PAOLO POCECCO ENRICO ALTRAN LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI
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INDICE Presentazione...pag. Introduzione...» X XI Parte prima LE FOGNATURE 1. ADEMPIMENTI PRELIMINARI ALLA PROGETTAZIONE 1.1. Richiesta di informazioni al Comune...» 3 1.2. Richieste di informazioni diverse...» 3 1.2.1. Situazione geotecnica...» 3 1.2.2. Presenza di altri servizi...» 4 1.3. Fognature in località sprovviste di rete pubblica...» 4 1.4. Acque meteoriche...» 4 1.5. Richiesta di allacciamento...» 4 1.6. Autorizzazione edilizia per le opere di fognatura...» 5 1.6.1. Profilo longitudinale...» 6 1.6.2. Dettagli...» 6 1.6.3. Archivio...» 6 2. MATERIALI PER LE FOGNATURE 2.1. Generalità...» 7 2.2. Normativa...» 7 2.2.1. Tubazioni in calcestruzzo...» 7 2.2.2. Tubazioni in PVC (polivinilcloruro)...» 7 2.2.3. Tubazioni in PEAD polietilene ad alta densità (colore nero)...» 8 2.2.4. Tubazioni in PP (polipropilene)...» 8 2.2.5. Tubazioni in PRFV Resine poliestere rinforzate con fibra di vetro (vetroresina)...» 8 2.2.6. Gres...» 8 2.3. Considerazioni sui materiali...» 8 2.3.1. Cemento...» 8 2.3.2. Aggregati...» 9 2.3.2.1. Sabbia...» 9 2.3.2.2. Ghiaie e pietrischi...» 9 2.3.3. Calcestruzzo...» 9 2.3.3.1. Uso di additivi...» 11 2.3.3.2. Acqua...» 11 2.3.4. Malta di cemento...» 11 2.3.5. Letto di posa e rinfianchi in materiali sciolti...» 12 2.3.6. Metalli...» 12 2.4. Tubazioni...» 13 2.5. Raccordi e giunti...» 14
VI LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI 3. TUBAZIONI 3.1. Tubi in calcestruzzo...» 17 3.2. Tubi in PVC...» 18 3.3. Tubi in PEAD (polietilene ad alta densità)...» 20 3.4. Tubi in gres...» 22 3.5. PRFV Resina poliestere rinforzata con fibra di vetro...» 24 3.5.1. Tipi, dimensioni, requisiti...» 25 3.5.2. Marcatura...» 25 4. TUBI DI DRENAGGIO 4.1. Generalità...» 27 5. SCELTA DELLE TUBAZIONI 5.1. Generalità...» 31 6. SCARICHI VERTICALI 6.1. Norma UNI EN 12056-2 punto 4...» 33 6.2. Tipi di sifoni e chiusura idraulica...» 33 6.3. Scarichi verticali delle acque di rifiuto...» 35 6.4. Allacciamento dei WC alle colonne di scarico...» 37 6.4.1. WC con scarico verticale...» 40 6.4.2. WC con scarico orizzontale...» 40 6.5. Colonne di scarico...» 41 6.5.1. Scarichi degli apparecchi sanitari nei bagni...» 47 6.6. Trituratori...» 48 6.6.1. Trituratori da cucina...» 48 6.6.2. Trituratori sanitari...» 48 6.7. Doccioni...» 49 6.8. Grondaie semicircolari...» 50 6.9. Grondaie a sezione trapezia o rettangolare...» 50 6.10. Pluviali...» 51 6.11. Usuali sistemi di gronda e tetti a falde molto estese...» 53 7. CADITOIE E PILETTE DI SCOLO 7.1. Generalità...» 57 8. PROGETTO DELLA RETE ORIZZONTALE 8.1. Concetti generali di carattere pratico...» 63 8.2. Criteri di progettazione della rete orizzontale...» 63 8.3. Schemi usuali per la fognatura domestica...» 65 8.4. Recapito finale delle acque meteoriche...» 69 8.4.1. Fognatura pubblica...» 69 8.4.2. Pozzi perdenti...» 69 8.4.3. Acque superficiali...» 71 8.5. Drenaggio delle acque disperse...» 71
