del suo utilizzo. Insetti che si nutrono del legno Insetti che nidificano nel legno Legno in bosco (piante deperienti, piante appena abbattute) o legno nelle prime fasi di lavorazione Ordine Coleotteri: Famiglia Cerambicidi, (Platipodidi e Scolitidi) Ordine Imenotteri: Famiglia Siricidi Ordine Imenotteri: Famiglia Antoforidei e Formicidi Legno in opera (strutture e altri manufatti) Ordine Coleotteri: Famiglia Anobidi, Cerambicidi e Lictidi Ordine Isotteri: Famiglia Rinotermitidi e Kalotermitidi Ordine Imenotteri: Famiglia Antoforidei e Formicidi Insetti responsabili del degrado del legno in opera. Insetti Coleotteri Nell ordine dei Coleotteri le Famiglie che infestano il legno in opera sono principalmente tre: Anobidi, Cerambicidi e Lictidi. Il loro ciclo vitale può essere così sintetizzato: l insetto adulto femmina, dopo essersi accoppiato con il maschio, deposita le uova sulla superficie legnosa del manufatto prediligendo superfici rugose non lavorate e lasciate grezze, fessure da ritiro, cretti, vecchi fori di sfarfallamento e nel caso dei Lictidi direttamente nei vasi di alcune specie legnose. Dalle uova nascono le larve che dopo essersi dirette verso l interno della sezione, iniziano a scavare gallerie per lo più in direzione longitudinale parallelamente alla fibratura, ma talvolta anche con andamento irregolare. Le gallerie sono stipate di rosume costituito da fibre legnose ed escrementi prodotti dalle larve durante la loro attività. Queste man mano che scavano, si nutrono dei costituenti della parete cellulare, quali cellulosa, emicellulose e delle sostanze di riserva presenti nelle cellule parenchimatiche come amidi, zuccheri semplici, sostanze azotate, sali minerali, vitamine fino a che non raggiungono lo stadio di larva adulta. Dopodiché, dirigendosi verso la superficie del legno, costruiscono una cella pupale, nella quale raggiungono lo stadio di insetto adulto passando attraverso quello di pupa. A questo punto l adulto fuoriesce scavando un foro, detto foro di sfarfallamento ed è pronto nuovamente per l accoppiamento. Vediamo adesso più in dettaglio le tre famiglie principali. Gli Anobidi sono insetti di piccole dimensioni, 2,5 9 mm, di colore variabile dal marrone rossastro al marrone scuro. Hanno un ciclo biologico che dura circa 2-4 anni fino ad arrivare ai 6 anni di Xestobium rufovillosum. Il range di temperatura in cui l insetto è attivo è da 10 C a 32 C con un optimum intorno ai 20 C. L umidità del legno ottimale è mediamente del 13%, 23% per Xestobium. L insetto adulto fuoriesce tra maggio e agosto attraverso il foro di sfarfallamento che, nel caso specifico, presenta una forma circolare con diametro variabile da 1,5 mm a 3,5 mm. Il rosume prodotto assume una consistenza di polvere fine Settembre 2017 3

costituita da minuscole pallottoline ellittiche. Gli anobidi attaccano l alburno di conifere e latifoglie e il durame quando si presenta già degradato ad opera di funghi. Figura 3 Insetto adulto di Anobium Punctatun. Figura 4 Larva di Hylotrupes bajulus. Fanno eccezione Ptilinus pectinicornis che infesta solo latifoglie e conifere quando sono a stretto contatto con latifoglie infestate e Xestobium rufovillosum il cui attacco, prevalentemente su latifoglie, è sempre associato ad un attacco fungino. Entrambe le specie sono poco diffuse in Italia anche se l attacco del primo può essere spesso attribuito ai Lictidi per la similitudine del foro di sfarfallamento, circa 1 mm di diametro e della consistenza farinosa del rosume o ad Anobium punctatun per i fori di sfarfallamento. Le specie maggiormente riscontrabili in Italia sono Anobium punctatun, Oligomerus ptilinoides e Nicobium castaneum. Caratteristica degli anobidi è quella di poter colonizzare anche legni antichi, poveri di sostanze proteiche in quanto degradate nel corso del tempo, grazie alla presenza di organismi simbionti (lieviti in particolare) localizzati nell apparato intestinale dell insetto. I Cerambicidi sono insetti di dimensioni maggiori rispetto agli Anobidi e ai Lictidi e il danno che arrecano al legno è di conseguenza assai più grave. Molte specie infestano il legno in bosco; poche sono invece le specie che arrecano gravi danni al legname stagionato o in opera: quelle più diffuse sono Hylotrupes bajulus detto comunemente capricorno delle case e Trichopherus holosericeus. Entrambi possono raggiungere i 2 cm di lunghezza, sono di colore bruno scuro e il loro ciclo dura mediamente 3-4 anni. L insetto adulto fuoriesce da fori di forma ovale e di dimensioni 8-10x6-6,5 mm. Hylotrupes bajulus attacca solo le conifere e il Figura 5 Insetto adulto di Hylotrupes bajulus. manufatto deve essere relativamente recente (80-100 anni al massimo, dopodiché il legno non è più gradito dall insetto) mentre Trichopherus holosericeus attacca esclusivamente le latifoglie in questo caso senza vincoli di età. L attacco si concentra sull alburno e nel caso del noce anche sul durame. Il rosume assume una consistenza di polvere farinosa più grossolana rispetto a quella degli Anobidi. Umidità e temperatura ottimali per lo sviluppo dei cerambicidi sono simili a quelle degli anobidi. I Lictidi infine, sono insetti di piccole dimensioni con colore che varia dal bruno rossastro al nero; raggiungono al massimo 7 mm di lunghezza. La temperatura ottimale per il loro sviluppo è di circa 27 C mentre l umidità del legno varia in un range piuttosto alto tra l 8% e il 32%. Il ciclo vitale dura 1-2 anni al termine del quale l insetto adulto sfarfalla, tra aprile e settembre, attraverso dei fori rotondi di diametro 1- Settembre 2017 4

1,5 mm. Infestano l alburno delle latifoglie scegliendo quelle con un contenuto di amido superiore a 1,5% e con vasi di diametro non inferiore a 0,07 mm, tali da permettere alla femmina di depositare le uova all interno dei lumi; li troviamo su quercia, noce, ciliegio, castagno e specie tropicali. Nelle abitazioni si riscontrano sui serramenti e sui parquets; raramente sulle travi. La loro esigenza sul contenuto di amido li porta ad attaccare legni recenti, in genere l attacco inizia in deposito per poi continuare in opera. Il rosume assume una consistenza di farina impalpabile simile al talco. Le specie maggiormente diffuse sono Lyctus brunneus e Lyctus linearis. Insetti Isotteri Gli Isotteri o Termiti sono insetti sociali cioè vivono in colonie all interno delle quali vi è una vera e propria distribuzione dei compiti. Vi sono i riproduttori (primari o secondari), ai quali è riservata la funzione di creare la colonia, gli operai (casta assente in alcune specie) che hanno vari compiti tra cui quello principale di nutrire la colonia e infine i soldati, presenti in minor numero, con il compito di proteggere il nido da eventuali aggressori. Gli isotteri si nutrono delle parte cellulosica presente nel legno mediante un processo detto trofallassi che consiste nel passaggio del nutrimento da un individuo all altro tramite un rigurgito boccale o un prelievo anale. Il ciclo vitale delle termiti inizia con la formazione dei riproduttori (re e regina) che avviene in volo. Dopo che la coppia si è formata, individua a terra un luogo ottimale per accoppiarsi e formare la colonia. Ogni colonia è in genere formata da una sola coppia di riproduttori. Le regina inizia a deporre le uova dalle quali nasceranno le larve che dopo alcune mute si differenzieranno in operai, soldati e ninfe cioè i futuri riproduttori, gli unici a trasformarsi in insetto adulto e a lasciare il nido per formare un'altra colonia. All ordine degli Isotteri appartengono