Indice VII 9. CALCOLO DELLE PORTATE 9.1. Generalità...» 73 9.2. Portate...» 73 9.2.1. Portate meteoriche...» 73 9.2.2. Portate delle acque di rifiuto...» 74 9.3. Il calcolo delle portate nel sistema misto e separato di fognatura (esempi di calcolo)...» 78 9.3.1. Calcolo delle portate meteoriche...» 79 9.3.2. Calcolo della portata delle acque di rifiuto...» 80 9.3.3. Calcolo della portata di una fognatura mista...» 81 10. PENDENZA NELLE FOGNATURE 10.1. Generalità...» 83 10.2. Ottimizzazione delle pendenze...» 86 11. DIMENSIONAMENTO DELLE TUBAZIONI (IDRAULICO) 11.1. Generalità...» 89 12. POZZETTI DI ISPEZIONE 12.1. Ubicazione...» 93 12.2. Dimensioni...» 94 13. POSA DELLE TUBAZIONI 13.1. Generalità...» 105 14. TUBAZIONI A SOFFITTO 14.1. Verifiche preliminari...» 109 14.2. Realizzazione...» 113 15. ALLACCIAMENTI AI COLLETTORI PUBBLICI 15.1. Generalità...» 119 16. ALLACCIAMENTI AI COLLETTORI STRADALI DI EDIFICI CON LOCALI INTERRATI 16.1. Generalità...» 125 16.2. Valvole di non ritorno (clapet)...» 128 16.3. Prevenzione dall allagamento per ruscellamento stradale di locali interrati» 129 17. RIPRISTINI STRADALI 17.1. Generalità...» 131 17.2. Norme esecutive...» 132 18. SOLLEVAMENTI 18.1. Riferimento norma UNI EN 12056-4...» 135 18.1.1. Esempio di calcolo...» 139 18.1.2. Esempio di calcolo di previsione dei consumi...» 143
VIII LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI 18.2. Esecuzione dei sollevamenti...» 143 18.3. Quadri elettrici ed alimentazione...» 150 18.4. Vasche di sollevamento calcoli statici...» 151 18.4.1. Esempio...» 155 19. SMALTIMENTO NEL SUOLO 19.1. Generalità...» 157 19.2. Processo naturale nel terreno...» 158 19.3. Intasamento del suolo da infiltrazione di acque trattate...» 160 19.4. Verifiche preliminari alla dispersione...» 161 19.4.1. Effetti della tensione di capillarità sulla dispersione nel terreno...» 161 19.4.2. Dispersione nel suolo...» 163 19.4.3. Esempio di calcolo della portata smaltibile da una pavimentazione in cubetti di porfido...» 164 19.4.4. Test di percolazione...» 166 19.5. Schemi di fognatura e tipi di impianti...» 167 19.5.1. Fosse Imhoff...» 167 19.5.1.1. Sedimentazione...» 167 19.5.1.2. Digestione...» 169 19.5.1.3. Caratteristiche del trattamento...» 170 19.5.2. Criteri di dimensionamento...» 170 19.5.3. Fosse settiche...» 171 19.5.3.1. Criteri di dimensionamento e rese...» 173 19.5.3.2. Esempio...» 174 19.6. Sub-irrigazione (aspetti costruttivi)...» 176 19.7. Percolazione con drenaggio...» 179 19.8. Pozzi perdenti...» 180 19.9. Conclusioni...» 183 20. SIFONI AUTOADESCANTI (O DOSATORI INTERMITTENTI) 20.1. Generalità...» 185 20.2. Sifone Marcus...» 185 20.3. Sifone tipo Adams...» 186 20.4. Sifone tipo contarino...» 187 20.5. Sifoni ad estrazione d aria...» 188 20.6. Truogolo oscillante...» 190 20.7. Valvola dosatrice Mather e Platt...» 191 21. SEPARATORI DI GRASSI 21.1. Generalità...» 193 21.2. Posizionamento delle fosse di trattenuta grassi...» 194 21.3. Pozzetti di trattenuta oli e carburanti nei garage...» 195 22. DISINFEZIONE 22.1. Generalità...» 197 22.2. Dosaggi...» 201
Indice IX 23. IMPIANTI A FANGHI ATTIVI (CENNI) 23.1. Processo di depurazione...» 205 23.2. Impianti a fanghi attivi per piccole comunità...» 207 23.3. Dimensionamento...» 208 23.3.1. Aria da insufflare...» 208 24. CENNI SULL INQUINAMENTO DELLE ACQUE 24.1. Generalità...» 209 24.2. Inquinamento chimico...» 209 24.3. Nutrienti e fosforo...» 210 24.4. Detergenti...» 211 24.5. Inquinamento fecale...» 211 25. CARATTERISTICHE DELLE ACQUE DI RIFIUTO DOMESTICHE 25.1. Generalità...» 213 26. CONSUMI IDRICI 26.1. Generalità...» 215 27. INTERCAPEDINI 27.1. Generalità...» 221 Parte seconda MANUALE D USO DEL SOFTWARE ALLEGATO 28. INSTALLAZIONE 28.1. Campo di applicazione...» 227 28.2. Installazione...» 227 28.3. Esecuzione...» 228 28.4. Avvertenza...» 229 29. PORTATE NELLE CONDOTTE - ISTRUZIONI 29.1. Finalità del database...» 231 29.2. Installazione...» 231 29.3. Impiego del database...» 231 APPENDICI...» 333