sei famiglie con numerosi generi e specie (circa 2400). In Italia sono diffuse due Famiglie, Rinotermitidi e Kalotermitidi rispettivamente con le specie Reticulitermes lucifugus e Kalotermes flavicollis. Nell Italia Meridionale sono stati rilevate anche colonie isolate di Criptotermes brevis (Kalotermitidi). Figura 6 Insetto adulto (operaio) di Reticulitermes lucifugus. Reticulitermes lucifugus o termiti sotterranee sono insetti piccoli; i riproduttori hanno una lunghezza di 6-8 mm (12 mm con le ali) e sono di colore nero mentre i soldati e gli operai sono leggermente più piccoli, 4-6 mm e sono di colore biancastro. La specie nidifica in genere nel terreno dal quale si sposta per trovare nutrimento utilizzando, nelle zone non protette ed esposte alla luce, dei camminamenti di 5-10 mm di diametro realizzati con terra, escrementi e saliva. All interno di questi gli insetti procedono in due direzioni, l una verso il nutrimento, l altra di ritorno alla colonia. I camminamenti si possono trovare sia in corrispondenza delle superfici dei manufatti lignei che sulle murature. Gli adulti sfarfallano nel periodo estivo per formare ulteriori colonie. Ciascuna colonia può Settembre 2017 5

raggiungere anche centinaia di migliaia di individui. Sia alburno che durame non sono resistenti all attacco; in caso di attacchi massicci il legno internamente può essere completamente svuotato mentre la superficie esterna lasciata integra; questa caratteristica porta a rendere difficile una diagnosi precoce. I manufatti infestati sono tutti quelli a contatto con le murature; nelle travi l attacco inizia dalle testate all interno dei muri. Reticulitermes lucifugus è in grado di scavare anche la carta, per questo motivo si riscontra anche nelle biblioteche dove è responsabile della distruzione di interi volumi. Il suo areale di diffusione è concentrato nelle zone calde dell Italia meridionale, isole comprese, ma colonie sono state osservate anche in Toscana, Liguria e perfino in Lombardia. Figura 7 Danni prodotti da termiti su telaio di un cabina presso stabilimento balneare. Kalotermes flavicollis o termiti del legno secco sono di dimensioni simili alla precedente di colore bruno nero gli adulti e di colore giallo ocra i soldati; non sono presenti gli operai. Questi isotteri nidificano direttamente nel legno attaccato costituendo una colonia di numero inferiore, circa mille duemila individui, ma in grado di arrecare gravi danni al manufatto. Anche in questo caso la superficie esterna rimane integra; solo occasionalmente l insetto crea dei piccoli fori per espellere rosume o individui morti che vengono però prontamente richiusi rendendo ardua la loro identificazione. I manufatti colpiti sono serramenti, parquets, arredi di vari tipo e strutture lignee in genere. La loro presenza è limitata nell Italia meridionale e nelle isole. Insetti Imenotteri Per quanto riguarda gli insetti che colonizzano il legno per creare il proprio nido, si citano la famiglia dei Formicidi (formiche del legno) e quella degli Antoforidei entrambi appartenenti all ordine degli Imenotteri. Le formiche, insetti sociali, nidificano in vecchie ceppaie, alberi deperienti o legname in opera sia di conifere che di latifoglie. Le specie maggiormente diffuse in Italia sono Camponotus e Crematogaster. Gli Antoforidei sono rappresentati principalmente dalla Xylocopa violacea detta anche ape legnaiola. Lunga fino a 3 cm può attaccare lo stesso manufatto, sia di conifere che latifoglie, con più generazioni arrecando danni anche gravi. Le gallerie sono scavate dall insetto adulto per la deposizione delle uova mentre le larve si accrescano grazie al nutrimento lasciato dalla femmina (polline e miele). Il foro, sia d ingresso che di uscita, raggiunge un diametro di circa 1,5 cm e per questo risulta facilmente diagnosticabile. Settembre 2017 6

Insetti responsabili del degrado del legno in bosco (piante deperienti, piante appena abbattute) o del legno nelle prime fasi di lavorazione Insetti Coleotteri e Imenotteri I principali insetti che infestano il legno in bosco o nelle prime fasi di lavorazione e i cui danni talora possono essere rilevati su legno in opera sono gli Scolitidi, i Platipodidi, i Cerambicidi e i Siricidi. Gli Scolitidi e i Platipodidi sono piccoli coleotteri che infestano il legno di piante appena abbattute di conifere e latifoglie. Le larve non si nutrono del legno, ma di funghi che l insetto adulto lascia sulle pareti delle gallerie che scava per deporre le uova. Il ciclo è di circa 1 anno. A seguito della stagionature del legno, non potendo i funghi sopravvivere, l infestazione si arresta. I danni non sono tali da comportare un peggioramento della resistenza del materiale. I Cerambicidi del legno fresco scavano gallerie sotto la corteccia, per questo vengono anche chiamati insetti sottocorticali. Il loro ciclo dura in genere 1 anno, ma può arrivare anche a tre anni. Attaccano latifoglie e conifere, ma il danno è trascurabile. I Siricidi appartengono all ordine degli Imenotteri e in Italia sono rappresentati da Urocerus gigas, specie più diffusa. Viene chiamata vespa del legno a causa della sua somiglianza con le vespe. Arriva fino a 3,5 cm di lunghezza. Le larve scavano gallerie nel legno per nutrirsi e dopo essersi impupate, l insetto adulto esce da fori tondi di diametro 6-8 mm. Il suo ciclo vitale è di 2-3 anni, inizia su piante di conifere in bosco e in genere lo conclude su legame in opera. Degrada sia alburno che durame, ma poiché non può infestare nuovamente il legno dal quale è sfarfallato, i danno non sono gravi. Analizzati gli insetti che possono essere rilevati su legno in opera quali sono le manifestazioni visibili che evidenziano la presenza di un infestazione attiva? Constatare la presenza di una infestazione di insetti xilofagi quando la prima generazione non ha ancora completato il ciclo vitale, è assai difficile. Per alcune specie, vedi cerambicidi, termiti e più limitatamente anobidi, è possibile utilizzare dei dispositivi di auscultazione in grado di rilevare l attività della larva all interno del legno o, in caso di manufatti di elevato valore artistico, si possono impiegare strumentazioni a raggi X. Quando gli insetti sono già fuoriusciti, gli elementi per stabilire se l infestazione è ancora attiva sono, oltre agli strumenti sopra citati, la presenza di insetti nell ambiente, il monitoraggio con trappole di varia tipologia, fori di sfarfallamento con margine chiaro, rosume di colore chiaro, presenza di piccoli coni di rosume alla base del manufatto, eventuali rumori udibili nel silenzio e associabili all attività larvale nei cerambicidi o al richiamo sessuale dall insetto adulto di Xestobium rufovillosum e nel caso delle termiti sotterranee, camminamenti con all interno individui attivi. Figura 8 Dispositivo di auscultazione. Settembre 2017 7

Elementi per identificare invece la specie responsabile dell attacco sono la forma e le dimensioni dei fori di sfarfallamento, le dimensioni delle gallerie larvali, la forma e il colore del rosume, la presenza di insetti vivi o morti nell ambiente, la specie legnosa infestata e il tipo di manufatto. Controllare inoltre la presenza di camminamenti su legno e muratura per Reticulitermes lucifugus e la presenza di piccoli cumoli di escrementi e di individui morti ai Figura 9 Attacco in corso di anobidi. piedi del manufatto per Kalotermes flavicollis. Infine, particolare attenzione deve essere fatta nel correlare il numero di fori con l entità dell attacco in quanto non sempre è