PRESENTAZIONE La raccolta e lo smaltimento delle acque reflue costituiscono un problema di non poco conto per i centri urbani e soprattutto per le città. In molti casi, l aspetto più complesso è dato dal corretto e puntuale rispetto della normativa vigente a cui si abbina l assoluta necessità di garantire dei sistemi con servizi efficienti, in grado di offrire la massima sicurezza, nel pieno rispetto del patrimonio ambientale e delle fondamentali regole del vivere civile. È quindi essenziale puntare alla realizzazione di impianti che siano correttamente concepiti e costruiti, che rispettando le norme salvaguardino e rendano sempre più vivibili e meglio fruibili le città anche in prospettiva futura. In questo senso, la redazione di un manuale che si propone di trasmettere e far conoscere l esperienza del buon costruire a un più vasto pubblico e in particolare a chi si accinge ad affrontare per la prima volta questi problemi costituisce un valido strumento per far apprendere tecniche e sistemi che si stanno rivelando particolarmente efficaci ed utili. Questa significativa proposta, realizzata da due tecnici del Comune di Trieste che attraverso la loro opera hanno saputo distinguersi e farsi apprezzare, rappresenta la sintesi delle esperienze e del proficuo lavoro svolto sul territorio, è un chiaro segnale di vivacità intellettuale e di impegno ad ampio raggio, è la dimostrazione che anche all interno della macchina comunale ci sono tecnici di grandi capacità e di elevata professionalità, in grado di distinguersi e di saper superare i limiti e le assurdità di un ottocentesco sistema burocratico. Riccardo Illy Sindaco di Trieste dal 1993 al 2001
INTRODUZIONE Questo manuale si propone di dare alcuni consigli teorico-pratici per la progettazione e l esecuzione delle fognature domestiche. Si intenderà, con questa locuzione, la rete di fognatura di uno o più stabili sino all allacciamento alla fognatura pubblica o all impianto di trattamento autonomo. Secondo l interpretazione normativa corrente, tali opere rientrano nelle pertinenze dell edificio e sono considerate opere edili, non opere igieniche. Tali piccole reti di raccolta riguardano non solo le case di civile abitazione, ma anche gli edifici pubblici ed industriali. Le canalizzazioni usate per queste opere non eccedono in genere i 300 mm e non servono aree pavimentate superiori a 5000 m 2. L esistenza di norme diverse è dovuta al fatto che in ambito comunitario i singoli paesi fanno riferimento ciascuno alle proprie norme (UNI, DIN, BS, Ö-Norm, ecc.) ancora valide in ambito nazionale se non sostituite dalle EN. L intento della comunità è quello di armonizzare le diverse normative tramite una graduale estensione delle norme EN. In una visione ancor più ampia il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha sottoscritto importanti intese con l ISO (Organismo Internazionale di Normazione). Avvertenza e norme tecniche Le norme UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) sono denominate UNI EN se corrispondono alla versione in lingua italiana delle norme europee approvate dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) e sono denominate UNI ISO (ovvero UNI EN ISO) se corrispondono a norme elaborate dall Organismo Internazionale di Normazione (ISO). La sigla ICS sta per International Classification for Standards. Riferimento normativo generale Le fognature degli edifici sono state normate dall Ente di Unificazione Europeo.