così. Alcuni insetti infatti possono utilizzare fori di sfarfallamento preesistenti, cicli vitali molto lunghi portano a danni gravi anche se il numero delle larve è limitato e, infine, alcune specie possono riprodursi all interno del legno sfruttando cavità esistenti senza uscire all esterno. Funghi I funghi responsabili della degradazione del legno, funghi della carie, appartengono ai gruppi dei Basidiomiceti (carie bruna e bianca) e degli Ascomiceti e Deuteromiceti (carie soffice). Sono funghi saprofiti in grado di alterare la struttura del legno di piante abbattute e di legno in deposito o in opera. A differenza degli insetti l alterazione del legno è di natura chimica, nello specifico enzimatica e non meccanica. La loro propagazione avviene per mezzo delle spore presenti nell aria che, in condizioni favorevoli, germinano producendo delle ife che a sua volta si uniscono per costituire dei miceli (fase vegetativa) responsabili della colonizzazione e degradazione del legno. Le spore possono originarsi dalle ife stesse o dalle fruttificazioni dei funghi (carpofori) che si formano sulla superficie del legno. Figura 10 Corpo fruttifero localizzato su capriata (appoggio su muro). Da evidenziare la comparsa del corpo fruttifero associabile ad un degrado in stadio avanzato. I fattori che condizionano lo sviluppo dei funghi sono molti. Tra i più importanti troviamo sicuramente l umidità del legno che deve essere superiore al 20% con un intervallo ottimale dal 30% al 70%. La temperatura deve essere compresa tra 5 C e 45 C con un range ottimale tra 25 C e 35 C. Altri fattori che influenzano l attività fungina sono il ph, tendenzialmente acido, la presenza di azoto e la luce, quest ultima importante per la formazione del corpo fruttifero. I funghi della carie possono essere suddivisi in tre gruppi in funzione delle variazioni chimiche che apportano alla parete cellulare del tessuto legnoso. Nei funghi della carie bruna la degradazione è ad opera della cellulosa e delle emicellulose contenute nella parete cellulare. Il legno assume una colorazione bruno scura e diventa friabile al tatto. La resistenza meccanica si riduce notevolmente già nei primi stadi di Settembre 2017 8

avanzamento del fenomeno. Attaccano sia conifere che latifoglie prediligendo le prime. I funghi della carie bianca sono responsabili della degradazione di tutti i componenti della parete. Inizialmente agiscono sulla Figura 11 Testata di trave con degrado da carie e ulteriore degrado secondario da insetti. lignina per poi passare alla cellulosa, ma in alcuni casi la demolizione è simultanea. Il legno assume una colorazione chiara e la sua consistenza appare fibrosa, ma non friabile. La resistenza meccanica è proporzionale all entità dell attacco. Attaccano principalmente latifoglie ma anche conifere dove la degradazione è più lenta. Infine abbiamo la carie soffice causata dall azione di funghi in legni molto umidi, spesso a contatto con il terreno o l acqua. Il degrado è confinato nella zona superficiale dove l umidità è maggiore, per questo motivo il danno è limitato. Attaccano legno prevalentemente di latifoglie e talvolta di conifere. Degradano la cellulosa e le emicellulose mentre la lignina viene modificata, ma non degradata. Il legno assume una colore grigio scuro e una consistenza molle quando è umido, fessurandosi poi durante la fase di asciugatura. Attaccano latifoglie e conifere, queste ultime più lentamente. Le principali specie riscontrabili su elementi in opera sono: Serpula lacrymans (detto anche fungo delle case ) carie bruna su conifere, Coniophora puteana carie bruna su conifere e latifoglie, Poria vaillantii carie bruna su conifere, Donkioporia expansa carie bianca su latifoglie. In particolare Serpula lacrymans è la specie