XII LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI Le norme sono state recepite nella normativa tecnica italiana. UNI EN 12056-1 Sistemi funzionanti a gravità all interno degli edifici Requisiti generali e prestazioni UNI EN 12056-2 Sistemi funzionanti a gravità all interno degli edifici Impianti per acque reflue, progettazione e calcolo UNI EN 12056-3 Sistemi funzionanti a gravità all interno degli edifici Sistemi per l evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo UNI EN 12056-4 Sistemi funzionanti a gravità all interno degli edifici Stazioni di pompaggio di acque reflue. Progettazione e calcolo UNI EN 12056-5 Sistemi funzionanti a gravità all interno degli edifici Installazione e prove, istruzioni per l esercizio, la manutenzione e l uso. Abbreviazioni e simboli PVC Polivinilcloruro PEAD Polietilene ad alta densità PE Polietilene PP Polipropilene PRFV Resina poliestere rinforzata con fibra di vetro Definizioni ACQUE DI DRENAGGIO Acque disperse nel suolo raccolte da apposite canalizzazioni. ACQUE DI RIFIUTO Acque scaricate dagli apparecchi domestici o dalle indu- (O ACQUE USATE) strie, o comunque usate per le attività dell uomo. ACQUE DISPERSE ACQUE METEORICHE ALLACCIAMENTO CADITOIA L acqua presente nel suolo, al di sopra del livello di falda. Acque naturali che ruscellano sul suolo o sulle aree impermeabili degli edifici. Parte terminale della fognatura domestica. Si collega alla fognatura pubblica di cui costituisce diramazione, in genere su suolo pubblico; di norma è mantenuta dal gestore della pubblica fognatura. Apparecchiatura idonea a raccogliere e convogliare alla fognatura le acque ruscellanti su superfici lastricate o pavimentate.
PARTE PRIMA Le fognature
CAPITOLO 1 ADEMPIMENTI PRELIMINARI ALLA PROGETTAZIONE 1.1. RICHIESTA DI INFORMAZIONI AL COMUNE La richiesta di informazioni al Comune è gratuita e può essere fatta sia con una breve visita, sia per iscritto o telefonicamente. Secondo la L. 241/90 a una richiesta scritta deve essere dato riscontro entro 30 giorni. La preventiva ricerca di notizie e dati di fatto è fondamentale per una corretta progettazione. Le notizie utili da richiedere variano di caso in caso, anche se generalmente è opportuno richiedere: regolamento di fognatura; piano delle fognature della zona; profondità di posa dei collettori pubblici; materiale con cui è costruita la fognatura pubblica; sistema di fognature nell area (misto o separato); dotazione idrica abituale ad esempio, il consumo reale d acqua Italia del nord est può ritenersi pari a 250 litri per abitante al giorno, con coefficiente di deflusso in rete pari a 0,8; disegni d archivio delle fognature degli edifici a valle (per una valutazione di un possibile uso comune delle canalizzazioni); norme che regolano i carichi stradali e il rilascio delle autorizzazioni all occupazione temporanea di suolo pubblico. 1.2. RICHIESTE DI INFORMAZIONI DIVERSE 1.2.1. Situazione geotecnica Sarà bene conoscere la natura fisica e chimica del terreno in cui si intendono porre le tubazioni, in particolare per quanto riguarda la presenza di solfati, che potrà condizionare la scelta dei materiali da impiegare e il sistema di scavo. Si dovrà inoltre verificare la presenza d acqua e altre caratteristiche del sottosuolo.
4 LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI 1.2.2. Presenza di altri servizi Sarà opportuna una richiesta di informazioni preventiva ai seguenti enti: ente gestore dell acquedotto; ente gestore del servizio elettrico (sia utenze pubbliche sia utenze private); ente gestore del servizio del gas; ente che gestisce i cavi telefonici e/o fibre ottiche; telefoni di stato; trasmissioni dati via cavo, televisive; altre occupazioni di sottosuolo pubblico autorizzate dal comune. 1.3. FOGNATURE IN LOCALITÀ SPROVVISTE DI RETE PUBBLICA Qualora l area sia sprovvista di rete di fognatura urbana, o questa non sia raggiungibile in termini economicamente accettabili, o vi sia la necessità di attraversare proprietà di terzi, ci si dovrà orientare verso un diverso sistema di smaltimento. In questa situazione il sistema di fognatura dovrà essere di tipo separato. Le acque di rifiuto, dopo adeguato trattamento, potranno essere smaltite nel suolo o in un corso d acqua; per la dispersione nel suolo sarà opportuna una indagine sulla sua permeabilità. 1.4. ACQUE METEORICHE In assenza di una fognatura mista o di una rete meteorica, nel caso di fognature separate, sarà opportuno verificare la possibilità di sversamento in qualche fiume, torrente o canale. In caso contrario ci si dovrà orientare verso una dispersione nel suolo. È evidente che la dispersione nel suolo non dovrà avvenire in stretta aderenza agli edifici, o a monte degli stessi, specie se questi hanno locali interrati. È opportuno considerare che l acqua scaricata nel sottosuolo può alterare localmente le caratteristiche geotecniche del terreno al di sotto delle fondazioni. 1.5. RICHIESTA DI ALLACCIAMENTO L allacciamento alla pubblica fognatura è sempre ammesso per gli scarichi domestici pertanto non è necessaria alcuna forma di autorizzazione esplicita. Per gli scarichi industriali la domanda di allacciamento deve essere inoltrata al Comune in cui si trova lo scarico. Tuttavia l art. 3 del D.Lgs. 152/99 consente agli enti gestori delle pubbliche fognature di agire per conto del Comune nel rilascio delle autorizzazioni.
PARTE PRIMA 1. Adempimenti preliminari alla progettazione 5 Nel caso di scarichi industriali la domanda di allacciamento alla rete fognaria dovrà essere corredata dalle seguenti informazioni: caratteristiche qualitative e quantitative delle acque di scarico; quantità di acqua prelevata nell anno solare; corpo ricettore e ubicazione del pozzetto per i prelievi di controllo; sistema dello scarico; mezzi tecnici impiegati nel ciclo produttivo e negli scarichi; sistemi di depurazione impiegati per assicurare il rispetto dei valori limite di emissione. Tutte le specifiche particolari da indicare nella domanda di allacciamento sono riportate nell art. 46 del citato D.Lgs. 152/99 e successive modificazioni ed integrazioni. 1.6. AUTORIZZAZIONE EDILIZIA PER LE OPERE DI FOGNATURA Generalmente l autorizzazione edilizia per le opere di fognatura è regolamentata dalle normative regionali: nella regione Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, ai sensi dell art. 68 lettera f) della L.R. 52/91 le opere di fognatura, al pari degli altri impianti tecnologici, sono soggette a denuncia di inizio attività (DIA). Per gli edifici di nuova costruzione, tale autorizzazione può essere inclusa nella concessione edilizia, se la richiesta di questa è supportata da adeguata documentazione relativa al sistema di fognatura. Tabella 1.1. Rappresentazione grafica degli scarichi Descrizione Colore Simbolo Acque nere rosso Acque meteoriche blu Acque miste viola Fogna esistente nero Acque industriali giallo La scala del disegno per le opere di fognatura sarà quella comunemente usata per le richieste di concessione edilizia e si comporrà di un piano generale inteso a illustrarne la localizzazione e di alcuni piani di dettaglio. Si dovrà evidenziare chiaramente la distinzione tra canali esistenti e canali progettati. Preferibilmente ci si dovrà orientare verso la simbologia europea, in corso di elaborazione, che, per una migliore comprensione e quindi per un rapido esame dei progetti da parte dell autorità comunale, prevede che il progettista indichi: piano generale della zona, con gli edifici esistenti, nome delle strade e sviluppi edilizi previsti (quando possibile);