maggiormente responsabile del degrado delle strutture lignee. Infesta anche latifoglie quando sono a stretto contatto con le conifere. Caratteristica di questa specie è la capacità di sopravvivere all interno del legno, anche quando è asciutto, per circa 6-9 mesi per poi riprendere l attività quando ritornano le condizioni favorevoli. Oltre ai funghi della carie il legno può essere sottoposto all azione di particolari funghi denominati funghi dell azzurramento o cromogeni appartenenti al gruppo degli Ascomiceti e Deuteromiceti che causano Figura 12 Testata di trave in lamellare con degrado da carie. una colorazione anomala superficiale senza che questo modifichi, o solo lievemente, le altre caratteristiche del materiale. Il colore grigio azzurro che il legno assume è dovuto ad un fenomeno di diffrazione della luce sulle ife scure mediante le pareti traslucide delle cellule del legno. La parte interessata è l alburno e le specie colpite sono le conifere e più raramente le latifoglie. Infine abbiamo le muffe, funghi Deuteromiceti che si sviluppano in ambienti molto umidi e che causano esclusivamente un alterazione del colore del legno. Settembre 2017 9

Come diagnosticare la presenza di un attacco da funghi? Rilevare e quantificare l attività di un fungo della carie non è sempre facile. La variazione del colore del legno può essere un elemento da considerare, macchie dovute a percolazione d acqua che spesso si riscontrano sulla coperture lignee ci mettono in evidenza che il legno è venuto a contatto con l acqua e per questo motivo non devono essere sottovalutate. La diminuzione della consistenza del legno in superficie valutabile ad esempio con un semplice cacciavite e la risposta alla percussione con il martello, ci possono dare indicazioni sullo stato di conservazione dell elemento. Anche la presenza di muffe, che di per se non creano danni strutturali, ci allertano sul contenuto di umidità del legno e quindi su un eventuale attacco da parte di funghi della carie. Più difficile, ma purtroppo è il caso più frequente, è accertarsi dell eventuale degrado in parti non accessibili come all interno delle murature, dove spesso si concentra l azione del fungo a causa della maggiore possibilità di umidificazione del legno. In tal caso solo tramite strumentazioni sofisticate è possibile rilevare e Figura 13 Prove strumentali con Resistograph su trave di quercia. parte del legno. quantificare la presenza del fungo. La misurazione dell umidità attraverso igrometri elettrici può aiutare il tecnico a capire se sussistono le condizioni idonee per lo sviluppo del micelio: non è detto però che un legno asciutto sia sano e che un legno umido sia attaccato, in quanto un legno asciutto può comunque avere subito un attacco nel passato mentre un legno umido, pur manifestando un ambiente favorevole allo sviluppo del fungo, può non risultare infestato. Nel secondo caso è tuttavia consigliabile un ripristino delle condizioni che hanno innescato l assorbimento di acqua da In conclusione, la valutazione dello stato di conservazione di una struttura lignea implica una conoscenza dettagliata degli agenti responsabili, delle loro modalità d azione, della tipologia del manufatto che solo un tecnico qualificato può valutare con certezza senza lasciare spazio ad ipotesi e incertezze che possono mettere in pericolo l incolumità di chi le utilizza. Bibliografia: Funghi e insetti nel legno. Diagnosi, Prevenzione, Controllo Anna Gambetta Nardini Editore Durabilità del legno. Diagnosi del degradamento, Trattamenti preventivi e curativi. Sabrina Palanti Dario Flaccovio Editore Insetti e Restauro. Legno, carta, tessuti, pellame, e altri materiali. E. Chiappini, G. Liotta, M.C. Reguzzi, A. Battisti Calderini Edagricole Settembre 2017 10