6 LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI orientamento, scala del disegno e data di esecuzione; edificio e/o edifici proposti (di nuova edificazione) con indicazione di canalizzazioni, pozzetti, caditoie, scarichi verticali, ecc.; individuazione e tipologia delle aree pavimentate e dei tetti; quote principali del terreno e possibilmente quote altimetriche dello stesso, nonché del piano di calpestio dei locali più bassi; diametri e quote (ove possibile) delle fognature esistenti ed indicazione della direzione del flusso, particolarmente del collettore pubblico o privato in cui la fognatura progettata sversa; posizione, quota di eventuali corsi d acqua o canali circostanti; diametro, pendenza e direzione di flusso, materiale di composizione di tutta la rete progettata, pozzetti con relative quote, come pure quote del piano di campagna finito; scarichi verticali (colonne) e doccioni degli edifici progettati o ristrutturati. 1.6.1. Profilo longitudinale Nei casi che eccedono la progettazione di una fognatura a servizio di un singolo edificio unifamiliare, sarà utile la redazione di un profilo longitudinale. Tale documento è sempre opportuno nei casi di lottizzazione con oneri a scomputo. In questo si indicherà, con scale differenziate tra altezza e lunghezza, il collettore principale proposto, quote, pendenze, pozzetti di ispezione, livello del terreno esistente e al finito. Si indicheranno inoltre eventuali canali esistenti. Dovrà usarsi una simbologia che consenta di individuare in pianta ciò che si è rappresentato in sezione (ad esempio dando una numerazione progressiva ai pozzetti). 1.6.2. Dettagli È buona norma rappresentare i principali manufatti di fognatura con disegni di dettaglio in scala 1 : 20 (o 1 : 25) o anche maggiore. In particolare si potranno rappresentare i pozzetti, le sezioni tipo, i ripristini stradali, i gradini di discesa, le cadute, l allacciamento, ecc. 1.6.3. Archivio Copia del disegno di progetto (se conforme a quello eseguito) o dello stato reale, per ciascun edificio, viene di norma conservata nell archivio comunale, non tanto e non solo per esigenze dell amministrazione, quanto come documentazione disponibile per l utenza.
CAPITOLO 5 SCELTA DELLE TUBAZIONI 5.1. GENERALITÀ Il criterio fondamentale nella scelta delle tubazioni è quello economico, ma si contrappone alla questione economica quella della durata, la quale però non può essere preventivamente indicata, per ciascun tipo di tubazione e/o del materiale di giunzione o sigillatura, in quanto è legata alla qualità del liquido trasportato. Specie per insediamenti produttivi e per altre numerose attività, classificate genericamente come servizi, gli scarichi possono contenere acidi, basi, solventi, ecc. Si pensi ad esempio alle attività di parrucchiere, alle carrozzerie, ecc. In tali casi la scelta del tipo di tubazione da impiegare deve prescindere, almeno in parte, dall aspetto economico e tenere in grande evidenza il problema della durata in relazione al tipo di scarichi che si possono ragionevolmente prevedere. Nella tabella 5.1 si sono fornite delle indicazioni di massima quali criteri generali da seguire. Si noti che in essa viene dato ampio spazio al materiale usato per la sigillatura; infatti la durata della canalizzazione e con durata si intende sì l esercizio senza cedimenti o rotture, ma anche senza perdite e/o infiltrazioni dipende in buona misura dalla tenuta del materiale usato per la sigillatura dei giunti, sia esso un o- ring o un legante cementizio.
32 LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI Tabella 5.1. Indicatori per la scelta del tipo di tubazione 1 Caratteristiche dei liquami Acque Temp. ordinaria Oli e grassi Alte temperature Tipo Materiale rifiuto civili Acide Basiche Solventi Vegetali Minerali Acide Basiche organici norm. Terreni Con solfati Acidi LATERIZI O tubazioni in gres N OK OK OK OK OK N N OK OK CERAMICI canali in mattoni N N N N N N N N N N pozzolanico N X N N X N X N X X portland N X N N X N X N N X CALCESTRUZZO alluminoso N X X N X N X X N X soprasolfatato N X N N X N X N N X cem. amianto N X N N X N X N N X ACCIAIO E GHISA N X N N R N X X R R PVC E PEAD N OK OK X N N X X OK OK PRFV N N N X X X X X OK OK malta di cemento N X N N X N X N X X malta bituminosa N N N X X X X X N N gomma naturale N N N X X X X N N N neoprene N OK N X N N N N OK OK gomma butilica N N N X X X X N N N MATERIALI DI stirene N N N X N N N N N N SIGILLATURA butadiene acrill... N N N X N N N N N N plastisol N OK OK X X N X X OK OK resina poliestere N OK N X N N X X OK OK poliuretano N OK OK N OK N N N OK OK polipropilene N OK OK N OK N N N OK OK epossidico N N OK X X N X OK OK N X X LETTO E tout venent N N RINFIANCHI sabbia INAPPLICABILE - - argilla X X N Resistenza normale X Opportuno chiedere informazioni al produttore R Necessario rivestimento OK Particolarmente idoneo 1 Tratta da British Standard Cp 301.
CAPITOLO 6 SCARICHI VERTICALI 6.1. NORMA UNI EN 12056-2 PUNTO 4 Sia che la fognatura pubblica sia di tipo separato che unitario, le colonne di scarico delle acque meteoriche e di quelle di rifiuto vanno mantenute separate. Nella tradizione costruttiva italiana, nel caso di canalizzazione mista, queste acque sono poi raccolte da un unica canalizzazione orizzontale e sversate nella pubblica fognatura. La recente normativa europea (UNI EN 12056-1) ritiene preferibile mantenere comunque separate le due canalizzazioni orizzontali e congiungerle solo all esterno dell edificio. A parere di chi scrive, non vi sono ragioni tecniche particolari per dover mantenere tale separazione all interno degli edifici. La ratio dell indicazione deriva dal fatto che, in caso si riveli necessario rendere separata la canalizzazione pubblica, il lavoro è estremamente facilitato e non coinvolge di fatto i proprietari degli stabili. 6.2. TIPI DI SIFONI E CHIUSURA IDRAULICA La chiusura idraulica, detta anche guardia idraulica, è un organo intercettore, collocato in genere a immediato contatto con gli scarichi dei sanitari, allo scopo di impedire ai gas mefitici la risalita dalle fognature alle abitazioni. Deve per contro permettere il libero scarico delle acque di rifiuto (figura 6.1). Trattasi in genere di un tubo piegato a gomito dove le acque di rifiuto, per essere convogliate allo scarico, devono necessariamente superare una risalita, originando in tal modo un ristagno d acqua, che tappa la risalita dei gas. È chiaro che se quest acqua evapora, o comunque viene a mancare, risulta assente anche la chiusura idrica (o idraulica). Tale chiusura idraulica viene chiamata impropriamente sifone; per facilitare la comprensione del testo, da qui in avanti si utilizzerà la dizione corrente. Si definisce carico del sifone il battente d acqua (figura 6.1) che garantisce la chiusura idrica. In genere tale battente è espresso in millimetri d acqua. Normal-
34 LE FOGNATURE DEGLI EDIFICI mente non dovrebbe essere inferiore a 50 mm, altrimenti una piccola depressione, determinata da uno scarico nella colonna, lo potrebbe rendere inefficace. Vi è poi un altra ragione che determina l altezza di tale battente: in caso di tempo secco, si può verificare un evaporazione massima di 1 1,5 mm/giorno, per cui tale altezza garantisce una tenuta per circa 30 giorni, anche senza che l apparecchio di scarico venga usato. In quanto spesso soggetti agli intasamenti, i sifoni devono essere facilmente ispezionabili. I più comuni tipi di sifoni dei sanitari in commercio sono illustrati in figura 6.2. Figura 6.1 Chiusura idraulica Figura 6.2 Comuni forme dei sifoni nei sanitari